Home Blog

CONFINDUSTRIA: Indagine Rapida – Aprile 2026: aspettative delle imprese in moderato peggioramento

  • L’indagine rapida sulla produzione industriale presso le grandi imprese associate a Confindustria indica, nella rilevazione di aprile, un peggioramento delle aspettative rispetto al mese precedente. Poco meno della metà delle imprese intervistate (43,5%, contro il 45,6% di marzo) prevede una stabilità della produzione, mentre il 38,4% si attende un aumento moderato o rilevante (era il 45,6% nel mese precedente). Infine, quasi un quinto degli intervistati prevede un calo (18,2%), a fronte dell’8,8% di marzo.
  • Domanda e ordini restano ancora un importante elemento di sostegno alla produzione. Il saldo presenta valori espansivi negli ultimi due mesi (+15,3% ad aprile dopo +16,6% di marzo), poiché sono sempre meno gli intervistati che lo identificano come un potenziale elemento di ostacolo (Grafico 2).
  • Ad aprile la maggior parte delle imprese intervistate indica i costi di produzione come un fattore di freno alla produzione. Il saldo delle risposte continua a registrare ancora forti contrazioni dopo il forte calo registrato a marzo (-10,2% da -14,2%).
  • Le attese delle imprese sulla disponibilità di manodopera nei prossimi mesi tornano a essere negative: il saldo nel mese corrente è pari a -3,0%, dopo il +2,5% della rilevazione precedente.
  • Il saldo relativo alla disponibilità di materiali nel mese di rilevazione migliora, ma conferma il periodo di aspettative negative (-3,7% da -5,4%).
  • I giudizi riguardo le condizioni finanziarie questo mese peggiorano ma non scivolano in territorio negativo restando perfettamente neutrali (0,0% da 1,7%).
  • Il giudizio delle grandi imprese industriali sulla disponibilità degli impianti aumenta nella rilevazione del mese corrente e torna in territorio espansivo (1,5% dopo il -1,2% a marzo).

Fonte: Confindustria

Sicurezza sul lavoro: le novità della Legge 34/2026 secondo l’INL

Con la nota n. 780/2026, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito le prime indicazioni operative sulla Legge 11 marzo 2026 n. 34, che introduce importanti aggiornamenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Tra le principali novità, si segnala l’introduzione di modelli semplificati di gestione della sicurezza per le PMI, che saranno sviluppati dall’INAIL con l’obiettivo di ridurre gli oneri burocratici e favorire una più ampia diffusione dei sistemi organizzativi.

Rilevante anche la modifica al D.Lgs. 81/2008, che rende obbligatoria la formazione in materia di sicurezza anche durante i periodi di cassa integrazione. Il lavoratore che rifiuta senza giustificato motivo può decadere dal beneficio economico .

La legge rafforza inoltre l’addestramento pratico, prevedendo l’utilizzo di tecnologie innovative, come le simulazioni immersive, e introducendo l’obbligo di tracciamento delle attività formative .

Novità anche per il lavoro agile, con l’obbligo per il datore di lavoro di fornire annualmente un’informativa sui rischi, e per le attrezzature di lavoro, con nuove verifiche periodiche.

Le disposizioni, in vigore dal 7 aprile 2026, richiedono alle imprese un rapido adeguamento organizzativo, soprattutto sul fronte della formazione e della gestione della sicurezza.

Email aziendale, controlli e privacy: le indicazioni del Garante (Provv. n. 165/2026)

Con il provvedimento del 12 marzo 2026, il Garante per la protezione dei dati personali interviene su un tema centrale per le imprese: gestione della posta elettronica aziendale, conservazione dei dati e controlli sui lavoratori. Il caso riguarda un ex dipendente a cui l’azienda aveva consentito solo un accesso parziale alla casella email, limitato ai contenuti ritenuti “personali”, oltre a conservare i dati per un periodo prolungato. L’Autorità ha ritenuto il trattamento illecito, applicando una sanzione di 50.000 euro .

Il Garante chiarisce che le email aziendali costituiscono dati personali del lavoratore e che il diritto di accesso deve riguardare l’intero contenuto della casella, senza possibilità per il datore di lavoro di selezionare o filtrare preventivamente i messaggi. Anche le comunicazioni di carattere professionale rientrano infatti nella sfera della vita privata e della corrispondenza, con la conseguenza che non è legittimo limitare l’accesso alle sole email “private” o oscurare informazioni già nella disponibilità dell’interessato.

Sul piano della conservazione, viene ribadito che non è conforme al GDPR mantenere backup integrali delle caselle di posta per lunghi periodi, come nel caso esaminato (5 anni), né utilizzare la posta elettronica come sistema di archiviazione documentale. I principi di minimizzazione e limitazione della conservazione impongono invece di ridurre tempi e quantità dei dati trattati e di adottare strumenti specifici per la gestione documentale aziendale .

Analoghe criticità riguardano i log della navigazione Internet, che devono essere conservati solo per il tempo strettamente necessario a garantire la sicurezza informatica e non per finalità generiche o difensive. Una conservazione estesa o non adeguatamente giustificata può infatti risultare sproporzionata rispetto alle finalità perseguite.

Particolare rilievo assume il tema dei controlli a distanza: la possibilità di accedere a email e log rende tali strumenti potenzialmente idonei al controllo dell’attività dei lavoratori, con conseguente applicazione dell’art. 4 dello Statuto dei lavoratori. Ciò comporta la necessità di un accordo sindacale o, in alternativa, dell’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro, anche quando il controllo non venga concretamente esercitato ma sia solo astrattamente possibile.

Infine, il Garante evidenzia l’importanza della trasparenza: le informative ai dipendenti devono essere chiare, complete e coerenti rispetto ai trattamenti effettivamente svolti, indicando in modo puntuale finalità, modalità e tempi di conservazione. Informazioni generiche o non allineate alle prassi aziendali non soddisfano i requisiti del GDPR.

Rinnovo CCNL: passi avanti nel confronto tra le Parti

Prosegue il confronto tra le Parti per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, in un quadro di dialogo costruttivo e progressivo avanzamento sui principali ambiti negoziali.

Nel corso dell’incontro tecnico del 23 aprile sono stati affrontati i temi delle pari opportunità e dei congedi, sui quali si registrano passi in avanti significativi.

Permangono alcuni elementi di approfondimento sulla disciplina della malattia, che non evidenziano tuttavia particolari distanze.

È stata inoltre avviata una prima riflessione su dossier di rilievo strategico per il settore, quali il cambio d’appalto e il secondo livello di contrattazione, temi che richiedono un ulteriore lavoro di definizione e sintesi.

Il confronto proseguirà nei prossimi incontri, con l’obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e avanzare su un impianto contrattuale coerente con le esigenze evolutive del comparto.