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Nuove misure per garantire la sicurezza nel centro storico di Catania

Nuove misure per garantire la sicurezza nel centro storico di Catania

Decise dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito in prefettura

Incrementare i livelli di sicurezza nel centro storico di Catania, con particolare riferimento ai luoghi della cd. “movida”, il tema al centro del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito in prefettura.

Nel corso dell’incontro – presieduto dal prefetto Maria Carmela Librizzi, a cui hanno partecipato il Commissario straordinario del comune, i vertici provinciali delle Forze dell’ordine ed il presidente della locale Confcommercio – è stata svolta una approfondita analisi della problematica e sono state decise efficaci misure per rendere più sicuri i luoghi del centro storico maggiormente interessati da un notevole afflusso di persone.

A tal fine, il Commissario straordinario del comune di Catania ha disposto la chiusura alle 02.00 degli esercizi commerciali e l’istituzione di un’area pedonale in via Sangiuliano per i prossimi tre sabati.

Durante il comitato sono state, inoltre, predisposte ulteriori iniziative per contemperare le diverse esigenze dei residenti, di coloro che gestiscono attività commerciali, e, infine, di chi frequenta le zone della “movida”.

In particolare, è stato concordato che la Polizia locale – con la collaborazione della Protezione civile comunale – presidierà tutti i varchi di accesso all’area pedonale con lo scopo di consentire un utilizzo in piena sicurezza degli spazi ed è stato disposto dal comune uno specifico piano di viabilità alternativa per facilitare il transito dei veicoli nell’area interessata.

Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, inoltre, con il supporto dei Nuclei Antisofisticazione e Sanità (Nas) e dell’Azienda sanitaria provinciale, avvieranno dei controlli straordinari interforze degli esercizi commerciali per verificare il rispetto della normativa in materia di vendita e somministrazione di cibi e bevande.

“L’obiettivo comune” – ha affermato il prefetto – “è quello di approntare misure in modalità sinergica, inizialmente in via sperimentale, per verificarne l’efficacia, che contribuiscano a prevenire fatti che incidono sulla percezione dei livelli di sicurezza, incrementando, al contempo, attraverso l’offerta di servizi di qualità, l’attrattività del centro storico di Catania”.

Fonte: Ministero dell’Interno

​Esoneri contributivi aziende con certificazione di genere e interventi promozione parità nel lavoro

Esoneri contributivi aziende con certificazione di genere e interventi promozione parità nel lavoro

L’articolo 5 della legge 5 novembre 2021, n. 162 ha previsto, a decorrere dall’anno 2022 e nel limite di 50 milioni di euro annui, un esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali per i datori di lavoro del settore privato che conseguano la certificazione della parità di genere, quale attestazione del loro concreto impegno per la riduzione delle disparità di genere.

Il decreto adottato il 20 ottobre 2022 dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con i Ministri per le Pari Opportunità e la Famiglia e dell’Economia e delle Finanze, di attuazione della predetta disposizione, definisce criteri e modalità di concessione di tali esoneri, per i quali occorrerà presentare apposita domanda all’INPS, secondo le istruzioni rese disponibili a breve dal medesimo Istituto.

Il provvedimento prevede altresì che, in attuazione dell’articolo 1, comma 138, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, ulteriori interventi finalizzati alla promozione della parità salariale di genere e della partecipazione delle donne al mercato del lavoro siano realizzati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (INAPP) e in accordo con il Dipartimento per le Pari Opportunità che ne assicurerà la coerenza rispetto al Piano strategico nazionale per la parità di genere.

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

Istat: la redistribuzione del reddito in Italia anno 2022

La redistribuzione del reddito in Italia anno 2022

Nel 2022 si stima che l’insieme delle politiche sulle famiglie abbia ridotto la diseguaglianza (misurata
dall’indice di Gini) da 30,4% a 29,6%, e il rischio di povertà dal 18,6% al 16,8%.
Le stime includono gli effetti dei principali interventi sui redditi familiari adottati nel 2022: (i) la riforma Irpef; (ii) l’assegno unico e universale per i figli a carico; (iii) le indennità una tantum di 200 e 150 euro, i bonus per le bollette elettriche e del gas; (iv) l’anticipo della rivalutazione delle pensioni.

La riforma dell’Irpef, l’assegno unico e gli altri interventi hanno ridotto il rischio di povertà per le famiglie con figli minori, sia coppie (-4,3 p.p.), sia monogenitori (-4,2 p.p.), soprattutto in seguito all’introduzione dell’assegno unico. Per le famiglie monocomponenti (-2,1p.p.) e per gli ultrasessantacinquenni soli (-1,3p.p.) la riduzione è dovuta prevalentemente ai bonus e all’anticipo della rivalutazione delle pensioni. Per le famiglie senza figli o solo con figli adulti il rischio di povertà rimane quasi invariato o aumenta lievemente.

L’assegno unico ha determinato, nel 2022, una riduzione del rischio di povertà di 3,8 punti percentuali per i giovani da 0 a 14 anni, di 2,5 per quelli da 15 a 24 anni e di 2,4punti percentuali per gli individui nella classe di età fra i 35 e i 44 anni. Se si considerano anche le altre politiche, la riforma Irpef, i bonus e la rivalutazione delle pensioni, il rischio di povertà si riduce ulteriormente per tutte le classi di età al di sopra dei 24 anni.

La riforma dell’Irpef ha dato luogo a una diminuzione delle aliquote medie effettive pariall’1,5% per l’intera popolazione, con riduzioni più accentuate nei tre quinti di famiglie con redditi medi e medio-alti. Fra le famiglie che migliorano la propria situazione, il beneficio medio risulta meno elevato nel quinto più povero della popolazione, caratterizzato dalla presenza di contribuenti con redditi inferiori alla soglia della no-tax area, esenti da imposta.

Le famiglie del penultimo quinto assorbono il 31,7% del beneficio totale della riforma dell’Irpef che corrisponde al 2,3% del reddito familiare. Le famiglie che peggiorano la propria situazione, subiscono, invece, una perdita più elevata nel quinto più ricco della popolazione, dove si registra oltre la metà della perdita totale.

Le analisi dell’attuale scenario distributivo tengono conto solo parzialmente degli impatti differenziali tra i diversi livelli di reddito del significativo aumento dell’inflazione, che saranno oggetto di ulteriori approfondimenti.

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Fonte: Istat

Indennità bonus 200 euro per lavoratori in mobilità in deroga

Messaggio INPS n. 4231 del 23 novembre 2022 – Indennità bonus 200 euro per lavoratori mobilità in deroga

L’Inps, con il messaggio n. 4231 del 23 Novembre 2022, comunica che l’indennità una tantum di 200 euro sarà riconosciuta d’ufficio anche ai percettori di trattamenti di mobilità in deroga o di indennità di importo pari alla mobilità, che ne abbiano fruito nel mese di giugno 2022. I pagamenti avverranno a dicembre 2022.

Scarica il messaggio Inps

Fonte: Inps