CONFINDUSTRIA: Prosegue il taglio dei tassi, ma energia più cara e incertezza sui dazi. Automotive ancora in caduta.

Dalla pagina ufficiale del Centro Studi CONFINDUSTRIA.

Di seguito il link per leggere il comunicato completo.

Ripartenza stentata. A inizio 2025, il sostegno all’economia viene dal proseguire del taglio dei tassi anche se l’inflazione sta risalendo alimentata dai rincari di gas e elettricità. L’industria è in crisi e i servizi trainano poco. Il PIL italiano, fermo nel 3° e 4° trimestre 2024, è atteso in lieve crescita. Sulle prospettive pesa l’incertezza sui possibili dazi USA, che rischia di frenare scambi e investimenti.

Prezzo del gas più che raddoppiato. Prosegue senza sosta l’aumento del prezzo del gas in Europa: 53 €/mwh a febbraio il TTF, da 49 a gennaio (26 un anno fa). Imprese e famiglie pagheranno di più anche per l’elettricità, visto che il prezzo in Italia rimane legato strettamente al gas: PUN a 155 €/mwh a febbraio, da 143 (88 un anno fa). La quotazione del petrolio, invece, è in calo (76 $/barile, da 79).

Aumenta l’inflazione. Nell’Eurozona i prezzi al consumo dell’energia sono ormai in rialzo (+1,8% annuo a gennaio) e la core alta e stabile (+2,7%): perciò l’inflazione è in aumento (+2,5%). In Italia, i prezzi dell’energia sono risaliti quasi allo zero (-0,7% annuo) e la core è ferma su valori più bassi (+1,6%): l’inflazione è pian piano cresciuta a +1,5% a inizio 2025, da un minimo di +0,7% nel corso del 2024.

Tassi: continua il taglio. A fine gennaio la BCE ha tagliato i tassi di un altro quarto di punto (2,75%, dal 4,00% iniziale), perché guarda all’inflazione sul medio termine, prevista in moderazione; secondo i mercati, ci saranno altri due tagli nel 2025. In Italia, il tasso per le imprese è sceso finora di oltre un punto (4,40% a dicembre, da un picco di 5,59%), ma il credito resta in calo (-2,3% annuo).

Gli investimenti faticano a ripartire. La fiducia delle imprese a gennaio sale di poco (95,7 da 95,3), su valori vicini alla media 2024, e l’incertezza si riduce appena. Lato domanda, a inizio 2025 i giudizi sugli ordini recuperano di poco nella manifattura, un po’ di più nei servizi. Nel complesso, gli investimenti delle imprese non sembrano ancora beneficiare della politica monetaria meno restrittiva.

Consumi: crescita incerta. A dicembre si è avuto un recupero delle vendite al dettaglio (+0,8%), che ha limitato il calo nel 4° trimestre a -0,2%. A gennaio, la fiducia dei consumatori risale, pur su valori contenuti (98,2, da 96,3). L’ulteriore allentamento di politica monetaria stimola il canale del credito e il reddito totale è cresciuto nel 2024. In contrasto, l’indicatore ICC suggerisce una frenata a inizio 2025.

Servizi: crescita modesta. La spesa dei turisti stranieri si è assestata su un’espansione moderata (+1,3% annuo a dicembre). A gennaio, l’indice RTT (CSC-TeamSystem) segnala un calo del fatturato dei servizi; il PMI scende e resta appena in area espansiva (50,4 da 50,7), indicando una crescita striminzita; anche la fiducia delle imprese del settore si è ridotta a inizio anno (99,0 da 99,6).

Industria in affanno. La produzione è scesa a dicembre (-3,1%) dopo il marginale recupero a novembre: -1,1% nel 4° trimestre, il 7° consecutivo in calo: l’automotive segna un -36,6% su dicembre 2023. A gennaio, l’HCOB PMI è rimasto su valori recessivi (46,3 da 46,2) e l’RTT industria indica un fatturato in calo; la fiducia rimane su livelli bassi, le attese di produzione migliorano ma restano modeste.

Export debole. L’export di beni italiano ha mostrato una moderata risalita a dicembre (+1,9%), ma nel complesso del 2024 resta di poco negativo (-0,4% a prezzi correnti), a causa del calo delle vendite intra-UE (-1,9%), solo in parte bilanciato da un aumento extra-UE (+1,2%). Tra i settori, positive le dinamiche di farmaceutico e alimentari, negative quelle di automotive e pelletteria. Tra i paesi, calo nei primi mercati (Germania, USA, Francia), crescita in altre importanti destinazioni (Spagna, UK, Turchia).

Eurozona: l’industria non riparte. Secondo i PMI manifatturieri, a gennaio le principali economie dell’Eurozona sono sotto la soglia di espansione, esclusa solo la Spagna. Non cambia dunque il quadro offerto dai dati sulla produzione industriale di dicembre: Spagna in aumento (+1,4%), Germania in forte calo (-2,9%) e Francia in lieve flessione (-0,4%); anche il 4° trimestre 2024 si è chiuso bene solo in Spagna (+0,9%) mentre è stato negativo per Germania e Francia (-1,2% e -0,7%).

USA: domanda interna fiacca. L’industria a gennaio è salita oltre le aspettative (+0,5% la produzione), delineando un 1° trimestre 2025 positivo (+1,1% acquisito, dopo -0,3% nel 4° 2024). Le vendite al dettaglio, invece, sono scese in modo rilevante (-0,9%) per la prima volta da agosto, ma l’acquisito nel 1° trimestre rimane positivo (+0,2%). Rallenta anche la dinamica degli occupati (+143mila unità).

Cina: frenata dei consumi. La produzione industriale accelera di poco a novembre (+5,4% annuo, da +5,3%), trainata da high-tech (+8,7%) e attrezzature industriali (+7,8%); gli indicatori PMI suggeriscono che la manifattura rallenti a gennaio, pur restando in area espansiva. Intanto, frena la crescita dei consumi (+3,0% annuo a novembre, da +4,8%) e resta bassa la dinamica dei prezzi: al consumo è a +0,5% annuo in gennaio (da +0,1%), alla produzione è a -2,3% per il secondo mese consecutivo.

Il boom di Borsa è un buon segnale per l’economia?

Quotazioni di Borsa ai massimi. Negli USA, l’indice S&P-500 a febbraio 2025 è più alto del +132% rispetto ai livelli di inizio 2019, grazie soprattutto al forte incremento nel corso del 2024 (campagna elettorale per le presidenziali, news sulla guerra Russia-Ucraina); l’indice “tecnologico” Nasdaq registra un aumento ancora più ampio (+228%). In Europa, le Borse stanno salendo rapidamente: nel DAX tedesco +8,0% a febbraio su fine 2024, nel FTSE italiano +7,7%; con tale ulteriore balzo, le quotazioni sono al +98% in Germania e al +85% in Italia dai livelli di inizio 2019.

Volano le azioni bancarie. Particolarmente positivo l’andamento delle quotazioni del settore bancario. In Italia +199% nel 2025 sul 2019, in Germania +170%. Anche negli USA l’incremento per il settore è marcato. Ciò grazie al contesto di alti tassi in entrambe le aree, ai massimi fino a metà del 2024 e tutt’ora elevati, che insieme alle altre misure di politica monetaria (acquisto di titoli, prestiti alle banche) ha sostenuto la redditività degli istituti nell’Eurozona e negli USA.

Borsa ed economia reale. Tra i mercati finanziari e l’economia reale nel medio-lungo termine c’è storicamente un nesso significativo, sebbene le dinamiche di breve termine possano in alcuni casi divergere in modo marcato. La correlazione tra la dinamica dei prezzi di Borsa e quella del PIL (calcolata su dati trimestrali, grezzi, a prezzi correnti), in Italia è stata pari al 78% nel periodo 2019-2024, un valore molto elevato, nonostante che il mercato di Borsa in Italia conti meno rispetto ad altre economie come USA e UK.

Canali di interazione. I canali tramite cui la Borsa ha un impatto sull’economia reale sono molteplici. Un rialzo delle quotazioni, accrescendo la ricchezza finanziaria delle famiglie, può avere un effetto positivo sulla spesa per consumi, specie in beni durevoli. Similmente, quotazioni azionarie più alte possono consentire alle imprese di reperire più facilmente risorse di medio-lungo termine sui mercati, per finanziare nuovi investimenti e anche per sostenere un aumento dell’attività produttiva corrente.

Scelte delle imprese e Borsa. Risulta, infatti, che le dinamiche di produzione industriale, investimenti delle imprese e Borsa in Italia, in alcuni periodi, hanno un profilo simile, per esempio nel 2019-2020; la produzione nel 2021 ha preso un percorso divergente, per poi riallinearsi alla Borsa nel 2022; nel 2023-2024 invece la rincorsa di Piazza Affari non sembra trovare riscontro nei dati macro, almeno finora. Complessivamente, nel periodo 2019-2024, la correlazione in Italia tra la dinamica dell’indice FTSE e quella della produzione industriale è stata pari al 68%, quella con gli investimenti al 47%, valori entrambi molto significativi.

Mercati e fiducia. I prezzi di Borsa tendono a salire quando si diffonde fiducia tra gli operatori finanziari sulle tendenze di singole imprese e dell’economia. L’andamento delle Borse perciò è spesso interpretato anche come indicatore di “fiducia”, sebbene solo di una parte degli operatori. Tende a esserci, infatti, correlazione anche tra le Borse e gli indici di fiducia: in Italia, quella delle imprese è risalita a dicembre e gennaio, insieme ai prezzi azionari. E maggiore fiducia stimola sicuramente gli investimenti e i consumi, quindi il PIL.

Buon indicatore per il PIL. Dunque, la corsa dei prezzi di Borsa del 2024 e di inizio 2025 può essere un indicatore positivo: suggerisce, nel medio termine, una ripresa della crescita del PIL in Italia (e Germania), riconciliando le traiettorie di mercato finanziario ed economia reale. A meno che il tempo non dimostri che erano gli attuali rialzi di Borsa a essere eccessivi, slegati dalle difficili dinamiche di fondo.

Ma alta incertezza. Un caveat è che il rialzo delle Borse non è mai lineare: procede con oscillazioni di breve periodo, anche ampie: l’indice VIX, che misura proprio tale volatilità azionaria, oggi è alto (15,2, da 13,8 a fine 2019). E tale volatilità dei mercati si associa spesso ad alta incertezza, come di recente è avvenuto sulla scia degli annunci di dazi USA: l’indice EPU globale è balzato a 375 a fine 2024, valore secondo solo al picco durante la pandemia. E l’incertezza è nemica delle scelte di investimento (imprese) e di consumo (famiglie). Perciò, un trend di Borsa positivo ma volatile non sempre si traduce in contemporanea accelerazione del PIL.

Body-cam per i controllori: sicurezza potenziata e gestione strategica con gli istituti di vigilanza

L’introduzione delle body-cam per i controllori dei mezzi pubblici rappresenta un’iniziativa lodevole e necessaria per tutelare sia gli  operatori che gli utenti dei mezzi, ed in definitiva incrementare la sicurezza percepita dai cittadini. Questi dispositivi, applicati direttamente sulle divise, consentono di registrare in alta definizione tutte le fasi delle verifiche, fornendo un supporto in caso di contenziosi e aumentando l’efficacia delle operazioni di controllo. Oltre a rafforzare la sicurezza, le body-cam fungono da deterrente contro comportamenti ostili o violenti nei confronti del personale e degli utenti del servizio.

In questo contesto, un ruolo strategico nella gestione delle body-cam può essere assunto dagli istituti di vigilanza privata. Grazie agli ingenti investimenti in tecnologie avanzate effettuati negli ultimi anni, le nostre realtà dispongono delle competenze e delle infrastrutture necessarie per garantire una gestione efficiente e sicura dei dati raccolti.

La possibilità di affidare agli IVP la gestione del segnale delle body-cam permetterebbe un monitoraggio costante e un intervento tempestivo in caso di situazioni critiche. I segnali video possono essere trasmessi in tempo reale alle nostre centrali operative, consentendo agli operatori di intervenire prontamente o di allertare le forze dell’ordine qualora la situazione lo richieda. 

Gli IVP hanno già dimostrato in numerosi ambiti di possedere le competenze per la gestione di sistemi avanzati di sicurezza, come videosorveglianza e controllo accessi. L’implementazione delle body-cam nel sistema di monitoraggio centralizzato rappresenterebbe un ulteriore passo in avanti, sfruttando al massimo le potenzialità delle infrastrutture esistenti. Questo approccio non solo migliorerebbe la protezione del personale a bordo dei mezzi pubblici, ma offrirebbe ai cittadini una maggiore tranquillità, sapendo che situazioni di rischio vengono gestite da operatori esperti e pronti a intervenire.

Affidare la gestione del segnale delle body-cam agli istituti di vigilanza privata permetterebbe inoltre di ottimizzare le risorse delle forze dell’ordine, riducendo il carico di interventi su situazioni di minore entità, ottenendo così la massima efficienza di servizio.

Si tratterebbe insomma di una scelta strategica che consentirebbe di sfruttare al meglio le tecnologie a disposizione, garantendo un ambiente più sicuro per il personale e per i cittadini, aumentando la percezione di sicurezza e contribuendo a migliorare la qualità del servizio di trasporto pubblico e la fiducia dei cittadini nelle misure adottate per la loro protezione e per il contrasto di condotte illecite.

Ci auguriamo quindi che la nostra proposta possa aprire un dibattito positivo sul tema 

Qui trovi gli articoli di stampa https://www.lapiazzaweb.it/news/padovano/401423/sicurezza-a-bordo-dei-bus-attivazione-delle-body-cam.html

ICMQ: Introduzione al Mobility Management – 4 e 10 marzo 2025

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ICMQ organizza il corso di formazione

Introduzione al Mobility Management
Formazione a distanza (FAD)


4 Marzo dalle 14:00 alle 18:00
e
10 Marzo dalle 9:00 alle 13:00

Presentazione

Il corso introduce alla professione del Mobility Manager, presentando una panoramica generale
del contesto nel quale si colloca e fornendo gli strumenti teorici e pratici di base per la redazione
dei Piani Spostamento Casa Lavoro.

Obiettivi

Mettere i discenti in condizione di assumere il ruolo di Mobility Manager e approcciare la redazione del Piano Spostamenti Casa Lavoro.

Destinatari

Il corso è rivolto a:

• dipendenti di organizzazioni pubbliche o private che devono ottemperare all’obbligo di nomina del Mobility Manager.
• dipendenti di aziende che intendono approfondire la tematica della mobilità sostenibile all’interno di percorsi di certificazione.
• professionisti che intendono ampliare la propria proposta consulenziale.

Il corso è indicato per i Professionisti della Security e HSE Manager per l’aggiornamento formativo delle competenze trasversali ai fini del mantenimento della certificazione.

Requisiti

Nessun requisito specifico richiesto.

Struttura del corso

Durata complessiva: 8h
Il corso si svolgerà in modalità FAD secondo il seguente calendario:
• Martedì 4 Marzo 2025 dalle 14:00 alle 18:00
• Lunedì 10 Marzo 2025 dalle 9:00 alle 13:00

Info e iscrizioni a questo link.

Agli associati ASSIV sono riservate tariffe scontate.

ICMQ: La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti pubblici e privati (nuovo Codice D.lgs 36/2023) – 14 e 20 marzo 2025

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ICMQ organizza il corso di formazione

La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti pubblici e privati (nuovo Codice D.lgs 36/2023)

Il corso di 8 ore si terrà in modalità online il 14 e 20 marzo dalle ore 14.00 alle ore 18.00.

L’analisi dei rischi è fondamentale per approcciare a qualunque progetto. La matrice dei rischi è sempre più richiesta dalle Stazioni Appaltanti pubbliche quali il Politecnico di Milano, l’Università di Perugia, etc. come documento d’offerta in sede di gara con il criterio dell’offerte economicamente più vantaggiosa, unitamente ai concetti di rischio negativo e di rischio positivo/opportunità.

Il successo di un progetto dipende infatti dalla oggettiva e sapiente gestione di più variabili, fra cui i rischi da prevedere e gestire. In tutti i progetti ormai, è fondamentale poter disporre della capacità di individuare i rischi connessi al progetto stesso e, più in generale, all’intervento in atto, in modo da poter mitigare e comunque gestire i rischi medesimi; per il vero occorre osservare che il rischio, se ben gestito, può diventare un’opportunità (opportunità in quanto l’aver saputo gestire i rischi di un progetto/intervento porta ad essere concorrenziale sia dalla fase di offerta rispetto a chi non ha saputo gestire il rischio).

Il Corso di 8 ore, suddiviso in due moduli, si rivolge a liberi professionisti, società di ingegneria, imprenditori, dirigenti pubblici e privati che intendono acquisire una nuova opportunità professionale nel campo della progettazione, nella gestione delle commesse, allo scopo di mitigare i rischi e di poterli trasformare in opportunità.

Saranno esposti casi reali di risk management in cui il relatore è stato consulente.

Obiettivo generale del Corso di Risk Analysis e Risk Management, è la formazione di una figura professionale capace di ridurre il rischio di derive del progetto attraverso una tempestiva analisi dei rischi applicata all’attività progettuale e gestionale delle commesse di opere sia pubbliche che private. La formazione di tale figura professionale è la risposta alla richiesta del mercato del lavoro di figure più ricche di competenze tecnico-manageriali, in grado di individuare e valutare i rischi, nonché di sviluppare strategie per governare gli stessi nelle diverse fasi tecniche, economiche, finanziarie e amministrative del progetto. Il corso terrà conto della Norma UNI ISO 31000/2018.

Obiettivo specifico del Corso di Risk Analysis e Risk Management è la formazione di un nuovo professionista capace di inserirsi nelle fasi tecniche e gestionali del progetto e della commessa, in grado di identificare potenziali rischi e poterne mitigare i più pericolosi, trasformandoli, ove possibile, in un’opportunità, ma soprattutto ottimizzare attraverso queste analisi, le risorse per un miglior rendimento del progetto e dell’intero processo costruttivo.

Una figura professionale, quindi, con un taglio fortemente polivalente, tale da consentirle di comprendere accanto ai problemi della progettazione, della programmazione e della gestione, il loro impatto in termini di rischi tecnici, economici, finanziari e sociali. Tutto ciò permetterà di approcciare complessi processi progettuali, costruttivi, industriali, con particolare attenzione alle criticità realizzative, nonché anche per evitare possibili conflitti di interesse.

Le procedure, le metodologie e le tecniche di Risk Management apprese fanno sì che il partecipante possa gestire al meglio le attività progettuali e tutti i processi necessari per la realizzazione di un progetto/commessa o di un bene immobiliare o industriale. Il Risk Manager è in grado così di agire nell’ambito degli obiettivi prescelti e strategici, al fine di garantire il controllo della realizzazione del progetto e della migliore gestione della commessa.

Il Risk Management attiene alla metodologia finalizzata ad un’efficace individuazione e analisi dei potenziali rischi in cui si può incorrere durante la progettazione e/o la gestione delle commesse, per poter limitare dunque l’esposizione ai rischi medesimi.

La Risk Analysis permetterà oltre alla valutazione dei rischi anche la classificazione dei medesimi in base alla loro possibile gravità e frequenza, in modo da individuare la migliore politica per ottimizzare la loro gestione, e, ciò in linea con le possibilità e le capacità finanziarie disponibili; nonché la definizione delle misure di eliminazione o prevenzione dei rischi individuati in coordinamento con i tecnici coinvolti nel progetto/commessa e nella verifica dei risultati e in relazione al controllo nel tempo.

Info e iscrizioni a questo link.

Agli associati ASSIV sono riservate tariffe scontate.

ICMQ: Regolamento sull’ Intelligenza Artificiale: la frontiera tra la tecnologia e il rispetto del ruolo degli individui – 11 marzo 2025 ore 09:00 – 18:00

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Regolamento sull’ Intelligenza Artificiale:
la frontiera tra la tecnologia e il rispetto del ruolo degli individui
.
Come prepararsi alla conformità AI Act nello sviluppo e utilizzo di sistemi di
Intelligenza Artificiale
11 Marzo 2025
9:00- 18:00
Formazione a distanza (FAD)

Presentazione

Il corso analizza i requisiti normativi del AI Act REGOLAMENTO UE 2024/1689 necessari per
garantire un uso sicuro ed etico dell’intelligenza artificiale, nel rispetto dei diritti e delle libertà delle
persone.
Durante il corso sono esplorati i sistemi ammessi e vietati dalla norma, le categorie di rischio e le
implicazioni per le organizzazioni.
Attraverso un approccio operativo ed esemplificativo vengono fornite indicazioni su come le
organizzazioni possono conformarsi alla norma sia che sviluppino, sia che integrino sia che utilizzino
le tecnologie dell’AI in modo sicuro.

Obiettivi

  • Il corso mira a trasmettere ai discenti le conoscenze approfondite atte a:
  • Capire i fondamenti e i valori dell’AI Act;
  • Comprendere gli ambiti di applicazione ed i soggetti passivi;
  • Individuare i sistemi e modelli ad alto rischio e le pratiche vietate;
  • Progettare un sistema conforme adottando una gestione del rischio by design e by default;
  • Predisporre documenti organizzativi e tecnici propedeutici all’immissione della soluzione sul mercato o
    alla messa in uso di sistemi AI

Destinatari

Responsabili IT e collaboratori dell’area IT, DPO – Data Protection Officer, Referenti Privacy aziendali,
Responsabili area amministrazione e/o Risorse Umane, Risk Manager, Responsabili Sistemi di Gestione e
compliance, Auditor di sistemi di gestione, Consulenti e quanti si occupano della tematica della sicurezza e
della protezione dei dati. Professionisti security, Periti liquidatori assicurativi, Legali.

Requisiti

Nessun requisito specifico di accesso al corso.

Attestati e crediti formativi

Verrà rilasciato un attestato di frequenza e saranno riconosciuti 8 crediti formativi validi per il
mantenimento della certificazione Professionisti della Security UNI 10459, Periti liquidatori assicurativi
UNI 11628 al superamento del test di valutazione.

Struttura del corso

Durata complessiva: 8 h
Il corso si svolgerà in modalità FAD secondo il seguente calendario:

  • Martedì 11 Marzo dalle 9:00 alle 18:00

Metodologia

Il corso sarà erogato tramite piattaforma e-learning che permetterà lo scambio interattivo tra i partecipanti
e i docenti coinvolti, favorendo lo scambio di idee, opinioni ed esperienze.

Per partecipare ai corsi FAD non occorrono particolari strumenti: è sufficiente una buona connessione ad internet ed un PC dotato di videocamera; la piattaforma interattiva per la gestione delle lezioni, GoToMeeting, Zoom, Meet e sarà comunicata successivamente e messa a disposizione da ICMQ. Una volta iscritti, riceverete una mail/calendar con il link per la connessione e l’orario. A questo punto, basterà cliccare sul link indicato, scaricare l’applicazione per accedere alla piattaforma e quindi al vostro corso. Materiale didattico fornito in formato elettronico.

Info e iscrizioni a questo link.

Agli associati ASSIV sono riservate tariffe scontate.

ICMQ: I criteri vincenti nella predisposizione dell’offerta economicamente più vantaggiosa – 26/02/2025 ore 9:00

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I criteri vincenti nella predisposizione dell’offerta economicamente più vantaggiosa

Come redigere un’offerta vincente in un appalto

Il Corso offre ai partecipanti la formazione per completare e predisporre un’offerta vincente per un appalto di servizi e/o lavori aggiudicato tramite l’offerta economicamente più vantaggiosa.

Si terrà in modalità online sincrona il 26 febbraio dalle ore 9.00 alle ore 18.00.

Il corso vuole guidare i partecipanti nel destreggiarsi tra le clausole, richieste e documentazioni necessarie al corretto inoltro di un’offerta completa e vincente.

Il Corso offre ai partecipanti la formazione per completare e predisporre un’offerta vincente per un appalto di servizi e/o lavori aggiudicato tramite il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Il corso intende guidare i partecipanti nel destreggiarsi tra le clausole, richieste e documentazioni necessarie al corretto inoltro di un’offerta completa e vincente.

Saranno affrontate le previsioni in materia di offerta economicamente più vantaggiosa di cui al Codice dei Contratti Pubblici, D.lgs. 36/2023, che delinea i possibili criteri e le metodologie di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per appalti di servizi di progettazione e DL, nonché per appalti di progettazione e/o costruzione e per appalti di servizi ispettivi.

La predisposizione di una completa ed esaustiva relazione metodologica, detta anche Piano di Gestione Qualità, coerente con le prescrizioni richieste dalla Stazione Appaltante, potrà esprimere in modo opportuno nell’offerta CHI, COSA, DOVE, QUANDO, PERCHE’, COME e QUANTO (trattasi dunque, di un’offerta gestita con le metodologie di Project Management).

Verrà studiata l’offerta con le succitate metodologie e tecniche di Project Management; Agli elementi qualitativi, sono attribuiti il massimo punteggio; Il D.lgs 36/2023 non prevede più un punteggio nell’offerta economica con il limite del 30%. Prevede comunque un equilibrio tra i punteggi dell’offerta tecnica e dell’offerta economica.

Da parte del relatore, sarà illustrata anche la richiesta sempre più frequente di offerte con il “criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”, che dovrà ormai comprendere la metodologia BIM e le fondamentali interazioni tra BIM – Project Management e Life Cycle Costing.

A tal riguardo, infatti, sempre più spesso, molte Stazioni Appaltanti pubbliche in relazione ad appalti di progettazione, costruzione e di servizi attinenti all’ingegneria e l’architettura, vengono evidenziati tra gli elementi di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa “professionalità e adeguatezza dell’offerta” e “caratteristiche metodologica dell’offerta” da esplicitarsi tutte tramite la relazione metodologica (o Piano di Qualità). Non esiste più il riferimento di legge, se pure come esempio, dei criteri di riferimento per l’offerta economicamente più vantaggiosa.

Per la progettazione, non c’è più la progettazione definitiva, e quella esecutiva è a cura dell’impresa. In gara lo studio di fattibilità tecnico economico.

La frequenza del corso conferisce 8 crediti formativi per il mantenimento della certificazione Project Manager secondo la norma UNI 11648.

Info e iscrizioni a questo link.

Agli associati ASSIV sono riservate tariffe scontate.

Huffington Post, ASSIV: L’influenza della camorra nel settore della vigilanza privata

di Maria Cristina Urbano – 17 febbraio 2025

Un fenomeno che si sviluppa attraverso una serie di meccanismi consolidati, che consentono ai clan di esercitare un controllo capillare sulle attività economiche e sul territorio. Questo sistema si articola su diversi livelli

Episodi emersi negli ultimi anni, in particolare nelle province di Napoli e Caserta, hanno portato alla luce un sistema corrotto e pervasivo, in cui la criminalità organizzata utilizza il settore della vigilanza privata come strumento di controllo economico e sociale. Le recenti indagini della magistratura e delle forze dell’ordine hanno svelato una realtà inquietante: la camorra ha messo radici profonde in un comparto che dovrebbe garantire sicurezza e legalità, trasformandolo invece in un crocevia di interessi criminali.

L’influenza della camorra nel settore della vigilanza privata si sviluppa attraverso una serie di meccanismi consolidati, che consentono ai clan di esercitare un controllo capillare sulle attività economiche e sul territorio. Questo sistema si articola su diversi livelli:

  • Acquisizione illecita di contratti: Le aziende riconducibili alla camorra ottengono appalti pubblici e privati attraverso minacce, estorsioni e corruzione. Ospedali, centri commerciali, cantieri ed enti pubblici finiscono sotto il controllo di società che, dietro una facciata di legalità, operano con metodi mafiosi.
  • Uso di personale affiliato: Molti addetti alla sicurezza provengono direttamente dagli ambienti criminali e sfruttano la loro posizione non per garantire la protezione, ma per intimidire commercianti, imprenditori e cittadini.
  • Racket e pizzo: Le imprese di sicurezza non controllate direttamente dai clan sono costrette a pagare tangenti per poter operare senza subire ritorsioni. In alcuni casi, i gruppi criminali impongono ai commercianti servizi di vigilanza “obbligatori”, che altro non sono se non una forma di estorsione camuffata da tutela.

L’infiltrazione della camorra nel settore della vigilanza privata rappresenta un rischio gravissimo non solo per l’ordine pubblico, ma anche per l’intero sistema economico. Se coloro che dovrebbero garantire la sicurezza sono, in realtà, al servizio della criminalità, il risultato è un paradosso pericoloso: invece di tutelare cittadini e imprese, queste aziende diventano strumenti di sopruso e violenza.

Le conseguenze sono devastanti anche per le imprese oneste del settore, che si trovano a competere con aziende criminali in grado di offrire prezzi stracciati grazie a manodopera sottopagata, finanziamenti illeciti e assenza di vincoli normativi. Questo squilibrio distorce il mercato, soffoca la concorrenza leale e mina la fiducia nelle istituzioni.

Dopo anni di silenzio mediatico, il tema delle infiltrazioni camorristiche nella vigilanza privata è tornato sotto i riflettori grazie a inchieste giornalistiche e programmi di denuncia. Un esempio recente è il servizio realizzato da Striscia la Notizia e dal suo inviato Luca Abete, trasmesso da Afragola. Il reportage ha mostrato come alcune attività di vigilanza siano in realtà una forma moderna di estorsione, un vero e proprio “pizzo 2.0” imposto ai commercianti per garantire una presunta sicurezza. L’inchiesta ha suscitato indignazione e acceso il dibattito sull’urgenza di interventi concreti.

Per contrastare questa piaga è necessario un intervento forte e coordinato da parte delle istituzioni. Alcune delle misure più urgenti includono:

  • Controlli stringenti: Verifiche approfondite sulle società di vigilanza, sui loro dirigenti e sui finanziamenti ricevuti, per garantire che non siano legate alla criminalità organizzata.
  • Esclusione dagli appalti pubblici: Le aziende coinvolte in attività illecite devono essere immediatamente escluse dalle gare d’appalto, impedendo loro di accedere a risorse pubbliche.
  • Protezione degli imprenditori onesti: Chi denuncia le pressioni della camorra deve essere tutelato con strumenti adeguati, come misure di protezione personale e sostegno economico.
  • Sanzioni esemplari: Chiunque favorisca l’infiltrazione mafiosa nella vigilanza privata deve essere punito con pene severe, in grado di scoraggiare ogni forma di complicità.

L’inquinamento del settore della vigilanza privata da parte della camorra è una realtà che non può essere tollerata. Le aziende coinvolte devono essere smantellate e i responsabili assicurati alla giustizia. Solo attraverso un impegno costante delle istituzioni, un controllo efficace e una presa di coscienza da parte della società civile sarà possibile restituire dignità e legalità a un comparto fondamentale per la sicurezza di tutti.

“Se un ladro ruba, merita il carcere. Se ruba uno dei nostri, merita l’ergastolo”. Questo principio deve valere anche per chi, tradendo la fiducia pubblica, trasforma la vigilanza privata in un’arma nelle mani della criminalità organizzata. Solo un’azione decisa e senza compromessi potrà fermare questa deriva e garantire un futuro più sicuro per tutti.

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Leggi l’articolo sull’Huffington Post

CYBERSICUREZZA, NIS2: Sicurezza reti informatiche. Pubblicato Regolamento per applicazione clausola di salvaguardia prevista dalla normativa NIS2

Pubblicato nella GURI n. 33 del 10 Febbraio 2025 il DPCM 9 dicembre 2024, n. 221 “Regolamento per la definizione dei criteri per l’applicazione della clausola di salvaguardia di cui all’articolo 3, commi 4 e 12, del decreto legislativo del 4 settembre 2024, n. 138, di recepimento della direttiva (UE) 2022/2555, relativa a misure per un livello comune elevato di cybersicurezza nell’Unione, recante modifica del regolamento (UE) n. 910/2014 e della direttiva (UE) 2018/1972 e che abroga la direttiva (UE) 2016/1148”

Questo il link al testo del DPCM, recante il Regolamento di definizione dei criteri per l’applicazione della clausola di salvaguardia che consente di derogare all’applicazione del criterio di aggregazione dei dati per la determinazione della qualifica di media o grande impresa, in attuazione di quanto previsto dal DLGS 138/2024, di recepimento della direttiva cosiddetta NIS2, in materia di cybersicurezza delle reti informatiche.

In particolare, il  DLGS 138 prevede che per determinare se un soggetto sia da considerarsi una media o grande impresa, i suoi dati non vengano valutati isolatamente ma si considerino anche quelli delle imprese associate e collegate, in modo da riflettere la reale dimensione economica del soggetto. Tuttavia, un’impresa può essere considerata separatamente – applicando la c.d. clausola di salvaguardia – nel caso in cui questa sia indipendente dalle sue imprese collegate sia in termini di sistemi informativi e di rete che in termini di servizi che fornisce.

Nello specifico, il Regolamento stabilisce le condizioni e le modalità in base alle quali un’impresa può essere considerata indipendente dalle sue imprese collegate, e prevede che la clausola di salvaguardia possa essere accolta qualora il soggetto dichiari congiuntamente:

  • Indipendenza sistemi informativi e di rete NIS da quelli delle imprese collegate – I sistemi informativi e di rete delle imprese collegate non contribuiscono in alcun modo al funzionamento dei sistemi informativi e di rete NIS del soggetto medesimo;
  • Indipendenza attività e servizi NIS dalle imprese collegate – Le attività e i servizi delle imprese collegate non contribuiscono in alcun modo allo svolgimento delle attività e all’erogazione dei servizi NIS del soggetto medesimo.

L’applicazione della clausola può essere richiesta nell’ambito della registrazione nella piattaforma digitale sul sito dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), da effettuarsi entro il 28 Febbraio p.v..

In ogni caso, la clausola non può essere richiesta dai soggetti che, indipendentemente dalle dimensioni, soddisfano almeno uno dei seguenti criteri:

  • Adottano decisioni o esercitano un’influenza dominante sulle decisioni relative alle misure di gestione del rischio per la sicurezza informatica di un soggetto importante o essenziale;
  • Detengono o gestiscono sistemi informativi e di rete da cui dipende la fornitura dei servizi del soggetto importante o essenziale;
  • Effettuano operazioni di sicurezza informatica del soggetto importante o essenziale;
  • Forniscono servizi TIC o di sicurezza, anche gestiti, al soggetto importante o essenziale.

Maggiori informazioni sul sito dell’ACN.

Fonte: ANIE News

Chiarezza e confronto: la replica di ASSIV e Legacoop Produzione e Servizi sulla Gazzetta di Modena

Nei giorni scorsi, la Gazzetta di Modena e la Gazzetta di Reggio hanno pubblicato un articolo che riportava accuse anonime da parte di una Guardia Particolare Giurata su presunti comportamenti scorretti da parte degli imprenditori della vigilanza privata nei confronti dei lavoratori.

Più videocamere e controlli alla stazione ferroviaria di Brescia

Deciso in prefettura il potenziamento della sorveglianza e nuove misure di prevenzione

Più videocamere e controlli alla stazione ferroviaria di Brescia e nuove misure organizzative finalizzate a migliorare la sicurezza dell’intera infrastruttura.

Sono queste le principali misure decise nel corso della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduta oggi dal prefetto, Andrea Polichetti.

Sulla base al protocollo sottoscritto recentemente tra il ministero dell’Interno e Ferrovie dello Stato Italiane (FS), il comitato ha condiviso la necessità di rafforzare ulteriormente la sicurezza. In tale direzione, si procederà con il potenziamento della videosorveglianza e l’attivazione di servizi di sicurezza sussidiaria, con la possibile introduzione di guardie particolari giurate sui binari, negli spazi comuni e nelle aree commerciali. FS introdurrà, inoltre, ulteriori misure organizzative per potenziare la sicurezza della stazione.

Il piano prevede anche la riqualificazione ambientale e il sostegno alle situazioni di marginalità presenti nell’area, con l’obiettivo di rendere la stazione più fruibile e sicura per cittadini e viaggiatori.

Fonte: Ministero dell’Interno