Videosorveglianza, approvati in prefettura a Vercelli i progetti di nove comuni della provincia

Videosorveglianza, approvati in prefettura a Vercelli i progetti di nove comuni della provincia

Il parere favorevole in una riunione del comitato ordine e sicurezza pubblica

La prefettura di Vercelli ha approvato, in sede di comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, i progetti di installazione e implementazione dei sistemi di videosorveglianza presentati dai comuni di Albano, Asigliano Vercellese, Borgo d’Ale, Buronzo, Caresanablot, Crova, Lozzolo, Quarona e Trino.  

Il prefetto Lucio Parente ha manifestato apprezzamento nei confronti dei comuni che hanno aderito all’iniziativa per innalzare il livello di sicurezza nei confronti delle comunità locali: «Un’importante opportunità – ha dichiarato il titolare della prefettura –  per innalzare ulteriormente il livello di sicurezza nei confronti delle comunità locali, in particolare nei comuni di piccole dimensioni e con minori disponibilità finanziarie».

«In esito alle valutazioni del comitato – ha concluso Parente – i progetti saranno inviati con parere favorevole agli uffici del ministero dell’Interno che valuteranno la finanziabilità degli stessi e adotteranno una graduatoria nazionale tramite un’apposita commissione centrale.».

Fonte: Ministero dell’Interno

Ancora più controlli e videosorveglianza a Roma per la sicurezza in zona stazione Termini

Ancora più controlli e videosorveglianza a Roma per la sicurezza in zona stazione Termini

Il prefetto: dispositivo potenziato a partire dal week end, telecamere aggiuntive e nuovo patto per la sicurezza urbana

Un «prisma fatto di molteplici facce», che vanno gestite secondo approcci diversificati, in particolare per quanto riguarda prevenzione e repressione della criminalità e del degrado in un’area vasta e complessa come quella della stazione Termini di Roma dove si muovono quotidianamente «numeri giganteschi» di persone, osserva il prefetto della capitale Bruno Frattasi nell’intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero dopo aver presieduto l’ultimo comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, in ordine di tempo, focalizzato sulla situazione della sicurezza nello scalo ferroviario.

Da questo week end «avremo un dispositivo ancora più incisivo sul quadrilatero di Termini: dalla piazza antistante a via Marsala e via Giolitti, con pattuglie fisse nelle ore più critiche, ovvero dalle 22 alle 7 del mattino», annuncia il prefetto, aggiungendo che sarà implementato anche il sistema di videosorveglianza dell’area. Un aspetto al quale sarà dedicato «un capitolo a parte” del nuovo patto per la sicurezza urbana «che firmeremo, spero, entro un mese», prosegue Frattasi senza dimenticare i fondi destinati alla sicurezza urbana, con i quali «lo Stato potrebbe cofinanziare una parte degli sforzi per mettere in piedi un sistema capace di dare una risposta più performante».

Intanto, sul fronte della prevenzione, «la presenza massiccia e continuativa su un territorio prima o poi porta dei frutti», osserva il prefetto ricordando i risultati delle operazioni di controllo interforze ad alto impatto partiti da metà gennaio scorso. «Abbiamo identificato 13 mila persone, arrestato altre 26, abbiamo sequestrato sostanze stupefacenti, effettuato controlli su 86 esercizi commerciali e sequestrato 40 milioni di prodotti in violazione del codice del consumo», inoltre «nel periodo dicembre-gennaio 2022 e 2023 le rapine da 17 sono scese a 7, i furti erano 160 oggi 125».

Consapevole delle problematiche dell’area ma anche attento nel ricordare che «le condizioni di contesto di Termini sono comuni a tante altre grandi stazioni internazionali», il prefetto si dice convinto «di aver intrapreso la direzione giusta», aggiungendo che «con il sindaco Gualtieri abbiamo convenuto sul fatto che molto di questo universo che gravita intorno a Termini si alimenta di situazioni che nascono dalla disperazione e dal degrado».

Una delle azioni possibili, a questo proposito, è cercare di aumentare la capacità di ricovero nelle ore notturne per le persone senza tetto che gravitano nell’area: «Ci sono strutture come la Caritas di via Marsala che funzionano ma se ne possono trovare altre non solo nelle immediate vicinanze di Termini», spiega Frattasi, precisando che «noi possiamo dare tutto il nostro supporto perché lo spostamento di queste persone, a volte affette da problematiche, avvenga nella giusta cornice di sicurezza».

Altro tema che incide sulla sicurezza urbana, effettiva e percepita, è quello delle occupazioni abusive di immobili residenziali, 4 gli alloggi di edilizia popolare liberati solo ieri dalla Polizia di Stato nel quartiere di San Basilio. «Dobbiamo fare in modo, come ha sottolineato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, di ripristinare la legalità nel comparto degli alloggi popolari per fare in modo che chi ne ha diritto, e li attende da tempo, possa abitarli», sottolinea il prefetto, ricordando che «le occupazioni abusive dell’Ater sono più di 200».

A questo tipo di occupazioni si aggiungono quelle, altrettanto illecite, di immobili privati su cui pesano danni economici importanti. Questi sono all’attenzione della cabina di regia per il piano degli sgomberi, la cui prossima riunione operativa sarà il 20 febbraio, informa il titolare della prefettura di Roma, che aggiunge: «Ci stiamo occupando di 27 situazioni, che sono variegate e, come abbiamo già rilevato nel comitato presieduto dal ministro, bisognose di soluzioni diverse. Non è sempre possibile liberare un edificio e trasferire le famiglie in un altro. Servono interventi modulari e per questo anche l’ordine degli sgomberi può essere modificato». 

Complessivamente «se guardiamo i numeri delle grandi capitali abbiamo un indice di delittuosità molto più favorevole. Poi, certo, abbiamo dei problemi a partire dalla criminalità organizzata ma anche lì stiamo operando, nell’ambito dell’operazione “Propaggine” ho adottato sei interdittive antimafia», conclude il prefetto, annunciando «aggiornamenti anche per la messa in sicurezza degli investimenti legati al Giubileo».

Fonte: Ministero dell’Interno

Adapt – Webinar sulla “Legge Biagi” venti anni dopo – 14 febbraio 2023

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Adapt

Webinar sulla “Legge Biagi” venti anni dopo

14 febbraio 2023

Il 14 febbraio sarà l’anniversario dei vent’anni della “legge Biagi”. Si tratta di un provvedimento intimamente connesso alla storia di ADAPT una “piattaforma riformista” nata per fornire un contributo culturale e anche progettuale alla modernizzazione del mercato del lavoro italiano, ma siamo allo stesso tempo consapevoli che vent’anni sono tanti e che solo ora sia possibile osservare con maturità e il giusto distacco quanto questa legge ha significato per lavoratori e imprese: quanto davvero sia stata implementata e quanto ancora resti da fare, in un contesto che è nel frattempo mutato ma nel quale permangono croniche criticità nel funzionamento del mercato del lavoro e nella tutela della persona nel rapporto col lavoro.

Il 14 febbraio 2023 (dalle ore 14.00 alle 15.00) si terrà, in diretta streaming, un dialogo tra Michele Tiraboschi e Francesco Seghezzi, sulla portata dei venti anni della legge Biagi rispetto al passato e al presente ma anche al futuro delle politiche del lavoro in Italia. 

Qui il link per l’iscrizione al webinar.

Scarica la locandina

Fonte: Adapt


Istat: l’andamento dell’economia italiana a gennaio 2023

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Istat: l’andamento dell’economia italiana a gennaio 2023

Lo scenario internazionale a inizio 2023 è caratterizzato da una generalizzata moderazione delle pressioni inflazionistiche, dovuta al calo dei prezzi dei prodotti energetici, che ali-menta le attese di un più graduale aumento dei tassi di interesse nei principali paesi.

Il Pil italiano, in base alla stima preliminare, ha segnato negli ultimi tre mesi dello scorso anno la prima variazione congiunturale negativa dopo sette trimestri consecutivi di crescita. Il Pil corretto per gli effetti di calendario, nel 2022, è aumentato del 3,9%, mostrando una dinamica superiore a quella della media dell’area euro.

L’indice destagionalizzato della produzione industriale, al netto delle costruzioni, nonostante il forte recupero congiunturale di dicembre (+1,6%), nel quarto trimestre è diminuito del-lo 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti.

A dicembre, il mercato del lavoro ha proseguito la tendenza al miglioramento. Il tasso di occupazione è salito al 60,5% coinvolgendo quasi tutte le classi di età, gli uomini e le don-ne. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 7,8%.

A gennaio, in base alle stime preliminari, l’inflazione al consumo è rallentata. Il differenziale dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) tra l’Italia e l’area euro, pur rimanendo positivo, è diminuito rispetto a dicembre.

Le indagini sulla fiducia dei consumatori e delle imprese, a gennaio, hanno fornito indicazioni differenti. La fiducia dei consumatori ha mostrato un peggioramento diffuso tra le sue componenti mentre quella delle imprese è aumentata per il terzo mese consecutivo.

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

Proroga al 30 giugno 2023 dello smart working per i fragili

Proroga al 30 giugno 2023 dello smart working per i fragili

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Governo mantengono le promesse sulla proroga fino al 30 giugno per i lavoratori fragili, tanto del settore pubblico che di quello privato.

Il Ministro Marina Calderone, aveva già annunciato durante il question time al Senato del 26 gennaio scorso l’impegno a trovare le risorse per permettere la proroga dello smart working oltre il 31 marzo. Impegno concretizzatosi grazie alle coperture finanziarie (16 milioni di euro), oltre che del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, anche dei Ministeri dell’Economia e delle Finanze e dell’Istruzione e del Merito ad un emendamento al Decreto Milleproroghe approvato all’unanimità presso le Commissioni Bilancio e Affari costituzionali del Senato.

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

Sicurezza nei presidi ospedalieri: vertice in prefettura a Salerno

Sicurezza nei presidi ospedalieri: vertice in prefettura a Salerno

Sinergia e collaborazione tra le istituzioni per una maggiore tutela del personale e dei pazienti

Si è tenuto in prefettura a Salerno un incontro per esaminare le problematiche relative alla sicurezza del personale sanitario, in particolare quello operante nei pronto soccorso dei presidi ospedalieri della provincia, in attuazione delle linee d’azioni indicate sul tema dal ministro dell’Interno. Presenti al tavolo, insieme al prefetto Francesco Russo, il questore, il direttore generale dell’azienda sanitaria locale (Asl) e il direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio Ruggi d’Aragona.

Con l’obiettivo di rafforzare il sistema di prevenzione e la tutela, verrà implementato il personale delle Forze di polizia addetto ai presidi ospedalieri del comune capoluogo e di Nocera Inferiore, mentre nelle realtà di Battipaglia, Cava de’ Tirreni e Sarno sarà disposta un’intensificazione delle misure di vigilanza h24 tramite gli equipaggi in servizio ordinario di controllo del territorio.

Tra le misure preventive, anche la realizzazione di un contatto telefonico diretto e immediato tra i pronto soccorso della provincia e le sale operative facenti capo alle Forze di polizia (questura e 112).

Contestualmente, la Asl e l’ospedale Ruggi d’Aragona valuteranno una rimodulazione operativa dell’organizzazione della guardiania gestita dagli istituti di vigilanza preposti al controllo dei presidi, sia per quanto riguarda le risorse impiegate sia per cercare di coprire tutte le fasce orarie, e procederanno a verificare e implementare i circuiti di videosorveglianza dedicati, fondamentali non solo per rafforzare il meccanismo della prevenzione delle aggressioni ma anche per procedere all’immediata identificazione dei soggetti che si rendono responsabili di episodi di violenza contro sanitari e strutture ospedaliere.

Fonte: Ministero dell’Interno

INAIL: Pagamento dei premi e accessori. Modifica del tasso di interesse di rateazione e della misura delle sanzioni civili.

Pagamento dei premi e accessori. Modifica del tasso di interesse di rateazione e della misura delle sanzioni civili.

La Banca centrale europea, con la decisione di politica monetaria del 2 febbraio 2023 (allegato 1), ha fissato al 3,00% il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema (ORP)

Fonte: INAIL

Alessandria, l’impegno della prefettura per la sicurezza del personale sanitario

Alessandria, l’impegno della prefettura per la sicurezza del personale sanitario

Le misure nel protocollo d’intesa siglato con Forze dell’ordine e Azienda  ospedaliera nazionale “SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo”

Prevenire e contrastare gli atti di violenza nei confronti degli operatori sanitari che prestano servizio nei presidi dell’Azienda sanitaria ospedaliera di Alessandria.

Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa stipulato ieri tra la prefettura, le Forze dell’ordine e l’Azienda  ospedaliera nazionale “SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo” del capoluogo, in linea con le specifiche direttive del ministro dell’Interno Piantedosi sul tema.

In particolare, al fine di evitare e gestire eventuali situazioni di conflitto l’attenzione è dedicata non soltanto alle attività formative del personale sanitario, ma anche  all’implementazione dei sistemi di videosorveglianza, teleallarme e vigilanza per garantire ai dipendenti più elevati livelli di sicurezza sul luogo di lavoro.

In caso si verifichino situazioni di particolare criticità, l’intesa prevede inoltre la convocazione, da parte del prefetto, di apposite riunioni di coordinamento con le autorità territoriali e del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Non è mancato, infine, l’impegno delle Forze dell’ordine che, oltre ad assicurare il proprio intervento, si impegnano ad effettuare, nell’ambito delle già previste attività di prevenzione generale e vigilanza di obiettivi sensibili, passaggi presso i presidi ospedalieri, in particolare durante le ore notturne ed i giorni festivi.

Fonte: Ministero dell’Interno

Contributi INPS, con la crescita del tasso di interesse aumentano le rate e le sanzioni

Contributi INPS, con la crescita del tasso di interesse aumentano le rate e le sanzioni

Con l’aumento del tasso di interesse, deciso dalla BCE, salgono anche le rate e le sanzioni relative ai contributi INPS. Quello per i casi di dilazione e differimento raggiunge il 9 per cento mentre per le sanzioni civili è tra l’8 e l’8,5 per cento. I nuovi tassi si applicano a partire da oggi, 8 febbraio 2023

Scarica la circolare INPS 17 dell’8 febbraio 2023

Fonte: Informazione fiscale

Confindustria: Audizione schema di decreto legislativo recante Codice dei contratti pubblici

Audizione schema di decreto legislativo recante Codice dei contratti pubblici

Il Direttore Generale di Confindustria, Francesca Mariotti, è intervenuta in audizione presso la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo recante Codice dei contratti pubblici. 


La strategia di policy contenuta nello schema di Codice dei contratti pubblici (di seguito CCP) deve essere basata su azioni efficaci, tempi certi di attuazione ed interventi incisivi per dare impulso agli investimenti, compresi quelli del PNRR
. Trovandosi all’interno del quadro delle riforme richieste dal Next Generation UE, l’attuale riforma del Codice deve creare le condizioni per una maggiore capacità di spesa delle risorse pubbliche, ma anche una capacità di investimento tale da traguardare la transizione tecnologica, digitale e sostenibile del Paese. In premessa, esprimiamo apprezzamento per una scelta di fondo: far precedere l’articolazione degli istituti da un quadro di principi e restituire al Codice la funzione di strumento per acquisire, sul mercato, beni e prestazioni, superando “eterogenesi” dettate da finalità come il contrasto all’illegalità o ai fenomeni corruttivi, in sé pienamente condivisibili, ma che non possono trovare soluzione nelle norme sugli appalti.     Nel merito, riteniamo anzitutto opportuno evidenziare che gli appalti di servizi e forniture assumono, in questo contesto, un rilievo estremamente significativo nell’economia nazionale, sia in ragione del loro valore economico, sia in considerazione del rilievo strategico per il funzionamento dell’amministrazione pubblica e della sua attività di prestazione anche a favore delle imprese. Considerando che la riforma è finalizzata a restituire alle disposizioni codicistiche semplicità e chiarezza di linguaggio, ritieniamo necessario intervenire in questa sede perché i contratti pubblici riferiti ai servizi e alle forniture abbiano una propria specificità e un proprio riferimento nell’ordinamento e nei criteri di semplificazione. In questa direzione, sarebbe utile iniziare almeno un lavoro di separazione applicativa tra settori totalmente diversi tra loro i cui riflessi normativi possono essere molto diversi e addirittura creare in alcuni casi dei veri e propri “problemi applicativi”. Per questo, una legislazione ad hoc per gli appalti di servizi, da integrare nel Codice, appare disattesa ma rimane un’istanza altamente auspicabile e necessaria.

VALUTAZIONI GENERALI E PROPOSTE.

Il testo appare strutturato in modo chiaro e leggibile. È evidente che l’obiettivo sia stato di adeguare la disciplina dei contratti pubblici a quella del diritto europeo, ai principi espressi nel corso degli anni dalla giurisprudenza e soprattutto di ridare l’organicità e la sistematicità perdute a seguito delle continue modifiche introdotte. Ė positivo che il nuovo Codice contenga molte norme “autoesecutive”, senza rinvii ad altri testi di legge.
Al contempo, sarebbe limitativo valutare l’efficacia del Codice solo sulla base della capacità dello stesso di accelerare le procedure per sbloccare gli investimenti pubblici: per rilanciare l’economia del nostro sistema-Paese, l’attenzione non può essere focalizzata esclusivamente sul “quanto compro”, ma anche e soprattutto sul “cosa compro”. 
Il nuovo Codice dovrebbe mettere a punto un quadro di riferimento grazie al quale tutti gli attori economici siano messi nelle condizioni di sostenere la imprescindibile transizione digitale, tecnologica e sostenibile: sono questi i pilastri da cui dovrà necessariamente partire qualsiasi ragionamento e che dovranno guidare ed ispirare i principi e la disciplina del nuovo Codice dei contratti. La transizione tecnologica e sostenibile impone acquisti ed investimenti oculati e lungimiranti e tarati sui fabbisogni di innovazione della PA. 
Entrando nel merito del provvedimento, sono quattro i principali profili di attenzione in merito al percorso di revisione e attuazione della riforma degli appalti pubblici:- è necessario che le stazioni appaltanti e gli operatori economici possano disporre di un sistema di norme completo e di immediata attuazione;- è auspicabile che si preveda un periodo congruo di stabilità del quadro normativo degli appalti;- sarebbe quanto mai opportuna la possibilità di spostare in avanti l’entrata in vigore del Codice, prevista per il 31.03.2023. Occorre evitare uno shock regolatorio, un’eccessiva discontinuità rispetto al PNRR, nel momento peraltro di sua massima attuazione, che rischierebbe di rallentare, se non bloccare l’esecuzione delle opere. Una vacatio legis di 12 mesi, negoziata con le Istituzioni europee, consentirebbe a tutti gli operatori di acquisire dimestichezza e conoscenza delle novità e rappresenterebbe una misura di buon senso nell’ottica della sollecita attuazione del PNRR;- disegnare e soprattutto attuare un vero modello di Governance del Codice Appalti che sia in grado di effettuare una costante ricognizione sullo stato di attuazione delle norme e sulle eventuali difficoltà che potranno riscontrare le stazioni appaltanti nella fase di applicazione, è essenziale anche per proporre soluzioni correttive e di miglioramento. 

Di seguito si riportano le osservazioni puntuali all’articolato su alcuni temi ritenuti prioritari:

1. Profili positiviDIGITALIZZAZIONE
La spinta alla digitalizzazione appare l’elemento centrale del nuovo Codice e strumento indispensabile per arrivare a un’effettiva semplificazione delle procedure.
Confindustria ha sempre sostenuto che per spendere di più e spendere meglio fosse necessario disporre di organizzazioni pubbliche strutturate con personale competente – da attuare attraverso la Qualificazione delle Stazioni appaltanti – e digitalizzare l’intero processo degli appalti e della gestione contrattuale con tecnologie e sistemi efficienti in grado di gestire dati interoperabili e facilmente accessibili.Evidenziamo però che diverse stazioni appaltanti segnalano quanto l’innovazione risulti al momento un esercizio a metà, in assenza di interoperabilità e di disciplina antimafia. 

QUALIFICAZIONE DELLE STAZIONI APPALTANTI E DELLE CENTRALI DI COMMITTENZA (ART. 63).

È in questo ambito che si gioca una delle riforme più attese e tante volte richiamate da Confindustria. Lo scopo del provvedimento, previsto peraltro dall’attuale D. Lgs. 50/2016 e mai attuato, è di arginare l’eccessiva frammentazione, nonché i deficit organizzativi e di professionalità che caratterizzano il panorama delle stazioni appaltanti. Non si tratta quindi di ridurre il numero di stazioni appaltanti per penalizzare le Amministrazioni che non saranno in grado di qualificarsi, ma di concentrare le attività in un numero adeguato di organizzazioni che siano in grado di disporre di personale preparato, di processi e procedure efficienti, di competenze tecniche e non solo amministrative e di tecnologie digitali a supporto dell’intero ciclo di vita degli appalti.Il timone, però, è che si rischi un progressivo “annacquamento” dell’obiettivo di  qualificare le stazioni appaltanti. 
2. Profili di criticitàPROCEDURE PER L’AFFIDAMENTO (art. 50) L’innalzamento stabile delle soglie per l’affidamento diretto a 140.000 € per servizi e forniture è una modifica su cui esprimiamo un giudizio negativo, in quanto tali soglie vanno, in sostanza, a danneggiare soprattutto le piccole e medie imprese che possono partecipare più agevolmente proprio alle gare piccole. 
Il principio dell’efficienza e del risultato lo si persegue riducendo il contenzioso, facilitando l’avvicendamento degli affidatari nelle varie fasi, approntando percorsi di validità di procedure con un solo concorrente, non abolendo in partenza la concorrenza.Per i servizi e le forniture, ivi compresi i servizi di ingegneria ed architettura, si ritiene opportuno ridurre la soglia dei 140.000 euro portandola a 80.000 euro, a maggiore tutela della trasparenza degli affidamenti.

REVISIONE PREZZI (art. 60).

L’introduzione delle clausole di revisione dei prezzi deve mirare a rendere effettivo il principio dell’equilibrio contrattuale.Sul punto, lo schema di decreto compie un notevole passo in avanti, superando – da un lato – l’incertezza circa l’inserimento di clausole revisionali all’interno dei contratti attraverso la previsione di un obbligo generalizzato di revisione prezzi in tutti i settori (lavori, forniture e servizi) e – dall’altro – introducendo tra i principi generali che precedono il codice quello della “conservazione dell’equilibrio contrattuale”.Il primo aspetto critico è l’individuazione di una soglia di rilevanza del (5%) che si ritiene eccessivamente alta per tutti i tipi di contratti pubblici, cioè lavori, servizi e forniture. Ciò premesso, in concreto, pur accettando il principio di un’alea normale di rischio, riteniamo necessario che vengano individuate soglie idonee per accedere alla revisione dei prezzi tenendo conto delle specifiche esigenze di tutti i settori, soprattutto di quei contratti di lunga durata e indicizzati a valori dell’ISTAT o dell’ANAC, che variano ma in maniera non così significativa.Si osserva, infatti, che, nella modalità ordinaria alla quale eravamo abituati, gli indici ISTAT – come, ad esempio, il FOI – si modificano ma con percentuali del 1%, del 2% e, solo in casi straordinari, come quelli verificatisi a cavallo tra 2021 e 2022, gli indici fanno registrare aumenti più significativi.L’altro aspetto che desta preoccupazione riguarda il riferimento agli “indici sintetici (..) approvati dall’ISTAT con proprio provvedimento entro il 30 settembre di ciascun anno”, che dovranno essere utilizzati per la rilevazione delle variazioni di prezzo. Ciò che si teme, tra l’altro, è quanto evidenziato nella relazione illustrativa, ossia che l’ISTAT – sebbene garantisca adeguata terzietà ed imparzialità, oltre che autorevolezza, nelle rilevazioni – non sia attualmente in possesso dei dati necessari a garantire una mappatura efficace in tutti i settori, ivi compresi quelli di servizi e forniture. Per questi ultimi, il rischio concreto è di una disapplicazione, nei fatti, della nuova disciplina.

CAUSE DI ESCLUSIONE (artt. 94- 95).

Lo schema disciplina le ipotesi di esclusione dell’operatore economico in presenza, tra le altre, di violazioni fiscali definitamente accertate e non definitive. Al riguardo, osserviamo che le disposizioni contenute negli articoli 94 e 95 dello schema del decreto, nonché nel relativo allegato II.10, riproducano, sostanzialmente, l’impianto del previgente Codice degli appalti (combinato disposto dell’art. 80, comma 4 DLGS n. 50/2016 e del DM 28 settembre 2022 relativo alle violazioni fiscali non definitive).Tale scelta, se da un lato consentirà alle imprese una più facile transizione al “nuovo” Codice degli appalti – anche considerati gli stringenti tempi di entrata in vigore della disciplina -, dall’altro rappresenta, però, un’occasione perduta per superare le criticità preesistenti ed allineare la disciplina italiana in materia di appalti alle disposizioni contenute nelle direttive europee (Direttive 2014/23/UE e 2014/24/UE). In primo luogo, infatti, si conferma il riferimento alla soglia di gravità per le violazioni definitivamente accertate di 5 mila euro (ex art. 48-bis, commi 1 e 2-bis, del DPR n. 602/1973), un importo significativamente basso che pone forti dubbi sul rispetto del principio di proporzionalità. Si poteva seguire la soluzione adottata con riguardo alle violazioni non definitive, dove il legislatore ha più correttamente individuato tale soglia di gravità come percentuale del valore dell’appalto (10%) al fine di valorizzare la ratio della norma di tutelare i soggetti che presentano profili di affidabilità e di solvibilità finanziaria adeguati alla corretta esecuzione dei lavori.  Diversamente, con riferimento alla citata disciplina delle violazioni non definitive (art. 95, comma 2) sarebbe opportuno modificare la locuzione “la stazione appaltante esclude”, che non risulta conferente con la disciplina delle cause di esclusione “facoltativa”: spetta, infatti, alla valutazione discrezionale della stazione appaltante, secondo un giudizio di proporzionalità, anche in presenza di superamento della predetta soglia, la decisione sulla esclusione dalle gare di appalto dell’operatore economico. Per tali ragioni, proponiamo di prevedere – sia per le violazioni definitive, che per quelle non definitive – l’esonero dalla disciplina di esclusione nell’ipotesi in cui l’operatore fornisca la prova che le misure da lui adottate siano sufficienti a dimostrare la sua affidabilità ai sensi dell’art. 96, comma 6 (c.d. clausola self-cleaning). Rimanendo in tema di clausole di esclusione non automatiche, lo schema di decreto contempla anche l’ipotesi in cui l’operatore economico abbia commesso un illecito professionale grave, dimostrato dalla stazione appaltante con mezzi adeguati. Al riguardo, si prevede che, ai fini della rilevanza dell’illecito professionale, possa essere sufficiente anche la sua mera contestazione e, tra le fattispecie considerate, figurano anche tutti i reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti, ex D. lgs. n. 231/2001. Al riguardo e aldilà del rinvio ampio e generico a tutti i reati 231, si segnala anzitutto che la Direttiva UE prevede, ai fini dell’esclusione, che l’operatore economico si sia reso colpevole di un illecito professionale. Pertanto, contemplare la possibile esclusione anche in presenza della mera contestazione del reato, configura un’estensione della disciplina rispetto al perimetro tracciato dall’atto europeo, oltre a sollevare qualche dubbio in ordine al rispetto del principio generale di non colpevolezza.In ogni caso, anche a voler considerare un’anticipazione della soglia di rilevanza al momento della contestazione dell’illecito, appare quantomeno necessario intervenire sui mezzi di prova indicati nello schema come rilevanti e adeguati e dai quali la stazione appaltante può far discendere il giudizio di gravità. In particolare, appare opportuno escludere dal relativo elenco, gli atti che siano espressione della determinazione unilaterale del pubblico ministero, ovvero quelli attraverso i quali il PM esercita l’azione penale. Appare, infatti, fondamentale che, in considerazione della potenziale esclusione dell’operatore dalla gara e nel rispetto dei generali principi di proporzionalità e ragionevolezza, un effetto così penalizzante consegua a un atto assunto da un giudice terzo.

CRITERI DI AGGIUDICAZIONE DEGLI APPALTI (art. 108)

Merita uno specifico approfondimento l’articolo 108 che introduce alcune modifiche rilevanti che possono aprire, nell’ottica del risparmio della spesa pubblica – come previsto nei principi cardini di questo nuovo Codice – una continua corsa al ribasso come elemento strutturale degli acquisti: il venire meno del tetto massimo per l’attribuzione del punteggio economico entro il limite fissato del 30% rischia di aprire ad aggiudicazioni basate esclusivamente sulla componente del prezzo perché il dinamismo e la discrezionalità che la relazione tecnica all’articolo evidenzia, risulta applicabile in linea astratta ma nel concreto si andrà verso una notevole riduzione dell’elemento qualitativo.
Pertanto, ravvisiamo che sia più opportuno mantenere un bilanciamento fisso tra qualità/prezzo, passando dal 70%-30% all’80%-20% a garanzia della valorizzazione degli elementi qualitativi dell’offerta.
OFFERTE ANOMALE (art. 110)Sarebbe auspicabile prevedere che i maggiori costi della sostenibilità ambientale siano inderogabili in sede di offerta, alla stregua dei minimi salariali e dei costi per la sicurezza dei lavoratori. 

3. Ulteriori proposte.

SUPPORTI DI PROJECT MANAGEMENT PER OPERE OLTRE 20 MILIONISi ritiene opportuno promuovere l’utilizzo da parte dei RUP di incarichi di supporto aventi ad oggetto attività come quelle riconducibili alla nozione di project management, essenziali per il ferreo controllo di tempi e costi e per assicurare la massima efficacia della spesa pubblica. 

CESSIONE DEI CREDITI VANTATI VERSO LA PA. La nuova riforma del Codice Appalti, anche in ottica di PNRR, non dovrebbe perdere l’occasione di rivedere le disposizioni sulla cessione dei crediti vantati verso la Pubblica Amministrazione con una logica di semplificazione per facilitare l’accesso al credito per le imprese. 

Fonte: Confindustria