#Riapertura: le Ordinanze e i Decreti adottati dalle Regioni a seguito del dPCM 17 maggio 2020 (1)

#Riapertura: le Ordinanze e i Decreti adottati dalle Regioni a seguito del dPCM 17 maggio 2020

Pubblichiamo le Ordinanze e i Decreti adottati a seguito dell’emanazione del DPCM 17 maggio 2020 in vigore da oggi.

 

Regione Calabria
Ordinanza n. 42 del 15 maggio 2020

Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica: Disposizioni relative allo spostamento delle persone fisiche.

 

Regione Campania
Ordinanza n. 48 del 17 maggio 2020

Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n.833 in materia di igiene e sanità pubblica e dell’art. 3 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19. Disposizioni ai sensi dell’art.1, comma 16 decreto-legge 16 maggio 2020, n.33

 

Regione Emilia Romagna
Decreto del Presidente n. 82 del 17 maggio 2020

Ulteriore ordinanza ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione della sindrome da Covid 19

 

Regione Friuli Venezia Giulia
Ordinanza n. 14/c del 17 maggio 2020

Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019

 

Regione Liguria
Ordinanza n. 30 del 17 maggio 2020

lteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 relative alla attuazione sul territorio della regione Liguria delle disposizioni di cui al d.P.C.M.17 maggio 2020

 

Regione Lombardia
Ordinanza n. 547 del 17 maggio 2020

Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n.833 in materia di igiene e sanità pubblica e dell’art. 3 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19

 

Regione Molise
Ordinanza n. 31 del 17 maggio 2020

Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell’art. 1, comma 14, del decreto legge 16 maggio 2020, n. 33 e del DPCM 17 maggio 2020

 

Regione Piemonte
Decreto del Presidente n. 57 del 17 maggio 2020

Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n.833 in materia di igiene e sanità pubblica

 

Regione Puglia
Ordinanza n. 237 del 17 maggio 2020

D.P.C.M. 17 maggio 2020 – Riapertura delle attività economiche e produttive

 

Regione Sicilia
Ordinanza n. 21 del 17 maggio 2020

Regione Toscana
Ordinanza n. 57 del 17 maggio 2020

Ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19- Avvio della Fase 2

Regione Umbria
Ordinanza n. 25 del 17 maggio 2020

Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 – Riavvio parziale delle attività economiche e produttive attualmente sospese – A decorrere dal 18.05.2020

Fase 2: Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM 17 maggio 2020

Fase 2: Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM 17 maggio 2020

 

Pubblichiamo il testo del  DPCM firmato nelle prime ore di domenica 17 maggio 2020 recante: ”Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n.19,recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio  2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”, completo degli allegati definitivi, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 17 maggio 2020, n. 126. 

Coronavirus Fase 2, Governo approva il decreto legge

Coronavirus Fase 2, Governo approva il decreto legge

 

Pubblichiamo il testo del Decreto Legge quadro sulla cosiddetta “Fase 2” approvato stanotte dal Consiglio dei Ministri. Il testo è in attesa della “bollinatura” della Ragioneria Generale dello Stato.

Il decreto delinea il quadro normativo nazionale all’interno del quale, dal 18 maggio al 31 luglio 2020, con appositi decreti od ordinanze, statali, regionali o comunali, potranno essere disciplinati gli spostamenti delle persone fisiche e le modalità di svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali.

Il decreto recepisce le Linee guida approvate della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che forniscono le linee di indirizzo per la riapertura delle Attività Economiche e Produttive.  

 

 

 

Info dalle regioni e dalle province autonome del 15 maggio 2020

Dalle regioni e dalle Province autonome

 

Regione Abruzzo

Ordinanza n. 59 del 14 maggio 2020

 

Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da

virus COVID-19. Disposizioni per la riapertura di specifiche attività a far data dal 18 maggio

2020. Ulteriori disposizioni e chiarimenti relativi all’Ordinanza n. 56 del 6 maggio 2020

 

 

Regione Marche

Ordinanza n. 30 del 14 maggio 2020

 

 

Regione Valle d’Aosta

Ordinanza n. 203 del 12 maggio 2020

 

Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica daCOVID-2019. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica. Modifica all’ordinanza n. 201 del 12 maggio 2020

 

 

 

Procura di Bergamo: nota sulla verifica dell’applicazione dei Protocolli di sicurezza

PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI BERGAMO: Nota sulle indicazioni operative agli Organi di Vigilanza deputati alla verifica dell’applicazione del Protocollo Condiviso per il contenimento della diffusione del Covid 19

Pubblichiamo la nota della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo sulle: Indicazioni operative per la verifica dell’applicazione dei protocolli condivisi di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento del virus Covid-19 ex art. 2 comma 6 DPCM 26.04.2020”

Centro Studi Confindustria – Previsioni Italia: faticosa risalita dopo il crollo, investimenti ed export soffrono più dei consumi

Centro Studi Confindustria – Previsioni Italia: faticosa risalita dopo il crollo, investimenti ed export soffrono più dei consumi

Pubblichiamo la Congiuntura Flash di Maggio 2020 del Centro Studi di Confindustria

Previsioni per l’Italia nel 2020-2021: una faticosa risalita dopo il crollo, con gli investimenti e l’export che soffrono più dei consumi. 

Nel 2020 una pesante revisione al ribasso per il PIL, che registra una caduta storica, nel contesto di un’ampia recessione globale. In Italia l’input di lavoro segue un andamento ciclico, con la disoccupazione e gli inattivi in aumento, mentre si manifestano tendenze di deflazione e il deficit pubblico sale ai massimi. La ripartenza del credito alle imprese è cruciale, ma lo spread sovrano è più ampio e la Borsa azionaria ancora debole.

 

L’economia italiana in breve

  • Pesante revisione al ribasso. Due fattori hanno accentuato la già profonda caduta del PIL attesa nel 2020 (-9,6%, dal -6,0% previsto dal CSC il 31 marzo): il prolungamento per decreto dal 13 aprile al 4 maggio, con poche eccezioni, della chiusura parziale dell’attività economica in Italia; un più forte calo della domanda, domestica ed estera, che frena anche l’attività delle imprese autorizzate a riaprire.
  • Caduta storica. Nel 1° trimestre il PIL ha subito un crollo oltre le attese (-4,7%). Nell’industria, che ha riaperto a inizio maggio, la produzione è calata del 28% a marzo ed è stimata in ulteriore caduta in aprile (-23%, indagine CSC); il PMI (Purchasing Managers’ Index) ha registrato un tonfo (31,1). Nei servizi, l’attività è più ridotta (PMI a 10,8) e la riapertura completa sarà a giugno. Nel 2° trimestre quindi il CSC prevede un calo molto forte del PIL (-9,0%). Nel 3° e 4°, con il 100% di settori aperti, è atteso un parziale recupero, frenato da scorte accumulate e difficoltà di molte imprese, che proseguirà nel 2021 (+5,6%).

 

  • Crollo degli investimenti. L’incertezza sui tempi dell’effettiva fine dell’emergenza sanitaria, gli stock di invenduto e l’assenza di liquidità dovuta al crollo dei fatturati rappresentano per molte imprese ostacoli che inibiscono, nel breve-medio periodo, le decisioni di investimento. Che saranno rinviate per quasi tutto il 2020. Il CSC prevede perciò una caduta senza precedenti degli investimenti (-15,5%; -10,6% stimato a marzo), che verrà recuperata solo in parte nel 2021 (+9,1%), pesando sulla crescita futura.
  • Forte impatto sui consumi. Le misure anti-contagio hanno in gran parte congelato i consumi a marzo-aprile. La riapertura graduale di attività commerciali e la maggiore libertà di movimento attenueranno la caduta, da maggio; tuttavia, resterà prudente la gestione dei bilanci familiari (-14% la spesa nel 1° semestre). Con un recupero nel 2° semestre, il calo nel 2020 sarà di -9,9% (seguito da +5,7% nel 2021).
  • Export in caduta. L’impatto della crisi sull’export è evidente nei dati doganali di marzo (-16,8%) e gli indicatori qualitativi puntano a un peggioramento nel 2° trimestre. Nello scenario CSC, l’export di beni e servizi crollerà di oltre il 14% nel 2020, recuperando solo in parte nel 2021. La caduta è maggiore di quella del commercio mondiale, per la particolare debolezza di Europa e USA; la risalita sarà più robusta. L’import, correlato all’export, riflette anche il forte calo di consumi e, soprattutto, investimenti.
  • Input di lavoro ciclico. L’estensione eccezionale della CIG quest’anno permetterà un forte aggiustamento al ribasso delle ore lavorate e la salvaguardia di posti di lavoro. L’occupazione in termini di ULA seguirà il PIL, con un -7,6% nel 2020 (e +3,5% nel 2021), ma terrà in termini di teste. Il tasso di disoccupazione crescerà meno che altrove, anche per l’aumento degli inattivi (+300mila a marzo, per la difficoltà di compiere azioni di ricerca). Ma faticherà a scendere nel 2021 (11,3%), quando la creazione di posti di lavoro sarà spiazzata dal riallungamento degli orari e più persone cercheranno un impiego.

  • Prezzi sotto zero. Sono in atto due tendenze opposte: forte ribasso dei prezzi energetici (-9,6% annuo in aprile), rialzo di quelli alimentari (+2,8%; carrello della spesa +2,6%). I prezzi dei servizi frenano, quelli dei beni sono stabili. L’inflazione totale, già scesa a zero in aprile, è prevista cadere di poco in negativo (-0,5% nel 2020). Il deflatore del PIL, però, registrerà una variazione positiva (+0,9% nel 2020), dato il forte calo dei prezzi dell’import, trascinati dal petrolio, mentre i prezzi dell’export si riducono di poco.
  • Deficit e debito pubblici ai massimi. L’indebitamento nel 2020 è previsto salire all’11,1% del PIL (1,6% nel 2019). L’aumento è in minima parte attribuibile agli effetti della scorsa Legge di bilancio; per gran parte è dovuto alle misure del Governo per contrastare gli effetti negativi del Covid-19 (4,6 punti) e al crollo del PIL. Nel 2021 il deficit scenderà al 5,6%, scontando anche la disattivazione della clausola di salvaguardia (20,1 miliardi). Il debito/PIL salirà al 159,1% nel 2020, calando a 155,4% nel 2021.
  • Credito cruciale. I prestiti alle imprese hanno ricominciato a crescere a marzo (+1,4% annuo, -1,2% a febbraio), con costo ai minimi (1,1%). Il CSC assume che le garanzie pubbliche aiutino a irrobustire il credito, pur con ritardo, in linea col fabbisogno di liquidità creatosi nelle imprese, evitando scenari peggiori. Contribuiscono i prestiti BCE a banche dell’Eurozona (+346 miliardi), a un tasso fino al -1,0%.

  • Spread più ampio. A maggio il rendimento del BTP decennale è salito all’1,86%, mentre in Germania il Bund è più negativo (-0,54%). Perciò lo spread dell’Italia si è ampliato a quota 240, di 98 punti base sopra il minimo di febbraio (142). Ciò avviene nonostante gli ampi acquisti BCE di titoli (già 153 miliardi all’8 maggio). Pesano la difficile situazione in Italia e le perduranti incertezze sulle policy in Europa.
  • Borsa ancora debole. La Borsa italiana fino a maggio ha recuperato solo in parte (+16%), dopo la profonda caduta di marzo (-41%). Le quotazioni delle imprese, quindi, sono molto compresse, ma con l’inizio della risalita dell’attività, nella seconda metà del 2020, pure l’indice azionario è atteso in ripresa.

L’economia mondiale in breve – Esogene della previsione: pesante recessione globale

  • Commercio in caduta. La flessione del PIL mondiale nel 2020 (-4,6%) è aggravata dalle connessioni commerciali, produttive, finanziarie e di investimento tra paesi. Nel 2021 il recupero sarà parziale. Il commercio estero è più colpito (-12% nel 2020), a causa dei limiti ai movimenti di persone, beni e servizi, delle nuove tensioni commerciali USA-Cina e dell’alta incertezza geoeconomica. Inoltre, la successiva risalita sarà frenata dalla debolezza della domanda mondiale e dalle interruzioni nelle catene globali del valore (+7% nel 2021).

  • USA in difficoltà. La pandemia ha colpito duramente, dato il lockdown in numerosi settori, seppur con differenze territoriali. Il CSC ipotizza una forte contrazione del PIL nel 2020 (-7%) e le conseguenze sull’occupazione sono già drammatiche: 20 milioni di persone hanno perso il lavoro ad aprile (14,7% la disoccupazione). Ciò aumenta le pressioni sull’amministrazione per incrementare lo stimolo fiscale, già mastodontico: il deficit potrebbe salire vicino al 20% del PIL.
  • Eurozona in profondo rosso. A un 1° semestre caratterizzato da shock ai consumi e all’offerta, farà seguito nel 2° semestre, malgrado la progressiva riapertura delle attività, una carenza di domanda: i consumi per l’impennata dei senza lavoro, gli investimenti per la diffusa incertezza. Perciò, il rimbalzo atteso fino al 2021 non sarà sufficiente a recuperare il livello di PIL del 2019. A conferma di ciò, le aspettative delle famiglie su situazione finanziaria e disoccupazione sono divenute molto negative, con atteso incremento del risparmio.
  • Emergenti sotto zero. Nel 2020 le economie emergenti sono ipotizzate contrarsi (dell’1,0%), per la prima volta da quando viene misurato l’aggregato (1980); la crescita media dal 2000 è stata del +5,6%, con un minimo di +2,8% nel 2009. A pesare quest’anno, oltre al marcato rallentamento di Cina e principali economie asiatiche, sono il crollo del prezzo del petrolio e le limitate capacità di molti paesi nella gestione della crisi sanitaria. L’America Latina potrebbe essere una delle aree dove si produrranno gli effetti più pesanti, con il rischio di deterioramento delle condizioni di finanziamento, fughe di capitali e crisi monetarie.
  • Petrolio poco sopra i minimi. Il prezzo del Brent è a 24 dollari a maggio, dopo i minimi in aprile (19 dollari), per il crollo della domanda a causa dell’epidemia e nonostante l’annuncio di OPEC e altri produttori di un taglio all’estrazione. Lo scenario CSC ipotizza una lenta risalita a 30 dollari in media nel 2020 e a 45 nel 2021.

e forme della ripresa: come sarà quella italiana?

  • Una lettera per il PIL Gli economisti si interrogano su quale forma prenderà, questa volta, la ripresa dell’attività economica in Italia. Le ipotesi sono varie, in parte basate sugli episodi passati. E vengono spesso sintetizzate in una singola lettera dell’alfabeto, che descrive il profilo trimestrale del PIL di un paese.
  • Tante possibilità, in teoria. La rapida ripresa dopo una caduta è definita profilo a V: si tratta del caso migliore. Se invece occorre qualche trimestre prima della risalita, si parla di profilo a U (gradualità). Quando la ripresa non arriva affatto, fenomeni rari nella storia, si tratta di un profilo a L. Quando a una caduta-ripresa segue a stretto giro un’ulteriore episodio di caduta-ripresa si parla di profilo a W. La possibilità peggiore è il profilo a S rovesciata: alla caduta segue una ripresa che conduce però a una nuova caduta. Meglio del profilo a V ci sarebbe solo quello a J, ma ciò presupporrebbe una piccola caduta, quindi non è una “lettera” attuale.
  • L’ultimo episodio noto. Con la precedente recessione, dal 2011, il profilo del PIL in Italia ha assunto una forma a U molto allargata: alla caduta è seguito un periodo di stagnazione di ben 7 trimestri e solo dopo una risalita dell’attività. Potremmo dire che si è trattato di un profilo a LI, cioè una brutta L seguita infine da una I.
  • Profilo a V o a U? Oggi le due fazioni principali di economisti sono i teorici del profilo a V (ottimisti) e i sostenitori del profilo a U (pessimisti). Questa seconda ipotesi è diventata prevalente. Il motivo è che molti si attendono che carenza di domanda e aumento dei fallimenti ritarderanno la risalita nel 3° trimestre, forse anche nel 4°, rispetto alla meccanica variazione positiva che deriverebbe dalla riapertura istantanea al 100% di tutte le attività. Sia in caso di V che di U, il braccio destro potrebbe risultare più corto (risalita parziale).

 

Confindustria: audizione al Senato della Repubblica sulle ricadute occupazionali dell’epidemia da Covid-19

Pubblichiamo la nota di Confindustria sull’audizione del dott. Pierangelo Albini, alla Commissione Lavoro pubblico e privato, Previdenza Sociale del Senato della Repubblica nell’ambito dell’affare assegnato riguardante ricadute occupazionali dell’epidemia da Covid-19, azioni idonee a fronteggiare le situazioni di crisi e necessità di garantire la sicurezza sanitaria nei luoghi di lavoro (atto n. 453).

 

 

 

Covid-19, test sierologici sul posto di lavoro: i chiarimenti del Garante privacy.

Covid-19, test sierologici sul posto di lavoro: i chiarimenti del Garante privacy.

 Il datore di lavoro non può effettuare direttamente esami diagnostici sui dipendenti

 

Il datore di lavoro può effettuare direttamente test sierologici per il Covid-19 ai propri dipendenti? Quali aspetti bisogna considerare nel promuovere screening sierologici nei confronti di lavoratori appartenenti a categorie a rischio come, ad esempio, gli operatori sanitari e le forze dell’ordine?

A queste domande rispondono due Faq pubblicate sul sito del Garante www.garanteprivacy.it.

Le Faq forniscono indicazioni per un corretto trattamento dei dati personali da parte di pubbliche amministrazioni e imprese private e chiariscono i presupposti per l’effettuazione dei test sierologici per il Covid-19 sul posto di lavoro.

Il Garante ha specificato, in particolare, che, nell’ambito del sistema di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro o di protocolli di sicurezza anti-contagio, il datore di lavoro può richiedere ai propri dipendenti di effettuare test sierologici solo se disposto dal medico competente o da altro professionista sanitario in base alle norme relative all’emergenza epidemiologica.

Solo il medico del lavoro infatti, nell’ambito della sorveglianza sanitaria, può stabilire la necessità di particolari esami clinici e biologici. E sempre il medico competente può suggerire l’adozione di mezzi diagnostici, quando li ritenga utili al fine del contenimento della diffusione del virus, nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie, anche riguardo alla loro affidabilità e appropriatezza.

Nelle Faq l’Autorità precisa anche che le informazioni relative alla diagnosi o all’anamnesi familiare del lavoratore non possono essere trattate dal datore di lavoro (ad esempio, mediante la consultazione dei referti o degli esiti degli esami).

Il datore di lavoro deve, invece, trattare i dati relativi al giudizio di idoneità del lavoratore alla mansione svolta e alle eventuali prescrizioni o limitazioni che il medico competente può stabilire. Le visite e gli accertamenti, anche ai fini della valutazione della riammissione al lavoro del dipendente, devono essere posti in essere dal medico competente o da altro personale sanitario, e, comunque, nel rispetto delle disposizioni generali che vietano al datore di lavoro di effettuare direttamente esami diagnostici sui dipendenti.

Il Garante ha chiarito infine che la partecipazione agli screening sierologici promossi dai Dipartimenti di prevenzione regionali nei confronti di particolari categorie di lavoratori a rischio di contagio, come operatori sanitari e forze dell’ordine, può avvenire solo su base volontaria. I risultati possono essere utilizzati dalla struttura sanitaria che ha effettuato il test per finalità di diagnosi e cura dell’interessato e per disporre le misure di contenimento epidemiologico previste dalla normativa d’urgenza in vigore (es. isolamento domiciliare).

 

Fonte: Autorità Garante per la Protezione dei Dati

INAIL: L’infortunio sul lavoro per Covid-19 non è collegato alla responsabilità penale e civile del datore di lavoro

INAIL: L’infortunio sul lavoro per Covid-19 non è collegato alla responsabilità penale e civile del datore di lavoro

Pubblichiamo il Comunicato Stampa dell’ Istituto Nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) sulla responsabilità penale e civile del datore di lavoro per le infezioni da Covid-19 dei lavoratori