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Security Manager tra Vigilanza e Sicurezza Aziendale. Il Talk di S News

Security Manager tra Vigilanza e Sicurezza Aziendale. Il Talk di S News

di Monica Bertolo – 15 Marzo 2022

Security Manager tra Vigilanza e Sicurezza Aziendale. Sicurezza 2021 – Fiera Milano

Security Manager, tema ricorrente sulle colonne di S News, è l’argomento al centro del Talk Show “Security Manager tra Vigilanza Privata e Sicurezza Aziendale: Erma del terzo millennio?” tenutosi sul set televisivo della testata giornalistica a Fiera Sicurezza in Fiera Milano.

Con l’apporto anche dell’Ente Certificatore si sviluppa, nel corso del Talk, un approfondimento sul Ruolo del Security Manager nella Vigilanza Privata e nella Sicurezza Aziendale, allargando il ragionamento anche all’ambito della sicurezza urbana, pure nei risvolti geopolitici.

Relatori al Talk Show sono: Maria Cristina Urbano, Presidente ASSIV; Giulia Mazzeo, ICMQ business unit CERSA, Responsabile sviluppo Figure Professionali e formazione; Cristhian ReResponsabile Sicurezza e Servizi Generali, Acciai Speciali Terni; Davide Mantovan, Direttore Operativo Era.

I lavori  si aprono con l’intervento della Presidente Assiv, che cerca di dare risposta alla pirandelliana domanda “Il Security Manager nell’Istituto di Vigilanza Privata: un personaggio in cerca d’autore?

Giulia Mazzeo a sua volta approfondisce il tema relativo alla figura del Professionista della Security, quale riferimento per la gestione di tutti gli aspetti relativi alla sicurezza di un’Organizzazione.

A seguire Re, con una provocazione, ovvero il suo “Ricomincio da tre”, per analizzare l’evoluzione del profilo del Security Manager, tra passato, presente e futuro.

La parola poi passa a Mantovan chepresenta l’impatto delle dinamiche geopolitiche, in continua e veloce evoluzione, sulla gestione della sicurezza privata.

Molti gli spunti di riflessione scaturiti dal talk e molti i messaggi e gli indirizzi operativi che i vari interlocutori hanno saputo lanciare e pragmaticamente focalizzare.

Buona visione!

Presentazione rapporto di previsione Centro Studi Confindustria “L’economia italiana alla prova del conflitto in Ucraina” – 2 aprile 2022

Il 2 aprile 2022, alle ore 10.30, si terrà la presentazione del Rapporto di previsione del Centro Studi Confindustria “L’economia italiana alla prova del conflitto in Ucraina“.

L’evento è gratuito e si terrà sia in presenza, presso Confindustria, Viale dell’Astronomia 30 (Roma), che in diretta streaming su www.confindustria.it.

E’ necessaria la registrazione sul banner cliccabile o sul link sottostante per seguire l’evento.

https://www.confindustria.it/home/centro-studi/appuntamenti-csc/dettaglio/presentazione-rapporto-previsione-economia-italiana-primavera-2022

Violenza contro gli operatori sanitari, dati e analisi in uno studio Inail

Violenza contro gli operatori sanitari, dati e analisi in uno studio Inail

In un report pubblicato dalla Sovrintendenza sanitaria centrale in occasione del 12 marzo, Giornata nazionale di prevenzione, una panoramica aggiornata di questo fenomeno, sottostimato e diffuso non solo in ambito assistenziale ma anche in quello assicurativo e previdenziale. Il 40% degli operatori dell’Istituto ha dichiarato di aver subito un’aggressione, per la maggior parte in ambulatorio o in centri medico-legali.

Gli episodi di aggressione e di violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari sono stati oggetto di numerose cronache giornalistiche, che ne hanno evidenziato l’allarme anche dal punto di vista sociale. Si tratta di atti diffusi, non inquadrabili agevolmente dal punto di vista numerico perché non denunciati o perché le vittime tendono a soprassedere. A contribuire ulteriormente a far luce su questo fenomeno è un report curato dalla Sovrintendenza sanitaria centrale dell’Inail, diffuso in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, che a partire da quest’anno viene celebrata il 12 marzo. Lo studio si sofferma in particolare sulle aggressioni subite dal personale dell’Istituto, a cui nel 2020 era stato sottoposto un questionario specifico.

Anche dai dati Inail emerge la sottostima del fenomeno. Come rileva la pubblicazione, anche i dati sulle violenze e minacce subite dal personale sanitario, diffusi dall’Inail in occasione della Giornata, confortano l’ipotesi di una sottostima di questo fenomeno. Dal 2016 al 2020 sono stati più di 12mila i casi di infortunio in occasione di lavoro accertati positivamente dall’Istituto e codificati come violenze, aggressioni, minacce e similari, con una media di 2.500 casi l’anno. A essere più colpiti sono i “tecnici della salute”, infermieri ed educatori professionali normalmente impegnati in servizi educativi e riabilitativi. Nel computo, con il 5% dei casi di aggressione in sanità, anche la categoria dei “medici”, che non comprende i sanitari generici di base e i liberi professionisti in quanto non inclusi nell’obbligo assicurativo Inail.

Violenze anche in ambito medico-legale. Dopo aver riepilogato la normativa vigente in tema, il report della Sovrintendenza si sofferma specificamente sugli episodi di violenza nelle strutture sanitarie di tipo medico-legale, segnalandone difficoltà di inquadramento e di positivo accertamento. In ambito Inail, ad esempio, accanto agli episodi di violenza in ambito clinico-assistenziale, sono da registrarsi anche quelli occorsi durante le attività medico-legali, vale a dire nel corso di accertamenti finalizzati all’erogazione di prestazioni in favore di soggetti infortunati o tecnopatici.

Aggressioni fisiche e verbali durante le visite. Questi, osservano i professionisti dell’Istituto, risultano persino più insidiosi, poiché correlati ad una sorta di “pretesa acquisitiva” da parte dell’assicurato/tecnopatico, per il proprio convincimento di “meritare” una determinata prestazione. “In questa dimensione – si legge nello studio – può accadere che gli operatori sanitari Inail non siano visti come alleati, ma come antagonisti, quando il giudizio medico-legale non aderisce alle aspettative dell’utente. Si possono verificare anche in questo ambito, episodi di aggressione verbale e fisica agli operatori sanitari, con il ricorso a minacce, anche reiterate nel corso degli incontri che possono avvenire con lo stesso professionista, sia durante la definizione del caso, sia in occasione di visite di revisione o di visite collegiali”.

Nel 2020 un questionario sottoposto agli operatori sanitari dell’Istituto. Da qui l’interesse dell’Istituto per la materia, immediatamente tangibile sia sotto il profilo etico e sociale che economico, per la riduzione degli infortuni e delle malattie di origine professionale e dei relativi costi in termini di indennizzo. Nel 2020 è stato somministrato, a cura della Sovrintendenza e della Direzione centrale risorse umane, un questionario online agli operatori sanitari e socio-sanitari operanti nelle unità territoriali locali dell’Inail e nei centri di riabilitazione e protesi.

I risultati dell’indagine. Al questionario hanno risposto 1.144 operatori della sanità, di cui il 45% era costituito dai medici e il 44% dagli infermieri. Il 40% degli interpellati ha dichiarato di aver subito un’aggressione, con 459 episodi di violenza dichiarati, e il 27% di averne subita più di una. La molestia è stata la tipologia di aggressione maggiormente segnalata (42%), seguita dalla minaccia (35%) e dalle aggressioni verbali (10%). Quanto al luogo di accadimento, il 91% delle aggressioni è avvenuto negli ambulatori e/o nei centri medico-legali. Nel 61% dei casi sono state fatte da parte di assistiti, mentre nel 21% dei casi da parte di familiari. Gli aggressori erano nell’85% dei casi maschi. Nel questionario erano sollecitate anche le reazioni corrispondenti: il 33% dei partecipanti ha risposto di avercela fatta da solo, mentre il 27% ha riferito di aver richiesto aiuto o di essere stato aiutato da un’altra persona. La denuncia di infortunio all’Inail è stata comunicata dal 12% degli operatori, il 4% lo ha fatto alle Forze dell’ordine.

Fonte: INAIL

Lavoratori fragili, nuove regole sulle tutele fino al 31 marzo

Lavoratori fragili, nuove regole sulle tutele fino al 31 marzo

Messaggio INPS 11 marzo 2022, n. 1126: Tutele previdenziali di cui all’articolo 26 del decreto-legge n. 18/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27/2020, per i lavoratori del settore privato assicurati per la malattia. Ulteriori aggiornamenti normativi

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