A Matera un protocollo per la sicurezza dell’area jonica

L’intesa per la videosorveglianza sottoscritta in prefettura, in sede di Comitato provinciale

Più sicurezza nell’area jonica del materano grazie alla prossima attivazione di un sistema di videosorveglianza con lettura targhe. È questo l’obiettivo del protocollo sottoscritto, alla presenza del prefetto di Matera Maria Carolina Ippolito, tra la questura e la provincia di Matera nel corso del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato oggi in prefettura.

Durante l’incontro è stato fatto il punto sui recenti episodi registrati nell’area jonica e sulle iniziative di prevenzione già avviate dalla Prefettura: dall’intensificazione dei servizi di controllo del territorio, anche con operazioni “Alto Impatto”, alla sensibilizzazione degli operatori economici sull’utilizzo di sistemi di sicurezza passiva, fino al rilancio di strumenti pattizi come il “Controllo di Vicinato” e il “Protocollo per la prevenzione della criminalità nelle rivendite di generi di monopolio”.

Annunciata, inoltre, l’istituzione di un tavolo tecnico coordinato dalla prefettura di Matera per costruire, insieme ai sindaci interessati, un “Patto per la sicurezza urbana e integrata” dell’area jonica della provincia di Matera, con iniziative condivise per prevenzione, qualità degli spazi urbani e crescita sociale delle comunità locali.

«Affermare saldamente i valori di sicurezza e legalità, mostrare la vicinanza dello Stato e delle istituzioni ai cittadini – ha dichiarato il prefetto – sono le condizioni necessarie per garantire un duraturo processo di sviluppo economico in favore di un territorio fortemente caratterizzato da una profonda vocazione turistica».

Hanno partecipato alla riunione, tra gli altri,  il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Matera, i vertici provinciali delle forze dell’ordine, il presidente della provincia di Matera, il sindaco del comune di Matera e i sindaci dei comuni di Pisticci, Montalbano Jonico, Policoro, Nova Siri, Rotondella e Scanzano Jonico.

Fonte: Ministero dell’Interno

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