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Banca d’Italia: Le misure di politica economica dell’eurosistema in risposta al Covid 19

Pubblichiamo la nota a cura della Banca d’Italia  “Le misure di politica monetaria dell’eurosistema in risposta all’emergenza causata dalla pandemia di covid-19 e il contributo della Banca d’Italia“.

Questa breve nota intende fornire un quadro d’insieme delle misure di politica monetaria introdotte dall’Eurosistema negli ultimi mesi in risposta all’emergenza Covid-19.

L’epidemia di coronavirus e le misure di lockdown messe in atto dai governi per arginarla hanno generato rilevanti contraccolpi sulle prospettive economiche a livello globale. Il crollo dei flussi turistici, la riduzione del commercio internazionale, l’interruzione di un ampio ventaglio di attività produttive e commerciali e il calo della domanda di beni e servizi hanno rappresentato i principali canali di trasmissione degli effetti della pandemia al sistema economico. La recessione che ne è derivata e l’elevata incertezza sulle ripercussioni economiche della pandemia si sono riflesse in un brusco innalzamento della volatilità e dell’avversione al rischio sui mercati finanziari. In tutti i principali paesi le autorità monetarie hanno adottato misure espansive straordinarie per garantire liquidità sui mercati, sostenere il credito a famiglie e imprese e stimolare la domanda di beni, servizi e investimenti.

La Banca d’Italia ha concorso attivamente alla definizione delle misure di politica monetaria introdotte dal Consiglio direttivo della BCE in risposta alla crisi pandemica; inoltre, in ragione del principio di decentramento operativo, la Banca d’Italia ne dà diretta attuazione.

 

 

Fonte: Banca d’Italia 

Istat: Fiducia dei consumatori e delle imprese

Istat: Fiducia dei consumatori e delle imprese

A luglio 2020 si stima una leggera flessione del clima di fiducia dei consumatori, rispetto al mese di giugno 2020 (da 100,7 a 100,0); invece, l’indice composito del clima di fiducia delle imprese sale per il secondo mese consecutivo, passando da 66,2 a 76,7.

Le componenti economica e futura del clima di fiducia dei consumatori sono in diminuzione (da 87,1 a 85,7 e da 105,6 a 104,2 rispettivamente), mentre cresce sia la componente personale ( da 104,5 a 105,2) sia quella corrente (da 96,4 a 97,3).

Con riferimento alle imprese, le stime evidenziano un aumento della fiducia diffuso a tutti i settori seppur con intensità diverse. In particolare, nell’industria l’indice di fiducia del settore manifatturiero sale da 80,2 a 85,2 e nelle costruzioni aumenta da 124,0 a 129,7. Per il comparto dei servizi, si evidenzia una marcata risalita dell’indice sia nei servizi di mercato (da 52,1 a 65,8) sia nel commercio al dettaglio (l’indice passa da 79,6 a 86,3).

Per quanto attiene alle componenti dell’indice di fiducia, nell’industria manifatturiera migliorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese di produzione. Le scorte di prodotti finiti sono giudicate in decumulo rispetto al mese scorso. Per le costruzioni, l’aumento dell’indice è trainato da un deciso miglioramento dei giudizi sugli ordini a cui si unisce un peggioramento delle aspettative sull’occupazione presso l’impresa.

Nei servizi di mercato e nel commercio al dettaglio migliorano tutte le componenti dell’indice; in particolare, nei servizi si segnala il deciso recupero dei giudizi e delle attese sugli ordini e nel commercio l’aumento marcato sia dei giudizi sia delle aspettative sulle vendite.

Nella fase di rilevazione dei dati, effettuata tra il 1° e il 17 luglio 2020, non vi è stata alcuna riduzione del tasso di risposta delle imprese a causa dell’emergenza sanitaria. Nell’elaborazione dei dati, sono state comunque messe in atto delle azioni per gestire in modo adeguato le variazioni eccezionali presenti in questo periodo.

Fonte Istat

INPS: Istruzioni operative per la compilazione della domanda di proroga di CIG in deroga per aziende plurilocalizzate

Con il messaggio n. 2946 del 24 luglio 2020, l’INPS ha fornito le istruzioni tecniche per la presentazione delle domande di proroga relative alla CIG in deroga per le aziende plurilocalizzate (di competenza dell’Istituto in forza del decreto interministeriale 20 giugno 2020, n. 9, pubblicato in data 2 luglio 2020).

Con decorrenza dal 24 luglio 2020, la domanda è disponibile nel portale INPS nei Servizi OnLine accessibili per la tipologia di utente “Aziende, consulenti e professionisti”, alla voce “Servizi per aziende e consulenti”, sezione “CIG e Fondi di solidarietà”, opzione “CIG in deroga INPS”.

All’interno dell’opzione specificata “CIG in Deroga Inps”, scegliendo “invio domande” viene proposto un menu a tendina con le due scelte “deroga INPS” e “deroga plurilocalizzata”. Per la presentazione delle domande di cui all’oggetto è necessario scegliere “deroga plurilocalizzata”.

Si rammenta che solamente per le domande di proroga presentate all’INPS, con la scelta della modalità di pagamento diretto, si potrà chiedere l’anticipo del 40% della prestazione, inserendo l’opzione Anticipo SI.

 

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Confindustria: quarta indagine sugli effetti della pandemia da Covid 19 per le imprese italiane

Confindustria: quarta indagine sugli effetti della pandemia da Covid 19 per le imprese italiane

L’ 8 luglio 2020, Confindustria ha avviato una quarta indagine sugli effetti della pandemia da Covid-19 per le imprese italiane.

I risultati vengono presentati in modo comparato con quelli raccolti a maggio   subito dopo la riapertura di molte aziende. 

                                                

Qui di seguito una sintesi delle principali statistiche:

 

  • si è registrato un miglioramento rispetto all’indagine precedente, seppure il quadro rispetto al 2019 resti negativo: in termini di fatturato la perdita media di giugno rispetto allo stesso mese del 2019 è stata del -24,5% (da -48,4% di aprile); mentre in termini di ore lavorate del -17,6% (da -46,3%). In alcune regioni il calo rispetto all’anno precedente resta molto sopra la media, per esempio in Toscana (-37,7% per il fatturato e -27,9% per le ore lavorate);

 

  • continua ad aumentare il numero di aziende aperte: l’85,2% delle imprese intervistate ha riaperto totalmente (in maggio erano il 73,8%) mentre il 12,9% lo ha fatto solo in parte (da 20,3%). Le aziende ancora chiuse sono l’1,6% (da 5,9%);

 

  • i dipendenti inattivi si attestano al 17,7%, in riduzione rispetto al 28,5% registrato nell’indagine precedente. L’utilizzo del telelavoro è diminuito, attestandosi al 19,2% dei dipendenti totali delle aziende intervistate (da 29,2%);

 

  • il numero dei dipendenti inattivi varia di regione in regione (con un picco del 48,1% in Campania) e di settore in settore (con un picco dell’87,7% per i servizi di alloggio e ristorazione). Effettuando un focus sulla manifattura, a fronte di una media del 10,4% di dipendenti che restano inattivi, si nota come tra i settori che stentano maggiormente a ripartire compaiano il comparto tessile (19,5%) e quello della carta (23,9%);

 

  • in calo, seppure resti elevato, il numero dei dipendenti delle aziende intervistate che potrebbe dover ricorrere ad ammortizzatori sociali (CIGO, FIS, etc.): il 13,0% in luglio da 37,6% in maggio. Anche in questo caso si rilevano variazioni regionali importanti con picchi del 30,9% in Piemonte e del 23,0% in Toscana;

 

  • dall’analisi delle risposte qualitative risulta chiaro il bisogno di ulteriore sostegno per le imprese da parte delle istituzioni. È auspicabile che vi siano ancora provvedimenti per facilitare l’accesso alla liquidità e al credito, ma anche un alleggerimento della fiscalità o almeno un rinvio delle scadenze al 2021. Si richiede anche un prolungamento degli ammortizzatori sociali e di altre misure per rilanciare la domanda;

 

  • l’applicazione dei protocolli sanitari ha fatto sì che ci sia stato un aumento dei costi mensili sostenuti in media per lavoratore pari a 125 euro;

 

  • per reagire alla crisi le strategie introdotte più frequentemente dalle imprese sono la riduzione dei costi fissi (scelta dal 23,5%) e l’ampliamento dei target di mercato (17,9%).

Fonte: Confindustria