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Decreto Lavoro: Confindustria in audizione parlamentare

Decreto Lavoro: Confindustria in audizione parlamentare

Il decreto-legge 48/2023 (cd. “Decreto Lavoro”), che ora viene esaminato dalle Camere per la sua conversione in legge, risulta, nel suo complesso, positivo anche se la lunga attesa per la sua emanazione lasciava sperare che si sarebbe posto mano in maniera più articolata e sistematica ad una serie di questioni che riguardano la disciplina dei rapporti di lavoro e i riflessi che, sotto più profili, questa determina sul funzionamento del mercato del lavoro e sugli equilibri complessivi del nostro sistema di welfare.

Esaminando la struttura del provvedimento, invece, non sembra emergere, allo stato, una volontà di imprimere una profonda riforma alla regolamentazione del lavoro e del mercato del lavoro necessaria – a giudizio di Confindustria – non solo, per meglio accompagnare le imprese nei processi di transizioni in corso ma, anche, per dare una maggiore efficacia al complesso delle misure per il lavoro, bilanciando meglio, in particolare, il rapporto fra gli strumenti per le politiche passive e quelli per le, cosiddette, politiche attive.

La scelta sembra essere stata, invece, quella di “intervenire con urgenza” sulla disciplina di alcuni istituti (che, indubbiamente, avevano necessità di essere tempestivamente riformati) e di apportare una serie di modifiche, talora non più che ragionevoli, su alcuni altri istituti, senza, tuttavia, intervenire in maniera organica con innovazioni di rilevante spessore.

Vanno sottolineate alcune criticità in materia di salute e sicurezza, in particolare con riferimento alla estensione dell’obbligo della sorveglianza sanitaria, mentre – come si argomenterà meglio oltre – per quanto riguarda l’intervento sul costo del lavoro, pur valutando positivamente la misura, permane la necessità di un taglio strutturale del cuneo contributivo, da Confindustria richiesto in più sedi e occasioni.

Scarica la memoria di Confindustria

Decreto Lavoro: le audizioni parlamentari di CGIL, CISL e UIL

La 10a Commissione ha avviato l’esame del ddl di conversione del d-l n. 48 recante misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro (A.S. 685). L’Ufficio di Presidenza ha svolto un ciclo di audizioni.

Il 16 maggio us sono state audite la CGIL, la CISL e la UIL, di cui segnaliamo le memorie scritte sulla loro posizione in merito al provvedimento governativo.

Scarica la memoria della CGIL

Scarica la memoria della CISL

Scarica la memoria della UIL

Più sicurezza negli istituti bancari a Sondrio con il protocollo anticrimine tra prefettura e Abi

Più sicurezza negli istituti bancari a Sondrio con il protocollo anticrimine tra prefettura e Abi

L’intesa rafforza la cooperazione con gli istituti di credito a tutela di utenti e dipendenti

Sicurezza anticrimine a 360° – la cosiddetta “cyber phisical security” – dentro le sedi bancarie e presso gli sportelli bancomat, a tutela di operatori e utenti, e degli istituti di credito stessi.

Questo l’obiettivo del “Protocollo d’intesa provinciale per la prevenzione della criminalità ai danni delle banche e della clientela” tra prefettura di Sondrio e Associazione bancaria italiana (Abi) firmato questa mattina dal prefetto, Roberto Bolognesi, e dal rappresentante delegato da Abi, il coordinatore del relativo Centro di ricerca sulla sicurezza anticrimine (Ossif), Marco Iaconis.

L’intesa – alla stipula della quale erano presenti i comandanti provinciali delle Forze dell’ordine e i referenti di alcuni degli istituti di credito aderenti – mira a rafforzare la cooperazione tra Forze dell’ordine e mondo bancario per prevenire “reati predatori”, come rapine e furti, ai danni delle banche e della clientela, aggressioni al personale e atti vandalici, fino agli atti terroristici.

In attuazione dell’accordo, che si pone in linea con il protocollo di livello nazionale tra ministero dell’Interno e Abi, rinnovato nel 2022, gli istituti bancari aderenti si impegnano ad adottare nelle rispettive sedi e presso gli sportelli Atm misure di “difesa passiva”, misure di contrasto alla cybercriminalità e di prevenzione delle truffe, in particolare nei confronti delle persone anziane.

Fonte: Ministero dell’Interno

Estate sicura a Rimini, più Forze dell’ordine a controllo del territorio

Estate sicura a Rimini, più Forze dell’ordine a controllo del territorio

Intensificate le misure di prevenzione e vigilanza in previsione dell’aumento dei flussi turistici

Sono circa 330 le unità in più assegnate alle Forze dell’Ordine (Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza) che nell’arco della stagione estiva, ormai alle porte, il Ministero dell’Interno ha attribuito a questa provincia.

Già a partire dall’ultima settimana di maggio e fino a metà settembre saranno operanti i primi arrivi, mentre maggiore concentrazione si registrerà nei mesi di luglio e di agosto. 

La provincia di Rimini, incentrata su un’offerta turistico-culturale particolarmente consistente per quantità e qualità, raggiunge un picco significativo di presenze nella stagione estiva determinando anche una maggiore esigenza in tema di prevenzione e vigilanza.

Sono confermate le stesse unità attribuite lo scorso anno alla Polizia stradale e a quella ferroviaria che intensificheranno, nei rispettivi ambiti, le attività già ordinariamente disimpegnate e preziose per la sicurezza nelle diverse modalità di spostamento dei flussi turistici.

Nel più ampio quadro della sicurezza partecipata, la cooperativa “Piacere spiaggia Rimini”, assicurerà un servizio di vigilanza notturna sull’arenile ricorrendo all’impiego di guardie giurate a bordo di quad nel periodo 1 giugno-31 agosto.

Fonte: Ministero dell’Interno