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INPS: Circolare 78 del 27 giugno 2020 sull’anticipazione della CIGD

INPS Circolare 78 del 27 giugno 2020

Con la Circolare n. 78 del 27 giugno 2020, l’INPS recepisce le disposizioni dettate dal Decreto Rilancio in materia di anticipazione del trattamento di cassa integrazione guadagni in deroga (CIGD).

Dopo aver richiamato che il Decreto Rilancio stabilisce che le aziende che abbiano interamente fruito del trattamento di integrazione salariale ordinario, in deroga o di assegno ordinario per l’intero periodo massimo di 14 settimane (9+5), possono richiedere ulteriori 4 settimane di intervento anche per periodi antecedenti al 1° settembre 2020, per un limite massimo di 18 settimane complessive, la Circolare fornisce le indicazioni operative in ordine alla previsione del comma 4 dell’art. 22-quater introdotto dal Decreto Rilancio nel Decreto Cura Italia, relativamente al pagamento diretto con anticipo del 40% da parte dell’INPS delle integrazioni salariali in deroga (CIGD), ordinarie (CIGO) e di assegno ordinario dei fondi di solidarietà bilaterali.

Tale anticipazione è applicata esclusivamente alle domande di CIGO, CIGD e assegno ordinario presentate a decorrere dal 18 giugno 2020.

La circolare stabilisce, inoltre, che la presentazione delle domande di CIGO, CIG in deroga e assegno ordinario, a pagamento diretto con richiesta di anticipo, deve avvenire entro 15 giorni dall’inizio del periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Tuttavia, se il periodo di sospensione o di riduzione ha avuto inizio prima del 18 giugno 2020, l’istanza è presentata entro il quindicesimo giorno successivo alla medesima data, vale a dire entro il 3 luglio 2020.

Le domande possono essere presentate:
– per la Cig ordinaria, tramite i “Servizi per aziende e consulenti” > “CIG e Fondi di Solidarietà” – “Cig Ordinaria”;
– per la Cig in deroga, tramite i “Servizi per aziende e consulenti” > “CIG e Fondi di Solidarietà”, selezionando l’opzione “CIG in Deroga INPS”;
– per l’assegno ordinario, tramite i “Servizi per aziende e consulenti” > “CIG e Fondi di Solidarietà”, selezionando l’opzione “Fondi di solidarietà”.

Al fine di richiedere l’anticipazione del 40%, è necessario selezionare nella domanda l’apposita opzione che sarà automaticamente impostata sul “SI” e compilando i seguenti dati:
– codice fiscale dei lavoratori interessati dal trattamento di integrazione salariale;
– IBAN dei lavoratori interessati;
– ore di cassa integrazione, ovvero di assegno ordinario, specificate per ogni singolo lavoratore.

 

Per maggiori dettagli, leggi la Circolare INPS.

Istat: Stima sul Pil e Occupazione 2019

STIMA PRELIMINARE DEL PIL E DELL’OCCUPAZIONE A LIVELLO TERRITORIALE

Nel 2019 la crescita del Prodotto interno lordo è leggermente superiore alla media nazionale nel Nord-est (+0,5%) e nel Nord-ovest (+0,4%), con una dinamica particolarmente vivace nel settore delle costruzioni (+3,5% in entrambe le aree). Il Centro e il Mezzogiorno registrano il medesimo tasso di crescita (+0,2%), di poco inferiore alla media nazionale (+0,3%).

L’occupazione segna l’incremento più marcato nel Nord-est (+1,2%), grazie soprattutto alla crescita nel settore degli altri servizi (+2,6%). Nelle regioni del Mezzogiorno si registra l’aumento dell’occupazione più contenuto (+0,2%), condizionato essenzialmente dalla flessione dell’industria (-0,5%)

 Scarica il documento: http://migr.assiv.it/wp-content/uploads/2020/07/7.-ISTAT-REPORT_PILTERRITORIALE_2019.pdf

Fonte: Istat 

Servizio del bilancio del Senato della Repubblica: il bilancio dello Stato 2020 -2022

Servizio del bilancio del Senato della Repubblica: il bilancio dello Stato 2020 -2022

 

Il Bilancio dello Stato italiano 2020 – 2022. Qual è la principale voce di spesa pubblica prevista nei prossimi tre anni? E l’ultima? Come ogni anno, il Servizio del bilancio del Senato passa al setaccio i conti dello Stato e ne analizza le spese per missioni (sono 34) e per programmi (175). Un ruolo centrale è affidato al MEF, che in condivisione con altri dicasteri gestisce ben 20 missioni e un volume di spesa pari al 67 per cento del totale 2020.
Ma per cosa spende l’Italia? I primi posti spettano a finanziamento delle amministrazioni locali e della spesa sanitaria regionale (da 123,8 miliardi nel 2020 salgono a 127 nel 2022), politiche previdenziali (da 102 a 108 miliardi), politiche di bilancio e di tutela della finanza pubblica (tra i 95,5 e 94,3 miliardi), mentre la missione debito pubblico è prevista salire, nel triennio, da 305,5 miliardi a 355,5. Agli ultimi posti ci sono invece sviluppo e riequilibrio territoriale (dai 6,9 miliardi di oggi ai 7,9 del 2022), energia e diversificazione delle fonti energetiche (meno di 400 milioni ogni anno), regolazione dei mercati (da 45 milioni a 40), turismo (finanziamento stabile: 43 milioni).
Il tutto, ovviamente, in un quadro in continuo aggiornamento causa interventi post #Covid19.

 

Fonte: Senato della Repubblica