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Ministero del Lavoro: Adeguamento della disciplina del Fondo di Integrazione Salariale

Ministero del Lavoro: Adeguamento della disciplina del Fondo di Integrazione Salariale

Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando ha firmato il Decreto Interministeriale che interessa l’adeguamento della disciplina del Fondo di Integrazione Salariale (FIS, art. 29 del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 148), già istituito presso l’INPS, alla luce delle modifiche introdotte in sede di Riforma degli Ammortizzatori sociali dalla Legge di Bilancio 2022 (art. 1, commi 191-216, Legge 30 dicembre 2021, n. 234). In particolare, il Decreto adegua, a decorrere dal primo gennaio 2022, la disciplina del FIS di cui al Decreto Interministeriale n. 94343 del 3 febbraio 2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (emanato di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze), alle disposizioni del D.Lgs. n. 148/2015, come integrate e modificate dalla Legge di Bilancio. Restano salvi i trattamenti di Assegno ordinario e di solidarietà già autorizzati e corrisposti in base alle previgenti previsioni.

Tra le principali novità:

  • L’ambito di applicazione. Sono soggetti alla disciplina del FIS i datori di lavoro che occupano almeno un dipendente, appartenenti a settori, tipologie e classi dimensionali non rientranti nell’ambito di applicazione della Cassa integrazione guadagni ordinaria e che non aderiscono ai Fondi di solidarietà bilaterali
  • I destinatari del FIS. Sono i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, a esclusione dei dirigenti, che abbiano un’anzianità di effettivo lavoro presso I’unità produttiva per la quale è richiesta la prestazione pari a 30 giorni alla data di presentazione della domanda di concessione del trattamento. Tale condizione non è necessaria per le domande relative a trattamenti ordinari di integrazione salariale per eventi oggettivamente non evitabili. Inoltre, per i periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, decorrenti dal primo gennaio 2022 sono destinatari dei trattamenti di integrazione salariale anche i lavoratori a domicilio e gli apprendisti di tutte le tipologie
  • L’Assegno di integrazione salariale. Ai lavoratori beneficiari, il FIS garantisce la prestazione di un Assegno di integrazione salariale d’importo pari all’integrazione salariale in relazione alle causali di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa previste dalla normativa vigente in materia di integrazioni salariali ordinarie e straordinarie. Ai datori di lavoro che occupano mediamente fino a 15 dipendenti nel semestre precedente, l’accesso all’Assegno di integrazione salariale può essere riconosciuto per le causali ordinarie e straordinarie; ai datori di lavoro che occupano mediamente oltre 15 dipendenti nel semestre precedente (nonché ai datori di lavoro di cui all’art. 20, comma 3 ter del D.Lgs. n. 148 del 2015, a prescindere dal numero dei dipendenti), l’accesso all’assegno di integrazione salariale può essere riconosciuto per le causali ordinarie
  • Il finanziamento. Per l’Assegno di integrazione salariale, dal primo gennaio 2022 è dovuto al Fondo per due tipologie di datori di lavoro. Per coloro che nel semestre precedente abbiano occupato mediamente fino a 5 dipendenti è previsto un contributo ordinario dello 0,5% della retribuzione mensile imponibile ai fini previdenziali dei lavoratori dipendenti, esclusi i dirigenti, di cui due terzi a carico del datore di lavoro e un terzo a carico dei lavoratori. Per i datori di lavoro, che nel semestre precedente abbiano occupato mediamente più di 5 dipendenti è previsto un contributo ordinario dello 0,8% della retribuzione mensile imponibile ai fini previdenziali dei lavoratori dipendenti, esclusi i dirigenti, di cui due terzi a carico del datore di lavoro e un terzo a carico dei lavoratori. A decorrere dal primo gennaio 2025, a favore dei datori di lavoro che nel semestre precedente la data di presentazione della domanda abbiano occupato mediamente fino a 5 dipendenti e che non abbiano presentato domanda di Assegno integrazione salariale per almeno 24 mesi, a far data dal termine del periodo di fruizione del trattamento, l’aliquota si riduce in misura pari al 40%.

Da ultimo, si ricorda che l’erogazione delle prestazioni in favore dei lavoratori è a carico del datore di lavoro; l’importo delle prestazioni è rimborsato dall’INPS al datore di lavoro o conguagliato da questo secondo le norme per il conguaglio tra contributi dovuti e prestazioni corrisposte.

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

Per le prossime elezioni scegliamo candidati competenti nel comparto sicurezza

Per le prossime elezioni scegliamo candidati competenti nel comparto sicurezza

di Maria Cristina Urbano

Nella vigilanza privata sono impegnate più di 100.000 persone. Pensiamo non sia velleitario chiedere con forza che nel prossimo Parlamento possa esservi qualcuno che sappia di cosa parliamo e quali siano le criticità che affrontano tutti i giorni guardie giurate, addetti ai servizi fiduciari, addetti ai trasporti valori o all’antipirateria

Con il governo dimissionario, le Camere sciolte, in una fase nella quale i partiti sono impegnati nella definizione delle alleanze e delle candidature in vista delle imminenti elezioni, oramai in agosto, cosa mai potrebbe chiedere un’associazione di categoria come Assiv alla politica?

Certamente, come sempre, attenzione al comparto della sicurezza, con la speranza che le istanze della vigilanza privata possano trovare spazio e dignità nei programmi dei partiti che si propongono per governare il nostro Paese. Richiesta scontata, penseranno in molti, ma certamente legittima alla luce della disattenzione con la quale le nostre istituzioni hanno spesso trattato la materia. Ma in questa sede vorrei cogliere l’occasione per spingermi oltre, chiedendo ai partiti di porre la massima attenzione nella scelta dei candidati che verranno proposti agli elettori.

Ecco, in questo contesto vorrei soffermarmi quindi su due persone, su due parlamentari, che più di altri sono stati vicini ai nostri temi e hanno supportato le nostre iniziative per far emergere quanto di buono associazioni come Assiv possono fare a servizio delle istituzioni e del Paese tutto. Il loro merito, a nostro avviso, non risiede tanto nell’aver sostenuto le istanze del comparto (cosa per la quale esprimiamo, una volta ancora, tutta la nostra gratitudine), quanto piuttosto nell’aver avuto l’onestà intellettuale di affrontare tematiche complesse, e troppo spesso “ideologizzate”, con la volontà di comprenderne le sottese ragioni, anche di natura tecnica, di aver mostrato curiosità verso un comparto in marcata trasformazione e dalle grandi potenzialità.

Mi riferisco agli onorevoli Alberto Pagani ed Emanuele Prisco, il primo esponente del Partito Democratico, il secondo di Fratelli d’Italia. Già quest’ultimo dato mi sembra sufficiente a sgombrare il campo da interpretazioni che potrebbero vedere in ciò un improbabile posizionamento partitico. Ebbene, questi due deputati, con competenza e professionalità, hanno interloquito con il comparto che rappresento per tutta la durata della legislatura che si sta concludendo, talvolta in accordo, talaltra in disaccordo con quanto abbiamo portato all’attenzione del Parlamento.

Non posso negare che quando siamo stati in disaccordo sono stata assalita da una punta di frustrazione, d’altronde i sentimenti di gioia o rabbia caratterizzano il quotidiano di tutti. Ma il punto non è questo. Il punto è che troppo spesso negli ultimi decenni sono stati scelti dai partiti e quindi eletti alla Camera e al Senato soggetti dai meriti oscuri, messi in lista perché amici di cacicchi territoriali oppure perché yesman o yeswoman del segretario politico di turno. La politica e il Parlamento dovrebbero essere invece il luogo nel quale si mettono a disposizione le proprie competenze a favore dei cittadini, delle imprese, nel riconoscimento del grande valore, anche culturale, che i corpi intermedi hanno sempre garantito nella lunga storia dell’Italia. La retorica dell’uno vale uno, teoricamente valida se non si sostanzia nell’esaltazione dell’incompetenza confusa per cambiamento, ha dimostrato tutte le sue crepe ed è stato nient’altro che un sogno di una notte di mezza estate.

Ciò di cui ha bisogno l’Italia, nel momento in cui, peraltro, a partire dalla legislatura che si appresta a iniziare la rappresentanza parlamentare sarà ridotta di circa un terzo nei suoi componenti (ci sarebbe molto da dire su questo, le responsabilità sono tanto della sinistra che della destra), è avere eletti consapevoli del valore insito nelle istanze che provengono dal mondo produttivo, associativo, sindacale.

Il nostro Paese ha bisogno di competenza in tutti i settori, a maggior ragione in quello che più di altri decide della sorte dei cittadini. Il nostro è quindi un appello a quanti stanno in queste ore lavorando per la definizione delle liste elettorali: che sia data priorità ai competenti! A quanti potranno dare valore aggiunto, anche intellettuale e culturale, in una fase storica che si prospetta caratterizzata da problemi complessi, che necessitano di risposte complesse.

Nella vigilanza privata, armata e non armata, sono impegnate a vario titolo più di 100.000 persone. Pensiamo non sia velleitario chiedere con forza che nel prossimo Parlamento possa esservi qualcuno (speriamo più di qualcuno) che sappia di cosa parliamo e quali siano le criticità che si trovano ad affrontare tutti i giorni guardie giurate, addetti ai servizi fiduciari, addetti ai trasporti valori o all’antipirateria. Per il momento, grazie a chi ha saputo ascoltare e confrontarsi, nell’auspicio di poter riprendere il filo momentaneamente interrotto.

Leggi l’articolo sul blog dell’Huffpost di Maria Cristina Urbano

INPS: Green pass, indicazioni operative sul trattamento economico e giuridico dei periodi di assenza ingiustificata o sospensione per i lavoratori dipendenti pubblici e privati

Circolare INPS 94 del 2 agosto 2022: Obbligo della certificazione verde COVID-19 (c.d. green pass) sui luoghi di lavoro sino al 30 aprile 2022. Indicazioni operative sul trattamento economico e giuridico dei periodi di assenza ingiustificata o sospensione per i lavoratori dipendenti pubblici e privati. Effetti sulle prestazioni previdenziali ai lavoratori del settore privato aventi diritto alle tutele riconosciute dall’INPS

Al fine di tutelare la salute pubblica durante il periodo di emergenza sanitaria da COVID-19, il legislatore ha emanato diversi provvedimenti volti ad assicurare e a mantenere adeguate condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, prevedendo per i lavoratori, sia del settore pubblico che di quello privato, l’obbligo di possedere la certificazione verde COVID-19 (c.d. green pass) per l’accesso ai luoghi di lavoro e disponendo, in capo al datore di lavoro, obblighi di controllo e verifica, anche a campione, del rispetto delle disposizioni emanate e della contestazione delle eventuali violazioni.

Con la presente circolare si illustra sinteticamente il quadro normativo di riferimento e i riflessi in materia previdenziale relativi all’applicazione delle previsioni contenute nel decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, recante “Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19”, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, e nel decreto-legge 1 aprile 2021, n. 44, recante “Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici”, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, così come integrate e modificate dalle successive disposizioni emanate con il decreto-legge 21 settembre 2021, n. 127, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 novembre 2021, n. 165, nel decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 settembre 2021, n. 133, nel decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 2022, n. 3, nonché nel decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2022, n. 18.

Da ultimo, il decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24, recante “Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza”, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 maggio 2022, n. 52, ha apportato ulteriori modifiche alla normativa in argomento, tenuto conto della cessazione dello stato di emergenza.

Si forniscono, inoltre, chiarimenti in merito alla gestione di alcune tutele in costanza di rapporto di lavoro quali malattia, maternità, permessi di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, e congedo straordinario di cui all’articolo 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, riconosciute in capo ai lavoratori del settore privato aventi diritto alle tutele previdenziali INPS, nei casi di assenza dal lavoro per mancato rispetto delle disposizioni sopra richiamate in merito al possesso, sino al 30 aprile 2022, della certificazione verde COVID-19 (c.d. green pass).

Istat: il mercato del lavoro in Italia a giugno 2022

Istat: il mercato del lavoro in Italia a giugno 2022

A giugno 2022, dopo il calo registrato a maggio, il numero di occupati torna ad aumentare per effetto della crescita dei dipendenti permanenti, superando nuovamente i 23 milioni.

Rispetto a giugno 2021, l’incremento di oltre 400mila occupati è determinato dai dipendenti che, a giugno 2022, ammontano a 18 milioni 100 mila, il valore più alto dal 1977, primo anno della serie storica.

Il tasso di occupazione sale a 60,1% (valore record dal 1977), quello di disoccupazione è stabile all’8,1% e il tasso di inattività scende al 34,5%.

Fonte: ISTAT

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