Centro Studi Confindustria: Debito e oneri finanziari molto pesanti nei settori di industria e servizi a causa della pandemia

Debito e oneri finanziari molto pesanti nei settori di industria e servizi a causa della pandemia

Francesca Brunori e Ciro Rapacciuolo                                                                    

  • Nel 2020 il credito bancario alle imprese italiane ha registrato un balzo (+7,4% annuo a ottobre), spinto dai prestiti emergenziali con garanzie pubbliche, arrivati oggi a circa 146 miliardi di euro. Questo strumento è servito per arginare la crisi di liquidità subita dalle imprese, causata dal crollo dei fatturati dovuto al lockdown e alle altre misure restrittive imposte dalla pandemia.
  • Tuttavia, in molti settori sia dell’industria che dei servizi ciò ha accresciuto troppo il peso del debito, misurato in anni di cash flow generato dalle imprese. Nei servizi, in media, da 1,9 a 11,2 anni. Cash flow che si è bruscamente assottigliato nel 2020 e in alcuni casi è divenuto negativo (da 81 a -4 miliardi di euro nel totale del manifatturiero). Il semplice servizio del debito, nella situazione attuale, prosciuga le risorse interne disponibili.
  • Senza interventi di policy mirati a rafforzare la situazione finanziaria delle imprese (in primis, un allungamento della durata del debito) e senza un solido recupero di fatturato e cash flow dal 2021, in quasi tutti i settori di industria e servizi l’eccesso di indebitamento mette a rischio il flusso di nuovi investimenti produttivi in Italia.

1. l 2020 il manifatturiero italiano ha subito un profondo calo di fatturato (stimato a -144 miliardi di euro, pari al -14,5%), a causa della pandemia e del conseguente lockdown. Tale calo delle vendite si riflette in una flessione, meno marcata, degli acquisti di beni e servizi e del costo del personale. Si stima perciò che il cash flow, definito come ricavi meno costi operativi correnti, nella manifattura sia caduto da 81 miliardi nel 2019 a -4 nel 2020 (Tabella A).

Le stime del cash flow per settori (secondo la classificazione ATECO a 2 digit) dell’industria mostrano una situazione piuttosto diversificata nel 2020. Da un lato, alcuni settori non hanno sofferto un calo del flusso di risorse interne (alimentare, farmaceutico). All’altro estremo, molti settori si ritrovano ad avere un cash flow negativo, motivo della diffusa crisi di liquidità di quest’anno. Per alcuni di questi, che già nel 2019 avevano un flusso di risorse insufficiente, i valori negativi nel 2020 sono molto marcati (mezzi di trasporto, macchinari, metallurgia).

Nelle costruzioni il cash flow si dimezza, ma resta su valori positivi (da 24 a 12 miliardi).

Anche nei servizi la riduzione del cash flow stimata è molto marcata: da 162 a 33 miliardi di euro. L’andamento nel 2020 è molto diversificato nei vari settori dei servizi. Sui 7 settori per i quali sono disponibili i dati disaggregati, 3 sono caduti in negativo quest’anno: il valore minimo si ha nelle attività di alloggio-ristorazione (-10,5 miliardi), legate al turismo, bloccato dalla pandemia; la caduta più profonda rispetto al 2019 è registrata nel commercio (da 48,3 a -9,4 miliardi).

Gli altri 4 settori dei servizi, invece, restano in positivo in termini di cash flow, sebbene con risorse interne molto assottigliate rispetto al 2019: nel trasporto-magazzinaggio si scende da 19,5 a 0,5 miliardi, nelle attività professionali-scientifiche da 31,8 a 22,3 miliardi.

2. Nella situazione pre-Covid, ovvero con il cash flow del 2019 e il debito bancario contratto fino ad allora, quest’ultimo poteva essere ripagato in modo ragionevolmente rapido dalle imprese dell’industria (Tabella B). Si trattava del riflesso del lungo percorso di rafforzamento dei bilanci realizzato in Italia nel decennio successivo alla crisi del 2007-08.

Nel totale del manifatturiero, lo stock del debito del 2019 poteva essere ripagato (ipotizzando, con un’astrazione teorica estrema, di destinare a ciò tutto il cash flow), con poco più di 2 anni di risorse generate dalle imprese. E l’onere per interessi su tale debito era pari a una quota contenuta delle risorse interne (4,4%).

Intorno a questi valori medi si avevano, da un lato, situazioni più “leggere”, come nel tessile-abbigliamento e nel chimico-farmaceutico (meno di 2 anni). Dall’altro lato, in alcuni settori industriali il peso del debito era già piuttosto elevato rispetto al flusso di risorse interne che riuscivano a generare, come nei mezzi di trasporto e, meno, nei prodotti elettronici. Ciò appariva, comunque, su valori normali, considerato il tipo di attività di tali settori, che necessitano di ingenti investimenti fissi e una costante attività di ricerca e innovazione.

La situazione debitoria nel 2019 era decisamente favorevole anche nei servizi, dove in media servivano poco meno di 2 anni di cash flow a ripagare il debito bancario. I due settori dell’alloggio-ristorazione e del commercio erano in linea con la media dei servizi.

Nelle costruzioni, invece, il peso del debito era di poco maggiore rispetto ai servizi prima dell’emergenza Covid (pari a 3 anni nel 2019) e l’onere per interessi era già pari a una quota significativa, ma non eccessiva, del cash flow (5,9%).

3. Nel 2020, dato il massiccio ricorso a prestiti bancari “emergenziali” (47 miliardi di euro nel manifatturiero) dovuto alla crisi e l’assottigliarsi del cash flow generato dall’industria, il peso del debito è cresciuto in misura marcata in molti settori rispetto al 2019 (Tabella C). Parimenti, è cresciuto l’onere per interessi (a 4,2 miliardi di euro).

La situazione debitoria è peggiorata anche nell’alimentare e nel chimico-farmaceutico, rimanendo però meno pesante rispetto alla media. In questi due settori, infatti, il debito è aumentato ma è rimasto tutto sommato gestibile (3-4 anni di cash flow) perché, pur crescendo, si confronta con risorse interne che sono rimaste intorno o poco sotto ai valori dell’anno precedente.

Viceversa, all’altro estremo, nei settori industriali in cui il cash flow è diventato negativo, non è possibile (aritmeticamente) neanche calcolare quanti anni di risorse generate internamente servirebbero ad estinguere il debito. Se protratta nel tempo, una situazione del genere rischierebbe di rendere il debito insostenibile per le imprese.

Anche nei servizi l’indebitamento emergenziale è stato massiccio (57 miliardi di euro). Per vari settori dei servizi il debito è diventato insostenibile nel 2020 (commercio, alloggio-ristorazione, noleggio-servizi alle imprese). Per altri settori, la situazione è divenuta molto pesante (trasporto-magazzinaggio). Limitano i danni quest’anno solo pochi comparti dei servizi (informazione-comunicazione, attività professionali-scientifiche).

Nelle costruzioni il peso del debito, già elevato, è più che raddoppiato, balzando da 3 a quasi 7 anni di cash flow. Una situazione difficilmente gestibile a lungo, in assenza di un recupero di fatturato.

Per i settori dell’industria e dei servizi con debito divenuto insostenibile quest’anno (cioè quelli con un cash flow negativo o un peso del debito pari a molti anni), serve rapidamente un intervento di policy, per rafforzare la situazione finanziaria delle imprese (vedi par. 5) ed evitare che la continuità aziendale sia messa a rischio.

Per quasi tutti i settori, con risorse interne così limitate o assenti, è difficile immaginare che si possano realizzare nuovi investimenti ai ritmi pre-crisi. Prima della pandemia, il flusso annuo di investimenti in beni materiali realizzati dalle imprese manifatturiere era pari a 35 miliardi di euro, cui si erano sommati 51 miliardi nei servizi e 5 miliardi nelle costruzioni (valori corrispondenti al 30-40% del cash flow; dati 2019). Nel 2020, con risorse interne estremamente assottigliate nei servizi e negative nell’industria, è divenuta proibitiva la realizzazione di investimenti produttivi su valori analoghi a questi.

Va sottolineato, peraltro, che se per un settore risulta che il “peso del debito” è inferiore a 6 anni di cash flow (valore corrispondente alla durata massima dei prestiti emergenziali contratti nel 2020; in media la durata di tali nuovi prestiti è effettivamente vicina ai 6 anni) questo non significa affatto che la situazione debitoria sia da considerarsi favorevole.

Il flusso di cash flow, infatti, nella realtà operativa non può essere impiegato, in un certo anno, esclusivamente per rimborsare lo stock di debito. Serve, invece, per varie altre attività dell’impresa, tra cui pagare gli interessi sullo stesso debito e, appunto, realizzare investimenti. Ovvero, se il cash flow fosse interamente assorbito dal rimborso del debito, l’impresa non avrebbe risorse disponibili per nuovi progetti, cioè per la crescita.

4. Nel 2021, si prevede che la situazione permanga tesa, pur se meno critica di quella del 2020 sul fronte del cash flow. Il fatturato industriale, infatti, dovrebbe registrare una risalita rispetto al valore medio del 2020, sebbene parziale a causa della seconda ondata di pandemia che ha fermato al momento il recupero dell’attività economica (l’ipotesi è che l’industria registri un +9,8% in media, dopo il -14,5% del 2020).

In tale scenario, ipotizzando inoltre una elasticità dei costi ai ricavi come nel 2020, il cash flow tornerebbe positivo nel totale della manifattura (42 miliardi) e in quasi tutti i settori (Tabella D).

Tuttavia, rispetto al 2019 l’indebitamento resterebbe molto più pesante nel 2021. Sia perché il debito è più alto (l’ipotesi prudente è che resti al livello del 2020), sia perché il cash flow è più basso.

Nella situazione post-Covid, quindi, occorrerebbero 5,4 anni di cash flow nel manifatturiero per ripagare il debito, più del doppio dei 2,2 anni del 2019. In tutti i settori la situazione sarebbe peggiore, con un forte aumento del numero di anni necessari a ripagare il debito.

L’onere per interessi si posizionerebbe in media al 10,0% del cash flow (pur nell’ipotesi molto prudente di un tasso stabile ai valori 2020), più del doppio rispetto al 4,4% pre-Covid. Gli interessi passivi supererebbero tale già elevata soglia nella metà dei settori, con punte oltre il 20%.

Anche nei servizi, nonostante la parziale risalita del fatturato attesa nel 2021 (l’ipotesi è +8,0%, dopo -13,2%), il peso del debito resterebbe notevole: quasi 4 anni, da meno di 2 anni nel pre-crisi.

Tale valore medio calcolato per i servizi non rende appieno la difficoltà della situazione debitoria in alcuni specifici comparti. In vari settori l’onere per interessi resterebbe molto elevato, intorno al 10% del cash flow (alloggio-ristorazione e immobiliare). In un settore sarebbe decisamente eccessivo (commercio). In altri settori, invece, la situazione diventerebbe più gestibile nel 2021.

Nelle costruzioni, infine, il peso del debito nel 2021 sarebbe in linea con quello medio dei servizi, ma con un peggioramento meno marcato dal 2019 rispetto a quello stimato per i servizi.

5. Da questa analisi derivano una serie di considerazioni di policy.

Innanzitutto, è necessario consentire un allungamento del periodo di rimborso dei debiti di emergenza contratti nel 2020. Ciò al fine di allentare le tensioni finanziarie subite dalle imprese a seguito del maggiore indebitamento e liberare risorse per nuovi investimenti necessari per competere e svilupparsi.

Pertanto, occorre intervenire tempestivamente sulle disposizioni del “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19″ della Commissione Europea e in particolare sulla sezione 3.2. – nell’ambito della quale sono state notificate le misure di garanzia previste dal DL Liquidità (Garanzia Italia di SACE e la maggior parte dell’intervento del Fondo di Garanzia) – che ha fissato in sei anni la durata dei finanziamenti garantiti dallo Stato.

Un intervento sulla sezione 3.2 appare necessario per poter modificare le sopra citate misure e dare sollievo finanziario a tutte le imprese, a partire dalle PMI, che hanno avuto la necessità di ricorrere a un maggior indebitamento per far fronte a una crisi imprevedibile e senza precedenti (dunque non solo a quelle che abbiano registrato cali di fatturato rilevanti o che abbiano contratto finanziamenti di importo ridotto, per le quali delle soluzioni, per quanto estremamente complesse, potrebbero ricercarsi nell’ambito delle sezioni 3.1 e 3.12).

In secondo luogo, in una prospettiva di più lungo periodo che guardi oltre la fase emergenziale e che punti alla ripresa e al rilancio del sistema produttivo, la priorità è sostenere la crescita dimensionale delle imprese e il riequilibrio della loro struttura finanziaria, attraverso una più ampia diversificazione delle fonti e una maggiore patrimonializzazione.

Si tratta di interventi necessari per riprendere il percorso dell’irrobustimento dei bilanci osservato dal 2008 e che ha fatto un brusco balzo indietro nel 2020, così da rafforzare la capacità delle imprese di svilupparsi, innovare e competere sui mercati internazionali, assicurando di conseguenza la tenuta dei livelli occupazionali e preservando valore per il nostro Paese.

A tal fine occorre riprendere il percorso di rafforzamento dei canali di finanziamento per le imprese alternativi al credito bancario, attraverso una strategia integrata, dedicata in particolare a PMI e midcap. Una strategia che combini interventi di natura fiscale, semplificazioni regolamentari e altre misure volte a favorire l’accesso delle imprese a fonti finanziarie alternative, puntando in particolare dal 2021 sui diversi mercati del capitale proprio (private equity, venture capital, azionario AIM, etc) e sull’emissione di debito non bancario.

In tale prospettiva, gli interventi sin qui messi a punto dal Governo attraverso i provvedimenti varati nel 2020 e quelli prospettati nella manovra di Bilancio appaiono ancora incompleti, soprattutto per quanto riguarda PMI e mid cap e si prestano a essere ulteriormente rafforzati. 

Si tratta di una questione di natura strutturale che dovrebbe essere affrontata nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Contatti

Francesca Brunori 06 5903608 [email protected]

Ciro Rapacciuolo 06 5903544 [email protected]

Inail: prorogati i termini della Sorveglianza sanitaria eccezionale

Sorveglianza sanitaria eccezionale: proroga dei termini

Sono state prorogate fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica e comunque non oltre il 31 marzo 2021 le disposizioni sulla Sorveglianza sanitaria eccezionale.

L’art. 19 del d.l. n. 183 del 31 dicembre 2020 (cd. decreto Milleproroghe) ha prorogato fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 e comunque non oltre il 31 marzo 2021, i termini delle disposizioni inerenti alla Sorveglianza sanitaria eccezionale di cui all’art. 83 del d.l. 34/2020, convertito, con modificazioni, dalla l. 77/2020.

I datori di lavoro pubblici e privati che non sono tenuti alla nomina del medico competente possono, pertanto, sino alla data del 31 marzo 2021, nominarne uno o fare richiesta di visita medica per sorveglianza sanitaria dei lavoratori e delle lavoratrici fragili ai servizi territoriali dell’Inail, attraverso l’apposito servizio online.

Le richieste continuano a essere trattate sulla base delle indicazioni operative illustrate nella circolare Inail n. 44 dell’11 dicembre 2020.

Fonte: INAIL

Legge di Bilancio 2021: numerose le previsioni in materia di lavoro

Legge di Bilancio 2021: numerose le previsioni in materia di lavoro

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge di Bilancio 2021, che prevede numerosi interventi in materia di lavoro finalizzati a garantire a lavoratori, famiglie e imprese un sostegno contro gli effetti dell’emergenza da COVID- 19 e, contestualmente, funzionali a consentire la ripartenza del Paese:

  • Esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato per giovani e donne (commi 10-19)

Al fine di promuovere l’occupazione giovanile stabile, per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato effettuate nel biennio 2021-2022, è riconosciuto un esonero contributivo nella misura del 100 per cento, per un periodo massimo di 36 mesi, nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui, con riferimento ai soggetti che alla data della prima assunzione incentivata non abbiano compiuto il trentaseiesimo anno di età. Per assunzioni in sedi produttive ubicate in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, l’esonero è esteso ad un periodo massimo di 48 mesi.
Analogo incentivo è previsto per l’assunzione di donne che comporti un incremento occupazionale netto.

  • Fondo per l’esonero parziale dai contributi previdenziali per lavoratori autonomi e professionisti (commi 20-22)

Istituzione presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con una dotazione iniziale di 1 miliardo di euro, del Fondo per l’esonero parziale dai contributi previdenziali dovuti nel 2021 dai lavoratori autonomi e dai professionisti che abbiano percepito nel periodo d’imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro e abbiano subìto un calo del fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 non inferiore al 33% rispetto a quelli dell’anno 2019 che abbiano percepito nel periodo d’imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro e abbiano subìto un calo del fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 non inferiore al 33% rispetto a quelli dell’anno 2019.

  • Sostegno al rientro al lavoro delle lavoratrici madri e alla conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia, nonché sostegno alle madri con figli disabili (commi 23-26)

Incremento pari a 50 milioni di euro del Fondo finalizzato a sostenere il rientro al lavoro delle lavoratrici madri dopo il parto e a finanziare le associazioni che si occupano di assistenza psicologica in favore dei genitori che subiscono gravi disagi sociali e psicologici per la morte del figlio. Per il padre lavoratore, introdotto anche l’obbligo di astensione dal lavoro di 1 giorno non solo nel caso della nascita del figlio, ma anche nel caso di morte perinatale.

  • Misure a favore del lavoro giornalistico (commi 29-32)

Sono estesi gli incentivi alla salvaguardia dell’occupazione dei dipendenti iscritti all’INPGI con riferimento alla contribuzione dovuta, per le assunzioni a decorrere dal 1° gennaio 2021.

  • Sospensione dei versamenti contributivi per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche (comma 36)

Sono sospesi i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche in relazione ai rapporti di lavoro sportivo instaurati con atleti, allenatori, istruttori, direttori tecnici, direttori sportivi, preparatori atletici e direttori di gara relativamente alle scadenze di gennaio e febbraio 2021.

  • Fondo a sostegno dell’impresa femminile (commi 97-117)

È istituito il Fondo a sostegno dell’impresa femminile per il finanziamento di iniziative imprenditoriali e di azioni di promozione dei valori dell’imprenditoria. Sono previsti interventi diversificati che vanno da contributi a fondo perduto, finanziamenti senza interessi, incentivi per rafforzare le imprese femminili costituite da almeno 36 mesi nella forma di contributo a fondo perduto per l’integrazione del fabbisogno di circolante nella misura massima dell’80% della media del circolante degli ultimi tre esercizi, percorsi di assistenza tecnico-gestionale per attività di marketing e di comunicazione durante tutto il periodo di realizzazione degli investimenti o di compimento del programma di spesa, anche attraverso un sistema di voucher per accedervi; investimenti nel capitale, anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, a beneficio esclusivo delle imprese a guida femminile tra le start-up innovative.
Pertanto, al Fondo di sostegno al venture capital, sono assegnate risorse aggiuntive pari a 3 milioni di euro per l’anno 2021 finalizzate a sostenere investimenti nel capitale di rischio per progetti di imprenditoria femminile a elevata innovazione ovvero a contenuto di innovazione tecnologica, che prevedono il rientro dell’investimento iniziale esclusivamente nel lungo periodo, realizzati entro i confini del territorio nazionale da società il cui capitale è detenuto in maggioranza da donne.

  • Fondo per le piccole e medie imprese creative (commi 109-115)

È prevista la costituzione di un fondo nello stato di previsione del Ministero dello Sviluppo Economico con la dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022. Le risorse del Fondo sono destinate alle attività dirette allo sviluppo, alla creazione, alla produzione, alla diffusione e alla conservazione dei beni e servizi che costituiscono espressioni culturali, artistiche o altre espressioni creative e, in particolare, quelle relative all’architettura, agli archivi, alle biblioteche, ai musei, all’artigianato artistico, all’audiovisivo, compresi il cinema, la televisione e i contenuti multimediali, al software, ai videogiochi, al patrimonio culturale materiale e immateriale, al design, ai festival, alla musica, alla letteratura, alle arti dello spettacolo, all’editoria, alla radio, alle arti visive, alla comunicazione e alla pubblicità. 

  • Credito d’imposta per i cuochi professionisti (comma 117)

Al fine di sostenere il settore della ristorazione, anche in considerazione delle misure restrittive adottate a causa del COVID-19, ai soggetti esercenti l’attività di cuoco professionista presso alberghi e ristoranti, sia come lavoratore dipendente sia come lavoratore autonomo in possesso di partita IVA, spetta un credito d’imposta fino al 40% del costo per le spese per l’acquisto di beni strumentali durevoli ovvero per la partecipazione a corsi di aggiornamento professionale, strettamente funzionali all’esercizio dell’attività, sostenute tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021.

  • Fondo d’investimento per gli interventi nel capitale di rischio delle piccole e medie imprese, del settore aeronautico nazionale, della chimica verde nonché della fabbricazione di componenti per la mobilità elettrica e per la produzione di energia da fonti rinnovabili (commi 124-126)

È istituito nello stato di previsione del Ministero dello Sviluppo Economico un Fondo d’investimento per gli interventi nel capitale di rischio delle piccole e medie imprese, con una dotazione di 100 milioni di euro per l’anno 2021, di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023 e di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026. La dotazione del Fondo per l’anno 2021 è destinata, nella misura di 50 milioni di euro, ad un’apposita sezione dedicata esclusivamente alle piccole e medie imprese del settore aeronautico nazionale.

  • Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura (comma 128)

Al fine di garantire lo sviluppo e il sostegno del settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura, è istituito, nello stato di previsione del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il « Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura », con una dotazione di 150 milioni di euro per l’anno 2021.

  • Esonero contributivo per le aree del Sud Italia (comma 160)

Al fine di contenere il perdurare degli effetti straordinari sull’occupazione, determinati dall’epidemia di COVID-19 in aree caratterizzate da grave situazione di disagio socio-economico, e di garantire la tutela dei livelli occupazionali, l’esonero contributivo in misura pari al 30% fino al 31 dicembre 2025; in misura pari al 20% per gli anni 2026 e 2027; in misura pari al 10% per gli anni 2028 e 2029.

  • Ampliamento della misura c.d. “Resto al Sud” (comma 170)

Viene elevata da 45 a 55 anni l’età massima per l’accesso ai contributi a fondo perduto volti a promuovere la costituzione di nuove attività libero professionali o imprenditoriali da parte di giovani nelle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

  • Proroga dei crediti di imposta per le imprese ubicate nel Mezzogiorno d’Italia (commi 171-172)

Prorogato al 31 dicembre 2022 i crediti d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle zone assistite ubicate nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo). Proroga anche per il credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo in favore delle imprese operanti nelle stesse regioni.

  • Credito d’imposta maggiorato per attività di ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno (commi 185-187)

Proroga con maggiorazione, fino al 31 dicembre 2022, per il credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo in favore delle imprese operanti nelle regioni del Sud (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo). Ammessi anche i progetti di ricerca e sviluppo in materia di COVID-19, direttamente legati a strutture produttive ubicate nelle stesse regioni. Il credito d’imposta viene maggiorato e spetta in misura pari al: 25 per cento per le imprese che occupano almeno duecentocinquanta persone e hanno un fatturato annuo di almeno 50 milioni, oppure il cui totale di bilancio è almeno pari a 43 milioni di euro; nella misura del 35 per cento per le medie imprese, che occupano almeno cinquanta persone e realizzano un fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro, e nella misura del 45 per cento per le piccole imprese, che occupano meno di cinquanta persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro.

  • Istituzione del Fondo per il sostegno della parità salariale di genere (comma 276)

Istituzione presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del Fondo per il sostegno della parità salariale di genere per interventi finalizzati al sostegno e al riconoscimento del valore sociale ed economico della parità salariale di genere e delle pari opportunità sui luoghi di lavoro con una dotazione di 2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2022.

  • Proroga sostegno al reddito per le imprese del territorio del Comune di Genova (comma 278)

È prorogato per gli anni 2021 e 2022 il trattamento di sostegno del reddito per le imprese ubicate nel territorio del Comune di Genova.

  • Rinnovo dei contratti a tempo determinato (comma 279)

È prorogato fino al 31 marzo 2021 il termine fino al quale i contratti a tempo determinato possono essere rinnovati o prorogati – per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta anche in assenza delle condizioni previste dall’art. 19, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2015:
– esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività;
– esigenze di sostituzione di altri lavoratori assenti;
– altre esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’ordinaria attività.

  • Proroga sostegno al reddito per i lavoratori dei call center (comma 280)

Le misure di sostegno del reddito per i lavoratori dipendenti delle imprese del settore dei call center sono prorogate per l’anno 2021 nel limite di spesa di 20 milioni di euro.

  • Misure a favore dei lavoratori della pesca (comma 282)

Introduzione di disposizioni finalizzate a sostenere i lavoratori della pesca che sospendono o riducono l’attività lavorativa a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

  • Fondo per il sostegno al reddito dei lavoratori delle aree di crisi industriale complessa (comma 290)

È istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il Fondo per il sostegno al reddito dei lavoratori delle aree di crisi industriale complessa, con una dotazione di 10 milioni di euro per l’anno 2021, finalizzato garantire la prosecuzione degli interventi di cassa integrazione guadagni straordinaria e di mobilità in deroga nelle aree individuate dalle Regioni per l’anno 2020, ma non autorizzate per mancanza di copertura finanziaria;

  • Indennità per i lavoratori di aree di crisi complessa Regione Campania (comma 291)

È ampliata la platea dei beneficiari dell’indennità pari al trattamento dell’ultima mobilità ordinaria percepita dai lavoratori della regione Campania che hanno cessato la mobilità ordinaria dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2016, fino al 31 dicembre 2021.

  • Misure in materia di lavoratori socialmente utili (comma 292-295)

È prevista la facoltà per il 2021 per le pubbliche amministrazioni di assumere, anche con contratti di lavoro a tempo parziale, lavoratori impegnati in attività di pubblica utilità impiegati al 31 dicembre 2016.

  • Estensione dei trattamenti di integrazione salariale (commi 300-306)

I datori di lavoro possono presentare domanda di concessione della cassa integrazione ordinaria, dell’assegno ordinario e della cassa integrazione in deroga per una durata massima di ulteriori dodici settimane. Le dodici settimane devono essere collocate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 31 marzo 2021 per i trattamenti di cassa integrazione ordinaria, e nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021 per i trattamenti di assegno ordinario e di cassa integrazione salariale in deroga. Il trattamento di cassa integrazione salariale operai agricoli (CISOA), richiesto per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, è concesso, in deroga ai limiti di fruizione riferiti al singolo lavoratore e al numero di giornate lavorative da svolgere presso la stessa azienda, per una durata massima di novanta giorni, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021. Tali benefici sono riconosciuti anche in favore dei lavoratori assunti dopo il 25 marzo 2020 e in ogni caso in forza alla data di entrata in vigore della presente legge.

  • Esonero contributivo per i datori di lavoro che non fanno richiesta di trattamenti di integrazione salariale (commi 306-308)

Ai datori di lavoro privati, con esclusione di quelli del settore agricolo, che non richiedono i trattamenti di integrazione salariale, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, è riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico per un ulteriore periodo massimo di otto settimane, fruibili entro il 31 marzo 2021, nei limiti delle ore di integrazione salariale già fruite nei mesi di maggio e giugno 2020, con  esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’INAIL.

  • Blocco dei licenziamenti (commi 309-311)

Esteso al 31 marzo 2021 il divieto di licenziamento per motivi economici e, in particolare, è precluso l’avvio delle procedure di cui agli artt. 4, 5 e 24 della legge n. 223/1991 e restano altresì sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020, fatte salve le ipotesi in cui il personale interessato dal recesso, già impiegato nell’appalto, sia riassunto a seguito di subentro di nuovo appaltatore in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro o di clausola del contratto di appalto. Fino alla medesima data, resta, altresì, preclusa al datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, la facoltà di recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’art. 3 della legge n. 604/1966 e restano altresì sospese le procedure in corso di cui all’art. 7 della medesima legge. Le sospensioni e le preclusioni di cui sopra non si applicano nelle ipotesi di licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale, dell’attività, nei casi in cui nel corso della liquidazione non si configuri la cessione di un complesso di beni o attività che possano configurare un trasferimento d’azienda o di un ramo di essa ai sensi dell’art. 2112 Cod. Civ., o nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.

  • Programma «Garanzia di occupabilità dei lavoratori» (GOL) (commi 324-325)

È istituito il programma nazionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali «Garanzia di occupabilità dei lavoratori» (GOL), finalizzato ad incentivare l’inserimento nel mondo del lavoro dei beneficiari del Reddito di cittadinanza, dei disoccupati percettori di NASpI, dei lavoratori in cassa integrazione in transizione attraverso politiche attive basate sulle specifiche esigenze.

  • Fondo per i caregiver familiari (comma 334)

È istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali un fondo di 25 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023, per interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale svolta dal caregiver familiare.

  • Nona salvaguardia dei lavoratori esodati (comma 346)

Estensione a determinate categorie di lavoratori delle disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze antecedenti l’entrata in vigore della legge Fornero.

  • Contratto di espansione interprofessionale (comma 349)

Implementazione del finanziamento per consentire alle imprese di minori dimensioni (almeno 500 unità lavorative) di ricorrere anche nel 2021 allo strumento del contratto di espansione interprofessionale. Questo strumento sarà attivabile anche dalle imprese con più di 500 dipendenti, che scendono a 250 nel caso in cui le stesse accompagnino le nuove assunzioni a uno scivolo per i lavoratori più vicini all’età pensionabile. Per le aziende che occupano più di 1.000 dipendenti, a fronte di un impegno ad assumere un lavoratore ogni 3 in uscita, viene ulteriormente alleggerito il costo legato al prepensionamento.

  • Misure in favore dei lavoratori esposti all’amianto (commi 356-358)

Riconoscimento di una prestazione aggiuntiva, a decorrere dal 1° gennaio 2021, in favore dei lavoratori esposti all’amianto attraverso il Fondo per le vittime dell’amianto nella misura del 15% della rendita già in godimento per una patologia asbesto-correlata. Inoltre, a decorrere dal 2021, riconoscimento di una prestazione di 10.000 euro ai malati di mesotelioma che abbiano contratto la patologia per esposizione familiare a lavoratori impegnati nella lavorazione dell’amianto o per esposizione ambientale. 

  • Proroga APe Sociale (commi 360-361)

È estesa al 31 dicembre 2021 l’indennità a carico dell’INPS di anticipazione del trattamento pensionistico.

  • Congedo obbligatorio di paternità (comma 363)

Incrementata a 10 giorni la durata del congedo obbligatorio concesso al padre lavoratore dipendente per l’anno 2021 da fruire nei primi cinque mesi dalla nascita del figlio.

  • Indennità di continuità reddituale e operativa (commi 386-401)

È istituita in via sperimentale per il triennio 2021-2023, l’indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa (ISCRO) a favore dei lavoratori autonomi della Gestione Separata finalizzata a mitigare gli effetti negativi sul piano reddituale derivanti da eventi critici a carattere personale, sociale ed economico gravanti sull’attività dei lavoratori autonomi.

  • Misure in favore dei lavoratori fragili e con disabilità grave (comma 481)

Sono estese sino al 28 febbraio 2021 le misure a tutela dei lavoratori fragili e dei lavoratori con disabilità grave (di cui all’art. 26, commi 2 e 2-bis, del decreto-legge n. 18/2020, convertito, con modificazioni,  in legge n. 27/2020, c.d. Cura Italia) con equiparazione del periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero e previsione dell’esercizio dell’attività lavorativa in smartworking anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto.

  • Misure a sostegno del settore aeroportuale (commi 714-721)

È prevista l’erogazione di prestazioni integrative del Fondo di solidarietà nel caso di trattamenti di cassa integrazione in deroga per il settore aeroportuale.

  • Potenziamento del sistema dei servizi sociali territoriali (comma 797)

Sono stanziati 180 milioni di euro per finanziare l’assunzione a tempo indeterminato di assistenti sociali. 

  • Anticipo utilizzo credito d’imposta per adeguamento ambiente di lavoro (commi 1099-1100)

Il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro introdotto dal decreto legge n. 34/2020 convertito in legge n. 77/2020 (c.d. Rilancio) è utilizzabile dal 1° gennaio al 30 giugno 2021 e non per tutto l’anno 2021. La norma anticipa quindi il termine precedentemente previsto per esercitare l’opzione della cessione del credito (31 dicembre 2021) al 30 giugno 2021. Si tratta del credito d’imposta pari al 60 per cento delle spese sostenute, nel 2020 e per un massimo di 80.000 euro, per gli interventi necessari a far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19.

  • Istituzione del fondo per il sostegno delle associazioni del Terzo settore (comma 1135)

È istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il Fondo per il sostegno delle associazioni del Terzo settore finalizzate a promuovere libertà femminile e di genere e le attività di prevenzione e contrasto delle forme di violenza e discriminazione fondate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità, e a sostenere tali attività colpite dagli effetti negativi delle misure di contrasto all’epidemia di COVID-19.

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Qui il testo della Legge di Bilancio pubblicato in Gazzetta Ufficiale: http://migr.assiv.it/wp-content/uploads/2021/01/Legge-178_2020_Legge-di-Bilancio-2021.pdf

Legge di Bilancio 2021: pubblicato il testo in Gazzetta Ufficiale

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo della Legge di Bilancio 2021

È in Gazzetta Ufficiale la legge 30 dicembre 2020, n. 178 di “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023”, approvata in via definita dal Senato della Repubblica il 30 dicembre us.

Comunicato Stampa: La famiglia Berni Gamberini consolida il proprio controllo del gruppo Corpo Vigili Giurati

La famiglia Berni Gamberini consolida il proprio controllo del gruppo Corpo Vigili Giurati

La Famiglia Berni Gamberini, già proprietaria della maggioranza azionaria, annuncia di aver acquisito il residuo 40% delle azioni di Corpo Vigili Giurati S.p.A. da SICI SGR S.p.A., NEXT Holding S.p.A. e X Capital S.p.A., e di aver così raggiunto la piena proprietà del patrimonio CVG.

Corpo Vigili Giurati, società che da oltre 95 anni è fra i principali istituti di vigilanza attivi nel territorio nazionale con ricavi consolidati pari a oltre 60 milioni di Euro e con più di 1200 dipendenti e profitti in crescita anche in questo difficile anno, costituisce uno dei principali players nel settore della sicurezza. La società, con headquarter a Firenze, occupa una posizione di leadership in Toscana ed è in forte espansione su tutto il territorio nazionale. Il Gruppo, operativo da oltre 95 anni, vanta infatti una capillare copertura del territorio in tutte le provincie della Toscana, ed è attivo anche nelle provincie di La Spezia, Perugia, Latina, Roma, Ferrara e Rovigo, con più di 280 pattuglie, oltre 200.000 interventi l’anno e 90.000 servizi attivi.

L’acquisizione è stata siglata il 22 dicembre 2020 presso lo studio del notaio Filippo Russo in Firenze nell’ambito di una più ampia operazione di finanziamento a medio-lungo termine, erogato da un pool di Istituti finanziatori composto da Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. (anche quale capofila), Crédit Agricole Italia S.p.A., Banco BPM S.p.A., Muzinich & Co SGR S.p.A., in nome e per conto del Fondo di Credito Diversificato per le Imprese e del Fondo Diversificato per le Imprese – Fondo Parallelo, non solo per supportare l’acquisto da parte della Famiglia Berni – Gamberini della totalità delle azioni di CVG, ma anche per consentire un più efficiente rifinanziamento del Gruppo. Nell’ambito dell’operazione, condotta in prima persona dall’Amministratore Delegato Dott. Emilio Berni e dal CFO del Gruppo Dott. Leopoldo Bigiotti, la Famiglia Berni – Gamberini e le società coinvolte sono state assistite, sia per l’acquisto dei pacchetti azionari che per le operazioni di finanziamento, dallo Studio Legale Tombari D’Angelo e Associati, con il prof. avv. Francesco D’Angelo e l’avv. Antonio Iannì, quale advisor legale, dall’avv. Guido De Maio e dallo Studio Scarsella con un team composto dal dott. Romolo Scarsella, dal dott. Francesco Casprini e da Maria Novella Rangoni quale advisor aziendale e fiscale. Lo Studio Legale Dentons con un team guidato dal partner Alessandro Fosco Fagotto e composto dalle associate Rosalba Pizzicato e Elena Brunetta, ha assistito quale advisor legale gli istituti bancari e finanziari nelle operazioni di finanziamento.

Firenze, 3 gennaio 2021

                                                                                   Dott. Emilio Berni

                                                                             Amministratore Delegato

Comunicato Stampa: Vedetta 2 Mondialpol S.p.A. firma l’atto definitivo per l’acquisto del ramo d’azienda, attivo nelle province di Bat, Bari, Brindisi e Taranto, di Vigilanza stradale, Vigilanza Fissa e Trasporto Valori di G4 Vigilanza S.p.A.

Vedetta 2 Mondialpol S.p.A. firma l’atto definitivo per l’acquisto del ramo d’azienda, attivo nelle province di Bat, Bari, Brindisi e Taranto, di Vigilanza stradale, Vigilanza Fissa e Trasporto Valori di G4 Vigilanza S.p.A.


Como, 31 dicembre 2020 – Il Gruppo Mondialpol comunica di aver firmato, in data 30 dicembre 2020, attraverso la Vedetta2 Mondialpol S.p.A., l’atto definitivo per l’acquisto del ramo d’azienda, attivo nelle province di Bat, Bari, Brindisi e Taranto, di Vigilanza Stradale, Vigilanza Fissa e Trasporto Valori di G4 Vigilanza S.p.A.
La data di efficacia dell’atto è attesa per il 1° febbraio 2021 e prevede l’incorporazione di circa 6.000.000,00 euro di fatturato e di oltre 100 Guardie Particolari Giurate.

Fabio Mura con le GPG


“Con questa acquisizione – affermano Marco e Fabio Mura, proprietari del Gruppo Mondialpol – intendiamo cogliere l’opportunità di crescita qualitativa mediante l’accrescimento della nostra presenza capillare sul territorio italiano con la copertura della Regione Puglia nelle province di Bat, Bari, Brindisi e Taranto, dando il via a un processo di espansione che nel breve periodo interesserà anche altre regioni del Sud Italia.”

Il Gruppo Mondialpol è fra i leader nazionali del settore della Sicurezza Privata e ha sedi operative nelle regioni Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Lazio, Emilia Romagna, Umbria, Basilicata, Sardegna e Toscana oltre la sede operativa in Albania.

Il fatturato aggregato del Gruppo previsto per l’anno 2020 è di circa euro 260 Milioni e si avvale di circa 4.000 dipendenti.

Il Gruppo Mondialpol, attraverso la Vedetta2 Mondialpol, è stata assistita, in qualità di Advisor, dal Dr. Nicola Carone dello Studio Carone Commerciale Tributario e Legale. Mentre G4 Vigilanza S.p.A. è stata assistita, in qualità di Advisor, dall’Avv. Andrea Riccadonna dello Studio Legale Riccadonna.

Contatti per la Stampa:
Cristiana Serra, ph. 3292613239, [email protected]

Ministero della Salute: vaccini anti covid 19

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Ministero della Salute: vaccini anti covid 19

Cosa sapere sulla disponibilità dei vaccini, le categorie da vaccinare in via prioritaria e i tipi di vaccino messi a disposizione nella campagna anti Covid-19

Qui trovi tutte le informazioni: http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/homeNuovoCoronavirus.jsp

Fonte: Ministero della Salute

Ministero dell’Interno: circolare ai prefetti per l’attuazione dell’ordinanza del ministro della Salute del 24 dicembre 2020

Ministero dell’Interno: circolare ai prefetti per l’attuazione dell’ordinanza del Ministro della Salute del 24 dicembre 2020

Le indicazioni in relazione ai documenti operativi già adottati per la ripresa delle attività didattiche

È stata inviata ai prefetti la circolare del capo di Gabinetto del ministero dell’Interno, Bruno Frattasi, che fornisce alcune indicazioni in merito all’applicazione dell’ordinanza del 24 dicembre scorso del ministro della Salute che ha stabilito, nelle more dell’adozione di un successivo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, che dal 7 gennaio al 15 gennaio 2021 l’attività didattica in presenza, con riguardo alle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, sia garantita al 50% della popolazione studentesca interessata.

Nella circolare si precisa innanzitutto che la percentuale del 50% rappresenta un elemento fisso, nel senso che la ripresa della didattica in presenza non potrà superare tale limite nell’arco temporale definito dalla stessa ordinanza. Di tanto dovranno essere informati i dirigenti degli ambiti territoriali del ministero dell’Istruzione anche riconvocando i tavoli di coordinamento, fermo restando che i documenti operativi adottati non necessitano di alcun intervento di modifica o revisione.

La circolare inoltre richiama la previsione contenuta nell’Intesa, sancita in conferenza unificata, sulle “Linee guida per garantire il corretto svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021”, che considera il documento operativo prefettizio quale certificazione dei servizi aggiuntivi necessari e ammissibili a finanziamento; infine richiama anche la previsione contenuta nello stesso documento secondo la quale le Regioni, ai fini della realizzazione delle operazioni di tracciamento di contagiati in ambito scolastico, potranno concordare indicazioni con i prefetti per assicurare il necessario raccordo con le istituzioni scolastiche, le autorità sanitarie competenti per territorio, le autorità militari e le altre componenti del sistema di Protezione Civile nazionale.

Fonte: Ministero dell’Interno

Legge di Bilancio 2021: approvata in via definitiva dal Senato della Repubblica

Legge di Bilancio 2021: approvata in via definitiva dal Senato della Repubblica

L’ Assemblea del Senato della Repubblica ha licenziato definitivamente il ddl n. 2054: Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023, con 153 sì, 118 no e un’astensione, rinnovando così la fiducia al Governo Conte bis.

Qui trovi il testo della manovra e i dossier di documentazione