ICMQ: Power BI: come organizzare e condividere i dati in team. 21 e 28 giugno, 5 e 12 luglio 2024

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Power BI: come organizzare e condividere i dati in team

Il corso di 16 ore, erogato in collaborazione con il Collegio degli ingegneri e architetti di Milano, si terrà in modalità online sincrona il 21 e 28 giugno, 5 e 12 luglio dalle ore 9.00 alle ore 13.00.
Power BI è una raccolta di servizi software, app e connettori che interagiscono per trasformare le origini dei dati prodotti in un’azienda o tra collaboratori in un insieme di informazioni coerenti e interattive, consentendo di connettersi facilmente alle origini dati, visualizzare e scoprire le informazioni importanti e condividerle con tutti gli utenti o con quelli necessari.
È possibile, ad esempio, usare Power BI Desktop per creare report per il team sulle statistiche relative al coinvolgimento del cliente e visualizzare l’inventario e l’avanzamento della produzione oppure creare un report impaginato delle fatture inviabili tramite posta, in base a un set di dati.
Da qui si capisce come questo strumento può essere una risorsa importante per l’azienda e i collaboratori in quanto centralizza, semplifica e ottimizza quello che altrimenti sarebbe un processo confuso, disconnesso e complesso per la progettazione e la creazione di repository e report di Business Intelligence.
Il corso è rivolto a coloro che vogliono utilizzare Power BI come sistema di supporto alle decisioni (DSS) e ad utenti che si occupano di analisi dei dati.

Power BI Desktop integra le tecnologie collaudate di Microsoft Query Engine, modellazione dei dati e visualizzazione. Analisti di dati e altri utenti possono creare raccolte di query, connessioni dati, modelli e report e condividerli facilmente.

Grazie alla combinazione di Power BI Desktop con il servizio Power BI, è possibile modellare, creare, condividere ed estendere con maggiore facilità nuove informazioni dettagliate ricavate dai dati.
Verranno rilasciati 16 Cfp agli ingegneri iscritti all’ordine professionale

Iscriviti online!

 Documenti:

Per gli Associati ASSIV sono previste tariffe agevolate.

Le prospettive per l’economia italiana nel 2024-2025

Le prospettive per l’economia italiana nel 2024-2025

Il Pil italiano è atteso crescere dell’1% nel 2024 e dell’1,1% nel 2025,in moderata accelerazione rispetto al 2023.

Nel 2024 l’aumento del Pil verrebbe sostenuto dal contributo sia della domanda interna al netto delle scorte, sia della domanda estera netta (+0,7 punti percentuali per entrambe), con un contributo delle scorte ancora negativo (-0,4 p.p.). Nel 2025 la crescita dell’economia italiana sarebbe invece trainata prevalentemente dalla domanda interna (+0.9 p.p.).

I consumi privati continuano a essere sostenuti dal rafforzamento del mercato del lavoro e dall’incremento delle retribuzioni in termini reali, ma frenati da un aumento della propensione al risparmio. Tali dinamiche determineranno per il 2024 una crescita moderata (+0,4%) dei consumi delle famiglie e delle ISP e una successiva accelerazione nel 2025 (+1%).

Per gli investimenti fissi lordi si prevede una dinamica di decelerazione nel biennio di previsione (+1,5% e +1,2% rispettivamente nel 2024 e 2025, dal +4,7% del 2023), determinata dal venire meno degli incentivi fiscali all’edilizia, che saranno compensati sia dagli effetti dell’attuazione delle misure previste dal PNRR, sia dalla riduzione dei tassi di interesse.

L’occupazione, misurata in termini di unità di lavoro (ULA), segnerà una crescita in linea con quella del Pil (+0,9% nel 2024 e +1,0% nel 2025) a cui si accompagnerà un calo del tasso di disoccupazione (7,1% quest’anno e 7,0% nel 2025).

Per i prossimi mesi ci si attende un graduale ritorno verso tassi di inflazione vicini ai target della BCE; tale dinamica determinerà, per il 2024 una forte decelerazione del deflatore della spesa delle famiglie residenti (+1,6% dal +5,2% del 2023) a cui seguirà un moderato incremento nel 2025 (+2,0%).

Lo scenario previsivo rimane caratterizzato dal perdurare di una elevata incertezza del quadro internazionale, determinata dall’evoluzione delle tensioni geo-politiche.

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

Privacy : Videosorveglianza e rilevazione presenze nel rispetto del GDPR e dello Statuto dei Lavoratori

Privacy : Videosorveglianza e rilevazione presenze nel rispetto del GDPR e dello Statuto dei Lavoratori

Il Garante per la Protezione dei dati personali, con provvedimento n. 234 dell’11 aprile 2024 ha sanzionato un datore di lavoro pubblico per un’istallazione di videocamere nei luoghi di lavoro – che riprendevano altresì i dipendenti al passaggio di rilevamento delle presenze –  non rispettosa dello Statuto dei lavoratori, né delle garanzie assicurate ai dipendenti dalla normativa in materia di privacy.

Con specifico riferimento all’utilizzo di sistemi di videosorveglianza da parte di soggetti pubblici, già nel Provvedimento in materia di videosorveglianza dell’8 aprile 2010 il Garante aveva chiarito che tali soggetti, in qualità di titolari del trattamento, possono trattare dati personali nel rispetto del principio di finalità, perseguendo scopi determinati, espliciti e legittimi per lo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali.

Quando, come nel caso di specie, le videocamere installate nei luoghi di lavoro, riprendano anche il personale che transita o sosta nei luoghi di lavoro, il trattamento dei dati personali dei lavoratori può essere effettuato se è necessario per la gestione del rapporto di lavoro e nell’ambito del quadro giuridico applicabile definito dalla normativa comunitaria, da regolamenti o da contratti collettivi (artt. 6, par. 1, lett. c), e 88 del GDPR).

Tuttavia, il datore di lavoro deve rispettare le norme nazionali, che includono misure appropriate e specifiche a salvaguardia della dignità umana degli interessati in particolare per quanto riguarda la trasparenza del trattamento e i sistemi di monitoraggio sul posto di lavoro (v. artt. 6, par. 2, e 88, par. 2, del Regolamento): in forza del rinvio contenuto nell’art. 114 del Codice alle preesistenti disposizioni nazionali di settore che tutelano la dignità delle persone sul luogo di lavoro, con particolare riferimento ai possibili controlli da parte del datore di lavoro, l’osservanza dell’art. 4 della L. 300/1970 si pone quindi quale condizione di liceità del trattamento. 

Videosorveglianza nei luoghi di lavoro: Nuove indicazioni dal Garante privacy

In base a tale norma, come noto, gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale e possono essere installati previo accordo collettivo stipulato dalla RSU o dalle RSA, ovvero, in alternativa, previa autorizzazione della sede territoriale o centrale dell’INL

Tali informazioni, inoltre, possono essere utilizzate a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro a condizione che sia data al lavoratore adeguata informazione delle modalità d’uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli e nel rispetto di quanto disposto dal Codice.

In base all’art. 5 del GDPR, d’altro canto, il titolare del trattamento può utilizzare per ulteriori trattamenti i soli dati personali che siano stati lecitamente raccolti, con riguardo alla finalità principale e nel rispetto dei principi generali di protezione dei dati, tra cui quello di “liceità, correttezza e trasparenza”. 

Videosorveglianza & Co: facciamo il punto con l’INL

In attuazione di tale principio il titolare deve quindi adottare misure appropriate per fornire all’interessato tutte le informazioni di cui agli artt. 13 e 14 del GDPR, in forma concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile, con un linguaggio semplice e chiaro (cfr. art. 12, par. 1, del Regolamento).

L’Autorità, nel caso di specie, era intervenuta a seguito della segnalazione di una dipendente concernente l’installazione di una telecamera nell’atrio dell’ente, in prossimità dei dispositivi di rilevazione delle presenze dei lavoratori; tramite l’utilizzo delle immagini registrate, l’amministrazione aveva contestato alla dipendente alcune violazioni dei propri doveri d’ufficio, tra cui il mancato rispetto dell’orario di servizio.

La PA, in sede di memoria difensiva innanzi al Garante, aveva affermato che la telecamera era stata installata per motivi di sicurezza, a seguito di alcune aggressioni ai danni di altri dipendenti pubblici.

Nel corso dell’istruttoria il Garante aveva tuttavia rilevato che l’ente non aveva assicurato il rispetto delle procedure di garanzia previste dalla disciplina di settore in materia di controlli a distanza, ed aveva peraltro utilizzato le immagini delle videocamere, installate nei luoghi di lavoro, per adottare un provvedimento disciplinare nei confronti della lavoratrice.

L’Autorità ha, pertanto, sanzionato l’Amministrazione per la violazione degli artt. 5, par. 1, lett. a) e b), 6, 12, 13 e 88 del Regolamento, nonché 114 del Codice, ingiungendo, inoltre, alla stessa di fornire a tutti gli interessati (lavoratori e visitatori presso la sede comunale) un’idonea informativa sui dati personali trattati mediante l’utilizzo della telecamera in questione. 

Fonte : Garante Privacy – Lavorosi

Direttiva UE 1499/2024 e 1500/2024 : nuovi poteri per gli organismi di promozione della parità

Direttiva UE 1499/2024 e 1500/2024 : nuovi poteri per gli organismi di promozione della parità

Il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo hanno pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 29 maggio 2024, due Direttive riguardanti la parità di genere, razziale e religiosa, negli ambiti del lavoro e della sicurezza sociale.

In particolare:

  • La Direttiva (UE) 2024/1499, del 7 maggio 2024, attiene alle norme riguardanti gli organismi per la parità in materia di parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza o dall’origine etnica, tra le persone in materia di occupazione e impiego indipendentemente dalla religione o dalle convinzioni personali, dalla disabilità, dall’età o dall’orientamento sessuale e tra le donne e gli uomini in materia di sicurezza sociale e per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e la loro fornitura, e che modifica le direttive 2000/43/CE e 2004/113/CE;
  • La Direttiva (UE) 2024/1500, del 14 maggio 2024, attiene alle norme riguardanti gli organismi per la parità nel settore della parità di trattamento e delle pari opportunità tra donne e uomini in materia di occupazione e impiego, e che modifica le direttive 2006/54/CE e 2010/41/UE.  

In concreto le due direttive apportano alcune modifiche alla disciplina che definisce  i requisiti essenziali per il funzionamento delle autorità nazionali preposte a vigilare  sulla corretta attuazione dei principi sulla parità di genere.

Per l’Italia si tratta di competenze attribuite in parte al Dipartimento per le Pari Opportunità, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e presieduto dal Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, e da una rete di Consiglieri regionali coordinati a livello nazionale. L’intento è di migliorare l’efficienza e assicurare l’autonomia di tali enti, rafforzando l’applicazione del principio di pari trattamento definito  dalle  direttive precedenti in materia,  2006/54/CE e 2010/41/UE , senza pregiudicare le prerogative delle parti sociali e le competenze dell’ Ispettorato o di altri organismi incaricati dell’applicazione delle norme. 

Entrambe le direttive entrano in vigore il prossimo 18 giugno , con la precisazione per cui le modifiche alle precedenti direttive si applicheranno a decorrere dal 19 luglio 2026, data entro la quale gli Stati membri dovranno provvedere al recepimento delle direttive stesse. 

Gli Stati membri, entro il 19 giugno 2031 e successivamente ogni 5 anni, dovranno fornire alla Commissione UE tutte le informazioni pertinenti relative all’applicazione delle direttive con particolare riguardo al funzionamento degli organismi per la parità, tenuto conto delle relazioni elaborate dagli stessi a norma degli art. 17, lett. b) e c) .  Inoltre è previsto che almeno ogni quattro anni una o più relazioni, contenenti raccomandazioni, sulla situazione della parità di trattamento e della discriminazione, inclusi gli eventuali problemi strutturali riscontrati.  

Le nuove direttive sottolineano la necessità che gli organismi nazionali di parità debbano offrire  la possibilità di risolvere le controversie in modo alternativo, tramite mediazione o conciliazione, secondo la normativa e le prassi nazionali, senza precludere la possibilità di intraprendere un’azione legale quando la risoluzione alternativa non si rivela proficua.  Gli Stati membri dovranno garantire termini di prescrizione sufficienti e prevedere la loro sospensione durante la procedura conciliativa.   

Viene specificato inoltre che   gli organismi nazionali deputati  all’attuazione dei principi in materia di parità di genere dovranno adoperarsi per fornire supporto con specifiche consulenze sul quadro giuridico ; procedure e mezzi di ricorso.

Gli Stati membri sono tenuti a conferire alle autorità per la parità il potere di indagare sulle violazioni dei principi di pari trattamento e, se ritenuto necessario, di avviare procedimenti per conto delle vittime o d’ufficio per difendere l’interesse pubblico.  

Fonte. Consiglio UE – Lavorosi

Webinar ASSIV – Axitea Spa sulla nuova Direttiva europea della sicurezza informativa NIS 2. 20 giugno 2024

Webinar ASSIV – Axitea Spa sulla nuova Direttiva europea della sicurezza informativa NIS 2. 20 giugno 2024

🚀 Webinar ASSIV in collaborazione con AXITEA SPA: “NIS 2: Perimetro applicativo, soggetti coinvolti, strategie e strumenti per adeguarsi alla Nuova Direttiva Europea sulla sicurezza informatica” 🚀

Siamo lieti di annunciare il nostro prossimo webinar dedicato alla nuova Direttiva europea sulla sicurezza informatica, la NIS 2. 📅

🔐 Quando?
🗓️ Data: 20 giugno 2024
⏰ Orario: 14.30 – 15.30

🌐 Di cosa parleremo?
☑ Introduzione alla Direttiva UE e agli obiettivi;
☑ Soggetti coinvolti e tempistiche;
☑Indicazioni di implementazione;
☑NIS 2 – ISO27001;
☑Controlli e misure tecniche.

👥 Relatori
🔹Maria Cristina Urbano (Presidente ASSIV Associazione Italiana Vigilanza e Servizi Fiduciari)
🔹Federico Alessandri (Cyber Security Specialist, Axitea Spa)
🔹Maria Formato (Lead Consultant, Axitea, Spa)


🔗 Iscriviti ora e riserva il tuo posto: [email protected]

Scarica la locandina

Calcolo dei premi assicurativi per l’anno 2024

Calcolo dei premi assicurativi per l’anno 2024

Fissati i limiti minimi di retribuzione imponibile giornaliera per il calcolo dei premi assicurativi.

Con la circolare n. 12 del 23 maggio 2024 si forniscono le necessarie istruzioni per il calcolo dei premi assicurativi sulla base dei minimali di retribuzione imponibile giornaliera per l’anno 2024. Le indicazioni riguardano i premi ordinari e i premi speciali unitari.

Scarica la circolare

Fonte: INAIL

Webinar ASSIV: “Il mercato della sicurezza privata ad un anno dall’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti. Criticità ed opportunità”. 7 giugno 2024

 📢Webinar: “Il mercato della sicurezza privata ad un anno dall’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti. Criticità ed opportunità” 📢

🗓 Data: 7 giugno 2024 🕒 Ora: 10.30 – 12.30

Unisciti a noi per un approfondimento esclusivo sul mercato della sicurezza privata a un anno dall’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti. Scopriremo insieme le criticità emerse e le opportunità che si sono presentate in questo periodo di cambiamento.

👥 Relatori:
🎧 Maria Cristina Urbano (Presidente di ASSIV Associazione Italiana Vigilanza e Servizi Fiduciari)
🎧 avv. Matteo Valente (Studio AOR Avvocati)

🌟 Nel corso del webinar saranno approfonditi e trattati alla luce della più recente giurisprudenza:
✅Applicazione del CCNL e libertà di impresa
✅Lo scorporo dei costi della manodopera
✅Il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa
✅Tra revisione prezzi e conservazione dell’equilibrio contrattuale

ICMQ riconosce 1 credito valido per il mantenimento della certificazione del Professionista Security UNI 10459

Questo webinar è imperdibile per tutti i professionisti del settore della sicurezza privata, responsabili degli appalti e manager aziendali che vogliono rimanere aggiornati sulle nuove dinamiche del mercato.

🔗 Iscriviti ora: [email protected]

Maria Cristina Urbano (Huffington Post): Un nuovo tassello per il settore della sicurezza privata

Maria Cristina Urbano (Huffington Post): Un nuovo tassello per il settore della sicurezza privata

La proposta di legge a prima firma dell’on. Caramanna, in merito alle “Disposizioni in materia di prestazione di servizi ausiliari alla sicurezza”, vuole intervenire sui processi di erogazione dei servizi, certificando la qualificazione e l’affidabilità delle imprese di sicurezza ausiliaria

In continuità con l’ordine del giorno presentato e accolto alla scorsa legge di bilancio con il quale si impegnava il governo “a valutare l’opportunità di intervenire per regolamentare il settore della sicurezza privata non armata attualmente in crisi per effetto della mancanza di un quadro normativo definito” nella giornata di ieri è stata presentata alla Camera dei deputati la proposta di legge a prima firma dell’on. Gianluca Caramanna “Disposizioni in materia di prestazione di servizi ausiliari alla sicurezza”.

L’obiettivo della Pdl è promuovere la fornitura dei servizi ausiliari alla sicurezza attraverso l’adozione delle norme tecniche UNI 11925 – UNI 11926, colmando così il vuoto esistente nel quadro normativo dell’intero sistema della sicurezza privata, e prevedendo al riguardo specifiche disposizioni relative alla diffusione delle certificazioni accreditate sottese dalla normativa tecnica UNI. La UNI 11925 definisce i requisiti relativi all’attività professionale degli operatori dei servizi ausiliari alla sicurezza, ossia gli addetti di imprese incaricate della gestione del patrimonio di una organizzazione al fine di assicurarne i requisiti di fruibilità, disponibilità, funzionalità. La UNI 11926 identifica i servizi ausiliari alla sicurezza non regolamentati da norme cogenti e idonei ad assicurare le condizioni di fruibilità di beni materiali e immateriali di una organizzazione, da parte dei suoi utenti, nonché lavoratori e altre persone coinvolte.

Si tratta di un ulteriore tassello del lavoro certosino che ASSIV porta avanti da tempo attraverso il dialogo e il confronto con le istituzioni. Confronto che si è sempre posto l’obiettivo di definire ogni strumento normativo e regolamentare atto ad implementare il quadro legislativo vigente, affinché trovasse piena applicazione il principio della sussidiarietà tra Forze dell’Ordine e vigilanza privata, concetto dal quale non si può prescindere nell’ottica di una rinnovata alleanza tra pubblico e privato per garantire alti livelli di sicurezza e al contempo l’ottimizzazione nell’impiego delle risorse, umane ed economiche, specie quelle pubbliche.

Da parte nostra quindi siamo particolarmente lieti che il percorso intrapreso si stia incasellando verso l’obiettivo di avere in breve tempo una legge che intervenga sui servizi fiduciari, e in particolare sui processi di erogazione dei servizi, certificando, di fatto, la qualificazione e l’affidabilità delle imprese di sicurezza ausiliaria, percorso già da tempo intrapreso con successo, anche se con qualche difficoltà iniziale, dagli Istituti di Vigilanza Privata. 

Il nostro ringraziamento va quindi agli onorevoli Tommaso Foti e Walter Rizzetto che, insieme all’on. Gianluca Caramanna, hanno dibattuto pubblicamente sulla proposta di legge e la speranza è che l’iter di discussione del provvedimento sia rapido e immediato.

Leggi l’articolo sul blog di Maria Cristina Urbano

Segui il blog di Maria Cristina Urbano sull’Huffington Post

Governance della vigilanza privata, quanto pesa la crisi dei corpi intermedi?

Governance della vigilanza privata, quanto pesa la crisi dei corpi intermedi?

Intervista di Securindex a Maria Cristina Urbano, Presidente di ASSIV

D: Si parla da tempo di “crisi dei corpi intermedi” intesi come partiti, sindacati, associazioni e quant’altro sia concepito come tramite tra cittadini e istituzioni. Dal suo punto di osservazione qual è la situazione in generale?

R: In effetti è più di un decennio che studiosi, politici e titolati giornalisti discettano della crisi dei corpi intermedi, analizzandone le cause ed i possibili rimedi, ma il declino, a mio avviso, è sempre più palpabile, ed è il portato di un mix di fattori: il più evidente è quello della (quasi) scomparsa delle forme di aggregazione tradizionali: il circolo ricreativo e culturale, la sezione di partito, il sindacato, la parrocchia, perfino i vari “club” di discendenza anglosassone, che mischiavano l’appartenenza ad una classe sociale alle “charity missions”, sono in penosa crisi vocazionale. Quei luoghi e quei momenti aggregatori servivano non solo per sviluppare la “vita sociale”, elemento fondante dell’essere umano, ma anche e soprattutto per confrontare idee, per sviluppare progetti e porre obiettivi utili ed omogeni per soggetti aggregati. Il mio punto di vista, che è quello della presidenza di una associazione di categoria, non può che rilevare gli stessi sintomi di grande stanchezza e di una certa sfiducia nei confronti dell’efficacia delle attività poste in essere, a cui peraltro si associa una scarsissima volontà di impegno personale da parte degli associati.

D: C’è chi sostiene che tra le cause di questa caduta di interesse ci siano anche i social che permettono una relazione diretta tra le parti, diminuendo drasticamente il ruolo degli intermediari tradizionali. E’ vero?

R: E’ verissimo. La disintermediazione sociale e politica è alimentata dalla incredibile facilità di accesso ai mezzi di comunicazione. L’uso dei “social” dà al cittadino l’illusione di poter dialogare direttamente con il leader, cioè con il detentore del potere, e comunque l’espressione del proprio pensiero è libera e diretta per chiunque. Di contro, chi il potere lo detiene e lo gestisce ha effettivamente, tramite gli attuali veicoli di comunicazione, la possibilità di parlare ad ogni singolo individuo che sia “collegato”, e quindi usare questa opportunità quale formidabile strumento di persuasione, e, a volte, di manipolazione. Questo rapporto diretto ed istantaneo supera le forme tradizionali di aggregazione ed elaborazione di proposte e percorsi di negoziazione tra parti. Quella che emerge è una concezione individualista e parziale della società che tende a cercare il consenso immediato e a breve termine, senza visione prospettica e strategica . Un atteggiamento, questo, che genera a sua volta una sfiducia nelle attività dei corpi intermedi, i cui percorsi di elaborazione, proprio perché basati sulla organizzazione di aggregazioni numerose di individui, richiedono maggiori tempi di realizzazione. Inoltre, e questo non è un aspetto secondario del fenomeno, l’estrema velocità delle connessioni genera dei “botta e risposta” ad effetto, a beneficio di una divulgazione estremamente semplificata e semplicistica di situazioni e concetti complessi, che invece richiederebbero approfondimento ed argomentazione.

D: Venendo al mondo della vigilanza privata, come si delinea la situazione considerando che tanto le associazioni datoriali quanto i sindacati dei lavoratori stanno aumentando invece che diminuire per unire le forze, con problemi di rappresentatività sempre maggiori?

R: Un bel problema direi, che sconta, oltre ai fenomeni di cui sopra, anche una particolarità tipica del settore (in comune con molti altri, comunque). Per parte datoriale si assiste, ferma la giusta convinzione che un “corpo intermedio” serva per promuovere istanze ed interessi della categoria, alla personalizzazione del corpo intermedio stesso, che viene visto non come centro di aggregazione di una base omogenea ma quanto più vasta possibile, ma come schermo per promuovere istanze ed interessi di pochi se non di pochissimi stakeholder. Da qui la frammentazione. Percorso analogo può essere letto anche nella già consolidata fioritura di sigle sindacali di comodo, che guastano non poco il già arduo lavoro di composizione delle istanze contrapposte che caratterizza il rapporto fra associazioni datoriali e organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. A queste difficoltà si aggiungono quelle contingenti, che hanno visto l’impennata dell’inflazione e l’aumento del costo del denaro. Il primo fenomeno ha fortemente indebolito il potere di acquisto, con conseguente difficoltà dei lavoratori e diminuzione dei consumi, il secondo ha portato grandi problemi alle imprese. Il risultato è stato un impoverimento anche del confronto datori – sindacati, che si è ridotto ad unico argomento: la questione salariale, impedendo qualsiasi altro tipo di ragionamento su tutta la gamma delle possibili leve di politica aziendale. Un panorama di oggettiva difficoltà, che non aiuta il ricostituirsi di centri di aggregazione intermedi dotati di autorevolezza, sia per la pluralità delle idee che per la capacità di rappresentarle con chiarezza ed unità di intenti.

D: Ritiene sia una tendenza irreversibile o legata a fattori transitori?

A questa domanda non ho una risposta sicura. Il fatto che la nostra società stia attraversando un periodo di transizione, caratterizzato da quattro grandi sfide: la migrazione di massa, che si accompagna al nostro declino demografico, la competizione globale di mercato, il cambiamento climatico e la rivoluzione tecnologica, mi fa pensare che siamo lontani dal raggiungimento di un assetto duraturo, anche per quanto riguarda il recupero di centralità dei corpi intermedi. Penso che questi grandi temi dovrebbero ispirare forme di aggregazione anche più vaste della sola nazione, per il rilancio della cultura della mediazione e del dialogo sociale e istituzionale, che nasce dal riconoscimento di interessi omogenei e dalla capacità di farsene promotori in un ruolo di concreta sussidiarietà nei confronti dei poteri statali e sovranazionali. Per adesso però non mi pare di intravedere questa tendenza. Speriamo che i nuovi strumenti e i nuovi linguaggi che i corpi intermedi hanno a disposizione contribuiscano non solo a difendere interessi settoriali, ma anche a definire scelte politiche e sociali di più ampia visione.

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Leadership. 19 giugno 2024. Formazione a distanza

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Leadership

CORSO DI FORMAZIONE

LEADERSHIP

FULL IMMERSION

19 Giugno 2024

dalle 9:00 alle 18:00

Formazione a distanza (FAD)

Presentazione

Leader si nasce o si diventa? Se pensiamo ai grandi personaggi che hanno fatto la storia e che ricordiamo per la loro influenza possiamo riconoscere in loro caratteristiche come il carisma, l’autorevolezza, la presenza, il calore, fiducia. Si tratta di qualità personali, certo, ma anche di competenze che possono essere acquisite e sviluppate. La leadership è oggi infatti tra le abilità cruciali richieste ai Manager di ogni organizzazione il cui ruolo diventa ancora più rilevante nel guidare le persone nell’emergenza e nella crisi.

Le norme ISO 45001 e 45003, relative alla gestione della sicurezza e dei rischi psicosociali sul lavoro, individuano la leadership come un fattore sociale che, quando disfunzionale, può avere effetti negativi sulla salute fisica e psicologica dei lavoratori. Essere un buon manager significa quindi non solo gestire efficacemente il lavoro e le persone, ma creare anche un ambiente lavorativo produttivo e positivo.

La leadership assume, pertanto, un’importanza strategica, soprattutto nell’ambito del Risk & Crisis Management, contribuendo a rafforzare l’engagement dei lavoratori e tutelando il benessere organizzativo.

Obiettivi

Il corso proposto è una full immersion di un giorno dedicata a chiunque ricopra posizioni manageriali e di gestione di persone, e mira a fornire nozioni e strumenti pratici per rafforzare la propria posizione di leader ed essere ancor più autorevoli, efficaci e carismatici nel guidare il proprio team o l’organizzazione.

Destinatari

Questa sessione formativa speciale è rivolta a tutti i membri dei team aziendali di Security e safety, Periti liquidatori assicurativi, RSPP, HR, manager e dirigenti, e, in generale, a chi desidera migliorare le proprie abilità e competenze di leadership.

Requisiti

Non sono richiesti requisiti specifici per partecipare al corso.

Attestati e crediti formativi

Verrà rilasciato un attestato di frequenza e saranno riconosciuti 8 crediti formativi validi per il mantenimento della certificazione Professionisti della Security UNI 10459, Periti liquidatori assicurativi UNI 11828 al superamento del test di valutazione.

I Responsabili e gli Addetti SPP, che ne faranno esplicita richiesta, riceveranno inoltre, un attestato di frequenza al Corso di Aggiornamento, con relativa durata, da Agenzia formativa accreditata, valido ai sensi del D. Lgs. 81/08 e s.m.i.

Struttura del corso

Durata complessiva: 8 h

Il corso si svolgerà in modalità FAD secondo il seguente calendario:

  • Mercoledì 19 Giugno dalle 9:00 alle 18:00

Metodologia

Il corso sarà erogato tramite piattaforma e-learning che permetterà lo scambio interattivo tra i

partecipanti e i docenti coinvolti, favorendo lo scambio di idee, opinioni ed esperienze.

Per gli Associati ASSIV sono previste tariffe agevolate

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