Centro Studi Confindustria: Economia italiana in crescita, ma velocità diverse: bene i servizi, turismo record, male l’industria

Centro Studi Confindustria: Economia italiana in crescita, ma velocità diverse: bene i servizi, turismo record, male l’industria

Economia italiana in crescita, ma a velocità diverse: turismo record, bene servizi ed export netto, male l’industria. Aumenta ancora il lavoro, ma salgono anche le ore autorizzate di Cassa Integrazione. Per il petrolio un prezzo alto ma in moderazione, l’inflazione UE tiene alti i tassi BCE. Nei trasporti di merci via mare: rotte più lunghe e costi elevati. Eurozona in risalita, USA in frenata, bene la crescita in Cina.

  • In crescita solo parte dell’economia. Nel 1° trimestre 2024 il PIL italiano è cresciuto (+0,3%), anche se la produzione dell’industria e i consumi di beni si sono contratti. In positivo il turismo (su livelli record), i servizi (in moderata crescita) e l’export netto. Agiscono negativamente i problemi nei trasporti mondiali di merci, l’energia ancora cara, i tassi ai massimi. La fiducia di famiglie e imprese è in calo. 
  • Petrolio: prezzo alto ma in moderazione. Il prezzo del petrolio, dopo aver toccato un picco in aprile, ha invertito larotta a maggio (83 dollari al barile, da 90), ma su un livello ancora elevato: le scorte Ocse di greggio hanno recuperato in parte, nonostante l’offerta nei paesi Opec resti limitata, segnale di  debolezza della domanda mondiale di petrolio. Il prezzo del gas, invece, prosegue il percorso di lento rincaro (30 €/mwh a maggio, da 26 a febbraio), su valori più che doppi rispetto a quelli del 2019.
  • L’inflazione UE tiene alti i tassi. In Italia l’inflazione è rimasta bassa in aprile (+0,8%): il calo dei prezzi energetici si è attenuato (-12,1% annuo, da -24,7% a fine 2023), mentre quelli core frenano (+2,1%). Ma nell’Eurozona la discesa si è fermata (+2,4%), con la core alta (+2,7%) rispetto alla soglia del +2,0%. L’inflazione USA ha sorpreso al rialzo a marzo (+3,5%). Perciò, FED e BCE ad aprile-maggio hanno tenuto i tassi fermi (5,50% e 4,50%): l’attesa dei mercati è di un primo taglio in Europa a giugno-luglio.
  • Cala la domanda interna. Il credito continua a non aiutare consumi e investimenti, sebbene i tassi siano scesi poco e il calo dei prestiti si sia arrestato per le imprese. A marzo l’ICC segnala una frenata dei consumi, in particolare di beni, confermata dalle vendite al dettaglio in calo (-0,1% nel mese e -0,4% nel 1° trimestre). In aprile è scesa per il secondo mese la fiducia delle famiglie e gli ordini delle imprese che producono beni strumentali hanno continuato il trend di riduzione: si apre male il 2° trimestre.
  • Aumenta il lavoro. Nel 1° trimestre il numero di occupati ha continuato a crescere (+0,2%), risultato di  +133mila dipendenti a tempo indeterminato (+0,8%), -72mila temporanei (-2,5%) e autonomi pressoché  stabili. Tuttavia, il rialzo delle ore autorizzate di CIG (+8,6% sul 1° 2023) segnala qualche frenata nell’utilizzo dell’input di lavoro. Accelerano le retribuzioni contrattuali nel settore privato: +4,7% nell’industria nel 1° 2024 (+3,2% nel 2023), +2,3% nei servizi (da +1,3%), rispetto al +0,9% di inflazione. 
  • I servizi crescono meno. Il turismo straniero a gennaio-febbraio è cresciuto di +20% in termini di spesa corrente sul 2023, che già è stato un anno record. A marzo, RTT (CSC-TeamSystem) nei servizi registra un calo (-3,2%), ma il 1° trimestre si è chiuso con +2,3%. In aprile, anche il PMI è sceso poco (54,3 da 54,6), continuando a indicare crescita, e pure la fiducia delle imprese è calata al minimo da inizio 2024. 
  • Industria ancora giù. A marzo si è avuta un’ulteriore flessione di RTT nell’industria, dopo quella lieve di febbraio; insieme al calo delle scorte, ciò è coerente con la riduzione registrata dalla produzione (-0,5% a marzo, -1,3% nel 1° trimestre). Per aprile, indicatori tutti negativi: l’HCOB PMI è scivolato di nuovo in area di contrazione (47,3 da 50,4); l’indagine rapida CSC mostra un lieve peggioramento delle attese sulla produzione; continua l’altalena, su bassi livelli, della fiducia delle imprese manifatturiere. 
  • L’export netto alza il PIL. Nel 1° trimestre forte calo dell’import italiano di beni (-2,8% in volume), più di  quello dell’export (-0,8%): ciò dà un contributo positivo al PIL e aumenta il saldo commerciale (+12,8 miliardi di euro). Il commercio mondiale nei primi due mesi ha ristagnato (-0,1% sul 4° 2023). 
  • Eurozona in risalita. Nel 1° trimestre il PIL dell’area è tornato a crescere (+0,3%), dopo due trimestri di lieve calo. La novità è il parziale recupero in Germania (+0,2% dopo -0,5%); gli altri principali paesi restano in crescita. L’espansione acquisita nel 2024, però, è di appena +0,3%. A marzo, la produzione industriale tedesca è scesa (-0,7%), ma segna +0,3% nel 1° trimestre. In aprile, peggiorano la fiducia (ESI sotto la media 2023) e le aspettative sul mercato del lavoro (EEI a 101,8 da 102,5). 
  • USA in frenata. Il PIL USA nel 1° trimestre ha rallentato (+0,4% da +0,8%), con il contributo positivo di consumi (+0,4%) e investimenti, negativo di scorte e export netto (-0,2%). La crescita acquisita nel 2024 è già di +1,8%. La produzione industriale nel 1° è scesa di -0,5%, come nel 4° 2023, ma il calo è stato a dicembre-gennaio: nei due mesi seguenti, un rimbalzo (+0,4% al mese). Ad aprile, i posti di lavoro creati sono in calo (175 mila, da 269 mila medi nel 1°), come la crescita dei salari nominali (+0,2%, da +0,3%). 
  • Bene la Cina. La Cina ha chiuso il 1° trimestre sopra le attese (PIL +5,3% tendenziale), spinta dalla manifattura (+6,1%), specie i settori high-tech: +40% in stampanti 3D, stazioni di ricarica per auto elettriche, altre componenti elettroniche. Buono l’avvio del 2°, con la manifattura in accelerazione ad aprile (PMI a 51,4). Nei prossimi mesi pesa un effetto base sfavorevole sul PIL e l’incertezza sull’export per le nuove restrizioni USA: il sostegno pubblico può essere decisivo per l’obiettivo di crescita al 5,0%. 

Il focus del mese — Trasporti via mare: rotte più lunghe, costi elevati

  • Trasporti marittimi sotto pressione. Fattori geopolitici e climatici minano sicurezza e affidabilità dei trasporti mercantili globali: gli attacchi Houti nel Mar Rosso, la pirateria nello Stretto di Malacca, la siccità nel canale di Panama, le tensioni nello stretto di Taiwan. Sono colpiti snodi cruciali degli scambi globali di merci: circa l’80% in volume e il 50% in valore avvengono via mare. 
  • La reazione degli operatori. I grandi vettori mondiali hanno reagito modificando le rotte, riorganizzando le  flotte, incrementando la velocità delle navi. E aumentando il costo di shipping (i cosiddetti noli).
  • Minori passaggi negli “stretti” marittimi. Da inizio dicembre 2023 a inizio maggio 2024 i transiti nel Mar Rosso  sono caduti del 61,5%, mentre quelli intorno all’Africa sono cresciuti del 91,5%. Da fine febbraio, i passaggi per Malacca (uno dei più importanti snodi mondiali) sono scesi del 37,9%. Il risultato è che i transiti totali nei principali chokepoint (stretti) marittimi si sono fortemente ridotti (-22,6% l’indicatore CSC).
  • Maggiori costi. Di conseguenza, sono balzati i costi di shipping tra Asia ed Europa e, in misura minore, quelli tra Asia e America. In particolare: i noli Shanghai-Genova sono aumentati di ben 3 volte e mezzo a fine gennaio, per poi rientrare solo parzialmente (ancora +207,4% a inizio maggio); dinamica equivalente per Shanghai-Rotterdam (+216,7%). I noli tra Cina e Stati Uniti hanno reagito con un lieve ritardo, raggiungendo  un picco a febbraio e registrando aumenti di circa il 100% a inizio maggio. La rotta tra Shanghai e New York,  inoltre, resta costosa anche per l’operatività a mezzo servizio nel canale di Panama. Nel complesso, i costi di shipping globali si attestano a inizio maggio su livelli superiori del 128,6% rispetto a cinque mesi prima. Nel medio periodo un aumento della flotta marittima potrebbe assicurare la capacità necessaria per rotte stabilmente più lunghe. Ma i costi variabili di shipping (ore lavorate, consumo di carburante) rimarrebbero più elevati (per l’Italia +50% con il Giappone, +70% con la Cina, +170% con l’India, in termini di distanza). 
  • I canali di trasmissione per l’Italia. L’aumento dei noli impatta sul prezzo dei beni importati e sulla competitività dei prodotti italiani, sia direttamente che indirettamente, cioè attraverso il costo e la disponibilità di materie prime e semilavorati acquistati all’estero. Nel 1° trimestre del 2024 circa un terzo delle imprese manifatturiere ha subito ritardi nell’approvvigionamento di input o maggiori costi di trasporto (indagine sulle aspettative di inflazione e crescita di Banca d’Italia). Ciò pesa anche sui conti con l’estero, perché l’industria italiana spesso delega la gestione della catena logistica alla controparte estera. 
  • L’esposizione italiana alla “rotta Suez”. Il trasporto via mare riguarda una gran parte degli scambi italiani, soprattutto dal lato delle importazioni: quasi il 60% degli acquisti dall’estero in volume (il 35% in valore); tali  flussi via mare provengono in larghissima parte da mercati extra-UE. Rispetto a un sotto-insieme di 39 paesi  asiatici e medio-orientali collocati oltre il Canale di Suez, lo scambio di beni (import + export) con l’Italia nel 2023 è stato quasi un terzo del totale con l’extra-UE; l’esposizione aumenta considerando solo le importazioni italiane (40% sul totale extra-UE) e in particolare quelle via mare (quasi il 50%).
  • Impatto sui prezzi alla produzione nel manifatturiero. Il CSC ha stimato, tramite le tavole Input-Output, l’effetto dell’aumento del costo del trasporto marittimo sui prezzi alla produzione dei singoli comparti manifatturieri, derivante sia dagli input produttivi importati, che dalle interrelazioni tra i settori domestici. Sulla base delle variazioni rilevate nei costi di shipping, si è stimato che l’aumento nei costi di trasporto marittimo ha effetti moderati, in aggregato, sui prezzi alla produzione nel manifatturiero, pari in media a un +0,9%, ma con importanti differenze settoriali. Chimica e metallurgia sono i comparti dove le variazioni nei prezzi all’import degli input hanno un effetto maggiore, rispettivamente di +3,6% e +3,4%. Tale effetto è comunque compensato, al momento, da una spinta deflattiva proveniente dalla Cina su alcuni manufatti. I prezzi all’import in Italia registrano infatti un -1,6% nel 1° trimestre 2024 sul 4° 2023. 

Fonte: Centro Studi Confindustria

ASSIV: nuovo CCNL e l’indispensabile adeguamento delle tariffe delle gare d’appalto

ASSIV: nuovo CCNL e l’indispensabile adeguamento delle tariffe delle gare d’appalto

di Maria Cristina Urbano – 17 Maggio 2024

Maria Cristina Urbano Presidente ASSIV nuovo CCNL e gare d’appalto

Ci risiamo! Nonostante quanto accaduto nell’ultimo anno, con il CCNL per la vigilanza privata e i servizi fiduciari fortemente migliorativo siglato a maggio e poi ulteriormente rivisto al rialzo nei mesi successivi, che ha segnato uno sforzo significativo da parte degli Istituti di Vigilanza Privati (IVP) che sono riusciti ad andare incontro a larga parte delle richieste dei sindacati, la Pubblica Amministrazione (PA) sembra non essersi accorta di nulla. O forse peggio, se ne è accorta, ma fa finta di nulla.

Il caso Mose, ASSIV e il nuovo CCNL Vigilanza

Mi riferisco in questo caso al Consorzio Venezia Nuova, la società che controlla il Mose. Consorzio formalmente privato, è vero, ma concessionaria unica del MIT e sotto amministrazione straordinaria dello Stato, per molti anni, e ora gestita da un Commissario liquidatore, che, insomma, di privato ha ben poco. Ebbene il Consorzio Venezia Nuova ha recentemente bandito gare per la sicurezza privata non solo al minor prezzo (cosa esplicitamente vietata da diversi anni dal Codice dei Contratti Pubblici), ma con una base d’asta al di sotto dei minimi contrattuali derivanti dall’Accordo integrativo del 16 febbraio 2024 del CCNL sottoscritto in data 30 maggio 2023. Nonostante il palese errore, implicitamente ammesso dalla risposta pervenuta da parte del Consorzio, un primo escamotage da parte della dirigenza era stato quello di rispondere che la procedura era una richiesta di offerta sotto soglia e non una procedura di gara. E quindi i requisiti erano meno stringenti. Curioso da parte di un’amministrazione straordinaria e liquidatoria che ha la sua ragion d’essere anche nel garantire il pieno rispetto della vigente normativa. A fronte di quanto ribadito loro da ASSIV, ovvero che si trattava di un illegittimo frazionamento di un appalto, in palese contrasto con quanto imposto dal Codice dei Contratti Pubblici, il cui unico fine era procedere con degli affidamenti diretti sotto soglia, aggirando così l’obbligo di indizione di una gara, e evidenziando come una serie di altri problemi rimanessero in piedi, il Consorzio del Mose annullava la gara.

Altri casi e i risultati di ASSIV

Una nuova vittoria dell’Associazione che rappresento quindi, ma dal sapore amaro, perché la sensazione è che si tratti di vittorie vuote, incapaci di rimettere sulla giusta rotta la Pubblica Amministrazione. Nei giorni scorsi, infatti, veniva data notizia dell’annullamento di una gara bandita dall’Ispettorato del lavoro, per motivi simili a quelli summenzionati: una base d’asta al di sotto dei minimi del nuovo CCNL. E moltissimi sarebbero gli esempi di gare, alcune davvero degne di un film di Totò, impugnate da ASSIV e ritirate dalle stazioni appaltanti, che saranno anche colpevoli di costruire bandi di gara indecenti, ma che messe dinanzi ai propri errori mantengono un minimo di decenza.

ASSIV, il nuovo CCNL e l’indispensabile adeguamento delle basi d’asta

Tutto ciò per riscontrare, tristemente, quanto l’ASSIV è andata dicendo da anni a chiunque avesse orecchie per ascoltare: senza un adeguamento delle basi d’asta nelle gare non è possibile pretendere che il comparto possa lontanamente sostenere i costi di servizi di sicurezza sempre più professionalizzati e tecnologici. Considerazione che ha rappresentato anche il principale ostacolo ad un adeguamento salariale che si è fatto attendere per anni e che è stato finalmente riconosciuto ma che sarà una vittoria di Pirro per i sindacati se si rivelerà insostenibile a fronte di appalti inadeguati.

A rischio l’intero comparto Vigilanza Privata

A rischio è l’intero comparto e, senza aziende, niente lavoratori. Per quanto semplice, questo assioma sembra essere difficile da metabolizzare da parte dei sindacati e del Governo. Eppure il quadro normativo esiste e non è interpretabile, le aziende hanno il diritto di partecipare a bandi di gara che non le costringano a mortificare la professionalità e gli investimenti indotti nell’ultimo decennio da un quadro normativo e regolatorio assai stringente. Quadro normativo che ASSIV ha contribuito a redigere, nella convinzione fondata che fosse la premessa di un rilancio di un settore rimasto al palo per decenni. Ma questo è il Paese delle mezze misure: si fanno le leggi e poi le si applicano male o per nulla, si inserisce la vigilanza privata nel quadro sicurezza Paese e poi le si impedisce di esplicare appieno le sue potenzialità; si tuona contro il lavoro povero e poi è la stessa Pubblica Amministrazione a mettere a gara remunerazioni vergognose. Ed è sempre l’imprenditore, con le sue capacità, a dover trovare un punto di equilibrio sempre più difficile da conseguire. E sono sempre i lavoratori a pagare il prezzo più alto. Ho paura ad immaginare dove tutto ciò ci condurrà, e intanto chi può intervenire è sempre preso da altre urgenze. Ma il Paese lo si salva tutto insieme, o non lo si salva.

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CORSO DI FORMAZIONE
PREVENIRE E GESTIRE LA VIOLENZA NEI LUOGHI DI LAVORO:
UN APPROCCIO MULTI-PROSPETTICO AL FENOMENO
FORMAZIONE A DISTANZA (FAD)
29 MAGGIO 2024
9.00 – 18.00

PRESENTAZIONE
Oggi il fenomeno della violenza sta assumendo un peso non più trascurabile nella nostra società. Tutti, in modo diretto e indiretto – talvolta subdolo – siamo esposti alla violenza che spesso rischia di non essere riconosciuta e, quindi, di venire tollerata come normale espressione della quotidianità.
La violenza, infatti, non è solo fisica, e le condotte violente risultano in crescente aumento tra le mura domestiche e anche nei luoghi di lavoro, compromettendo il benessere di chi la subisce, la reputazione di chi la mette in atto e la rispettabilità dell’organizzazione. Questa situazione ci pone di fronte a nuove sfide, alla necessità di affrontare il problema attraverso un approccio più complesso, consapevole e strutturato. La promozione di spazi sociali e lavorativi sempre più sicuri e tutelanti diventa una responsabilità condivisa in cui tutte le funzioni sono chiamate a contribuire informando, educando e sensibilizzando i dipendenti. Quali sono gli obblighi normativi che i datori di lavoro sono tenuti ad osservare e quali standard possono aiutarli a sviluppare dei sistemi di gestione efficace della violenza? Che cosa prevede la valutazione del rischio violenza e come si svolge? Quali benefici e vantaggi ne derivano?
OBIETTIVI
Il corso mira ad offrire alle aziende un quadro di riferimento chiaro e attuale sulla workplace violence. Affronteremo il fenomeno complesso della violenza approfondendo il concetto nelle sue varie sfumature e manifestazioni con focus specifici relativi alle minoranze e alle categorie maggiormente colpite. I temi trattati nel corso sono dunque fondamentali per il sistema di gestione per la parità di genere (PdR 125) e Diversity & Inclusion.
DESTINATARI
Questo corso è rivolto a tutti gli attori coinvolti nella gestione del fenomeno della violenza e, quindi, della promozione della salute e della sicurezza nelle organizzazioni. È quindi un corso rivolto a Safety, Security, HR, RSPP, ASPP, HSE, consulenti per la parità di genere (PdR 125:2022) e responsabili della sostenibilità. Il corso fornirà strumenti di approfondimento e spunti applicativi da poter mettere in atto.
STRUTTURA DEL CORSO
Durata complessiva: 8 h •
Il corso si svolgerà in modalità FAD secondo il seguente calendario:
Mercoledì 29 Maggio 2024 dalle 9:00 alle 18:00

ATTESTATI
Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
CREDITI
Il corso ha la durata di 8 ore e consente di conseguire 8 crediti formativi ai fini del mantenimento della certificazione dei Professionisti della Security certificati UNI 10459;

Scarica la locandina

Per gli Associati ASSIV sono previste tariffe agevolate

ICMQ: La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse (nuovo Codice degli Appalti D.Lgs 36/2023). 22 maggio 2024

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ICMQ: La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse (nuovo Codice degli Appalti D.Lgs 36/2023).

22 maggio 2024 dalle 09.00 alle 18.00

Corso on line

L’analisi dei rischi è fondamentale per approcciare a qualunque progetto. La matrice dei rischi è sempre più richiesta dalle Stazioni Appaltanti pubbliche quali il Politecnico di Milano, l’Università di Perugia, etc. come documento d’offerta in sede di gara con il criterio
dell’offerte economicamente più vantaggiosa, unitamente ai concetti di rischio negativo e di rischio positivo/opportunità.
Il successo di un progetto dipende infatti dalla oggettiva e sapiente gestione di più variabili, fra cui i rischi da prevedere e gestire. In tutti i progetti ormai, è fondamentale poter disporre della capacità di individuare i rischi connessi al progetto stesso e, più
in generale, all’intervento in atto, in modo da poter mitigare e comunque gestire i rischi medesimi; per il vero occorre osservare che il rischio, se ben gestito, può diventare un’opportunità (opportunità in quanto l’aver saputo gestire i rischi di un progetto/intervento
porta ad essere concorrenziale sia dalla fase di offerta rispetto a chi non ha saputo gestire il rischio).
Il Corso di 8 ore, suddiviso in due moduli, si rivolge a liberi professionisti, società di ingegneria, imprenditori, dirigenti pubblici e privati che intendono acquisire una nuova opportunità professionale nel campo della progettazione, nella gestione delle commesse, allo scopo di mitigare i rischi e di poterli trasformare in opportunità. Saranno esposti casi reali di risk management in cui il relatore è stato
consulente.

Scarica la locandina del corso

Per gli Associati ASSIV sono previste tariffe agevolate

INAIL: Aggiornamento diarie medico-legali

INAIL: Aggiornamento diarie medico-legali

L’Inail ha pubblicato la circ. n. 11 del 13.05.2024, con la quale comunica l’adeguamento, dal 1° giugno 2024, del trattamento economico, variabile anche in base alla durata dell’assenza, riservato agli assicurati invitati fuori residenza presso gli Uffici dell’Istituto per accertamenti medico-legali e amministrativi o per finalità terapeutiche.

Le diarie sono state aggiornate sulla base dell’indice di variazione dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati tra la media annua del 2023 e la media annua del 2022 (5,4%).

Gli importi risultanti dall’aggiornamento sono così fissati:

  • euro 8,91 per assenza della durata di quattro ore e che obblighi a consumare un pasto fuori residenza (importo precedente, euro 8,45);
  • euro 17,85 per assenza di una intera giornata senza pernottamento (importo precedente, euro 16,94);
  • euro 34,82 per assenza di una intera giornata con pernottamento (importo precedente, euro 33,04).

L’aggiornamento decorre dal 1° giorno del mese successivo alla sua adozione, e quindi dal 1° giugno 2024. 

Fonte: INAIL – Lavorosi 

Decreto legge Coesione: le novità in materia di lavoro

Decreto legge Coesione: le novità in materia di lavoro

Sostenere l’autoimpiego e promuovere l’occupazione di giovani e donne, soprattutto nel Mezzogiorno. Investire sulle competenze, anche per i lavoratori in esubero delle grandi aziende in crisi. Valorizzare le opportunità della tecnologia, con nuove azioni sulla piattaforma SIISL. Queste le direttrici del decreto legge 7 maggio 2024, n. 60, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 105/2024 e recante “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione”. Il provvedimento è volto a realizzare la riforma della politica di coesione inserita nell’ambito della revisione del PNRR, al fine di accelerare e rafforzare l’attuazione degli interventi finanziati dalla politica di coesione 2021-2027 e mirati a ridurre i divari territoriali.

A disposizione per la promozione dell’occupazione oltre 2,8 miliardi di euro a valere sul Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027 e sulle risorse della Misura 5 del Pnrr dedicate alle politiche attive collegate al Programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), a cui si aggiungono le risorse per la riconversione delle competenze dei lavoratori nelle grandi imprese in crisi.

Di seguito, le principali misure in materia di lavoro:

  • promozione dell’autoimpiego nel lavoro autonomo, nelle libere professioni e nell’attività d’impresa.

La misura si declinain due interventi: Autoimpiego Centro-Nord Italia e Resto al Sud 2.0. Beneficiari sono giovani under 35, in condizioni di marginalità, vulnerabilità sociale e discriminazione, oppure inoccupati, inattivi e disoccupati o ancora disoccupati destinatari delle misure del programma di politica attiva Garanzia di occupabilità dei lavoratori GOL. Previsti finanziamenti per servizi di formazione e accompagnamento alla progettazione preliminare, il tutoraggio per l’incremento delle competenze o veri e propri sostegni all’investimento attraverso voucher ed interventi in regime de minimis.

Un decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con Ministero Economia e Finanze e Ministero Affari europei, sud, coesione e PNRR definirà modalità e termini per l’attivazione delle due iniziative.

  • Incentivi all’autoimpiego nei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione al digitale ed ecologica.

Le persone disoccupate che non hanno compiuto i 35 anni e che, nel periodo compreso tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025, avviano sul territorio nazionale un’attività imprenditoriale che opera nei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione digitale ed ecologica possono chiedere l’esonero dal versamento del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, nel limite di 800 euro su base mensile per ciascun lavoratore (con esclusione dei premi e contributi INAIL), relativamente ai dipendenti che, alla data di assunzione, non abbiano compiuto 35 anni e che siano stati assunti a tempo indeterminato nel medesimo periodo (dal 01.07.2024 al 31.12.2025). L’esonero è garantito per il periodo massimo di 3 anni e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2028, e non si applica ai rapporti di lavoro domestico e di apprendistato. Inoltre, le imprese avviate dai soggetti sopra indicati possono richiedere all’INPS un contributo per l’attività, il quale non concorre alla formazione del reddito, per l’importo di 500 euro mensili per la durata massima di 3 anni e comunque non oltre il 31 dicembre 2028.

  • Bonus Giovani.

La misura riconosce ai datori di lavoro privati che, dal primo settembre 2024 e fino al 31 dicembre 2025, assumono personale non dirigenziale under 35 (mai occupato a tempo indeterminato) con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, per un periodo massimo di 24 mesi, l’esonero dal versamento del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati (con esclusione dei premi e contributi INAIL), nel limite massimo di importo pari a 500 euro su base mensile per ciascun lavoratore. Nel caso di assunzioni presso una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna l’esonero è riconosciuto per un massimo di importo pari a 650 euro su base mensile per ciascun lavoratore. L’esonero non si applica ai rapporti di lavoro domestico e di apprendistato (mentre spetta in caso di precedente assunzione con apprendistato non proseguito in ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

  • Bonus Donne.

La misura riconosce l’esonero, per un periodo massimo di 24 mesi, del 100% dal versamento dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro privato nel limite massimo di 650 euro su base mensile (con esclusione dei premi e contributi INAIL), per ciascuna dipendente donna, assunta a tempo indeterminatodal 1° settembre 2024 e fino al 31 dicembre 2025, che rientri nelle seguenti categorie:

a) donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti nelle regioni della Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno;

b) donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti.

L’esonero non si applica ai rapporti di lavoro domestico e di apprendistato.

  •      Bonus ZES (Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno).

La misura prevede l’esonero, per un periodo massimo di 24 mesi, del 100% dal versamento dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro privato nel limite massimo di 650 euro su base mensile (con esclusione dei premi e contributi INAIL), per ciascun dipendente assunto quale lavoratore subordinato non dirigente, a tempo indeterminato, dal 1° settembre 2024 e fino al 31 dicembre 2025.

L’esonero è garantito esclusivamente ai datori di lavoro privati che occupano fino a 10 dipendenti nel mese di assunzione del dipendente per il quale è richiesto l’esonero. Inoltre, il dipendente deve:

a) aver compiuto 35 anni di età;

b) essere disoccupato da almeno 24 mesi;

c) essere assunto presso una sede o un’unità produttiva ubicata nella ZES.

  • Iscrizione dei percettori NASPI nel SIISL e modifiche al funzionamento del Sistema Informativo per l’inclusione sociale e lavorativa – SIISL.

Le misure prevedono l’iscrizione d’ufficio dei percettori della NASPI e della DI -SCOLL alla piattaforma del SIISL.

Con apposito decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, saranno inoltre, definite le modalità e le condizioni attraverso cui ai datori di lavoro sarà consentito pubblicare sul SIISL le posizioni vacanti all’interno dei loro organici e le modalità di accesso al SIISL su base volontaria da parte degli utenti alla ricerca di occupazione, diversi dai soggetti obbligati all’iscrizione al SIISL ai sensi delle disposizioni vigenti. Sul SIISL saranno, altresì, inserite le posizioni vacanti pubblicate dai datori di lavoro su piattaforme pubbliche nazionali e internazionali. Si prevede poi che il SIISL utilizzi gli strumenti dell’intelligenza artificiale al fine di incrociare domanda ed offerta di lavoro, nel rispetto della legislazione vigente in materia.


Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

Consiglio dei Ministri: nomine e il movimento di Prefetti deliberati nella riunione del 6 maggio 2024

Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 6 maggio us, su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, ha deliberato le nomine e il movimento di Prefetti di seguito riportati:

– dott.ssa Rossana Riflesso, da Barletta-Andria-Trani, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Avellino;

– dott.ssa Silvana D’Agostino, da Biella, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Barletta-Andria-Trani;

– dott.ssa Elena Scalfaro, nominata Prefetto, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Biella;

– dott. Giuseppe Petronzi, dirigente Generale di P.S., nominato Prefetto, è collocato fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai fini del conferimento dell’incarico di Commissario del Governo per la Provincia di Trento.

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri

INL: Dimissioni neo-genitori revocabili anche se convalidate

INL: Dimissioni neo-genitori revocabili anche se convalidate

Con la nota n. 862/2024, la direzione centrale coordinamento giuridico dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha fornito alcuni chiarimenti concernenti le modalità e le tempistiche relative alle modalità di esercizio della revoca delle dimissioni rassegnate durante il periodo protetto, una volta intervenuta la convalida dall’Ispettorato territoriale del lavoro, ai sensi dell’art. 55, comma 4, del D.Lgs. n. 151/2001.

La procedura di convalida – Stando a quanto previsto dall’art. 55, comma 4 del D.Lgs. n. 151/2001, la risoluzione consensuale del rapporto o la richiesta di dimissioni presentate da una lavoratrice durante la gravidanza e da uno dei due genitori entro i primi tre anni di vita dei figli ( o di ingresso in famiglia se adottati o affidati ), devono essere convalidate dall’ Ispettorato territoriale del lavoro.

E’ il datore di lavoro, che una volta ricevuta la richiesta di dimissioni, invita il lavoratore ad attivarsi per la loro convalida. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha chiarito che non è più possibile utilizzare il modello di richiesta online, messo a disposizione durante il periodo di emergenza sanitaria, ma è stata introdotta la possibilità di effettuare il colloquio anche a distanza.

Al fine di accedere alla procedura da remoto, in alternativa al colloquio in presenza, il dipendente trasmette apposito modulo tramite posta elettronica alla sede territoriale di competenza allegando copia del documento di identità e della lettera di dimissioni, già presentata al datore di lavoro, debitamente datata e firmata.

Ricevuta la richiesta, l’Ispettorato avvia il procedimento che dovrà concludersi entro 45 giorni con l’emissione del provvedimento di convalida inviato anche al datore di lavoro, consentendo a quest’ultimo di processare l’UNILAV con la cessazione del rapporto di lavoro dalla data indicata nella iniziale comunicazione notificata al datore di lavoro.

Il legislatore ha quindi subordinato l’efficacia delle dimissioni alla convalida delle stesse da parte dell’Ispettorato, al fine di verificare che l’atto sia genuino e frutto di una libera scelta del genitore e non, al contrario, imposto dal datore di lavoro per ragioni riguardanti la situazione familiare dell’interessato. 

I chiarimenti INL – La richiesta di chiarimenti trova il suo fondamento nella mancata regolamentazione della fattispecie di revoca delle dimissioni durante il periodo protetto.  

Il citato D.Lgs. n. 151/2001 non fornisce indicazioni a riguardo, né risulta applicabile quanto previsto per le dimissioni presentate in via telematica  dall’ art. 26, commi 1 e 2, del D.Lgs. n. 151/2015 secondo il quale “al di fuori delle ipotesi di cui all’articolo 55, comma 4, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e successive modificazioni, le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro sono fatte, a pena di inefficacia, esclusivamente con modalità telematiche (…) Entro sette giorni dalla data di trasmissione del modulo di cui al comma 1 il lavoratore ha la facoltà di revocare le dimissioni e la risoluzione consensuale con le medesime modalità”.   

L’ Ispettorato rileva dunque che non vi sono elementi impeditivi a che le dimissioni siano oggetto di revoca in un momento antecedente alla loro efficacia, prima dell’emanazione del provvedimento di convalida, oppure in un momento successivo alla convalida ma antecedente alla decorrenza delle dimissioni stesse e quindi alla risoluzione del rapporto.  

In ogni caso andrà avviato un nuovo esame istruttorio, ai fini di un’attenta valutazione della fondatezza delle motivazioni, senza escludere nuovi accertamenti ispettivi a tutela del lavoratore e della lavoratrice interessati, qualora ci siano fondati dubbi che nei loro confronti possano essere stati adottati comportamenti discriminatori da parte del datore di lavoro.  Laddove invece le dimissioni presentate siano state regolarmente convalidate e abbiano prodotto l’effetto della risoluzione del rapporto di lavoro, il rapporto di lavoro potrà riprendere unicamente con il consenso del datore di lavoro.   

Fonte: INL – Lavorosi

Istat: rilevazione delle attività economiche per l’implementazione della nuova classificazione ATECO 2025

Istat: rilevazione delle attività economiche per l’implementazione della nuova classificazione ATECO

La Rilevazione delle attività economiche per l’implementazione della nuova classificazione Ateco è stata predisposta al fine di verificare le attività economiche svolte dalle imprese a seguito del processo di revisione della classificazione Ateco in cui l’Istat è attualmente impegnato.
La nuova classificazione Ateco 2025 entrerà in vigore a partire dal 1 gennaio 2025 per la produzione e la divulgazione di tutte le statistiche economiche realizzate dall’Istat.  

Chi risponde

Le imprese del Registro statistico delle imprese attive, comprese le imprese della sicurezza privata.

Si tratta di una rilevazione campionaria che coinvolge circa 150 mila unità in possesso di credenziali di accesso al sistema del Portale delle Imprese a cui occorre far riferimento per rispondere alla rilevazione stessa.

Qual è il periodo di rilevazione

La rilevazione si svolge dal 15 aprile al 31 luglio 2024

Come fornire i dati e le informazioni richieste

Attraverso il Portale statistico delle imprese si accede alla  sezione “Rilevazioni del Portale” e compilare il questionario “Rilevazione delle attività economiche per l’implementazione della nuova classificazione ATECO 2025”.

Come consultare i risultati dell’indagine

Non è prevista alcuna pubblicazione dei risultati d’indagine trattandosi di una rilevazione che ha come obiettivo prioritario quello di consentire la riclassificazione delle unità del Registro statistico delle imprese attive (Asia) in base alla nuova classificazione ATECO 2025 migliorandone la qualità del contenuto informativo.

Tutela della riservatezza

Base giuridica: i dati sono trattati per la produzione di informazione statistica ufficiale e, quindi, per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico affidato all’Istat (art. 1, comma 2, e art. 15 d.lgs. n. 322/1989); Regolamento (UE) 2019/2152 che disciplina i registri di imprese a fini statistici; Decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322 art. 15, comma 1 lett. e “L’Istat provvede alla predisposizione delle nomenclature e metodologie di base per la classificazione e la rilevazione dei fenomeni di carattere demografico, economico e sociale. Le nomenclature e le metodologie sono vincolanti per gli enti ed organismi facenti parte del Sistema statistico nazionale”.

Le informazioni raccolte, tutelate dal segreto statistico (art. 9 d.lgs. n. 322/1989), potranno essere utilizzate, anche per successivi trattamenti, dai soggetti del Sistema statistico nazionale, esclusivamente per fini statistici, e potranno essere comunicate alla Commissione europea (EUROSTAT) (Regolamento n. 2152/2019).

Titolare dei dati e responsabile del trattamento

I dati saranno diffusi in forma aggregata in modo tale che non sia possibile risalire ai soggetti a cui si riferiscono, assicurando così la massima riservatezza.

I responsabili del trattamento statistico dei dati raccolti nell’ambito della presente indagine sono il Direttore della Direzione Centrale per le statistiche economiche e il Direttore della Direzione centrale per la raccolta dati.

Contatti

Per informazioni e/o chiarimenti
Numero verde gratuito
800.188.847 
dal lunedì al venerdì ore 9.00 – 13.00

Fonte: ISTAT

Inail: Infortuni in crescita. I dati aggiornati al primo trimestre 2024

Inail: Infortuni in crescita. I dati aggiornati al primo trimestre 2024

Il primo trimestre  del 2024 ha visto un incremento marginale nelle denunce di infortunio sul lavoro presentate all’INAIL, ammontanti a 145.130, rappresentando un aumento dello 0,4% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il numero di infortuni con esito fatale è diminuito del 2,6%, contabilizzando un totale di 191 casi. In parallelo, si osserva un significativo aumento del 24,5% nelle segnalazioni di malattie di natura professionale.

L’INAIL ha reso pubblici i dati relativi alle denunce di infortunio, incluse quelle con esito mortale, e alle malattie professionali pervenute entro il mese di marzo tramite la sezione “Open data” del proprio sito web. Questi dati sono forniti insieme a tabelle di confronto tra i dati di marzo 2023 e marzo 2024, nonché tra i periodi gennaio-marzo 2023 e gennaio-marzo 2024.

Tuttavia, è importante notare che i dati mensili sono considerati provvisori e richiedono una valutazione cauta, soprattutto per quanto riguarda gli infortuni fatali, poiché possono essere influenzati da picchi occasionali e dai tempi di elaborazione delle pratiche. Per ottenere una valutazione accurata del fenomeno, comprese le denunce confermate dall’istituto, sarà necessario attendere il consolidamento dei dati relativi all’intero anno 2024, comprendente il completamento delle procedure amministrative e sanitarie associate a ciascuna segnalazione.

Le denunce di infortunio includono anche le comunicazioni obbligatorie effettuate dai datori di lavoro e dai loro intermediari per fini statistici e informativi, riguardanti gli infortuni che causano almeno un giorno di assenza dal lavoro, escludendo il giorno dell’evento.

In sintesi, nel primo trimestre del 2024 si evidenzia un leggero aumento complessivo delle denunce di infortunio, una diminuzione delle segnalazioni mortali e un incremento delle malattie professionali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Denunce di Infortuni

Nel primo trimestre del 2024, le denunce di infortunio presentate all’INAIL hanno raggiunto un totale di 145.130, registrando un aumento dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2023. Tuttavia, ciò rappresenta una diminuzione del 7,9% rispetto al 2019 e del 25,2% rispetto al 2022.

A livello nazionale, si è osservato un lieve decremento dei casi avvenuti in occasione di lavoro (-0,3%), mentre quelli in itinere sono aumentati del 4,7%. Questo trimestre ha visto una variazione differenziata tra i settori, con incrementi nei settori tradizionalmente più rischiosi come Costruzioni, Sanità e assistenza sociale, Noleggio e servizi di supporto alle imprese, Commercio, e Trasporto e magazzinaggio.

L’analisi territoriale indica un aumento delle denunce di infortunio nel Nord-Ovest (+1,3%) e nel Centro (+1,0%), mentre si è registrato un calo nel Sud (-2,2%) e nelle Isole (-1,0%). Tra le regioni, si evidenziano incrementi significativi in provincia autonoma di Trento, Molise, Toscana e provincia autonoma di Bolzano, mentre le diminuzioni più rilevanti si riscontrano in Basilicata, Abruzzo, Campania e Sardegna.

L’incremento complessivo è stato trainato dalla componente maschile (+0,6%), mentre quella femminile ha presentato una leggera diminuzione (-0,1%). Tra i lavoratori, si è osservato un aumento tra gli under 15, nella fascia 25-29 anni e tra gli 60-74 anni, mentre si è registrato un calo tra i 15-24enni e tra i 30-59enni.

Casi Mortali

Nel primo trimestre del 2024, le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’INAIL sono state 191, cinque in meno rispetto al 2023 ma con una variazione significativa rispetto agli anni precedenti. A livello nazionale, si è osservato un aumento dei casi avvenuti in occasione di lavoro, mentre si è registrato un calo di quelli in itinere.

L’analisi territoriale ha evidenziato incrementi al Sud, nel Nord-Ovest e nelle Isole, mentre si sono registrati cali nel Nord-Est e al Centro. Tra le regioni, la Lombardia e la Puglia presentano i maggiori incrementi, mentre il Veneto e il Piemonte registrano i cali più significativi.

La diminuzione delle denunce mortali è stata osservata solo tra la componente femminile, mentre quella maschile è aumentata. Si è verificata una diminuzione delle denunce dei lavoratori italiani e un aumento tra gli extracomunitari e i comunitari.

L’analisi per classi di età ha mostrato aumenti tra i 30-39enni, i 45-54enni e i 65-74enni, mentre si sono registrate diminuzioni tra gli under 30 e i 55-64enni.

Denunce Malattie Professionali

Nel primo trimestre del 2024, le denunce di malattia professionale protocollate dall’INAIL sono state 22.620, mostrando un significativo aumento del 24,5% rispetto allo stesso periodo del 2023. Questo incremento è stato ancora più marcato rispetto agli anni precedenti.

A marzo di ogni anno, si sono osservati aumenti nelle gestioni Industria e servizi, Agricoltura e Conto Stato. L’incremento delle patologie denunciate ha interessato tutte le regioni, ad eccezione della Lombardia.

In termini di genere, si è registrato un aumento significativo sia nelle denunce dei lavoratori che in quelle delle lavoratrici, con incrementi anche tra i lavoratori italiani, i comunitari e gli extracomunitari.

Le principali categorie di malattie professionale denunciate rimangono quelle del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, seguite da patologie del sistema nervoso e dell’orecchio, del sistema respiratorio e tumori. 

Scarica il bollettino trimestrale I trimestre 2024

Fonte: INAIL – Lavorosi