Decreto Legge 12 febbraio 2021: Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

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Decreto Legge 12 febbraio 2021: Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

La Presidenza del Consiglio, sotto la presidenza di Giuseppe Conte, il 12 febbraio ha varato il decreto legge, n. 12 concernente: “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19” poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 36.

Con il presente atto viene disposto che dal 16 al 25 febbraio 2021 sull’intero territorio nazionale e’ vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.

Webinar: Quale sicurezza per gli operatori e le strutture sanitarie?

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Venerdi 19 febbraio 2021 ore 16:00

Webinar: Quale sicurezza per gli operatori e le strutture sanitarie?

Segnaliamo il webinar: “Quale sicurezza per gli operatori e le strutture sanitarie?” che si terrà venerdi 19 febbraio 2021 alle ore 16:00. Tra i partecipanti anche il Presidente ASSIV, Maria Cristina Urbano.

Il seminario è aperto e si svolgerà su piattaforma Zoom, basta collegarsi a https://unipd.zoom.us/j/86198644809

Commissione UE – Previsioni economiche d’inverno 2021: nonostante un inverno irto di difficoltà, si intravede una luce in fondo al tunnel

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Commissione UE – Previsioni economiche d’inverno 2021: nonostante un inverno irto di difficoltà, si intravede una luce in fondo al tunnel

L’Europa è ancora stretta nella morsa della pandemia di coronavirus. Il nuovo incremento del numero di casi e la comparsa di nuovi ceppi del coronavirus più contagiosi hanno costretto molti Stati membri a reintrodurre o a inasprire le misure di contenimento. Al tempo stesso l’avvio dei programmi di vaccinazione in tutta l’UE dà adito a un cauto ottimismo.

Crescita economica pronta a ripartire con l’allentamento delle misure di contenimento

Secondo le previsioni economiche d’inverno 2021, l’economia della zona euro crescerà del 3,8 % sia nel 2021 che nel 2022, mentre l’economia dell’UE crescerà del 3,7 % nel 2021 e del 3,9 % nel 2022.

Si prevede che le economie della zona euro e dell’UE raggiungeranno i livelli di produzione pre-crisi prima di quanto anticipato nelle previsioni economiche d’autunno 2020, in gran parte a seguito dello slancio di crescita più forte del previsto che si prospetta per la seconda metà del 2021 e per il 2022. 

Dopo la forte crescita registrata nel terzo trimestre del 2020, l’attività economica si è nuovamente contratta nel quarto trimestre a causa delle nuove misure di contenimento adottate a seguito della seconda ondata della pandemia. Con queste misure in vigore, si prevede che le economie dell’UE e della zona euro registreranno un calo nel primo trimestre del 2021. La crescita economica dovrebbe riprendere in primavera e acquistare slancio durante l’estate, con l’avanzare dei programmi di vaccinazione e il graduale allentamento delle misure di contenimento. Prospettive più incoraggianti per l’economia mondiale dovrebbero anch’esse sostenere la ripresa.

L’impatto economico della pandemia rimane disomogeneo tra gli Stati membri e, secondo le previsioni, anche la ripresa sarà caratterizzata da andamenti molto diversi.

Prospettive di inflazione ancora modeste

In base alle previsioni l’inflazione nella zona euro dovrebbe aumentare, passando dallo 0,3 % del 2020 all’1,4 % nel 2021, per poi scendere leggermente all’1,3 % nel 2022. Le previsioni relative all’inflazione per il 2021 nella zona euro e nell’UE sono in lieve aumento rispetto all’autunno, ma nel complesso il dato dovrebbe rimanere contenuto. Il ritardo subito dalla ripresa continuerà presumibilmente a frenare le pressioni della domanda aggregata sui prezzi. Nel 2021 l’inflazione sarà temporaneamente spinta al rialzo da effetti base positivi sull’inflazione dei beni energetici, da adeguamenti fiscali – soprattutto in Germania – e dagli effetti di una domanda repressa su un’offerta ancora limitata in certi settori. Nel 2022, con l’adeguamento dell’offerta e la graduale riduzione degli effetti base, l’inflazione dovrebbe subire nuovamente un leggero calo. 

Permangono una profonda incertezza e rischi significativi

Rispetto all’autunno, i rischi che circondano le previsioni sono più equilibrati, pur rimanendo elevati, e sono principalmente connessi all’evoluzione della pandemia e al successo delle campagne di vaccinazione.

I rischi positivi sono legati alla possibilità che il processo di vaccinazione conduca a un allentamento più rapido del previsto delle misure di contenimento e quindi a una ripresa più tempestiva e più forte. Inoltre Next Generation EU, lo strumento dell’UE per la ripresa il cui fulcro è costituito dal dispositivo per la ripresa e la resilienza, potrebbe alimentare una crescita più forte di quanto prospettato, dal momento che i finanziamenti previsti, per la maggior parte, non sono ancora stati integrati nelle previsioni. 

In termini di rischi negativi, nel breve periodo la pandemia potrebbe rivelarsi più persistente o grave di quanto ipotizzato nelle previsioni, o potrebbero verificarsi ritardi nell’attuazione dei programmi di vaccinazione. Ciò potrebbe ritardare l’allentamento delle misure di contenimento e, di conseguenza, incidere sui tempi e sull’intensità della prevista ripresa. Vi è inoltre il rischio che la crisi possa lasciare segni più profondi nel tessuto socioeconomico dell’UE, in particolare sotto forma di fallimenti generalizzati e capillari perdite di posti di lavoro. Ciò danneggerebbe altresì il settore finanziario, aumenterebbe la disoccupazione di lunga durata e aggraverebbe le disuguaglianze.

Dichiarazioni di membri del Collegio

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone, ha dichiarato: “Le previsioni odierne infondono una reale speranza in un momento di grande incertezza per tutti noi. Le previsioni relative a una robusta ripresa della crescita per la seconda metà di quest’anno mostrano molto chiaramente che ci stiamo avviando verso una svolta nel superamento di questa crisi. Una risposta europea forte sarà fondamentale per affrontare questioni quali la perdita di posti di lavoro, l’indebolimento del settore delle imprese e l’aumento delle disuguaglianze. Molti saranno ancora gli interventi necessari per contenere le conseguenze socioeconomiche generali. Il nostro pacchetto per la ripresa contribuirà in ampia misura a sostenere la ripresa, con il sostegno delle campagne di vaccinazione e di una probabile spinta della domanda mondiale.

Paolo Gentiloni, Commissario per l’Economia, ha dichiarato: “Gli europei vivono tempi difficili. Siamo ancora nella morsa dolorosa della pandemia e le sue conseguenze socioeconomiche sono fin troppo evidenti. Finalmente, però, si comincia a intravedere una luce in fondo al tunnel. Dal momento che il numero delle vaccinazioni aumenterà nei prossimi mesi, un allentamento delle misure di contenimento dovrebbe consentire una ripresa più vigorosa durante la primavera e l’estate. Nel 2022, cioè prima di quanto precedentemente prospettato, l’economia dell’UE dovrebbe tornare ai livelli del PIL pre-pandemia, anche se la perdita di produzione registrata nel 2020 non sarà recuperata così rapidamente o allo stesso ritmo in tutta l’Unione. Queste previsioni sono soggette a molteplici rischi, connessi ad esempio alle nuove varianti del virus e alla situazione epidemiologica mondiale. D’altro canto, nei prossimi anni gli effetti di Next Generation EU dovrebbero infondere un forte impulso alle economie più duramente colpite, ipotesi, questa, non ancora integrata nelle proiezioni odierne.”

Contesto

Le previsioni economiche d’inverno 2021 contengono un aggiornamento delle previsioni economiche d’autunno 2020 presentate nel novembre 2020, e sono incentrate sull’andamento del PIL e dell’inflazione in tutti gli Stati membri dell’UE.

Le previsioni si basano su una serie di ipotesi tecniche relative ai tassi di cambio, ai tassi di interesse e ai prezzi delle materie prime, aggiornate al 28 gennaio 2021. Per tutti gli altri dati, comprese le ipotesi relative alle politiche governative, le previsioni tengono conto delle informazioni disponibili fino al 2 febbraio incluso. A meno che le politiche non siano sufficientemente dettagliate e annunciate in modo credibile, le proiezioni presuppongono che restino invariate.

Fondamentalmente le previsioni si basano su due importanti ipotesi tecniche relative alla pandemia. In primo luogo, dopo un significativo inasprimento nel quarto trimestre del 2020, le misure di contenimento rimarranno severe durante il primo trimestre del 2021. Le previsioni si fondano sul presupposto che le misure di contenimento cominceranno ad essere revocate verso la fine del secondo trimestre e, in misura più marcata, durante la seconda metà dell’anno, quando si presume che le categorie di cittadini più vulnerabili e una quota crescente della popolazione adulta siano state vaccinate. In secondo luogo, le misure di contenimento rimarranno minime verso la fine del 2021 per lasciare il posto, nel 2022, soltanto a misure settoriali mirate.

L’inclusione di Next Generation EU, compreso il dispositivo per la ripresa e la resilienza, nelle previsioni rimane in linea con la consueta ipotesi delle politiche invariate ed è immutata rispetto alle previsioni d’autunno. Le previsioni comprendono unicamente le misure adottate o annunciate in modo credibile e sufficientemente dettagliate, in particolare nei bilanci nazionali. In pratica, ciò significa che soltanto le proiezioni economiche di pochi Stati membri tengono conto di alcune misure che dovrebbero essere finanziate a titolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza.

Le previsioni tengono conto del fatto che l’UE e il Regno Unito hanno concordato un accordo sugli scambi e la cooperazione, che è applicato in via provvisoria dal 1º gennaio 2021 e comprende un accordo di libero scambio.

Fonte: Commissione europea

Maria Cristina Urbano: Il PNRR vigila poco

Start MagazineMaria Cristina Urbano: Il PNRR vigila poco

L’intervento di Maria Cristina Urbano, presidente di Assiv (Associazione Italiana Vigilanza e Servizi Fiduciari)

La proposta di Beppe Grillo di procedere alla costituzione del ministero per la Transizione ecologica risulta aver ricevuto positiva accoglienza da parte del presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. Se ciò risponde al vero, e ci pare che anche le autorità europee vedrebbero con favore una rinnovata attenzione al New Green Deal, tale decisione potrebbe avere  ripercussioni positive su diversi fronti. Potrebbe, in primo luogo, costituire l’argomento (non solo simbolico) affinché la i militanti del Movimento 5 stelle diano il via libera alla costituzione di un Governo che, conoscendo il sentiment della base del Movimento, non poteva considerarsi scontata.

Allo stesso modo, ci pare che Draghi abbia contestualmente inviato un messaggio di grande attenzione verso le associazioni di categoria, che per prime hanno proposto il nuovo dicastero. E ciò, alla luce del recente passato, è a suo modo altrettanto dirompente. Nella mia veste di presidente di una associazione di comparto, quella degli Istituti di Vigilanza Privata (IVP) afferenti a Confindustria (Assiv), non posso che esprimere tutto il mio compiacimento rispetto l’auspicato cambio di passo.

Troppo spesso, infatti, negli ultimi anni si è dovuto prendere atto dell’esistenza di un profondo scollamento tra la burocrazia ministeriale e le associazioni. Il fisiologico confronto tra pubblica amministrazione e “parti sociali” si è oramai tradotto nel patologico sopravvento della logica del più forte (ossia di chi ha maggiore facilità di accesso a certe stanze), a prescindere dalle ragioni di merito ed in spregio al principio di leale collaborazione tra le parti.

Il caso che conosco bene è quello del ministero dell’Interno, in particolare dell’ufficio preposto alle attività di indirizzo e controllo sulla vigilanza privata, che a nostro avviso avrebbe potuto meglio assolvere al proprio ruolo di pubblica amministrazione se avesse correttamente coinvolto nel processo decisionale i soggetti chiamati ad applicare le misure da adottare, anziché limitarsi con incomprensibile supponenza a porre il comparto dinanzi scelte e decisioni già assunte. Che poi tali decisioni si siano sin troppo spesso dimostrate palesemente errate, è un dato di fatto. Dato di fatto facilmente desumibile anche dalla necessità del Parlamento di intervenire in fretta e furia con misure correttive su provvedimenti il cui impatto destabilizzante sul comparto non era stato correttamente valutato da parte del Viminale (su tutte il tema della guardia particolare giurata autonoma). Potrei portare molti altri esempi, ma è forse inutile sottolineare una profonda delusione per le quale ho speso già troppe parole.

D’altra parte, il settore degli IVP si è caratterizzato negli ultimi anni per soluzioni tecnologiche di altissimo livello. Gli investimenti che sono stati effettuati dagli associati Assiv hanno rappresentato quote parti significative dei fatturati annuali delle singole aziende, segnando una marcata spinta verso l’innovazione e l’integrazione virtuosa tra tecnologia e fattore umano. Auspichiamo quindi un rinnovato interesse verso l’innovazione della Pubblica Amministrazione, capace di fornire alle imprese servizi adeguati nella qualità e nei tempi di erogazione, perché oggi più che mai comprendiamo cosa intendesse l’economista Von Mises quando affermava oramai oltre 60 anni orsono che la burocrazia si nutre di se stessa… perchè una Pubblica Amministrazione rinnovata ed innovativa significherebbe maggior attenzione al Green Procurement, capace di valorizzare le imprese che hanno investito in tecnologie efficienti; e stazioni appaltanti più qualificate, capaci di dare il giusto peso al costo del fattore umano, evitando di svilire i lavoratori e la loro professionalità.

Se il futuro, ormai pare plausibile, Governo Draghi saprà indicare la strada in questa direzione, avremo fatto non il primo passo, certo, ma un passo importante.

Rileviamo, in proposito, come il PNRR presentato in parlamento nelle scorse settimane, pur riservando all’innovazione un ruolo di primo piano, non impatta, nella sua messa a terra, sulla vigilanza privata se non in modo residuale. Non sono contemplate misure capaci di implementare politiche integrate per la sicurezza, costruite sull’imprescindibile partnership tra pubblico e privato. Eppure, la sicurezza, al pari di un efficiente sistema giudiziario e di una adeguata politica fiscale, rappresenta il sostrato sul quale è possibile far germogliare la ripresa economica.

Le premesse affinché le cose cambino ci sono tutte. Speriamo di essere tutti all’altezza del compito che attende il nostro Paese.

Covid-19: le agevolazioni fiscali per vaccini e DPI

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Fondazione Studi Consulenti del Lavoro – Covid-19: le agevolazioni fiscali per vaccini e dispositivi di protezione individuale

Pubblichiamo l’approfondimento che analizza gli incentivi contenuti nel decreto Rilancio poi incrementati dalla legge di Bilancio 2021.

Al fine di favorire l’adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione dell’epidemia da Covid-19 nei luoghi di lavoro, il decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla L. 17 luglio 2020, n. 77, nel Titolo VI dedicato alle
“Misure fiscali”, ha introdotto:
• con l’articolo 125, un credito d’imposta in relazione alle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (DPI) e di altri dispositivi atti a garantire la salute
dei lavoratori e degli utenti;
• con l’articolo 124, una disposizione agevolativa ai fini Iva per l’acquisto dei beni considerati necessari per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica.
Oltre alla trattazione delle citate misure previste dal c.d. decreto Rilancio, con il presente approfondimento sono analizzate:
• le ulteriori agevolazioni ai fini Iva disposte dalla legge di Bilancio 2021 per la cessione dei vaccini Covid-19 e dei kit diagnostici;
• i criteri di individuazione dei dispositivi di protezione individuale detraibili ai fini delle imposte dirette
.

A corredo pubblichiamo un articolo pubblicato sul sito Punto Sicuro dove viene analizzato l’approfondimento della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro

Istat: Nota sull’andamento dell’economia italiana

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Istat: Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana (gennaio 2021)

Le prospettive economiche internazionali sono in graduale miglioramento. Nel quarto trimestre, il Pil cinese e quello degli Stati Uniti hanno entrambi segnato un aumento rispetto ai tre mesi precedenti.


Nello stesso periodo, il Pil dell’area euro è diminuito, sintetizzando andamenti eterogenei tra paesi, con flessioni dell’attività sia in Francia sia in Italia e incrementi in Germania e Spagna.

A dicembre, è proseguita la fase di debolezza della produzione industriale italiana evidenziata anche dalla riduzione dell’indice di diffusione tra i settori. Indicazioni complessivamente positive si registrano per gli ordinativi esteri e le esportazioni.

Il mercato del lavoro, a dicembre, ha mostrato decisi segnali negativi, con un calo congiunturale dell’occupazione e un aumento della disoccupazione e dell’inattività, interrompendo il processo di recupero dei mesi precedenti. In diminuzione le ore pro capite effettivamente lavorate nella settimana.

L’attenuazione della dinamica deflativa della componente energetica e la moderata crescita dell’inflazione nei servizi, a gennaio, hanno riportato su valori positivi la variazione annua dei prezzi al consumo.

A gennaio, gli indici di fiducia hanno segnato una sostanziale stabilizzazione delle aspettative: al lieve calo della fiducia dei consumatori si è accompagnato un moderato aumento di quella delle imprese.

Fonte: ISTAT

Piano vaccini anti Covid-19, aggiornamento delle categorie target prioritarie e delle fasi della campagna vaccinale

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Piano vaccini anti Covid-19, aggiornamento delle categorie target prioritarie e delle fasi della campagna vaccinale

Il ministero della Salute in collaborazione con la struttura del Commissario Straordinario per l’emergenza COVID, AIFA, ISS e AGENAS ha elaborato il documento Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19  che aggiorna le categorie a cui offrire la vaccinazione e l’ordine di priorità per l’attuazione della seconda fase del Piano strategico dell’Italia per la vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19, adottato con DM del 2 Gennaio 2021, in base all’evoluzione delle conoscenze e alle informazioni sui vaccini disponibili.

Il documento ha ricevuto parere positivo da parte del Consiglio Superiore di Sanità ed è stato oggetto di un confronto con il Presidente e alcuni componenti del Comitato Nazionale di Bioetica. 

Il gruppo di lavoro permanente su SARS-CoV-2 del Consiglio Superiore di Sanità ha ritenuto largamente condivisibile l’impostazione adottata nel documento, che appare ispirata a principi di equità, protezione, promozione della salute e del benessere, concordando che i vaccini a cui, sulla scorta delle informazioni attualmente disponibili, si attribuiscono maggiori capacità protettive da malattia (vaccini che impiegano la tipologia dell’RNA messaggero) vengano riservati alle categorie di soggetti connotate da maggior rischio di letalità correlata al COVID-19.

Il gruppo di lavoro ha considerato inoltre altrettanto ragionevole che il vaccino di AstraZeneca sia offerto preferenzialmente a soggetti di età compresa tra i 18 e i 55 anni per i quali sono disponibili evidenze maggiormente solide.

Consulta

Fonte: Ministero della Salute

Covid 19: Aggiornamento del Piano vaccinale nazionale

Covid 19: Aggiornamento del Piano vaccinale nazionale

Il documento curato da Ministero della Salute, Commissario per l’Emergenza, Aifa, Iss e Agenas, fissa l’ordine di priorità delle categorie di cittadini da vaccinare dopo quelle della fase 1 (operatori sanitari e sociosanitari, personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani, anziani over 80 anni).

Si legge dal documento che le categorie di cittadini saranno così suddivise (dopo il personale sanitario, RSA e over 80)

Categoria 1. Le persone estremamente vulnerabili, intese condizioni che per danno d’organo pre-esistente, o che compromissione della risposta immunitaria a SARS-CoV-2 particolarmente elevate di sviluppare forme gravi o letali di dai 16 anni di età;
 
Categoria 2: Le persone di età compresa tra 75 e 79 anni;
 
Categoria 3: Le persone di età compresa tra i 70 e i 74 anni;
 
Categoria 4: Le persone con aumentato rischio clinico se infettate da SARS-CoV-2 a partire dai 16 anni di età fino ai 69 anni di età
 
Categoria 5: Le persone di età compresa tra i 55 e i 69 anni senza condizioni che aumentano il rischio clinico;
 
Categoria 6: Le persone di età compresa tra i 18 e 54 anni senza condizioni che aumentano il rischio clinico. Priorità di somministrazione potrà essere considerata, per il personale scolastico e universitario docente e non docente, per le Forze armate e di Polizie, per i setting a rischio quali penitenziari e luoghi di comunità e per il personale di altri servizi essenziali e a seguire il resto della popolazione.
 
Per le categorie dalla 1 alla 5 saranno offerti i vaccini a RNA mentre il vaccino di AstraZeneca alla categoria sarà riservato alla categoria 6.

Il documento è stato oggi discusso in Conferenza Stato Regioni.

Fonte: Quotidiano della Sanità
 

Maria Cristina Urbano: Subito un confronto tra il comparto di vigilanza privata e il nuovo esecutivo

Huffington Post – Maria Cristina Urbano: Subito un confronto tra il comparto di vigilanza privata e il nuovo esecutivo

Nelle prossime ore il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi scioglierà la riserva sulla possibilità di dar vita ad nuovo esecutivo, il terzo dell’attuale legislatura, a valle della verifica dell’esistenza o meno di una nuova maggioranza parlamentare disposta a sostenerlo.

Come ho recentemente evidenziato su queste stesse pagine, il comparto che rappresento, quello degli istituti di vigilanza privata, non ha la presunzione di fornire indicazioni circa l’opportunità di una soluzione politica piuttosto che tecnica ad una crisi ormai aperta da troppo tempo. Trovo tuttavia che sia semplice buonsenso auspicarne la chiusura in tempi brevi.

Le alternative, allo stato dei fatti, non sembrano essere molte e probabilmente l’aspetto più spinoso della questione risulta essere il grado di rappresentanza politica e di presenza tecnica, il cui delicato equilibrio dovrà caratterizzare il governo che si andrà auspicabilmente a costituire.

D’altronde non si può non evidenziare come lo spread tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, tra gli indicatori economici quello che dal crollo di Lehman Brothers nel 2008 a oggi ha occupato un posto centrale nelle preoccupazioni delle istituzioni, della politica e della società nel suo complesso, abbia già inviato un messaggio inequivocabile alla politica italiana, promuovendo di fatto la soluzione suggerita dal presidente Mattarella.

Come potrebbero reagire i mercati e le istituzioni finanziarie internazionali ad una soluzione diversa, o al fallimento tout court del tentativo, può essere solo oggetto di speculazioni più o meno fondate, ma il rischio di inaugurare una nuova stagione di instabilità, che inneschi un effetto ridondante sommandosi alla contestuale crisi mondiale dovuta alla pandemia in corso, deve indurre tutti gli attori in gioco a ponderare con la massima serietà e lungimiranza le proprie scelte in merito.

Il mondo della vigilanza privata non è ancora in grado di quantificare le effettive ricadute negative sul comparto a seguito della crisi sanitaria ed economica da Covid-19: crollo nei consumi, conseguente flessione della produzione, chiusura prolungata delle attività commerciali, tutto ciò imporrà un dazio pesante all’economia del Paese. Ciò significherà diffusa insolvenza e minore necessità di vigilanza privata, la cui entità, se dovrà essere misurata, lo sarà soltanto con un ritardo di parecchi mesi rispetto il deflagrare della crisi. Non si tratta di pessimismo, né tantomeno di allarmismo, ma una tempestiva ed efficace lettura della realtà che potrà aiutare a mitigarne gli aspetti più critici, e ciò non sarà possibile o sarà molto più difficile se l’instabilità politica dovesse protrarsi oltre.

Il presidente Mattarella, nella conferenza stampa della scorsa settimana, ha tracciato i solchi nei quali dovrà muoversi l’auspicato governo Draghi: la redazione del PNRR, da condividere con l’Europa entro il 30 aprile, e la gestione della campagna vaccinale partita da poco più di un mese.

La vigilanza privata, e le aziende associate Assiv in particolare, si è caratterizzata negli ultimi anni per un crescente utilizzo delle tecnologie, che hanno efficacemente affiancato le risorse umane, senza sostituirle, in un comparto da sempre labour intensive.

Nel corso dell’anno appena trascorso, le guardie giurate hanno infatti garantito con abnegazione e professionalità lo svolgimento di servizi essenziali, sempre in prima linea anche nelle aree del Paese dove maggiore era il rischio di contagio. Non appare pertanto pretestuoso chiedere che agli operatori della sicurezza privata venga garantito l’accesso prioritario al vaccino, al pari di altri comparti essenziali quali il personale sanitario, le forze dell’ordine e gli insegnanti. Abbiamo bisogno di poterci confrontare sulla materia con un esecutivo forte, capace di compiere scelte e darvi attuazione.

Notiamo poi che nella proposta di PNRR sottoposta al vaglio del Parlamento non sono contemplate misure capaci di implementare politiche integrate per la sicurezza, costruite sull’imprescindibile partnership tra pubblico e privato. Eppure la sicurezza, al pari di un efficiente sistema giudiziario e di una avveduta politica fiscale, rappresenta il sostrato sul quale è possibile far germogliare la ripresa economica. Anche su questo, la vigilanza privata attende di poter avviare un confronto con il nuovo esecutivo.

Se è vero che la gatta frettolosa partorisce il gattino cieco, è pur vero che l’ottimo è nemico del bene.

Maria Cristina Urbano – Presidente ASSIV

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23 febbraio 2021 – Webinar: Norma UNI CEI EN 50518:2020, novità e opportunità per gli operatori della vigilanza

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Webinar: Norma UNI CEI EN 50518:2020, novità e opportunità per gli operatori della vigilanza

Si terrà il 23 febbraio 2021 dalle 17 alle 19 l’evento digitale organizzato da securindex formazione sulla nuova edizione della UNI CEI EN 50518:2020 recepita dal Ministero dell’Interno. L’evento, a partecipazione gratuita, viene riconosciuto da Quaser con n. 2 crediti formativi per security manager UNI 10459.

Quali sono le principali novità per gli operatori del settore introdotte dalla nuova versione del 2020 della norma europea di riferimento per le centrali operative di sicurezza?
Come si inserisce nel processo evolutivo degli istituti di vigilanza in moderne società di sicurezza?
Quali nuove opportunità vengono offerte e cosa devono fare gli operatori per poterle cogliere?

Ne parleranno Anna Maria Domenici (UNIV), Luigi Gabriele (FederSicurezza), Marco Stratta (ANIVP), Maria Cristina Urbano (ASSIV) | Michela Carloni GammonFilippo Liberati (Everbridge) | Ivan Castellan (RISCO Group) | Roberto Dalla TorreDiego Dell’Orto (securindex formazione).

Per iscriverti clicca qui