Maria Cristina Urbano: Bene il Piano Colao per il rilancio dell’Italia, ma la sicurezza?

 

 

 

Blog di Maria Cristina Urbano

11 giugno 2020

Bene il Piano Colao per il rilancio dell’Italia, ma la sicurezza?

Bene il Piano Colao per il rilancio dell'Italia, ma la

Ci troviamo certamente nel momento di passaggio da una tempesta, quella sanitaria dovuta al Covid-19, a quella economico-sociale che, conseguenza della prima, attende solo di esplodere in tutta la sua gravità.

Le autorevoli stime sin qui avanzate non consentono di nutrire grandi speranze: PIL nazionale in calo nel 2020 tra il 10% e il 15%; disoccupazione in accelerazione; tessuto economico e imprenditoriale (soprattutto le piccolissime imprese e le PMI) in profonda crisi di liquidità e senza immediate prospettive di ripresa; crollo degli investimenti e ripercussioni anche di medio-lungo termine sull’export.

Gli scenari peggiori tratteggiati nelle scorse settimane dal FMI, che assumono a loro fondamento un prolungarsi del periodo di lockdown in vaste aree del pianeta e una seconda ondata del Covid a cavallo tra 2020 e 2021, delineano uno scenario la cui gravità è addirittura difficile da immaginare, mai conosciuta dalle generazioni chiamate ad affrontarla.

Situazioni straordinarie richiedono scelte straordinarie che, nel caso di un mondo interconnesso come mai prima, vanno ben oltre l’orizzonte del singolo paese. Ma noi dobbiamo fare il nostro, guardarci in casa, scevri da condizionamenti ideologici e convenienze politiche, per affrontare e sciogliere i nodi che rallentano lo sviluppo dell’Italia, nel perseguimento degli obiettivi di equità sociale, sostenibilità ambientale, efficienza economica ed efficacia nell’azione della Pubblica Amministrazione.

Accogliamo pertanto con interesse il complesso lavoro prodotto dalla task force di esperti in materia economica e sociale voluta dalla Presidenza del Consiglio e presieduta da Vittorio Colao.

Moltissime delle questioni affrontate nelle proposte per il rilancio del nostro Paese colgono nel segno: efficientamento dei sistemi produttivi e nuova centralità del fattore lavoro; infrastrutture e ambiente intese quali volano della ripresa; innovazione, ricerca ed istruzione a fondamento dello sviluppo; una Pubblica Amministrazione maggiormente attenta alle concrete esigenze del cittadino e dell’impresa; strumenti fiscali che aiutino a garantire liquidità al sistema produttivo; riforma del Codice dei contratti pubblici in senso minimalista; solo per ricordarne alcune. Firmiamo e sottoscriviamo. Se solo la metà delle proposte saranno attuate per metà, nel volgere di qualche anno l’Italia potrebbe vivere una trasformazione culturale, economica e sociale paragonabile a quella del secondo dopoguerra, proiettata finalmente nel terzo millennio.

Ma dalla mia particolare prospettiva, mi chiedo: e la sicurezza? Possibile che in ogni ambito si osi proporre di buttare il cuore oltre l’ostacolo, e per quanto riguarda questo comparto non si riesca neppure ad applicare l’innovativo quadro normativo esistente?

Mi riferisco all’ambizioso e lungimirante sistema sicurezza delineato dal TULPS a partire dal 2008, che vede nella partnership tra pubblico e privato (altamente qualificato e professionalizzato) il driver di sviluppo per servizi di alto livello, efficienti ed efficaci, capaci di ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche e liberarne di consistenti (sia economiche che umane) a vantaggio delle Forze dell’Ordine, per l’espletamento dei compiti che a queste precipuamente spettano. Quella che può ancora essere una best practice, segna il passo, nell’indifferenza di istituzioni e politica.

Anzi, si propongono misure che, se adottate senza la necessaria moderazione, colpiranno a morte un importante segmento della vigilanza privata: il trasporto valori. Un settore che ha investito in misura significativa nell’implementazione delle strutture, dei mezzi e del personale per svolgere con elevato grado di professionalità tale essenziale servizio, che ha già sofferto gravemente a causa delle misure di lockdown (l’ultimo dato parla di una riduzione del 50% nei prelievi nel corso dei mesi di marzo-maggio).

Un refrain, ripetuto forse senza troppo approfondire, vuole nell’utilizzo del contante la matrice dell’evasione fiscale, mentre il denaro contante non è che uno strumento, il cui utilizzo dipende dal contesto di riferimento. La lotta al nero, come spesso si riconosce, andrebbe invece perseguita con misure capaci di rendere fiscalmente conveniente al cittadino l’emersione delle proprie spese, nella consapevolezza che il ricorso al contante, se spesso è determinato da ragioni culturali, in molte altre circostanze dipende da motivi oggettivi (disponibilità dei device, surcharge ingiustificati, una PA ancora tecnologicamente arretrata, etc…).

In tale ottica, la proposta della task force governativa di introdurre incentivi all’utilizzo del denaro elettronico e disincentivi al prelievo di contante, non sembra cogliere il segno. La dimostrazione consiste nel fatto che, seppure negli anni è cresciuta significativamente la domanda di servizi digitali di pagamento (tuttavia ancora ampiamente sotto la media europea), non si riduce contestualmente la perdita di gettito fiscale da evasione. Anche in questo caso, verrebbe da affermare, in medio stat virtus.

 

Huffingtonpost.it 

 

 

 

Covid 19 #Fase 2: presentato il piano Colao

Covid 19 #Fase 2: presentato il piano Colao

Il comitato di esperti nominato dal governo e guidato Vittorio Colao ha consegnato al Presidente del Consiglio un documento di 121 pagine intitolato “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022”, e che è stato subito ribattezzato “piano Colao”.

È un elenco di 102 proposte per favorire la ripresa economica del nostro paese duramente colpito dall’epidemia da Covid 19.

Il piano propone obiettivi generali ed individua sei ambiti fondamentali per il rilancio dell’Italia: Imprese e Lavoro, Infrastrutture e Ambiente, Turismo, Arte e Cultura, Pubblica Amministrazione, Istruzione, Ricerca e Competenze e Individui e Famiglie.

Info dalle regioni e dalle province autonome 8 giugno 2020

DALLE REGIONI E DALLE PROVINCE AUTONOME

Regione Abruzzo
Ordinanza n. 70 del 7 giugno 2020

Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da virus
COVID-19 – Approvazione ulteriori Protocolli di Sicurezza.

 

Regione Basilicata
Ordinanza n. 26 del 4 giugno 2020

ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19 e dell’articolo 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica. Disposizioni ai sensi dell’articolo 1, comma 16, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33. Ingresso delle persone fisiche in Regione Basilicata

Regione Calabria
Ordinanza n. 49 del 3 giugno 2020

Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica. Disposizioni riguardanti la ripresa degli spostamenti extraregionali delle persone fisiche di cui all’art. 1 del Decreto Legge 16 maggio 2020, n. 33.
Il Dirigente Generale Reggente del Dipartimento Tutela della Salute

Regione Campania
Ordinanza n. 55 del 5 giugno 2020

Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n.833 in materia di igiene e sanità pubblica e dell’art. 3 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19

Regione Emilia Romagna
Decreto n. 98 del 6 giugno 2020

Ulteriore Ordinanza ai sensi dell’art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione della sindrome da Covid 19

 

Regione Friuli Venezia Giulia
Ordinanza n.16/c del 3 giugno 2020

Ulteriori misure per la prevenzione e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19.

 

Regione Liguria
Ordinanza n. 36 del 5 giugno 2020

Ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 relative alla attuazione sul
territorio della regione Liguria delle disposizioni di cui al d.P.C.M.17 maggio 2020

 

Regione Lombardia
Ordinanza n. 563 del 5 giugno 2020

Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica e dell’art. 3 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19

Regione Marche
Decreto n. 188 del 5 giugno 2020

Misure per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid – 19 in materia di formazione.

 

Regione Sardegna
Ordinanza n. 28 del 7 giugno 2020

Ulteriori misure straordinarie urgenti di contrasto e prevenzione della diffusione epidemiologica da COVID-2019 nel territorio regionale della Sardegna. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n.833 in materia di igiene e sanità pubblica.

Regione Sicilia
Ordinanza n. 24 del 6 giugno 2020

 

Regione Umbria
Ordinanza n. 31 del 5 giugno 2020

Ordinanza della Presidente della Giunta regionale 18 maggio 2020, n. 26. Ulteriori
disposizioni, per il periodo 8 giugno 2020 – 14 giugno 2020, relative al trasporto pubblico
locale a seguito dell’emergenza coronavirus

Regione Valle d’Aosta
Ordinanza n. 231 del 5 giugno 2020

Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da
COVID-2019. Riavvio di ulteriori attività economiche, produttive e sociali. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica. Revoca dell’ordinanza n. 207 del 1 7 maggio 2020.

Regione Veneto
Decreto n. 56 del 4 giugno 2020

Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da virus COVID-19. Ulteriori
disposizioni

Provincia autonoma di Bolzano
Ordinanza n. 29 del 6 giugno 2020

Ulteriori misure urgenti per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19

Linee Guida per le aziende di Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari per la definizione di un protocollo aziendale di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19

Linee Guida per le aziende di Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari per la definizione di un protocollo aziendale di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19

Associazioni Datoriali e Organizzazioni Sindacali del settore della Vigilanza Privata continuano la propria azione per affrontare la pesante situazione emergenziale che sta attraversando il Paese, anche in questo comparto la cui attività rappresenta un tassello fondamentale per la sicurezza del Paese e dei cittadini.    

L’Accordo Quadro definito oggi affronta il delicato problema della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, alla luce delle indicazioni contenute nel Protocollo generale sottoscritto dalle Parti Sociali con il Governo il 24 aprile scorso.

Si definiscono le “Linee Guida per le aziende di Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari per la definizione di un protocollo aziendale di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19” a valere su tutto il territorio nazionale, con indicazioni dettagliate sulle misure da assumere per lo svolgimento dei diversi servizi forniti dalle aziende.

In ciascuna impresa si darà luogo alla costituzione dei Comitati aziendali, con la partecipazione del Rappresentante Servizio Prevenzione e Protezione, del Medico Competente e dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza.

L’intesa assume particolare rilevanza tenuto conto che gli addetti della Vigilanza Privata hanno continuato a svolgere la propria attività durante l’intera fase di lockdown, garantendo ancora oggi servizi ausiliari di controllo per l’accesso alle imprese private e agli Enti Pubblici in condizioni di sicurezza rispetto alle prescrizioni sanitarie disposte dalle Autorità.

Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UILTuCS esprimono un giudizio positivo per l’accordo raggiunto, che fornisce un percorso univoco e omogeneo per garantire la tutela della salute e la sicurezza nel lavoro di oltre 100.000 addetti. Inoltre esso si affianca all’altra intesa raggiunta nelle settimane scorse che ha previsto l’intervento solidaristico da parte dell’Ente Bilaterale Vigilanza Privata (EBINVIP) destinando 2 milioni di euro in favore dei lavoratori maggiormente colpiti dal ricorso agli ammortizzatori sociali.

Le Associazioni Datoriali Assiv, Anivp, Univ, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative e Agci ritengono che l’adozione di efficaci e condivise procedure di tutela sanitaria, rappresentino un valore aggiunto a salvaguardia, in particolare, delle risorse umane aziendali e delle competenze e qualificazioni professionali da queste espresse, elementi fondanti del patrimonio delle imprese.

Ufficio Stampa ASSIV

 

Comunicato Stampa ASSIV – Vigilanza privata: lavoro in sicurezza e solidarietà

COMUNICATO STAMPA
Vigilanza privata: lavoro in sicurezza e solidarietà

Associazioni Datoriali e Organizzazioni Sindacali del settore della Vigilanza Privata continuano la propria azione per affrontare la pesante situazione emergenziale che sta attraversando il Paese, anche in questo comparto la cui attività rappresenta un tassello fondamentale per la sicurezza del Paese e dei cittadini.    

L’Accordo Quadro definito oggi affronta il delicato problema della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, alla luce delle indicazioni contenute nel Protocollo generale sottoscritto dalle Parti Sociali con il Governo il 24 aprile scorso.

Si definiscono le “Linee Guida per le aziende di Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari per la definizione di un protocollo aziendale di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19” a valere su tutto il territorio nazionale, con indicazioni dettagliate sulle misure da assumere per lo svolgimento dei diversi servizi forniti dalle aziende.

In ciascuna impresa si darà luogo alla costituzione dei Comitati aziendali, con la partecipazione del Rappresentante Servizio Prevenzione e Protezione, del Medico Competente e dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza.

L’intesa assume particolare rilevanza tenuto conto che gli addetti della Vigilanza Privata hanno continuato a svolgere la propria attività durante l’intera fase di lockdown, garantendo ancora oggi servizi ausiliari di controllo per l’accesso alle imprese private e agli Enti Pubblici in condizioni di sicurezza rispetto alle prescrizioni sanitarie disposte dalle Autorità.

Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UILTuCS esprimono un giudizio positivo per l’accordo raggiunto, che fornisce un percorso univoco e omogeneo per garantire la tutela della salute e la sicurezza nel lavoro di oltre 100.000 addetti. Inoltre esso si affianca all’altra intesa raggiunta nelle settimane scorse che ha previsto l’intervento solidaristico da parte dell’Ente Bilaterale Vigilanza Privata (EBINVIP) destinando 2 milioni di euro in favore dei lavoratori maggiormente colpiti dal ricorso agli ammortizzatori sociali.

Le Associazioni Datoriali Assiv, Anivp, Univ, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative e Agci ritengono che l’adozione di efficaci e condivise procedure di tutela sanitaria, rappresentino un valore aggiunto a salvaguardia, in particolare, delle risorse umane aziendali e delle competenze e qualificazioni professionali da queste espresse, elementi fondanti del patrimonio delle imprese.

Ufficio Stampa ASSIV

 

Decreto Liquidità: approvato in via definitiva

Decreto Legge Liquidità: approvato in via definitiva

Con 156 voti favorevoli, 119 contrari e nessuna astensione, il Senato della Repubblica, giovedì 4 giugno, ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando in via definitiva il ddl n. 1829, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, in materia di accesso al credito per le imprese (decreto liquidità), sul quale il   Governo aveva posto la questione di fiducia.

Per agevolarne la lettura pubblichiamo  il dossier di documentazione:  «A.S. 1829: “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, recante misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali” (Approvato dalla Camera dei deputati)» a cura del Servizio del bilancio del Senato della Repubblica.

 

Fonte: Senato della Repubblica

Istat – Statistiche Flash: Occupati e disoccupati (aprile 2020)

Istat: Occupati e disoccupati (aprile 2020)

 

Rispetto al mese di marzo 2020, ad aprile* si registra una marcata diminuzione dell’occupazione, si rafforza il calo delle persone non occupate in cerca di lavoro già registrato a marzo, con una ulteriore forte crescita dell’inattività.

La diminuzione dell’occupazione (-1,2% pari a -274mila unità) è generalizzata: coinvolge donne (-1,5%, pari a -143mila), uomini (-1,0%, pari a -131mila), dipendenti (-1,1% pari a -205mila), indipendenti (-1,3% pari a -69mila) e tutte le classi d’età, portando il tasso di occupazione al 57,9% (-0,7 punti percentuali).

Le persone in cerca di lavoro (-23,9% pari a -484mila unità) diminuiscono maggiormente tra le donne (-30,6%, pari a -305mila unità) rispetto agli uomini (-17,4%, pari a -179mila), con un calo in tutte le classi di età. Il tasso di disoccupazione scende al 6,3% (-1,7 punti) e, tra i giovani, al 20,3% (-6,2 punti).

Generalizzata anche la crescita del numero di inattivi (+5,4%, pari a +746mila unità): +5% tra le donne (pari a +438mila unità) e +6% tra gli uomini (pari a +307mila). Il tasso di inattività si attesta al 38,1% (+2,0 punti).

Confrontando il trimestre febbraio-aprile 2020 con quello precedente (novembre 2019-gennaio 2020), l’occupazione risulta in evidente calo (-1,0%, pari a -226mila unità) per entrambe le componenti di genere.

Diminuiscono nel trimestre anche le persone in cerca di occupazione (-20,4% pari a -497mila), mentre aumentano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+5,2% pari a +686mila unità).

Il netto calo congiunturale dell’occupazione determina una flessione rilevante anche rispetto al mese di aprile 2019 (-2,1% pari a -497mila unità), verificata per entrambe le componenti di genere, per i dipendenti temporanei (-480mila), per gli autonomi (-192mila) e per tutte le classi d’età, con le uniche eccezioni degli over50 e dei dipendenti permanenti (+175mila). Il tasso di occupazione scende di 1,1 punti percentuali.

Infine, anche le persone in cerca di lavoro calano in misura consistente nell’arco dei dodici mesi (-41,9%, pari a 1 milione 112mila unità), mentre aumentano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+11,1%, pari a +1 milione 462mila).

L’indagine ha risentito degli ostacoli che l’emergenza sanitaria in corso pone alla raccolta dei dati di base. Sono state sviluppate azioni correttive che ne hanno contrastato gli effetti statistici negativi e hanno permesso di elaborare e diffondere i dati relativi al mese di aprile 2020.

  • dati provvisori

Fonte: Istat

Punto Sicuro: La documentazione del Protocollo anticontagio a tutela del DDL

Punto Sicuro: La documentazione del Protocollo anticontagio a tutela del DDL

 

Segnaliamo l’approfondimento su: La documentazione del Protocollo anticontagio a tutela del DDL  a cura dell’Ing. Riccardo Borghetto e dell’Ing. Lorenzo Cusaro  pubblicati sul sito Punto Sicuro

Nell’articolo viene trattata la  documentazione che ogni azienda dovrebbe avere per dimostrare il rispetto delle prescrizioni del protocollo anti-contagio nel tempo e minimizzare il rischio di una condanna penale e civile

 

 

Ministero dell’Interno: Manuale sui dispositivi di protezione individuale (DPI)

Ministero dell’Interno: Manuale sui dispositivi di protezione individuale (DPI)

 

Il manuale del Ministero dell’Interno approfondisce la tematica  sui dispositivi di protezione individuale nell’emergenza COVID-19.  A corredo segnaliamo: DPI: indicazioni sulla protezione delle vie aeree dal Covid un approfondimento pubblicato sul sito Punto Sicuro a cura di Tiziano Menduto.

Ministero dei Trasporti: nuove disposizioni per il trasporto ferroviario, aereo e marittimo

Ministero dei Trasporti: nuove disposizioni per il trasporto ferroviario, aereo e marittimo

Decreto Ministeriale 226 del 2 giugno 2020 sulla misurazione obbligatoria della temperatura nelle stazioni dell’Alta Velocità ferroviaria per tutti i passeggeri dei treni a lunga percorrenza

 

E’ la principale novità introdotta nel Decreto firmato dal  Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli che aggiorna le Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del COVID-19 allegate al DPCM del 17 maggio.

 Le modifiche adeguano le linee guida per il contenimento dell’emergenza epidemiologica alla maggiore possibilità di circolazione degli utenti dei trasporti in vista della riapertura degli spostamenti interregionali del 3 giugno.

 Nell’ambito dei trasporti ferroviari sono state specificate nuove importanti prescrizioni per i viaggiatori nelle stazioni e a bordo dei convogli.

 In tutte le stazioni dell’Alta Velocità vengono introdotti ingressi dedicati ai passeggeri dei treni di AV e degli Intercity per effettuare la misurazione della temperatura corporea prima di salire. Nel caso sia rilevata una temperatura corporea superiore a 37,5°C non sarà consentito l’accesso a bordo del treno.

 Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

 

Decreto Ministeriale 227 del 2 giugno 2020.

Nuove disposizioni per il trasporto aereo e marittimo per i collegamenti da e per la Sardegna e conferma delle precedenti misure per le navi da crociera con bandiera estera, nel decreto firmato dal Ministro Paola De Micheli.

Il trasporto aereo, l’operatività dei servizi è limitata agli aeroporti di Alghero, Ancona, Bari, Bergamo-Orio al Serio, Bologna, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze-Peretola, Genova, Lamezia Terme, Lampedusa, Milano Malpensa, Napoli Capodichino, Olbia, Palermo, Pantelleria, Pescara, Pisa, Roma Ciampino, Roma Fiumicino, Torino, e Venezia Tessera. Negli aeroporti commerciali non inclusi nell’elenco sono consentite le attività di aviazione generale. L’Enac, previo parere conforme della ministra De Micheli, potrà integrare l’elenco degli aeroporti oggi già operativi.

Non è prevista alcuna limitazione per gli spostamenti da e per la Sicilia.

Per la Regione Sardegna, considerata la particolare situazione dell’organizzazione sanitaria dell’isola, fino al 12 giugno il trasporto marittimo e aereo (su Cagliari, Alghero e Olbia) di viaggiatori di linea da e verso la Sardegna è limitato ai servizi svolti in continuità territoriale in servizio pubblico. Il trasporto delle merci non è invece soggetto a limitazioni.

A partire dal 13 giugno è previsto il riavvio di tutti i voli domestici da e per la Sardegna e anche il trasporto marittimo passeggeri non avrà limitazioni.
Infine, alle navi di bandiera estera impiegate in servizi di crociera è consentito l’ingresso nei porti italiani esclusivamente ai fini della sosta inoperosa.
Le disposizioni del decreto sono efficaci fino al 14 giugno 2020.

Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti