Corso ICMQ “La sicurezza nei contesti urbani: Crime prevention through environmental design” – Online il 3/12/2024 dalle 9:00 alle 18:00

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Hai mai pensato a come l’ambiente che ci circonda possa influenzare il nostro senso di sicurezza ? Perché la sicurezza delle città oggi è importante?

Il corso “La sicurezza dei contesti urbani: Crime Prevention Through Environmental Design” è pensato per fornire strumenti concreti e strategie innovative per migliorare la sicurezza negli spazi urbani e organizzativi.

Attraverso l’approccio della progettazione ambientale orientata alla sicurezza, imparerete come modificare e organizzare gli ambienti fisici per ridurre la criminalità e aumentare il senso di sicurezza di cittadini, utenti e lavoratori.
L’iter progettuale passa anche dalla promozione di vitalità e socialità come elementi essenziali per aumentare la sicurezza del territorio e di un’area specifica.

Scoprirete come l’uso strategico dell’illuminazione e degli altri fattori fisici, la gestione e la cura degli spazi pubblici e la pianificazione del paesaggio possono influenzare il comportamento umano e ridurre il rischio di atti criminali oltre a ridurre la paura.

Verrà rilasciato un attestato di frequenza e saranno riconosciuti 8 crediti formativi validi per il mantenimento della certificazione Professionisti della Sicurezza al superamento del test di valutazione

Le iscrizioni sono aperte fino al 25/11/2024 all’indirizzo: [email protected]

Il programma del corso e la scheda di iscrizione sono disponibili a questo link.

Rapporto ANIE-Cresme: qualità, ambiente, minori costi, ecco l’impatto delle tecnologie nell’edilizia

Rapporto ANIE-Cresme: qualità, ambiente, minori costi, ecco l’impatto delle tecnologie nell’edilizia

Scarica il rapporto completo

Nuove tendenze, sfide e opportunità di un settore destinato a profondi cambiamenti che in questi anni ha registrato una crescita nel mercato delle opere pubbliche, un incremento della spesa nell’impiantistica e un positivo andamento occupazionale.

Tecnologie digitali, innovazione dei materiali e nuove soluzioni impiantistiche rappresentano il futuro dell’edilizia italiana. È quanto emerge dal Rapporto ANIE Confindustria-CRESME con cui si è voluto analizzare il ruolo e l’evoluzione delle tecnologie elettrotecniche ed elettroniche nel settore dell’edilizia italiana, ponendo l’accento sull’impatto di soluzioni innovative nel miglioramento dell’efficienza energetica, della sostenibilità e della sicurezza delle costruzioni.

Il rapporto, realizzato in collaborazione tra ANIE Confindustria (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche) e CRESME (Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l’Edilizia e il Territorio), presentato oggi a Milano nel corso dell’evento “Tecnologie evolute per l’edificio”, illustra uno spaccato dello stato delle dotazioni impiantistiche presenti in Italia e realizzate negli ultimi anni da parte dei professionisti, le propensioni di acquisto e i macro trend passati e futuri visti con gli occhi dei protagonisti del settore. L’indagine, realizzata a cavallo tra il 2023 e il 2024, è stata condotta intervistando i vari attori della filiera edile, dagli installatori elettrici ai progettisti, passando per gli amministratori di condominio e le famiglie.

Lo scenario del Mercato delle Costruzioni

Il settore delle costruzioni ha raggiunto nel 2022 il culmine con una dimensione di 309 miliardi di euro, trainata da incentivi alla riqualificazione e investimenti in opere pubbliche. Il mercato sta affrontando ora un rallentamento, con una previsione di calo del 26,5% nel 2024. A fronte della diminuzione degli investimenti nella riqualificazione edilizia, le opere pubbliche stanno acquisendo maggiore rilevanza, segnando un aumento del 19,8% nel 2023 e un ulteriore 11,4% previsto per il 2024.

Il ruolo dell’impiantistica negli edifici

Nel 2023, la spesa per impiantistica ha rappresentato il 37% della spesa edilizia totale, un dato in lieve calo rispetto al 39% del 2019, principalmente influenzato dalla composizione degli investimenti incentivati, come il Superbonus, che ha visto prevalere gli interventi per l’isolamento termico rispetto agli impianti. Nonostante ciò, il settore impiantistico ha registrato una crescita media annua del 9,4% tra il 2021 e il 2023, a fronte dell’11,1% complessivo per l’edilizia.

L’occupazione e le imprese nel settore elettrotecnico

Nel 2022, le imprese attive nell’installazione di impianti elettrici in Italia erano quasi 66.000, impiegando circa 251.000 addetti, numero in crescita dell’8,4% rispetto al 2012 evidenziando una maggiore solidità strutturale e competitività delle imprese.

Il mercato  dell’elettrotecnica ed elettronica nel settore delle costruzioni

Nel periodo 2018-2023, il settore dell’industria elettrotecnica ed elettronica italiana nel mercato delle costruzioni ha mostrato una resilienza significativa, nonostante la fluttuazione dei valori produttivi. In particolare, il valore della produzione del settore è passato da circa 16 miliardi di euro nel 2018 a oltre 21,8 miliardi nel 2023. Questo evidenzia come l’edilizia stia integrando sempre più tecnologie innovative.

Il rapporto ANIE-Cresme presenta, inoltre, i dati di survey splittata fra vari stakeholder. Nel dettaglio:

Indagine sugli installatori elettrici: L’indagine condotta su un campione di 500 installatori ha rivelato che nel 2023 il 62% degli interventi ha interessato gli impianti elettrici delle abitazioni, mentre per il restante 38% si è trattato di interventi su impianti elettrici non residenziali. Gli installatori segnalano che la funzionalità degli impianti elettrici nelle unità immobiliari residenziali e terziarie da loro gestite mostra una situazione abbastanza positiva, ma con ampi margini di miglioramento sebbene permangano alcuni elementi di criticità.

Il rapporto evidenzia una crescente adozione di tecnologie evolute, quali i sistemi domotici e i prodotti afferenti al settore energetico (fotovoltaico, sistemi di accumulo, colonnine di ricarica). Questi interventi non solo contribuiscono alla sostenibilità ambientale, ma rispondono anche alle esigenze di efficienza energetica e riduzione dei costi di gestione.

Indagine sui consumatori e professionisti:

Il rapporto include un’analisi dettagliata delle indagini condotte su un campione di 1000 famiglie, da cui  emerge che il 40% delle abitazioni italiane ha subito interventi sugli impianti elettrici, con un’attenzione crescente verso le tecnologie evolute, come impianti fotovoltaici, domotica e colonnine di ricarica.

Purtroppo la consapevolezza sulle specifiche degli impianti elettrici è ancora bassa: solo il 31,2% conosce la classificazione degli impianti in tre livelli di performance, poco meno della metà non ha o non sa di avere la Dichiarazione di conformità (Di.Co.). Questi dati indicano come il processo di ammodernamento del parco installato italiano ed il livello di consapevolezza degli utenti finali sia sicuramente a buon punto, ma preveda ancora ampi margini di miglioramento e quindi ottime opportunità di sviluppo e di crescita per tutto il settore elettrico.

Indagine sui progettisti e sugli amministratori di condominio: i progettisti di impianti elettrici stanno riscontrando una crescente richiesta di soluzioni avanzate e di alta qualità, con un’attenzione particolare rivolta alla sicurezza, all’efficienza energetica e alla distribuzione dati. La loro progettazione spesso include l’integrazione di tecnologie innovative come la domotica e i sistemi di gestione energetica, che offrono maggior controllo e ottimizzazione dei consumi. D’altra parte, gli amministratori di condominio sottolineano l’importanza cruciale della manutenzione regolare e dell’adeguamento normativo degli impianti elettrici. Essi evidenziano come interventi mirati possano migliorare significativamente la sicurezza degli edifici e ridurre i consumi energetici, contribuendo così alla sostenibilità ambientale e al contenimento dei costi di gestione.

“Il settore elettrotecnico ed elettronico nell’edilizia – ha dichiarato Franco Villani, Delegato Presidenza ANIE all’ambito Building – continuerà a giocare un ruolo chiave nel prossimo futuro. Le nostre tecnologie contribuiranno in modo significativo al raggiungimento degli edifici green, a migliorarne l’efficienza energetica, la sicurezza, il comfort abitativo e la funzionalità, incrementando la qualità della vita degli occupanti.” “Negli ultimi trent’anni, – ha proseguito Villani – l’evoluzione tecnologica nel settore automobilistico è stata straordinaria. L’integrazione di sistemi avanzati di sicurezza, connettività e automazione hanno trasformato radicalmente il modo in cui ci spostiamo: le automobili moderne sono diventate vere e proprie “macchine intelligenti”. La trasformazione dei nostri edifici non ha seguito lo stesso ritmo. Le cosiddette “smart home” offrono oggi soluzioni per l’automazione domestica, innovazioni che non sono ancora così pervasivamente diffuse o integrate come quelle automobilistiche. Nella maggior parte delle abitazioni la tecnologia rimane spesso frammentata, non del tutto automatizzata o troppo complessa da installare e utilizzare per un pubblico generalista.”

“L’abitazione – ha concluso Franco Villani – è percepita ancora come un luogo di stabilità, dove il cambiamento tecnologico avviene più lentamente, rispetto al settore automobilistico, dove l’innovazione è una delle pre-condizioni per essere competitivi.”

“Il mondo dell’energia guarda al processo di elettrificazione – dichiara Lorenzo Bellicini Direttore del CRESME– come uno dei modelli strategici da seguire per affrontare la transizione green legata alla riduzione delle emissioni di CO₂. Parallelamente, la transizione digitale avvicina il settore elettrico a quello dell’informazione e dell’automazione, disegnando nuove funzionalità e efficienze. Come famiglie, amministratori di condominio, progettisti e installatori reagiscono a queste potenzialità è stato oggetto dell’indagine svolta da ANIE e CRESME. Dai risultati della ricerca emerge come l’abitudine e la non conoscenza rappresentino sovrastrutture frenanti allo sviluppo delle innovazioni.  Si rivela quindi necessaria un’azione più incisiva, non solo di comunicazione, ma di dimostrazione dei vantaggi e dei miglioramenti che le nuove soluzioni tecnologiche possono apportare in termini di consumi e qualità della vita, per far evolvere la mentalità della filiera”.

Scarica il rapporto completo

Fonte: ANIE

Recupero di RTT a settembre, ma 3° trimestre in calo (Centro Studi Confindustria)

Recupero di RTT a settembre, ma 3° trimestre in calo (Centro Studi Confindustria)

RTT, costruito in base ai dati sul fatturato, destagionalizzato e deflazionato, del campione di imprese clienti di TeamSystem, registra un moderato aumento a settembre (+0,9%), dopo il forte calo di agosto. L’indicatore mostra un recupero nei servizi, un nuovo aumento nelle costruzioni, l’industria quasi stabile.

Il dato aggregato di RTT per l’economia italiana

  • A settembre, RTT indica un aumento del fatturato a prezzi costanti delle imprese, pari a +0,9%, che riporta il livello appena sotto a quello di giugno (Grafico 1).
  • Con l’ampia oscillazione di luglio-agosto e il lieve recupero di settembre, RTT suggerisce per il 3° trimestre una moderata dinamica negativa (-1,9%).

RTT per i macro-settori produttivi

  • Il dato appena negativo di RTT nell’industria (-0,2% a settembre) segue il forte calo registrato in agosto.
  • Nei servizi invece si registra un moderato recupero (+1,9%), dopo una forte flessione (Grafico 2).
  • La variazione nel 3° trimestre, comunque, è negativa per entrambi i settori (-2,7% e -3,0%).
  • Nelle costruzioni, RTT a settembre (+0,9%) prosegue la moderata crescita dei mesi precedenti, indicando quindi espansione in media nel 3° trimestre (+2,7%).

RTT per le macro-aree e le dimensioni d’impresa

  • RTT registra a settembre un recupero in tutte le aree, dopo i diffusi cali di agosto; il maggiore è nel Nord- Ovest (+2,0%; Grafico 3).
  • Gli aumenti di RTT sono invece molto moderati al Sud (+0,1%), al Centro (+0,3%) e al Nord-Est (+0,3%).
  • La variazione nel 3° trimestre è negativa in tutte le aree, ma moderata al Nord-Est (-1,5%) e Sud (-1,9%).
  • Per le grandi imprese, RTT indica negli ultimi mesi un andamento volatile analogo al totale economia (+1,7% a settembre, ma flessione nel 3° trimestre).
  • Invece, per le medie si ha una flessione sia in agosto che a settembre; viceversa, le piccole registrano un aumento in tutti gli ultimi tre mesi.

Ottobre: stabili le aspettative degli industriali. In miglioramento le attese sui costi di finanziamento. (Centro Studi Confindustria)

Ottobre: stabili le aspettative degli industriali. In miglioramento le attese sui costi di finanziamento

Scarica l’indagine Confindustria sulla produzione industriale del 29 ottobre 2024

  • Nella rilevazione di ottobre, la maggior parte delle grandi imprese industriali associate a Confindustria prevede una stabilità nella produzione industriale rispetto al mese precedente (55,5%), quando le aspettative erano state molto positive. Lo scenario con cui si apre l’ultimo trimestre dell’anno resta moderatamente favorevole: quasi un terzo degli intervistati, infatti, anticipa un incremento, sia esso significativo o moderato, mentre meno del 10% prevede una diminuzione.
  • Secondo le grandi imprese del settore industriale, nei prossimi mesi la dinamica di domanda e ordini continuerà a essere il principale fattore di traino della produzione. Il saldo tra la quota di imprese che la considera un fattore di traino rispetto a quella che la ritiene un ostacolo resta positivo seppure in calo: 1,2% a ottobre da 7,3% a settembre 2024 (Grafico 2).
  • Tornano in territorio appena negativo le aspettative sulla disponibilità di manodopera: saldo a -0,2% dal + 1,1% di settembre. Da inizio anno le rilevazioni avevano sempre riportato un saldo negativo.
  • costi di produzione preoccupano meno le grandi imprese industriali: il saldo resta negativo, ma passa dal -3,7% della precedente rilevazione al -1,5% ad ottobre.
  • Migliorano decisamente invece le attese sulle condizioni finanziarie, probabilmente grazie all’evoluzione della politica monetaria. Le imprese industriali cominciano a percepire l’impatto positivo del taglio dei tassi di interesse e il saldo registra un +3,0% dopo il -2,1% di settembre.
  • Il divario tra la quota di imprese che hanno riportato un miglioramento della disponibilità di materiali e quella di chi ha riportato un peggioramento si riconferma negativo: -1,2% ad ottobre da -1,9% a settembre.
  • Resta negativo anche il sentiment riguardo alla disponibilità degli impianti, sugli stessi livelli della rilevazione precedente: -1,3% da -1,5%.

Fonte: Centro Studi Confindustria

ASSIV Condanna il grave attacco al portavalori a Bari e fa un appello per una maggiore collaborazione con il Ministero dell’Interno

ASSIV Condanna il grave attacco al portavalori a Bari e fa un appello per una maggiore collaborazione con il Ministero dell’Interno

Ieri mattina un commando armato ha assaltato un furgone portavalori tra Toritto e Grumo Appula, in provincia di Bari. Un assalto realizzato nientemeno con lo scoppio di due cariche esplosive  e l’utilizzo di armi da guerra mentre gli equipaggi erano ancora all’interno del mezzo.

“Questi attacchi, ormai sempre più frequenti e violenti, rappresentano una seria minaccia non solo per la protezione delle risorse trasportate e la sicurezza dei nostri professionisti, ma anche per l’intera comunità,” ha dichiarato la Presidente di ASSIV, Maria Cristina Urbano. “Siamo fermamente convinti che, solo attraverso un’azione coordinata con le forze dell’ordine e il Ministero dell’Interno, potremo mettere in campo misure preventive davvero efficaci che prevengano e scoraggino queste azioni criminose”.

ASSIV sottolinea la necessità urgente di sviluppare un piano di sicurezza integrato, che includa nuove tecnologie di monitoraggio e protezione avanzata dei mezzi di trasporto valori, nonché formazione specifica per prevenire i rischi operativi. L’Associazione ritiene inoltre essenziale la condivisione di informazioni su minacce e modelli criminali emergenti, per facilitare interventi tempestivi e mirati.

Ufficio Stampa ASSIV

“Parità di Genere – Il valore della certificazione UNI/PDR 125:022 in ambito vigilanza privata”: Online il 20 novembre 2024, ore 14:00-15:00

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webinar icmq assiv parità genere

Il giorno 20 novembre, alle ore 14:00, si svolgerà il webinar “Parità di Genere – Il valore della certificazione UNI/PDR 125:022 in ambito vigilanza privata”, organizzato da ASSIV e ICMQ.

La Prassi di Riferimento PdR 125 definisce linee guida sul sistema di gestione per la parità di genere e definisce una serie di indicatori di prestazione (KPI) che “fotografano” la situazione dell’organizzazione in riferimento alle pari opportunità.

ICMQ è in grado di offrire il servizio di certificazione di conformità alla PdR 125. L’iter di certificazione è analogo a quello degli altri sistemi di gestione e consiste in un audit iniziale (diviso in fase 1 e fase 2), nel quale verrà valutato anche il livello di raggiungimento degli obiettivi, e audit periodici di sorveglianza/rinnovo con cadenza annuale.

Per saperne di più sul Sistema di Gestione per la Parità di genere rimandiamo a questo link sul sito ICMQ.

Di seguito il link per iscriversi al webinar.

CONFINDUSTRIA: XIV edizione del Premio Imprese per Innovazione

Confindustria ha organizzato il 7 novembre 2024 alle ore 10:00 un webinar per presentare il lancio della XIV edizione del Premio Imprese per Innovazione (Premio IxI), realizzato in collaborazione con La Fondazione Giuseppina Mai, con il sostegno di Fondimpresa, con il contributo di CervedIWS e Warrant Hub e con il supporto tecnico dell’Associazione Premio Qualità Italia (APQI).

Con questa iniziativa, Confindustria intende assegnare un riconoscimento ufficiale alle aziende italiane che emergono per il livello di innovazione raggiunto. Inoltre, il Premio IxI è inserito per la categoria Industria e servizi, nella più ampia manifestazione annuale del Premio dei Premi istituita dalla Presidenza del consiglio dei Ministri su mandato della Presidenza della Repubblica Italiana.

Il Premio è aperto a tutte le imprese produttrici di beni e servizi con sede operativa in Italia e prevede 3 categorie di vincita: Award, Prize e Finaliste. Inoltre, anche per questa edizione, sono previste tre menzioni speciali per le Scienze della Vita, le attività di Formazione e per le Imprese guidate da under 40.

Il webinar vuole essere un’occasione di approfondimento sulla modalità di partecipazione e prevede uno spazio dedicato a domande alle quali risponderanno anche esperti valutatori di APQI che curano i processi di valutazione del Premio.

Questo evento è aperto ad Associazioni e Imprese, previa registrazione mediante questo link.

Tutte le informazioni sul regolamento, i destinatari e i requisiti di partecipazione, le modalità per la candidatura e i riferimenti dell’iniziativa sono disponibili sul sito di Confindustria a questo indirizzo.

I termini per la compilazione della documentazione prevista per la partecipazione sono fissatati alle 23:59 del 25 novembre 2024.

Per informazioni

Angela Ciccarone – Confindustria, Politiche per il Digitale e Filiere, Scienza della Vita e Ricerca – Adviser Ricerca e Innovazione
Tel. 06 5903376
E-mail: [email protected]


Intervista a Marco Bavazzano (ASSIV) sullo stato della cybersecurity in Italia

Negli ultimi mesi, l’Italia ha visto un aumento preoccupante delle minacce legate alla cybersecurity, con un focus particolare sui dossieraggi. Per capire al meglio questi eventi, abbiamo avuto il piacere di intervistare l’Ing. Marco Bavazzano, amministratore delegato di Axitea Spa e vicepresidente di ASSIV.

Ing. Bavazzano, lei è amministratore delegato di Axitea, istituto di vigilanza privato specializzato in cybersecurity e cybercrime. Cosa ne pensa di quanto sta emergendo in questi giorni a proposito di cybersicurezza nel nostro paese?

Occorre innanzitutto fare una precisazione. Per affrontare seriamente il tema dello stato attuale della cybersicurezza, è innanzi tutto fondamentale comprendere meglio l’ampiezza delle minacce a cui si deve far fronte nel cosiddetto mondo digitale e per questo motivo è importante utilizzare il linguaggio corretto. 

Dall’esplosione del caso “dossieraggio” a Milano, con ramificazioni che toccano anche Roma, si è parlato impropriamente di “hackeraggio”. In questa vicenda, invece, non si tratta di hackeraggio in senso stretto, e cioè non si è verificata alcuna intrusione da parte di hacker esterni: siamo invece di fronte a un classico esempio di operazione interna compiuta da personale infedele, cosiddetti “insider”, che peraltro non hanno avuto bisogno di effettuare alcuna penetrazione sui sistemi interessati perché, in virtù delle attività a loro assegnate, disponevano delle credenziali necessarie per essere autorizzati ad accedere agli stessi. È importante fare chiarezza su questo scenario per sottolineare come le minacce per la compromissione dei nostri dati e sistemi informativi possono provenire oltre che dal dominio digitale anche da quello fisico, e la situazione diventa ancora più critica nel contesto di una gestione inadeguata dalla catena dei fornitori. 

Ciò premesso ed al di là di questi avvenimenti recenti, non posso che esprimere una sincera preoccupazione sullo stato della cybersicurezza nel nostro Paese avendo la possibilità di misurare direttamente ogni giorno, dal privilegiato punto di osservazione della mia azienda, quale sia la situazione della “cyber readiness” delle nostre PMI e grandi imprese, ossia la loro capacità di affrontare adeguatamente le minacce informatiche. 

Infatti siamo molto in ritardo nella diffusione alle imprese, ed ai cittadini che in quelle imprese conducono la propria attività lavorativa, della necessaria consapevolezza sui rischi e minacce che dobbiamo affrontare nel mondo digitale. Per non parlare delle azioni da porre in atto in ottica di assicurare una adeguata prevenzione. È evidente infatti che in considerazione della costante e crescente molteplicità di vulnerabilità e minacce a cui sono esposti i nostri sistemi, sarebbe necessario un approccio olistico alla protezione di dati. 

Da questo punto di vista la strada da percorrere è ancora molto lunga, anche se le linee guida e requisiti introdotti con le recenti normative (es. NIS2) vanno nella giusta direzione, ed inoltre è palese che il sistema complessivo di governo della cybersicurezza è del tutto carente dal punto di vista del monitoraggio e controllo.

Si parla di oltre 52mila accessi illeciti negli archivi del Viminale con decine di migliaia di personaggi noti e meno noti oggetto di compravendita di dati. Eppure la politica ha deciso di tenere un profilo basso. La stessa opposizione di governo ha rilasciato dichiarazioni dovute, senza chiedere con forza le dimissioni di nessun alto vertice dello Stato, il che lascia intendere che la politica di entrambi gli schieramenti si sente responsabile per quanto accaduto. Se così fosse verrebbe allora meno la narrazione dei dipendenti infedeli di società terze. Qual è la verità secondo lei?

La questione degli accessi illeciti agli archivi del Viminale è complessa e delicata. La politica ha mantenuto un profilo basso, forse per evitare ulteriori scandali o per non compromettere la fiducia nelle istituzioni. Tuttavia, se da un lato questo atteggiamento potrebbe essere interpretato come una forma di responsabilità condivisa tra i vari schieramenti politici, io mi auguro che sia invece il segnale che si è raggiunta la consapevolezza trasversale che è urgente e di fondamentale importanza strategica affrontare con maggiore impegno il tema della cybersicurezza. 

Non voglio nemmeno pensare alla veridicità di quanto affermato da alcuni e cioè a responsabilità più ampie e sistemiche all’interno delle istituzioni stesse. 

Molti si sarebbero aspettati le dimissioni del prefetto Bruno Frattasi dal ruolo di direttore di ACN. Alcuni analisti pensano invece che è meglio attendere l’esito delle elezioni americane prima di mosse che possono destabilizzare ulteriormente la nostra sicurezza cyber. Pensa sia corretta questa analisi?

Non ho idea se questa analisi sia corretta o meno. Comunque io credo che soprattutto in questo momento dobbiamo sostenere lo sviluppo della nostra Agenzia dí Cybersicurezza Nazionale per permetterle di svolgere in modo sempre più efficace il ruolo strategico che le è stato assegnato. A tal proposito, ricollegandomi ad una mia risposta precedente, sono convinto che una linea strategica di sviluppo da perseguire immediatamente sarebbe quella che riguarda il rafforzamento della capacità di monitoraggio e controllo dell’agenzia sullo stato di maturità della cybersicurezza di enti e aziende. 

Il correttivo al codice dei contratti pubblici approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri nei giorni scorsi può essere uno strumento per innalzare i livelli di controllo sui fornitori?

Certo, migliorare la trasparenza, l’equità e la gestione dei contratti può apportare significativi benefici anche ai controlli di qualità sui fornitori, evitando che la scelta ricada troppo spesso su soggetti il cui principale merito è l’abilità di sfruttare con grande maestria le leve della corruzione, come emerso nuovamente in diversi eventi recenti. 

CONFINDUSTRIA: “Recupero di RTT a settembre, ma 3° trimestre in calo”

Dalla pagina ufficiale del Centro Studi CONFINDUSTRIA.

Di seguito il link per leggere il comunicato completo.

RTT, costruito in base ai dati sul fatturato, destagionalizzato e deflazionato, del campione di imprese clienti di TeamSystem, registra un moderato aumento a settembre (+0,9%), dopo il forte calo di agosto. L’indicatore mostra un recupero nei servizi, un nuovo aumento nelle costruzioni, l’industria quasi stabile.

Il dato aggregato di RTT per l’economia italiana

  • A settembre, RTT indica un aumento del fatturato a prezzi costanti delle imprese, pari a +0,9%, che riporta il livello appena sotto a quello di giugno (Grafico 1).
  • Con l’ampia oscillazione di luglio-agosto e il lieve recupero di settembre, RTT suggerisce per il 3° trimestre una moderata dinamica negativa (-1,9%).

RTT per i macro-settori produttivi

  • Il dato appena negativo di RTT nell’industria (-0,2% a settembre) segue il forte calo registrato in agosto.
  • Nei servizi invece si registra un moderato recupero (+1,9%), dopo una forte flessione (Grafico 2).
  • La variazione nel 3° trimestre, comunque, è negativa per entrambi i settori (-2,7% e -3,0%).
  • Nelle costruzioni, RTT a settembre (+0,9%) prosegue la moderata crescita dei mesi precedenti, indicando quindi espansione in media nel 3° trimestre (+2,7%).

RTT per le macro-aree e le dimensioni d’impresa

  • RTT registra a settembre un recupero in tutte le aree, dopo i diffusi cali di agosto; il maggiore è nel Nord- Ovest (+2,0%; Grafico 3).
  • Gli aumenti di RTT sono invece molto moderati al Sud (+0,1%), al Centro (+0,3%) e al Nord-Est (+0,3%).
  • La variazione nel 3° trimestre è negativa in tutte le aree, ma moderata al Nord-Est (-1,5%) e Sud (-1,9%).

Per le grandi imprese, RTT indica negli ultimi mesi un andamento volatile analogo al totale economia (+1,7% a settembre, ma flessione nel 3° trimestre).

  • Invece, per le medie si ha una flessione sia in agosto che a settembre; viceversa, le piccole registrano un aumento in tutti gli ultimi tre mesi.

Contatti

Ciro Rapacciuolo

06 5903544

CONFINDUSTRIA: “Ottobre: stabili le aspettative degli industriali. In miglioramento le attese sui costi di finanziamento”

Dalla pagina ufficiale del Centro Studi CONFINDUSTRIA.

Di seguito il link per leggere il comunicato completo.

  • Nella rilevazione di ottobre, la maggior parte delle grandi imprese industriali associate a Confindustria prevede una stabilità nella produzione industriale rispetto al mese precedente (55,5%), quando le aspettative erano state molto positive. Lo scenario con cui si apre l’ultimo trimestre dell’anno resta moderatamente favorevole: quasi un terzo degli intervistati, infatti, anticipa un incremento, sia esso significativo o moderato, mentre meno del 10% prevede una diminuzione.
  • Secondo le grandi imprese del settore industriale, nei prossimi mesi la dinamica di domanda e ordini continuerà a essere il principale fattore di traino della produzione. Il saldo tra la quota di imprese che la considera un fattore di traino rispetto a quella che la ritiene un ostacolo resta positivo seppure in calo: 1,2% a ottobre da 7,3% a settembre 2024 (Grafico 2).
  • Tornano in territorio appena negativo le aspettative sulla disponibilità di manodopera: saldo a -0,2% dal + 1,1% di settembre. Da inizio anno le rilevazioni avevano sempre riportato un saldo negativo.
  • costi di produzione preoccupano meno le grandi imprese industriali: il saldo resta negativo, ma passa dal -3,7% della precedente rilevazione al -1,5% ad ottobre.
  • Migliorano decisamente invece le attese sulle condizioni finanziarie, probabilmente grazie all’evoluzione della politica monetaria. Le imprese industriali cominciano a percepire l’impatto positivo del taglio dei tassi di interesse e il saldo registra un +3,0% dopo il -2,1% di settembre.
  • Il divario tra la quota di imprese che hanno riportato un miglioramento della disponibilità di materiali e quella di chi ha riportato un peggioramento si riconferma negativo: -1,2% ad ottobre da -1,9% a settembre.
  • Resta negativo anche il sentiment riguardo alla disponibilità degli impianti, sugli stessi livelli della rilevazione precedente: -1,3% da -1,5%.

Contatti

Giovanna Labartino

065903637