Massa Carrara, sicurezza degli operatori sanitari

Massa Carrara, sicurezza degli operatori sanitari

Le iniziative della prefettura

Il prefetto di Massa Carrara Guido Aprea ha presieduto ieri un incontro presso il palazzo del Governo durante il quale sono state analizzate e valutate le misure più idonee a contrastare fenomeni di violenza e comportamenti illeciti che mettono a rischio la sicurezza degli operatori sanitari.

Verrà a breve ripristinato il presidio di Polizia presso il Nuovo Ospedale Apuane (NOA). A ciò si aggiungeranno passaggi e brevi soste delle Forze di Polizia nei pressi del Pronto Soccorso al fine di innalzare ulteriormente i livelli di sicurezza. 

È stata, altresì, vagliata la possibilità di provvedere all’installazione di due apparati di videosorveglianza nei pressi della sala d’attesa dello stesso Pronto Soccorso.

Alla riunione, oltre ai vertici Provinciali delle Forze di Polizia, hanno partecipato i direttori sanitari dell’Asl Toscana Nord-Ovest e dell’ospedale NOA di Massa.

Fonte: Ministero dell’Interno

Inail: Avviso pubblico ISI 2022

Inail: avviso pubblico ISI 2022

Finalità:
Il presente Avviso ha l’obiettivo di incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori rispetto alle condizioni preesistenti, nonché incoraggiare le micro e piccole imprese, operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, all’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, migliorare il rendimento e la sostenibilità globali e, in concomitanza, conseguire la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.

Destinatari dei finanziamenti:
L’iniziativa è rivolta:

  • a tutte le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura, secondo le distinzioni specificate in relazione ai diversi Assi di finanziamento; in particolare, quale intervento sistemico per la sicurezza sul lavoro, l’Asse 1.2 permette di sostenere gli investimenti per l’adozione di modelli organizzativi e responsabilità sociale anche alle imprese impegnate nei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (ex alternanza scuola lavoro)
  •  agli enti del terzo settore limitatamente all’asse di finanziamento 2

Progetti ammessi a finanziamento:
Sono finanziabili le seguenti tipologie di progetto ricomprese in 5 Assi di finanziamento: 

  • Progetti di investimento e Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale – Assi di finanziamento 1.1 e 1.2
  • Progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC) – Asse di finanziamento 2
  • Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto – Asse di finanziamento 3
  • Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività – Asse di finanziamento 4
  • Progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli – Asse di finanziamento 5.

Risorse economiche destinate ai finanziamenti:
Le risorse finanziarie destinate dall’Inail, ai progetti di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sono ripartite per regione/provincia autonoma e per assi di finanziamento.
Di tale ripartizione è data evidenza nell’allegato “Isi 2022 – risorse economiche” che costituisce parte integrante degli Avvisi pubblici regionali/provinciali pubblicati.

Il finanziamento, in conto capitale, è calcolato sulle spese ritenute ammissibili al netto dell’iva, come di seguito riportato.
a)    Per gli Assi 1, 2, 3 e 4 il finanziamento non supera il 65% delle predette spese, fermo restando i seguenti limiti: 

  • Assi 1, 2, 3, il finanziamento complessivo di ciascun progetto non potrà essere inferiore a 5.000,00 euro né superiore a 130.000,00 euro. Non è previsto alcun limite minimo di finanziamento per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale di cui all’allegato (Asse di finanziamento 1.2);
  • Asse 4, il finanziamento complessivo di ciascun progetto non potrà essere inferiore a 2.000,00 euro né superiore a 50.000,00 euro.

b)    Per l’Asse 5 il finanziamento è concesso nella misura del: 

  • 40% per la generalità delle imprese agricole (sub Asse 5.1)
  • 50% per giovani agricoltori (sub Asse 5.2)

e per ciascun progetto il finanziamento non potrà essere inferiore a 1.000,00 euro né superiore a 60.000,00 euro.
Modalità e tempistiche di presentazione della domanda:
Sul portale Inail – nella sezione Accedi ai Servizi Online – le imprese avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà loro, attraverso un percorso guidato, di inserire la domanda di finanziamento con le modalità indicate negli Avvisi regionali.
La domanda compilata e registrata, esclusivamente, in modalità telematica, dovrà essere inoltrata allo sportello informatico per l’acquisizione dell’ordine cronologico, secondo quanto riportato nel documento “Regole Tecniche e modalità di svolgimento”.
Le domande ammesse agli elenchi cronologici dovranno essere confermate, a pena di decadenza dal beneficio, attraverso l’apposita funzione on line di upload/caricamento della documentazione, come specificato negli Avvisi regionali/provinciali.
Le date di apertura e chiusura della procedura informatica, in tutte le sue fasi, saranno pubblicate sul portale dell’Istituto, nella sezione dedicata alle scadenze dell’Avviso Isi 2022, entro il 21 febbraio 2023.
Per informazioni e assistenza sul presente Avviso è possibile fare riferimento al numero telefonico 06.6001 del Contact center Inail.
È, anche, possibile rivolgersi al servizio Inail Risponde, nella sezione Supporto del portale.
Chiarimenti e informazioni di carattere generale sul presente Avviso possono essere richiesti entro e non oltre il termine di dieci giorni antecedenti la chiusura della procedura informatica di compilazione della domanda online. 

Allegato CalendarioScadenze Isi 2022
prossimo aggiornamento entro il 21 febbraio 2023
Apertura della procedura informatica per la compilazione della domandain aggiornamento
Chiusura della procedura informatica per la compilazione della domandain aggiornamento
Download codici identificativiin aggiornamento
Regole tecniche per l’inoltro della domanda online e data di apertura dello sportello informaticoin aggiornamento
Pubblicazione elenchi cronologici provvisori in aggiornamento
Upload della documentazione
(efficace nei confronti degli ammessi agli elenchi pena la decadenza della domanda)
in aggiornamento
Pubblicazione degli elenchi cronologici definitiviin aggiornamento

DOCUMENTAZIONE

ALLEGATI

ALLEGATI

Fonte: INAIL

Bando Isi 2022, per le aziende 330 milioni per salute e sicurezza

Bando Isi 2022, per le aziende 330 milioni per salute e sicurezza

​A disposizione delle imprese che investono in salute e sicurezza sul lavoro arrivano 330 milioni, messi a disposizione dall’Inail, sotto forma di incentivi a fondo perduto per progetti di prevenzione. Questo il budget del nuovo bando Isi 2022, il cui estratto dell’avviso pubblico è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1° febbraio 2023.

I fondi, ripartiti in cinque assi di finanziamento, sono ripartiti in budget regionali/provinciali e differenziati in base ai destinatari e alla tipologia dei progetti che saranno realizzati.

Destinatarie dei finanziamenti sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura. Gli enti del terzo settore, inoltre, possono accedere ai fondi del secondo asse per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi. Ciascuna impresa può presentare una sola domanda, per un solo asse di finanziamento e per una sola tipologia di progetto. 

Il bando è stato presentato dall’Inail il 1° febbraio 2022 con una conferenza stampa durante la quale il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, ha anticipato la prossima predisposizione di un fondo per il risarcimento alle famiglie di studenti deceduti durante le attività formative. “Il bando Isi è un’occasione importante per le aziende perché finanzia investimenti in sicurezza e innovazione legati alla sicurezza sul lavoro – ha dichiarato il Ministro -. L’approccio a questa tematica, però, deve essere a 360 gradi e deve partire dalla prevenzione e soprattutto dalla cultura della sicurezza, da portare in ogni contesto in cui ci sono dei lavoratori e delle lavoratrici. L’obiettivo non è guardare solo i numeri degli infortuni ma fare in modo di non averne più”.

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

Istat, PIL a +3.9% nel 2022 ma rallenta nel IV trimestre

Istat, PIL a +3.9% nel 2022 ma rallenta nel IV trimestre

L’economia italiana registra, dopo sette trimestri consecutivi di crescita, una lieve flessione congiunturale, mentre dal lato tendenziale continua, a ritmi meno sostenuti rispetto ai trimestri precedenti, il suo sviluppo.
La stima preliminare che ha, come sempre, natura provvisoria, riflette dal lato dell’offerta una contrazione dei settori dell’agricoltura e dell’industria, e una lieve crescita nel comparto dei servizi. Nel corso del 2022 il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato del 3,9% rispetto al 2021. Al quarto trimestre 2022, la variazione acquisita per il 2023 è pari a +0,4%.

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

Istat: il mercato del lavoro a dicembre 2022

Istat: il mercato del lavoro a dicembre 2022

A dicembre 2022, dopo il calo registrato a novembre, l’occupazione torna a crescere per effetto dell’aumento dei dipendenti permanenti e degli autonomi.

La crescita dei dipendenti permanenti e degli autonomi determina anche l’aumento dell’occupazione rispetto a dicembre 2021 (+334mila), a fronte di un numero di dipendenti a termine che risulta inferiore di 30mila unità.

Rispetto a novembre 2022, il tasso di occupazione sale al 60,5% (+0,1 punti), il tasso di disoccupazione è stabile al 7,8, mentre scende al 34,3% quello di inattività (-0,1 punti).

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

Istat: l’inflazione a gennaio si attesta al 10.1% su base annua

ISTAT: l’inflazione a gennaio si attesta al 10.1% su base annua

Le stime preliminari evidenziano la netta attenuazione dell’inflazione, che a gennaio si attesta al +10,1% (livello che non si registrava da settembre 1984, quando il NIC fece segnare la medesima variazione tendenziale). Il rallentamento è spiegato in primo luogo dall’inversione di tendenza dei Beni energetici regolamentati (-10,9% su base annua). Rimangono tuttavia diffuse le tensioni sui prezzi al consumo di diverse categorie di prodotti, quali gli alimentari lavorati, gli altri beni (durevoli e non durevoli) e i servizi dell’abitazione, che contribuiscono alla lieve accelerazione della componente di fondo. Si accentua inoltre a gennaio, la dinamica tendenziale dei prezzi dei carburanti.

Secondo le stime preliminari, nel mese di gennaio 2023 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e del 10,1% su base annua, da +11,6% nel mese precedente.

La flessione del tasso di inflazione si deve, principalmente, al forte rallentamento su base tendenziale dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +70,2% a -10,9%) e, in misura minore, di quelli degli Energetici non regolamentati (da +63,3% a +59,6%), degli Alimentari non lavorati (da +9,5% a +8,0%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,2% a +5,5%); gli effetti di tali andamenti sono stati solo in parte controbilanciati dall’accelerazione dei prezzi dei Beni alimentari lavorati (da +14,9% a +15,2%), dei Beni non durevoli (da +6,1% a +6,8%) e dei Servizi relativi all’abitazione (da +2,1% a +3,2%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale a gennaio da +5,8% del mese precedente a +6,0%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rimane stabile a +6,2%.

Su base annua, i prezzi dei beni evidenziano un profilo in rallentamento (da +17,1% a +14,2%), mentre quello relativo ai servizi evidenzia un lieve incremento (da +4,1% a +4,2%); si ridimensiona, quindi il differenziale inflazionistico negativo tra questi ultimi e i prezzi dei beni (da -13,0 di dicembre a -10,0 punti percentuali).

Si attenua la dinamica tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona che registrano un rallentamento su base tendenziale (da +12,6% a +12,2%), mentre al contrario si accentua quella dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +8,5% a +9,0%).

L’aumento congiunturale dell’indice generale si deve prevalentemente ai prezzi dei Servizi per l’abitazione (+1,6%), degli Alimentari lavorati (+1,5%), dei Beni durevoli e non durevoli (+0,8% per entrambi), degli Energetici non regolamentati (+0,7%); un effetto di contenimento deriva invece dal calo dei prezzi degli Energetici regolamentati (-24,7%) e di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (-1,6% a causa di fattori stagionali).

L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,3% per l’indice generale e a +3,2% per la componente di fondo.

In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dell’1,3% su base mensile, a causa dell’avvio dei saldi invernali dell’abbigliamento e calzature di cui l’indice NIC non tiene conto, e aumenta del 10,9% su base annua (in rallentamento da +12,3% di dicembre).

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

Contributi Inps 2023: minimali e massimali per i lavoratori dipendenti

Contributi Inps 2023: minimali e massimali per i lavoratori dipendenti

L’INPS con la circolare n. 11 del 1° febbraio 2023 fornisce i minimali e i massimali di riferimento della retribuzione giornaliera per il calcolo dei contributi dei lavoratori dipendenti. Le istruzioni dell’Istituto sono riferite alla generalità degli impiegati pubblici e privati compreso chi svolge attività part time e a domicilio.

Scarica la circolare INPS 11/2023

Perché non si può affidare la vigilanza al controllo diretto di Ferrovie

Perché non si può affidare la vigilanza al controllo diretto di Ferrovie

Salvini, d’intesa con FS, ha annunciato l’assunzione di 300 addetti l’anno per tre anni a tutela della sicurezza nelle stazioni italiane, sui treni e nelle aree ferroviarie. Se l’obiettivo è condivisibile, non posso dire altrettanto delle misure con le quali si intende raggiungerlo

Nei giorni scorsi il ministro Salvini, d’intesa con FS, ha annunciato l’assunzione di 300 addetti l’anno per tre anni a tutela della sicurezza nelle stazioni italiane, sui treni e nelle aree ferroviarie.

L’esigenza è evidentemente quella di rispondere al senso generale di insicurezza che emerge da tutti i sondaggi demoscopici degli ultimi anni, che trova una delle manifestazioni più eclatanti in corrispondenza di luoghi con grande passaggio di persone e dal contesto affatto peculiare quali le principali stazioni ferroviarie del Paese. I recenti fatti accaduti alla stazione Termini di Roma, che hanno profondamente colpito l’opinione pubblica sia per l’insensatezza dell’atto quanto per la consapevolezza che tutti siamo esposti ed inermi dinanzi a tali manifestazioni di violenza, hanno dato nuova linfa al senso di insicurezza di cui sopra. Ma se l’obiettivo perseguito dal ministro è certamente condivisibile e condiviso, non posso dire altrettanto delle misure con le quali si intende raggiungerlo. 

Il DM 154/2009 ha introdotto nell’ordinamento, infatti, il concetto di sicurezza sussidiaria (sussidiaria a quella svolta dalle Forze dell’Ordine), con riferimento, tra i molteplici ambiti di applicazione, alla sicurezza nelle stazioni ferroviarie, affidandola a guardie particolari giurate. In questi anni le gpg hanno assolto al loro compito con dedizione e professionalità e sono ormai riconosciute come pienamente integrate, è proprio il caso di dirlo, nel contesto delle principali stazioni ferroviarie dove, sotto il coordinamento delle Forze dell’Ordine e insieme a esse, sono percepite dagli utenti come un elemento di forte dissuasione verso il compimento di atti illeciti più o meno gravi. E d’altronde non è la gravità del fatto in sé, per fortuna non troppo frequente, a determinare la sensazione di insicurezza nel cittadino, quanto piuttosto una situazione di diffusa percezione di mancanza di presidio.

Ed è proprio questo l’ambito nel quale le guardie giurate possono svolgere al meglio il proprio ruolo sussidiario alle Forze dell’Ordine, lasciando a queste ultime compiti di alto profilo, e la ragione sottesa all’emanazione del DM 154/2009 (che, nei fatti, dà ulteriore applicazione al principio già sancito nel TULPS). Perché proprio sulla collaborazione tra pubblico e privato si fonda un sistema sicurezza Paese moderno ed efficiente, capace di ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche e valorizzare quelle private. 

Per altro quando si parla di sicurezza si affronta uno dei temi più delicati per la società, di rilevanza costituzionale, e si presuppone che gli operatori a esso dedicati, tutti, abbiano assicurata una adeguata formazione, corsi di aggiornamento periodici e alle spalle strutture adeguate da un punto di vista professionale, tecnologico e organizzativo che possano fornire all’impiegato in compito di sicurezza il necessario supporto: si parla, insomma, degli istituti di vigilanza privata.

E allora non si capisce la ratio in base alla quale un’attività di sicurezza di sicuro rilievo, sinora svolta con efficacia e professionalità, oggi affidata legittimamente agli IVP, dovrebbe essere portata sotto il controllo diretto di Ferrovie. La protezione aziendale di FS svolge un ruolo fondamentale per l’azienda, con risultati certamente apprezzabili. Ma confondere le due funzioni non garantirà maggiore sicurezza nelle nostre stazioni ferroviarie, semmai confusione di ruoli, esponendo peraltro tali operatori a rischi, anche di natura assicurativa e legale, che nel caso delle guardie giurate sono invece coperti dagli Istituti di Vigilanza. Senza dimenticare che le guardie giurate, per poter svolgere la loro professione, debbono essere a ciò autorizzate da un apposito decreto prefettizio che costituisce garanzia, tra le altre cose, di adeguata professionalità.

Infine, vale ricordare che i compiti che verrebbero assegnati al personale di FS non potrebbero in alcun caso prescindere dallo specifico perimetro riservato alle gpg, ovvero la sola tutela dei beni materiali e non delle persone. In proposito si potrebbe aprire una riflessione più ampia su quanto abbia senso, anche in ragione delle molteplici deroghe al principio introdotte per mezzo di norme speciali, limitare l’attività delle guardie giurate alla sola tutela dei beni e non anche delle persone, ma mi riservo di affrontare la questione in un articolo a questa dedicato.

In chiusura, chiedo al ministro Salvini di avviare un confronto con ASSIV, che in Confindustria rappresenta il comparto della vigilanza privata, perché il compito di vigilare nelle stazioni venga legittimamente riservato alle gpg, con indubbi vantaggi dal punto di vista economico, ma soprattutto di risultato.

Leggi l’articolo sull’HUffington Post

Il testo unico salute e sicurezza sul lavoro aggiornato a gennaio 2023: quali sono le novità?

Il testo unico salute e sicurezza sul lavoro aggiornato a gennaio 2023: quali sono le novità?

Pubblicato il testo coordinato del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nella versione di gennaio 2023. Focus sulle novità generali, sul DM 28 settembre 2021 e sull’accordo sancito il 27 luglio 2022.

Tiziano Menduto (Punto Sicuro)

L’Agenzia delle Entrate sulla tregua fiscale

L’Agenzia delle Entrate sulla tregua fiscale

L’Agenzia fornisce ulteriori chiarimenti sulle misure previste dalla cd. “Tregua fiscale”, riguardanti la regolarizzazione delle irregolarità formali, il ravvedimento speciale per le violazioni tributarie, l’adesione agevolata e la definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento, la chiusura delle liti tributarie e la regolarizzazione degli omessi pagamenti di rate dovute a seguito di acquiescenza, accertamento con adesione, reclamo o mediazione e conciliazione giudiziale

Circolare n. 2 del 27 gennaio 2023