Inps, Ripresa versamenti contributivi: modalità e istruzioni contabili

Inps, Ripresa versamenti contributivi: modalità e istruzioni contabili

Con il messaggio 2 marzo 2021, n. 896 l’INPS illustra le modalità con cui è possibile effettuare i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali, compresi quelli relativi alla quota a carico dei lavoratori, sospesi per l’emergenza epidemiologica Covid-19.

Si forniscono, per ciascuna gestione, le indicazioni per il versamento in unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione, fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, senza applicazione di sanzioni e interessi, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo. Le rate sospese dei piani di ammortamento già emessi, la cui scadenza ricade nei periodi oggetto di sospensione, dovranno essere versate, in unica soluzione, entro il 16 marzo 2021.

I versamenti devono essere effettuati tramite modello F24.

Nel messaggio sono riportate le istruzioni contabili per:

  • le aziende con dipendenti;
  • i liberi professionisti e i committenti tenuti al versamento dei contributi alla Gestione Separata;
  • le aziende con natura giuridica privata che inviano le denunce di manodopera agricola dei lavoratori iscritti alla sezione agricola del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD);
  • i lavoratori agricoli autonomi;
  • le aziende con natura giuridica privata con dipendenti iscritti alla gestione pubblica.

Fonte: INPS

Centro Studi Confindustria: indagine rapida sulla produzione industriale

Graduale recupero dell’attività industriale: al rimbalzo di gennaio (+1.3) segue una crescita di febbraio (+0.7%). Prospettive condizionate dalla pandemia

La produzione industriale italiana ha continuato a crescere anche in febbraio (+0,7%) dopo il rimbalzo rilevato nel mese precedente (+1,3% congiunturale). È atteso un contributo positivo dell’industria alla dinamica del PIL nel primo trimestre, a fronte di un comparto terziario che risulta ancora indebolito dal persistere di limitazioni di attività in alcuni settori e negli spostamenti di persone, con pesanti conseguenze soprattutto lungo tutta la filiera turistica. La buona tenuta dell’industria è confermata anche dalle indagini congiunturali condotte da ISTAT (fiducia delle imprese manifatturiere) e IHS-Markit (PMI manifatturiero) che hanno rilevato, inoltre, anche un miglioramento delle aspettative.

Come sta andando la produzione industriale in Italia

Il CSC rileva un incremento della produzione industriale dello 0,7% in febbraio su gennaio, quando si è avuto un aumento dell’1,3% rispetto a dicembre. Nel primo trimestre 2021 la variazione congiunturale acquisita della produzione industriale è di +1,1%, dopo il -0,8% rilevato dall’Istat nel quarto. La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, resta stabile in febbraio rispetto allo stesso mese del 2020; in gennaio è diminuita del 2,3% sui dodici mesi. Gli ordini in volume aumentano in febbraio dello 0,4% su gennaio (-0,5% su febbraio 2020), quando sono cresciuti dello 0,8% sul mese precedente (+0,5% annuo).

Nei primi due mesi del 2021 l’industria italiana conferma la sua resilienza, in un contesto di crisi pandemica che nelle ultime settimane ha mostrato segnali di reviviscenza. La tenuta dell’industria, il cui peso diretto sul valore aggiunto nazionale è di circa il 19% (al netto delle costruzioni), si scontra con un settore terziario che vale oltre il 70% del PIL e che risulta ancora fortemente penalizzato dalle necessarie misure di contenimento introdotte dal Governo per limitare i contagi da Covid-19. Le più recenti statistiche (ISTAT e IHS-Markit) confermano la netta divaricazione (che si va ampliando) tra queste due componenti del sistema economico e ciò rende probabile, in termini di PIL, il persistere di una situazione di estrema debolezza nel primo trimestre di quest’anno, dopo il -2,0% congiunturale nel quarto 2020.

Le indagini qualitative corroborano l’ipotesi di un miglioramento del contesto nell’industria, come da noi rilevato. Secondo l’ISTAT, la fiducia delle imprese manifatturiere in febbraio è tornata sopra i livelli di un anno prima, quando si era all’inizio dell’emergenza sanitaria: l’indice è salito a 99,0 contro 98,1 di febbraio 2020. Il recupero della fiducia, dopo la temporanea battuta d’arresto di gennaio, è spiegato da giudizi migliori su produzione e ordini, a fronte di un più basso livello di scorte (che erano state accumulate in gennaio). Questi dati indicano che la domanda è cresciuta a un ritmo superiore rispetto a quello atteso, per cui si è avuto un decumulo delle giacenze di prodotti finiti. La componente estera, in particolare quella di beni strumentali, è il driver principale, secondo gli imprenditori. Anche l’indagine IHS-Markit, condotta presso i direttori degli acquisti, mostra in febbraio analoghi risultati: il PMI manifatturiero è salito a 56,9 sui livelli di gennaio 2018; gli indici relativi a produzione e ordini sono ulteriormente migliorati, portandosi sui valori di tre anni fa. Secondo gli intervistati, la migliore gestione della crisi sanitaria (con interventi mirati a livello settoriale e territoriale) e l’allentamento delle misure di contenimento in Italia e all’estero hanno sbloccato una domanda latente. Per farvi fronte, le imprese produttrici hanno aumentato il ritmo di acquisti di prodotti intermedi e materie prime; inoltre, dato il miglioramento delle attese e la pressione sulla capacità produttiva, anche l’occupazione ha mostrato segnali positivi (l’indice relativo è salito a 53,6, sui livelli di metà 2018). È necessario, tuttavia, evitare facili ottimismi. Su uno scenario che, ad oggi, nell’industria appare in deciso miglioramento rispetto alla fine del 2020, si proietta infatti l’incertezza legata ai rischi di una terza ondata di diffusione del virus, della quale vi sono i primi segnali nelle statistiche sanitarie. È cruciale, quindi, accelerare la vaccinazione della popolazione e intervenire in maniera non generalizzata per ridurre la curva dei contagi ed evitare, così, di interrompere sul nascere i primi spiragli di una ripresa che è ancora debole e lontana dal consolidarsi.

Tabella e grafico produzione industriale in Italia - Indagine rapida CSC febbraio 2021

Centro Studi Confindustria

Inail: tutela assicurativa anche per chi non si vaccina

Inail: tutela assicurativa anche per chi non si vaccina

L’INAIL, rispondendo ad un quesito posto dall’Ospedale Policlinico San Martino di Genova dove si chiede se e quali provvedimenti debbano essere adottati riguardo al personale infermieristico che non abbia aderito al piano vaccinale anti-Covid-19, considerato che, pur in assenza di una specifica norma di legge che stabilisca l’obbligatorietà della vaccinazione, la mancata adesione al piano vaccinale nazionale potrebbe comportare da un lato responsabilità del datore di lavoro in materia di
protezione dell’ambiente di lavoro (sia per quanto riguarda i lavoratori, che i pazienti) e dall’altro potrebbe esporre lo stesso personale infermieristico a richieste di risarcimento per danni civili, oltre che a responsabilità per violazione del codice deontologico, conferma la tutela assicurativa anche per chi non abbia aderito alla profilassi vaccinali.

Nel quesito si chiede in particolare se la malattia infortunio sia ammissibile o meno alla tutela Inail nel caso in cui il personale infermieristico (ma non solo), che non abbia aderito alla profilassi vaccinale, contragga il virus.

Sul punto l’Inail sottolinea che il rifiuto di vaccinarsi, configurandosi come esercizio della libertà di scelta del singolo individuo rispetto ad un trattamento sanitario, ancorché fortemente raccomandato dalle autorità, non può costituire una ulteriore condizione a cui subordinare la tutela assicurativa dell’infortunato.

Scarica la nota INAIL

Inail: le donne sono le più colpite dai contagi professionali da Covid-19

Inail: le donne sono le più colpite dai contagi professionali da Covid-19

La consueta analisi sull’andamento del fenomeno infortunistico e tecnopatico al femminile, condotta dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, indica che le lavoratrici sono le più colpite dai contagi professionali da Covid-19, con circa 70 contagi professionali ogni 100 al 31 gennaio 2021.

In controtendenza rispetto al complesso degli infortuni sul lavoro, tra i quali i casi femminili si fermano al 36%, le lavoratrici sono le più colpite dai contagi professionali da Covid-19, come emerge dai dati del nuovo Dossier donne dell’Inail, pubblicato a pochi giorni dalla Giornata internazionale dell’8 marzo. Su 147.875 denunce pervenute alla data del 31 gennaio del 2021, infatti, ben 102.942 sono femminili, ossia circa 70 contagi professionali ogni 100.

Diversa la situazione tra le vittime, donne nel 17,1% dei casi (con 79 decessi su 461), in linea con il dato degli infortuni mortali sul lavoro nel complesso, che registra il numero maggiore di decessi tra gli uomini, mentre le donne restano sotto la soglia del 10%.
 
L’età media tra le contagiate è di 46 anni. Secondo l’analisi condotta dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail, il 43,6% delle contagiate dal Covid-19 ha oltre 49 anni, il 38,1% ha tra i 35 e i 49 anni e il 18,3% è under 35. L’età media è di 46 anni e quella mediana di 48 anni, anche se ultimamente c’è una tendenza alla diminuzione. Più elevata, e pari a 56 anni, l’età media al decesso, con nessuna deceduta nella classe di età più giovane delle under 35, mentre il 19,0% delle vittime ha tra i 35 e i 49 anni e l’81,0% ha dai 50 anni in su. Gli infortuni si concentrano nelle regioni con il maggior numero di contagi nella popolazione. La Lombardia raccoglie, infatti, il 28,3% delle denunce femminili, seguita da Piemonte (15,4%), Veneto (11,1%) ed Emilia Romagna (8,5%). È sempre la Lombardia a registrare il maggior numero di vittime femminili, ben il 39,2%. A seguire Emilia Romagna (15,2%) e Piemonte (8,9%).
 
Le più colpite sono le infermiere. Con il 42,0% dei casi codificati, sono i tecnici della salute a far registrare il maggior numero di denunce da Covid-19. Tra le figure professionali più colpite ci sono le infermiere (81,1% dei casi della categoria) e le fisioterapiste (5,8%). Segue la categoria delle operatrici sociosanitarie, con il 22,4% dei casi, e, con l’8,9%, quella delle lavoratrici qualificate nei servizi personali e assimilati. Il 6,3% dei casi riguarda, invece, i medici e il 5,0% le lavoratrici non qualificate nei servizi di istruzione e sanitari.

Per quanto riguarda i decessi, la categoria più colpita è sempre quella dei tecnici della salute, con un caso ogni quattro denunce: il 70% sono infermiere. Seguono le operatrici socio-sanitarie con il 14,1% dei casi e le operatrici socio-assistenziali con il 12,8%.

Fonte INAIL

Scarica il dossier INAIL Donne 2021

In Gazzetta Ufficiale la Legge di conversione del Decreto Milleproroghe: le novità in tema di lavoro

In Gazzetta Ufficiale la Legge di conversione del Decreto Milleproroghe: le novità in tema di lavoro

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 26 febbraio 2021, n. 21 di conversione del c.d. Decreto Milleproroghe, recante la “Conversione in legge, con modificazioni, del Decreto Legge 31 dicembre 2020, n. 183, recante disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE, EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché in materia di recesso del Regno Unito dall’Unione europea. Proroga del termine per la conclusione dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità Il Forteto”.

In sede di conversione, sono prorogati i termini previsti dalle disposizioni legislative specificatamente individuate all’art. 19 del Decreto Milleproroghe – e, quindi, all’Allegato 1 al Decreto stesso – fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e, comunque, non oltre il 30 aprile 2021.

Tra questi si segnala, in particolare, la proroga al 30 aprile 2021 dell’utilizzo della procedura semplificata di smartworking di cui all’art. 90, commi 3 e 4, del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni in L. 17 luglio 2020, n. 77.

Inoltre, la Legge differisce al 31 marzo 2021 i termini di decadenza per l’invio delle domande di accesso ai trattamenti di integrazione salariale collegati all’emergenza epidemiologica da COVID-19 così come i termini di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo.

Previsioni anche in materia societaria: le procedure semplificate di svolgimento delle assemblee di società ed enti introdotte dal Decreto Cura Italia (art. 106 del D.L. n. 18/2020) sono estese al 31 luglio 2021; l’assemblea ordinaria per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2020 può essere convocata entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

Da ultimo, si evidenzia la proroga al 30 aprile 2021 anche delle disposizioni del Decreto Cura Italia (art. 73 del D.L. n. 18/2020) sulle semplificazioni in materia di organi collegiali e, nello specifico, delle norme relative allo svolgimento in videoconferenza delle sedute, tra altri organi contemplati, di associazioni private anche non riconosciute, di fondazioni e delle società, ivi incluse le cooperative e i consorzi.

Per maggiori dettagli, consulta la Legge e il Testo del decreto coordinato con la legge di conversione

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Il vaccino anti-covid 19 ed i riflessi sul rapporto di lavoro

Il vaccino anti-covid 19 ed i riflessi sul rapporto di lavoro

Il datore di lavoro può imporre l’obbligo del vaccino anti-covid19 al lavoratore?

Su questo quesito pubblichiamo il contributo dello studio legale Capello.

Istat: nel IV trimestre 2020 migliora la stima del Pil italiano

Istat: nel IV trimestre 2020 migliora la stima del Pil italiano, on line i conti economici trimestrali da -2% a -1.9%

La stima completa dei conti economici trimestrali conferma la contrazione dell’economia italiana nel quarto trimestre del 2020 per effetto delle nuove misure adottate per il contenimento dell’emergenza sanitaria, con flessioni dell’1,9% in termini congiunturali e del 6,6% in termini tendenziali.

Nella stima preliminare il calo congiunturale era pari a -2%. A trascinare la caduta del Pil è stata sia la domanda interna (incluse le scorte), sia quella estera che hanno fornito entrambe un contributo negativo di 1 punto percentuale. Sul piano interno, è stato fortemente negativo l’apporto dei consumi privati, -1,6 punti, nullo quello degli investimenti e lievemente positivo, per 0,3 punti sia quello della spesa della PA, sia quello delle scorte.

Sul piano estero l’ampio contributo negativo è derivato da una crescita delle importazioni ben maggiore di quella delle esportazioni.


Le ore lavorate sono diminuite dell’1,5%, mentre in lieve risalita sono risultate sia le posizioni lavorative, +0,3%, sia i redditi pro capite, +0,1%.

Fonte: Istat

Covid: Garante privacy, no a “pass vaccinali” per accedere a locali o fruire di servizi senza una legge nazionale

Covid: Garante privacy, no a “pass vaccinali” per accedere a locali o fruire di servizi senza una legge nazionale

Con l’arrivo dei vaccini anti-Covid-19 si discute dell’opportunità di iniziare a implementare soluzioni, anche digitali (es. app), per rispondere all’esigenza di rendere l’informazione sull’essersi o meno vaccinati come condizione per l’accesso a determinati locali o per la fruizione di taluni servizi (es. aeroporti, hotel, stazioni, palestre ecc.).

A tale proposito, nel caso si intenda far ricorso alle predette soluzioni, il Garante per la privacy richiama l’attenzione dei decisori pubblici e degli operatori privati italiani sull’obbligo di rispettare la disciplina in materia di protezione dei dati personali.

I dati relativi allo stato vaccinale, infatti, sono dati particolarmente delicati e un loro trattamento non corretto può determinare conseguenze gravissime per la vita e i diritti fondamentali delle persone: conseguenze che, nel caso di specie, possono tradursi in discriminazioni, violazioni e compressioni illegittime di libertà costituzionali.

Il Garante ritiene, pertanto, che il trattamento dei dati relativi allo stato vaccinale dei cittadini a fini di accesso a determinati locali o di fruizione di determinati servizi, debba essere oggetto di una norma di legge nazionale, conforme ai principi in materia di protezione dei dati personali (in particolare, quelli di proporzionalità, limitazione delle finalità e di minimizzazione dei dati), in modo da realizzare un equo bilanciamento tra l’interesse pubblico che si intende perseguire e l’interesse individuale alla riservatezza.

In assenza di tale eventuale base giuridica normativa – sulla cui compatibilità con i principi stabiliti dal Regolamento Ue il Garante si riserva di pronunciarsi – l’utilizzo in qualsiasi forma, da parte di soggetti pubblici e di soggetti privati fornitori di servizi destinati al pubblico, di app e pass destinati a distinguere i cittadini vaccinati dai cittadini non vaccinati è da considerarsi illegittimo.

La questione sarà oggetto di una prossima segnalazione al Parlamento.

Fonte: GPDP

Circolare ai prefetti sull’applicazione del Dpcm 2 marzo 2021

Ministero Interno – Circolare ai prefetti sull’applicazione del Dpcm 2 marzo 2021

È stata inviata ai prefetti la circolare a firma del capo di Gabinetto, Bruno Frattasi, con la quale si forniscono alcune indicazioni in merito alle misure di contenimento e contrasto della diffusione del contagio da Covid 19 contenute nel decreto del Presidente del consiglio dei ministri del 2 marzo 2021.
Questo ultimo dpcm – che ha sostituito quello del 14 gennaio 2021 – trova applicazione dal 6 marzo 2021 e fino al 6 aprile 2021.
L’impianto del nuovo provvedimento conferma in larga parte le misure attualmente in vigore.

Atteso il permanere della necessità di modulare gli interventi di contrasto alla pandemia in ragione delle differenti criticità rilevate nei territori, graduando la severità delle misure in base alla maggiore diffusione del virus e alla capacità di tenuta dei servizi sanitari, anche il nuovo decreto prevede un regime differenziato sul territorio nazionale, con misure progressivamente più restrittive in ragione dei diversi scenari di rischio: zona bianca, zona gialla, zona arancione e, infine, zona rossa.

La circolare richiama l’esigenza che i prefetti adottino ogni iniziativa necessaria per una più efficace attività di controllo. Tenuto conto, inoltre, di una possibile recrudescenza dei contagi richiama anche l’esigenza di pianificare servizi di controllo mirati, con il concorso delle polizie locali, nelle zone urbane usualmente interessate dal fenomeno della movida.

Covid-19, il Presidente Draghi firma il Dpcm 2 marzo 2021

Covid-19, il Presidente Draghi firma il Dpcm 2 marzo 2021

Il DPCM sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile 2021 e conferma, fino al 27 marzo, il divieto già in vigore, di spostamenti tra regioni o province autonome diverse, con l’eccezione di quelli dovuti a motivi di lavoro, salute o necessità.

Di seguito una sintesi delle principali novità e delle misure confermate.
 
ZONE BIANCHE

Nelle zone bianche, si prevede la cessazione delle misure restrittive previste per la zona gialla, pur continuando ad applicarsi le misure anti-contagio generali (come, per esempio, l’obbligo di indossare la mascherina e quello di mantenere le distanze interpersonali) e i protocolli di settore.
Restano sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi).
Si istituisce un “tavolo permanente” presso il Ministero della salute, con i rappresentanti delle regioni interessate, del Comitato tecnico-scientifico e dell’Istituto superiore di sanità, per monitorare gli effetti dell’allentamento delle misure e verificare la necessità di adottarne eventualmente ulteriori.
 
SCUOLA

Zone rosse – Dal 6 marzo, si prevede nelle zone rosse la sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Zone arancioni e gialle – I Presidenti delle regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica:

  1. nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti;
  2. nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni;
  3. nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

 
MUSEI, TEATRI, CINEMA E IMPIANTI SPORTIVI

Nelle zone gialle si conferma la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato. Dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, è prevista l’apertura anche il sabato e nei giorni festivi.

Dal 27 marzo, nelle zone gialle si prevede la possibilità di riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala.

Restano chiusi palestre, piscine e impianti sciistici.

ATTIVITÀ COMMERCIALI

In tutte le zone è stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto.

SERVIZI ALLA PERSONA

Nelle zone rosse, saranno chiusi i servizi alla persona come parrucchieri, barbieri e centri estetici.

SPOSTAMENTI DA E PER L’ESTERO

Si amplia il novero dei Paesi interessati della sperimentazione dei voli cosiddetti “COVID tested”.

A chi è stato in Brasile nei 14 giorni precedenti è consentito l’ingresso in Italia anche per raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli minori.

TAVOLO DI CONFRONTO CON LE REGIONI

È istituito un tavolo di confronto presso il Ministero della salute, con componenti in rappresentanza dell’Istituto superiore di sanità, delle regioni e delle province autonome, del Ministro per gli affari regionali e le autonomie e del Comitato tecnico-scientifico, con il compito di procedere all’eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione del rischio epidemiologico, in considerazione anche delle nuove varianti.

Dpcm 2 marzo 2021 (.pdf testo)

Allegati al Dpcm 2 marzo 2021 (.pdf testo)

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri