INAIL: Pagamento dei premi e accessori. Modifica del tasso di interesse di rateazione e della misura delle sanzioni civili.

Pagamento dei premi e accessori. Modifica del tasso di interesse di rateazione e della misura delle sanzioni civili.

La Banca centrale europea, con la decisione di politica monetaria del 2 febbraio 2023 (allegato 1), ha fissato al 3,00% il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema (ORP)

Fonte: INAIL

Alessandria, l’impegno della prefettura per la sicurezza del personale sanitario

Alessandria, l’impegno della prefettura per la sicurezza del personale sanitario

Le misure nel protocollo d’intesa siglato con Forze dell’ordine e Azienda  ospedaliera nazionale “SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo”

Prevenire e contrastare gli atti di violenza nei confronti degli operatori sanitari che prestano servizio nei presidi dell’Azienda sanitaria ospedaliera di Alessandria.

Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa stipulato ieri tra la prefettura, le Forze dell’ordine e l’Azienda  ospedaliera nazionale “SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo” del capoluogo, in linea con le specifiche direttive del ministro dell’Interno Piantedosi sul tema.

In particolare, al fine di evitare e gestire eventuali situazioni di conflitto l’attenzione è dedicata non soltanto alle attività formative del personale sanitario, ma anche  all’implementazione dei sistemi di videosorveglianza, teleallarme e vigilanza per garantire ai dipendenti più elevati livelli di sicurezza sul luogo di lavoro.

In caso si verifichino situazioni di particolare criticità, l’intesa prevede inoltre la convocazione, da parte del prefetto, di apposite riunioni di coordinamento con le autorità territoriali e del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Non è mancato, infine, l’impegno delle Forze dell’ordine che, oltre ad assicurare il proprio intervento, si impegnano ad effettuare, nell’ambito delle già previste attività di prevenzione generale e vigilanza di obiettivi sensibili, passaggi presso i presidi ospedalieri, in particolare durante le ore notturne ed i giorni festivi.

Fonte: Ministero dell’Interno

Contributi INPS, con la crescita del tasso di interesse aumentano le rate e le sanzioni

Contributi INPS, con la crescita del tasso di interesse aumentano le rate e le sanzioni

Con l’aumento del tasso di interesse, deciso dalla BCE, salgono anche le rate e le sanzioni relative ai contributi INPS. Quello per i casi di dilazione e differimento raggiunge il 9 per cento mentre per le sanzioni civili è tra l’8 e l’8,5 per cento. I nuovi tassi si applicano a partire da oggi, 8 febbraio 2023

Scarica la circolare INPS 17 dell’8 febbraio 2023

Fonte: Informazione fiscale

Confindustria: Audizione schema di decreto legislativo recante Codice dei contratti pubblici

Audizione schema di decreto legislativo recante Codice dei contratti pubblici

Il Direttore Generale di Confindustria, Francesca Mariotti, è intervenuta in audizione presso la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo recante Codice dei contratti pubblici. 


La strategia di policy contenuta nello schema di Codice dei contratti pubblici (di seguito CCP) deve essere basata su azioni efficaci, tempi certi di attuazione ed interventi incisivi per dare impulso agli investimenti, compresi quelli del PNRR
. Trovandosi all’interno del quadro delle riforme richieste dal Next Generation UE, l’attuale riforma del Codice deve creare le condizioni per una maggiore capacità di spesa delle risorse pubbliche, ma anche una capacità di investimento tale da traguardare la transizione tecnologica, digitale e sostenibile del Paese. In premessa, esprimiamo apprezzamento per una scelta di fondo: far precedere l’articolazione degli istituti da un quadro di principi e restituire al Codice la funzione di strumento per acquisire, sul mercato, beni e prestazioni, superando “eterogenesi” dettate da finalità come il contrasto all’illegalità o ai fenomeni corruttivi, in sé pienamente condivisibili, ma che non possono trovare soluzione nelle norme sugli appalti.     Nel merito, riteniamo anzitutto opportuno evidenziare che gli appalti di servizi e forniture assumono, in questo contesto, un rilievo estremamente significativo nell’economia nazionale, sia in ragione del loro valore economico, sia in considerazione del rilievo strategico per il funzionamento dell’amministrazione pubblica e della sua attività di prestazione anche a favore delle imprese. Considerando che la riforma è finalizzata a restituire alle disposizioni codicistiche semplicità e chiarezza di linguaggio, ritieniamo necessario intervenire in questa sede perché i contratti pubblici riferiti ai servizi e alle forniture abbiano una propria specificità e un proprio riferimento nell’ordinamento e nei criteri di semplificazione. In questa direzione, sarebbe utile iniziare almeno un lavoro di separazione applicativa tra settori totalmente diversi tra loro i cui riflessi normativi possono essere molto diversi e addirittura creare in alcuni casi dei veri e propri “problemi applicativi”. Per questo, una legislazione ad hoc per gli appalti di servizi, da integrare nel Codice, appare disattesa ma rimane un’istanza altamente auspicabile e necessaria.

VALUTAZIONI GENERALI E PROPOSTE.

Il testo appare strutturato in modo chiaro e leggibile. È evidente che l’obiettivo sia stato di adeguare la disciplina dei contratti pubblici a quella del diritto europeo, ai principi espressi nel corso degli anni dalla giurisprudenza e soprattutto di ridare l’organicità e la sistematicità perdute a seguito delle continue modifiche introdotte. Ė positivo che il nuovo Codice contenga molte norme “autoesecutive”, senza rinvii ad altri testi di legge.
Al contempo, sarebbe limitativo valutare l’efficacia del Codice solo sulla base della capacità dello stesso di accelerare le procedure per sbloccare gli investimenti pubblici: per rilanciare l’economia del nostro sistema-Paese, l’attenzione non può essere focalizzata esclusivamente sul “quanto compro”, ma anche e soprattutto sul “cosa compro”. 
Il nuovo Codice dovrebbe mettere a punto un quadro di riferimento grazie al quale tutti gli attori economici siano messi nelle condizioni di sostenere la imprescindibile transizione digitale, tecnologica e sostenibile: sono questi i pilastri da cui dovrà necessariamente partire qualsiasi ragionamento e che dovranno guidare ed ispirare i principi e la disciplina del nuovo Codice dei contratti. La transizione tecnologica e sostenibile impone acquisti ed investimenti oculati e lungimiranti e tarati sui fabbisogni di innovazione della PA. 
Entrando nel merito del provvedimento, sono quattro i principali profili di attenzione in merito al percorso di revisione e attuazione della riforma degli appalti pubblici:- è necessario che le stazioni appaltanti e gli operatori economici possano disporre di un sistema di norme completo e di immediata attuazione;- è auspicabile che si preveda un periodo congruo di stabilità del quadro normativo degli appalti;- sarebbe quanto mai opportuna la possibilità di spostare in avanti l’entrata in vigore del Codice, prevista per il 31.03.2023Occorre evitare uno shock regolatorio, un’eccessiva discontinuità rispetto al PNRR, nel momento peraltro di sua massima attuazione, che rischierebbe di rallentare, se non bloccare l’esecuzione delle opere. Una vacatio legis di 12 mesi, negoziata con le Istituzioni europee, consentirebbe a tutti gli operatori di acquisire dimestichezza e conoscenza delle novità e rappresenterebbe una misura di buon senso nell’ottica della sollecita attuazione del PNRR;- disegnare e soprattutto attuare un vero modello di Governance del Codice Appalti che sia in grado di effettuare una costante ricognizione sullo stato di attuazione delle norme e sulle eventuali difficoltà che potranno riscontrare le stazioni appaltanti nella fase di applicazione, è essenziale anche per proporre soluzioni correttive e di miglioramento. 

Di seguito si riportano le osservazioni puntuali all’articolato su alcuni temi ritenuti prioritari:

1. Profili positiviDIGITALIZZAZIONE
La spinta alla digitalizzazione appare l’elemento centrale del nuovo Codice e strumento indispensabile per arrivare a un’effettiva semplificazione delle procedure.
Confindustria ha sempre sostenuto che per spendere di più e spendere meglio fosse necessario disporre di organizzazioni pubbliche strutturate con personale competente – da attuare attraverso la Qualificazione delle Stazioni appaltanti – e digitalizzare l’intero processo degli appalti e della gestione contrattuale con tecnologie e sistemi efficienti in grado di gestire dati interoperabili e facilmente accessibili.Evidenziamo però che diverse stazioni appaltanti segnalano quanto l’innovazione risulti al momento un esercizio a metà, in assenza di interoperabilità e di disciplina antimafia. 

QUALIFICAZIONE DELLE STAZIONI APPALTANTI E DELLE CENTRALI DI COMMITTENZA (ART. 63).

È in questo ambito che si gioca una delle riforme più attese e tante volte richiamate da Confindustria. Lo scopo del provvedimento, previsto peraltro dall’attuale D. Lgs. 50/2016 e mai attuato, è di arginare l’eccessiva frammentazione, nonché i deficit organizzativi e di professionalità che caratterizzano il panorama delle stazioni appaltanti. Non si tratta quindi di ridurre il numero di stazioni appaltanti per penalizzare le Amministrazioni che non saranno in grado di qualificarsi, ma di concentrare le attività in un numero adeguato di organizzazioni che siano in grado di disporre di personale preparato, di processi e procedure efficienti, di competenze tecniche e non solo amministrative e di tecnologie digitali a supporto dell’intero ciclo di vita degli appalti.Il timone, però, è che si rischi un progressivo “annacquamento” dell’obiettivo di  qualificare le stazioni appaltanti. 
2. Profili di criticitàPROCEDURE PER L’AFFIDAMENTO (art. 50) L’innalzamento stabile delle soglie per l’affidamento diretto a 140.000 € per servizi e forniture è una modifica su cui esprimiamo un giudizio negativo, in quanto tali soglie vanno, in sostanza, a danneggiare soprattutto le piccole e medie imprese che possono partecipare più agevolmente proprio alle gare piccole. 
Il principio dell’efficienza e del risultato lo si persegue riducendo il contenzioso, facilitando l’avvicendamento degli affidatari nelle varie fasi, approntando percorsi di validità di procedure con un solo concorrente, non abolendo in partenza la concorrenza.Per i servizi e le forniture, ivi compresi i servizi di ingegneria ed architettura, si ritiene opportuno ridurre la soglia dei 140.000 euro portandola a 80.000 euro, a maggiore tutela della trasparenza degli affidamenti.

REVISIONE PREZZI (art. 60).

L’introduzione delle clausole di revisione dei prezzi deve mirare a rendere effettivo il principio dell’equilibrio contrattuale.Sul punto, lo schema di decreto compie un notevole passo in avanti, superando – da un lato – l’incertezza circa l’inserimento di clausole revisionali all’interno dei contratti attraverso la previsione di un obbligo generalizzato di revisione prezzi in tutti i settori (lavori, forniture e servizi) e – dall’altro – introducendo tra i principi generali che precedono il codice quello della “conservazione dell’equilibrio contrattuale”.Il primo aspetto critico è l’individuazione di una soglia di rilevanza del (5%) che si ritiene eccessivamente alta per tutti i tipi di contratti pubblici, cioè lavori, servizi e forniture. Ciò premesso, in concreto, pur accettando il principio di un’alea normale di rischio, riteniamo necessario che vengano individuate soglie idonee per accedere alla revisione dei prezzi tenendo conto delle specifiche esigenze di tutti i settori, soprattutto di quei contratti di lunga durata e indicizzati a valori dell’ISTAT o dell’ANAC, che variano ma in maniera non così significativa.Si osserva, infatti, che, nella modalità ordinaria alla quale eravamo abituati, gli indici ISTAT – come, ad esempio, il FOI – si modificano ma con percentuali del 1%, del 2% e, solo in casi straordinari, come quelli verificatisi a cavallo tra 2021 e 2022, gli indici fanno registrare aumenti più significativi.L’altro aspetto che desta preoccupazione riguarda il riferimento agli “indici sintetici (..) approvati dall’ISTAT con proprio provvedimento entro il 30 settembre di ciascun anno”, che dovranno essere utilizzati per la rilevazione delle variazioni di prezzo. Ciò che si teme, tra l’altro, è quanto evidenziato nella relazione illustrativa, ossia che l’ISTAT – sebbene garantisca adeguata terzietà ed imparzialità, oltre che autorevolezza, nelle rilevazioni – non sia attualmente in possesso dei dati necessari a garantire una mappatura efficace in tutti i settori, ivi compresi quelli di servizi e forniture. Per questi ultimi, il rischio concreto è di una disapplicazione, nei fatti, della nuova disciplina.

CAUSE DI ESCLUSIONE (artt. 94- 95).

Lo schema disciplina le ipotesi di esclusione dell’operatore economico in presenza, tra le altre, di violazioni fiscali definitamente accertate e non definitive. Al riguardo, osserviamo che le disposizioni contenute negli articoli 94 e 95 dello schema del decreto, nonché nel relativo allegato II.10, riproducano, sostanzialmente, l’impianto del previgente Codice degli appalti (combinato disposto dell’art. 80, comma 4 DLGS n. 50/2016 e del DM 28 settembre 2022 relativo alle violazioni fiscali non definitive).Tale scelta, se da un lato consentirà alle imprese una più facile transizione al “nuovo” Codice degli appalti – anche considerati gli stringenti tempi di entrata in vigore della disciplina -, dall’altro rappresenta, però, un’occasione perduta per superare le criticità preesistenti ed allineare la disciplina italiana in materia di appalti alle disposizioni contenute nelle direttive europee (Direttive 2014/23/UE e 2014/24/UE). In primo luogo, infatti, si conferma il riferimento alla soglia di gravità per le violazioni definitivamente accertate di 5 mila euro (ex art. 48-bis, commi 1 e 2-bis, del DPR n. 602/1973), un importo significativamente basso che pone forti dubbi sul rispetto del principio di proporzionalità. Si poteva seguire la soluzione adottata con riguardo alle violazioni non definitive, dove il legislatore ha più correttamente individuato tale soglia di gravità come percentuale del valore dell’appalto (10%) al fine di valorizzare la ratio della norma di tutelare i soggetti che presentano profili di affidabilità e di solvibilità finanziaria adeguati alla corretta esecuzione dei lavori.  Diversamente, con riferimento alla citata disciplina delle violazioni non definitive (art. 95, comma 2) sarebbe opportuno modificare la locuzione “la stazione appaltante esclude”, che non risulta conferente con la disciplina delle cause di esclusione “facoltativa”: spetta, infatti, alla valutazione discrezionale della stazione appaltante, secondo un giudizio di proporzionalità, anche in presenza di superamento della predetta soglia, la decisione sulla esclusione dalle gare di appalto dell’operatore economico. Per tali ragioni, proponiamo di prevedere – sia per le violazioni definitive, che per quelle non definitive – l’esonero dalla disciplina di esclusione nell’ipotesi in cui l’operatore fornisca la prova che le misure da lui adottate siano sufficienti a dimostrare la sua affidabilità ai sensi dell’art. 96, comma 6 (c.d. clausola self-cleaning). Rimanendo in tema di clausole di esclusione non automatiche, lo schema di decreto contempla anche l’ipotesi in cui l’operatore economico abbia commesso un illecito professionale grave, dimostrato dalla stazione appaltante con mezzi adeguati. Al riguardo, si prevede che, ai fini della rilevanza dell’illecito professionale, possa essere sufficiente anche la sua mera contestazione e, tra le fattispecie considerate, figurano anche tutti i reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti, ex D. lgs. n. 231/2001. Al riguardo e aldilà del rinvio ampio e generico a tutti i reati 231, si segnala anzitutto che la Direttiva UE prevede, ai fini dell’esclusione, che l’operatore economico si sia reso colpevole di un illecito professionale. Pertanto, contemplare la possibile esclusione anche in presenza della mera contestazione del reato, configura un’estensione della disciplina rispetto al perimetro tracciato dall’atto europeo, oltre a sollevare qualche dubbio in ordine al rispetto del principio generale di non colpevolezza.In ogni caso, anche a voler considerare un’anticipazione della soglia di rilevanza al momento della contestazione dell’illecito, appare quantomeno necessario intervenire sui mezzi di prova indicati nello schema come rilevanti e adeguati e dai quali la stazione appaltante può far discendere il giudizio di gravità. In particolare, appare opportuno escludere dal relativo elenco, gli atti che siano espressione della determinazione unilaterale del pubblico ministero, ovvero quelli attraverso i quali il PM esercita l’azione penale. Appare, infatti, fondamentale che, in considerazione della potenziale esclusione dell’operatore dalla gara e nel rispetto dei generali principi di proporzionalità e ragionevolezza, un effetto così penalizzante consegua a un atto assunto da un giudice terzo.

CRITERI DI AGGIUDICAZIONE DEGLI APPALTI (art. 108)

Merita uno specifico approfondimento l’articolo 108 che introduce alcune modifiche rilevanti che possono aprire, nell’ottica del risparmio della spesa pubblica – come previsto nei principi cardini di questo nuovo Codice – una continua corsa al ribasso come elemento strutturale degli acquisti: il venire meno del tetto massimo per l’attribuzione del punteggio economico entro il limite fissato del 30% rischia di aprire ad aggiudicazioni basate esclusivamente sulla componente del prezzo perché il dinamismo e la discrezionalità che la relazione tecnica all’articolo evidenzia, risulta applicabile in linea astratta ma nel concreto si andrà verso una notevole riduzione dell’elemento qualitativo.
Pertanto, ravvisiamo che sia più opportuno mantenere un bilanciamento fisso tra qualità/prezzo, passando dal 70%-30% all’80%-20% a garanzia della valorizzazione degli elementi qualitativi dell’offerta.
OFFERTE ANOMALE (art. 110)Sarebbe auspicabile prevedere che i maggiori costi della sostenibilità ambientale siano inderogabili in sede di offerta, alla stregua dei minimi salariali e dei costi per la sicurezza dei lavoratori. 

3. Ulteriori proposte.

SUPPORTI DI PROJECT MANAGEMENT PER OPERE OLTRE 20 MILIONISi ritiene opportuno promuovere l’utilizzo da parte dei RUP di incarichi di supporto aventi ad oggetto attività come quelle riconducibili alla nozione di project management, essenziali per il ferreo controllo di tempi e costi e per assicurare la massima efficacia della spesa pubblica. 

CESSIONE DEI CREDITI VANTATI VERSO LA PA. La nuova riforma del Codice Appalti, anche in ottica di PNRR, non dovrebbe perdere l’occasione di rivedere le disposizioni sulla cessione dei crediti vantati verso la Pubblica Amministrazione con una logica di semplificazione per facilitare l’accesso al credito per le imprese. 

Fonte: Confindustria

Inps: Disoccupazione e cassa integrazione 2023 – Importi massimi per ogni trattamento

Circolare Inps 3 febbraio 2023, n. 14: Importi massimi dei trattamenti di integrazione salariale, dell’assegno di integrazione salariale del FIS, dell’assegno di integrazione salariale e dell’assegno emergenziale per il Fondo di solidarietà del Credito, dell’assegno emergenziale per il Fondo di solidarietà del Credito cooperativo, dei trattamenti di disoccupazione NASpI, DIS-COLL e ALAS, dell’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (ISCRO), dell’indennità di disoccupazione agricola e dell’assegno per le attività socialmente utili relativi all’anno 2023.

Fonte: INPS

Covid 19: Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’epidemia ai soggetti in ingresso dalla Cina

Covid 19: Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’epidemia

Ordinanza Ministero della Salute 30 gennaio 2023: Identificazione e contenimento della diffusione di possibili varianti del virus Sars-Cov-2 – misure transfrontaliere.

Ai fini della identificazione e del contenimento della diffusione di possibili varianti del virus SarsCov-2, a tutti i soggetti in ingresso dalla Repubblica Popolare Cinese si applica la seguente disciplina:
a) obbligo di presentazione al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli, la certificazione di essersi sottoposti, nelle quarantotto ore antecedenti la partenza dal territorio della Repubblica Popolare Cinese, ad un test molecolare o ad un test antigenico effettuati per mezzo di tampone con risultato negativo;
b) è fortemente raccomandato l’utilizzo della mascherina FFP2 o superiore all’interno dei velivoli e delle aerostazioni, soprattutto ai soggetti vulnerabili o con sintomi respiratori.

  1. Su decisione dell’Autorità USMAF competente, ai soggetti provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese possono essere eseguiti ulteriori tamponi a campione al momento dell’arrivo all’aeroporto nell’ottica di garantire la sorveglianza genomica per identificare precocemente eventuali varianti.
  2. A condizione che non insorgano sintomi di COVID-19, le disposizioni di cui al comma 1 lett. a) e comma 2 del presente articolo non si applicano ai minori di sei anni, ai membri dell’equipaggio e al personale viaggiante dei mezzi di trasporto di persone e merci, ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare, compreso quello in rientro dalle missioni internazionali, e delle Forze di Polizia, al personale del Sistema di informazione per la sicurezza della
    Repubblica e dei Vigili del fuoco nell’esercizio delle loro funzioni.

Scarica l’ordinanza

Sicurezza del personale sanitario, l’impegno della prefettura di Trieste

Sicurezza del personale sanitario, l’impegno della prefettura di Trieste

Attenzione rivolta ai due ospedali del capoluogo

Le misure di tutela a garanzia della sicurezza del personale sanitario – in applicazione delle specifiche direttive del ministro dell’Interno Piantedosi sul tema – sono state l’argomento al centro del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica riunito ieri a Trieste e presieduto dal prefetto Pietro Signoriello. 

In particolare, durante la riunione – a cui hanno preso parte i rappresentanti della regione e dell’ Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi) con i vertici delle Forze di polizia territoriali – l’attenzione è stata rivolta alle due strutture sanitarie del capoluogo, l’ospedale civile di Cattinara e l’ospedale Maggiore. 

Durante il confronto, pur a fronte di una situazione che non presenta specifici allarmi  per la sicurezza del personale dei due ospedali, il prefetto – d’intesa con il questore ed il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri –  ha ritenuto di valutare anche la potenzialità di ogni possibile rischio, al fine di avviare iniziative che consentano ai sanitari di esercitare in sicurezza l’essenziale attività che svolgono a servizio della comunità.

Per questi motivi, anche alla luce degli episodi di violenza che si sono susseguiti nei mesi scorsi a livello nazionale, si è convenuto di elevare il livello di attenzione nei confronti dei due nosocomi, non solo verificando la fattibilità di un collegamento telefonico diretto con le sale operative delle Forze di polizia ma anche monitorando gli esistenti sistemi di videosorveglianza in vista di una loro eventuale implementazione.

Fonte: Ministero dell’Interno

Massa Carrara, sicurezza degli operatori sanitari

Massa Carrara, sicurezza degli operatori sanitari

Le iniziative della prefettura

Il prefetto di Massa Carrara Guido Aprea ha presieduto ieri un incontro presso il palazzo del Governo durante il quale sono state analizzate e valutate le misure più idonee a contrastare fenomeni di violenza e comportamenti illeciti che mettono a rischio la sicurezza degli operatori sanitari.

Verrà a breve ripristinato il presidio di Polizia presso il Nuovo Ospedale Apuane (NOA). A ciò si aggiungeranno passaggi e brevi soste delle Forze di Polizia nei pressi del Pronto Soccorso al fine di innalzare ulteriormente i livelli di sicurezza. 

È stata, altresì, vagliata la possibilità di provvedere all’installazione di due apparati di videosorveglianza nei pressi della sala d’attesa dello stesso Pronto Soccorso.

Alla riunione, oltre ai vertici Provinciali delle Forze di Polizia, hanno partecipato i direttori sanitari dell’Asl Toscana Nord-Ovest e dell’ospedale NOA di Massa.

Fonte: Ministero dell’Interno

Inail: Avviso pubblico ISI 2022

Inail: avviso pubblico ISI 2022

Finalità:
Il presente Avviso ha l’obiettivo di incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori rispetto alle condizioni preesistenti, nonché incoraggiare le micro e piccole imprese, operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, all’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, migliorare il rendimento e la sostenibilità globali e, in concomitanza, conseguire la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.

Destinatari dei finanziamenti:
L’iniziativa è rivolta:

  • a tutte le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura, secondo le distinzioni specificate in relazione ai diversi Assi di finanziamento; in particolare, quale intervento sistemico per la sicurezza sul lavoro, l’Asse 1.2 permette di sostenere gli investimenti per l’adozione di modelli organizzativi e responsabilità sociale anche alle imprese impegnate nei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (ex alternanza scuola lavoro)
  •  agli enti del terzo settore limitatamente all’asse di finanziamento 2

Progetti ammessi a finanziamento:
Sono finanziabili le seguenti tipologie di progetto ricomprese in 5 Assi di finanziamento: 

  • Progetti di investimento e Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale – Assi di finanziamento 1.1 e 1.2
  • Progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC) – Asse di finanziamento 2
  • Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto – Asse di finanziamento 3
  • Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività – Asse di finanziamento 4
  • Progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli – Asse di finanziamento 5.

Risorse economiche destinate ai finanziamenti:
Le risorse finanziarie destinate dall’Inail, ai progetti di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sono ripartite per regione/provincia autonoma e per assi di finanziamento.
Di tale ripartizione è data evidenza nell’allegato “Isi 2022 – risorse economiche” che costituisce parte integrante degli Avvisi pubblici regionali/provinciali pubblicati.

Il finanziamento, in conto capitale, è calcolato sulle spese ritenute ammissibili al netto dell’iva, come di seguito riportato.
a)    Per gli Assi 1, 2, 3 e 4 il finanziamento non supera il 65% delle predette spese, fermo restando i seguenti limiti: 

  • Assi 1, 2, 3, il finanziamento complessivo di ciascun progetto non potrà essere inferiore a 5.000,00 euro né superiore a 130.000,00 euro. Non è previsto alcun limite minimo di finanziamento per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale di cui all’allegato (Asse di finanziamento 1.2);
  • Asse 4, il finanziamento complessivo di ciascun progetto non potrà essere inferiore a 2.000,00 euro né superiore a 50.000,00 euro.

b)    Per l’Asse 5 il finanziamento è concesso nella misura del: 

  • 40% per la generalità delle imprese agricole (sub Asse 5.1)
  • 50% per giovani agricoltori (sub Asse 5.2)

e per ciascun progetto il finanziamento non potrà essere inferiore a 1.000,00 euro né superiore a 60.000,00 euro.
Modalità e tempistiche di presentazione della domanda:
Sul portale Inail – nella sezione Accedi ai Servizi Online – le imprese avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà loro, attraverso un percorso guidato, di inserire la domanda di finanziamento con le modalità indicate negli Avvisi regionali.
La domanda compilata e registrata, esclusivamente, in modalità telematica, dovrà essere inoltrata allo sportello informatico per l’acquisizione dell’ordine cronologico, secondo quanto riportato nel documento “Regole Tecniche e modalità di svolgimento”.
Le domande ammesse agli elenchi cronologici dovranno essere confermate, a pena di decadenza dal beneficio, attraverso l’apposita funzione on line di upload/caricamento della documentazione, come specificato negli Avvisi regionali/provinciali.
Le date di apertura e chiusura della procedura informatica, in tutte le sue fasi, saranno pubblicate sul portale dell’Istituto, nella sezione dedicata alle scadenze dell’Avviso Isi 2022, entro il 21 febbraio 2023.
Per informazioni e assistenza sul presente Avviso è possibile fare riferimento al numero telefonico 06.6001 del Contact center Inail.
È, anche, possibile rivolgersi al servizio Inail Risponde, nella sezione Supporto del portale.
Chiarimenti e informazioni di carattere generale sul presente Avviso possono essere richiesti entro e non oltre il termine di dieci giorni antecedenti la chiusura della procedura informatica di compilazione della domanda online. 

Allegato CalendarioScadenze Isi 2022
prossimo aggiornamento entro il 21 febbraio 2023
Apertura della procedura informatica per la compilazione della domandain aggiornamento
Chiusura della procedura informatica per la compilazione della domandain aggiornamento
Download codici identificativiin aggiornamento
Regole tecniche per l’inoltro della domanda online e data di apertura dello sportello informaticoin aggiornamento
Pubblicazione elenchi cronologici provvisori in aggiornamento
Upload della documentazione
(efficace nei confronti degli ammessi agli elenchi pena la decadenza della domanda)
in aggiornamento
Pubblicazione degli elenchi cronologici definitiviin aggiornamento

DOCUMENTAZIONE

ALLEGATI

ALLEGATI

Fonte: INAIL

Bando Isi 2022, per le aziende 330 milioni per salute e sicurezza

Bando Isi 2022, per le aziende 330 milioni per salute e sicurezza

​A disposizione delle imprese che investono in salute e sicurezza sul lavoro arrivano 330 milioni, messi a disposizione dall’Inail, sotto forma di incentivi a fondo perduto per progetti di prevenzione. Questo il budget del nuovo bando Isi 2022, il cui estratto dell’avviso pubblico è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1° febbraio 2023.

I fondi, ripartiti in cinque assi di finanziamento, sono ripartiti in budget regionali/provinciali e differenziati in base ai destinatari e alla tipologia dei progetti che saranno realizzati.

Destinatarie dei finanziamenti sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura. Gli enti del terzo settore, inoltre, possono accedere ai fondi del secondo asse per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi. Ciascuna impresa può presentare una sola domanda, per un solo asse di finanziamento e per una sola tipologia di progetto. 

Il bando è stato presentato dall’Inail il 1° febbraio 2022 con una conferenza stampa durante la quale il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, ha anticipato la prossima predisposizione di un fondo per il risarcimento alle famiglie di studenti deceduti durante le attività formative. “Il bando Isi è un’occasione importante per le aziende perché finanzia investimenti in sicurezza e innovazione legati alla sicurezza sul lavoro – ha dichiarato il Ministro -. L’approccio a questa tematica, però, deve essere a 360 gradi e deve partire dalla prevenzione e soprattutto dalla cultura della sicurezza, da portare in ogni contesto in cui ci sono dei lavoratori e delle lavoratrici. L’obiettivo non è guardare solo i numeri degli infortuni ma fare in modo di non averne più”.

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali