Istat, PIL a +3.9% nel 2022 ma rallenta nel IV trimestre

Istat, PIL a +3.9% nel 2022 ma rallenta nel IV trimestre

L’economia italiana registra, dopo sette trimestri consecutivi di crescita, una lieve flessione congiunturale, mentre dal lato tendenziale continua, a ritmi meno sostenuti rispetto ai trimestri precedenti, il suo sviluppo.
La stima preliminare che ha, come sempre, natura provvisoria, riflette dal lato dell’offerta una contrazione dei settori dell’agricoltura e dell’industria, e una lieve crescita nel comparto dei servizi. Nel corso del 2022 il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato del 3,9% rispetto al 2021. Al quarto trimestre 2022, la variazione acquisita per il 2023 è pari a +0,4%.

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Fonte: ISTAT

Istat: il mercato del lavoro a dicembre 2022

Istat: il mercato del lavoro a dicembre 2022

A dicembre 2022, dopo il calo registrato a novembre, l’occupazione torna a crescere per effetto dell’aumento dei dipendenti permanenti e degli autonomi.

La crescita dei dipendenti permanenti e degli autonomi determina anche l’aumento dell’occupazione rispetto a dicembre 2021 (+334mila), a fronte di un numero di dipendenti a termine che risulta inferiore di 30mila unità.

Rispetto a novembre 2022, il tasso di occupazione sale al 60,5% (+0,1 punti), il tasso di disoccupazione è stabile al 7,8, mentre scende al 34,3% quello di inattività (-0,1 punti).

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Fonte: ISTAT

Istat: l’inflazione a gennaio si attesta al 10.1% su base annua

ISTAT: l’inflazione a gennaio si attesta al 10.1% su base annua

Le stime preliminari evidenziano la netta attenuazione dell’inflazione, che a gennaio si attesta al +10,1% (livello che non si registrava da settembre 1984, quando il NIC fece segnare la medesima variazione tendenziale). Il rallentamento è spiegato in primo luogo dall’inversione di tendenza dei Beni energetici regolamentati (-10,9% su base annua). Rimangono tuttavia diffuse le tensioni sui prezzi al consumo di diverse categorie di prodotti, quali gli alimentari lavorati, gli altri beni (durevoli e non durevoli) e i servizi dell’abitazione, che contribuiscono alla lieve accelerazione della componente di fondo. Si accentua inoltre a gennaio, la dinamica tendenziale dei prezzi dei carburanti.

Secondo le stime preliminari, nel mese di gennaio 2023 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e del 10,1% su base annua, da +11,6% nel mese precedente.

La flessione del tasso di inflazione si deve, principalmente, al forte rallentamento su base tendenziale dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +70,2% a -10,9%) e, in misura minore, di quelli degli Energetici non regolamentati (da +63,3% a +59,6%), degli Alimentari non lavorati (da +9,5% a +8,0%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,2% a +5,5%); gli effetti di tali andamenti sono stati solo in parte controbilanciati dall’accelerazione dei prezzi dei Beni alimentari lavorati (da +14,9% a +15,2%), dei Beni non durevoli (da +6,1% a +6,8%) e dei Servizi relativi all’abitazione (da +2,1% a +3,2%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale a gennaio da +5,8% del mese precedente a +6,0%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rimane stabile a +6,2%.

Su base annua, i prezzi dei beni evidenziano un profilo in rallentamento (da +17,1% a +14,2%), mentre quello relativo ai servizi evidenzia un lieve incremento (da +4,1% a +4,2%); si ridimensiona, quindi il differenziale inflazionistico negativo tra questi ultimi e i prezzi dei beni (da -13,0 di dicembre a -10,0 punti percentuali).

Si attenua la dinamica tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona che registrano un rallentamento su base tendenziale (da +12,6% a +12,2%), mentre al contrario si accentua quella dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +8,5% a +9,0%).

L’aumento congiunturale dell’indice generale si deve prevalentemente ai prezzi dei Servizi per l’abitazione (+1,6%), degli Alimentari lavorati (+1,5%), dei Beni durevoli e non durevoli (+0,8% per entrambi), degli Energetici non regolamentati (+0,7%); un effetto di contenimento deriva invece dal calo dei prezzi degli Energetici regolamentati (-24,7%) e di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (-1,6% a causa di fattori stagionali).

L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,3% per l’indice generale e a +3,2% per la componente di fondo.

In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dell’1,3% su base mensile, a causa dell’avvio dei saldi invernali dell’abbigliamento e calzature di cui l’indice NIC non tiene conto, e aumenta del 10,9% su base annua (in rallentamento da +12,3% di dicembre).

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Fonte: ISTAT

Contributi Inps 2023: minimali e massimali per i lavoratori dipendenti

Contributi Inps 2023: minimali e massimali per i lavoratori dipendenti

L’INPS con la circolare n. 11 del 1° febbraio 2023 fornisce i minimali e i massimali di riferimento della retribuzione giornaliera per il calcolo dei contributi dei lavoratori dipendenti. Le istruzioni dell’Istituto sono riferite alla generalità degli impiegati pubblici e privati compreso chi svolge attività part time e a domicilio.

Scarica la circolare INPS 11/2023

Perché non si può affidare la vigilanza al controllo diretto di Ferrovie

Perché non si può affidare la vigilanza al controllo diretto di Ferrovie

Salvini, d’intesa con FS, ha annunciato l’assunzione di 300 addetti l’anno per tre anni a tutela della sicurezza nelle stazioni italiane, sui treni e nelle aree ferroviarie. Se l’obiettivo è condivisibile, non posso dire altrettanto delle misure con le quali si intende raggiungerlo

Nei giorni scorsi il ministro Salvini, d’intesa con FS, ha annunciato l’assunzione di 300 addetti l’anno per tre anni a tutela della sicurezza nelle stazioni italiane, sui treni e nelle aree ferroviarie.

L’esigenza è evidentemente quella di rispondere al senso generale di insicurezza che emerge da tutti i sondaggi demoscopici degli ultimi anni, che trova una delle manifestazioni più eclatanti in corrispondenza di luoghi con grande passaggio di persone e dal contesto affatto peculiare quali le principali stazioni ferroviarie del Paese. I recenti fatti accaduti alla stazione Termini di Roma, che hanno profondamente colpito l’opinione pubblica sia per l’insensatezza dell’atto quanto per la consapevolezza che tutti siamo esposti ed inermi dinanzi a tali manifestazioni di violenza, hanno dato nuova linfa al senso di insicurezza di cui sopra. Ma se l’obiettivo perseguito dal ministro è certamente condivisibile e condiviso, non posso dire altrettanto delle misure con le quali si intende raggiungerlo. 

Il DM 154/2009 ha introdotto nell’ordinamento, infatti, il concetto di sicurezza sussidiaria (sussidiaria a quella svolta dalle Forze dell’Ordine), con riferimento, tra i molteplici ambiti di applicazione, alla sicurezza nelle stazioni ferroviarie, affidandola a guardie particolari giurate. In questi anni le gpg hanno assolto al loro compito con dedizione e professionalità e sono ormai riconosciute come pienamente integrate, è proprio il caso di dirlo, nel contesto delle principali stazioni ferroviarie dove, sotto il coordinamento delle Forze dell’Ordine e insieme a esse, sono percepite dagli utenti come un elemento di forte dissuasione verso il compimento di atti illeciti più o meno gravi. E d’altronde non è la gravità del fatto in sé, per fortuna non troppo frequente, a determinare la sensazione di insicurezza nel cittadino, quanto piuttosto una situazione di diffusa percezione di mancanza di presidio.

Ed è proprio questo l’ambito nel quale le guardie giurate possono svolgere al meglio il proprio ruolo sussidiario alle Forze dell’Ordine, lasciando a queste ultime compiti di alto profilo, e la ragione sottesa all’emanazione del DM 154/2009 (che, nei fatti, dà ulteriore applicazione al principio già sancito nel TULPS). Perché proprio sulla collaborazione tra pubblico e privato si fonda un sistema sicurezza Paese moderno ed efficiente, capace di ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche e valorizzare quelle private. 

Per altro quando si parla di sicurezza si affronta uno dei temi più delicati per la società, di rilevanza costituzionale, e si presuppone che gli operatori a esso dedicati, tutti, abbiano assicurata una adeguata formazione, corsi di aggiornamento periodici e alle spalle strutture adeguate da un punto di vista professionale, tecnologico e organizzativo che possano fornire all’impiegato in compito di sicurezza il necessario supporto: si parla, insomma, degli istituti di vigilanza privata.

E allora non si capisce la ratio in base alla quale un’attività di sicurezza di sicuro rilievo, sinora svolta con efficacia e professionalità, oggi affidata legittimamente agli IVP, dovrebbe essere portata sotto il controllo diretto di Ferrovie. La protezione aziendale di FS svolge un ruolo fondamentale per l’azienda, con risultati certamente apprezzabili. Ma confondere le due funzioni non garantirà maggiore sicurezza nelle nostre stazioni ferroviarie, semmai confusione di ruoli, esponendo peraltro tali operatori a rischi, anche di natura assicurativa e legale, che nel caso delle guardie giurate sono invece coperti dagli Istituti di Vigilanza. Senza dimenticare che le guardie giurate, per poter svolgere la loro professione, debbono essere a ciò autorizzate da un apposito decreto prefettizio che costituisce garanzia, tra le altre cose, di adeguata professionalità.

Infine, vale ricordare che i compiti che verrebbero assegnati al personale di FS non potrebbero in alcun caso prescindere dallo specifico perimetro riservato alle gpg, ovvero la sola tutela dei beni materiali e non delle persone. In proposito si potrebbe aprire una riflessione più ampia su quanto abbia senso, anche in ragione delle molteplici deroghe al principio introdotte per mezzo di norme speciali, limitare l’attività delle guardie giurate alla sola tutela dei beni e non anche delle persone, ma mi riservo di affrontare la questione in un articolo a questa dedicato.

In chiusura, chiedo al ministro Salvini di avviare un confronto con ASSIV, che in Confindustria rappresenta il comparto della vigilanza privata, perché il compito di vigilare nelle stazioni venga legittimamente riservato alle gpg, con indubbi vantaggi dal punto di vista economico, ma soprattutto di risultato.

Leggi l’articolo sull’HUffington Post

Il testo unico salute e sicurezza sul lavoro aggiornato a gennaio 2023: quali sono le novità?

Il testo unico salute e sicurezza sul lavoro aggiornato a gennaio 2023: quali sono le novità?

Pubblicato il testo coordinato del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nella versione di gennaio 2023. Focus sulle novità generali, sul DM 28 settembre 2021 e sull’accordo sancito il 27 luglio 2022.

Tiziano Menduto (Punto Sicuro)

L’Agenzia delle Entrate sulla tregua fiscale

L’Agenzia delle Entrate sulla tregua fiscale

L’Agenzia fornisce ulteriori chiarimenti sulle misure previste dalla cd. “Tregua fiscale”, riguardanti la regolarizzazione delle irregolarità formali, il ravvedimento speciale per le violazioni tributarie, l’adesione agevolata e la definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento, la chiusura delle liti tributarie e la regolarizzazione degli omessi pagamenti di rate dovute a seguito di acquiescenza, accertamento con adesione, reclamo o mediazione e conciliazione giudiziale

Circolare n. 2 del 27 gennaio 2023

Formazione ICMQ – Il budget e il controllo di gestione, in azienda e per commessa – 9, 16 e 23 giugno 2023

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Il budget e il controllo di gestione, in azienda e per commessa

9, 16 e 23 giugno 2023

ICMQ propone un corso il 9, 16 e 23 giugno, erogato in modalità online, sulla gestione efficiente di risorse e delle azioni strategiche in azienda e per commessa.
Il corso completo di tre giorni prevede lo sviluppo delle tematiche suddivise in due moduli.

BUDGET IN AZIENDA (2gg) – Modulo 1
Tra gli strumenti di pianificazione e controllo di gestione il Budget ricopre un ruolo sempre più essenziale.
Chi ha responsabilità in azienda deve essere in grado definire degli obiettivi e valutare in corso d’opera i risultati delle attività gestite per individuare, comprendere e correggere gli eventuali scostamenti rispetto ai target pianificati e condivisi.
La nuova legge sulla Crisi d’impresa, Decreto legislativo 12/01/2019 n° 14 G.U. 14/02/2019 attribuisce implicitamente al budget e al sistema di forecast un ruolo ancora più importante rispetto al passato venendo chiesto alle aziende di dimostrare la indiscutibile capacità di far fronte, nel breve e nel medio periodo, agli impegni finanziari.
Il corso fornisce le conoscenze necessarie per comprendere i meccanismi di un’efficiente pianificazione della gestione e per valutare gli aspetti economici/finanziari nonché quelli commerciali dell’area di business di competenza.

BUDGET DI COMMESSA (1gg) – Modulo 2
La commessa si caratterizza per un numero limitato e preciso di attività produttive che difficilmente si ripeteranno uguali a sé stesse nel corso del tempo. La commessa è qualcosa di unico e il suo Budget non può quindi prendere a riferimento qualcosa avvenuto nel passato. La tecnica della Cost Break Down Analysis focalizza l’attenzione sulle stime dei carichi di lavoro che caratterizzano le attività che compongono il progetto e sulla base di queste ne determina il valore economico. Attenzione particolare deve essere data anche ai costi di struttura e alla misura con cui questi vengono imputati alle attività che caratterizzano la commessa. Un’analisi poco attenta dei costi indiretti vanifica gli sforzi dell’efficienza produttiva.
Il corso fornisce, attraverso la creazione dello strumento del Budget di commessa, una metodologia analitica del calcolo dei costi per portare l’azienda alla redditività desiderata e coerente con quella del più ampio sistema del Budget d’impresa.

Per la massima efficacia della formazione erogata è opportuno che i partecipanti portino con sé un PC portatile dotato di foglio elettronico.

Il corso è valido per il mantenimento della certificazione di Project Manager

Iscrizione on line

Formazione ICMQ – I Finanziamenti del PNRR e il Partenariato Pubblico Privato- 23 marzo 2023

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Formazione ICMQ

I Finanziamenti del PNRR e il Partenariato Pubblico Privato

23 marzo 2023

Il corso di 8 ore del prossimo 23 marzo, insegna le metodologie di Partenariato Pubblico Privato e di Finanza di progetto ottimizzando la scelta per ogni tipologia di partenariato in funzione del tipo di appalto e delle condizioni economico-finanziarie della pubblica amministrazione interessata e delle sue finalità.
L’Unione Europea ha inteso erogare all’Italia, all’interno del piano del Next Generation, 81,4 miliardi di euro come sovvenzioni a fondo perduto, e, 127,6 miliardi di euro come prestiti per gli anni 2021 – 2026. Ma come sono disposte nel tempo queste sovvenzioni a fondo perduto, e, poi perché oltre 67,5 miliardi di euro (degli 81,4) sono proprio previsti solo nel 2021, nel 2022 e nel 2023?
La risposta sta nel fatto che l’Europa intende dare all’Italia subito, ora, una forte spinta iniziale per permettere alla medesima un considerevole abbrivio economico-finanziario al fine di una adeguata rinascita post Covid.
E dunque, in proposito, cosa conviene predisporre all’interno delle Pubbliche Amministrazioni italiane in questi 3 anni di sovvenzioni?
E soprattutto cosa le nostre Pubbliche Amministrazioni strategicamente dovrebbero privilegiare all’interno delle varie tipologie di appalti in tale triennio?
Forse che non dovrebbero stimolare gli investimenti privati, in Partenariato Pubblico Privato e finanza di progetto, per accrescere l’ammontare economico-finanziario disponibile per le imprese italiane (sino a raddoppiare l’ammontare delle sovvenzioni europee con l’approccio in PPP), in funzione anche di un più ampio periodo di sovvenzionamento? Il PPP permetterebbe al capitale privato dopo essersi “rifornito”, grazie alle sovvenzioni europee, durante i primi tre anni (2021, 2022, 2023) di appalti pubblici: di poter ulteriormente proseguire nel tempo con ulteriori virtuosi investimenti nelle costruzioni e nell’indotto.
L’A.B.I., l’Associazione Bancaria Italiana, sostiene infatti che ad 1 euro investito in edilizia corrispondono 3 euro di investimenti di indotto; l’indotto si potrà prevedibilmente protrarre ben oltre gli anni 2021, 2022, 2023 – oltre quindi al periodo delle sovvenzioni – con benefici sufficienti ad equilibrare gli interessi e i pagamenti dei prestiti europei, che saranno erogati a favore dell’Italia negli anni 2024, 2025, 2026, 2027, 2028 (come debiti dovranno essere restituiti).
Pertanto, diventa essenziale per gli operatori italiani (imprese, P.A., società di ingegneria, professionisti) acquisire un maggiore know-how in tema di Partenariato Pubblico Privato ed in particolare nel contratto di disponibilità, tipico strumento per operare utilmente nei confronti di opere “fredde” (opere che non danno al gestore un’immediata redditività, quali, scuole ed asili).

La frequenza del corso conferisce 8 crediti formativi per il mantenimento della certificazione Project Manager secondo la norma UNI 11648.

Iscrizione on line

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ICMQ – Formazione Project Manager aggiornamento e nuova prospettiva: UNI ISO 21502:2021 e UNI ISO 21500:2021 – 21 e 28 marzo 2023

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ICMQ

Formazione ICMQ “Project Manager aggiornamento e nuova prospettiva”

UNI ISO 21502:2021 e UNI ISO 21500:2021

21 e 28 marzo 2023

ICMQ organizza un corso di due giorni, 21 marzo dalle ore 9.00 alle ore 18.00, e 28 marzo dalle ore 9.00 alle ore 18.00 di aggiornamento normativo per tutti coloro che sono già certificati come Project Manager, ai RUP, ai Progettisti, ai Direttori dei Lavori e a chi è Project Manager di fatto in Società di Ingegneria, Studi Professionali, Imprese.

Tutto cambia, tutto deve essere aggiornato. Le nuove norme, di recente entrata in vigore, UNI ISO 21502:2021 e UNI ISO 21500:2021, hanno sostituito i 39 processi con ben 63 pratiche, senza contare le 17 pratiche di gestione e le 8 pratiche integrate di Project Management.
ICMQ ha inteso quindi dare la possibilità di apprendere in sole due giornate quanto previsto dalle nuove norme. I limiti presenti nella UNI ISO 21500:2013 sono superati grazie ad una focalizzazione presente nelle sopracitate nuove norme, rappresentative di un approccio innovativo che pone l’accento sulle “pratiche” e non sui “processi”. Il concetto a base delle nuove norme è infatti più ampio degli stereotipati processi, lasciando così, a tutti gli attori del progetto, l’organizzazione sponsor, lo sponsor, il Project Manager e i work package leader, specifiche responsabilità e relative declinazioni di compiti.
La norma appare, quindi, proprio per la sua duttilità di azione e di mezzi – grazie a ben 63 pratiche elementari – molto adatta a tutti i campi in cui il prototipo, cioè il progetto, è sempre il prodotto finale, come appunto nel mondo delle costruzioni e dei relativi impianti.
Il Project Manager avrà così la possibilità di un più ampio approccio “tailoring” proprio grazie alle 63 pratiche, che, nello specifico, riterrà vantaggioso utilizzare; pratiche che sono inquadrate nel fondamentale e realistico gruppi di processi, tipico di ogni progetto: avvio, pianificazione, esecuzione, controllo e chiusura.
Molti Appalti Pubblici, di servizi e/o di lavori, gestiti con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, richiedono, in sede di offerta, per alcune figure la certificazione di Project Manager e attribuiscono alla medesima sino a 10 punti su 70. L’aggiornamento, anche per coloro che sono già certificati, si rende quindi necessario, stante il fatto che esistono RUP a loro volta certificati sulle nuove norme.
ICMQ tiene conto del know how già acquisito da parte dei partecipanti e ha organizzato un corso di due giornate in cui il relatore, quale componente del Gruppo di Lavoro UNI sul Project Management ed in particolare per queste due nuove norme spiega ogni aspetto delle medesime, esemplificandole, con concreti esempi applicati in recenti, attuali appalti pubblici in cui è stato chiesto all’Impresa aggiudicataria, supportata dal relatore, già in sede d’offerta, tematiche di Project Management presenti nelle nuove norme (mobilitazione, gradualità dei controlli con sbarramento al proseguo dell’appalto se non si sono raggiunti gli obiettivi intermedi, start up, etc…).

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