Messaggio Inps n. 4464 del 26 novembre 2020: Articolo 14, comma 3, del decreto-legge n. 104 del 2020. Risoluzione del rapporto di lavoro a seguito di accordo collettivo aziendale e accesso all’indennità NASpI

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Messaggio Inps n. 4464 del 26 novembre 2020: Articolo 14, comma 3, del decreto-legge n. 104 del 2020. Risoluzione del rapporto di lavoro a seguito di accordo collettivo aziendale e accesso all’indennità NASpI

Con la circolare n. 111 del 29 settembre 2020 sono state fornite, tra le altre, indicazioni in materia di accesso all’indennità di disoccupazione NASpI nelle ipotesi di risoluzione del rapporto di lavoro a seguito di accordo collettivo aziendale, secondo la previsione di cui all’articolo 14, comma 3, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.
Con il presente messaggio si forniscono chiarimenti relativamente all’ambito di applicazione della citata disposizione.

INAIL: Riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione: anno 2021

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INAIL: Riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione: anno 2021

Entro il 1° marzo 2021 deve essere inoltrata l’istanza per la riduzione del tasso medio per interventi prevenzionali realizzati nell’anno 2020.

Le aziende che realizzano interventi per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli obbligatori per legge, possono ottenere la riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione.

Per accedere alla riduzione, l’azienda deve presentare un’apposita istanza attraverso la sezione servizi online disponibile sul portale, entro il termine del 1° marzo 2021 indicando gli interventi prevenzionali realizzati nell’anno 2020, unitamente alla documentazione probante richiesta dall’Istituto.

Qui tutte le informazioni: https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/avvisi-e-scadenze/scadenza-riduzione-tasso-medio-tariffa-per-prevenzione-2021.html

Fonte: INAIL

INPS: on line l’Osservatorio delle politiche occupazionali e del lavoro

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INPS: on line l’Osservatorio delle politiche occupazionali e del lavoro

L’INPS ha pubblicato l’Osservatorio delle politiche occupazionali e del lavoro con i dati relativi al 2019.

La serie storica riportata nell’Osservatorio, che copre il periodo dal 2015 al 2019, mostra come nell’ultimo anno complessivamente ci sia stata una diminuzione del numero medio di lavoratori che beneficiano delle diverse tipologie di interventi occupazionali.

Osservando le diverse categorie di intervento si rileva che, nel quinquennio di osservazione, si è fatto maggiormente ricorso ai contratti a causa mista e agli incentivi a tempo indeterminato che nel 2019 rappresentano rispettivamente il 53,7% e il 34,7% delle politiche attive esaminate.

Nel 2019 non si rilevano più assunzioni e trasformazioni di lavoratori iscritti alle liste di mobilità, in quanto dal 1° gennaio 2017 non è stato più possibile effettuare assunzioni con questo incentivo.

Osservando la distribuzione per genere, nel 2019 si conferma la predominanza della componente maschile dei beneficiari di politiche attive in quasi tutte le tipologie di intervento ad eccezione di alcune misure, tra le quali le agevolazioni per gli ultracinquantenni e donne e le agevolazioni per le assunzioni in sostituzione di lavoratori in astensione obbligatoria o facoltativa per le quali è maggioritaria la componente femminile.

Istat: recupera il fatturato delle imprese di servizi

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Istat: recupera il fatturato delle imprese di servizi

Nel terzo trimestre 2020 l’Istat stima che l’indice del fatturato dei servizi sia aumentato del 26,7% rispetto al trimestre precedente. Tuttavia registra una diminuzione del 6,9% rispetto all’anno precedente.

Il fatturato delle imprese dei servizi nel terzo trimestre 2020 risente positivamente dell’attenuarsi delle misure intraprese per il contenimento dell’emergenza sanitaria e registra un’ampia crescita congiunturale in tutti i settori. Il rimbalzo risulta essere più marcato in quei settori, quali le Attività dei servizi di alloggio e ristorazione e Commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli, che maggiormente avevano risentito degli effetti dei provvedimenti restrittivi messi in atto nel trimestre precedente. Tuttavia, resta ancora ampia la perdita di fatturato delle imprese dei servizi rispetto all’anno precedente, con una flessione pari al 6,9%, con diminuzioni assai più marcate nei settori maggiormente legati al turismo.

Fonte: ISTAT

Istat: cala la fiducia dei consumatori e delle imprese

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A novembre 2020 l’Istat stima una diminuzione sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori sia dell’indice di fiducia delle imprese per effetto soprattutto del forte peggioramento dei servizi di mercato.

Il peggioramento dell’emergenza sanitaria ha influenzato la fiducia sia delle imprese sia dei consumatori. Con riferimento alle imprese, l’impatto negativo è ampio per il settore dei servizi, dove si registrano giudizi estremamente negativi e una caduta delle aspettative, soprattutto nel comparto turistico. Per l’industria e il commercio al dettaglio l’effetto è più contenuto. Per quanto attiene ai consumatori, la situazione emergenziale ha influito sulle opinioni relative alla situazione economica del Paese, ivi compresa la disoccupazione, che sono in deciso peggioramento rispetto al mese scorso“.

Fonte: ISTAT

Rapporto SVIMEZ 2020: L’economia e la società del Mezzogiorno

Martedì 24 novembre 2020 è stato presentato il Rapporto SVIMEZ 2020, L’economia e la società del Mezzogiorno.

Quanto emerge dal rapporto Svimez sull’impatto economico del Covid-19 è che la prima ondata della pandemia ha avuto per epicentro il Nord. La crisi economica si è però presto estesa al Mezzogiorno dove si è tradotta in emergenza sociale incrociando un tessuto produttivo più debole, un mondo del lavoro più frammentario e una società più fragile. La seconda ondata, a differenza della prima, ha interessato direttamente anche il Mezzogiorno. All’emergenza economica e sociale già sperimentata nella prima ondata si è perciò sommata, nell’ultimo mese, l’emergenza sanitaria generata dalla pressione sulle strutture ospedaliere e in più generale su tutto il sistema di cura.

L’ECONOMIA MERIDIONALE MINACCIATA

Nel 2020 il Pil italiano, secondo SVIMEZ, si contrarrà del 9,6%. L’arretramento più marcato nel Centro-Nord, con un calo del 9,8%, nelle regioni meridionali sarà del 9%. Nelle regioni meridionali il secondo lockdown ha accresciuto le difficoltà di attività e pezzi di occupazione in posizione marginale (sommerso, nero, irregolari). Di qui la caduta del reddito disponibile delle famiglie del -6,3% che si trasmette ai consumi privati, con una contrazione al Sud pari al -9,9% superiore a quella del CentroNord (-9%). Mentre la base produttiva meridionale non ha ancora recuperato i livelli antecedenti la “lunga crisi”, specie nel comparto industriale. La SVIMEZ prevede che il Pil cresca nel 2021 al Sud dell’1,2% e nel 2022 dell’1,4% e al Centro-Nord del 4,5% nel 2021 e del 5,3%l’anno successivo. La conseguenza è che la ripresa sarebbe segnata dal riaprirsi di un forte differenziale tra le due macro aree.

Fonte: Svimez

ANPAL: Disponibile online il XIX Rapporto sulla formazione continua in Italia

Il rapporto offre una panoramica sulla formazione rivolta alle persone occupate e adulte nel nostro paese, riferita al periodo 2017-2018.

Il XIX Rapporto sulla formazione continua offre una panoramica sulla formazione rivolta alle persone occupate e adulte nel nostro paese, riferita al periodo 2017-2018.
I tre capitoli propongono l’analisi dell’evoluzione del contesto, la descrizione del monitoraggio delle policy di formazione continua, e infine, a partire dell’esposizione analitica degli strumenti e delle linee strategiche e operative in corso di implementazione in Italia e in Europa, suggeriscono alcune riflessioni sul percorso di sviluppo del sistema italiano della formazione permanente.

Il rapporto fornisce ai policy maker dati e informazioni utili a comprendere come e con quali modalità i nuovi indirizzi programmatici, volti ad accrescere la partecipazione della popolazione adulta alla formazione, si traducano concretamente in servizi, risultati, impatti. 

Il rafforzamento della qualità delle analisi, anche attraverso una rivisitazione dei modelli e degli strumenti di monitoraggio, caratterizzano questa nuova edizione del rapporto. Le novità metodologiche di maggiore rilievo sono rappresentate da due elementi: da un lato, l’ampliamento del campo di osservazione, che offre una visione di insieme delle policy in materia di apprendimento degli adulti. Nell’economia complessiva, la formazione continua mantiene il ruolo primario, ma si arricchisce di analisi e valutazioni, anche sulla formazione rivolta agli occupati, che evidenziano le sinergie offerte dalla complementarietà tra gli investimenti in formazione continua delle imprese con l’offerta di apprendimento permanente disponibile per gli adulti nei più diversificati contesti di vita, studio e lavoro.
Dall’altro, lo sviluppo e l’integrazione dei sistemi informativi e di monitoraggio in corso di realizzazione che hanno obbligato, in questa edizione, ad una selezione accurata tra i dati concretamente disponibili, ma che in prospettiva consentirà di valorizzare al meglio il patrimonio informativo nell’ambito del Sistema informativo unico delle politiche del lavoro.

Fonte: ANPAL 

Punto sicuro, DPCM 3 novembre 2020: l’impatto sulle attività produttive industriali

Punto Sicuro: Una nota di Confindustria si sofferma sul DPCM 3 novembre 2020 con riferimento alle conseguenze sulle attività produttive industriali in materia di sicurezza. Le trasferte di lavoro, la formazione alla sicurezza e la validità dei protocolli

di Tiziano Menduto

Nota di aggiornamento mensile UIBM-MISE sulla contraffazione

Si allega il documento informativo sui temi, servizi ed attività in materia di contraffazione e P.I. di interesse per le Associazioni e imprese, reso disponibile dalla Direzione Generale per la Tutela della Proprietà Industriale-UIBM del Ministero dello Sviluppo Economico.

Fonte: Confindustria

INPS, Circolare n. 133 del 24 novembre 2020 sull’esonero, per le nuove assunzioni, dei versamenti dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro

Con la Circolare n. 133 del 24 novembre 2020, l’INPS fornisce istruzioni in materia di esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro in caso di nuove assunzioni ai sensi degli artt. 6 e 7 del Decreto Legge n. 104 del 2020 (c.d. Decreto Agosto), convertito con modificazioni in L. 13 ottobre 2020, n. 126.

 L’Istituto ripercorre come l’art. 6, comma 1, del Decreto Agosto abbia previsto l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, ad eccezione del settore agricolo, per le assunzioni tra il 15 agosto 2020 e il 31 dicembre 2020 con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Si tratta delle assunzioni di quei lavoratori che non hanno avuto un contratto a tempo indeterminato presso il medesimo datore di lavoro nei sei mesi precedenti all’assunzione. L’esonero trova applicazione anche in caso di trasformazione del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato in contratto di lavoro a tempo indeterminato e, in ogni caso, ha una durata massima di sei mesi decorrenti dall’assunzione/trasformazione a tempo indeterminato.

I rapporti di lavoro incentivati sono, quindi, tutti quelli a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione, instaurati a decorrere dal 15 agosto 2020 e sino al 31 dicembre 2020, compresi i part-time, a eccezione dei contratti di apprendistato e di lavoro domestico. Restano escluse le assunzioni con contratto di lavoro intermittente o a chiamata ancorché stipulato a tempo indeterminato.

L’art. 7, comma 1, del Decreto Agosto estende poi l’esonero in oggetto alle assunzioni a tempo determinato o con contratto di lavoro stagionale nei settori del turismo e degli stabilimenti termali, rientranti nel periodo ricompreso tra il 15 agosto 2020 e il 31 dicembre 2020. In tal caso, l’incentivo ha una durata pari al periodo dei contratti stipulati, non superiore ai tre mesi.

Quanto ai destinatari del beneficio, la Circolare chiarisce che possono accedere all’esonero tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, a eccezione di quelli del settore agricolo. In merito al settore pubblico, invece, si precisa l’esclusione dal beneficio della Pubblica Amministrazione (art. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001), elencando tuttavia gli enti che possono ritenersi destinatari dell’esonero.

Da ultimo, la Circolare ricorda che l’inoltro tardivo delle comunicazioni telematiche obbligatorie inerenti all’instaurazione del rapporto di lavoro o di somministrazione incentivato comporta la perdita di quella parte dell’incentivo relativa al periodo compreso tra la decorrenza del rapporto agevolato e la data della tardiva comunicazione.

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 

Circolare Inps n. 133 del 24 novembre 2020: Articoli 6 e 7 del Decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, recante “Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia” (pubblicato nella G.U. n. 203 del 14 agosto 2020). Esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per nuove assunzioni. Indicazioni operative. Istruzioni contabili.