Consiglio dei Ministri: approvate misure urgenti in materia di lavoro e inclusione sociale

Il Consiglio dei Ministri si è riunito ieri lunedì 1° maggio 2023, sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni. Nel corso deila riunione sono stati approvati due importanti provvedimenti in materia di lavoro e di inclusione sociale.

1. Misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro (decreto-legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro.

Il testo interviene con misure volte a ridurre il cuneo fiscale, per la parte contributiva, nei confronti dei lavoratori dipendenti con redditi fino a 35.000 euro lordi annui; a contrastare la povertà e l’esclusione sociale, con particolare attenzione per le famiglie al cui interno siano presenti soggetti fragili, minori o anziani; a promuovere politiche attive del lavoro, con l’obiettivo di assicurare un’adeguata formazione a chi non ha un’occupazione ed è in grado di svolgere un’attività lavorativa e di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Si introducono poi interventi urgenti volti a rafforzare le regole di sicurezza sul lavoro e di tutela contro gli infortuni e si modifica la disciplina del contratto di lavoro a termine.

Misure a sostegno dei lavoratori e per la riduzione della pressione fiscale

Si innalza, dal 2 al 6 per cento, l’esonero parziale sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico dei lavoratori dipendenti per i periodi di paga dal 1° luglio al 31 dicembre 2023 (con esclusione della tredicesima mensilità). L’esenzione è innalzata al 7 per cento se la retribuzione imponibile non eccede l’importo mensile di 1.923 euro.

Si conferma l’incremento della soglia dei fringe benefit a 3.000 euro per il 2023, esclusivamente per i lavoratori dipendenti con figli a carico.

Si prevede una estensione ai genitori vedovi della maggiorazione dell’assegno unico prevista per i nuclei familiari in cui entrambi i genitori siano occupati.

Misure di inclusione sociale e lavorativa, di accompagnamento al lavoro e di incentivazione dell’occupazione giovanile

Dal 1° gennaio 2024, si introduce una misura nazionale di contrasto alla povertà, che consiste in una integrazione al reddito in favore dei nuclei familiari che comprendano una persona con disabilità, un minorenne o un ultra-sessantenne e che siano in possesso di determinati requisiti, relativi alla cittadinanza o all’autorizzazione al soggiorno del richiedente, alla durata della residenza in Italia e alle condizioni economiche. Il beneficio mensile, di importo non inferiore a 480 euro all’anno esenti dall’IRPEF, sarà erogato dall’INPS attraverso uno strumento di pagamento elettronico, per un periodo massimo di 18 mesi continuativi, con la possibilità di un rinnovo per ulteriori 12 mesi. Il nucleo beneficiario sarà tenuto a sottoscrivere un patto di attivazione digitale e a presentarsi, con cadenza trimestrale, presso i patronati o i servizi sociali e i centri per l’impiego, al fine di aggiornare la propria posizione.

Per i soggetti occupabili, cioè coloro che hanno una età compresa tra i 18 e i 59 anni e non rientrano tra le categorie individuate come “fragili”, è prevista la decadenza dal beneficio nel caso di rifiuto di una offerta di lavoro a tempo pieno o parziale, non inferiore al 60 per cento dell’orario a tempo pieno e con una retribuzione non inferiore ai minimi salariali previsti dai contratti collettivi e che sia, alternativamente:

  • a tempo indeterminato, su tutto il territorio nazionale;
  • a tempo determinato, anche in somministrazione, se il luogo di lavoro non dista oltre 80 km dal domicilio.

Per evitare il godimento irregolare del beneficio, sono previsti un adeguato regime sanzionatorio e una specifica attività di vigilanza da parte del personale ispettivo dell’Ispettorato nazionale del lavoro (INL), dell’INPS, della Guardia di finanza e dei Carabinieri.

I datori di lavoro privati che intendano assumere i beneficiari potranno fruire, a determinate condizioni, di incentivi nella forma di un esonero contributivo previdenziale. Ai patronati, alle associazioni senza fini di lucro e agli altri enti di mediazione sarà riconosciuto, per ogni persona con disabilità assunta a seguito dell’attività da loro svolta, un contributo compreso tra il 60 e l’80 per cento di quello riconosciuto ai datori di lavori.

Ai soggetti di età compresa fra i 18 e 59 anni in condizioni di povertà assoluta, facenti parte di nuclei familiari privi dei requisiti per accedere al sostegno al reddito e ai componenti di nuclei che invece lo percepiscono e che non siano calcolati nella scala di equivalenza, è riconosciuto un diverso contributo, volto a sostenere il percorso di inserimento lavorativo, anche attraverso la partecipazione a progetti di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale, di orientamento, di accompagnamento al lavoro e di politiche attive. Tra tali misure rientra anche il servizio civile universale, per accedere al quale sono previste deroghe ai limiti di età e quote di riserva nei relativi bandi. Al fine di beneficiare dello strumento, i soggetti interessati dovranno registrarsi su una piattaforma informatica nazionale, rilasciare una dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, rispondere a determinati requisiti e sottoscrivere un patto di servizio personalizzato, a seguito del quale potranno ricevere offerte di lavoro o essere inseriti in specifici progetti di formazione. Durante la partecipazione ai programmi formativi, per un massimo di dodici mensilità, gli interessati riceveranno un beneficio economico pari a 350 euro mensili.

Inoltre, per favorire l’occupazione giovanile sono previsti incentivi pari al 60 per cento della retribuzione per un periodo di 12 mesi, a favore dei datori di lavoro che assumono giovani sotto i trenta anni di età, non inseriti in programmi formativi e registrati nel PON “Iniziativa Occupazione Giovani”. L’incentivo è cumulabile con l’esonero contributivo nella misura del 100 per cento, per un periodo massimo di trentasei mesi, e con altri incentivi previsti dalla legislazione vigente.

Misure sui contratti a termine

Si apportano modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a termine (cosiddetto “tempo determinato”), variando le causali che possono essere indicate nei contratti di durata compresa tra i 12 e i 24 mesi (comprese le proroghe e i rinnovi), per consentire un uso più flessibile di tale tipologia contrattuale, mantenendo comunque fermo il rispetto della direttiva europea sulla prevenzione degli abusi.

Pertanto, i contratti potranno avere durata superiore ai 12 mesi, ma non eccedente i 24 mesi:

  • nei casi previsti dai contratti collettivi;
  • per esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva, individuate dalle parti, in caso di mancato esercizio da parte della contrattazione collettiva, e in ogni caso entro il termine del 31 dicembre 2024;
  • per sostituire altri lavoratori.

Rafforzamento delle regole di sicurezza sul lavoro, di tutela contro gli infortuni e dei controlli ispettivi

Si istituisce, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un Fondo per i familiari degli studenti vittime di infortuni in occasione delle attività formative.

Si prevedono, tra l’altro: l’obbligo per i datori di lavoro di nominare il medico competente se richiesto dalla valutazione dei rischi; l’estensione ai lavoratori autonomi di alcune misure di tutela previste nei cantieri; l’obbligo di formazione specifica in capo al datore di lavoro nel caso di utilizzo di attrezzature di lavoro per attività professionali e conseguenti sanzioni in caso di inosservanza.

Si introducono, inoltre, disposizioni in materia di condivisione dei dati per il rafforzamento della programmazione dell’attività ispettiva e di vigilanza nella Regione siciliana e nelle province autonome di Trento e di Bolzano.

2. Disegno di legge in materia di lavoro

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone, ha approvato, con procedura d’urgenza, un disegno di legge in materia di lavoro.

Di seguito alcune tra le principali previsioni.

Contributo per le assunzioni di persone con disabilità

La disposizione prevede il riconoscimento per enti e organizzazioni di un contributo per ogni persona con disabilità assunta a tempo indeterminato tra il 1° agosto 2022 ed il 31 dicembre 2023.

Modifiche in materia di somministrazione di lavoro

Si eliminano i limiti percentuali relativi alle assunzioni con il contratto di apprendistato in regime di somministrazione e quelli quantitativi in caso di somministrazione a tempo indeterminato di specifiche categorie di lavoratori (lavoratori in mobilità, soggetti disoccupati non del settore agricolo).

L’esenzione dal rispetto dei limiti quantitativi nell’utilizzo di personale in somministrazione, già prevista per altre fattispecie, si estende al caso in cui tale personale sia assunto dal somministratore con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Sospensione della prestazione di cassa integrazione

Si estende ai rapporti di lavoro di durata pari o inferiore a sei mesi la disciplina già prevista per quelli di durata superiore, che prevede che il lavoratore non abbia diritto all’integrazione soltanto per le giornate di lavoro effettuate.

Durata del periodo di prova

Si puntualizza la tempistica della durata del periodo di prova nel rapporto di lavoro a tempo determinato, fissandola in un giorno di effettiva prestazione per ogni quindici giorni di calendario, e si precisa che in ogni caso tale periodo non può essere inferiore a due giorni.

Rafforzamento degli ambiti territoriali sociali per l’attuazione del LEPS e degli interventi del PNRR

Si rafforzano gli Ambiti territoriali sociali (ATS) mediante il finanziamento dell’incremento delle capacità operative dei servizi sociali comunali svolti in forma singola o associata dai comuni delle regioni a statuto ordinario per le funzioni di programmazione, coordinamento, realizzazione e gestione degli interventi, dei servizi e delle attività anche utili al raggiungimento dei livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEPS). Si consentono le assunzioni a tempo indeterminato di personale, anche amministrativo, per le funzioni utili al raggiungimento dei LEPS, in deroga ai vincoli di contenimento della spesa di personale.

Potenziamento dell’attività di accertamento di elusioni e violazioni in ambito contributivo e della riscossione degli importi omessi e promozione dell’adempimento spontaneo degli obblighi contributivi

Si potenzia la capacità di controllo e verifica dell’INPS, consentendo all’ente accertamenti d’ufficio mediante la consultazione di banche dati non solo dell’Istituto, ma anche di altre pubbliche amministrazioni. Si prevede, inoltre, che gli uffici dell’Ente possano invitare i contribuenti a comparire di persona o mediante rappresentanti per fornire dati ed elementi informativi. Qualora il contribuente effettui il pagamento integrale entro quaranta giorni dal ricevimento dell’accertamento, le sanzioni civili sono ridotte nella misura del 50%. Entro tale termine il contribuente può inoltrare domanda di dilazione.

L’INPS può trasmettere al contribuente la comunicazione di eventuali anomalie affinché quest’ultimo provveda alla correzione. Il contribuente ha un termine di novanta giorni dalla notifica della comunicazione per segnalare eventuali elementi, fatti o circostanze per confutare quanto comunicato. Il contribuente che provveda alla regolarizzazione delle anomalie ed effettui entro trenta giorni il versamento dei contributi è ammesso al pagamento della sanzione civile in misura annua pari al 2,75% dell’importo della contribuzione dovuta ed in caso di pagamento in forma dilazionata, la riduzione della sanzione è subordinata al versamento della prima rata. Sono previste specifiche disposizioni per l’omesso o tardivo versamento di una delle successive rate e per i casi di assenza di segnalazioni o di regolarizzazione da parte del contribuente.

Pagamento dilazionato dei debiti contributivi

Si aumenta il numero di rate, previste per il pagamento dei premi, passando dagli attuali 24 a 60 mesi.

Ricostituzione del Fondo nazionale per le Politiche Migratorie

Si prevede l’incremento, per l’anno 2023, di un importo pari a euro 2.427.740 per il Fondo nazionale per le politiche migratorie, istituito presso la Presidenza del Consiglio.

Ricongiunzione, ai fini previdenziali, dei periodi assicurativi per i lavoratori dipendenti, autonomi e per i liberi professionisti

Si modifica la disciplina della ricongiunzione ai fini previdenziali dei periodi assicurativi, allineando il rendimento previsto a quello offerto dal sistema contributivo, pari alla media quinquennale del tasso di crescita del PIL.
 

Il testo prevede, infine, norme relative all’istituzione del Sistema informativo per la lotta al caporalato in agricoltura; l’uniformazione dei tempi di presentazione delle domande di accesso ad Ape sociale e di pensionamento anticipato con requisito contributivo ridotto; modifiche al Codice del terzo settore per consentire la partecipazione a distanza alle assemblee; modifiche relative ai fondi di solidarietà bilaterali.

Fonte: governo.it

Adapt, Primo Maggio: una occasione per riflettere sullo stato di salute del mercato del lavoro, in Italia e non solo

Primo Maggio: una occasione per riflettere sullo stato di salute del mercato del lavoro, in Italia e non solo

Negli ultimi anni di lavoro si parla sempre di più, complici le numerose trasformazioni alle quali è sottoposto. Il rischio di questo dibattito però è una concentrazione quasi totalizzante sul lavoro che manca e una superficiale attenzione sulle caratteristiche del lavoro che c’è, come se queste ultime fossero meno problematiche. E così il dibattito ruota intorno alle imprese che non trovano lavoratori, da un lato, e ai lavoratori che vogliono (e ultimamente lo fanno anche) cambiare lavoro alla ricerca di condizioni economiche e organizzative migliori. Si tratta certamente di una fase di transizione che segue la pandemia, ma non basta. Il nodo oggi pare essere molto più profondo e strettamente legato alla struttura della nostra società.

Il punto sul quale vogliamo concentrare l’attenzione in questa data importante, come elemento che ancora manca nei processi di riforma del mercato del lavoro, è quello demografico. Bastano pochi dati per mostrare in modo evidente e spiazzante quanto il cambiamento della struttura demografica italiana (ma discorsi analoghi potrebbero essere fatti per molti altri paesi) sia all’origine di molte delle trasformazioni e delle criticità del mercato del lavoro che spesso analizziamo concentrandoci sul contingente. Negli ultimi vent’anni i lavoratori tra i 50 e i 64 anni sono quasi raddoppiati (+91%) passando dai 4,35 milioni del 2002 ai 8,32 milioni del 2022. Oggi un lavoratore su tre ha più di 50 anni. Nello stesso arco di tempo la popolazione tra gli 0 e 14 anni, pur integrata dalla componente migratoria, è diminuita di circa 800mila unità.





L’età media sta aumentando inesorabilmente, e con essa la componente più matura all’interno del mercato del lavoro. Ci troviamo così con una componente crescente di lavoratori maturi che supera ampiamente (di ben 3 milioni di unità) quella degli under 35 e questo inevitabilmente cambia completamente lo scenario nel quale mettere in atto le politiche del lavoro e le riforme del mercato.



Parlare di transizioni occupazionali, flessibilità contrattuale, ammortizzatori sociali, riqualificazione professionale, politiche attive del lavoro in questo contesto è tutt’altra cosa rispetto a parlarne in un quadro nel quale la componente giovanile è stabile o in crescita. Allo stesso modo non può che cambiare il modo di parlare di welfare e di sostenibilità complessiva dei conti pubblici, risultando difficile immaginare una continua riduzione dei contributi all’interno di un equilibrio precario tra i pochi che lavorano e i molti che sono o che andranno presto in pensione. Ma anche all’interno delle imprese i modelli organizzativi dovranno ripensarsi ponendo al centro il tema della sostenibilità del lavoro sia in termini di carico fisico e psicologico sia in termini di come accompagnare carriere più lunghe che vedono nel loro scorrere cambiamenti epocali soprattutto sul fronte tecnologico e di domanda di competenze.

Riflettere su alcune questioni demografiche connesse ai moderni mercati del lavoro porta anche a interrogarsi sul tema della parità di genere e alle ampie diversità che ancora sussistono non solo nei termini di una minore partecipazione delle donne al mercato del lavoro salariato ma anche sulla diversità di partecipazione della componente femminile, sussistendo ancora condizioni che anno dopo anno non fanno che acuire le differenze tra lavoratori e lavoratrici.

Il fenomeno descritto impone anche di cogliere la sfida dell’immigrazione, unica componente che nel breve e medio termine può contribuire all’ampliamento della forza lavoro in Italia. Senza che questo si traduca in politiche neo-servili che altro non fanno che generare dinamiche di dumping che vanno a penalizzare anche gli altri lavoratori. Uno dei settori nei quali tale nesso è forse più esplicito e tangibile è quello del lavoro domestico di cura la cui domanda, per lo più soddisfatta da lavoratrici straniere, cresce esponenzialmente rispetto a fattori demografici quali: l’invecchiamento della popolazione, l’aumento della speranza di vita e la diminuzione di legami forti disposti a svolgere il lavoro di cura non retribuito.

Sullo sfondo resta il tema del senso del lavoro, che non può che interrogarci in questa data, come ci ha richiamato anche il Presidente Mattarella in visita a Reggio Emilia. Soprattutto di fronte a una generale svalorizzazione del suo ruolo nella società e nella vita delle persone, causata anche da modelli che negli anni sono diventati per loro sempre più insostenibili. 

Il nostro invito non può che essere a chi dovrebbe, per vocazione e per storia, cercare di ricostruire identità collettive che oggi appaiono sempre più sfumate: il mondo della rappresentanza. Perché sappiamo che i governi vanno e vengono, le riforme (più o meno tali) anche, e quindi non possono essere loro a costruire la visione del lavoro a partire dalle sue sfide. Se il mondo della rappresentanza riprendesse in mano con forza questo suo ruolo sarebbe già una buona notizia. 

Fonte: ADAPT

Centro Studi Confindustria: Venti favorevoli sulla rotta dell’economia italiana nella prima parte del 2023

Centro Studi Confindustria: Venti favorevoli sulla rotta dell’economia italiana nella prima parte del 2023

Venti favorevoli sulla rotta dell’economia italiana nella prima parte del 2023. Il PIL è andato meglio del previsto a inizio anno, l’inflazione è in lento calo sebbene ancora elevata, i tassi di interesse sono alti e in salita. La dinamica dell’industria è positiva solo grazie al trascinamento da fine 2022, mentre i servizi e il turismo sono in forte espansione. Gli investimenti fissi in Italia sono frenati soprattutto dalla carenza di risorse delle imprese e dai tassi elevati per il credito. I consumi sono penalizzati dal precedente balzo dei prezzi, mentre continua a crescere l’export. L’Eurozona è in rallentamento, gli USA meno brillanti, frena di nuovo la Cina, ma accelera l’India.

L’economia italiana e internazionale in breve

  • Meglio del previsto il PIL. Il 1° trimestre ha visto una ripartenza del PIL sopra le attese (+0,5%) e questo porta la variazione acquisita per il 2023 a +0,8%. Ciò grazie a servizi e industria (sebbene quest’ultima solo grazie al trascinamento da dicembre scorso) che include le costruzioni. Bene l’export, anche se in un contesto internazionale meno favorevole. Il calo del prezzo del gas alimenta la fiducia in Italia, oltre a favorire la riduzione dell’inflazione, che però sarà lenta e continuerà a frenare i consumi.
  • Inflazione: lenta discesa. Prosegue il calo dell’inflazione italiana, che resta alta (+7,6% annuo a marzo, +11,8% a ottobre). La variazione dei prezzi energetici (+10,8%) è ora più bassa di quella degli alimentari (+12,9%). Infatti, le materie prime con i maggiori rincari sono quelle alimentari: a marzo restano al +55% rispetto al 2019, mentre il prezzo del gas è relativamente basso (43 euro/mwh in aprile) e quello del petrolio sale poco (86 dollari al barile). La dinamica dei prezzi al consumo al netto di tali due componenti è elevata (+4,8%), per la trasmissione dei rincari dell’energia anche agli altri beni e servizi.
  • Tassi alti e in salita. Il costo del credito per le imprese italiane è salito a 3,55% a febbraio (da 1,18% a fine 2021) e a marzo la quota di imprese industriali che ottiene credito solo a condizioni più onerose è al 44,3% (da 7,3%). La stretta segue il rialzo dei tassi di riferimento: quello BCE è arrivato al 3,50% a marzo (da zero) e secondo i future ci sarà un ultimo rialzo entro l’estate, poi un taglio nel 2024; il BTP italiano si è stabilizzato negli ultimi mesi su un aumento di oltre 3 punti (4,13% in aprile, da 0,97%).
  • Industria: positiva grazie al trascinamento. La produzione industriale a febbraio ha subito un’altra flessione (-0,2%), dopo che a gennaio era diminuita di -0,5%; la variazione acquisita per il 1° trimestre è di poco positiva (+0,1%), grazie alla buona eredità di dicembre. I dati qualitativi dipingono uno scenario complesso: il PMI a marzo, pur frenando, è rimasto in area di espansione (51,1 da 52,0), ma la fiducia delle imprese è di nuovo calata in aprile, con la flessione di ordini e di attese sulla produzione.
  • Servizi in espansione. Bene il turismo in Italia, che è molto sopra i valori del 2019 (a febbraio +8,3% in termini di spesa dei viaggiatori stranieri). Ottime le indicazioni sui servizi: a marzo il PMI è balzato, indicando più crescita (55,7 da 51,6) e la fiducia delle imprese in aprile ha proseguito il suo recupero.
  • Consumi frenati. Nel 4° trimestre 2022 l’impennata dei prezzi ha eroso il reddito delle famiglie (-3,7% reale): ne è derivato un calo dei consumi (-1,6%), in particolare alimentari (-5,3%). La domanda è rimasta fiacca a inizio 2023: le vendite al dettaglio di beni si sono ridotte a febbraio (-0,9%; -1,8% gli alimentari). L’indicatore ICC a marzo conferma il “taglio” agli alimentari (-3,9% annuo), pur registrando una crescita dei consumi totali (+1,1%), coerente con la risalita della fiducia (105,5 ad aprile, da 100,9 a gennaio) e con un mercato del lavoro che resta solido (a febbraio +10mila occupati, +0,3% nel 1° bimestre).
  • Cresce l’export. L’export italiano resta in espansione a inizio 2023 (+0,5% a febbraio; +0,6% acquisito nel 1° trimestre); migliori ragioni di scambio hanno riportato in positivo il saldo commerciale. Fanno da traino le vendite nei paesi extra-UE, specie Cina; deboli i mercati europei (Germania). Tra i prodotti spicca l’espansione dei farmaceutici. Positive le prospettive, grazie a minori costi e restrizioni nelle filiere mondiali, confermate dagli ordini manifatturieri esteri. Tuttavia, gli scambi globali sono deboli: in calo a gennaio per il quarto mese, con indicazioni negative per febbraio-marzo dal PMI ordini esteri.
  • Eurozona in rallentamento. Nel 1° trimestre la dinamica del PIL è stata deludente: +0,1% (da +0,2%). Ciò soprattutto a causa del mancato rimbalzo tedesco (+0,0% da -0,5%). Meglio Francia (+0,2%) e soprattutto Spagna (+0,5%). La stima flash del PMI in aprile (54,4 da 53,7) rileva un miglioramento dell’attività economica nell’Area, grazie ai servizi, mentre scende in zona contrazione la manifattura, più sensibile alla stretta sui tassi. Ancora in calo l’inflazione (+6,9% a marzo) ma più difficile il credito.
  • USA meno brillanti. La FED ha rivisto al ribasso le previsioni sul PIL nel 2023 (da +0,5% a +0,4%) e nel 2024 (da +1,6% a +1,2%); i dati hanno poi mostrato un rallentamento superiore alle attese nel 1° trimestre (+0,3%, da +0,6% nel 4° 2022). A marzo, però, l’industria ha registrato un miglioramento: +0,3% la produzione (zero nel trimestre, dopo il -0,6% nel 4° 2022); in aumento il PMI manifatturiero (ma ancora su valori recessivi). Viceversa, le vendite al dettaglio sono scese in modo rilevante (-1,0%).
  • Frena la Cina, accelera l’India. La manifattura cinese è andata in stallo a marzo (PMI a 50), dopo la ripartenza di febbraio (51,6); nonostante la buona domanda, le imprese restano caute, pure nel ricostituire scorte. In Brasile si accentua il calo (47,0 da 49,2); resta in espansione l’industria russa (53,2 da 53,6); l’India accelera (56,4 da 55,3), grazie alla domanda rivolta soprattutto a imprese domestiche.

Focus del mese – Investimenti frenati soprattutto da carenza di risorse

  • Investimenti in moderazione. Gli investimenti fissi in Italia restano su un sentiero di espansione, dopo l’eccezionale +9,4% nel 2022, di cui +2,0% registrato nel 4° trimestre. Ma sono attesi molto indeboliti nella media del 2023: la variazione già acquisita per l’anno in corso è del +1,8%, cui va aggiunto un profilo trimestrale che però sarà fiacco, soprattutto nella prima metà. E per il 2024 si prevede solo una limitata accelerazione, non tale da rilanciare con forza il PIL.
  • Aziende ancora pessimiste. Gli indicatori qualitativi diffusi a inizio 2023 forniscono segnali un po’ più confortanti rispetto alla fine del 2022, ma le imprese continuano a valutare negativamente lo scenario per gli investimenti. Dall’indagine Banca d’Italia sul 1° trimestre emerge che i giudizi sulle condizioni per investire sono divenuti meno negativi, sia per industria e servizi (-17,6% il saldo delle risposte, -45,0% in media nel 2022), che per le costruzioni (-26,4% da -46,3%). Ma la quota di imprese che si aspetta di accrescere gli investimenti nei prossimi sei mesi è in calo (industria e servizi 14,7%, da 21,1%; costruzioni 18,1% da 23,1%), sebbene resti storicamente alta (8,3% e 2,9% nel 2019).
  • Non solo imprese. Gli investimenti fissi, in Italia come nelle altre economie avanzate, sono realizzati soprattutto dalle imprese: il 67,6%, includendo il settore finanziario e le imprese individuali; a prezzi correnti, nel 2022, si tratta di 266 miliardi su un totale di 416. Non va dimenticato, dunque, che sono investimenti fissi anche le spese delle famiglie in abitazioni (19,6% del totale) e le spese in conto capitale realizzate dal settore pubblico (12,8%). L’espansione degli investimenti nel 2022 è stata ottenuta soprattutto con i +37 miliardi delle imprese, ma anche grazie ai +14 miliardi di spese strutturali in abitazioni sostenute dalle famiglie.
  • Motivi della frenata. Vari fattori contribuiscono al ridimensionamento della crescita degli investimenti nel 2023-24, insieme all’indebolimento della domanda domestica e internazionale soprattutto quest’anno:

1) la graduale riduzione delle agevolazioni fiscali in campo edilizio, che attenuerà quest’anno il contributo delle costruzioni rispetto al 2021-22, in particolare nell’ambito degli investimenti in abitazioni delle famiglie;

2) i margini operativi delle imprese italiane che sono stati messi sotto pressione nell’ultimo biennio dai rincari di commodity ed energia. Nella manifattura, in media, il MOL si è ridotto nel 2022 di 1,8 punti di fatturato dal 2019, con flessioni in quasi tutti i settori industriali (stime CSC). Ciò riduce la capacità di autofinanziamento;

3) il maggior onere per interessi a carico delle imprese che, ai valori attuali dei tassi (che potrebbero però salire ancora), crescerà di quasi 7 miliardi in un anno, pesando sui margini operativi già compressi;

4) le condizioni di offerta più stringenti per il credito che, insieme al minor fabbisogno a breve per le bollette energetiche e al freno che i maggiori tassi pongono alla stessa domanda, hanno bruscamente fermato da fine 2022 i prestiti bancari erogati alle imprese, portandoli poi in negativo (-0,5% annuo a febbraio 2023);

5) i depositi bancari delle imprese, cresciuti molto nel 2020-21, hanno subito di recente un brusco ridimensionamento, pari al -12,9% a febbraio 2023 rispetto a luglio scorso (-56 miliardi). Tale calo è ancor più preoccupante se si considera che le disponibilità liquide delle imprese sono storicamente correlate alla crescita economica e quindi normalmente hanno un trend crescente, simile a quello del PIL nominale.

  • Cruciale l’implementazione del PNRR. Per i motivi indicati sopra, non vi sono nei bilanci delle imprese italiane risorse facilmente utilizzabili per finanziare nuovi investimenti fissi. In positivo, può però agire la crescita attesa per gli investimenti in fabbricati non residenziali e in macchinari e attrezzature legata alla spesa delle risorse previste dal PNRR e dagli altri fondi europei. Ciò richiede di implementare bene tale Piano per sostenere gli investimenti, in particolare quelli in tecnologie digitali e per l’efficienza energetica, e per alzare finalmente il potenziale di crescita dell’economia italiana nei prossimi anni.

Scarica la congiuntura flash di aprile

Fonte: Centro Studi Confindustria

Piantedosi, confronto in videoconferenza con sindaci, prefetti e questori di 11 città

Piantedosi, confronto in videoconferenza con sindaci, prefetti e questori di 11 città

Iniziative condivise per rafforzare la sicurezza urbana sulla scorta delle operazioni “alto impatto” già avviate a Roma, Milano e Napoli

Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha incontrato questa sera, in videoconferenza, i Sindaci, i Prefetti ed i Questori delle città metropolitane di Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Torino e Venezia.

Il titolare del Viminale ha preannunciato l’intenzione di estendere, a tutte le città metropolitane del Paese, le iniziative già proficuamente avviate dallo scorso gennaio a Roma, Napoli e Milano per migliorare la sicurezza nelle aree urbane.

Si tratta, in particolare, del modello operativo già sperimentato nelle tre principali realtà metropolitane per l’intensificazione – sotto la regia del Dipartimento di pubblica sicurezza – delle operazioni straordinarie, cc.dd. “ad alto impatto”, realizzate con l’impiego di personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e con la collaborazione delle Polizie locali e altre amministrazioni interessate.

Queste operazioni verranno attuate anche nelle altre città metropolitane a seguito della condivisione della loro pianificazione con i Sindaci in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Ciò al fine di garantire più sicurezza sui territori, assicurando una presenza maggiore e visibile delle Forze di polizia e offrendo una più efficace risposta al bisogno di protezione in zone dove la percezione di insicurezza è molto diffusa.

La realizzazione di queste attività sarà supportata dall’impiego dedicato delle risorse del “Fondo sicurezza urbana”. In merito, il Viminale sta già lavorando per una ripartizione di tali risorse in grado di sostenere le progettualità elaborate dai comuni per rafforzare la sicurezza urbana.

Il tavolo già attivato al ministero dell’Interno per la riforma del “Testo unico sull’ordinamento degli enti locali” sarà inoltre la sede in cui verranno valutate le proposte di intervento normativo formulate dalle città metropolitane per rendere più efficace le azioni a tutela della sicurezza delle comunità.

Fonte: Ministero dell’Interno

Focus a Potenza sulla sicurezza dei presidi sanitari

Focus a Potenza sulla sicurezza dei presidi sanitari

l prefetto: essenziale uno stretto raccordo con le Forze dell’ordine in contesti caratterizzati da condizioni di vulnerabilità, fragilità e dolore

Il prefetto di Potenza Michele Campanaro ha presieduto oggi in prefettura una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata per un focus sul tema della sicurezza dei presidi sanitari della provincia, anche in attuazione dell’ultima direttiva del Viminale.

Il titolare della prefettura ha subito sottolineato la necessità di potenziare la cornice di sicurezza dei presidi dislocati in provincia, a cominciare da quello del capoluogo, ribadendo che “è essenziale il più stretto raccordo con le Forze dell’ordine, a maggior ragione in contesti, come quello sanitario, dove quotidianamente il lavoro e la professionalità dei medici e degli operatori sanitari si intrecciano con condizioni di vulnerabilità, fragilità, frustrazione e dolore”.

Nel corso della riunione è stata condivisa una puntuale ricognizione degli episodi di violenza e aggressione nei confronti di operatori sanitari che hanno interessato la provincia nell’ultimo triennio. “Un’analisi che ha restituito un quadro rassicurante”, ha commentato il prefetto che ha comunque disposto, d’intesa col questore, un rafforzamento del posto di Polizia presso l’ospedale San Carlo, con estensione dei turni anche nella fascia oraria serale, sino alle ore 23.

All’attenzione del comitato, infine, gli episodi di condotte predatorie presso gli stessi presidi sanitari e la correlata necessità di rafforzare le misure di sicurezza passive. In tale direzione l’invito del prefetto al direttore generale del predetto ospedale e al referente dell’Asp di Potenza ad intervenire tempestivamente per programmare in tempi rapidi la messa in atto di misure di vigilanza passiva, costituendo allo scopo un tavolo tecnico con le Forze di polizia.

Fonte: Ministero dell’Interno

Lecce, rinnovato accordo prefettura-Abi per sicurezza banche

Lecce, rinnovato accordo prefettura-Abi per sicurezza banche

Verso il potenziamento dei sistemi di cybersecurity e di videosorveglianza

È stato sottoscritto ieri il protocollo, nella prefettura di Lecce, per il rinnovo della collaborazione con l’Associazione bancaria italiana in tema di prevenzione della criminalità ai danni delle banche e della clientela.

Il fenomeno, come evidenziato dal prefetto Luca Rotondi, non è particolarmente marcato nella provincia. Questo grazie anche alla costante azione di controllo del territorio e di contrasto alla criminalità svolta dalle Forze di polizia, nonché dai risultati positivi ottenuti in attuazione delle precedenti intese.

Si è ritenuto, comunque, necessario adeguare i contenuti del protocollo alle trasformazioni tecnologiche della società, attraverso un rafforzamento dei dispositivi e dei sistemi di cybersecurity, di più moderne tecniche di videosorveglianza e lo scambio di informazioni di natura strategica.

Un percorso sinergico e condiviso per politiche di sicurezza in continuo aggiornamento, che tenga conto dell’evoluzione della società e dell’esigenza di assicurare la formazione del personale delle banche, individuando standard comportamentali adeguati alle specifiche esigenze dell’utenza e alle possibili situazioni di criticità.

Fonte: Ministero dell’Interno

Ravenna, continuano le operazioni di controllo e vigilanza del territorio

Ravenna, continuano le operazioni di controllo e vigilanza del territorio

Disposte dalla prefettura in attuazione della direttiva del ministro dell’Interno sulla sicurezza nelle stazioni ferroviarie

Continuano a Ravenna le operazioni ad “alto impatto” nei pressi della stazione ferroviaria, delle aree adiacenti a viale Farini e della zona dei giardini Speyer..

Gli ulteriori servizi sono stati disposti in apposite riunioni dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presiedute dal prefetto Castrese De Rosa, e danno attuazione alla direttiva del ministro dell’Interno per garantire maggiore sicurezza e più visibile presenza delle Forze di polizia in stazioni ferroviarie ed aree limitrofe.

Si tratta di interventi straordinari di vigilanza e controllo del territorio nelle ore pomeridiane e serali, realizzati con un dispositivo “interforze” messo a punto durante un tavolo tecnico che ha visto riunite tutte le Forze di polizia, polizia locale ed enti di vigilanza.

Le attività hanno portato, tra le altre cose, all’identificazione di circa 130 persone e al controllo di 20 veicoli.

«Il nostro obiettivo – ha spiegato il titolare dell’Ufficio territoriale del Governo – è quello di tranquillizzare sempre di più i cittadini, aumentando la percezione di sicurezza, con servizi che vedono operare congiuntamente unità della Polizia di Stato, delle specialità, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia locale, Ispettorato del lavoro ed Ausl Romagna. I controlli e l’attività di vigilanza vengono svolti su aree ben individuate e ad ampio raggio».

«È nostra intenzione ripetere questi tipi di operazioni ad alto impatto nelle zone sensibili del territorio ravennate, a partire dalla stazione ferroviaria e in altri luoghi dove ne rileviamo la necessità», ha concluso De Rosa.

Fonte: Ministero dell’Interno

Più sicurezza nelle farmacie di Varese. Protocollo in prefettura in materia di video-allarme antirapina

Più sicurezza nelle farmacie di Varese. Protocollo in prefettura in materia di video-allarme antirapina

Tra le iniziative, una formazione specifica dedicata all’auto protezione degli operatori

Il prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, ha sottoscritto, nei giorni scorsi, con i presidenti locali dell’Ordine dei Farmacisti e di Federfarma, un protocollo d’intesa in materia di video-allarme antirapina. 

Obiettivo dell’accordo è quello di incentivare l’installazione, nelle farmacie del territorio, di sistemi di video-allarme in grado di trasmettere, in caso di rapina all’interno dei locali, le immagini in tempo reale alle sale centrali operative delle Forze di Polizia. Il documento promuove, in aggiunta, l’utilizzo dello strumento di pagamento elettronico, al fine di limitare l’impiego del contante e contrastare, in questo modo, ogni forma di criminalità diffusa. 

Grazie al supporto delle Forze dell’ordine, è prevista inoltre una formazione specifica rivolta agli operatori delle farmacie, dedicata in particolare alla loro auto protezione. 

Infine, verranno organizzati, in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, alcuni momenti di condivisione e analisi dei dati relativi ai furti e alle rapine perpetrati a danno delle farmacie, per vagliare possibili ulteriori soluzioni volte a rendere i sistemi di sicurezza ancora più efficaci.

Fonte: Ministero dell’Interno

Accordo Polizia di Stato – Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale per il contrasto dei crimini informatici

Accordo Polizia di Stato – Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale per il contrasto dei crimini informatici

Tra gli obiettivi dell’intesa garantire la tutela della sicurezza cibernetica

Rendere sempre più efficace il contrasto al cybercrime e garantire la tutela della sicurezza nazionale cibernetica.

Questi gli obiettivi dell’accordo siglato tra il capo della Polizia-direttore generale della Pubblica Sicurezza, Lamberto Giannini, e il direttore generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), Bruno Frattasi.

Il protocollo segna un importante passaggio nella collaborazione tra le due importanti realtà istituzionali preposte alla salvaguardia della sicurezza cibernetica, rinsaldando e strutturando la cooperazione fra loro. 

In particolare, lo scambio di informazioni tra la specialità della Polizia Postale e la ACN consentirà, nell’ambito dell’esercizio delle rispettive funzioni, una più ampia comprensione del panorama delle minacce e del livello di esposizione nazionale, al fine di realizzare interventi tempestivi a difesa dei soggetti coinvolti.

L’Agenzia, inoltre, potrà avvalersi del supporto di articolazioni specializzate – i Centri operativi per la sicurezza cibernetica della Polizia Postale (COSC) – per attivare sinergie operative, anche grazie all’individuazione di specifiche professionalità della Polizia che potranno essere impiegate presso la struttura.

L’accordo prevede, infine, la collaborazione nella pianificazione e realizzazione di percorsi di formazione specialistici in materia di cybersicurezza.

Alla firma dell’intesa erano presenti,  altresì, il dirigente generale di Pubblica Sicurezza coordinatore della Struttura di missione per l’istituenda Direzione centrale per la polizia scientifica e la sicurezza cibernetica,  Antonio Borrelli, il direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, Ivano Gabrielli, il vice direttore generale dell’Agenzia, Nunzia Ciardi e il capo di Gabinetto, Gianluca Ignagni.

Fonte: Ministero dell’Interno

Formazione ICMQ – Leadership Full Immersion – 9 maggio 2023

ICMQ Formazione a distanza

Leadership Full Immersion

9 maggio 2023

Ore 9:00-18:00

Presentazione
Leader si nasce o si diventa? Se pensiamo ai grandi personaggi che hanno fatto la storia e che ricordiamo per la loro influenza possiamo riconoscere in loro caratteristiche come il carisma, l’autorevolezza, la presenza, il calore, fiducia. Si tratta di qualità personali, certo, ma anche di competenze che possono essere acquisite e sviluppate. La leadership è oggi infatti tra le abilità cruciali richieste ai Manager di ogni organizzazione il cui ruolo diventa ancora più rilevante nel guidare le persone nell’emergenza e nella crisi. Le norme ISO 45001 e 45003, relative alla gestione della sicurezza e dei rischi psicosociali sul lavoro, individuano la leadership come un fattore sociale che, quando disfunzionale, può avere effetti negativi sulla salute fisica e psicologica dei lavoratori. Essere un buon manager significa quindi non solo gestire efficacemente il lavoro e le persone, ma creare anche un ambiente lavorativo produttivo e positivo. La leadership assume, pertanto, un’importanza strategica, soprattutto nell’ambito del Risk & Crisis Management, contribuendo a rafforzare l’engagement dei lavoratori e tutelando il benessere organizzativo.

Obiettivi
Il corso proposto è una full immersion di un giorno dedicata a chiunque ricopra posizioni manageriali e di gestione di persone, e mira a fornire nozioni e strumenti pratici per rafforzare la propria posizione di leader ed essere ancor più autorevoli, efficaci e carismatici nel guidare il proprio team o l’organizzazione.

Destinatari
Questa sessione formativa speciale è rivolta a tutti i membri dei team aziendali di Security e safety, RSPP, HR, manager e dirigenti, e, in generale, a chi desidera migliorare le proprie abilità e competenze di leadership.

Attestati e crediti formativi
Verrà rilasciato un attestato di frequenza e saranno riconosciuti 8 crediti formativi validi per il mantenimento della certificazione Professionisti della Security UNI 10459, al superamento del test di valutazione. 81. I Responsabili e gli Addetti SPP, che ne faranno esplicita richiesta, riceveranno inoltre, un attestato di frequenza al Corso di Aggiornamento, con relativa durata, da Agenzia informativa accreditata, valido ai sensi del D. Lgs. 81/08 e s.m.i..

Il corso è a numero chiuso. Le iscrizioni sono aperte fino al 02/05/2023 iscrivendosi all’indirizzo e-mail: [email protected]

Scarica la locandina con il programma e la scheda di iscrizione