Confindustria: Real Time Turnover Index – RTT in leggero aumento a giugno

RTT 2.0, risultato di un aggiornamento della metodologia e calcolato in base ai dati sul fatturato (destagionalizzato e deflazionato) del campione di imprese clienti di TeamSystem, registra un +0,1% a giugno, con variazioni positive in tutti i settori dell’economia.

Il dato aggregato di RTT per l’economia italiana

  • A giugno RTT indica un piccolo aumento: +0,1% normalizzato, dopo il calo di -0,4% registrato a maggio (Grafico 1).
  • Grazie a tale incremento e a quello di aprile, RTT registra una variazione di poco positiva nel 2° trimestre (+0,2% normalizzato).

RTT per i macro-settori produttivi

  • RTT a giugno indica un’industria in lieve recupero (+0,2%), dopo la forte flessione di maggio (Grafico 2).
  • Nei servizi si registra un maggior aumento a giugno (+0,7%), comunque insufficiente a recuperare il calo di maggio.
  • Anche RTT nelle costruzioni è in aumento (+0,7%), dopo la stabilità del mese precedente.
  • La variazione nel 2° trimestre è positiva per i servizi, un po’ meno per le costruzioni, negativa invece nell’industria (-0,8%).

RTT per le macro-aree

  • RTT a giugno è positivo in tutte le macro-aree, di più al Sud (+2,6%) e al Nord-Est (+1,4%; Grafico 3).
  • La variazione nel 2° trimestre è positiva al Nord-Ovest e al Centro, mentre è di poco negativa al Nord-Est e quasi nulla al Sud (-0,1%).

RTT per le dimensioni d’impresa

  • RTT a giugno registra un incremento per tutte le classi dimensionali, più ampio per le grandi imprese dopo il forte calo di maggio.
  • La variazione nel 2° trimestre è positiva per tutte le dimensioni, più ampia per le grandi imprese.

Fonte: Centro Studi Confindustria

Contro la criminalità giovanile le migliori esperienze europee puntano sulla prevenzione (Huffington Post)

Accanto all’indispensabile rafforzamento degli strumenti di contrasto, appare necessario promuovere una grande alleanza educativa tra famiglie, scuola, istituzioni, forze dell’ordine, mezzi di comunicazione e società civile. Anche il comparto della sicurezza privata può e deve svolgere un ruolo importante

L’approvazione da parte del governo del nuovo disegno di legge sulla sicurezza, già ribattezzato dal dibattito pubblico “decreto anti-maranza”, rappresenta una risposta politica e normativa a un fenomeno che negli ultimi anni ha alimentato un crescente senso di insicurezza nelle città italiane: l’aumento degli episodi di violenza giovanile, delle baby gang, dei vandalismi e delle aggressioni nei luoghi della movida e nelle aree urbane più frequentate. Le misure approvate dal Consiglio dei ministri introducono strumenti più incisivi per le Forze dell’Ordine, tra cui il divieto di aggregazione disposto dal Questore per soggetti ritenuti pericolosi, l’estensione del fermo preventivo anche ai minori coinvolti in comportamenti a rischio e un inasprimento delle sanzioni per gli atti vandalici commessi in gruppo. 

Si tratta di un intervento che nasce da un’esigenza reale. Negare l’esistenza del problema sarebbe un errore. I cittadini chiedono più sicurezza, soprattutto nei contesti urbani dove episodi di intimidazione, violenza gratuita e microcriminalità si manifestano con maggiore frequenza. Al tempo stesso, tuttavia, sarebbe altrettanto sbagliato pensare che la sola risposta repressiva possa risolvere un fenomeno che affonda le proprie radici nel disagio sociale, educativo e culturale di una parte del mondo giovanile.

Gli studi più autorevoli confermano infatti che la criminalità minorile è un fenomeno complesso. Il rapporto dell’Eurispes sulla devianza giovanile richiama la necessità di un approccio multidisciplinare che combini contrasto, prevenzione, inclusione sociale, interventi educativi e sostegno alle famiglie. Lo stesso report evidenzia come i social network possano amplificare e normalizzare comportamenti violenti, contribuendo a creare modelli emulativi tra i più giovani. 

Un ulteriore elemento che merita attenzione è la crescente evidenza che questi fenomeni non riguardano esclusivamente contesti sociali marginali o economicamente svantaggiati. Sempre più spesso, infatti, episodi di violenza, bullismo, vandalismo e aggressioni vedono coinvolti giovani provenienti da famiglie benestanti, inserite in contesti educativi e territoriali che, almeno in apparenza, non presentano particolari criticità socioeconomiche. Questo dato impone una riflessione più profonda sulle cause che alimentano tali comportamenti.

Accanto alle fragilità familiari e al disagio sociale, emerge infatti una progressiva erosione di alcuni fondamentali valori etici e civici che tradizionalmente hanno rappresentato punti di riferimento nella crescita delle nuove generazioni: il rispetto dell’autorità, il senso del limite, la responsabilità individuale e la consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni. A ciò si aggiunge il rischio di una crescente distanza dalla realtà concreta, favorita da un utilizzo spesso incontrollato dei social network e dalla diffusione di contenuti digitali nei quali la violenza viene spettacolarizzata, banalizzata o trasformata in elemento di successo e visibilità.

Non si tratta di attribuire un rapporto automatico di causa-effetto tra videogiochi, piattaforme digitali e comportamenti criminali, ma è innegabile che l’esposizione continua a modelli aggressivi, alla ricerca esasperata del consenso online e alla condivisione virale di episodi di prevaricazione possa contribuire ad abbassare la percezione della gravità di determinati comportamenti. In molti casi, infatti, i giovani autori di aggressioni o atti vandalici sembrano non percepire pienamente la natura criminale delle proprie azioni, considerandole piuttosto una forma di intrattenimento, di affermazione all’interno del gruppo o di ricerca di notorietà sui social. Da qui deriva anche un preoccupante senso di impunità, alimentato dalla convinzione che le conseguenze saranno limitate o inesistenti.

Per questa ragione, accanto all’indispensabile rafforzamento degli strumenti di contrasto, appare necessario promuovere una grande alleanza educativa tra famiglie, scuola, istituzioni, forze dell’ordine, mezzi di comunicazione e società civile, capace di ricostruire il senso della legalità e della responsabilità personale. La sicurezza urbana non può infatti essere affidata esclusivamente all’intervento repressivo: deve poggiare anche sulla capacità di trasmettere ai più giovani il valore del rispetto delle regole, della convivenza civile e della dignità della persona.

È proprio osservando ciò che accade nel resto d’Europa che emerge un elemento particolarmente interessante: i Paesi che hanno ottenuto i risultati migliori nel contenimento della criminalità giovanile non si sono limitati a rafforzare gli strumenti di polizia, ma hanno costruito strategie integrate. Nel Regno Unito, ad esempio, accanto a misure severe contro il porto di coltelli e le gang giovanili, sono stati sviluppati programmi di intervento precoce nelle scuole e nelle comunità locali. In Francia sono state rafforzate le attività di controllo nelle aree più critiche, ma parallelamente sono stati avviati percorsi di recupero e mediazione rivolti ai minori a rischio. In Germania e nei Paesi nordici il modello prevalente è quello della prevenzione sociale, con investimenti significativi nell’educazione, nello sport, nel sostegno psicologico e nella presenza di operatori territoriali capaci di intercettare il disagio prima che si trasformi in devianza.

L’esperienza europea suggerisce quindi una lezione chiara: la repressione è necessaria, ma da sola non basta. Le politiche più efficaci sono quelle che combinano sicurezza, educazione e inclusione. Lo stesso approccio è coerente con le strategie europee di contrasto alla criminalità e alla radicalizzazione giovanile, fondate sulla cooperazione tra istituzioni, forze di polizia, sistema scolastico, famiglie e società civile. 

In questo contesto anche il comparto della sicurezza privata può e deve svolgere un ruolo importante. ASSIV, che rappresenta le principali imprese italiane della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza, ritiene che la tutela dei cittadini debba fondarsi su una visione moderna della sicurezza integrata. Le guardie particolari giurate e gli operatori della sicurezza privata rappresentano ogni giorno un presidio qualificato in centri commerciali, stazioni, infrastrutture critiche, eventi pubblici e aree urbane ad alta frequentazione, contribuendo in modo complementare all’azione delle Forze dell’Ordine.

L’associazione è pronta a mettere a disposizione delle istituzioni la propria esperienza per sviluppare modelli più avanzati di prevenzione territoriale, valorizzando la collaborazione pubblico-privato, l’utilizzo delle nuove tecnologie, i sistemi di videosorveglianza intelligente e la raccolta tempestiva di informazioni utili alle autorità competenti. Allo stesso tempo, ASSIV sostiene la necessità di investire nella cultura della legalità, nella formazione dei giovani e nella responsabilizzazione delle comunità locali.

Il dibattito aperto dal decreto anti-maranza offre dunque un’occasione che va oltre l’emergenza del momento. Il vero obiettivo non deve essere soltanto punire chi delinque, ma costruire le condizioni affinché un numero sempre minore di ragazzi scelga la strada della violenza. Per riuscirci servono norme efficaci, controlli adeguati e presidi di sicurezza, ma anche scuole più forti, famiglie sostenute e comunità capaci di educare.

La sicurezza è un diritto fondamentale. Ma è anche una responsabilità collettiva. E l’Italia può trarre insegnamento dalle migliori esperienze europee per costruire un modello che sappia coniugare fermezza, prevenzione e inclusione. Solo così sarà possibile contrastare davvero il fenomeno delle baby gang e restituire ai cittadini il pieno e sicuro godimento dei propri quartieri e degli spazi pubblici, indispensabili per sostenere una socialità sempre più aggredita dalla comunicazione virtuale.Partecipa alla conversazione

Maria Cristina Urbano

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Nomine e movimenti di Prefetti del Consiglio dei Ministri del 23 Luglio 2026

Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, ha deliberato le nomine e il movimento di prefetti di seguito riportati.

dott.ssa Rosa RIFLESSO: da Avellino, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Bari;

dott.ssa Franca FICO: nominata prefetto, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Avellino;

dott. Clemente DI NUZZO: da Arezzo, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Catanzaro;

dott. Fabrizio STELO: da Teramo, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Arezzo;

dott.ssa Beatrice Agata MARIANO: nominata prefetto, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Teramo;

dott.ssa Grazia LA FAUCI: da Sassari, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Savona;

dott.ssa Carla DI QUATTRO: nominata prefetto, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Sassari;

dott.ssa Giovanna LONGHI: nominata prefetto, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Ascoli Piceno;

dott. Paolo CORRITORE: nominato prefetto, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Oristano.

Confindustria: Congiuntura Flash – Rincarano petrolio e gas, frenando l’economia italiana: il 3° trimestre parte in salita

Inizia male il 3° trimestre. La guerra in Iran è riesplosa a luglio e l’incertezza sui prossimi sviluppi è massima: ne ha risentito subito il prezzo del petrolio. Dopo aver già frenato il PIL italiano nel 2° trimestre, gli impatti della guerra si allungano ora anche sul 3°. L’inflazione resterà alta per un po’ e il canale del credito si sta irrigidendo. L’industria perde colpi dopo mesi di shock, gli investimenti frenano. I servizi si stabilizzano, grazie al rapido recupero del turismo estero, ma non crescono.

Prezzi di petrolio e gas in salita. La nuova escalation militare tra USA e Iran ha causato una caduta dei transiti di navi per lo Stretto (32% a metà luglio). Il prezzo del Brent, perciò, ha ripreso a salire (91 dollari al barile il 21/7), dopo una significativa discesa a giugno (a 72): di nuovo ben sopra i livelli di febbraio (69 in media), sebbene sotto il picco di maggio (104). Anche il prezzo del gas, che non è mai sceso vicino ai livelli di febbraio (33 euro/Mwh in media), ha virato nuovamente al rialzo (60 euro).

Dollaro apprezzato. Il dollaro, con la guerra nel Golfo, torna a essere visto come “valuta rifugio” (anche perché il petrolio è quotato in dollari): la domanda di valute sta andando in una direzione opposta a quella presa a seguito dei dazi nel 2025, quando i timori sull’economia USA portarono a una svalutazione consistente del dollaro che ora si sta, invece, rafforzando: 1,14 dollari per euro nella prima metà di luglio, da 1,18 in media a febbraio (pari a -3,4%). Ciò favorisce l’export dei paesi euro.

Rallentano gli investimenti. Nonostante l’aumento finora moderato dei tassi (3,67% a maggio, da 3,33% a febbraio), i prestiti alle imprese accelerano (+3,5% annuo); però, sono alimentati dalla domanda di liquidità per le bollette energetiche, meno per investimenti. A maggio si è fermata la crescita della produzione di beni strumentali e nel 2° trimestre sono calate le previsioni di spesa in investimenti.

Consumi: frenata in vista. Nel 1° trimestre la quota di risparmio è salita appena (8,0%), mentre il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto di più (+0,8%), dando ossigeno alla domanda. Nel 2°, però, il reddito è stato frenato da prezzi e lieve calo degli occupati (a maggio). Le vendite al dettaglio sono salite poco (+0,1% in volume) e a giugno c’è stato un nuovo calo degli acquisti di auto (-1,5%).

L’industria decelera. A maggio la produzione industriale è diminuita (-0,3%), per la caduta dei beni intermedi (-0,8%) e di consumo (-0,5%), mentre la crescita degli energetici (+4,6%) ha attutito la flessione; la variazione acquisita nel 2° trimestre resta positiva. A giugno il PMI manifatturiero è sceso, mantenendosi espansivo (52,2 da 52,9): calano le pressioni sui prezzi, ma inizia a scemare la domanda dettata dall’accumulazione di scorte in un contesto molto incerto.

Servizi stabilizzati. La spesa dei turisti stranieri in Italia è subito ripartita (+6,2% tendenziale a maggio a prezzi correnti, -0,8% a marzo). L’indice S&P Global PMI segnala una stabilizzazione dei servizi a giugno (50,2, da 49,4), coerente con quella mostrata dalla fiducia delle imprese del settore; secondo il PMI, ciò avviene grazie all’attenuarsi delle pressioni sui costi e a una risalita della domanda interna.

Export ancora in calo. A maggio l’export di beni diminuisce di -0,4% a prezzi costanti (-2,6% in aprile); nei primi cinque mesi resta comunque in crescita, a un ritmo inferiore alla media di lungo periodo. Molto eterogenee le dinamiche geografiche e settoriali: in aumento le vendite verso Svizzera e Cina, sostenute da metalli e farmaci; forte accelerazione verso il Mercosur (+21,2% tendenziale) nel 1° mese di applicazione dell’Accordo, grazie ai macchinari, oltre ai farmaci; in calo verso Turchia, Spagna, USA.

Eurozona: rimbalzo dei servizi. A maggio la produzione industriale è aumentata in Spagna (+1,2%) e anche in Germania (+0,8%), dove è divenuta positiva la crescita acquisita nel 2° trimestre; stagnante in Francia (-0,1%). A giugno, il PMI manifatturiero è rimasto quasi neutrale in Germania (50,3), è tornato espansivo in Francia (51,2), mentre è sceso sotto la soglia in Spagna (49,7). Nei servizi, rimbalzo diffuso dopo la flessione dovuta alla guerra, ma solo la Spagna ritorna in territorio espansivo (54,2).

USA in rallentamento. Mentre la FED ribassa le previsioni di crescita dell’economia, la produzione industriale a giugno aumenta meno delle attese (+0,1%; ma +1,0% nel 2° trimestre). Rimangono espansivi, anche se in calo, gli indici dei direttori degli acquisti di Chicago, PMI e ISM manifatturiero. La variazione degli occupati evidenzia, però, un peggioramento inatteso del mercato del lavoro americano, il quale fino a giugno-luglio non ha ancora intaccato la fiducia dei consumatori.

Cina trainata dall’export. Nel 2° trimestre il PIL cinese ha rallentato a +4,3% annuo (+5,0% nel 1°), sotto il target (4,5-5,0%): pesano la debolezza della domanda interna (investimenti -5,7% annuo nel semestre, vendite al dettaglio +1,0% a giugno) e lo shock petrolifero. Tiene invece l’industria: produzione a +5,3% annuo a giugno e PMI manifatturiero in espansione per il settimo mese (51,7); a trainare è l’export (+27,0% annuo, massimo da fine 2021), spinto dal boom dei semiconduttori, legato all’IA.

Inflazione: anche se temporanea, pesa sulla crescita

Prezzi al consumo surriscaldati. I dati Istat mostrano un brusco aumento dell’inflazione in Italia, con il picco a maggio (+3,2%, da +1,0% a gennaio). Ciò è stato dovuto allo shock sui prezzi petroliferi da inizio marzo, innescato a sua volta dalla guerra nel Golfo Persico che ha causato forti limitazioni ai transiti di navi nello stretto di Hormuz. Analogo picco è stato toccato nell’intera Eurozona (+3,2% a maggio). L’inflazione nel 2026, tuttavia, finora è molto inferiore rispetto al massimo mensile toccato nel 2022 (+11,8% in Italia).

Inflazione transitoria o permanente? Le stime di giugno della BCE indicano che il picco di inflazione in Europa si avrebbe quest’anno (+3,0% in media, +3,4% nel 4° trimestre), mentre nel prossimo ci sarebbe un calo (+2,3% e +1,9%). La Commissione UE ha uno scenario simile. Il balzo nell’inflazione potrebbe, quindi, dimostrarsi temporaneo. Ma molto dipenderà dagli sviluppi su prezzo del petrolio e Hormuz (a luglio di nuovo quasi chiuso). La flessione dell’inflazione a giugno (+3,0%) non deve illudere: da sempre è un fenomeno “vischioso”, la moderazione non sarà istantanea: nel 2023 l’inflazione italiana ha impiegato 12 mesi a scendere da +12,0% a +1,0%. Inoltre, anche con un’inflazione transitoria, il gradino nel livello dei prezzi resta ed esercita effetti di segno negativo sul PIL.

Aumento limitato per la core. La misura core dei prezzi (al netto di energia e alimentari) è al +1,8%, da +1,7% medio nel 2025: l’esperienza del 2022 ha insegnato che tende a salire circa 6 mesi dopo uno shock esogeno sui prezzi energetici; poi rallenta con un ritardo simile, rispetto all’inflazione totale. Nella misura core ci sono anche i prezzi dei servizi di trasporto, che risentono molto dei carburanti e hanno un andamento volatile (massimo a +2,9% a febbraio, minimo a +0,6% in aprile), che rende più difficile individuare il trend di medio termine. Secondo la previsione BCE, la core arriverebbe a un picco di +2,7% nel 1° trimestre 2027, in ritardo di alcuni mesi sull’indice totale, come in passato. Gli effetti di second round, legati all’aumento dei costi energetici nell’industria e nei servizi e al trasferimento parziale/totale sui loro prezzi, sarebbero moderati. Ma in scenari peggiori per il petrolio, la core potrebbe salire di più e in modo più persistente nel 2027.

Moderato rialzo delle aspettative. Le misure di mercato delle attese sui prezzi prevalenti tra gli operatori economici hanno registrato un aumento significativo da fine febbraio, ma solo quelle a breve. Le attese implicite negli inflation linked swap a 1 anno, infatti, hanno toccato un picco di +2,36% a fine aprile e poi +2,25% a luglio, da un minimo di +1,70% a inizio anno. Si tratta, comunque, di un aumento inferiore rispetto a quello dell’inflazione effettiva. Invece, le aspettative di medio termine sui prezzi (swap a 5 anni), sono rimaste piuttosto stabili intorno al +2,10%, con un aumento di appena 0,15: “ben ancorate”, come si augura la BCE.

Decisioni prudenti della BCE sui tassi. Francoforte teme il potenziale determinarsi di impatti inflazionistici oltre il breve termine, tramite le attese, perciò ha voluto dare un segnale agli operatori con il piccolo rialzo dei tassi a giugno. Stavolta i mercati non si attendono una rapida serie di rialzi dei tassi, come nel 2022, ma un altro +0,25 a fine anno. La stessa Presidente Lagarde ha quasi escluso uno scenario molto restrittivo, ma senza chiudere la porta a qualche altro ritocco al rialzo nei prossimi mesi. Ad ogni modo, anche se ci si limitasse a uno/due rialzi dei tassi nel 2026, questi contribuiranno a frenare consumi e investimenti attraverso il canale del credito bancario. E ciò si somma all’effetto restrittivo già dovuto ai prezzi più alti.

Impatto recessivo sulla fiducia. Anche calcolando le attese di aumenti dei prezzi secondo i consumatori italiani si registra un picco in aprile, poco inferiore a quello del 2022, e poi una parziale moderazione a maggio-giugno (dati Commissione UE). Ciò è stato sufficiente a erodere la fiducia complessiva delle famiglie, che proprio in aprile è scesa ai minimi, restando poi molto bassa: c’è infatti una correlazione negativa molto forte tra la componente “prezzi” e la fiducia totale, soprattutto in corrispondenza dei picchi/minimi. La minor fiducia delle famiglie, a sua volta, inciderà negativamente sull’andamento dei consumi privati in Italia. Sono dunque tre i fattori che freneranno l’economia, anche se (senza altri shock) l’inflazione rientrasse presto.

Fonte: Centro Studi Confindustria

ICMQ: Corso su “Come redigere un’offerta vincente in appalti da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa” – 7 settembre 2026 dalle ore 9.00 alle ore 18.00, in modalità online sincrona

Il corso offre ai partecipanti la formazione per completare e predisporre un’offerta vincente per un appalto di servizi e/o lavori aggiudicato, tramite il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Esso intende guidare i partecipanti nel destreggiarsi tra le clausole, richieste e documentazioni necessarie al corretto inoltro di un’offerta completa e vincente.

OBIETTIVI

Obiettivo del corso è proprio quello di formare i partecipanti attraverso lo sviluppo di casi reali e principi guida e opportune metodologie e tecniche finalizzati ad un’offerta vincente (da parte di un’impresa, di una società di ingegneria o di uno studio professionale), stante il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi del D.lgs 36/2023 e nuovo Correttivo.

PROGRAMMA

Il corso intende guidare i partecipanti nel destreggiarsi tra le clausole, richieste e documentazioni necessarie al corretto inoltro di un’offerta completa e vincente.

Saranno affrontate le previsioni in materia di offerta economicamente più vantaggiosa di cui al Codice dei Contratti Pubblici, D.lgs. 36/2023 e D.lgs 209/24 Correttivo, che delinea i possibili criteri e le metodologie di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per appalti di servizi di progettazione e DL, nonché per appalti di progettazione e/o costruzione e per appalti di servizi ispettivi.

La predisposizione di una completa ed esaustiva relazione metodologica, detta anche Piano di Gestione Qualità, coerente con le prescrizioni richieste dalla Stazione Appaltante, potrà esprimere in modo opportuno nell’offerta CHI, COSA, DOVE, QUANDO, PERCHE’, COME e QUANTO (trattasi dunque, di un’offerta gestita con le metodologie di Project Management).

Verrà studiata l’offerta con le succitate metodologie e tecniche di Project Management; Agli elementi qualitativi, sono attribuiti il massimo punteggio; Il D.lgs 36/2023 non prevede più un punteggio nell’offerta economica con il limite del 30%. Prevede comunque un equilibrio tra i punteggi dell’offerta tecnica e dell’offerta economica.

Da parte del relatore, sarà illustrata anche la richiesta sempre più frequente di offerte con il “criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”, che dovrà ormai comprendere la metodologia BIM e le fondamentali interazioni tra BIM – Project Management e Life Cycle Costing.

A tal riguardo, infatti, sempre più spesso, molte Stazioni Appaltanti pubbliche in relazione ad appalti di progettazione, costruzione e di servizi attinenti all’ingegneria e l’architettura, vengono evidenziati tra gli elementi di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa “professionalità e adeguatezza dell’offerta” e “caratteristiche metodologica dell’offerta”  da esplicitarsi tutte tramite la relazione metodologica (o Piano di Qualità). Non esiste più il riferimento di legge, se pure come esempio, dei criteri di riferimento per l’offerta economicamente più vantaggiosa.

Per la progettazione, non c’è più la progettazione definitiva, e quella esecutiva è a cura dell’impresa. In gara lo studio di fattibilità tecnico economico.

QUOTE

Prezzo di listino 300,00 € IVA esclusa

Prezzo clienti ICMQ 250,00 € IVA esclusa

Sono previste scontistiche ulteriori per iscrizioni multiple.

Maggiori informazioni e scheda di iscrizione al seguente link

Agli Associati ASSIV è prevista una tariffa agevolata

ASSIV incontra la politica: il Corriere della Sera Roma racconta il valore di un dialogo che guarda al futuro della sicurezza

Con l’approfondimento pubblicato oggi dal Corriere della Sera Roma si conclude il percorso di uscite dedicate alla prima edizione di “ASSIV incontra la politica”, il format promosso da ASSIV per creare un confronto diretto tra rappresentanti delle istituzioni e imprenditori della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza.

A differenza delle precedenti pubblicazioni, dedicate ai singoli podcast, il quotidiano propone una lettura complessiva dell’iniziativa, evidenziando come il progetto abbia rappresentato un nuovo modello di comunicazione istituzionale capace di mettere al centro il dialogo, il confronto e l’approfondimento.

Nel corso dei sei episodi hanno preso parte esponenti delle principali forze politiche e rappresentanti del mondo della sicurezza privata, affrontando temi centrali per il sistema Paese: dalla sicurezza urbana alla protezione delle infrastrutture critiche, dalla sicurezza sanitaria alla cybersicurezza, fino al rapporto tra sicurezza, diritti, coesione sociale e collaborazione tra pubblico e privato.

Il valore del progetto risiede soprattutto nell’aver sperimentato un linguaggio diverso rispetto ai tradizionali strumenti della comunicazione politica. Il podcast ha consentito infatti ai protagonisti di confrontarsi senza i vincoli del dibattito televisivo o dell’intervista tradizionale, favorendo riflessioni approfondite e un dialogo diretto con il mondo delle imprese.

Il Corriere della Sera Roma sottolinea come la sicurezza contemporanea non possa più essere interpretata esclusivamente come attività di controllo, ma come un sistema complesso che coinvolge prevenzione, innovazione tecnologica, resilienza, tutela delle infrastrutture strategiche e collaborazione istituzionale. Una visione che ASSIV promuove da tempo e che il progetto ha contribuito a raccontare attraverso il confronto tra politica e operatori del settore.

Con questa pubblicazione si conclude la prima edizione di “ASSIV incontra la politica”, un percorso che ha visto una significativa attenzione da parte della stampa nazionale e locale, confermando l’interesse verso un format capace di avvicinare istituzioni e imprese attraverso un confronto concreto sui temi della sicurezza.

ASSIV continuerà a promuovere occasioni di dialogo e approfondimento, nella convinzione che una sicurezza moderna si costruisca anche attraverso il confronto tra tutti gli attori che quotidianamente contribuiscono alla tutela del Paese.

Il Tribunale di Genova blinda il CCNL Vigilanza Privata come unico contratto leader del comparto.

La recente sentenza n. 2813/2024 emessa dal Tribunale di Genova, Sezione Lavoro, pubblicata in data 19 marzo 2026, offre un quadro interpretativo di fondamentale importanza per le imprese che operano nel settore della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza.

In tale pronuncia, infatti, il Tribunale genovese, in funzione di giudice del reclamo ex art. 28 L. 300/1970 contro un decreto di accoglimento emesso nella prima fase di un procedimento instaurato per condotta antisindacale, riafferma con eccezionale chiarezza i criteri rigorosi che presiedono alla misurazione della rappresentatività comparata dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL), e  ha riconosciuto il CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari (ora denominato CCNL Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza) come contratto leader della categoria.

La vicenda scaturisce dal tentativo unilaterale di un’azienda di abbandonare le trattative in corso con le sigle sindacali maggioritarie per applicare improvvisamente un altro CCNL, sottoscritto da un’unica sigla sindacale, sottoscrivendo contestualmente un accordo di prossimità ex art. 8 del D.L. 138/2011.

Il Tribunale di Genova, rigettando l’opposizione della società datrice di lavoro e confermando integralmente il decreto di prime cure,  aderendo all’interpretazione fornita dal giudice del primo grado, ha ravvisato gli estremi dell’antisindacalità della condotta perpetrata dall’azienda per due ordini di motivi: la violazione insanabile degli obblighi di informazione e consultazione sindacale previsti dal d.lgs. n. 25/2007, aggravata dall’avvenuta estromissione del sindacato maggioritario in costanza di una trattativa formalizzata, e il difetto assoluto di legittimazione in capo al sindacato firmatario del contratto di prossimità per carenza del requisito legale della maggiore rappresentatività comparata.

Il passaggio cardine della pronuncia in esame risiede nell’analisi stringente compiuta dal Giudice sulla nozione di “sindacato comparativamente più rappresentativo”. Richiamando autorevole giurisprudenza amministrativa e di merito, la sentenza sottolinea come l’avverbio “comparativamente” introduca una rigida valutazione selettiva e un confronto ponderato tra le effettive capacità rappresentative delle diverse associazioni, isolando l’unica sigla (o blocco di sigle) che dimostri la preminenza assoluta nel settore.

I giudici liguri hanno basato tale scrutinio su dati oggettivi ed evidenze statistiche ufficiali fornite dal CNEL e dal Ministero del Lavoro, tracciando un divario inequivocabile tra il CCNL leader del comparto (ossia il CCNL sottoscritto da ASSIV) e i contratti alternativi non leader.

A fronte di tale sproporzione, il Tribunale ha accertato che l’altra sigla sindacale coinvolta “in sostituzione” possedeva una consistenza associativa (circa 150.000 iscritti complessivi a livello nazionale nei vari comparti) pari ad appena il 20% dell’Organizzazione sindacale pretermessa, evidenziando inoltre una presenza nettamente inferiore in tutti gli organismi istituzionali partecipativi (INPS, CNEL, Ispettorati del Lavoro).

Da questa rigorosa mappatura della rappresentatività discende l’inevitabile caducazione dell’accordo di prossimità, conformemente con quanto previsto dalla normativa (art. 8 della Legge n. 148/2011) che subordina l’efficacia erga omnes dei contratti di prossimità alla sottoscrizione da parte di associazioni dei lavoratori “comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”.

La stipula di un’intesa peggiorativa con un soggetto privo di tale requisito non solo priva l’accordo di qualsiasi valore legale ed efficacia sanante, ma, come lucidamente evidenziato in sentenza, integra un’illegittima forma di sostegno datoriale ad altra organizzazione sindacale.

Per il comparto della Vigilanza Privata e dei Servizi di Sicurezza, questa pronuncia rappresenta un successo politico e giuridico di prima grandezza. Essa certifica l’efficacia e la bontà del percorso di regolamentazione del mercato e di qualificazione dell’offerta portato avanti da ASSIV anche attraverso il CCNL Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza, che si conferma, come certificato anche dalla recentissima pronuncia oggi commentata, l’unico standard contrattuale leader per la categoria.

L’adozione del contratto leader rappresenta infatti un presidio di legalità e di contrasto al dumping salariale, garantendo univoci standard di mercato e assicurando tutele economiche e normative capaci di valorizzare la professionalità degli operatori e di favorire un clima di stabilità e coesione all’interno delle aziende del settore.

Ne consegue che l’applicazione di altri contratti collettivi non rappresentativi, sottoscritti da sigle minoritarie, continua a rappresentare per le aziende un rischio concreto, esponendole al contenzioso per condotta antisindacale, a una drastica perdita di competitività sul mercato, a forti penalizzazioni nelle procedure di appalto e all’innesco di una spirale di contenziosi individuali e collettivi.

Scarica la sentenza n. 2813/2024 del Tribunale di Genova

Antonio Lamberti, Avvocato giuslavorista e Dottore di ricerca in diritto del lavoro – Università degli studi di Siena

Il Nuovo Quotidiano di Puglia approfondisce ASSIV incontra la politica: il podcast che dà spazio al confronto

La rassegna stampa dedicata a “ASSIV incontra la politica” continua ad arricchirsi con una nuova pubblicazione. Dopo gli approfondimenti apparsi su la Repubblica Roma, Il Tempo, Leggo Roma e Milano, Corriere Adriatico, Il Mattino, Il Messaggero e Il Gazzettino, anche il Nuovo Quotidiano di Puglia – edizione Lecce dedica un ampio spazio al format promosso da ASSIV.

L’articolo propone una riflessione sul modo in cui oggi si comunica la sicurezza, evidenziando come temi complessi e strategici richiedano tempi e strumenti capaci di favorire il confronto e l’approfondimento, superando la logica della comunicazione immediata. In questo contesto, il podcast viene presentato come un formato innovativo che restituisce valore all’ascolto e al dialogo tra istituzioni e mondo imprenditoriale.

È proprio da questa visione che nasce ASSIV incontra la politica”: un progetto che ha scelto di mettere attorno allo stesso tavolo rappresentanti del Parlamento e protagonisti della vigilanza privata per affrontare, con il tempo necessario, le principali sfide della sicurezza contemporanea. Un approccio che ha consentito di sviluppare un confronto articolato su temi quali sicurezza urbana, infrastrutture critiche, cybersicurezza, sicurezza sanitaria, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, formazione e collaborazione tra pubblico e privato.

Il quotidiano ripercorre l’intero ciclo dei sei podcast, evidenziando come ogni episodio abbia contribuito ad approfondire un diverso aspetto della sicurezza, restituendo una visione complessiva di un settore sempre più chiamato a operare attraverso competenze multidisciplinari, tecnologie avanzate e una stretta collaborazione con le istituzioni.

Il messaggio che emerge con forza è che la sicurezza non può essere ridotta a uno slogan o a una risposta emergenziale. Richiede ascolto, conoscenza, confronto e la capacità di mettere in relazione esperienze e punti di vista differenti. È questo il valore aggiunto che ASSIV incontra la politica” ha voluto offrire: creare uno spazio nel quale il tempo diventa uno strumento di approfondimento e di costruzione di una cultura della sicurezza più consapevole e partecipata.

Con questa nuova uscita prosegue il percorso di diffusione nazionale del progetto, che continua a raccogliere l’attenzione della stampa e a confermare l’interesse verso un modello di comunicazione innovativo, capace di mettere direttamente in dialogo il mondo delle istituzioni con quello delle imprese della sicurezza privata.

ASSIV incontra la politica continua il suo percorso sui media: il format protagonista anche su Il Gazzettino di Venezia Mestre

La rassegna stampa dedicata ad “ASSIV incontra la politica” continua ad ampliarsi. Dopo le pubblicazioni su la Repubblica Roma, Il Mattino di Napoli, Leggo (edizioni Roma e Milano), Il Messaggero di Roma, Il Tempo e Corriere Adriatico, oggi è Il Gazzettino – edizione Venezia Mestre a dedicare un ampio approfondimento al progetto promosso da ASSIV.

L’articolo ripercorre il percorso costruito dall’Associazione attraverso i sei episodi del podcast, evidenziando come il confronto tra rappresentanti delle istituzioni e protagonisti della sicurezza privata abbia affrontato i principali temi che oggi interessano il sistema Paese: dalla sicurezza urbana alla tutela delle infrastrutture critiche, dalla sicurezza sanitaria alla cybersicurezza, fino all’innovazione tecnologica, alla formazione e alla collaborazione tra pubblico e privato.

Il quotidiano sottolinea il carattere innovativo del format, che ha scelto il linguaggio del podcast per creare uno spazio di approfondimento capace di andare oltre la tradizionale comunicazione istituzionale. Un percorso che ha permesso di mettere a confronto esponenti del Parlamento e rappresentanti del settore, offrendo un’occasione di dialogo sui cambiamenti che stanno interessando il mondo della sicurezza privata e il suo contributo alla tutela dell’interesse nazionale.

Particolare rilievo viene dato alla visione complessiva che emerge dai sei incontri: la sicurezza non è più soltanto controllo e vigilanza, ma un sistema integrato che comprende prevenzione, resilienza, protezione delle infrastrutture strategiche, sicurezza sanitaria, innovazione e capacità di collaborazione tra istituzioni e imprese. È questa la fotografia restituita dal progetto ASSIV, che propone una lettura moderna dell’evoluzione del comparto e del ruolo sempre più strategico della vigilanza privata.

La pubblicazione su Il Gazzettino rappresenta un’ulteriore conferma dell’interesse che il progetto sta riscuotendo a livello nazionale. La crescente attenzione della stampa testimonia come il dibattito promosso da ASSIV abbia saputo intercettare temi di grande attualità, contribuendo a diffondere una cultura della sicurezza fondata sul dialogo, sulle competenze e sulla collaborazione istituzionale.

Con questa nuova uscita prosegue il percorso di valorizzazione di “ASSIV incontra la politica”, un’iniziativa nata per offrire uno spazio di confronto qualificato e che continua a rafforzare il ruolo dell’Associazione quale interlocutore autorevole sui temi della sicurezza privata e dell’interesse nazionale.