oltre 202 milioni di dosi disponibili in base agli accordi stipulati, e dopo autorizzazione dell’EMA e dell’AIFA:Stima quantità di dosi di vaccino disponibili (in milioni) in Italia, per trimestre (Q) e per azienda produttrice, in base ad accordi preliminari d’acquisto (APA) sottoscritti dalla Commissione europea e previa Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC)Vaccini (azienda)Q1 2021Q2 2021Q3 2021Q4 2021Q1 2022Q2 2022TOTALIAstra Zeneca16,15524,225—-40,38Pfizer-BioNTech8,7498,07610,095—26,92Johnson & Johnson-14,80632,3046,73–53,84Sanofi/GSK—-20,1920,1940,38CureVac2,0195,3846,738,0768,076-30,285Moderna1,3464,7114,711—10,768TOTALE28,26957,20253,8414,80628,26620,19202,573media per mese9,42119,06517,9474,9359,4226,73
27 dicembre 2020, inizio vaccinazione in Italia ed Europa (Vaccine Day)
identificazione delle categorie da vaccinare con priorità nella fase iniziale a limitata disponibilità dei vaccini: operatori sanitari e sociosanitari, residenti e personale delle Rsa per anziani
logistica, approvvigionamento, stoccaggio e trasporto, di competenza del Commissario straordinario
governance del piano di vaccinazione, assicurata dal coordinamento costante tra il ministero della Salute, la struttura del Commissario straordinario e le Regioni e Province Autonome
sistema informativo per gestire in modo efficace, integrato, sicuro e trasparente la campagna di vaccinazione
farmacosorveglianza e sorveglianza immunologica per assicurare il massimo livello di sicurezza nel corso di tutta la campagna di vaccinazione e la risposta immunitaria al vaccino.
Regione Valle d’Aosta – Ordinanza n. 580 del 23 dicembre 2020: Misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi degli articoli 2, comma 24, e 4, comma 1, della legge regionale 9 dicembre 2020, n. 11 e dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978. n, 833. Disposizioni per il periodo dal 24 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021
La seconda ondata Covid frena la ripresa dell’economia europea
Dopo il marcato aumento nel terzo trimestre, nell’area dell’euro l’attività economica è attesa diminuire nel quarto, condizionata dall’emergenza sanitaria e dalle nuove misure di contenimento della diffusione del Covid.
L’inflazione annuale si attesterà su livelli decisamente contenuti per poi accelerare progressivamente a partire dal primo trimestre del 2021.
Il quadro previsivo è caratterizzato da una elevata incertezza, con rischi sia al rialzo sia al ribasso, legati, all’evoluzione della pandemia, alla tempistica dell’introduzione dei vaccini e all’atteso impatto dei fondi previsti dal piano Next Generation
Legge di Bilancio 2021: le novità in materia di lavoro
In attesa dell’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2021, di seguito gli emendamenti approvati dalla Camera dei Deputati in materia di lavoro finalizzati a garantire a lavoratori, famiglie e imprese un sostegno contro gli effetti dell’emergenza da COVID-19 e, contestualmente, funzionali a consentire la ripartenza del Paese.
Estensione dei trattamenti di integrazione salariale I datori di lavoro possono presentare domanda di concessione della cassa integrazione ordinaria, dell’assegno ordinario e della cassa integrazione in deroga per una durata massima di ulteriori dodici settimane.
Blocco dei licenziamenti Estensione al 31 marzo 2021 del divieto di licenziamento per motivi economici.
Fondo per l’esonero parziale dai contributi previdenziali Istituzione presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con una dotazione iniziale di 1 miliardo di euro, del Fondo per l’esonero parziale dai contributi previdenziali dovuti nel 2021 dai lavoratori autonomi e dai professionisti. Sempre per le partite IVA è stato introdotto, in via sperimentale per il triennio 2021/2023, un ammortizzatore sociale che sarà erogato dall’INPS in linea con la proposta redatta dalla commissione di esperti per la riforma degli ammortizzatori sociali.
Misure a favore del lavoro giornalistico Estensione degli incentivi alla salvaguardia dell’occupazione dei dipendenti iscritti all’INPGI con riferimento alla contribuzione dovuta, per le assunzioni a decorrere dal 1° gennaio 2021.
Contratto di espansione interprofessionale Implementazione del finanziamento per consentire alle imprese di minori dimensioni (almeno 500 unità lavorative) di ricorrere anche nel 2021 allo strumento del contratto di espansione interprofessionale. Questo strumento sarà attivabile anche dalle imprese con più di 500 dipendenti, che scendono a 250 nel caso in cui le stesse accompagnino le nuove assunzioni a uno scivolo per i lavoratori più vicini all’età pensionabile. Per le aziende che occupano più di 1.000 dipendenti, a fronte di un impegno ad assumere un lavoratore ogni 3 in uscita, viene ulteriormente alleggerito il costo legato al prepensionamento.
Programma «Garanzia di occupabilità dei lavoratori» (GOL) Istituzione del programma nazionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali «Garanzia di occupabilità dei lavoratori» (GOL), finalizzato ad incentivare l’inserimento nel mondo del lavoro dei beneficiari del Reddito di cittadinanza, dei disoccupati percettori di NASpI, dei lavoratori in cassa integrazione in transizione attraverso politiche attive basate sulle specifiche esigenze.
Sostegno al rientro al lavoro delle lavoratrici madri e alla conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia, nonché sostegno alle madri con figli disabili Incremento del Fondo finalizzato a sostenere il rientro al lavoro delle lavoratrici madri dopo il parto e a finanziare le associazioni che si occupano di assistenza psicologica in favore dei genitori che subiscono gravi disagi sociali e psicologici per la morte del figlio. Oltre agli sgravi contributivi al 100% per chi assume donne disoccupate si affiancano ora due importanti misure: la prima prevede lo stanziamento di 50 milioni di euro per misure che favoriscano il rientro al lavoro delle madri dopo il parto; la seconda prevede un assegno mensile di 500 euro per madri sole, disoccupate o monoreddito con un figlio che abbia una disabilità di almeno il 60%. Per il padre lavoratore, introdotto anche l’obbligo di astensione dal lavoro di 1 giorno non solo nel caso della nascita del figlio, ma anche nel caso di morte perinatale.
Congedo di paternità Incremento da 7 a 10 giorni della durata del congedo obbligatorio concesso al padre lavoratore dipendente per l’anno 2021.
Sospensione dei versamenti contributivi per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche Sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche per il periodo dal 1° gennaio al 28 febbraio 2021.
Istituzione del Fondo per il sostegno della parità salariale di genere Istituzione presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del Fondo per il sostegno della parità salariale di genere per interventi finalizzati al sostegno e al riconoscimento del valore sociale ed economico della parità salariale di genere e delle pari opportunità sui luoghi di lavoro.
Fondo per il sostegno al reddito dei lavoratori delle aree di crisi industriale complessa Istituzione presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del Fondo per il sostegno al reddito dei lavoratori delle aree di crisi industriale complessa, con una dotazione di 10 milioni di euro per l’anno 2021, finalizzato garantire la prosecuzione degli interventi di cassa integrazione guadagni straordinaria e di mobilità in deroga nelle aree individuate dalle Regioni per l’anno 2020, ma non autorizzate per mancanza di copertura finanziaria.
Sistema duale Finanziamento di 55 milioni di euro per il 2021 e di 50 milioni di euro per il 2022 per i percorsi formativi rivolti all’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e dei percorsi formativi rivolti all’alternanza scuola-lavoro.
Misure in materia di cassa integrazione in deroga Introduzione di disposizioni urgenti in materia di cassa integrazione in deroga con utilizzo di risorse residue delle Regioni per finanziare la proroga di ulteriori periodi di cassa integrazione in deroga.
Indennità per i lavoratori di aree di crisi complessa Regione Campania Ampliamento della platea dei beneficiari dell’indennità pari al trattamento dell’ultima mobilità ordinaria percepita dai lavoratori della regione Campania che hanno cessato la mobilità ordinaria dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2016, fino al 31 dicembre 2021.
Misure in favore dei lavoratori esposti all’amianto Riconoscimento di una prestazione aggiuntiva, a decorrere dal 1° gennaio 2021, in favore dei lavoratori esposti all’amianto attraverso il Fondo per le vittime dell’amianto nella misura del 15% della rendita già in godimento per una patologia asbesto-correlata. Inoltre, a decorrere dal 2021, riconoscimento di una prestazione di 10mila euro ai malati di mesotelioma che abbiano contratto la patologia per esposizione familiare a lavoratori impegnati nella lavorazione dell’amianto o per esposizione ambientale.
Istituzione del fondo per il sostegno delle associazioni del Terzo Settore Istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri del fondo per il sostegno delle associazioni del Terzo Settore finalizzate a promuovere libertà femminile e di genere e le attività di prevenzione e contrasto delle forme di violenza e discriminazione fondate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità, e di sostenere tali attività, colpite dagli effetti negativi delle misure di contrasto all’epidemia di COVID-19.
Indennità di continuità reddituale e operativa Istituzione sperimentale per il triennio 2021-2023 dell’indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa (ISCRO) a favore dei lavoratori autonomi alla Gestione Separata finalizzata a mitigare gli effetti negativi sul piano reddituale derivanti da eventi critici a carattere personale, sociale ed economico gravanti sull’attività dei lavoratori autonomi.
Misure in favore dei lavoratori fragili e con disabilità grave Estensione sino al 28 febbraio 2021 delle misure a tutela dei lavoratori fragili e dei lavoratori con disabilità grave con equiparazione del periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero e previsione dell’esercizio dell’attività lavorativa in smart working anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto.
Misure a sostegno del settore aeroportuale Erogazione di prestazione integrative del Fondo di solidarietà nel caso di trattamenti di cassa integrazione in deroga per il settore aeroportuale.
Misure in materia di lavoratori socialmente utili Possibilità per il 2021 per le pubbliche amministrazioni di assumere, anche con contratti di lavoro a tempo parziali, lavoratori socialmente utili impiegati al 31 dicembre 2016.
Misure a favore dei lavoratori della pesca Introduzione di disposizioni finalizzate a sostenere i lavoratori della pesca che sospendono o riducono l’attività lavorativa a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Nona salvaguardia dei lavoratori esodati Estensione a determinate categorie di lavoratori delle disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze antecedenti l’entrata in vigore della legge Fornero.
Potenziamento del sistema dei servizi sociali territoriali Stanziamento di 180 milioni di euro per finanziare l’assunzione a tempo indeterminato di assistenti sociali.
Fondo per i caregiver familiari Istituzione presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di un fondo di 25 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023, per interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale svolta dal caregiver familiare.
Proroga Ape Sociale Estensione dell’Ape Sociale al 31 dicembre 2021.
Legge di Bilancio 2021: il testo approvato dalla Camera dei Deputati
La Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023 (C. 2790-bis-A/R ) e la Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023. I provvedimenti passano ora all’esame del Senato.
Governo: FAQ sulle misure per il periodo 24 dicembre 2020 – 6 gennaio 2021
Il cosiddetto “decreto Natale” (decreto-legge 18 dicembre 2020, n. 172) dispone, per il periodo compreso tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021, l’applicazione su tutto il territorio nazionale delle misure previste per:
le zone rosse, nei giorni 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre 2020 e 1°, 2, 3, 5 e 6 gennaio 2021;
le zone arancioni, nei giorni 28, 29 e 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021.
Di seguito le faq principali sulle disposizioni in vigore dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021.
Cliccando sul calendario è possibile visualizzare ulteriori FAQ, relative alle disposizioni settoriali che si applicano nei singoli giorni, distinti tra “arancioni e “rossi“.
Covid 19, Regione Campania: Ordinanza n. 99 del 20 dicembre 2020: Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n.833 in materia di igiene e sanità pubblica e dell’art. 3 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19. Disposizioni conseguenti all’Ordinanza del Ministro della Salute del 20 dicembre 2020– Arrivi sul territorio regionale dal Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.
Covid 19, Regione Campania: Ordinanza n. 98 del 19 dicembre 2020: COVID-19. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n.833 in materia di igiene e sanità pubblica e dell’art. 3 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19. Disposizioni di prevenzione sanitaria relative ai giorni 20-23 dicembre 2020.
Covid 19, Provincia di Bolzano: ordinanza 76 del 21 dicembre 2020
Le regole anti-contagio valide dal 24 dicembre al 6 gennaio nell’ordinanza firmata oggi dal presidente Kompatscher. Limitazioni maggiori rispetto a quelle statali sui negozi, minori sulla mobilità.
Con l’ordinanza contingibile ed urgente n. 76, che fissa le regole in vigore dalla vigilia di Natale all’Epifania, la Provincia adotta misure proprie rispetto alle norme statali in materia di contenimento del contagio da coronavirus. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha firmato l’ordinanza questo lunedì sera, 21 dicembre. “Abbiamo deciso di affidarci alla responsabilità personale della popolazione dell’Alto Adige lasciando un po’ più di libertà di movimento, ma insieme all’appello a non abusarne per le visite a parenti o amici a casa” ha sottolineato Kompatscher.
Bar, ristoranti e negozi chiusi, ma libertà di movimento mantenuta
L’ordinanza prevede che bar e ristoranti restino chiusi. Allo stesso modo sono chiusi gli esercizi commerciali (con eccezioni definite tramite codice ATECO, ad esempio supermercati, negozi di alimentari, nonché negozi al dettaglio che vendono prodotti di uso quotidiano, farmacie, parafarmacie, edicole, tabaccherie) e i servizi alla persona, ad eccezione di lavanderie, servizi funebri, parrucchieri e barbieri. Sono disponibili il servizio di asporto (fino alle 20.00) e il servizio di consegna a domicilio (fino alle 22.00). La libertà di movimento rimane in vigore in tutta la Provincia durante il giorno. Dalle 22.00 alle 5.00 vige il divieto di lasciare la propria abitazione, tranne che per motivi di lavoro e di salute e per necessità urgenti con un’autodichiarazione che può essere presentata anche in loco in caso di controllo. Le strutture ricettive rimarranno aperte, ma solo gli ospiti che pernottano possono usufruire dei loro servizi.
Festeggiare i familiari, ma vietate le feste e gli eventi
È consentito festeggiare nella cerchia dei parenti più stretti (nonni, genitori, figli, partner). Tuttavia, si raccomanda espressamente di mantenere basso il numero di persone in uno stesso luogo. Il numero di persone esterne al nucleo familiare che possono visitarlo è fissato in due nell’ordinanza, in analogia alle norme statali. Non sono consentite feste ed eventi all’aperto, in residenze private o in strutture ricettive. Nelle strutture ricettive, gli spazi comuni devono essere chiusi alle 23.00. Le scuole superiori e le scuole professionali avranno il 75 per cento di frequenza a partire dal 7 gennaio. L’ordinanza prevede inoltre che, a partire dal 7 gennaio, le attività scolastiche e didattiche nelle scuole superiori e nelle scuole professionali siano impartite in presenza di un massimo del 75 per cento degli studenti.
Dimostrare solidarietà e rispettare le regole anticontagio
“Mostriamo solidarietà e comunità soprattutto a Natale, limitiamo i contatti, indossiamo la mascherina, teniamoci a distanza e facciamo attenzione all’igiene delle mani” sottolinea il presidente Kompatscher.
I contagi sul lavoro da Covid-19 oltre quota 100mila. Il picco dei casi nell’ultimo bimestre
Coronavirus
I contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail alla data del 30 novembre sono 104.328, pari al 20,9% del complesso delle denunce di infortunio sul lavoro pervenute dall’inizio dell’anno e al 13% dei contagiati nazionali comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) alla stessa data. Rispetto alle 66.781 denunce rilevate alla data del 31 ottobre i casi in più sono 37.547, di cui 27.788 riferiti a novembre e 9.399 a ottobre. La “seconda ondata” delle infezioni da Covid-19 ha avuto un impatto più significativo della prima anche in ambito lavorativo. Nel bimestre ottobre-novembre, infatti, si rileva il picco dei contagi di origine professionale, con quasi 49mila denunce di infortunio (pari al 47% del totale) rispetto alle circa 46.500 registrate nel bimestre marzo-aprile. Il divario, peraltro, è destinato ad aumentare nella prossima rilevazione per effetto del consolidamento particolarmente influente sull’ultimo mese della serie.
I decessi sono 366, la metà è avvenuta ad aprile. Come segnalato dall’11esimo report nazionale elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, pubblicato oggi insieme alla versione aggiornata delle schede di approfondimento regionali, i casi mortali sono 366, pari a circa un terzo del totale dei decessi denunciati all’Inail dall’inizio dell’anno, con un’incidenza dello 0,7% rispetto ai deceduti nazionali da Covid-19 comunicati dall’Iss alla stessa data. Rispetto ai 332 decessi rilevati dal monitoraggio al 31 ottobre, i casi mortali segnalati all’Istituto sono 34 in più, di cui 20 nel solo mese di novembre. La metà dei decessi (50,3%) è avvenuta ad aprile, il 33,1% a marzo, il 6,0% a maggio, il 5,5% a novembre, l’1,6% a luglio e a ottobre, l’1,4% a giugno e lo 0,3% ad agosto e settembre.
I maggiori incrementi registrati nelle province meridionali. L’analisi territoriale conferma che le denunce ricadono soprattutto nel Nord del Paese: il 50,3% nel Nord-Ovest (il 30,5% in Lombardia), il 21% nel Nord-Est, il 13,7% al Centro, l’11,1% al Sud e il 3,9% nelle Isole. Le province con il maggior numero di contagi sono Milano (11,9%), Torino (7,6%), Roma (4,2%), Napoli (3,9%), Brescia (3,2%), Genova (2,8%), Varese (2,7%) e Bergamo (2,6%). In termini relativi, però, sono le province meridionali a registrare i maggiori incrementi: Reggio Calabria, Caltanissetta, Caserta e Salerno vedono più che triplicare i casi denunciati rispetto alla rilevazione di fine ottobre. Concentrando l’analisi esclusivamente sui decessi, la percentuale del Nord-Ovest sale al 53,8% (il 39,3% in Lombardia), ma rispetto al totale delle denunce si osserva una quota più elevata al Sud, che con il 16,9% dei casi mortali precede il Centro (13,7%), il Nord-Est (12,8%) e le Isole (2,8%). Le province che contano più decessi si confermano essere quelle di Bergamo (11,2%), Milano (8,5%), Brescia (6,8%), Napoli (6,3%), Roma (5,5%) e Cremona (4,9%).
Quasi sette denunce su 10 nel settore della sanità e assistenza sociale. Rispetto alle attività produttive coinvolte dalla pandemia, il settore della sanità e assistenza sociale – che comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili – con il 68,7% delle denunce e il 23,7% dei casi mortali codificati precede l’amministrazione pubblica (attività degli organismi preposti alla sanità – Asl – e amministratori regionali, provinciali e comunali), in cui ricadono il 9,2% delle infezioni denunciate e il 10,3% dei decessi. Gli altri settori più colpiti sono i servizi di supporto alle imprese (vigilanza, pulizia e call center), il manifatturiero (tra cui gli addetti alla lavorazione di prodotti chimici e farmaceutici, stampa, industria alimentare), le attività dei servizi di alloggio e ristorazione e il commercio.
Dopo la tregua estiva da settembre la “seconda ondata” di contagi. Ripartendo l’intero periodo di osservazione in tre intervalli – fase di “lockdown” (fino a maggio compreso), fase “post lockdown” (da giugno ad agosto) e fase di “seconda ondata” di contagi (settembre-novembre) – per l’insieme dei settori della sanità, assistenza sociale e amministrazione pubblica (Asl) si osserva una progressiva riduzione dell’incidenza delle denunce tra le prime due fasi e una risalita nella terza (si è passati dall’80,5% dei casi codificati nel primo periodo al 49,2% del trimestre giugno-agosto, per poi risalire al 76,3% nel trimestre settembre-novembre). Viceversa altri settori, con la graduale ripresa delle attività, in particolare nel periodo estivo, hanno visto aumentare l’incidenza dei casi di contagio tra le prime due fasi e una riduzione nella terza.
Il fenomeno in aumento in tutti i settori di attività. È il caso, per esempio, dei servizi di alloggio e ristorazione (passati dal 2,5% del primo periodo, al 6,3% del trimestre successivo e al 2,4% nel trimestre settembre-novembre) e dei trasporti (passati dall’1,2%, al 5,8% e al 2,4%). Il decremento osservato in questi settori nell’ultimo trimestre analizzato non deve però trarre in inganno. In ottobre e, in particolare, a novembre il numero dei contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail è tornato ad aumentare vigorosamente in tutti i settori di attività. A diminuire è la quota di questi casi sul totale, a fronte del più consistente aumento che caratterizza nuovamente la sanità, sia in valore assoluto che relativo.
Più casi tra i tecnici della salute e gli operatori socio-sanitari. La categoria professionale più colpita continua a essere quella dei tecnici della salute, con il 38,6% delle infezioni denunciate, circa l’82% delle quali relative a infermieri, e il 9,3% dei casi mortali, seguita dagli operatori socio-sanitari (18,6%), dai medici (9,5%), dagli operatori socio-assistenziali (7,6%) e dal personale non qualificato nei servizi sanitari, come ausiliari, portantini e barellieri (4,7%). Le altre categorie più coinvolte sono quelle degli impiegati amministrativi (4,3%), degli addetti ai servizi di pulizia (2,2%), dei conduttori di veicoli (1,2%) e dei dirigenti amministrativi e sanitari (1,0%).
Nella terza fase dell’epidemia torna ad aumentare l’incidenza delle professioni sanitarie. Dall’analisi dei dati per mese di accadimento emerge una progressiva riduzione dell’incidenza dei casi di contagio per le professioni sanitarie nelle prime due fasi e una risalita nella terza. La categoria dei tecnici della salute, in particolare, è passata dal 39,3% del primo periodo, fino a maggio compreso, al 21,4% del trimestre giugno-agosto, per poi risalire al 38,6% nell’ultimo trimestre. I medici, scesi dal 10,2% della fase di “lockdown” al 3,7% in quella “post lockdown”, hanno fatto registrare il 9,0% nella “seconda ondata” dei contagi. Con la ripresa delle attività, altre professioni hanno invece visto aumentare l’incidenza dei casi di contagio tra le prime due fasi e registrato una riduzione nella terza. Gli esercenti e addetti nelle attività di ristorazione, per esempio, sono passati dallo 0,6% del primo periodo al 4,2% di giugno-agosto e allo 0,8% tra settembre e novembre. Gli addetti ai servizi di sicurezza, vigilanza e custodia, tra la prima e la seconda fase hanno raddoppiato la percentuale dei contagi rispetto al totale (dallo 0,6% all’1,2%), per poi attestarsi allo 0,9% nell’ultimo trimestre. Le infezioni relative agli artigiani e operai specializzati delle lavorazioni alimentari, invece, sono aumentate dallo 0,2% al 7,1%, per poi tornare allo 0,2% dei contagi denunciati tra settembre e novembre.
L’identikit dei lavoratori contagiati. La maggioranza dei lavoratori contagiati sono donne (69,4%), con un’età media dall’inizio dell’epidemia di 46 anni per entrambi i sessi. Il 42,5% delle denunce riguarda la classe 50-64 anni, seguita dalle fasce 35-49 anni (36,8%), 18-34 anni (18,8%) e over 64 anni (1,9%). I decessi, invece, sono concentrati soprattutto tra gli uomini (84,2%) e nella fascia 50-64 anni, con il 71,6% del totale dei casi. Seguono le fasce over 64 anni (18,6%) e 35-49 anni (8,7%), con un’età media dei deceduti di 59 anni. L’85,6% dei contagi denunciati riguarda lavoratori italiani. Il restante 14,4% sono stranieri (otto su 10 donne), concentrati soprattutto tra i lavoratori rumeni (pari al 20,2% dei contagiati stranieri), peruviani (15,0%), albanesi (7,8%) ed ecuadoregni (5,1%).