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Banca d’Italia: on line il bollettino economico del 2 trimestre 2022

Banca d’Italia: on line il bollettino economico del 2 trimestre 2022

Aumentano i rischi per il ciclo economico mondiale, crescono le pressioni inflazionistiche

Nel secondo trimestre l’attività economica globale si è indebolita. I corsi delle materie prime energetiche hanno segnato ulteriori marcati rialzi; ne sono seguiti nuovi massimi per l’inflazione. Il ciclo economico risente delle ripercussioni della guerra in Ucraina, dell’erosione del potere d’acquisto delle famiglie dovuta all’inflazione e dell’impatto dell’accresciuta incertezza sugli investimenti privati. Sono peggiorate le condizioni sui mercati finanziari internazionali.

Prosegue la normalizzazione delle politiche monetarie

La Federal Reserve ha accelerato il processo di normalizzazione della sua politica monetaria con cospicui e ripetuti incrementi del tasso di interesse di riferimento. Il Consiglio direttivo della BCE ha concluso dalla fine di giugno gli acquisti netti nell’ambito del programma di acquisto di attività finanziarie e ha annunciato che nella prossima riunione di luglio intende procedere con un primo aumento dei tassi di interesse ufficiali, a cui ne seguirebbe un secondo in settembre. Inoltre, a fronte di bruschi rialzi degli spread di alcuni titoli sovrani e dei connessi rischi per il funzionamento del meccani­smo di trasmissione monetaria,ha deciso di reinvestire con flessibilità i titoli in scadenza nel programma per l’emergenza pandemica e ha accelerato i lavori su un nuovo strumento contro la frammentazione dei mercati. Riflettendo il più rapido riorientamento della politica monetaria negli Stati Uniti, nella prima metà di luglio il dollaro si è apprezzato nei confronti dell’euro, raggiungendo la parità.

In Italia il PIL ha accelerato nel secondo trimestre

Secondo le nostre stime, in Italia la crescita del prodotto, appena positiva nel primo trimestre, è stata pari a circa mezzo punto percentuale nel secondo. I consumi delle famiglie hanno beneficiato dell’allentamento delle restrizioni introdotte per contrastare la pandemia. È proseguito l’aumento degli investimenti e delle esportazioni, sebbene a un ritmo più contenuto di quello di inizio anno. In primavera è continuato il recupero dell’occupazione, ma vi sono segnali di decelerazione.

L’inflazione è salita ulteriormente, sospinta da energia e alimentari

L’inflazione ha superato l’8 per cento in giugno sulla spinta degli eccezionali rincari dei beni energetici, che si sono gradualmente trasmessi anche agli alimentari e ai servizi. La conseguente riduzione del potere d’acquisto, che colpisce in particolare le famiglie meno abbienti, è stata mitigata dai provvedimenti del Governo volti ad alleviare il peso dei più elevati prezzi dell’energia.

Le condizioni del credito e sui mercati finanziari peggiorano

Le indagini presso le banche evidenziano un modesto irrigidimento nelle loro politiche di offerta, confermato dal peggioramento delle condizioni di accesso percepito dalle imprese. I mercati finanziari italiani hanno risentito dell’accelerazione nella normalizzazione delle politiche monetarie e del deterioramento delle prospettive di crescita economica. Il rendimento del titolo di Stato decennale e lo spread rispetto al corrispondente titolo tedesco si sono ampliati in un contesto di alta volatilità; il brusco aumento del differenziale non appare giustificato dalle condizioni macroeconomiche di fondo.

Nello scenario previsivo di base il PIL continua a crescere nel prossimo biennio

In questo Bollettino si aggiornano le proiezioni per l’economia italiana per il triennio 2022-24 predisposte nell’ambito dell’esercizio previsivo coordinato dell’Eurosistema e pubblicate lo scorso 10 giugno. Nello scenario di base, in cui si ipotizza che il conflitto in Ucraina si protragga fino alla fine dell’anno in corso senza tuttavia condurre a una totale interruzione delle forniture energetiche dalla Russia, il PIL aumenterebbe del 3,2 per cento nel 2022, dell’1,3 nel 2023 e dell’1,7 nel 2024. L’inflazione si collocherebbe al 7,8 per cento nella media di quest’anno, per poi scendere progressivamente al 2,0 nel 2024.

Nel caso di un arresto delle forniture di energia dalla Russia la crescita si interromperebbe

In uno scenario avverso si ipotizza un arresto delle forniture energetiche russe, con conseguenti interruzioni produttive di alcune attività industriali, maggiori rincari delle materie prime, un impatto più forte su incertezza e fiducia e una dinamica più debole della domanda estera. Al netto di possibili risposte delle politiche economiche, in questo scenario il PIL aumenterebbe di meno dell’1 per cento nel 2022 e scenderebbe nel prossimo anno di quasi 2 punti percentuali, tornando a espandersi solo nel 2024. L’inflazione sarebbe più alta che nello scenario di base nel prossimo biennio.

Allegati

Fonte: Banca d’Italia

Modena, nasce l’Osservatorio sulla legalità con compiti di analisi e prevenzione dei fenomeni criminali

Modena, nasce l’Osservatorio sulla legalità con compiti di analisi e prevenzione dei fenomeni criminali

Istituito nell’ambito della Conferenza provinciale permanente vigilerà sui tentativi di infiltrazione nei progetti finanziati dal PNRR

Analizzare la situazione economico-sociale della provincia, con il coinvolgimento di attori dalle competenze diversificate e con profili specializzati con l’obiettivo di garantire la coesione sociale, tutelare le fragilità e promuovere azioni di prevenzione e intervento sui più diffusi fenomeni criminali presenti sul territorio. Questi i temi dell’Osservatorio sulla legalità che sarà istituito a Modena nell’ambito della Conferenza Provinciale Permanente.

L’annuncio della prossima istituzione dell’organismo è avvenuta nel corso di una riunione convocata dal prefetto di Modena, Alessandra Camporota, a cui hanno preso parte il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei, il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Molinari, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Col. Adriano D’Elia, i segretari territoriali dei Sindacati CGIL, CISL e UIL, e i rappresentanti delle connesse associazioni dei consumatori.

In generale, l’Osservatorio rappresenterà un luogo di approfondimento e controllo per individuare i rischi derivanti dall’attuale crisi energetica ed economica e attuare le migliori strategie per azioni politico-amministrative finalizzate ad assicurare un’efficace attività di prevenzione dei fenomeni speculativi connessi alla crisi.

Inoltre, sarà svolta una azione di raccordo e monitoraggio sull’attuazione dei progetti finanziati dal PNRR, anche per scongiurare ogni possibilità di infiltrazioni della criminalità organizzata.

Fonte: Ministero dell’Interno

Agenzia delle Entrate: circolare “bonus carburante”

Agenzia delle Entrate: circolare “bonus carburante”

Con la circolare del 14 luglio 2022, n. 27 l’ Agenzia delle Entrate indica le istruzioni per i datori di lavoro del settore privato che intendono erogare ai propri dipendenti i buoni benzina introdotti per contenere gli impatti economici dovuti all’aumento del prezzo dei carburanti (Dl n. 21/2022)

Scarica la Circolare n. 27 del 14 luglio 2022

Fonte: Agenzia delle Entrate

Congiuntura flash Confindustria: scenario molto incerto per l’Italia, risultante di fattori che agiscono in direzioni opposte

Scenario molto incerto per l’Italia, risultante di fattori che agiscono in direzioni opposte

I prezzi dell’energia sono vicini al picco, i tassi e lo spread sono al rialzo. L’inflazione è più elevata e persistente, determinando rischi per i consumi. L’industria resiste, nei servizi è atteso un rimbalzo, per l’export prospettive difficili. L’Eurozona è in crescita ma con segnali di debolezza, negli USA riviste al ribasso le previsioni.

L’economia italiana e internazionale in breve

  • Forze contrastanti. La dinamica del PIL italiano è l’incerta sintesi di fattori che spingono in direzioni opposte. Al ribasso: i rincari di energia e alimentari (accentuati dalla guerra), per l’impatto su costi e margini delle imprese e su inflazione e potere d’acquisto delle famiglie, i tassi di interesse più alti e lo spread sovrano più ampio, il commercio internazionale debole. Al rialzo: la fine delle restrizioni anti-Covid e la stagione calda che spingono il turismo, la crescita delle costruzioni, la resilienza dell’industria (grazie alla sua diversificazione e al traino dei primi due settori), il risparmio accumulato che protegge i consumi. L’euro indebolito sul dollaro aiuta l’export, ma alza i prezzi dei beni importati.
  • Energia vicina al picco. Il prezzo del petrolio è sceso di poco a luglio, a 112 dollari al barile (da 123 a giugno) ma resta molto alto rispetto ai valori di inizio anno (87 dollari). Il gas in Europa si è impennato a 171 euro/mwh a luglio (106 a giugno), sopra i valori medi di marzo, a seguito del calo dell’offerta russa.
  • Tassi alti. I rendimenti sui titoli pubblici nell’Eurozona erano scesi poco dal picco, dopo l’annuncio BCE “anti-frammentazione”: a luglio il BTP è a 3,19% in media (3,55% a giugno), restando molto sopra lo 0,97% di dicembre 2021. La lieve flessione è comune a tutti i paesi (Bund a 1,19% da 1,50%). Anche lo spread BTP-Bund era in calo, ma di recente è risalito per l’instabilità politica (+2,00 in media, da +2,05).
  • Industria: quadro complicato. Gli indicatori continuano a fornire segnali discordanti. Il PMI è in discesa (50,9 a giugno, da 51,9), ormai vicino alla stagnazione; l’indagine Banca d’Italia segnala un peggioramento della domanda e maggiore incertezza nel 2° trimestre; la fiducia delle imprese manifatturiere registra un piccolo recupero a giugno, dopo un lungo calo. La produzione industriale, in calo a maggio come atteso, è in aumento nella media del 2° trimestre (-0,7% nel 1°), con una dinamica nella prima metà del 2022 che, pur rallentando, è ben superiore a quella tedesca e francese. Le imprese industriali, dunque, mostrano resilienza. Prosegue, invece, il trend di espansione delle costruzioni, che sostiene anche il flusso di investimenti; di recente, però, è apparso qualche segnale di decelerazione.
  • Rimbalzo nei servizi. La spesa dei turisti stranieri in Italia ha ridotto in aprile il gap dal pre-Covid a -21% (era -25% a marzo). L’indicatore dei consumi ICC a maggio ha registrato un aumento del +3,4% annuo, trainato dai servizi (+18,3%) che beneficiano dei maggiori acquisti per il tempo libero grazie al calo delle restrizioni, ma frenato dai beni (-1,4%). Ciò sembra riflettere il fatto che, dato il reddito disponibile, i prezzi più alti impongono scelte tra acquisti di beni e servizi. Il PMI del settore continua ad indicare espansione, ma a un ritmo in rapida flessione (51,6 a giugno, da 53,7). Il rimbalzo dei servizi nel 2° e 3° trimestre potrebbe essere agevolato dal risparmio delle famiglie, ma limitato dall’inflazione.
  • Export: prospettive difficili. Il valore dell’export è in aumento, per la crescita dei prezzi, ma in volume la dinamica è piatta a marzo-aprile. In aumento le vendite extra-UE a maggio (+4,7%), con forte contributo del mercato USA dove le merci italiane sono favorite dall’indebolimento dell’euro; in calo, invece, le vendite in Russia e Cina. Le prospettive sono difficili: maggior calo a giugno degli ordini esteri del PMI manifatturiero e debole commercio mondiale (-0,3% a febbraio-aprile); in espansione l’import di USA e UK, stabile quello dell’Eurozona, in calo quello della Cina. Lo scenario per gli scambi è negativo: PMI globale sugli ordini manifatturieri in zona recessiva per il quarto mese a giugno. Ma ci sono segnali di allentamento dei colli di bottiglia negli approvvigionamenti, grazie alla ripresa dell’attività dei porti cinesi a maggio e alla risalita della produzione in Cina a giugno (solo +0,4% il PIL nel 2° trimestre).
  • Eurozona in crescita ma con segnali di debolezza. Nonostante le criticità dovute al conflitto e alle pressioni inflazionistiche, il PIL nel 1° trimestre è cresciuto di +0,6%. Tuttavia, continua a calare, da fine 2021, il sentiment economico, misurato dall’indicatore ESI (-5,9% nel 2° trimestre), prospettando nei prossimi mesi una crescita molto debole nell’Eurozona. Il deterioramento della fiducia è comune a tutti i principali paesi, in particolare Francia e Spagna (-5,9% e -5,7%), seguite dalla Germania (-4,5%). Un peggioramento è stato rilevato anche nelle aspettative sull’occupazione (-2,3% nel 2° trimestre).
  • USA: si abbassa la crescita. La FED ha rivisto fortemente al ribasso le previsioni sul PIL nel 2022 (+1,7% da +2,8%) e nel 2023 (+1,7% da +2,2%), tenendo invariato il 2024 (+1,9%), con una minor crescita dell’1,7% nel triennio. I segnali recenti per l’economia sono negativi: tutti gli indici di attività nel manifatturiero stanno continuando a scendere in modo rilevante (PMI a 57,0 a giugno, da 59,2; ISM a 53,0 da 56,1), così come la fiducia delle imprese NFIB (89,5 da 93,1). Inoltre, la fiducia dei consumatori a giugno è diminuita a 50,0 punti, molto sotto la media dell’ultimo anno.

Focus del mese – Inflazione più alta e persistente: rischi per i consumi

  • Inflazione record. L’inflazione in Italia continua a salire (+8,0% annuo a giugno) su valori che non si vedevano dal 1985, dopo gli shock petroliferi. I paesi europei sono colpiti in misura differenziata: meno la Francia (+6,5%), di più la Germania (+8,2%) e soprattutto la Spagna (+10,0%). La media per l’Eurozona, +8,6%, è oltre 4 volte sopra la soglia BCE del +2%. Negli USA, dove l’inflazione è salita prima, i valori sono simili (+9,1%; a maggio +6,3% la misura a cui guarda la FED).
  • Cause: commodity… La corsa dell’inflazione è trainata soprattutto dai prezzi elevati delle materie prime energetiche e  alimentari, ancor più in tensione a causa della guerra in Ucraina. I rincari si traducono in Italia in un +48,7% annuo dei prezzi energetici al consumo e in un +8,7% per quelli alimentari, che spiegano ben 5,7 punti su 8,0 di inflazione. La core inflation, al netto di tali prezzi, resta più contenuta: +3,1% in Italia (+3,7% nell’Eurozona). È comunque cresciuta negli ultimi mesi, segno che i rincari si stanno lentamente trasferendo sugli altri prezzi (+7,2% quelli relativi ai servizi di trasporto, ancora solo +2,6% per i beni industriali). Ma non quanto negli USA (+5,9% la core), dove la domanda interna è più sostenuta e pesa anche la rincorsa dei salari.
  • …e svalutazione dell’euro. Anche il continuo indebolimento dell’euro, crollato a 1,01 dollari per euro in media a luglio, da 1,22 a maggio 2021 sta alimentando l’inflazione in Europa. Il significativo trend di svalutazione (pari al -17%) accresce, infatti, il costo delle commodity importate in Italia e negli altri paesi dell’Eurozona, che sono quotate quasi tutte in dollari (tranne il gas naturale, prezzato ad Amsterdam). Il prezzo del petrolio, per esempio, a luglio cresce del +44% annuo in dollari, ma addirittura del +66% in euro.
  • Imprese shock absorber, ma non per sempre. Le imprese hanno vissuto un 2021 di sofferenza sul fronte dei costi e dei prezzi, con un impatto significativo sui margini (-3,0% nella manifattura, in media). Più di recente, stanno provando a trasferire maggiormente a valle i rincari delle materie prime. L’andamento dei prezzi alla produzione in Italia (beni intermedi +23,3% annuo a maggio 2022, beni strumentali +8,1%, beni di consumo +8,2%) resta, comunque, molto più limitato di quello dei prezzi delle commodity (+87% le energetiche, in dollari, nello stesso periodo). Il tentativo delle imprese italiane di evitare un’ulteriore forte erosione dei margini, che sarebbe insostenibile, si riverserà su vari prezzi al consumo, tenendo alta l’inflazione.
  • Prospettive: inflazione più persistente. Fino a qualche mese fa, la maggioranza dei previsori si aspettava che l’impennata dell’inflazione fosse temporanea e che, una volta cessate le tensioni sulle commodity, si sarebbe vista una rapida discesa. Ma ora lo scenario inflazionistico sta peggiorando nell’Eurozona. Secondo le previsioni della BCE di inizio giugno, l’inflazione sarebbe al +6,8% quest’anno e scenderebbe a +3,5% il prossimo: troppo alta, troppo a lungo (anche peggio per la Commissione UE: +7,6% e +4,3%). La core inflation è attesa al +3,3% nel 2022 e ancora a +2,8% nel 2023. L’aumento annunciato dei tassi ufficiali, legato proprio a tale scenario per i prezzi, aiuterà a frenare le aspettative di inflazione e potrebbe limitare il trasferimento dei rincari ai beni industriali. I prezzi di energia e alimentari, però, dipendono da fattori esogeni, fuori del controllo della BCE: il loro sentiero, in questa fase particolare, è legato all’incerta evoluzione del conflitto.
  • Un freno ai consumi. Per le famiglie, il rialzo dei prezzi finali si traduce in una maggiore spesa, a parità di volumi, considerato anche che energia e alimentari sono difficilmente comprimibili. Ciò potrebbe spingere a rimandare o ridurre l’acquisto di alcuni beni e servizi, che siano giudicati non essenziali. In direzione opposta agisce il risparmio accumulato dalle famiglie nel periodo della pandemia, che è un serbatoio di risorse cui alcune famiglie (sebbene non tutte) possono attingere a fronte della maggior spesa per beni e servizi. L’effetto netto di queste due forze contrapposte sarà che l’atteso rimbalzo dei consumi in Italia, nel corso del 2022, sarà frenato rispetto a quanto si sarebbe avuto senza il balzo dei prezzi. Inoltre, lo scudo rappresentato dall’extra-risparmio tenderà man mano ad esaurirsi, se i rincari dei prezzi non si attenueranno: finite quelle risorse, i consumi (e quindi la domanda) potrebbero risentirne in misura pesante.

Fonte: Confindustria