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Inps: Esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri dipendenti del settore privato

Inps: Esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri dipendenti del settore privato

Circolare INPS 19 settembre 2022, n. 102: Articolo 1, comma 137, della legge 30 dicembre 2021, n. 234 (legge di Bilancio 2022). Esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri dipendenti del settore privato, a decorrere dalla data del rientro nel posto di lavoro dopo la fruizione del congedo di maternità. Indicazioni operative. Istruzioni contabili. 

La legge 30 dicembre 2021, n. 234 (di seguito, legge di Bilancio 2022), ha previsto all’articolo 1, comma 137, che “in via sperimentale, per l’anno 2022, è riconosciuto nella misura del 50 per cento l’esonero per un anno dal versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri dipendenti del settore privato, a decorrere dalla data del rientro nel posto di lavoro dopo la fruizione del congedo obbligatorio di maternità e per un periodo massimo di un anno a decorrere dalla data del predetto rientro. Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche”.

Come previsto dal citato articolo 1, comma 137, della legge di Bilancio 2022, l’esonero in trattazione è riconosciuto esclusivamente sulla quota dei contributi a carico delle lavoratrici madri dipendenti del settore privato.

L’applicazione dell’esonero in trattazione lascia comunque ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

Sotto il profilo soggettivo, pertanto, l’esonero contributivo in oggetto è rivolto a tutti i rapporti di lavoro dipendente, sia instaurati che instaurandi, del settore privato, ivi compreso il settore agricolo, in riferimento alle lavoratrici madri che rientrino nel posto di lavoro dopo aver fruito del congedo di maternità.

Come anticipato, l’esonero contributivo in esame, che ha una durata complessiva pari a dodici mesi decorrenti dalla data del suddetto rientro, si sostanzia in una riduzione del 50% della contribuzione previdenziale dovuta dalla lavoratrice.

Di conseguenza, poiché l’esonero in questione trova applicazione esclusivamente con riferimento alla quota di contribuzione a carico della lavoratrice madre, la misura non rientra nella nozione di aiuto di Stato, trattandosi di un’agevolazione fruita da persone fisiche non riconducibili alla definizione comunitaria di impresa e, pertanto, insuscettibile di incidere sulla concorrenza.

Per le ragioni di cui sopra, la disciplina del predetto esonero non è sussumibile tra quelle disciplinate dall’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea relativa agli aiuti concessi dallo Stato ovvero mediante risorse statali. Pertanto, l’applicazione della predetta misura agevolativa non è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

Fonte: INPS

Scarica la circolare 102 del 19 settembre 2022

Webinar ASSIV: Decreto Trasparenza – Giovedì 29 Settembre 2022- Ore 10.30

Webinar ASSIV: Decreto Webinar ASSIV: Decreto Trasparenza – Giovedì 29 Settembre 2022- Ore 10.3029 Settembre 2022 su piattaforma Zoom – Ore 10.30

A seguito  della pubblicazione del Decreto legislativo 27 giugno 2022, n. 104, in Gazzetta Ufficiale, recante “attuazione della direttiva (UE) 2019/1152 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019, relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell’Unione europea”, sono stati introdotti nuovi adempimenti che le aziende dovranno osservare per la stesura dei contratti di lavoro. Cosa cambia per i datori?

Di questo tema si parlerà nel webinar che Assiv, in collaborazione con il Dipartimento di Diritto del Lavoro e Sindacale dello Studio Legale e Tributario Matèria, ha organizzato per giovedì 29 settembre 2022, alle ore 10.30.

L’evento, gratuito e riservato agli Associati, si terrà su piattaforma Zoom.

Per la partecipazione è necessario dare preventiva conferma entro mercoledì 28 Settembre 2022 all’indirizzo [email protected]

ADAPT, Elezioni 2022: il lavoro nei programmi dei partiti

ADAPT, Elezioni 2022: il lavoro nei programmi dei partiti

Da sempre ADAPT è attenta al dibattito pubblico che riguarda i temi del lavoro che rientra tra i temi più politici di tutti, già nella sua essenza sociale e relazionale.

Il lavoro sta ricoprendo un ruolo importante negli argomenti di discussione tra i diversi partiti che si candidano a guidare il Paese in occasione dell’appuntamento elettorale del 25 settembre, a dimostrazione che esso continua a rappresentare un aspetto centrale che tocca la carne viva delle persone, delle imprese e della società.

Per questo motivo ADAPT ha voluto, come già fatto negli scorsi appuntamenti elettorali nazionali, dare il un contributo nel comprendere meglio proposte e progetti raccogliendo ed analizzando i programmi elettorali in materia di lavoro e temi affini. Nasce così l’e-book Elezioni 2022: il lavoro nei programmi dei partiti, che diffondiamo oggi nella consueta modalità open access e che ha visto impegnati ricercatori e dottorandi ADAPT nelle scorse settimane. Inoltre nell’e-book sono presenti contributi originali dei principali partiti politici in materia di lavoro che illustrano le loro proposte e la loro visione in materia.

Fonte: ADAPT

Scarica l’e-book

Confindustria: Prezzo del gas record, inflazione e tassi più su: contesto difficile nella seconda metà del 2022

Confindustria: Prezzo del gas record, inflazione e tassi più su: contesto difficile nella seconda metà del 2022

l prezzo del gas non è mai stato così alto, inflazione e tassi di interesse salgono ancora più su. Il contesto è molto difficile nella seconda metà del 2022: lo scenario per l’economia vira al ribasso. Nell’industria italiana si materializza la caduta, sebbene l’export si dimostri resiliente e continui per ora la risalita dei servizi. Rincari del gas e rischio di scarsità mettono in ginocchio l’Europa, che va verso una brusca frenata. Negli USA il quadro è incerto, tra gli emergenti va male solo la Cina.

L’economia italiana e internazionale in breve

  • Lo scenario vira al ribasso. Il rincaro del gas da agosto è divenuto fuori controllo, sulla scia dei tagli delle forniture dalla Russia. La resilienza dell’industria è alle corde, dopo troppi mesi di impatto del caro-energia sui margini delle imprese: soffriranno gli investimenti. L’inflazione record erode il reddito delle famiglie e minaccia i consumi, protetti (in parte e non per molto ancora) dal risparmio accumulato. La BCE ha risposto a prezzi alti ed euro debole alzando i tassi, che daranno un ulteriore impulso recessivo. Rientrano i prezzi di varie commodity, perché è più fiacca l’economia mondiale. L’Italia resiste grazie a: più mobilità e turismo; crescita (minore) delle costruzioni. Tiene, finora, l’occupazione.
  • Gas mai così caro. Il prezzo del gas in Europa si è impennato a 236 euro/mwh in media in agosto (picco a 330) e rimane a 205 a settembre (da 171 a luglio), molto sopra i precedenti massimi di marzo; l’offerta russa di gas, infatti, è stata ripetutamente ridotta e i mercati prezzano la potenziale scarsità. Viceversa, il petrolio è sceso a 100 dollari al barile in agosto e a 92 a settembre (da 112 a luglio), per le peggiori attese di crescita mondiale, pur restando caro, sopra i valori di inizio anno.
  • Salgono i tassi. La BCE ha deciso il secondo rialzo dei tassi a settembre (a 1,25%), preoccupata da inflazione alta e cambio debole. Ciò rafforza il trend di aumento dei tassi sovrani: Bund a 10 anni a 1,62% in media a settembre, da -0,09% a gennaio; BTP a 3,84% (da 1,24%). Si sono ampliati anche gli spread col Bund: in Italia il maggiore (2,22 da 1,33, vicino alla Grecia), anche per l’instabilità politica, in Spagna a 1,18 (da 0,75), in Francia a 0,60 (da 0,30). Il temuto aumento del costo del credito in Italia sembra essere iniziato: 2,01% a luglio per le PMI (da 1,74% a gennaio), 1,01% per le grandi (da 0,76%).
  • Industria: si materializza la caduta. Gli indicatori qualitativi sono peggiorati: in agosto, il PMI è sceso ancor più in territorio negativo (48,0), segnalando recessione; anche i giudizi sugli ordini Istat sono in flessione, anticipando minor domanda; la fiducia delle imprese ha subito un ulteriore calo, su livelli ridotti. La produzione industriale ha mostrato un recupero a luglio (+0,4%), confermando la resilienza delle imprese italiane, con una dinamica migliore di quella tedesca e francese; ma è comunque attesa in calo nel 3° trimestre (-1,4% acquisito). Nelle costruzioni, proseguono i segnali di decelerazione, dopo la lunga fase di espansione: l’andamento nei cantieri già avviati è visto in forte calo nel 3° trimestre.
  • Risalgono i servizi. Il recupero del turismo in Italia sostiene anche l’industria: la spesa dei viaggiatori stranieri ha ormai azzerato il gap dal pre-Covid: -0,9% a giugno (era -21% in aprile). La maggiore spesa per servizi (+5,3% nel 2° trimestre, ma ancora -4,5% il gap) ha trainato i consumi: soprattutto acquisti fuori casa, grazie alla fine delle restrizioni. In agosto, il PMI servizi è tornato a indicare espansione, ma a ritmo molto ridotto (50,5). Perciò, il rimbalzo dei servizi è stimato proseguire, più piano, nel 3° trimestre.
  • Export resiliente. Le esportazioni italiane di beni e servizi hanno continuato a crescere nel 2° trimestre (+2,5%), sebbene con una dinamica più moderata (+4,7% nel 1°), sostenuta dall’accelerazione nei servizi (+6,6%). A luglio è proseguita la crescita dell’export di beni (+3,8% a prezzi costanti), sostenuto dalle vendite di prodotti farmaceutici e di quelli della raffinazione petrolifera; ciò nonostante che il PMI ordini esteri indicasse caduta. Anche il commercio mondiale nel 2° trimestre è cresciuto ancora (+0,8%), ma poco, con un aumento non omogeneo tra le aree e con incrementi diffusi della capacità produttiva inutilizzata; il PMI ordini esteri globale, inoltre, segnala contrazione da molti mesi.
  • Eurozona verso una brusca frenata. Nel 2° trimestre il PIL europeo è cresciuto ancora (+0,8%, dopo +0,7% nel 1°). Tuttavia, forti criticità rischiano di arrestare l’espansione nei prossimi mesi: spinta dai prezzi energetici, l’inflazione è ai massimi (+9,1% annuo in agosto) e potrebbe frenare i consumi delle famiglie, principale traino dell’economia finora; la fiducia delle imprese industriali ha continuato a ridursi in agosto, specie in Francia e Germania, allungando un’ombra sugli investimenti.
  • USA: quadro incerto. Il PIL nel 2° trimestre è sceso per la seconda volta consecutiva (-0,1%, dopo -0,4% nel 1°). A luglio, però, la produzione industriale è cresciuta di 0,6% e in agosto vari indicatori di attività hanno confermato livelli positivi (ISM a 52,8, Direttori degli acquisti di Chicago a 52,2). Male invece il PMI manifatturiero (51,5 da 52,2) e quasi tutti gli indici territoriali del settore, che sono su valori recessivi. D’altra parte, la fiducia dei consumatori ad agosto è salita in modo rilevante (58,2 da 51,5).
  • Emergenti: male solo la Cina. La manifattura cinese frena, sia per i razionamenti di energia legati all’ondata di caldo estiva, sia per il proseguire delle misure anti-Covid. In India, la produzione e i nuovi ordini crescono al ritmo più alto da nove mesi, grazie alla riduzione dei contagi e alla moderazione dei costi delle materie prime. Il calo dei costi fa restare la manifattura brasiliana in territorio positivo e restituisce slancio pure all’economia russa, dove la manifattura segna un record nelle vendite dal 2019.

Fonte: Centro Studi Confindustria