CeSIntES: Corsi universitari per la qualificazione e certificazione professionale del professionista della Security

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CeSIntES: Corsi universitari per la qualificazione e certificazione professionale del professionista della Security (marzo 2023)

Il mondo è cambiato, tra pandemia e conseguenze di una guerra mai troppo ponderata per le conseguenze che ne derivano in un mondo cosi globalizzato.

Cambia il mondo ed evolve e cresce l’esigenza di Security da parte delle aziende e degli Stati; una security che deve evolvere di pari passo alle esigenze di contesto, con professionisti che devono accompagnare e governare questa evoluzione.

Evolvono e cambiano le minacce, ma non vanno dimenticate quelle “tradizionali”, oltre all’innovazione tecnologica che ci porta a ragionare su nuovi processi e contemplare una cyber security sempre più evoluta,  che deve necessariamente essere approcciata in modo integrato valutandone aspetti fisici, operativi, economici, psicologici e sociologici.

Fondamentale pertanto la “buona” governance tanto pubblica quanto aziendale, il possedere progettualità, capacità e competenze di risk management, per prevenire e gestire situazioni di rischio e per rendere le Organizzazioni resilienti.

I nostri Corsi si rivolgono a tutti coloro che vogliono analizzare e gestire il rischio di Security in Organizzazioni pubbliche come private, per supportarle nella tutela del proprio patrimonio, tangibile ed intangibile, fatto di cose, informazioni e persone.

Costruiamo Professionisti della Security, una figura professionale in continua evoluzione, per complessità operativa, per la continua mutazione di scenari e vulnerabilità, per la compliance normativa a requisiti sempre più cogenti e gravosi per le organizzazioni, e  per la certificazione professionale dei propri requisiti, sempre più richiesta in diversi contesti.

Diamo basi metodologiche, strumenti, conoscenze e competenze che permettano ai Professionisti della Security di operare in qualsiasi contesto organizzativo, ed avviare un proprio percorso di certificazione professionale.

LA DIDATTICA SI SVILUPPA INTORNO AI SEGUENTI CARDINI

  • Metodologia e strumenti per la gestione del rischio 
  • Definizione degli scenari di riferimento per la valutazione e la presa in carico dei rischi
  • Programmazione e governance della funzione security
  • Sicurezza delle informazioni e diritto della sicurezza
  • Approccio organizzativo e sociale per le risposte operative ai rischi di security

LA FACULTY DEI CORSI È COMPOSTA DAI SEGUENTI DOCENTI, PROFESSIONISTI ED ESPERTI

G. Accardi, G. Andrei; V. Capuzza; I. Corradini; G.D’Alascio; R. De Sortis; F.Di Maio; F. Farina; A. L. Fazzari; L. Franchina;  S. Giupponi; E. Jannotti;  A.M. Manfredini; A. Marino; M. Marrocco; A.Mattia; R. Pace; P. Pelargonio;  D.Toselli; F. Scola; A. Soi; D. Vozza:  

LA DURATA DEI CORSI

Il corsi hanno una durata di circa 140 ore distribuite su 3 mesi di didattica con 12 ore settimanali il venerdì (09:00 – 18:00) ed il sabato (09:00 –  13:00) in modalità alternata presenza/distanza.

IL TITOLO DI ACCESSO RICHIESTO

Diploma di istruzione secondaria superiore (quinquennale), o titolo superiore, per il Corso di Formazione; Laurea triennale, o titolo superiore, per il Corso di Perfezionamento.

LE QUOTE DI ISCRIZIONE

  • € 3.200,00

AGEVOLAZIONI PREVISTE

  • gruppi provenienti da una stessa Organizzazione; dipendenti o associati delle aziende convenzionate; Aziende che hanno già formato loro dipendenti presso i nostri corsi (fino al 25% di riduzione della quota di iscrizione);
  • giovani neolaureati meritevoli in cerca di prima occupazione, solo per il Corso di Perfezionamento (fino al 40% di riduzione della quota di iscrizione).

AVVIO AL LAVORO IN SECURITY: TIROCINI PER NEOLAUREATI

Verranno preselezionate FIGURE DA INSERIRE IN TIROCINI PRESSO AZIENDE PARTNERS O PRESSO IL CESINTES 

La selezione consisterà in valutazione di CV e colloquio con i rappresentanti delle Aziende richiedenti.

PER ISCRIVERSI E’ NECESSARIO COMPILARE LA RICHIESTA ENTRO IL 17 FEBBRAIO 2023 AL LINK 

https://www.cesintes.it/professionista-della-security-registrazione/

Decreto trasparenza e lavoro: le prime indicazioni del Garante della Privacy

Decreto trasparenza e lavoro: le prime indicazioni del Garante della Privacy

Al via il tavolo di confronto con Ministero e Ispettorato Nazionale del Lavoro

Maggiori controlli e rigorose garanzie per l’utilizzo di sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzato nel rapporto di lavoro, pubblico e privato. Conciliare il rispetto del Gdpr con il Decreto Trasparenza. Supportare i datori di lavoro nella corretta applicazione della nuova normativa.

Queste le prime indicazioni, fornite dal Garante per la privacy nella comunicazione inviata al Ministero del Lavoro e all’Ispettorato Nazionale del Lavoro in risposta ai numerosi quesiti ricevuti
da Pa e imprese.

Nella nota, il Garante ha inoltre manifestato la propria disponibilità ad avviare un tavolo di confronto volto a definire una corretta interpretazione delle norme introdotte dal cosiddetto Decreto Trasparenza.

Il decreto, che si applica ai contratti di tipo subordinato e ad altre forme di lavoro, ha introdotto, tra l’altro, l’obbligo per il datore di lavoro di informare adeguatamente i lavoratori nel caso utilizzi sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati ai fini della assunzione o del conferimento dell’incarico, o per altre attività collegate al rapporto di lavoro e alla sua gestione.

I dipendenti, ad esempio, dovranno poter conoscere i parametri principali utilizzati per programmare o addestrare i sistemi automatizzati, inclusi i meccanismi di valutazione delle prestazioni nonché la robustezza e la cybersicurezza dei sistemi. Tali obblighi informativi, ha chiarito il Garante, non sostituiscono quelli già previsti dal Gdpr.

L’Autorità ha anche ricordato che l’introduzione delle nuove garanzie non modifica le tutele già previste dal Regolamento UE per la protezione dei dati personali e dallo Statuto dei lavoratori. L’adozione di sistemi di monitoraggio nel contesto lavorativo deve quindi sempre essere oggetto di una preliminare verifica, da parte del datore di lavoro, delle condizioni di liceità stabilite dalla disciplina in materia di controlli a distanza, nonché di una valutazione dei rischi per verificarne l’impatto sui diritti e sulle libertà degli interessati.

Riguardo infine a sistemi particolarmente invasivi, come gli strumenti di machine learning, di rating e ranking, il Garante ha sottolineato che il loro impiego pone criticità in termini di proporzionalità e rischia di porsi in contrasto con i principi di protezione dei dati e con le norme nazionali di settore a tutela della libertà, della dignità e della sfera privata del lavoratore.

Fonte: Newsletter Garante della Privacy del 24 gennaio 2023

Tavoli, strategie e proposte: si torna a parlare di sicurezza sul lavoro

Tavoli, strategie e proposte: si torna a parlare di sicurezza sul lavoro

di Tiziano Menduto (Punto Sicuro)

Le indicazioni relative al tavolo sulla sicurezza sul lavoro che si è tenuto alla presenza di quattro ministri il 12 gennaio 2023. I comunicati stampa, i pareri sindacali e le proposte per migliorare la prevenzione.

Fonte: Punto Sicuro

Inps:  Esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore

Inps:  Esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore

Per i rapporti di lavoro dipendente, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, limitatamente ai periodi di paga dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, l’esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore, previsto dall’articolo 1, comma 121, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, è riconosciuto – con i medesimi criteri e modalità – nella misura di 2 punti percentuali, a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo mensile di 2.692 euro, maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima. Laddove la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo mensile di 1.923 euro, maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima, l’esonero è incrementato di un ulteriore punto percentuale. Con la presente circolare, condivisa con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, l’Istituto fornisce le indicazioni per la gestione degli adempimenti previdenziali connessi alla predetta misura di esonero contributivo.

Circolare 24 gennaio 2023, n. 7: Articolo 1, comma 281, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025”. Proroga e aumento, per l’anno 2023, dell’esonero di cui all’articolo 1, comma 121, della legge 30 dicembre 2021, n. 234. Istruzioni operative e contabili. Variazioni al piano dei conti

Fonte: INPS

Vicenza, le iniziative per la sicurezza della città

Vicenza, le iniziative per la sicurezza della città

Confronto tra prefetto, sindaco e Forze di polizia per il rinnovo del protocollo “Patto per Vincenza Sicura”

Sono in corso, a Vicenza, le attività per definire la cornice all’interno della quale verranno poi sviluppate le future sinergie per prevenire e contrastare l’illegalità, e migliorare al contempo la percezione di sicurezza dei cittadini. 

Questo l’obiettivo dell’incontro tra il prefetto, Salvatore Caccamo, il sindaco, Francesco Rucco, e i vertici provinciali delle Forze di polizia che ha il fine di rinnovare il protocollo già efficacemente utilizzato sul territorio “Patto per Vicenza sicura”. 

Sul tavolo, oltre alle nuove modalità di impiego della polizia locale e all’organizzazione di corsi formativi, la possibilità di attuare una “sicurezza partecipata” attraverso la creazione di una rete di videosorveglianza condivisa con alcune componenti territoriali – come istituti di vigilanza e le associazioni di categoria – che consenta agli impianti degli esercizi commerciali di collegarsi in tempo reale con le sale operative delle Forze dell’ordine.

Al fine di ampliare la partecipazione nel sistema “sicurezza”, si è inoltre discusso dei profili riguardanti una possibile collaborazione con associazioni di volontariato, enti del terzo settore, parrocchie e l’Ufficio scolastico provinciale per implementare ulteriormente anche il progetto “Scuole Sicure”, nell’ottica della prevenzione dei comportamenti illeciti che si registrano spesso nei pressi degli istituti scolastici.

Non è mancato, infine, un confronto su ulteriori tematiche in materia di tutela del territorio, quali il progetto di riqualificazione della zona di Campo Marzio, il ricorso da parte del sindaco ai divieti di accesso ad alcune aree della città e le iniziative volte a prevenire e fronteggiare i casi di c.d. ” mala movida “.

«Vorrei costruire – ha commentato il prefetto al termine dell’incontro – l’impalcatura per un Patto per la sicurezza ad ampio respiro, fondato non esclusivamente sull’interlocuzione tra le Forze di polizia e l’amministrazione comunale, ma anche sul coinvolgimento delle tante componenti che rivestono un ruolo attivo sul territorio, al fine di costruire una vera e propria rete istituzionale a livello cittadino che faccia fronte comune per la gestione e l’ottimizzazione della sicurezza urbana».

Fonte: Ministero dell’Interno

L’Agenzia delle Entrate sui costi deducibili delle auto aziendali

L’Agenzia delle Entrate chiarisce in quali casi i costi relativi alle auto aziendali sono deducibili.

Come spiegato nella risposta all’interpello numero 107 del 20 gennaio 2023, la deduzione può essere integrale o parziale, a seconda dell’utilizzo esclusivo o non esclusivo come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa. In modo più specifico l’Agenzia delle Entrate, rispondendo ad un interpello (n. 553/2022) posto da un istituto di vigilanza ha chiarito che possono usufruire della deducibilità solo i veicoli senza i quali l’attività stessa non può essere esercitata, secondo il concetto di strumentalità esclusiva, che è proprio anche delle auto di servizio.

Scarica la risposta all’interpello 107/2023 dell’Agenzia delle Entrate

Scarica la risposta all’interpello 553/2022 dell’Agenzia delle Entrate

ICMQ – Project Manager certificato ai sensi della norma Uni 11648:2016 – Corso di 40 ore online: 10,17 e 24 Febbraio e 3 e 10 Marzo 2023

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Project Manager certificato ai sensi della norma Uni 11648:2016

Corso di 40 ore online

10,17 e 24 Febbraio e 3 e 10 Marzo 2023

ICMQ S.p.A. organizza un corso di 40 ore nei giorni 10, 17, 24 febbraio e 3, 10 marzo 2023 dalle ore 9.00 alle ore 18.00 in modalità online con l’obiettivo di far apprendere i concetti e le metodologie essenziali del Project Management, in linea con gli standard nazionali e internazionali, applicati al settore delle costruzioni e degli impianti. Si mira a formare una figura professionale capace di operare nel coordinamento progettuale, nella realizzazione e nella gestione di opere pubbliche e private, in tutte le fasi del processo degli interventi edilizi, infrastrutturali e ambientali.

Il corso di Project Manager di ICMQ è uno dei primi in Italia che fa riferimento alle norme Uni Iso 21502:2021 e Uni iso 21500:2021, nonché ai principi base della prossima versione della norma Uni 11648.
È quindi possibile, già al termine del corso, accedere presso ICMQ per divenire Project Manager certificati secondo la normativa più avanzata e con valenza internazionale.

Molti Enti Pubblici, per appalti di servizi e/o di lavori, gestiti con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, richiedono, in sede di offerta, per alcune figure la certificazione di Project Manager e/o attribuiscono alla medesima sino a 10 punti su 70 in sede di offerta tecnica.
La certificazione di Project Manager è dunque certamente qualificante per liberi professionisti e società di ingegneria anche per l’ottenimento dell’incarico di supporto al RUP.
La certificazione a cui prepara il presente corso, ai sensi della Norma UNI 11648 (e della ISO UNI 21500) e in conformità alla Legge 4/2013, consente di essere registrati nell’apposito elenco di Accredia, con valenza internazionale.
L’obiettivo è di far apprendere i concetti e le metodologie essenziali del Project Management, in linea con gli standard nazionali e internazionali, applicati al settore delle costruzioni e degli impianti. Si mira a formare una figura professionale capace di operare nel coordinamento progettuale, nella realizzazione e nella gestione di opere pubbliche e private, in tutte le fasi del processo degli interventi edilizi, infrastrutturali e ambientali. Opportuni ed esaustivi casi pratici saranno illustrati dal docente in cui è stato consulente sin dalla fase di offerta per imprese aggiudicatarie dell’appalto.
Il Corso di Project Manager per il settore civile ed impiantistico è la risposta alla richiesta del mercato del lavoro di figure più ricche di competenze tecnico-­manageriali, in grado di elaborare la sempre crescente complessità delle fasi tecniche amministrative ed economiche dell’intervento; la figura del Project Manager certificato può essere di supporto al RUP, ai sensi dell’art. 31 commi 9 e 11 del D. Lgs. 50/2016 e s.m.i., aggiornato e coordinato con la legge 1 Novembre 2021, con “incarico diretto” sino a 40.000,00€.
Il corso risponde al Nuovo Codice degli Appalti D. Lgs. 50/2016 aggiornato al 1° novembre 2021. Nell’attuale transitorio la Linea Guida n.3 di ANAC per l’attuazione del D. Lgs. n 50/2016, prevede che i RUP per la gestione dei progetti debbano possedere adeguate competenze quali Project Manager, acquisite anche attraverso la frequenza, con profitto, di corsi di formazione in materia. La bozza del nuovo Regolamento D.Lgs 50/16 conferma tutto ciò (Art. 4 comma 3) e prevede un RUP che sia un Project Manager nel caso dell’Art. 65 (Contraente generale).

Il corso prepara i partecipanti per la certificazione di Project Manager, da effettuarsi presso un Organismo di Certificazione Accreditato, come ICMQ, e potersi così iscrivere nell’apposito elenco di Accredia dei Project Manager, riconosciuto internazionalmente.

Scarica il programma

Corso di formazione ICMQ – Project Manager aggiornamento e nuova prospettiva: 24 gennaio e 31 gennaio 2023

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Corso di formazione ICMQ Project Manager aggiornamento e nuova prospettiva

24 gennaio e 31 gennaio 2023

9:00-18:00

ICMQ organizza un corso di due giorni, 24 gennaio dalle ore 9.00 alle ore 18.00, e 31 gennaio dalle ore 9.00 alle ore 18.00 di aggiornamento normativo per tutti coloro che sono già certificati come Project Manager, ai RUP, ai Progettisti, ai Direttori dei Lavori e a chi è Project Manager di fatto in Società di Ingegneria, Studi Professionali, Imprese.

Tutto cambia, tutto deve essere aggiornato. Le nuove norme, di recente entrata in vigore, UNI ISO 21502:2021 e UNI ISO 21500:2021, hanno sostituito i 39 processi con ben 63 pratiche, senza contare le 17 pratiche di gestione e le 8 pratiche integrate di Project Management.
ICMQ ha inteso quindi dare la possibilità di apprendere in sole due giornate quanto previsto dalle nuove norme. I limiti presenti nella UNI ISO 21500:2013 sono superati grazie ad una focalizzazione presente nelle sopracitate nuove norme, rappresentative di un approccio innovativo che pone l’accento sulle “pratiche” e non sui “processi”. Il concetto a base delle nuove norme è infatti più ampio degli stereotipati processi, lasciando così, a tutti gli attori del progetto, l’organizzazione sponsor, lo sponsor, il Project Manager e i work package leader, specifiche responsabilità e relative declinazioni di compiti.
La norma appare, quindi, proprio per la sua duttilità di azione e di mezzi – grazie a ben 63 pratiche elementari – molto adatta a tutti i campi in cui il prototipo, cioè il progetto, è sempre il prodotto finale, come appunto nel mondo delle costruzioni e dei relativi impianti.
Il Project Manager avrà così la possibilità di un più ampio approccio “tailoring” proprio grazie alle 63 pratiche, che, nello specifico, riterrà vantaggioso utilizzare; pratiche che sono inquadrate nel fondamentale e realistico gruppi di processi, tipico di ogni progetto: avvio, pianificazione, esecuzione, controllo e chiusura.
Molti Appalti Pubblici, di servizi e/o di lavori, gestiti con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, richiedono, in sede di offerta, per alcune figure la certificazione di Project Manager e attribuiscono alla medesima sino a 10 punti su 70. L’aggiornamento, anche per coloro che sono già certificati, si rende quindi necessario, stante il fatto che esistono RUP a loro volta certificati sulle nuove norme.
ICMQ tiene conto del know how già acquisito da parte dei partecipanti e ha organizzato un corso di due giornate in cui il relatore, quale componente del Gruppo di Lavoro UNI sul Project Management ed in particolare per queste due nuove norme spiega ogni aspetto delle medesime, esemplificandole, con concreti esempi applicati in recenti, attuali appalti pubblici in cui è stato chiesto all’Impresa aggiudicataria, supportata dal relatore, già in sede d’offerta, tematiche di Project Management presenti nelle nuove norme (mobilitazione, gradualità dei controlli con sbarramento al proseguo dell’appalto se non si sono raggiunti gli obiettivi intermedi, start up, etc…).

Scarica il programma con tutte le informazioni per l’iscrizione

Banca d’Italia: on line il primo bollettino economico 2023

Banca d’Italia: on line il primo bollettino economico 2023

L’economia mondiale mostra segnali di debolezza; le quotazioni energetiche scendono

Nel quarto trimestre il quadro ciclico globale ha continuato a risentire delle ripercussioni della guerra in Ucraina, dell’elevata inflazione e dell’indebolimento dell’attività in Cina. Il rallentamento della domanda mondiale ha contribuito a moderare il prezzo del petrolio; in Europa le quotazioni del gas naturale sono diminuite nettamente grazie alle temperature miti, al calo della domanda industriale e ai consistenti stoccaggi accumulati. Le più recenti previsioni delle istituzioni internazionali prefigurano un affievolimento della crescita mondiale per l’anno in corso.

Prosegue, seppure a ritmi meno elevati, il rialzo dei tassi ufficiali delle principali banche centrali

In novembre e in dicembre la Federal Reserve e la Bank of England hanno deliberato ulteriori incrementi dei rispettivi tassi di interesse di riferimento. Nelle riunioni di ottobre e dicembre il Consiglio direttivo della BCE ha aumentato i tassi ufficiali, rispettivamente di 75 e 50 punti base, e ha comunicato che dovranno ancora aumentare significativamente per favorire un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo di medio termine. Il Consiglio ha anche annunciato i criteri in base ai quali procederà alla normalizzazione delle consistenze in titoli detenuti dall’Eurosistema a fini di politica monetaria.

Nel quarto trimestre l’attività economica in Italia si sarebbe indebolita

Secondo le stime della Banca d’Italia, nel nostro paese l’attività si è indebolita nell’ultimo trimestre dello scorso anno. Vi avrebbero contribuito sia l’attenuazione della ripresa dei servizi, per i quali il valore aggiunto è tornato sui valori pre-pandemici già nei mesi estivi, sia la flessione della produzione industriale. La spesa delle famiglie avrebbe rallentato; le imprese intervistate nell’ambito delle indagini della Banca d’Italia considerano le condizioni per investire ancora sfavorevoli. Dopo il ristagno in estate, emergono indicazioni di un lieve aumento dell’occupazione nel bimestre ottobre-novembre; la dinamica salariale resta moderata.

L’inflazione rimane elevata, ancora sospinta principalmente dall’energia

L’inflazione armonizzata al consumo si è collocata al 12,3 per cento in dicembre su base annuale, sostenuta ancora dalla componente energetica, che continua a trasmettersi ai prezzi degli altri beni e dei servizi. Secondo le nostre stime che considerano sia gli effetti diretti sia quelli indiretti, nella media del quarto trimestre poco più del 70 per cento dell’inflazione complessiva era riconducibile all’energia; le misure governative in materia energetica avrebbero mitigato la dinamica dei prezzi al consumo per oltre un punto percentuale nello stesso periodo.

Prosegue l’aumento del costo del credito bancario

Tra agosto e novembre i prestiti bancari al settore privato non finanziario hanno rallentato, risentendo dell’indebolimento sia della domanda delle imprese per finalità di investimento sia di quella delle famiglie per l’acquisto di abitazioni; le condizioni di offerta hanno registrato una moderata restrizione. Il rialzo dei tassi ufficiali si è trasmesso al costo del credito bancario, in misura sostanzialmente in linea con l’incremento medio nell’area dell’euro. Le condizioni dei mercati finanziari sono nel complesso migliorate dalla metà di ottobre. Alla metà di gennaio il differenziale di rendimento dei titoli di Stato italiani rispetto ai corrispondenti titoli tedeschi si è collocato intorno a 185 punti base, ben al di sotto dei valori massimi raggiunti nel corso del 2022.

Si indeboliscono le prospettive di crescita e l’inflazione scenderebbe al 2 per cento nel 2025

Secondo le nostre stime più recenti –  che presentano ancora un carattere puramente indicativo, dato il protrarsi di un contesto di forte incertezza connessa soprattutto con l’evoluzione del conflitto in Ucraina – in uno scenario di base il PIL, dopo un aumento di quasi il 4 per cento nel 2022, rallenterebbe nel 2023 allo 0,6 per cento; la crescita tornerebbe a rafforzarsi nel biennio successivo. L’inflazione al consumo, salita quasi al 9 per cento nello scorso anno, scenderebbe al 6,5 nel 2023 e più decisamente in seguito, portandosi al 2,0 per cento nel 2025. In uno scenario avverso, in cui si ipotizza un arresto delle forniture di gas russo all’Europa, il prodotto si contrarrebbe nel 2023 e nel 2024 e crescerebbe moderatamente nell’anno successivo; l’inflazione salirebbe ulteriormente quest’anno, per poi scendere decisamente nel prossimo biennio.

Allegati

Agenzia delle Entrate: Iva precompilata 2023

Agenzia delle Entrate: Iva precompilata 2023

Con un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate è stata disposta l’estensione al 2023 del periodo di sperimentazione dell’Iva precompilata e ampliata la platea dei destinatari dei documenti Iva elaborati dall’amministrazione, che ora include alcune categorie di soggetti con regimi speciali. Disponibili anche le bozze della dichiarazione IVA annuale e delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche a partire dal 2023 per tutti i soggetti che rientrano nella platea e non solo nei confronti di coloro che hanno convalidato o integrato i registri precompilati

Provvedimento del 12 gennaio 2023

Fonte: Agenzia delle Entrate