Formazione a distanza ICMQ – Risk Management – 21 Dicembre 2023

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Formazione a distanza ICMQ

Risk Management

La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti pubblici e privati

21 Dicembre 2023

Ore 9:00 – 18:00

L’analisi dei rischi è fondamentale per approcciare a qualunque progetto. La matrice dei rischi è sempre più richiesta dalle Stazioni Appaltanti pubbliche quali il Politecnico di Milano, l’Università di Perugia, etc. come documento d’offerta in sede di gara con il criterio dell’offerte economicamente più vantaggiosa, unitamente ai concetti di rischio negativo e di rischio positivo/opportunità. Il successo di un progetto dipende infatti dalla oggettiva e sapiente gestione di più variabili, fra cui i rischi da prevedere e gestire. In tutti i progetti ormai, è fondamentale poter disporre della capacità di individuare i rischi connessi al progetto stesso e, più in generale, all’intervento in atto, in modo da poter mitigare e comunque gestire i rischi medesimi; per il vero occorre osservare che il rischio, se ben gestito, può diventare un’opportunità (opportunità in quanto l’aver saputo gestire i rischi di un progetto/intervento porta ad essere concorrenziale sia dalla fase di offerta rispetto a chi non ha saputo gestire il rischio). Il Corso di 8 ore, suddiviso in due moduli, si rivolge a liberi professionisti, società di ingegneria, imprenditori, dirigenti pubblici e privati che intendono acquisire una nuova opportunità professionale nel campo della progettazione, nella gestione delle commesse, allo scopo di mitigare i rischi e di poterli trasformare in opportunità. Saranno esposti casi reali di risk management in cui il relatore è stato consulente.

Per l’iscrizione clicca qui fino al 20 Dicembre 2023

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ICMQ – La certificazione della parità di genere diventa elemento premiante

La certificazione della parità di genere diventa elemento premiante

Comunicazione a cura di ICMQ

Il gender gap rappresenta ancora un problema in tutto il mondo: siamo infatti lontani dal raggiungimento della parità di genere, e il settore lavorativo non fa eccezione. La riduzione della disparità di genere rientra tra gli obiettivi di sostenibilità ESG dell’Agenda ONU 2030 e del PNRR: l’aspetto sociale ed etico non può infatti essere lasciato indietro rispetto a quello ambientale e a quello economico.

Proprio per questo, a titolarità del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono stati investiti dei fondi per un “Sistema di certificazione della parità di genere” con lo scopo di accompagnare e incentivare le imprese ad adottare policy adeguate a ridurre il divario di genere in tutte le aree maggiormente critiche per la crescita professionale delle donne. Il provvedimento fa parte del PNRR, Missione Inclusione e Coesione, componente Politiche per il lavoro.
La Prassi di Riferimento UNI/PdR 125 definisce le linee guida sul sistema di gestione per la parità di genere. Tutte le imprese che puntano su uno sviluppo organizzativo all’avanguardia potranno richiedere la certificazione della parità di genere come atto volontario ottenibile in seguito a un audit, da parte di un ente di certificazione accreditato, che verifichi la conformità alla prassi di riferimento sul sistema di gestione per la parità di genere indicate appunto nella PdR 125.

Come funziona la certificazione?

Gli obiettivi della certificazione sono in primis l’adozione di politiche per la parità di genere e per l’empowerment femminile a livello aziendale, ma contribuiscono soprattutto a introdurre una nuova concezione di cultura aziendale, basata sul merito e sulla valorizzazione delle skills e performances individuali e su una maggiore conciliazione della sfera professionale e personale. Questo include un approccio che tenga conto delle diverse condizioni sociali e fisiche, dei diritti, i benefici, l’accessibilità delle opportunità e degli obblighi di ogni individuo con l’obiettivo di rendere il posto di lavoro un luogo di inclusione.

ICMQ ha ottenuto l’accreditamento Accredia per il rilascio delle certificazioni per i Sistemi di Gestione per la parità di genere secondo UNI/PdR 125:2022 ed è in grado di offrire il servizio di certificazione di conformità alla PdR 125. Il procedimento è analogo a quello degli altri sistemi di gestione e consiste in un audit iniziale (diviso in fase 1 e fase 2) nel quale verrà valutato anche il livello di raggiungimento degli obiettivi, e audit periodici di sorveglianza/rinnovo con cadenza annuale.
Solo i certificati con il marchio UNI e Accredia, insieme a quello dell’organismo di certificazione, permettono di ottenere gli esoneri contributivi per le imprese private, di accedere alle premialità nei bandi di gara e di usufruire degli stessi incentivi alla certificazione.

Parità di genere nelle imprese italiane: altri 169 anni per raggiungerla

Secondo il Global Gender Gap Report 2023, in cui vengono raccolti i dati relativi a quattordici indicatori divisi in quattro dimensioni (salute e sopravvivenza, rendimento scolastico, partecipazione economica e opportunità, empowerment politico) di 146 Paesi in tutto il mondo, serviranno ancora 131 anni per raggiungere la parità di genere. L’Italia, rispetto a un anno fa, ha perso 16 posizioni, scendendo dal 63esimo al 79esimo posto. Il segmento “partecipazione economica e opportunità” fa registrare un lieve miglioramento (dalla posizione 110 alla 104); resta comunque un dato allarmante, se pensiamo che il nostro Paese occupa le ultime posizioni del ranking mondiale e, con il ritmo attuale, ci vorranno 169 anni per colmare il gap nel settore.

La certificazione è elemento premiante nel nuovo Codice degli Appalti

L’ottenimento della certificazione consente di accedere a una serie di benefici, tra cui: sgravi contributivi, nel limite dell’1% dei contributi complessivamente dovuti e di € 50.000 annui per ciascuna azienda; punteggio premiale per la concessione di aiuti di Stato a cofinanziamento degli investimenti sostenuti; riduzione della garanzia fideiussoria per la partecipazione a gare pubbliche; miglior posizionamento in graduatoria nei bandi di gara e positivo riflesso reputazionale.

Una recente modifica del nuovo Codice degli Appalti ha indicato come l’azienda, ai fini del riconoscimento del punteggio premiale, debba dimostrare il possesso dei requisiti in tema di parità di genere esclusivamente attraverso la certificazione UNI/Pdr 125 rilasciata da Organismo accreditato, rimuovendo così il riconoscimento di qualsiasi tipo di autocertificazione, inizialmente inserito nel testo. In sostanza, la certificazione accreditata fa la differenza.

Requisiti di accesso alla certificazione

Rispetto alle tradizionali certificazioni di sistema di gestione (qualità, ambiente, salute e sicurezza sul lavoro ecc.), la certificazione per la parità di genere prevede alcuni indicatori prestazionali (KPI) inerenti alle politiche di parità di genere nelle organizzazioni.

A ciascun indicatore è associato un obiettivo.

I KPI sono complessivamente 34, divisi in 6 macro aree: 1) cultura e strategia; 2) governance; 3) processi HR; 4) opportunità di crescita ed inclusione delle donne in azienda; 5) equità remunerativa per genere; 6) tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.

Se l’organizzazione non raggiunge almeno il 60% degli obiettivi applicabili (differenti a seconda delle dimensioni dell’organizzazione stessa), non può ottenere la certificazione. Inoltre, sono necessari requisiti tipici dei sistemi di gestione e requisiti specifici propri della Pdr 125 come definizione di un Piano Strategico, la sua messa in atto, il monitoraggio e l’impegno alla costante revisione in ottiche di miglioramento, l’istituzione di un Comitato Guida, la Politica per la Parità di genere, un sistema di Whistleblowing e Welfare aziendale, ecc..

Flessibilità nell’applicazione in funzione delle dimensioni aziendali e del settore in cui l’azienda opera

È prevista una classificazione in cluster delle aziende in funzione del numero di dipendenti. In base al cluster di appartenenza dell’organizzazione, è necessario considerare un diverso set di KPI da rispettare.

Sono previste semplificazioni nell’applicazione dei KPI per le organizzazioni appartenenti alla fascia micro e piccola impresa , mentre per le organizzazioni appartenenti alla fascia medio-grande viene applicata la totalità degli indicatori.

La PdR 125 considera inoltre che la disparità di genere sia maggiormente presente in alcuni settori produttivi (edilizia, vigilanza, informatica…), a tal fine, nel definire i KPI quantitativi l’azienda dovrà considerare i valori medi di riferimento delle aziende con lo stesso codice Ateco.

Obiettivo 2026

Entro il 2026, almeno mille imprese italiane dovranno aver superato i test che certificano l’abbattimento di ogni forma di gender gap sui luoghi di lavoro: a oggi (settembre 2023), secondo i dati dello specifico portale governativo istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e Dipartimento per le Pari opportunità e nato per promuovere e far conoscere a cittadini e imprese il sistema nazionale di certificazione accreditata per la Parità di genere, le certificazioni rilasciate sono 588, una cifra ancora ridotta.

Sul portale saranno pubblicati gli avvisi per le misure di supporto per l’ottenimento della certificazione destinati alle piccole e medie imprese e micro imprese; inoltre sono consultabili i dati delle certificazioni emesse e l’elenco degli Organismi di certificazione accreditati.

Le imprese che sceglieranno di certificarsi, potranno contare sul supporto di Unioncamere e del sistema camerale, in virtù di un accordo di collaborazione stipulato con il Dipartimento delle Pari Opportunità in materia di certificazione della parità di genere. Unioncamere si occuperà di mettere a punto la progettazione e organizzazione di servizi per l’introduzione del sistema di certificazione della parità di genere, della gestione ed erogazione dei pagamenti per i costi di certificazione, dell’attivazione di servizi di accompagnamento e assistenza tecnico-consulenziale, della promozione e sensibilizzazione delle imprese. Le risorse stanziate consentiranno, per il momento, di assistere un migliaio di aziende di micro, piccole e medie dimensioni. Di queste, 450 potranno avvantaggiarsi anche della copertura dei costi di certificazione.
È prevista inoltre la creazione, da parte dell’ente, di un elenco di esperti per attività di assistenza tecnico-consulenziale alle PMI sulla prassi di riferimento UNI/Pdr 125:2022 per il raggiungimento della certificazione della parità di genere. Al termine della selezione, l’elenco degli esperti selezionati sarà pubblicato sul sito di Unioncamere.

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I dati della violenza sulle donne

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I dati della violenza sulle donne

Per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’Istat, come ogni anno, pubblica nuovi dati sul sistema informativo Violenza sulle donne.

Il Sistema nasce dalla collaborazione tra Istat e Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio.

In particolare si segnalano:

  1. Centri antiviolenza e le donne che hanno avviato il percorso di uscita dalla violenza. Anno 2022
  2. Nuovi dati sugli omicidi e il report Vittime di omicidio. Anno 2022, che fornisce la stima dei femminicidi
  3. Nuovi dati sulle donne vittime di violenza che si rivolgono ai servizi ospedalieri. Anni 2017-2022  e il Report sulle donne che sono state ricoverate in ospedale a causa della violenza. Anno 2022
  4. Report sulle donne che si sono recate al pronto soccorso a causa della violenza  Anno 2022
  5. Gli stereotipi di genere e l’immagine sociale della violenza sessuale: primi risultati. Maggio – luglio 2023
  6. Le richieste di aiuto al 1522. I-III trimestre 2023
  7. Un report che introduce la sperimentazione inerente la ricognizione sulle reti territoriali della governance per la protezione delle donne,  in collaborazione con Dipartimento per le Pari Opportunità, Regioni e Associazionismo.
  8. dati sulle denunce di alcuni reati spia e i dati sugli ammonimenti. Anno 2022
  9. Detenuti per alcune tipologie di reati violenti. Anno 2022
  10. dati sui Programmi di autori di reato, a cura del CNR. Anno 2022

Fonte: Istat

ICMQ – Formazione DAD Whistleblowing: Decreto 24/2023 e segnalazione illeciti – 4 Dicembre 2023 – Ore 9-13

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ICMQ – Formazione DAD

Whistleblowing: Decreto 24/2023 e segnalazione illeciti

4 Dicembre 2023 – Ore 9-13

Piattaforma GoToMeeting. Il link per accedere alla diretta verrà fornito entro 24h prima dell’evento

Il 9 marzo 2023 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto legislativo 24/2023 riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni (cd. whistleblowers) delle disposizioni normative nazionali o dell’Unione europea che ledono l’interesse pubblico o l’integrità dell’amministrazione pubblica o dell’ente privato, di cui siano venute a conoscenza in un contesto lavorativo pubblico o privato. Le tutele sono estese sia a tutti coloro che segnalano violazioni di cui sono venuti a conoscenza nell’ambito del proprio contesto lavorativo ed è estesa ai cosiddetti “facilitatori”, colleghi, parenti o affetti stabili di chi ha segnalato. Inoltre, il decreto prevede che le organizzazioni devono predisporre canali interni di segnalazione in grado di garantire il massimo livello di riservatezza.Quanto previsto dal decreto deve essere applicato nelle aziende con più di 50 dipendenti o in possesso di un Modello D.lgs 231/2001 entro il 17 dicembre 2023.

Il corso alterna l’esposizione teorica ad esempi e casi pratici e prevede la fornitura di esempi e di modelli di formati di esempi di documenti.L’incontro si rivolge a Responsabili e membri di uffici legali aziendali e compliance, Responsabili delle Risorse Umane, Responsabili dei sistemi informativi, Responsabili dei sistemi di gestione aziendale, Responsabili della protezione dei dati personali, Data Protection Officer, Privacy Officer e membri del team privacy, giuristi d’impresa, consulenti ed auditor. Membri di organismi di vigilanza ai sensi del Dlgs 231/2001.

Il corso affronterà i seguenti argomenti:

  • Introduzione al D.lgs 24/2023 e suo ambito di applicazione
  • Le linee guida di ANAC e del Garante per la Protezione dei dati
  • La scelta della piattaforma
  • La procedura del Whistleblowing – esempi di modelli
  • Le istruzioni per il segnalante – esempi di modelli
  • La posizione dell’Organismo di Vigilanza
  • L’audit sulla applicazione del decreto – esempi di modelli
  • Approfondimento in relazione agli aspetti sulla protezione dei dati personali e misure di sicurezza delle informazioni
  • Test di valutazione delle competenze

I costi del corso:

Intero: € 110.00
Soci Collegio: € 100.00
Clienti ICMQ : € 100.00

l corso eroga 4 crediti formativi professionali (CFP) per ingegneri – Tutto quello che bisogna sapere per adeguarsi ai nuovi requisiti

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Intelligenza artificiale : l’OIL ridimensiona gli effetti sull’occupazione

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Intelligenza artificiale : l’ OIL ridimensiona gli effetti sull’occupazione

Recentemente l’ International Labour Organization ha pubblicato uno studio riguardante l’ impatto dell’ intelligenza artificiale sul lavoro dal titolo “ Generative AI and Jobs: A global analysis of potential effects on job quantity and quality ”. 

Lo studio ridimensiona in parte quelli che sono gli effetti negativi dell’ Intelligenza artificiale sull’occupazione.

Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, la maggior parte dei lavori e delle industrie sono  solo parzialmente esposti all’automazione, con probabilità di essere integrati piuttosto che sostituiti. L’impatto maggiore della nuova tecnologia non si tradurrà nella riduzione di posti di lavoro, ma piuttosto in potenziali cambiamenti nella loro qualità , in particolare per quanto concerne l’intensità del lavoro nelle mansioni ripetitive.

Nell’ indagine svolta, il lavoro d’ufficio è risultato essere la categoria con la maggiore esposizione tecnologica, con quasi un quarto delle mansioni considerate altamente esposte e più della metà delle mansioni con un’esposizione di livello medio. In altri gruppi professionali – tra cui manager, professionisti e tecnici – solo una piccola parte delle mansioni è risultata altamente esposta. 

Il rapporto documenta inoltre uno stretto legame degli effetti dell’ Intelligenza Artificiale e il grado di sviluppo economico, sociale e tecnologico di un paese. Si scopre così che il 5,5% dell’occupazione totale nei paesi ad alto reddito è potenzialmente esposto agli effetti di automazione della tecnologia, mentre nei paesi a basso reddito il rischio di automazione riguarda solo circa lo 0,4% dell’occupazione. 

L’ impatto dell’ intelligenza artificiale resta quindi una preoccupazione delle maggiori economie mondiali ma al contempo lo studio evidenzia i possibili benefici anche per i paesi in via di sviluppo a condizione che l’impiego delle nuove tecnologie venga coniugato con politiche ragionate. 

Ed è proprio su quest’ultimo punto che l’Organizzazione concentra le proprie riflessioni. Sarà essenziale promuovere e progettare politiche che sostengano una transizione ordinata, equa e consultiva. Gli spunti di questo studio sottolineano la necessità di politiche proattive che si concentrino sulla qualità del lavoro, garantiscano transizioni eque e siano basate sul dialogo e su una regolamentazione adeguata. 

Fonte : ILOLavorosi

Banca d’Italia: on line il report sulla stabilità finanziaria 2/2023

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Banca d’Italia: on line il report sulla stabilità finanziaria 2/2023

L’economia globale sta rallentando e le prospettive di crescita sono condizionate dalle forti tensioni geopolitiche e dalla decelerazione dell’attività economica in Cina. L’inflazione nei paesi avanzati è in calo ma ancora superiore agli obiettivi della politica monetaria, che permane restrittiva.

I timori di una restrizione monetaria più protratta del previsto hanno determinato dalla scorsa estate un peggioramento delle condizioni dei mercati finanziari internazionali, in gran parte riassorbito nelle ultime settimane. Sui mercati dei titoli di Stato a lungo termine, soprattutto negli Stati Uniti, i tassi sono fortemente aumentati e la volatilità rimane elevata.

In Italia i rischi per la stabilità finanziaria beneficiano del miglioramento delle condizioni del sistema bancario e del basso livello di indebitamento del settore privato, ma il contesto macroeconomico resta incerto. Oltre alla debolezza dell’economia globale, pesano l’alto debito pubblico – per il quale il quadro programmatico recentemente pubblicato dal Governo prevede un calo solo marginale nel prossimo triennio – e i timori di un ritorno a una condizione strutturale di bassa crescita.

La liquidità e il funzionamento del mercato secondario dei titoli di Stato non hanno risentito della riduzione dei titoli detenuti dall’Eurosistema, più che compensata dall’aumento degli acquisti da parte delle famiglie. Seppure favorevoli, le condizioni di liquidità sono comunque particolarmente sensibili alle notizie relative all’economia globale e alla politica di bilancio, oltre che alle decisioni di politica monetaria.

I prezzi delle abitazioni hanno continuato a salire, benché a ritmi inferiori a quelli dello scorso anno e molto al di sotto dell’inflazione. Il rallentamento proseguirebbe nel 2024. Le compravendite sono risultate ancora in flessione, anche a seguito del peggioramento delle condizioni di accesso al credito.

I rischi provenienti dal settore delle famiglie rimangono contenuti. La loro ricchezza finanziaria è cresciuta nel primo semestre dell’anno; a fronte dei bassi tassi di interesse sui depositi a vista le famiglie ne hanno ridotto le consistenze e hanno aumentato gli investimenti in attività finanziarie. Il rapporto tra indebitamento e reddito disponibile, già basso nel confronto internazionale, è sceso. Il tasso di deterioramento del credito è tuttavia salito, in particolare nel comparto dei mutui a tasso variabile.

Il rallentamento economico e l’incremento dei costi di finanziamento incidono sulla situazione finanziaria delle imprese, la cui rischiosità si mantiene comunque nel complesso limitata. Il credito si è ridotto in modo significativo per effetto del maggiore costo, delle minori esigenze finanziarie per investimenti e dell’aumento dei rimborsi di prestiti assistiti da garanzia pubblica contratti durante la pandemia. L’indebitamento in rapporto al PIL ha continuato a flettere, rimanendo ben al di sotto della media dell’area dell’euro; la capacità di servizio del debito si conferma buona. L’incremento del costo dei finanziamenti potrebbe tuttavia determinare nel 2024 un aumento del tasso di deterioramento dei prestiti.

I principali rischi per il sistema bancario continuano a dipendere dalle deboli prospettive di crescita. Sebbene la qualità degli attivi abbia mostrato finora solo lievi segnali di deterioramento, la decelerazione dell’attività economica e l’elevato livello dei tassi di interesse potranno determinare un peggioramento della capacità dei debitori di fare fronte ai propri impegni. La redditività è fortemente aumentata, favorita dal buon andamento del margine di interesse, ma nel prossimo biennio risentirà del maggior costo della raccolta e di un più alto tasso di deterioramento dei prestiti. Il profilo di liquidità resta equilibrato; il rimborso, nel mese di giugno, di un importo rilevante delle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (TLTRO3) non ha avuto ripercussioni di rilievo. I coefficienti patrimoniali sono migliorati. Uno stress test condotto sulle banche vigilate direttamente dalla Banca d’Italia mostra che queste sarebbero nel complesso in grado di sostenere l’impatto di scenari macroeconomici avversi, in linea con quanto già riscontrato per i gruppi maggiori nell’esercizio condotto nei mesi scorsi a livello europeo.

Nei primi nove mesi dell’anno la patrimonializzazione del comparto assicurativo è cresciuta, beneficiando dell’aumento del valore degli investimenti. Nel primo semestre la redditività è migliorata, anche se continua a risentire delle minusvalenze non realizzate sui titoli in portafoglio. La posizione di liquidità si mantiene complessivamente buona, benché nel comparto vita siano proseguiti il calo della raccolta premi e le estinzioni anticipate dei contratti.

La raccolta netta dei fondi comuni italiani è risultata negativa sia nel secondo sia nel terzo trimestre dell’anno, risentendo dell’incertezza connessa con la situazione macroeconomica e con il rialzo dei tassi di interesse; i deflussi sono riconducibili soprattutto a risparmiatori al dettaglio. I fondi hanno aumentato gli investimenti in titoli governativi e in obbligazioni con merito di credito elevato, riducendo le disponibilità liquide. I rischi del comparto rimangono contenuti.

La Banca d’Italia ha rivisto la metodologia di individuazione delle banche a rilevanza sistemica nazionale (O-SII) e di calibrazione della relativa riserva di capitale (buffer), designando sette O-SII per il 2024. Con l’introduzione dei nuovi buffer i requisiti macroprudenziali richiesti alle O-SII italiane si avvicinano a quelli mediamente applicati alle altre O-SII europee con profili di rischio simili.

Scarica il Rapporto sulla stabilità finanziaria n. 2 – 2023

Esonero contributivo per l’assunzione di giovani – Chiarimenti

Messaggio Inps 24 novembre 2023, n. 4178: Riconoscibilità degli esoneri per l’occupazione giovanile a seguito di riqualificazione di un precedente rapporto di lavoro in contratto di lavoro a tempo indeterminato. Chiarimenti

Allo scopo di promuovere forme di occupazione giovanile stabile, l’articolo 1, commi da 100 a 108, 113 e 114, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (di seguito, legge di Bilancio 2018), ha introdotto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro in relazione alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato effettuate a partire dal 1° gennaio 2018.

Il suddetto esonero spetta per le assunzioni e le trasformazioni di contratti da tempo determinato a tempo indeterminato di soggetti che, alla data della prima assunzione incentivata, “non abbiano compiuto il trentesimo anno di età e non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro”.

Il requisito dell’assenza di precedenti rapporti di lavoro a tempo indeterminato, nel corso dell’intera vita lavorativa del lavoratore per cui è riconosciuto il beneficio, costituisce altresì un presupposto legittimante ai fini della riconoscibilità degli esoneri cc.dd. sperimentali per l’occupazione giovanile di cui all’articolo 1, comma 10, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (di seguito, legge di Bilancio 2021) e di cui all’articolo 1, comma 297, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 (di seguito, legge di Bilancio 2023), in virtù del rinvio operato dal legislatore, in relazione agli stessi, alla disciplina prevista per l’esonero c.d. strutturale per l’occupazione giovanile introdotto dalla legge di Bilancio 2018.

Nella circolare n. 40 del 2 marzo 2018, illustrativa della disciplina relativa al menzionato esonero strutturale, al paragrafo 6, punto 5, l’Istituto ha precisato che: “come già previsto per l’esonero triennale disciplinato dalla legge n. 190/2014 dall’interpello del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 2 del 2016, l’esonero di cui alla legge n. 205/2017 non può essere riconosciuto nell’ipotesi in cui, a seguito di accertamento ispettivo, il rapporto di lavoro autonomo, con o senza partita IVA, nonché quello parasubordinato vengano riqualificati come rapporti di lavoro subordinati a tempo indeterminato (si rinvia, sul punto, al messaggio n. 459/2016)”.

Tale indicazione è stata ribadita nella circolare n. 56 del 12 aprile 2021 (relativa all’esonero per l’occupazione giovanile di cui all’articolo 1, commi da 10 a 15, della legge di Bilancio 2021) e nella circolare n. 57 del 22 giugno 2023 (relativa all’esonero per l’occupazione giovanile di cui all’articolo 1, comma 297, della legge di Bilancio 2023), tenuto conto che dette agevolazioni mutuano la propria disciplina – ove non diversamente stabilito – da quella prevista per l’esonero strutturale per l’occupazione giovanile di cui alla legge di Bilancio 2018.

Come previsto nel citato interpello del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali n. 2/2016, non è possibile fruire dello sgravio di cui all’articolo 1, comma 118, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (cui l’interpello si riferisce), “laddove il rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato non sia stato instaurato per libera scelta del datore di lavoro ma in conseguenza di un accertamento ispettivo”.

Ciò in quanto “la disposizione in questione vuole evidentemente sollecitare l’assunzione «spontanea» di personale, anche precedentemente impiegato con contratti di natura autonoma, il che certamente non avviene nel caso in esame. Tant’è che la concessione dell’esonero assumerebbe una natura premiale nei confronti di chi nulla ha fatto per contribuire ad una maggiore e stabile occupazione ma, viceversa, ha violato diverse diposizioni di legge”.

Il passaggio sopra riportato consente di ricostruire la ratio sottesa alla preclusione, come illustrata dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, circa la riconoscibilità di un incentivo per l’assunzione a tempo indeterminato, laddove l’assunzione stessa non rappresenti una libera determinazione del datore di lavoro, bensì consegua alla riqualificazione coattiva di un rapporto originariamente instaurato secondo altra forma.

La suddetta preclusione, pertanto, opera solo nel caso in cui il datore di lavoro che intenda fruire dell’incentivo sia il medesimo datore titolare del rapporto di lavoro riqualificato a seguito di accertamento ispettivo.

Tanto rappresentato, deve ritenersi che, laddove il datore di lavoro che abbia fruito dei menzionati incentivi all’assunzione di giovani sia un soggetto diverso dal datore di lavoro titolare del rapporto riqualificato, lo stesso può godere legittimamente del beneficio, in quanto, alla data di assunzione incentivata, riteneva in buona fede che il lavoratore fosse legittimo destinatario dell’agevolazione.

Ne consegue che, nel caso in cui un rapporto venga riqualificato ab origine come rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, comportando quindi il venire meno di uno dei requisiti legittimanti la spettanza degli esoneri indicati in oggetto, tale circostanza, in quanto non conosciuta né conoscibile alla data di assunzione per il quale si intende fruire degli esoneri contributivi in trattazione, non può riverberarsi negativamente sul diverso datore di lavoro che, in buona fede, ha assunto il lavoratore titolare del rapporto riqualificato.

Nell’ipotesi sopra descritta, quindi, il datore di lavoro che ha assunto in buona fede può legittimamente fruire degli esoneri contributivi in oggetto e non è tenuto, per il successivo accertamento dell’esistenza di un rapporto di lavoro riqualificato presso diverso datore di lavoro, alla restituzione dell’agevolazione né al pagamento delle eventuali sanzioni previste per la pregressa fruizione della misura agevolativa.

Scarica il Messaggio Inps 24 novembre 2023, n. 4178

Fonte: INPS

Sgaraglia nuovo prefetto di Milano. Il prefetto Palomba nominato Capo Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. A Napoli il prefetto Di Bari

Sgaraglia nuovo prefetto di Milano. Il prefetto Palomba nominato Capo Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. A Napoli il prefetto Di Bari

Lo ha deliberato il Consiglio dei Ministri insieme ad altri movimenti di prefetti

Claudio Sgaraglia è il nuovo prefetto di Milano. Al suo posto, come Capo Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, arriva da Napoli Claudio Palomba. A guidare la prefettura del capoluogo partenopeo sarà il prefetto Michele Di Bari.

Lo ha deciso, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Consiglio dei ministri nella riunione di oggi, insieme ad altri movimenti di prefetti e ad una nuova nomina.

Darco Pellos è il nuovo prefetto di Venezia. Al suo posto ad Ancona arriva il prefetto Saverio Ordine

Il prefetto Fabrizio Gallo è nominato Presidente della Commissione Nazionale per il diritto di asilo, lasciando l’incarico di Direttore Centrale degli affari dei Culti e per l’amministrazione del Fondo edifici di Culto presso il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, che verrà ricoperto da Alessandro Tortorella, nominato prefetto.

Fonte: Ministero dell’Interno

Webinar UNI – Whistleblowing, indagini interne. Decreto 231: le norme a supporto – 11 Dicembre 2023

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Webinar UNI

Whistleblowing, indagini interne. Decreto 231: le norme a supporto

11 Dicembre 2023

ore 10-12

Il mondo della normazione offre spunti e strumenti utili in materia di governance aziendale. Uno dei contributi più significativi in tal senso è dato dalla specifica tecnica ISO/TS 37008, proprio recentemente pubblicata, che si aggiunge alle altre norme della famiglia ISO 37000 e che fornisce indicazioni sulle indagini interne (“internal investigations“) alle organizzazioni.

Il tema è legato a quello del whistleblowing – che chiama in causa la norma UNI ISO 37002:2021 – e si connette sul piano legislativo a quel Dlgs 24/2023 – in attuazione della Direttiva (UE) 2019/1937 – che introduce nuove prospettive per la protezione dei whistleblower in Italia, unificando la disciplina per il settore pubblico e privato, per un quadro normativo chiaro e definito, e che prevede di attivare canali di segnalazione gestiti da personale dedicato e appositamente formato.

Ma il quadro è destinato ad arricchirsi a breve di un ulteriore tassello con il progetto di norma nazionale (UNI1611084), attualmente in corso di sviluppo, che ha per titolo “Linee guida per l’integrazione del sistema di gestione per la compliance secondo la UNI ISO 37301:2021 a supporto dei Modelli Organizzativi di Gestione e Controllo e degli Organismi di Vigilanza in conformità al D.Lgs. 231/2001″.

La partecipazione al webinar – che si terrà attraverso la piattaforma ZOOM – è gratuita, previa iscrizione: https://bit.ly/UNIwhist

Per informazioni scrivere a [email protected]

Scarica il programma

Corso Unitrain – Industria 4.0 e innovazione delle imprese – 11 Dicembre 2023

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Industria 4.0 e innovazione delle imprese. Dalle origini, rischi e opportunità per le Imprese: evoluzione tecnica e normativa, casi pratici, relazioni tecniche, perizie e ‘rendicontazione’ fiscale degli investimenti

11 Dicembre 2023

Aula virtuale

Industria 4.0, è il tema del momento. La parola chiave: multidisciplinarietà. Nel corso verranno trattati gli argomenti più significativi di qualcosa che non è un concetto astratto o che riguarda semplicemente l’impiego di nuove tecnologie, ma è un fenomeno ben più ampio che, come ogni rivoluzione, farà dura selezione e costringerà chi vorrà rimanere competitivo inevitabilmente ad affrontare un cambiamento globale.
Attraverso casi applicativi e di successo, vedremo come poter adottare tecnologie abilitanti, creando il vero vantaggio competitivo. Inoltre, si affronteranno i requisiti tecnici e fiscali della Legge di riferimento, fornendo esempi pratici e proposte interpretative a sostegno della soddisfacibilità dei requisiti stessi necessari per l’ottenimento dei benefici previsti (iperammortamento)

OBIETTIVI

Fornire ai discenti una panoramica delle opzioni tecnologiche e innovative che possono dare slancio alla competitività delle imprese, tenendo conto dei rischi connessi alle nuove tecnologie ed enfatizzando, al tempo stesso, le numerose opportunità conseguibili.

PROGRAMMA

• Industria 4.0: origini, stakeholder e prospettive di breve, medio, lungo termine; possibili conseguenze sul lavoro in termini positivi e negativi, con impatto su ruoli, competenze, opportunità e soluzioni
• Modelli di investimento e defiscalizzazione: legge di stabilità e politica industriale, punti di forza, prospettive e focus sui rischi connessi (sanzioni)
• L’innovazione come strumento di competitività, casi reali, performance di produzione e predittività, impatto strategico delle tecnologie abilitanti e vantaggio competitivo ottenibile
• Legge applicabile e requisiti tecnici, documenti operativi e servizi erogabili alle imprese: audit 4.0/check up macchinari/dossier tecnici e perizie stragiudiziali e non, attestati di conformità
•Test finale di apprendimento

DESTINATARI

•Aziende acquirenti e utilizzatrici dei beni iperammortizzabili, quindi soprattutto piccole e medie imprese
• Fabbricanti dei beni/impianti per attività di ‘pre-compliance’
• Studi commercialisti
• Organismi di certificazione
• Consulenti e professionisti, compreso chi dovrà redigere le relazioni tecniche e le relative perizie
• Organi di controllo

Per info e costi chiamare il n. 02 70024200