Viminale, rafforzati controlli e vigilanza sui locali di pubblico spettacolo

La direttiva del ministro e l’attività delle prefetture sul territorio


Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, con una direttiva trasmessa ai prefetti, ha richiamato l’importanza di rafforzare le attività di verifica e controllo per i locali di pubblico spettacolo e le attività di intrattenimento, con l’obiettivo di assicurare una ancora più efficace attività di prevenzione e garantire il rispetto degli elevati standard richiesti dalla legge a salvaguardia dell’incolumità collettiva.

In particolare, le attività avranno ad oggetto accertamenti mirati sul rispetto della normativa di settore, il contrasto a eventuali forme di esercizio abusivo e l’osservanza delle misure antincendio, oltre alla corretta gestione delle vie di esodo e delle situazioni di emergenza. Saranno inoltre oggetto di verifica anche la corrispondenza tra struttura dei locali, materiali presenti, impianti installati, capienza autorizzata e affluenza reale, nonché l’impiego di fuochi d’artificio e fiamme libere.

Le ispezioni prevederanno il coinvolgimento di tutti i competenti attori istituzionali – tra cui Forze di polizia, Vigili del fuoco e Ispettorato del lavoro – per garantire un’azione coordinata e sinergica sotto il profilo amministrativo e tecnico. 

In questo ambito, le prefetture avranno un ruolo di coordinamento, favorendo il raccordo tra gli enti interessati, la pianificazione degli interventi e il monitoraggio delle attività, per assicurare un’applicazione uniforme ed efficace delle misure previste dalla direttiva.

Le iniziative delle prefetture

Alessandria, Avellino, Bari, Barletta Andria Trani, Bolzano, Brescia, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Cremona, Firenze, Foggia, Genova, Gorizia, L’Aquila, Latina, Lecco, Messina, Milano, Oristano, Pesaro, Pescara, Potenza, Prato, Ravenna, Rovigo, Salerno, Sassari, Taranto, Terni, Torino, Trapani, Varese

Fonte: Ministero dell’Interno

ANIE SERVIZI INTEGRATI: Webinar Appalti e Criteri Ambientali Minimi (CAM) – 11 febbraio 2026 ore 10:00-12:30

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Introduzione alla disciplina, impatto sulla filiera, guida alla gestione e modalità di adempimento per i settori merceologici ANIE

Obiettivo

L’obiettivo di questo webinar è fare chiarezza sugli obblighi di legge e sulle responsabilità legate agli appalti. Vogliamo fornire uno schema pratico per orientarsi tra i vari criteri (obbligatori e premianti) applicabili al settore elettronico.

A chi è rivolto

Il webinar è rivolto agli addetti degli uffici gare e commerciale, ai responsabili tecnico e a tutto il personale coinvolto nel controllo delle certificazioni e nella verifica della conformità dei prodotti.

Data e Luogo

11 febbraio 2026
Live webinar

Orario

10:00/12:30

Quota di partecipazione:
Associato ANIE € 280,00+IVA – Non associato € 375,00+IVA

FONTE: ANIE SERVIZI INTEGRATI

Viareggio: potenziamento dei servizi di vigilanza privata nel periodo estivo

In vista della stagione estiva, il Comune di Viareggio ha disposto il potenziamento dei servizi di vigilanza privata sul territorio comunale, con particolare riferimento alle fasce orarie notturne e alle aree caratterizzate da maggiore afflusso di persone.

Il rafforzamento delle attività rientra in un quadro di coordinamento tra amministrazione comunale, Polizia Municipale e istituti di vigilanza privata, finalizzato a incrementare le azioni di prevenzione e controllo del territorio durante il periodo estivo.

L’iniziativa prevede una presenza più strutturata degli operatori della vigilanza privata a supporto del sistema complessivo di sicurezza urbana, nel rispetto delle competenze attribuite dalla normativa vigente e in raccordo con le Forze di polizia.

L’esperienza avviata a Viareggio si colloca nel solco delle pratiche di collaborazione pubblico–privato già adottate in diversi contesti territoriali, evidenziando il contributo della vigilanza privata quale componente integrata dei modelli di sicurezza locale.

Fonte: La Nazione – Viareggio,
“Vigilanza privata potenziata per l’estate”

Occupazione: a dicembre 2025 disoccupazione ai minimi storici, ma mercato del lavoro ancora fragilità

Secondo i dati provvisori diffusi dall’ISTAT relativi a dicembre 2025, il mercato del lavoro italiano mostra segnali contrastanti. Nel mese, il tasso di disoccupazione scende al 5,6%, raggiungendo il livello più basso dall’inizio delle serie storiche nel 2004.

Sul fronte occupazionale, il numero complessivo degli occupati rimane superiore a quello di un anno prima (+0,3%, pari a +62 mila unità), con aumenti tra le donne e le persone con oltre 50 anni, segno di una dinamica positiva nel confronto tendenziale. Tuttavia, su base mensile gli occupati risultano in lieve calo rispetto a novembre, con una diminuzione principalmente tra i lavoratori a termine, mentre gli autonomi crescono e i dipendenti permanenti restano stabili.

Il tasso di occupazione si attesta al 62,5%, mentre aumenta leggermente il tasso di inattività al 33,7%, riflettendo un aumento della popolazione che non è né occupata né attivamente in cerca di lavoro.

Nel complesso, i dati ISTAT evidenziano un mercato del lavoro con forti segnali di consolidamento della disoccupazione ai minimi storici, ma anche con elementi di fragilità legati alla stabilità dell’occupazione mensile e alla crescita degli inattivi.

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

PIL: nel quarto trimestre 2025 crescita moderata, ma il quadro resta fragile

Secondo la stima preliminare del PIL diffusa dall’ISTAT, nel quarto trimestre del 2025 l’economia italiana registra una crescita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% su base annua.

L’incremento congiunturale è sostenuto da un contributo positivo dei principali settori produttivi – agricoltura, industria e servizi – ma si inserisce in un contesto complessivo di crescita contenuta, che riflette un rallentamento rispetto alle fasi più dinamiche della ripresa post-pandemica.

Nel complesso dell’anno 2025, il PIL italiano risulta in aumento di circa 0,7% rispetto al 2024. Si tratta di un dato che conferma una traiettoria di sviluppo moderata, influenzata dalle incertezze economiche internazionali e dalla debolezza della domanda interna.

Per il 2026, la crescita acquisita stimata dall’ISTAT è pari a +0,3%, segnale di un avvio d’anno positivo ma ancora prudente. Il quadro macroeconomico evidenzia quindi la necessità di politiche e interventi capaci di sostenere investimenti, occupazione e stabilità dei redditi, elementi centrali anche per i settori dei servizi e della sicurezza.

Scarica la nota ISTAT

Fonte: istat.it

AI e organizzazione del lavoro tra produttività e nuovi ruoli (preparandosi al modello d’impresa che verrà)

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Negli ultimi mesi, dagli Stati Uniti arriva un segnale che merita attenzione perché anticipa dinamiche destinate a riflettersi anche nel nostro contesto: l’economia può crescere senza che l’occupazione cresca allo stesso ritmo.

Il report del 9 gennaio 2026 (“The Employment Situation – December 2025”) indica un mercato del lavoro quasi fermo (+50.000 posti, disoccupazione 4,4%), mentre l’ultima stima del PIL (“Gross Domestic Product, 3rd Quarter 2025”) segnala nel Q3 2025 una crescita sostenuta (+4,4% annualizzato).

Questa dinamica è stata descritta anche con l’espressione “deflazione del lavoro”: non “disoccupazione di massa”, ma meno ore di lavoro necessarie per generare la stessa crescita, grazie a produttività, automazione e nuovi processi.

I dati non dimostrano da soli che la causa sia l’AI, ma sono coerenti con ciò che molte aziende già osservano: stesso output con meno ore, minore spinta alle assunzioni nelle funzioni standardizzabili, più valore nei ruoli ad alta responsabilità.

Per le imprese italiane la domanda è quindi: come trasformare l’AI in vantaggio competitivo senza creare fratture organizzative o rischi?

La risposta si gioca su due tempi: una fase transitoria con “soluzioni ponte” per gestire l’impatto e crescere mentre si cambia; una fase post-transitoria in cui l’AI è integrata stabilmente e si ripensa il patto organizzativo.

I.    Fase transitoria: crescere mentre si cambia (le “soluzioni ponte”)

Nella fase transitoria l’obiettivo non è solo evitare traumi o contenziosi: è crescere mentre l’organizzazione cambia.

Le “soluzioni ponte” sono gli strumenti che l’ordinamento offre per governare la transizione senza rallentare l’azienda: formazione, rimodulazione dell’orario e integrazioni salariali.

Formazione per trasformare ruoli (prima che diventino esuberi)

Se l’AI riduce il fabbisogno di ore su alcune attività, la prima scelta intelligente è investire sul personale in forza, spostando valore su nuove mansioni e nuove competenze.

Gli strumenti tipici per gestire tale scelta sono:

–             Fondi interprofessionali (formazione continua);

–             Fondo Nuove Competenze (FNC), soprattutto quando la formazione è parte di un progetto di trasformazione e si accompagna a una rimodulazione dell’orario (spesso tramite accordo).

Ius variandi, art. 2103 c.c.: come “inquadrare” i nuovi ruoli

La riallocazione dei lavoratori su attività nuove (spesso “ibride”, potenziate dall’AI) apre un tema giuslavoristico immediato: fino a che punto l’azienda può modificare le mansioni nell’esercizio dello ius variandi, ai sensi dell’art. 2103 c.c.

La norma, modificata nel 2015, consente l’assegnazione a mansioni riconducibili allo stesso livello e alla stessa categoria legale di inquadramento delle ultime effettivamente svolte e prevede che il mutamento sia accompagnato, ove necessario, da adeguata formazione.

Per questo, ogni percorso di reskilling e riprogettazione dei ruoli dovrebbe essere affiancato da una verifica tecnica: le nuove attività sono già contemplate dalle declaratorie del CCNL applicato (profili, esemplificazioni, mansioni tipiche)?

E, se non lo sono in modo espresso, occorre valutare in quale livello possano essere ragionevolmente collocate, in base a contenuto professionale, autonomia, responsabilità e competenze richieste.

In altre parole: la formazione abilita il cambiamento, ma la sua tenuta passa anche da una mappatura ordinata mansioni–inquadramenti, coerente con CCNL e organizzazione.

Riorganizzazione strutturale: quando serve un “progetto”

Se il cambiamento è strutturale (nuovi processi, nuove mansioni, nuove competenze), non basta “aggiustare” l’esistente: serve un progetto di riorganizzazione che metta in sicurezza la trasformazione e la renda replicabile nel tempo.

In questo contesto, la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) è lo strumento che, più di altri, consente di governare transizioni complesse: permette di accompagnare riorganizzazioni e cambiamenti del modello operativo con una gestione programmata della riduzione / sospensione dell’attività, evitando scelte affrettate che impoveriscono l’organizzazione proprio mentre deve cambiare.

Tra le causali, merita un’attenzione specifica la CIGS con causale “contratto di solidarietà”.

Nella pratica, è spesso il “ponte” più efficace quando l’obiettivo non è ridurre l’organico, ma ridistribuire l’orario per preservare competenze, creare spazio per la formazione e stabilizzare i nuovi assetti.

Settimana corta come ponte evoluto

Quando l’AI aumenta stabilmente la produttività, l’impresa può trasformare parte dell’efficienza in tempo, riducendo l’orario in modo strutturale.

La settimana corta non è solo un benefit: è una leva di business perché aiuta a trattenere persone chiave, attrarre talenti e liberare spazio per ruoli a maggior valore (favorendo anche nuove assunzioni).

Per evitare improvvisazioni e problemi su turni, riposi, straordinari e livelli di servizio, la strada più solida è un accordo aziendale di secondo livello, che definisca perimetro, modello orario e calendari, regole di gestione (straordinari / reperibilità / banca ore), durata della sperimentazione e meccanismi di revisione.

In sintesi: nella fase transitoria la settimana corta è un ponte evoluto che stabilizza il cambiamento e rende l’adozione dell’AI più efficace, trasformando produttività in un patto organizzativo più sostenibile e attrattivo.

II.    Post fase transitoria: oltre il modello “datore di lavoro / dipendenti” – l’azienda come comunità che coopera con l’AI

Superata la fase transitoria, la differenza tra aziende che “sopravvivono” e aziende che prosperano sarà sempre meno tecnologica e sempre più organizzativa e culturale.

Ruoli e responsabilità restano fondamentali, ma l’AI cambia la natura del contributo: ogni persona può amplificare capacità e impatto e i processi diventano più rapidi e interconnessi.

L’azienda evolve così verso una comunità di lavoro in cui le persone usano l’AI come moltiplicatore, cooperano su obiettivi condivisi e contribuiscono allo sviluppo dell’azienda non solo “a ore”, ma tramite risultati misurabili (qualità, innovazione, efficienza, soddisfazione del cliente, ricavi).

Per reggere nel tempo, però, questo modello richiede coerenza: se produttività e margini aumentano, l’organizzazione funziona meglio quando c’è un allineamento chiaro tra contributo e benefici, costruito con regole concrete.

Qui la contrattazione aziendale può diventare strategica, prevedendo premi variabili legati a KPI, partecipazione ai risultati / utili e integrazione con welfare e strumenti di retention.

Il punto non è “distribuire bonus”: è costruire un patto organizzativo moderno, in cui l’AI è un acceleratore e le persone sono capitale organizzativo che coopera per creare valore.

III. Conclusioni

L’AI può diventare un vantaggio competitivo enorme per le aziende che la governano con maturità: non solo strumenti e software, ma soprattutto organizzazione del lavoro, valorizzando competenze e coesione interna.

Nella fase transitoria l’obiettivo è cambiare senza strappi, mantenendo continuità operativa e fiducia. Nella fase successiva prospereranno le imprese che integreranno l’AI nei processi e costruiranno una comunità di lavoro ad alta produttività e responsabilità.

Qui si giocherà la leadership dei prossimi anni: un nuovo patto tra impresa e lavoro che unisca innovazione, crescita e sostenibilità organizzativa.

Prof. Avv. Angelo Pandolfo, Partner WST Law & Tax Firm

Avv. Andrea Lucà, Senior Associate WST Law & Tax Firm

Fonte: Lavorosi.it

“Mille occhi sulla città”: a Lecce la vigilanza privata rafforza la sicurezza urbana

Attivo anche nel territorio di Lecce il protocollo “Mille occhi sulla città”, che disciplina la collaborazione tra Prefettura, forze dell’ordine e istituti di vigilanza privata nel rispetto dei ruoli istituzionali.

Il protocollo “Mille occhi sulla città” è operativo anche nel territorio di Lecce attraverso la collaborazione tra la Prefettura di Lecce, le forze dell’ordine e gli istituti di vigilanza privata.

Nel primo periodo di attuazione, le segnalazioni delle guardie particolari giurate hanno riguardato soprattutto furti, tentativi di intrusione, effrazioni, rapine, incendi e presenze sospette. Le comunicazioni, trasmesse secondo le procedure previste, hanno consentito interventi tempestivi da parte delle forze di polizia.

Il protocollo definisce modalità operative e canali di segnalazione finalizzati al coordinamento tra soggetti pubblici e privati impegnati nella sicurezza, configurandosi come un esempio strutturato di collaborazione pubblico-privato, fondato sulla chiara distinzione delle competenze e sul rispetto dei ruoli istituzionali. Il modello disciplina l’apporto della vigilanza privata alle attività di prevenzione e osservazione del territorio, in raccordo con le forze dell’ordine e sotto il coordinamento prefettizio, con attività estese a diversi comuni della provincia di Lecce.

Fonte: https://www.antennasud.com/mille-occhi-sulle-citta-sicurezza-rafforzata-vigilanza-privata-e-forze-dellordine-fanno-squadra-nel-leccese/

CONFINDUSTRIA: Indagine Rapida – Gennaio: le imprese attendono una produzione stabile

  • L’indagine rapida sulla produzione industriale presso le grandi imprese industriali associate a Confindustria mostra, nella rilevazione di gennaio un miglioramento delle aspettative rispetto al mese precedente. Oltre la metà delle imprese prevede una produzione invariata (54,5%), mentre più di un terzo si attende un aumento (35,0%); resta contenuta la quota di chi segnala un calo moderato o rilevante (10,5%).
  • Guardando alla dinamica trimestrale (Grafico 1), nel 4° trimestre 2025 quasi un quarto degli intervistati (24,2%) si attendeva una contrazione dell’attività, a fronte di una quota pari al 45,5% che prevedeva una produzione stabile e del 30,3% che anticipava un aumento. Con la rilevazione di gennaio, che inaugura il trimestre in corso, si osserva un miglioramento del quadro congiunturale, riconducibile in particolare alla riduzione della quota di imprese che si attendono una contrazione della produzione.
  • Il saldo relativo a domanda e ordini resta il principale punto di forza a supporto della produzione. In gennaio il saldo migliora attestandosi a 3,8%, dopo il 2,0% di dicembre (Grafico 2).
  • Le attese delle imprese sulla disponibilità di manodopera nei prossimi restano stabilmente in territorio negativo: il saldo nel mese di gennaio è pari a -1,2%, dopo il -1,4% della rilevazione precedente.
  • Il saldo relativo ai costi di produzione nel mese corrente conferma il netto peggioramento avuto a dicembre (-4,6% da -5,0%).
  • I giudizi riguardo le condizioni finanziarie peggiorano, pur restando debolmente positivi, rispetto al mese precedente (+0,1% da +2,1%).
  • Per quanto riguarda i giudizi sulla disponibilità di materiali, il saldo delle risposte si consolida nel mese corrente, salendo a +1,5% da +0,9%.
  • Il giudizio degli industriali sulla disponibilità degli impianti peggiora nella rilevazione del mese corrente (+0,4% dopo il +1,4% di dicembre).

Fonte: Confindustria

Retribuzioni contrattuali: nel 2025 aumenti medi del 3,1%, ma restano molti contratti scaduti

Secondo l’ultimo comunicato dell’ISTAT sulle retribuzioni contrattuali (ottobre-dicembre 2025), nel corso del 2025 le retribuzioni orarie contrattuali sono cresciute in media del 3,1% rispetto all’anno precedente, confermando il ritmo di crescita già registrato nel 2024.

A fine dicembre risultano 48 contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica, che coprono circa 7,6 milioni di lavoratori, pari a poco meno del 58% del totale. La copertura è elevata nel settore privato, mentre nella pubblica amministrazione tutti i contratti risultano scaduti sul piano economico.

Nel complesso, sono ancora 27 i contratti in attesa di rinnovo, che interessano circa 5,5 milioni di lavoratori. Il tempo medio di attesa per il rinnovo si è leggermente ridotto nel corso dell’anno, ma resta elevato, attestandosi a 18,9 mesi a dicembre 2025.

Dal punto di vista settoriale, gli incrementi più consistenti si registrano nell’agricoltura e in alcuni comparti della pubblica amministrazione, mentre in alcuni settori privati gli aumenti risultano assenti. L’andamento delle retribuzioni, pur mostrando segnali di recupero, non consente ancora di colmare pienamente la perdita di potere d’acquisto accumulata negli anni di alta inflazione.

Il quadro delineato dall’ISTAT conferma quindi la centralità dei prossimi rinnovi contrattuali, sia nel settore pubblico sia in quello privato, per garantire stabilità salariale e adeguata tutela dei lavoratori.

Scarica la nota ISTAT

Webinar ASSIV: “Compliance NIS2 e Sicurezza Integrata” – 10 febbraio 2026, ore 15:00

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A cura di ASSIV, in collaborazione con Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

Partecipare a questo webinar organizzato da ASSIV significa accedere a informazioni direttamente da ACN, l’Autorità nazionale che governa la NIS2 in Italia: un’occasione unica per comprendere obblighi, scadenze e responsabilità che impatteranno imprese di sicurezza e aziende di settori essenziali e importanti.

Temi trattati

  • Contesto normativo – La digitalizzazione sta guidando la convergenza tra sicurezza fisica e cybersecurity, rendendo la Direttiva NIS2 una priorità strategica che può trasformare la compliance da obbligo normativo a reale vantaggio competitivo per le aziende italiane.
  • NIS2: normativa e impatti operativi – Settori coinvolti e criteri dimensionali (soggetti essenziali/importanti). Obblighi operativi dal 2026: notifica incidenti e piano di incident response. Referente CSIRT vs Punto di Contatto.
  • Come prepararsi alla compliance NIS2: roadmap e best practice – Misure minime di sicurezza e governance del top management, supply chain security e responsabilità contrattuali, strumenti operativi.

Relatori:

  • Maria Cristina Urbano – Presidente ASSIV
  • Francesco Carioti – Capo Rapporti Istituzionali e Relazioni Esterne ACN
  • Marco Bavazzano, Vice Presidente ASSIV
  • Nicolò Rivetti Di Val Cervo – Capo Divisione NIS e Discipline Unionali Servizio Regolazione ACN

Il webinar sarà moderato da Franco Canna, giornalista, divulgatore e moderatore specializzato in politiche e tecnologie per l’innovazione.

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