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ANIE: Webinar Le nuove norme sulla parità sociale – 27 maggio 2026 ore 14:30

Shot of a businessman and businesswoman advocating for equal pay against a grey studio background

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il testo del decreto legislativo di recepimento della
Direttiva 2023/970/UE, volta a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra
uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva
e i relativi meccanismi di applicazione.
Il decreto, in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, introduce nuovi adempimenti a carico delle
imprese, disegnando, a tutela della parità salariale, un sistema articolato su più livelli, dalla fase di
selezione del personale alla gestione del rapporto di lavoro, fino alla rendicontazione aggregata
all’Organismo di monitoraggio presso il Ministero del Lavoro.
Viene previsto anche un sistema sanzionatorio per i datori di lavoro.
Il webinar si propone di approfondire i nuovi obblighi e le relative scadenze, per consentire alle aziende
di sciogliere dubbi e quesiti in merito.
La partecipazione è riservata alle imprese associate alla Federazione ANIE e sarà esclusivamente da
remoto, previa iscrizione.

Maggiori informazioni e iscrizioni al seguente link

Videosorveglianza nei luoghi di lavoro: nuova sanzione del Garante Privacy

Con un provvedimento del 12 marzo 2026, il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto nuovamente sul tema della videosorveglianza nei luoghi di lavoro, sanzionando una società per utilizzo di impianti in assenza della preventiva autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro.

Nel corso delle verifiche sono inoltre emerse criticità relative all’informativa agli interessati e alle misure di sicurezza adottate per l’accesso alle immagini registrate.

Nel provvedimento il Garante ribadisce che gli impianti di videosorveglianza che possono comportare anche indirettamente un controllo a distanza dei lavoratori richiedono il preventivo accordo sindacale o l’autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro, oltre al rispetto degli obblighi previsti dal GDPR in materia di trasparenza e sicurezza del trattamento.

L’Autorità ha quindi dichiarato illecito il trattamento dei dati personali effettuato dalla società, applicando una sanzione amministrativa e ordinando l’adozione delle necessarie misure correttive.

Scarica il provvedimento del 12 marzo 2026

Tentata truffa in un negozio di via Schiapparelli a Cuneo: determinante l’intervento di una Guardia Particolare Giurata di Telecontrol

Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la prontezza dell’operatore ha consentito di individuare tempestivamente la situazione sospetta e di intervenire a supporto dell’attività commerciale coinvolta.

Un episodio che conferma ancora una volta il valore del presidio svolto quotidianamente dalle Guardie Particolari Giurate sul territorio e il contributo concreto della vigilanza privata alla sicurezza di cittadini ed esercenti.

Telecontrol, azienda associata ad ASSIV, opera da anni nel settore della sicurezza privata con attività di vigilanza e controllo del territorio, rappresentando una realtà radicata e riconosciuta nel comparto.

Fonte: Squad S.M.P.D

Non può esistere sicurezza senza dignità del lavoro (Huffington Post)

L’approvazione del Decreto Lavoro 2026 segna un passaggio politico importante. Molto dipenderà dall’attuazione concreta delle misure e dalla capacità di evitare che gli strumenti previsti restino solo principi sulla carta

L’approvazione del Decreto Lavoro 2026 segna un passaggio politico importante perché rimette al centro un principio troppo spesso dimenticato: non può esistere sicurezza senza dignità del lavoro.

Le norme sul cosiddetto “salario giusto”, gli incentivi all’occupazione stabile e il contrasto alle nuove forme di sfruttamento digitale rappresentano infatti un tentativo di affrontare insieme competitività, qualità del lavoro e coesione sociale, evitando che la trasformazione tecnologica e la pressione economica producano ulteriore precarizzazione.

In questo quadro considero particolarmente rilevante il richiamo alla contrattazione collettiva comparativamente più rappresentativa come parametro di riferimento per garantire trattamenti economici adeguati. È un tema che riguarda direttamente anche il settore della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza, comparto essenziale per il sistema Paese, che negli anni ha spesso subito dinamiche di dumping contrattuale e una competizione fondata quasi esclusivamente sulla riduzione dei costi.

La security non può essere considerata una commodity. Dietro ogni servizio di vigilanza, controllo o protezione ci sono lavoratrici e lavoratori che operano in contesti complessi, spesso ad alta esposizione di rischio, e che devono poter contare su retribuzioni adeguate, stabilità occupazionale e riconoscimento professionale.

Positiva è anche l’attenzione dedicata alla trasparenza negli appalti e nei rapporti di lavoro, così come il rafforzamento degli strumenti di controllo contro il caporalato digitale e le distorsioni generate dall’utilizzo opaco degli algoritmi nelle piattaforme. L’innovazione non può trasformarsi in una zona grigia nella quale i diritti diventano opzionali.

Allo stesso tempo, il decreto lancia un messaggio culturale importante alle imprese, premiando i modelli organizzativi orientati alla responsabilità sociale, alla conciliazione vita-lavoro e al sostegno della natalità. Sono scelte che vanno nella direzione di un sistema produttivo più moderno e sostenibile.

Naturalmente molto dipenderà dall’attuazione concreta delle misure e dalla capacità di evitare che gli strumenti previsti restino solo principi sulla carta. Serviranno controlli efficaci, tempi rapidi e un dialogo costante con le parti sociali.

Ma il punto politico resta chiaro: la qualità del lavoro non è un ostacolo alla crescita. È la condizione necessaria per costruire sviluppo, legalità e sicurezza (anche) sociale.

Leggi l’articolo sull’Huffinton Post

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