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Ministero dello sviluppo economico: incentivi per le società benefit

Ministero dello sviluppo economico: incentivi per le società benefit

Dal 19 maggio le domande per il credito d’imposta. Giorgetti, “E’ un modello imprenditoriale da valorizzare”

A partire dal 19 maggio e fino al 15 giugno 2022 le imprese presenti sul territorio nazionale che si sono costituite o trasformate in società benefit nel corso del 2020 e 2021, potranno presentare domanda per richiedere il credito d’imposta messo a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico

Le società benefit sono attività imprenditoriali che, oltre a perseguire finalità economiche, operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori, ambiente, beni, attività culturali, sociali, enti, associazioni e altri portatori di interesse.

Diventa operativa una misura fortemente voluta che promuove e valorizza un modello d’impresa che trova nel nostro paese una importante tradizione a cui poter fare riferimento, dove imprenditori coraggiosi investono nella ricerca del profitto rimanendo attenti agli aspetti sociali e al bene comune”, dichiara il ministro Giancarlo Giorgetti.

Le risorse stanziate per finanziare il credito d’imposta sono pari a 7 milioni di euro e il contributo potrà essere concesso nella misura del 50% dei costi di costituzione o trasformazione in società benefit, compresi quelli notarili e di iscrizione nel registro delle imprese nonché le spese inerenti all’assistenza professionale e alla consulenza.

Per maggiori informazioni

Fonte: MISE

ICMQ e Cersa – La privacy negli Istituti di Vigilanza – Percorso formativo a distanza 7 e 9 Giugno 2022

PERCORSO FORMATIVO ICMQCersa

LA PRIVACY NEGLI ISTITUTI DI VIGILANZA

Formazione a distanza (FAD)

Modulo A – 7 giugno 2022 dalle 9:00 alle 13:00

Modulo B – 9 giugno 2022 dalle 9:00 alle 13:00

con il patrocinio di Assiv

Il GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati personali) è ormai entrato in vigore da anni e ancora di più ne sono passati dall’entrata in vigore del DM 269/2010 sulla riforma della vigilanza e delle investigazioni.

Peraltro, sia la normativa di Polizia, da un lato, che quella in materia di Privacy, dall’altro, sono in continua evoluzione, sia in materia di servizi rivolti alle pubbliche amministrazioni che ai privati, con notevoli e differenti risvolti per i due settori.

In particolare, gli istituti di vigilanza sono tenuti a dare una completa e difficile attuazione della normativa sulla Protezione dei dati, le cui disposizione spesso sembrano confliggenti con gli scopi e le finalità della sicurezza privata.

A quanto sopra, si aggiungono le recenti Linee guida dei Garanti europei sulla videosorveglianza, oltre che una serie di nuove casistiche in materia di Privacy, sia a livello nazionale che europeo, che sono applicabili anche alla Vigilanza Giurata.

Pertanto, gli istituti di vigilanza si trovano a dover svolgere il doppio ruolo di aziende, quali titolari del trattamento, e di outsourcer, spesso quali responsabili, tra l’altro tenuto conto che, nel settore dei servizi resi nell’ambito della Sicurezza Urbana e Sussidiaria, in molti casi non è applicabile il GDPR ma il D. Lgs.vo 51/18 sul trattamento dei dati da parte delle forze di Polizia. Quest’ultima è una normativa similare ma non identica, dove si trovano alcune importanti differenze da tenere in conto, rispetto al Regolamento Europeo.

Il percorso formativo proposto è strutturato in 2 moduli della durata di 4 ore ciascuno.

Modulo A           

L’istituto di Vigilanza quale titolare del trattamento, inclusi gli obblighi e adempimenti in materia di DPO, valutazione di impatto e data breach

Modulo B           

L’istituto di Vigilanza quale outsourcer e responsabile del trattamento, inclusi i servizi offerti a privati, aziende, pubbliche amministrazioni e comuni

E’ necessario possedere già una conoscenza generale in materia di Privacy e dei principali istituti sulla materia.

Gli argomenti trattati nel modulo A sono propedeutici a quelli del modulo B, che è considerato come upgrade e, quindi, integrativi. Per partecipare al modulo B è necessario possedere le conoscenze di cui al modulo A.

Obiettivi

I corsi hanno l’obiettivo di fornire conoscenze e strumenti pratici operativi alle figure professionali che si occupano di protezione dei dati personali negli istituti di vigilanza, con lo scopo di consentire ai partecipanti di rispettare la compliance in materia, fornendo i necessari strumenti operativi. Il percorso fornisce inoltre crediti formativi per l’aggiornamento delle competenze delle figure professionali certificate: Security Manager e DPO Data Protection Officer.

Destinatari

DPO (Data Protection Officer), Security Manager, responsabili commerciali che intendono elaborare proposte innovative privacy compliant e tutti coloro che intendono acquisire le conoscenze relative alla compliance in materia di Privacy e istituti di vigilanza.

ATTESTATI

Rilascio attestato di frequenza.

CREDITI

Il corso consente di conseguire 4 crediti formativi a modulo ai fini del mantenimento della certificazione DPO Data Protection Officer e Security Manager.

Agli Associati Assiv è riservata una tariffa agevolata

Scarica il programma e la scheda di iscrizione

Istat: Crolla la spesa delle imprese per l’innovazione e la crisi cambia i modelli di organizzazione

Istat: Crolla la spesa delle imprese per l’innovazione e la crisi cambia i modelli di organizzazione

Nel triennio 2018-2020 il 50,9% delle imprese ha svolto attività innovative, una quota in calo di circa 5 punti percentuali rispetto al periodo 2016-2018.

Fra le cause della sospensione o contrazione dell’innovazione vi è stata l’emergenza sanitaria che ha interessato il 64,8% delle aziende con attività innovative, in particolare le più piccole (66,7% contro il 50,2% delle grandi).

L’Industria si conferma il settore più dinamico (58,5% di imprese con attività innovative) ma anche il più colpito dal calo degli investimenti in innovazione (-7,2 punti percentuali sui tre anni precedenti) soprattutto tra le piccole imprese.

Nei Servizi rallenta l’innovazione (-3,8 p.p.) e colpisce le grandi imprese (-8,0 p.p.).

Scarica la nota

Fonte: ISTAT

Decreto aiuti, le misure per le imprese

Decreto aiuti, le misure per le imprese

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto aiuti per sostenere famiglie e imprese introducendo misure per limitare gli effetti della crisi in Ucraina.

Con un ammontare complessivo di risorse mobilitate pari a 14 miliardi di euro sono stati potenziati e creati nuovi strumenti in materia di investimenti. Dagli interventi mirati ad assicurare liquidità alle imprese danneggiate dal conflitto a quelli per fronteggiare il rincaro delle materie prime e dei materiali da costruzione, nonché per assicurare produttività e attrazione degli investimenti.

Sul tema dell’energia è stata rafforzata ed estesa al terzo trimestre la misura del credito d’imposta in favore delle imprese mentre è stato riconosciuto ai cittadini con ISEE fino a 12 mila euro l’automatismo dei bonus sociali relativo alle bollette dell’elettricità, del gas e dell’acqua che è stato reso retroattivo.

Rafforzati anche i crediti d’imposta per gli investimenti in beni materiali 4.0 e per formazione 4.0 mentre è stato rifinanziato il fondo IPCEI.

E’ stato approvato un pacchetto articolato di misure. A partire dall’intervento dedicato alle imprese che avevano relazioni con l’Ucraina, Russia e Bielorussia, che risultano colpite sia in termini di mancate esportazioni sia sui riflessi dei costi d’acquisto”, ha dichiarato il ministro Giorgetti nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Le misure per gli investimenti – ha proseguito – consentono di guardare invece con fiducia al futuro per le imprese più innovative, in particolare nei settori strategici finanziati dall’IPCEI cioè quelli dell’idrogeno, del cloud, della microelettronica e della sanità“.

A queste si aggiunge l’introduzione di un nuovo meccanismo di fast track per facilitare gli investimenti strategici in Italia: “In quello che ho definito il mercato delle rilocalizzazioni, cioè delle imprese che decidono di tornare in Europa, dobbiamo essere pronti ad accogliere quelli che sono investimenti strategici superando le lungaggini burocratiche che talvolta hanno sconsigliato di investire nel nostro paese”.

Il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato un nuovo decreto che ha prorogato fino all’8 luglio il taglio delle accise dei carburanti, estendendo l’intervento anche al metano per cui l’accisa va a zero e l’Iva viene ridotta al 5%.

Bonus bollette

Per le famiglie aventi diritto attivato automatismo per i bonus sociali sulle bollette elettriche, del gas e dell’acqua, senza la necessità di presentare domanda. L’agevolazione viene riconosciuta retroattivamente.

Fondo per il sostegno delle attività danneggiate dalla crisi Ucraina

Per il 2022 è stato istituito un fondo da 200 milioni di euro per le imprese che hanno avuto ripercussioni economiche negative dalla crisi in Ucraina

Le imprese beneficiare potranno ricevere contributi a fondo perduto fino a 400 mila euro se negli ultimi due bilanci depositati almeno il 20% del fatturato è collegato a operazioni commerciali, compreso l’approvvigionamento di materie prime e semilavorati, con l’Ucraina, la Federazione russa e la Bielorussia. Devono aver subito nel corso dell’ultimo trimestre un calo di fatturato di almeno il 30 per cento rispetto all’analogo periodo del 2019.

Fast track per investimenti strategici

Procedure amministrative semplificate per l’adozione di investimenti di rilievo strategico per il sistema produttivo nazionale di valore superiore ai 50 milioni di euro che consentono al Mise di procedere anche in sostituzione dell’amministrazione proponente.

Attrazione degli investimenti esteri

5 milioni di euro all’anno per favorire l’attrazione di investimenti esteri e la rilocalizzazione delle imprese (reshoring) in Italia e in Europa prevedendo anche la creazione di sportelli unici che accompagnino e supportino gli investitori esteri in tutti gli adempimenti e le pratiche utili alla concreta realizzazione dell’investimento.

Fondo IPCEI

Rifinanziato il fondo IPCEI di 200 milioni nel 2023 e 150 milioni nel 2024 per sostenere le attività svolte in Italia nei settori della microelettronica, delle batterie, dell’idrogeno, del cloud e della salute.

Industria 4.0

Incremento del credito d’imposta per i beni strumentali immateriali 4.0, nello specifico l’aliquota sale dal 20 al 50 per cento fino al 31 dicembre 2022 o 30 giugno 2023 se è stato effettuato un pagamento in acconto pari almeno al 20% del valore dei beni.

Formazione 4.0

Per rispondere alla carenza di competenze professionali adeguate ai processi di trasformazione tecnologica e digitale viene incrementata l’aliquota del credito d’imposta per la formazione, dal 50 al 70% per le piccole imprese e dal 40 al 50% per le medie imprese. Prevista una certificazione dei risultati conseguiti in termini di acquisizione e consolidamento delle competenze.

Progetto «Polis» – Case dei servizi di cittadinanza digitale

Il Mise stipula convenzioni con le pubbliche amministrazioni per realizzare uno sportello unico nei Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti, che assicuri ai cittadini la possibilità di fruire i servizi pubblici, in modalità fisica o digitale, al fine di garantire la completa ed efficace attuazione degli interventi del Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR.

Fonte: Ministero dello sviluppo economico