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Videosorveglianza e sicurezza nel salernitano: 77 i progetti approvati in prefettura

Videosorveglianza e sicurezza nel salernitano: 77 i progetti approvati in prefettura

Apprezzamento del prefetto per le proposte progettuali che rispondono alle peculiarità dei territori

Potenziare prevenzione e repressione dei reati nelle zone più a rischio criminalità; controllare in modo capillare le principali strade della provincia monitorando vie di accesso e punti ritenuti “sensibili”; contrastare degrado e forme diffuse di illegalità. Questo l’obiettivo dei progetti per l’implementazione e il potenziamento della videosorveglianza presentati da 75 comuni e due unioni di comuni della provincia di Salerno approvati il 24 febbraio scorso in prefettura dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica (Cposp), dopo la stipula – nei giorni precedenti – da parte del prefetto e degli amministratori locali dei relativi patti per l’attuazione della sicurezza urbana.

I progetti approvati, che concorrono al finanziamento da parte del ministero dell’Interno a valere sui 36 milioni complessivamente stanziati allo scopo per il 2023, sono il risultato di un complesso percorso lungo tutte le fasi del quale la prefettura ha affiancato i comuni proponenti, aiutando le amministrazioni locali a orientare le loro proposte in base alle rispettive caratteristiche che delineano, in un territorio provinciale vasto come quello di Salerno, con 158 comuni, delle “macro-aree territoriali” omogenee.

In quest’ottica il prefetto Francesco Russo, presiedendo la riunione del Cposp, ha espresso apprezzamento per la visione ampia che emerge dalle progettualità, basate sulle peculiarità dei territori, e finalizzate a innalzare ulteriormente gli standard di sicurezza urbana anche per favorire l’economia e lo sviluppo delle comunità nel loro complesso.

Fonte: Ministero dell’Interno

Catania, 26 progetti dei comuni per sistemi di videocontrollo delle città

Catania, 26 progetti dei comuni per sistemi di videocontrollo delle città

Valutati positivamente dalla prefettura, ora la graduatoria del Viminale

Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nella riunione del 24 febbraio presso la prefettura di Catania, ha approvato le proposte presentate da ventisei comuni della provincia che hanno chiesto di accedere ai finanziamenti per l’installazione di sistemi di videosorveglianza nei rispettivi territori.

I comuni interessati sono Aci Bonaccorsi, Aci Sant’Antonio, Adrano, Giarre, Grammichele, Linguaglossa, Maletto, Maniace, Mascalucia, Mineo, Mirabella Imbaccari, Nicolosi, Paternò, Raddusa, Ragalna, Ramacca, Randazzo, San Cono, San Gregorio di Catania, San Pietro Clarenza, Santa Venerina, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Viagrande, Vizzini e Zafferana Etnea.

Le proposte progettuali sono state condivise con i responsabili provinciali delle Forze di polizia e ritenute conformi alle vigenti direttive tecniche dalla Zona Telecomunicazioni della PS competente sul territorio, il cui dirigente ha partecipato alla riunione del comitato.

I progetti approvati, finalizzati alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria in ambito urbano, saranno valutati da un organismo costituito presso il Dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, che elaborerà la graduatoria relativa.

Fonte: Ministero dell’Interno

Istat, sale la fiducia dei consumatori a febbraio. Quella delle imprese rimane stabile

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Istat, sale la fiducia dei consumatori a febbraio. Quella delle imprese rimane stabile

Il clima di fiducia delle imprese rimane stabile sintetizzando segnali contrapposti provenienti dai comparti economici indagati: l’industria registra una sostanziale stabilità veicolata principalmente dal comparto manifatturiero mentre c’è un circoscritto peggioramento della fiducia nelle costruzioni;  un contesto analogo caratterizza i servizi dove il deciso ottimismo evidenziato dalle opinioni sulle vendite nel commercio al dettaglio si contrappone a valutazioni sugli ordini in peggioramento nei servizi di mercato.
Il clima di fiducia dei consumatori torna ad aumentare dopo la diminuzione registrata a gennaio. Il miglioramento dell’indice è dovuto ad un’evoluzione positiva delle opinioni sulla situazione economica generale, ad un aumento delle aspettative sulla situazione economica familiare e a valutazioni in miglioramento sia sull’opportunità di effettuare acquisti nella fase attuale sia sulla possibilità di risparmiare in futuro.

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Fonte: ISTAT

Urbano, Guardie giurate a tutela degli asset italiani all’estero. Far ripartire l’iter legislativo

Huffington Post: Urbano, Guardie giurate a tutela degli asset italiani all’estero. Far ripartire l’iter legislativo

C’era un accordo politico nella precedente legislatura, si riparta da lì

Nei prossimi giorni la Commissione Affari Costituzionali della Camera avvierà i lavori sulla proposta di legge che intende introdurre nel nostro ordinamento la possibilità di impiegare le guardie particolari giurate per la tutela degli asset italiani all’estero. Già nella scorsa legislatura, a valle di un iter di quasi tre anni e nonostante le diverse sensibilità delle forze politiche avessero determinato la presentazione di ben quattro proposte di legge sul tema (Fratelli d’Italia, una componente del Movimento 5 stelle, Lega e Partito Democratico), sul provvedimento era stato trovato nella competente Commissione un accordo politico. Accordo sostanziatosi in un testo base accettato da larga parte dell’arco costituzionale, con l’obiettivo dichiarato di una sua approvazione in tempi rapidi; tuttavia, la crisi del governo Draghi nel luglio scorso, la mancata ricomposizione di una maggioranza per portare a termine la legislatura e, quindi, le successive elezioni indette a settembre ne avevano interrotto il promettente cammino. 

Con l’avvio della nuova Legislatura, Assiv ha ripreso la sua attività di interlocuzione propositiva nei confronti degli stakeholder pubblici in rappresentanza delle istanze del comparto della sicurezza privata, nel tentativo di rallacciare le fila del discorso interrottosi in estate. La sensibilità dell’allora onorevole, oggi ministro, Lollobrigida ha pertanto garantito, già all’avvio dei lavori del nuovo Parlamento, la presentazione di un testo che ricalca quello sul quale era stato trovato un accordo: il passo successivo è arrivato nelle ultime ore. 

Si tratta di tentare di normare, e di conseguenza aprire alle aziende italiane, un mercato stimato a livello mondiale dall’ONU in circa 250 miliardi di dollari l’anno e oggi completamente in mano a compagnie americane e britanniche, ma anche francesi, israeliane, cinesi, sudafricane e russe.

Un paradosso se si pensa che una quota di assoluto rilievo delle attività delle imprese italiane si svolge fuori dal territorio nazionale, con l’obbligo accessorio previsto dalla nostra legislazione in capo alle stesse aziende di garantire la sicurezza del proprio personale, e che per l’espletamento di tale fondamentale attività quelle aziende sono costrette a ricorrere a compagnie di Paesi stranieri, nei quali è prevista la figura professionale del security contractor, soprattutto quando ci si trova ad operare in contesti ad alto rischio, con grave nocumento in termini di garanzia di controllo dei flussi informativi ai fini della protezione delle politiche e degli asset aziendali come conseguenza dell’impiego di personale straniero. Lo spionaggio industriale, infatti, assume sempre maggior rilievo nella concorrenza tra le principali potenze economiche, per contrastare il quale le grandi professionalità che esprime il nostro comparto sicurezza sono quanto mai essenziali. E’ una componente, niente affatto secondaria, della più complessiva  protezione degli interessi nazionali. 

La norma in questione, inoltre, garantirebbe il proficuo reimpiego di una parte consistente del personale altamente addestrato in uscita dalle nostre Forze Armate, garantendo loro una prospettiva lavorativa adeguatamente qualificata ed in linea con gli alti valori che ne hanno caratterizzato il servizio a difesa del Paese. Al contempo consentendo una ulteriore spinta verso una sempre più significatica qualificazione degli Istituti di Vigilanza, sotto il controllo e l’indirizzo del Ministero dell’Interno. 

E allora, tornando a quanto ci riguarderà da vicino nelle prossime settimane, cogliamo quest’occasione per ribadire la nostra gratitudine al ministro Lollobrigida e al gruppo di Fratelli d’Italia, nonché a quanti hanno e avranno intenzione di voler prestare attenzione alle istanze del comparto e di comprenderne le ragioni.

Un ringraziamento particolare va peraltro al deputato che si sta assumendo l’onere di fare da relatore al provvedimento, l’on. Riccardo De Corato, non nuovo per vicinanza al comparto della vigilanza privata e con un’expertise invidiabile in ambito di sicurezza pubblica e privata, in particolare nel territorio lombardo. 

Come sempre Assiv è pronta a fare la sua parte.

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