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Legal interno e crescita aziendale: l’esperienza di Axitea

Continua la pubblicazione dei podcast registrati a Sicurezza 2025. In questa nuova puntata abbiamo avuto il piacere di ospitare l’avvocato Monica Cassi, General Counsel di Axitea Spa, per un confronto approfondito sul ruolo del legale d’impresa nel settore della sicurezza privata.

Un dialogo che ha messo in luce come, nelle organizzazioni complesse e in costante evoluzione, la funzione legale non sia più solo presidio di conformità, ma leva strategica a supporto del business.

Vivere il diritto “dentro” l’impresa

Dopo esperienze in multinazionali e grandi studi internazionali, Monica Cassi ha scelto di portare la propria competenza all’interno di Axitea, vivendo il diritto non più come consulenza esterna ma come funzione integrata nei processi aziendali.

La conoscenza diretta delle persone, dei flussi operativi e delle dinamiche organizzative consente al legale interno di:

  • prevenire rischi prima che si trasformino in criticità;
  • supportare le decisioni strategiche con tempestività;
  • interpretare le norme alla luce delle reali esigenze operative;
  • garantire continuità e coerenza nelle scelte aziendali.

Nel settore della sicurezza, dove tecnologia, compliance, contrattualistica e gestione del personale si intrecciano quotidianamente, questa prossimità diventa un fattore determinante.

M&A, private equity e crescita aziendale

Particolarmente significativo il passaggio dedicato alle operazioni straordinarie. Dopo l’ingresso di un nuovo fondo di private equity, Axitea è impegnata in un percorso di crescita anche attraverso acquisizioni.

In questo contesto, la funzione legale evolve e si rafforza:
dalle attività di due diligence alla gestione dei contratti, dall’integrazione societaria al coordinamento con advisor esterni, il legal interno assume un ruolo centrale nel garantire solidità, visione e tutela degli interessi aziendali.

Il confronto con i professionisti esterni — spesso altamente qualificati — resta fondamentale, ma la presenza di un presidio legale interno consente di colmare quella distanza fisiologica che può esistere tra consulenza e operatività quotidiana.

Il legale come alleato

Uno dei messaggi più forti emersi dall’intervista riguarda la cultura aziendale. Il legale, sottolinea Cassi, deve essere coinvolto prima dei problemi e non dopo.

Quando la consulenza giuridica viene percepita come parte integrante dei processi decisionali, diventa un motore di crescita e non un ostacolo. Anticipare le criticità, leggere il contesto e valutare i rischi con lucidità permette all’impresa di muoversi con maggiore sicurezza e competitività.

Una riflessione per il settore della sicurezza

La testimonianza di Axitea offre uno spunto importante per tutto il comparto rappresentato da ASSIV: in un mercato sempre più regolato, tecnologico e competitivo, la funzione legale interna può rappresentare un vantaggio strategico concreto.

Non solo tutela, ma visione. Non solo controllo, ma supporto allo sviluppo.

Un contributo prezioso che arricchisce il dibattito su governance, organizzazione e crescita sostenibile nel settore della sicurezza privata.

Buona visione!

Piantedosi presiede al Viminale il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica

Droni e rafforzamento della videosorveglianza con impiego dell’AI, tra le misure analizzate dopo i recenti episodi di danneggiamento alle linee ferroviarie

Droni per presidiare le aree sensibili, rafforzamento dei sistemi di videosorveglianza anche con l’impiego dell’intelligenza artificiale, pattuglie congiunte FS Security–Forze dell’ordine ed estensione delle recinzioni lungo le infrastrutture più rilevanti e la rete dell’Alta Velocità.

Sono alcune delle misure analizzate, dopo i recenti episodi di danneggiamento, dal Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Alla riunione, presieduta al Viminale dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, hanno partecipato i vertici delle Forze di polizia, dei servizi di intelligence e di Ferrovie dello Stato Italiane. 

Il Comitato ha inoltre deciso maggiori controlli sui treni e sull’intera rete, insieme al potenziamento del programma “Stazioni Sicure” nei grandi scali ferroviari e nelle aree più frequentate.

Viminale, i rappresentanti di Fs e altri partecipanti al Comitato nazionale per l'ordine pubblico

Fonte: Ministero dell’Interno

Infostealer, la minaccia invisibile che apre la strada agli attacchi cyber. Primo report ACN

Un caso reale del CSIRT Italia e indicazioni pratiche per individui e organizzazioni

Negli ultimi anni, gli infostealer si sono affermati come uno dei principali strumenti utilizzati dalla criminalità informatica per la sottrazione di credenziali digitali e altre informazioni sensibili. Famiglie come LummaC2, RedLine Stealer e DcRat figurano tra le più attive nell’esfiltrazione di dati riconducibili a soggetti italiani e rappresentano spesso il vettore di compromissione iniziale di attacchi informatici più articolati. Tali strumenti si inseriscono in un ecosistema criminale strutturato e altamente specializzato, nel quale diversi attori operano su specifiche fasi della catena di attacco – dalla diffusione del malware alla monetizzazione dei dati sottratti – con l’obiettivo di massimizzare l’efficienza e la scalabilità delle operazioni malevole. Nei fatti, la sottrazione di una singola credenziale può rappresentare il primo passo di una catena di eventi che conduce a compromissioni su larga scala.

L’ACN presenta il primo report dedicato esclusivamente a questa tipologia di malware. Un’analisi approfondita della minaccia infostealer, software malevoli progettati per raccogliere ed esfiltrate informazioni sensibili dai dispositivi compromessi. Illustrando l’evoluzione di questa categoria di malware, il report analizza le principali strategie di attacco utilizzate dagli infostealer attraverso il modello della Cyber Kill Chain e l’ecosistema criminale che ruota attorno a questa minaccia nonché fornisce, attraverso un caso studio reale gestito dal CSIRT Italia, un esempio di come gli infostealer costituiscano spesso il punto di partenza per attacchi più complessi, inclusi ransomware.

Il report si conclude con raccomandazioni strutturate per diversi livelli di maturità cibernetica, rivolte sia a individui che a organizzazioni, fornendo misure preventive concrete per innalzare la resilienza contro questa minaccia in continua evoluzione.

Analisi sullo stato della minaccia

Fonte: ACN Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale

Tentativi di intrusione sventati a Cupello (CH): determinante l’intervento della vigilanza privata

Nei giorni scorsi, a Cupello (CH), un doppio tentativo di intrusione ai danni della Cupello Ambiente ha riportato l’attenzione sull’importanza dei sistemi di sicurezza e del presidio operativo degli istituti di vigilanza privata.

Secondo quanto riferito dalla stampa locale, in particolare da Il Nuovo Online, per due notti consecutive ignoti hanno cercato di introdursi all’interno dell’impianto situato in località Valle Cena. In entrambe le circostanze, l’attivazione del sistema di allarme e il tempestivo intervento della vigilanza hanno impedito l’accesso ai locali e la sottrazione di beni o attrezzature.

L’episodio conferma ancora una volta il ruolo strategico della vigilanza privata nella tutela di siti industriali e infrastrutture operative, spesso ubicati in aree periferiche e quindi potenzialmente più esposte a tentativi di furto o danneggiamento.

La prontezza operativa, l’integrazione tra tecnologie di sicurezza e presidio umano, nonché il coordinamento con le forze dell’ordine rappresentano elementi chiave per garantire una protezione efficace del patrimonio aziendale e la continuità delle attività produttive.

Vicende come quella di Cupello evidenziano concretamente il valore aggiunto assicurato dagli operatori della sicurezza privata nel sistema complessivo di prevenzione e controllo del territorio.

Fonte: Cupello, ladri messi in fuga dalla vigilanza. Il Nuovo online