Inflazione in lieve aumento a dicembre 2025: prezzi al consumo al +1,2%

I dati definitivi ISTAT chiudono il 2025

Nel mese di dicembre 2025 l’inflazione registra una lieve accelerazione, tornando ai livelli di ottobre. Secondo i dati definitivi diffusi da ISTAT, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,2% su base mensile e dell’1,2% su base annua, dal +1,1% di novembre.

Inflazione media 2025 in crescita rispetto al 2024

Nella media del 2025, i prezzi al consumo crescono dell’1,5%, in accelerazione rispetto al +1,0% registrato nel 2024.

L’inflazione di fondo, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si attesta al +1,9%, in lieve rallentamento rispetto all’anno precedente (+2,0%). L’inflazione al netto dei soli beni energetici registra invece una crescita media annua del 2,0%.

Le componenti che trainano l’aumento di dicembre

La lieve accelerazione dell’inflazione a dicembre è dovuta principalmente:

  • alla crescita dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,9% a +2,6%);
  • all’aumento dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +1,1% a +2,3%);
  • all’incremento dei Servizi vari (da +2,0% a +2,2%).

Rallentano invece i prezzi dei Beni non durevoli (+0,6%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+2,7%), mentre si accentua il calo degli Energetici regolamentati (-5,2%).

Inflazione di fondo e “carrello della spesa”

Nel mese di dicembre l’inflazione di fondo resta stabile al +1,7%, mentre quella al netto dei soli beni energetici sale lievemente al +1,8%.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano (+1,9%), così come quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (+2,2%), confermando una pressione sui consumi quotidiani delle famiglie.

IPCA e indice FOI

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,2% su base mensile e dell’1,2% su base annua. Nella media del 2025, l’IPCA cresce dell’1,7%, rispetto al +1,1% del 2024.

L’indice FOI, al netto dei tabacchi, registra a dicembre un aumento dell’1,1% su base annua, con una crescita media nel 2025 pari a +1,4%.

Il commento ISTAT

A dicembre l’inflazione torna al +1,2%, mentre nella media del 2025 i prezzi al consumo risultano cresciuti dell’1,5%, in accelerazione rispetto all’anno precedente. Sull’andamento dell’inflazione media annua ha inciso in modo significativo la dinamica dei beni energetici regolamentati, degli energetici non regolamentati e degli alimentari non lavorati.

L’inflazione di fondo rallenta lievemente, attestandosi al +1,9%.

Scarica la nota ISTAT

Contratto a termine, nuove regole e sgravi contributivi per la sostituzione di maternità

Tra le misure destinate a favorire la conciliazione vita-lavoro contenute nella recente legge di Bilancio 2026, merita attenzione quella che consente di prolungare il contratto a termine per sostituire le lavoratrici in congedo di maternità o parentale.

Il comma 221 dell’art. 1 della Legge 199/2025 interviene sull’art. 4 del D.Lgs. 151/2001 riconoscendo la possibilità di prolungare il contratto a termine, stipulato per sostituire la lavoratrice in congedo, per un ulteriore periodo di affiancamento della dipendente sostituita, dopo il suo rientro in azienda, non superiore al primo anno di età del bambino.

La disciplina del Testo Unico – Il D.Lgs. n. 151/2001 rappresenta la fonte principale per la disciplina in argomento. All’art. 4 è riconosciuta al datore di lavoro la possibilità di assumere lavoratori con contratto a tempo determinato, anche in somministrazione, al fine di sostituire le lavoratrici e i lavoratori assenti dal lavoro, in congedo di maternità o di paternità o parentale o per malattia del figlio (comma 1), anche con anticipo fino ad un mese rispetto al periodo di inizio del congedo, fatta salva la facoltà della contrattazione collettiva di prevedere durate superiori (comma 2).

Lo stesso articolo prevede inoltre che nelle aziende con meno di venti dipendenti, in caso di assunzione di personale con contratto a termine in sostituzione dei lavoratori in congedo, venga concesso uno sgravio del 50% sui contributi a carico del datore di lavoro, fino al compimento del primo anno di età del figlio della lavoratrice o lavoratore in congedo oppure per un anno dall’accoglienza del minore adottato o in affidamento. Quando il contratto è in somministrazione, l’impresa utilizzatrice recupera dalla società somministratrice le somme corrispondenti allo sgravio da questa ottenuto. Alle medesime condizioni, il contratto di sostituzione, con il relativo sgravio, può essere utilizzato quando a dover essere sostituita è una lavoratrice autonoma (comma 3).

La novità della Legge di bilancio – La novità, prevista dal nuovo comma 2-bis dell’art. 4 del D.Lgs. n. 151/2001, avrà un impatto non solo organizzativo ma anche economico.

La vera svolta, introdotta dal nuovo comma , è la legittimazione del cosiddetto “affiancamento al rientro”.

Infatti, se da un lato la norma consente alla lavoratrice un rientro graduale senza rinunciare alla conciliazione vita-lavoro, d’altro canto l’affiancamento, sia in uscita che al rientro, rappresenta una maggiore garanzia per la continuità operativa dell’azienda.

Sul piano economico, il vantaggio è netto. La nuova norma formalizza il prolungamento del rapporto, evitando  i rischi legati “proseguimento di fatto” e le maggiorazioni previste dall’art. 22 del D.Lgs. n. 81/2015 per lo sforamento del termine.  Trattasi, in particolare, di una maggiorazione prevista per tutti i contratti a termine del 20 % sino al decimo giorno di prosecuzione e del 40 % per ogni giorno ulteriore, con il rischio concreto che il contratto si trasformi in tempo indeterminato se la prosecuzione di fatto supera i termini di 30 giorni per contratti di durata inferiore a sei mesi e 50 giorni se superiore .


WST Law & Tax

Fonte: Lavorosi.it

Il futuro della vigilanza privata secondo Axitea: tecnologia, reti e visione integrata

La sicurezza non è più solo presidio fisico, telecamere o pattuglie. Sta diventando un sistema intelligente, capace di interpretare i contesti, anticipare i rischi e intervenire solo quando serve davvero. In questa intervista Marco Bavazzano, CEO di Axitea Spa, spiega perché le videoronde digitali basate su intelligenza artificiale rappresentano una svolta per il settore della vigilanza privata e perché il futuro passerà da modelli integrati, partnership e reti di competenze in grado di unire tecnologia, territorio e capacità di risposta.

Le videoronde digitali con IA sono una svolta. Perché rappresentano un cambiamento strutturale per il settore?

Le videoronde digitali basati su intelligenza artificiale non sono un semplice miglioramento dei servizi esistenti, sono una nuova generazione di soluzioni che cambiano il modo di proteggere aziende e infrastrutture e che cambiano i paradigmi della vigilanza.
Il punto non è aggiungere tecnologia, il punto è offrire un servizio più intelligente, capace di leggere ciò che accade e di trasformarlo subito in decisioni operative. Oggi la sicurezza non può limitarsi a registrare: deve anticipare, riconoscere un rischio, dare priorità alle informazioni e permettere di intervenire quando è davvero necessario.

Questa capacità di “capire” il contesto fa la differenza. Significa avere un servizio continuo, attento, che unisce persone, processi e strumenti in un’unica regia. È ciò che intendiamo per sicurezza integrata: una visione unica, coerente, capace di offrire al cliente una protezione reale e costante.

Per il settore della vigilanza privata questo passaggio rappresenta una trasformazione profonda. Il valore non sta più nel numero di telecamere, nel numero di ispezioni o nel numero di pattuglie, ma nella qualità delle informazioni che le centrali operative processano e delle relative risposte.
Chi abbraccia questo approccio potrà crescere e restare competitivo. Chi continuerà a basarsi solo su modelli tradizionali rischia di non riuscire a tenere il passo con un mercato che chiede servizi più evoluti e più integrati.

In definitiva, la videoronda digitale non aggiorna la sicurezza: la ripensa. E apre al settore nuove opportunità che possiamo cogliere solo con una cultura più moderna e una visione condivisa del futuro.

In cosa la videoronda digitale si distingue davvero dalla videosorveglianza evoluta “tradizionale”?

La videosorveglianza evoluta ha portato negli anni più qualità delle immagini e più telecamere. Il limite però è sempre stato lo stesso: tutto viene filtrato dall’occhio umano. La videoronda con IA, invece, introduce un’intelligenza che interpreta e capisce il contesto. Questa soluzione con IA seleziona gli eventi rilevanti, riconosce situazioni anomale e presenta agli operatori solo ciò che merita attenzione. Il lavoro delle centrali operative diventa più focalizzato e la risposta è più rapida e precisa. L’operatore non insegue decine di segnali, si dedica a quelli che richiedono un intervento reale.

È un modo più evoluto e responsabile di fare sicurezza. Il risultato è un servizio più credibile agli occhi dei clienti, perché riduce la complessità e aumenta la qualità delle decisioni e la trasparenza del servizio offerto. In definitiva, non è una “versione aggiornata” della videosorveglianza, è un nuovo modo di erogare sicurezza, vicino alle esigenze del presente e del futuro.

Quali benefici concreti vedono i clienti nella gestione degli allarmi e degli interventi?

Il primo beneficio è evidente: trasformare le telecamere da elemento passivo ad elemento attivo in grado di individuare un’intrusione, senza necessariamente procedere ad una nuova installazione di dispositivi sul posto. Il secondo è la rapidità nell’individuazione degli allarmi, minimizzando i falsi: l’allarme arriva già qualificato, con le informazioni che servono per decidere subito. Il terzo è la precisione: l’intervento sul campo è mirato, avviene solo su allarme verificato, con aumento dell’efficacia per il cliente.

C’è anche un valore che spesso passa in secondo piano: la sostenibilità. Eliminare spostamenti a vuoto che si hanno con i tradizionali pattugliamenti o con gli interventi su allarme su falsi allarmi significa ridurre costi operativi e impatto ambientale. È sicurezza che fa bene al business e alla comunità. E soprattutto migliora la fiducia. Un servizio che seleziona e agisce con criterio viene percepito come serio, moderno, affidabile.

Per gli istituti di vigilanza, questo cambiamento cosa significa dal punto di vista organizzativo e strategico?

Significa una cosa molto chiara: la vigilanza privata è entrata in una fase di grande trasformazione.
Il modello tradizionale basato esclusivamente sul presidio fisico non sarà sufficiente per rispondere alle esigenze di sicurezza dei prossimi anni. Gli istituti dovranno fare scelte coraggiose:

  • investire in infrastrutture in grado di erogare questi servizi, in processi di delivery strutturati, governate da risorse con competenze specialistiche,
  • ripensare la propria organizzazione interna e il nuovo posizionamento sul mercato,
  • inserirsi in reti collaborative per condividere capacità e know‑how.

Questo percorso, però, richiede risorse importanti, umane ed economiche. Non tutti potranno sostenerlo da soli. E qui entra in gioco il concetto di rete.

Ing Marco Bavazzano

Appunto, la rete. Qual è il ruolo delle partnership nella trasformazione del settore?

Io sono convinto che il futuro della sicurezza sarà costruito da reti di competenze, non da singoli attori isolati. Gli istituti che sapranno valorizzare le partnership potranno accedere a piattaforme, servizi e conoscenze altrimenti inaccessibili.

Da sempre esiste una forma di collaborazione tra gli istituti di vigilanza, a volte un vero e proprio network, utile per offrire servizi di intervento e pattugliamento in aree geografiche non direttamente presidiate. Oggi questo modello deve evolvere e abbracciare anche le nuove soluzioni basate sull’intelligenza artificiale.

Gli istituti che non possono permettersi investimenti significativi in sistemi di videosorveglianza avanzata possono comunque cogliere questa opportunità grazie a partnership con realtà più strutturate, in grado di erogare il servizio in modo centralizzato.

Axitea, per esempio, ha già compiuto gli investimenti necessari—nell’IA, nelle competenze, nel SOC, nella governance dei processi—e può metterli a disposizione degli istituti che vogliono evolvere senza dover affrontare da soli costi insostenibili.

Non si tratta di “sostituire” la vigilanza tradizionale, ma di rafforzarla con una rete di valore che unisce territorio, competenze, tecnologia e capacità di risposta integrata.

Chi saprà muoversi in questo ecosistema avrà un ruolo da protagonista nel mercato del futuro.

Un messaggio diretto agli istituti di vigilanza che oggi osservano questo cambiamento con curiosità, ma anche con legittima preoccupazione.

Il futuro non va temuto: va guidato. Bisogna però essere sinceri, un modello basato solo sulla vigilanza tradizionale, sui servizi come il pattugliamento, nel lungo periodo, non potrà sostenere l’evoluzione del mercato. Le esigenze dei clienti cambiano più velocemente dei modelli organizzativi storici.

C’è però una buona notizia. Nessuno è chiamato a fare questo salto da solo. Le partnership, la condivisione di competenze, l’uso di piattaforme già pronte e mature permettono di abbracciare il cambiamento senza stravolgere la propria identità.

Io credo profondamente in una visione di rete: istituti radicati sul territorio uniti a un partner tecnologico che offre soluzioni, conoscenze e aggiornamento continuo. È così che si costruisce un settore più forte, più moderno, più credibile agli occhi delle imprese e delle istituzioni.

Da dove può partire, concretamente, un istituto che vuole evolvere?

Il primo passo è che la direzione creda profondamente in questo cambiamento: la trasformazione deve essere guidata dall’alto e diventare un motore per tutti i livelli aziendali.

Sarà poi fondamentale approfondire la soluzione tecnologica per comprenderne logiche, funzionamento e impatti operativi, anche attraverso simulazioni e test sul campo che permettano di sperimentare direttamente il modello delle videoronde digitali.

Parallelamente, è importante avviare un percorso di formazione condivisa che coinvolga la rete vendita che deve essere pronta a spiegare ai clienti il nuovo servizio.

CONCLUSIONE

«La sicurezza del futuro è integrata e intelligente. Gli istituti che sceglieranno di entrare in una rete di valore, investendo nella propria evoluzione o affidandosi a partner tecnologici già maturi, non solo resteranno competitivi: diventeranno protagonisti del nuovo mercato della sicurezza.

Axitea è pronta a fare questo percorso insieme, con visione, responsabilità e un forte senso di servizio verso il settore.»

Tentato furto sventato: quando la vigilanza privata fa la differenza

Un intervento rapido e attento può fare la differenza. È quanto accaduto nei giorni scorsi ad Arnesano, in provincia di Lecce, dove un tentativo di furto in abitazione è stato bloccato grazie alla prontezza delle guardie giurate impegnate in un servizio di vigilanza.

Durante un normale giro di controllo, gli operatori hanno notato qualcosa che non andava: una finestra forzata e movimenti sospetti all’interno di una casa. Senza perdere tempo, hanno allertato le forze dell’ordine. L’arrivo dei Carabinieri ha permesso di identificare l’uomo presente nell’abitazione, che è stato denunciato per tentato furto.

L’episodio è un esempio concreto di come la vigilanza privata contribuisca ogni giorno alla sicurezza, spesso prevenendo i reati prima che vengano portati a termine. Controlli, segnalazioni e collaborazione con le forze di polizia rappresentano un tassello fondamentale del sistema di sicurezza.

Per ASSIV, questi interventi raccontano il lavoro quotidiano delle guardie giurate: un’attività fatta di attenzione, professionalità e presenza costante, che aiuta a proteggere abitazioni, aziende e comunità locali.

La sicurezza, molto spesso, nasce proprio da qui: da chi osserva, segnala e interviene al momento giusto.

Fonte: LeccePrima – “La finestra di una casa aperta e un uomo nei paraggi: guardie giurate chiamano i carabinieri, denunciato” (articolo del 12 gennaio 2026)

Mariangela Brendolan – Telecontrol: tecnologia, persone e cultura della sicurezza

Nuovo appuntamento con la rubrica giornaliera dei podcast di ASSIV, lo spazio di approfondimento dedicato ai protagonisti della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza, realizzato nell’ambito di Sicurezza 2025.

🎙️ Nel podcast di oggi è protagonista Mariangela Brendolan, di Telecontrol Srl, che racconta un percorso professionale e umano in cui innovazione tecnologica e centralità delle persone procedono insieme.

L’intervista offre uno spaccato concreto su come la tecnologia applicata alla sicurezza non sia solo uno strumento operativo, ma parte di una visione culturale che valorizza competenze, esperienza e responsabilità degli operatori. Dal racconto emerge l’importanza di integrare sistemi avanzati e fattore umano per garantire servizi sempre più efficaci, affidabili e sostenibili.

Il podcast si inserisce nel lavoro di ASSIV volto a promuovere il confronto tra imprese, professionisti e istituzioni, dando voce alle esperienze che contribuiscono alla crescita e all’evoluzione del settore della sicurezza privata.

👉 Guarda e ascolta il podcast completo

Rinnovo CCNL Vigilanza privata e servizi di sicurezza: avviato il percorso negoziale

È ufficialmente iniziato il percorso per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della Vigilanza Privata e dei Servizi di Sicurezza, un passaggio di grande rilievo per l’intero comparto.

Come comunicato dalle organizzazioni datoriali, tra cui ASSIV, è stata avviata una fase di confronto strutturata con le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di accompagnare imprese e operatori del settore attraverso tutte le tappe che condurranno al rinnovo del CCNL.

In particolare:

  • il 30 novembre 2025 le organizzazioni sindacali hanno presentato la piattaforma rivendicativa;
  • il 12 dicembre 2025 le associazioni datoriali hanno formalizzato la disponibilità ad avviare le procedure di rinnovo;
  • il 7 gennaio 2026 le associazioni datoriali hanno proposto le date per il primo incontro negoziale;
  • le organizzazioni sindacali hanno confermato la data del 5 febbraio 2026.

Per garantire un’informazione puntuale, trasparente e costantemente aggiornata, ASSIV ha attivato sul proprio sito un box dedicato agli aggiornamenti sul CCNL Vigilanza privata e servizi di sicurezza, che raccoglierà comunicazioni ufficiali, notizie e approfondimenti utili per le imprese del settore.

👉 Invitiamo a consultare regolarmente il box CCNL sul sito ASSIV per seguire passo dopo passo la progressione del confronto contrattuale.

Qui il comunicato stampa congiunto delle AADD

La vigilanza privata presidio fondamentale contro i furti nelle aziende

Un episodio avvenuto nel territorio di Castellaneta conferma, ancora una volta, il ruolo strategico della vigilanza privata nella tutela delle imprese e delle attività produttive. Come riportato dal Nuovo Quotidiano di Puglia – edizione di Taranto del 14 gennaio 2026, un tentativo di furto ai danni di un’azienda agricola è stato sventato grazie al tempestivo intervento della vigilanza Metronotte vigilanza metronotte.

L’allarme è scattato in serata e ha consentito l’immediata attivazione della centrale operativa, che ha inviato sul posto una pattuglia radiomobile. L’arrivo rapido degli operatori e il coordinamento con le Forze dell’Ordine hanno impedito che l’intrusione si trasformasse in un furto vero e proprio, nonostante fossero già evidenti i segni di effrazione all’interno del deposito aziendale.

L’episodio evidenzia come la presenza di servizi di vigilanza privata organizzati, integrati con i sistemi di allarme e in costante raccordo con le autorità pubbliche, rappresenti un elemento decisivo per la sicurezza delle aziende, in particolare nei contesti agricoli e produttivi più esposti al rischio di furti di mezzi e materiali.

ASSIV ribadisce l’importanza di investire in prevenzione e sicurezza, valorizzando il contributo professionale degli operatori della vigilanza privata, che ogni giorno garantiscono un presidio fondamentale a tutela del patrimonio economico e produttivo del Paese.

Economia italiana tra fine 2025 e inizio 2026: crescita debole e nuove incertezze globali

Scenario macroeconomico, occupazione e commercio estero

Negli ultimi mesi del 2025 l’attenuazione delle tensioni commerciali internazionali e il taglio dei tassi di interesse hanno contribuito a ridurre l’incertezza e a sostenere la liquidità, limitando in parte le pressioni al ribasso sulla crescita dell’economia mondiale. Tuttavia, l’avvio del 2026 è stato segnato da nuovi focolai di instabilità, che rafforzano le previsioni di un rallentamento dell’attività economica globale nel corso dell’anno.

Italia: crescita contenuta e segnali di indebolimento

In Italia, nel terzo trimestre 2025, il PIL registra un incremento congiunturale contenuto (+0,1%). I dati ad alta frequenza più recenti indicano però, nel mese di ottobre, un indebolimento generalizzato dell’economia, dopo la ripresa osservata a settembre.

Il quadro complessivo evidenzia una crescita più debole rispetto alla media dell’area euro, con andamenti differenziati tra i settori produttivi, segnale di una fase economica ancora fragile.

Scambi commerciali: dinamica moderata

Tra agosto e ottobre 2025, la dinamica congiunturale degli scambi commerciali risulta complessivamente modesta, con una crescita dello 0,3% per l’export e dello 0,2% per l’import.

Nel periodo gennaio–ottobre 2025, su base tendenziale, le esportazioni aumentano del 3,4% e le importazioni del 3,7%, con risultati differenziati a livello settoriale, a conferma di una ripresa non uniforme.

Mercato del lavoro: flessione mensile, crescita su base annua

Nel mese di novembre 2025 l’occupazione diminuisce rispetto a ottobre, pur rimanendo in crescita su base annua. Il calo congiunturale interessa le donne e tutte le classi d’età, con l’eccezione delle 25-34enni.

Nel trimestre settembre–novembre, si osserva comunque un incremento medio dell’occupazione dello 0,3%, pari a 66 mila occupati in più, accompagnato da una riduzione delle persone in cerca di lavoro.

Inflazione e potere d’acquisto

A dicembre 2025, la crescita tendenziale dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) si attesta all’1,2%, un valore nettamente inferiore rispetto alla media dell’area euro (+2,0%).

Sulla base dei dati provvisori, nel 2025 l’inflazione è pari all’1,7% in Italia e al 2,1% nell’area euro. Nel terzo trimestre dell’anno risulta inoltre in aumento il potere d’acquisto delle famiglie, elemento che contribuisce a sostenere i consumi, pur in un contesto di crescita debole.

Focus – Il dinamismo del settore farmaceutico

In controtendenza rispetto al quadro generale, il settore farmaceutico in Italia evidenzia una fase di forte espansione, superando ampiamente la performance dell’intero comparto manifatturiero, sia in termini di produzione sia di scambi commerciali.

Tra gennaio e ottobre 2025, l’export di prodotti farmaceutici cresce in media del 33,7%, mentre l’import aumenta del 44,6%. Il peso del settore supera così il 10% dell’interscambio nazionale.

Gli Stati Uniti assumono un ruolo centrale, diventando il principale partner commerciale per le esportazioni farmaceutiche italiane. Rilevante anche la presenza di imprese multinazionali a controllo estero, che svolgono un ruolo chiave nel sostegno all’export del comparto.

Scarica la nota ISTAT

Dopo la pausa natalizia riparte Il Punto Podcast ASSIV: sicurezza, tecnologia e AI da Sicurezza 2025

Dopo la pausa natalizia, ASSIV riprende la propria rubrica dedicata a Il Punto Podcast ASSIV, con una nuova serie di episodi registrati durante Sicurezza 2025, il principale appuntamento fieristico italiano dedicato alla sicurezza, alla vigilanza privata e alle tecnologie per la protezione di persone e territori.

Ad aprire questa nuova stagione è una puntata dedicata a uno dei temi più attuali per il settore: l’evoluzione della videosorveglianza intelligente e delle bodycam con intelligenza artificiale integrata.

Ospite dell’episodio Valerio Rositani, co-founder di Blueguardian, con cui approfondiamo lo sviluppo di telecamere dotate di analisi AI in edge (in locale), capaci di:

  • rilevare incendi, aggressioni, vandalismi e furti
  • ridurre in modo significativo i falsi allarmi
  • segnalare eventi critici in tempo reale alle forze dell’ordine
  • dialogare tra loro sul territorio urbano, creando reti intelligenti di prevenzione

Al centro della conversazione anche il tema dei nuovi modelli di collaborazione tra tecnologia e istituti di vigilanza, sempre più chiamati a integrare soluzioni avanzate nei servizi di sicurezza urbana e privata, nel rispetto della privacy e del quadro normativo.

Nella seconda parte dell’episodio il focus si sposta sulle bodycam intelligenti: dalla sfida della miniaturizzazione e dei consumi energetici, fino alla crittografia dei dati e alla tutela delle informazioni raccolte. Un approfondimento che porta a una riflessione strategica su quello che sarà uno dei nodi centrali della sicurezza del futuro: l’equilibrio tra fattore umano e intelligenza artificiale, nelle control room e nei servizi di sicurezza evoluti.

🎙️ Un contenuto pensato per operatori della vigilanza privata, professionisti della sicurezza, amministrazioni, decision maker e per chi segue l’innovazione tecnologica applicata alla security.

Buona visione!

La sicurezza non è un privilegio, è un diritto (anche intorno alla stazione Termini) – Huffington Post

Un uomo massacrato di botte e ora in fin di vita. Un giovane rider aggredito mentre lavorava, cercava semplicemente di portare a termine una consegna. Due storie diverse, unite dallo stesso scenario e dalla stessa violenza cieca

Due aggressioni nel giro di un’ora, a pochi passi dalla stazione Termini. È difficile trovare altre parole se non “allarme”. Perché quanto accaduto non è solo cronaca nera: è il segno evidente di una situazione che sta sfuggendo di mano. Un uomo massacrato di botte e ora in fin di vita. Un giovane rider aggredito mentre lavorava, cercava semplicemente di portare a termine una consegna. Due storie diverse, unite dallo stesso scenario e dalla stessa violenza cieca. Una violenza che colpisce persone qualunque, nel cuore di Roma, in una zona che ogni giorno dovrebbe garantire passaggio sicuro a migliaia di cittadini, lavoratori e turisti.

Episodi che non possono essere archiviati come “fatti isolati”.

A entrambi i feriti, e alle loro famiglie, va la piena solidarietà mia personale e dell’associazione che rappresento. Nessuno dovrebbe trovarsi in un letto d’ospedale, lottando per la vita, solo per essere passato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Nessuno dovrebbe uscire di casa per lavorare con la paura di non farvi ritorno. Quanto accaduto riporta al centro una questione che troppo spesso viene affrontata solo dopo tragedie simili: la sicurezza nelle città, soprattutto nelle aree più esposte come le stazioni ferroviarie e le periferie urbane. Termini non è una zona marginale, è un nodo fondamentale del Paese. Eppure, da tempo, è percepita come un luogo insicuro, soprattutto nelle ore serali e notturne.

È evidente che i livelli di sicurezza vanno rafforzati, e in modo strutturale. Non bastano interventi episodici o operazioni spot. Serve una presenza costante, visibile, capace di prevenire prima ancora che reprimere. Le forze dell’ordine fanno il possibile, spesso con risorse limitate e sotto pressione, ma non possono essere lasciate sole.

In questo quadro, la vigilanza privata può rappresentare un supporto concreto e utile. Il controllo capillare del territorio, il presidio fisso di aree sensibili, la capacità di segnalare tempestivamente situazioni di rischio sono strumenti che possono contribuire a rendere più sicuri luoghi come stazioni, snodi di trasporto e quartieri complessi. Non una sostituzione dello Stato, ma un’integrazione necessaria in un sistema di sicurezza moderno ed efficace con una visione precisa che rispetti le regole fondamentali di ogni servizio: rilevazione delle necessità, progettazione, validazione, erogazione, monitoraggio e miglioramenti. Nessuna decisione estemporanea dettata dall’emergenza, ma piani ben calibrati.

La violenza di Termini è un campanello d’allarme che non può essere ignorato né minimizzato. Continuare a farlo significherebbe accettare l’idea che certe zone siano destinate al degrado e all’insicurezza. E questo non è accettabile.

La sicurezza non è un privilegio, è un diritto. Difenderla significa proteggere la vita quotidiana delle persone comuni, quelle che oggi chiedono solo una cosa semplice: non avere paura.

Leggi l’articolo sull’Huffington Post

Segui il blog di Maria Cristina Urbano