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Ammortizzatori sociali 2026: le novità INPS su CIGS, NASpI, congedi e obblighi di comunicazione

Con la circolare n. 1 del 15 gennaio 2026, l’INPS ha fornito un quadro riepilogativo delle principali novità in materia di ammortizzatori sociali, sostegno al reddito e misure per le famiglie, introdotte a partire dal 2026.

Le indicazioni tengono conto degli interventi normativi più recenti, in particolare:

La circolare affronta inoltre alcune novità di particolare interesse pratico in materia di NASpI, congedi parentali e visite mediche fiscali.


Nuovi obblighi di comunicazione per i lavoratori in cassa integrazione

Una delle principali novità riguarda gli obblighi di comunicazione per i percettori di trattamenti di integrazione salariale.

Ai sensi dell’art. 22 della Legge n. 182/2025, dal 18 dicembre 2025 il lavoratore che svolge attività lavorativa durante il periodo di fruizione della cassa integrazione deve:

  • comunicare lo svolgimento dell’attività alla struttura INPS territorialmente competente (obbligo già previsto, a pena di decadenza);
  • informare anche il proprio datore di lavoro.

L’adempimento aggiuntivo rafforza i controlli e incide direttamente sulla corretta gestione dei trattamenti da parte delle aziende.


Ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro

La Legge di Bilancio 2026 introduce e proroga diverse misure in materia di integrazioni salariali.

Imprese in aree di crisi industriale complessa

Sono stanziate ulteriori risorse pari a 100 milioni di euro per il 2026 per la prosecuzione della:

  • CIGS;
  • mobilità in deroga;

a favore dei lavoratori di imprese operanti in aree di crisi industriale complessa.

Esonero dal contributo addizionale

È prorogato per tutto il 2026 l’esonero dal pagamento della contribuzione addizionale per le unità produttive autorizzate alla CIGS situate in tali aree, per un ulteriore periodo massimo di 12 mesi.

CIGS per cessazione di attività

Viene prorogato, per il 2026, il trattamento straordinario di integrazione salariale per cessazione dell’attività, in deroga:

  • ai limiti massimi di durata;
  • all’ambito ordinario di applicazione della CIGS.

Sono confermate anche le misure per i datori di lavoro che presentano concrete prospettive di cessione dell’azienda e di riassorbimento occupazionale, con possibilità di un ulteriore intervento CIGS fino a 6 mesi, previo accordo governativo.


Proroghe settoriali e misure speciali

Gruppo ILVA

È prorogata per il 2026 l’integrazione del trattamento economico per i lavoratori degli stabilimenti del gruppo ILVA, con un limite di spesa pari a 19 milioni di euro, anche in relazione ad attività di formazione e bonifica ambientale.

Call center

È rifinanziato anche per il 2026, entro il limite di 20 milioni di euro, il trattamento di integrazione salariale in deroga per i lavoratori delle imprese di call center con oltre 50 addetti, non rientranti nella CIGS ordinaria.
I periodi di sospensione sono riconosciuti utili ai fini pensionistici.

Imprese di rilevanza strategica

Per le imprese di interesse strategico nazionale, con almeno 1.000 dipendenti, è possibile autorizzare un ulteriore periodo di CIGS:

  • fino a 12 mesi per riorganizzazione o contratti di solidarietà;
  • fino a 6 mesi per crisi aziendale;

in deroga ai limiti ordinari e fino al 31 dicembre 2026.


NASpI, congedi parentali e visite fiscali

NASpI anticipata

Dal 1° gennaio 2026 cambia il meccanismo di erogazione dell’incentivo all’autoimprenditorialità:

  • non più in un’unica soluzione;
  • ma in due rate (70% + 30%), con verifica delle condizioni entro 6 mesi dalla domanda.

Congedo parentale

Il limite di età del figlio entro cui è possibile fruire del congedo parentale viene esteso da 12 a 14 anni, ampliando le tutele per i genitori lavoratori dipendenti.

Visite fiscali

Per far fronte alla carenza di medici fiscali, l’INPS potrà incaricare:

  • medici specializzandi;
  • laureati in medicina iscritti al corso di formazione in medicina generale;

nei soli casi di necessità e nei limiti delle risorse disponibili.


Lavoratori dello spettacolo – IDIS

Per l’indennità di discontinuità (IDIS) viene adeguato il limite reddituale a 35.000 euro, con requisiti contributivi più flessibili.


📌 Fonte: INPS – Circolare n. 1 del 15 gennaio 2026

Parità di genere: aggiornate le FAQ sulla certificazione accreditata UNI/PdR 125

Pubblicata la terza edizione della brochure di Accredia e UNI sull’applicazione delle Linee guida sul sistema di gestione per la parità di genere: risposte ai quesiti delle organizzazioni e indicazioni prescrittive per gli organismi di certificazione.

Come applicare il sistema di gestione per la parità di genere in conformità alla prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022? Come conseguire la certificazione con un organismo accreditato da Accredia? Come interpretare gli indicatori di performance per le organizzazioni?

A queste e a molte altre domande risponde la nuova edizione del documento “UNI/PdR 125 Frequently Asked Questions – Indirizzi applicativi per la UNI/PdR 125“, sviluppato da Accredia e UNI per supportare le organizzazioni nell’applicazione della PdR e gli organismi accreditati nelle verifiche di certificazione.

Dopo le edizioni del 2022 e del 2024, le FAQ sono state aggiornate per essere sempre più uno strumento pratico di consultazione e orientamento, al passo coi tempi e con la rapida evoluzione di una società in cui la gender equity si afferma come un presupposto fondamentale per la crescita economica e sociale del Paese.

Le indicazioni per le organizzazioni e gli organismi

Tutte le novità dell’edizione 2026 delle FAQ sulla UNI/PdR 125 sono contrassegnate nel testo dal simbolo “nuovo” e forniscono aggiornamenti mirati o dettagli specifici rispetto alle versioni precedenti.

La UNI/PdR 125, scaricabile gratuitamente sul sito di UNI, fornisce le linee guida per un sistema di gestione per la parità di genere attraverso la strutturazione e l’adozione di un insieme di indicatori prestazionali (KPI).

Per facilitarne l’applicazione, dunque, le FAQ raccolgono indicazioni pratiche sugli aspetti operativi della prassi di riferimento, oltre a informazioni sugli specifici KPI in grado di chiarire aspetti o casistiche di più controversa interpretazione.

Per gli organismi accreditati, al fine di garantire un approccio uniforme e omogeneo nel rilascio delle certificazioni, le interpretazioni applicative fornite dal documento sono da considerarsi prescrittive.

Nonostante i progressi compiuti, la parità di genere sul posto di lavoro rimane una sfida strutturale in Italia. Il Legislatore e l’Infrastruttura per la Qualità hanno sviluppato un meccanismo che potesse andare oltre le dichiarazioni e tradurre gli impegni in cambiamenti organizzativi misurabili.

Il Sistema italiano di certificazione della parità di genere è stato infatti introdotto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e successivamente regolamentato dalla Legge 162/2021 (legge Gribaudo) e dalla Legge 234/2021 (Legge di bilancio 2022).

In maniera integrata, il meccanismo basato sulla valutazione della conformità sviluppato da UNI, con la UNI/PdR 125, e da Accredia, con i requisiti di accreditamento degli organismi, ha risposto alla necessità di un’equa e oggettiva misurazione della parità di genere.

La certificazione accreditata della parità di genere nelle organizzazioni si configura dunque come il nuovo paradigma che produce un cambiamento sostenibile e durevole nel tempo ed è ormai un elemento centrale nelle strategie aziendali.

I numeri della parità di genere certificata

La crescita dei sistemi di gestione per la parità di genere è stata molto positiva: tra il 2022 e il 2025 la certificazione accreditata secondo la UNI/PdR 125 è passata rapidamente dal lancio dello schema alla diffusione su larga scala di una nuova dimensione della qualità.

  • Luglio 2022: Accredia rilascia i primi tre accreditamenti agli organismi che certificano i sistemi di gestione per la parità di genere secondo la UNI/PdR 125;
  • Dicembre 2023: l’Italia registra una forte crescita iniziale, con 50 organismi di certificazione accreditati e 8.388 siti aziendali certificati;
  • Dicembre 2024: il sistema conta 54 organismi accreditati e oltre 16.000 siti certificati;
  • Settembre 2025: sono operativi 62 organismi accreditati che hanno certificato 38.652 siti, superando l’obiettivo del PNRR di 800 aziende entro il 2026, un forte indicatore della domanda e della trazione politica.
Indirizzi applicativi per la UNI/PdR 125

La brochure riporta le risposte di Accredia e UNI in merito a un serie di domande (FAQ) riguardanti l’implementazione e la certificazione del sistema di gestione per la parità di genere secondo la UNI/PdR 125:2022. Le indicazioni si rivolgono alle organizzazioni, pubbliche e private, e agli organismi di certificazione accreditati, per i quali sono prescrittive. Il documento è in versione accessibile.

Il documento è disponibile anche su accredia.it

Compila il modulo e scarica la brochure dedicata alle FAQ sulla UNI/PdR 125

UNI: Asset management: norme, principi e applicazione pratica – Webinar – 26 febbraio 2026 ore 10 – 12

UNI assieme a Unioncamere e Dintec, in collaborazione con Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) organizza un webinar di approfondimento su un tema di grande rilievo: l’asset management. L’evento, in programma per martedì 24 febbraio dalle 10 alle 12, prenderà spunto della serie UNI ISO 55000. Queste norme pongono i riferimenti per integrare gli asset aziendali nei processi decisionali e nei risultati attesi.

Nel corso del webinar verranno mostrati i rapporti fra università e aziende nell’implementazione di un sistema di asset management, mettendo in luce i vantaggi pratici che derivano dall’adozione di un approccio organico alla gestione degli asset. Per concludere, verrà presentata anche una best practice a supporto del percorso per la certificazione.

L’agenda del giorno prevede interventi sia dal mondo industriale che da quello accademico e la moderazione del dibattito è affidata a Giacomo Riccio, Technical Project Manager UNI.

L’evento è gratuito, previa registrazione, e permette di acquistare con uno sconto del 30% le seguenti norme: UNI ISO 55000:2025, UNI ISO 55001:2025, UNI ISO 55002:2020 e UNI ISO/TS 55010:2025.

Fonte: UNI

IA nel mondo del lavoro: pubblicate le Linee guida del Ministero del Lavoro

Con il decreto ministeriale n. 180 del 17 dicembre 2025, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha adottato le Linee guida per l’implementazione dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, fornendo un quadro di indirizzo per un utilizzo consapevole, sicuro e responsabile dell’IA nei contesti lavorativi.

Il documento, in linea con l’AI Act europeo e con la legge n. 132/2025, è rivolto a imprese, PMI e lavoratori e pone al centro la tutela dei diritti, la trasparenza dei sistemi algoritmici e la necessaria supervisione umana nei processi decisionali che incidono sull’organizzazione del lavoro.

Particolare attenzione è dedicata ai temi della sicurezza, della prevenzione di discriminazioni e bias algoritmici, nonché alla formazione e allo sviluppo delle competenze, considerati elementi essenziali per accompagnare la transizione digitale e ridurre il divario tecnologico.

Le Linee guida non hanno carattere prescrittivo e saranno oggetto di aggiornamento periodico da parte dell’Osservatorio sull’adozione dei sistemi di IA nel mondo del lavoro istituito presso il Ministero del Lavoro.