Decreto Primo Maggio: un’occasione per rafforzare qualità e legalità (Huffington Post)

Il provvedimento introduce un insieme articolato di misure che intervengono su salari, incentivi all’occupazione e contrasto alle forme più sofisticate di irregolarità, ridisegnando in parte le condizioni operative di molti comparti, tra cui quello della vigilanza privata

L’approvazione definitiva della legge di conversione del cd Decreto Primo Maggio segna un passaggio rilevante nel percorso di riforma del mercato del lavoro italiano. Il provvedimento introduce un insieme articolato di misure che intervengono su salari, incentivi all’occupazione e contrasto alle forme più sofisticate di irregolarità, ridisegnando in parte le condizioni operative di molti comparti, tra cui quello della vigilanza privata.

Il riferimento al cosiddetto “salario giusto”, ancorato ai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, rappresenta senza dubbio un elemento positivo. Per un settore come quello della sicurezza privata, che negli anni ha subito fenomeni di dumping contrattuale e competizione al ribasso, si tratta di un principio coerente con le proposte da tempo avanzate da ASSIV, finalizzate a garantire livelli minimi di qualità, legalità e tutela dei lavoratori. Continuo a insistere, tuttavia, sulla imprescindibile considerazione che misure di tal fatta, per esplicare al meglio il loro effetto, richiedono una profonda revisione delle modalità con le quali le stazioni appaltanti pubbliche procedono a redigere i bandi di gara e valutare le offerte. L’esperienza induce a temere che il tutto possa tradursi in un impatto sui costi operativi delle imprese, in un settore caratterizzato da elevata incidenza del costo del lavoro e da margini limitati, senza che si riesca davvero a superare la logica del massimo ribasso. Un equilibrio non semplice, che richiede politiche coerenti su appalti, tariffe e riconoscimento del valore dei servizi di sicurezza, evitando che l’inasprimento degli obblighi retributivi si traduca in una compressione della sostenibilità economica degli operatori.

Analogamente, il rafforzamento del legame tra incentivi pubblici e rispetto degli standard contrattuali introduce un meccanismo virtuoso, che premia le imprese che operano correttamente e contribuisce a ridurre le distorsioni competitive. Mi auguro che tale principio non venga aggirato disapplicando la norma, fenomeno cui abbiamo già assistito in passato quando la pubblica amministrazione, per ragioni assai discutibili, non ha dato piena applicazione alle sanzioni derivanti dal mancato rispetto da parte degli istituti di vigilanza dei parametri qualitativi introdotti dalla riforma del comparto, in danno delle tante aziende virtuose che avevano provveduto in tal senso, con costi non trascurabili.

Come sempre, pertanto, l’efficacia delle nuove disposizioni dipenderà in larga parte dalla loro concreta attuazione: dalla definizione chiara dei criteri di rappresentatività, dalla capacità di individuare correttamente il contratto di riferimento e, soprattutto, dall’intensità dei controlli. In assenza di questi presidi, il rischio è che le norme restino enunciazioni di principio, senza incidere realmente sulle dinamiche del mercato. 

Nel complesso, il Decreto rappresenta un segnale politico importante, riaffermando il nesso tra qualità del lavoro, sicurezza e legalità. Perché tale obiettivo si realizzi pienamente, è necessario proseguire nel solco di un confronto strutturato con le parti sociali, valorizzando il ruolo delle associazioni di categoria e consolidando un quadro regolatorio che riconosca alla vigilanza privata il ruolo strategico che già oggi svolge per il sistema Paese.

Maria Cristina Urbano

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Confindustria: Indagine Rapida – Giugno 2026: aspettative di produzione stabili, ma la guerra spinge i costi di energia e trasporti

  • – L’indagine rapida presso le grandi imprese industriali associate a Confindustria a giugno 2026 indica attese di stabilità della produzione e un lieve miglioramento rispetto a maggio. Quasi la metà degli intervistati prevede una produzione stabile (47,3% da 43,9%). La quota di chi si attende un aumento moderato o rilevante (43,9%) resta pressoché stabile. Infine, la quota di coloro che si attendono un calo è pari all’8,8% (da 14,3% nella rilevazione precedente; Grafico 1).
  • – La domanda e gli ordini si confermano anche a giugno i principali fattori a supporto della produzione; torna positivo anche il giudizio sulla disponibilità di impianti.
  • – I costi di produzione restano il principale fattore di freno, con saldi ancora molto negativi; rimangono critiche anche la disponibilità di materiali e le condizioni finanziarie, mentre peggiora il giudizio sulla disponibilità di manodopera.
  • – Nel questionario di giugno è stato chiesto alle imprese di indicare i principali problemi e ostacoli legati al conflitto in Medio Oriente, distinguendo tra le criticità già riscontrate e quelle che potrebbero emergere in assenza di una tregua duratura. Dalle risposte raccolte emerge che i principali problemi sperimentati sono il costo delle materie prime energetiche, segnalato come fattore più rilevante dal 28,2% delle imprese, seguito dai costi di trasporto, logistica e assicurazione (21,4%) e dall’aumento del costo delle materie prime non energetiche e degli input intermedi (15,0%).
  • – In caso di mancata stabilizzazione del quadro geopolitico, la principale preoccupazione riguarda l’ulteriore incremento dei costi di trasporto e di assicurazione, indicato dal 19,7% delle imprese rispondenti. Seguono il rincaro delle materie prime non energetiche (19,4%) e il rischio di ostacoli o di una riduzione delle esportazioni verso i paesi coinvolti nel conflitto, che rappresenta il terzo fattore di rischio più citato dagli intervistati (17,9%) (Grafico 2).

Fonte: Centro Studi Confindustria

Confindustria: Real Time Turnover Index – RTT in calo a maggio

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RTT 2.0, risultato di un aggiornamento della metodologia e calcolato in base ai dati sul fatturato (destagionalizzato e deflazionato) del campione di imprese clienti di TeamSystem, registra un -0,4% a maggio, dovuto al calo in industria e servizi, meno nelle costruzioni.

Il dato aggregato di RTT per l’economia italiana

  • A maggio RTT indica una flessione: -0,4% normalizzato, dopo il +0,3% di aprile (Grafico 1).
  • Nonostante tale calo, RTT continua a registrare una variazione acquisita positiva nel 2° trimestre, grazie agli aumenti precedenti.

RTT per i macro-settori produttivi

  • RTT a maggio indica un’industria in flessione (-2,5%), dopo un andamento mediamente quasi stabile nei tre mesi precedenti (Grafico 2).
  • Nei servizi si registra un calo a maggio (-1,6%), dopo gli aumenti significativi tra febbraio e aprile.
  • Anche RTT nelle costruzioni è in calo (-0,3%), ma più limitato rispetto agli altri settori.
  • La variazione acquisita per il 2° trimestre resta positiva per servizi e costruzioni, diventa negativa nell’industria.

RTT per le macro-aree

  • RTT a maggio è negativo in tutte le macro-aree, di più al Sud (-1,8%) e al Nord-Est (-1,4%; Grafico 3).
  • La variazione acquisita per il 2° trimestre rimane positiva al Nord-Ovest e al Centro, mentre diventa negativa al Nord-Est e nel Sud.

RTT per le dimensioni d’impresa

  • RTT a maggio registra un calo per tutte le classi dimensionali, più ampio per le grandi imprese dopo i forti aumenti precedenti.
  • La variazione acquisita per il 2° trimestre è positiva per tutte le dimensioni, ma quasi nulla per le grandi imprese.

Fonte: Centro Studi Confindustria

ICMQ: Corso Il budget e il controllo di gestione, in azienda e per commessa – 11, 18 e 25 settembre 2026 dalle ore 9.00 alle ore 18.00 in modalità online sincrona

Tra gli strumenti di pianificazione e controllo di gestione il Budget ricopre un ruolo sempre più essenziale. Chi ha responsabilità in azienda deve essere in grado definire degli obiettivi e valutare in corso d’opera i risultati delle attività gestite per individuare, comprendere e correggere gli eventuali scostamenti rispetto ai target pianificati e condivisi.

OBIETTIVI

Il corso fornisce, con il primo modulo, le conoscenze necessarie per comprendere i meccanismi di un’efficiente pianificazione della gestione e per valutare gli aspetti economici/finanziari nonché quelli commerciali dell’area di business di competenza. Nel secondo modulo, attraverso la creazione dello strumento del Budget di commessa, fornisce una metodologia analitica del calcolo dei costi per portare l’azienda alla redditività desiderata e coerente con quella del più ampio sistema del Budget d’impresa.

PROGRAMMA

Il corso, della durata di 24 ore, si sviluppa in due moduli, nelle seguenti date e orari: 11, 18 e 25 settembre 2026 dalle ore 9.00 alle ore 18.00

BUDGET IN AZIENDA (2gg) – Modulo 1

Tra gli strumenti di pianificazione e controllo di gestione il Budget ricopre un ruolo sempre più essenziale.

Chi ha responsabilità in azienda deve essere in grado definire degli obiettivi e valutare in corso d’opera i risultati delle attività gestite per individuare, comprendere e correggere gli eventuali scostamenti rispetto ai target pianificati e condivisi.

La nuova legge sulla Crisi d’impresa, Decreto legislativo 12/01/2019 n° 14 G.U. 14/02/2019 attribuisce implicitamente al budget e al sistema di forecast un ruolo ancora più importante rispetto al passato venendo chiesto alle aziende di dimostrare la indiscutibile capacità di far fronte, nel breve e nel medio periodo, agli impegni finanziari.

BUDGET DI COMMESSA (1gg) – Modulo 2

La commessa si caratterizza per un numero limitato e preciso di attività produttive che difficilmente si ripeteranno uguali a sé stesse nel corso del tempo. La commessa è qualcosa di unico e il suo Budget non può quindi prendere a riferimento qualcosa avvenuto nel passato. La tecnica della Cost Break Down Analysis focalizza l’attenzione sulle stime dei carichi di lavoro che caratterizzano le attività che compongono il progetto e sulla base di queste ne determina il valore economico. Attenzione particolare deve essere data anche ai costi di struttura e alla misura con cui questi vengono imputati alle attività che caratterizzano la commessa. Un’analisi poco attenta dei costi indiretti vanifica gli sforzi dell’efficienza produttiva.

QUOTA

E’ possibile l’iscrizione al corso completo (due moduli) o ad un solo modulo (modulo 1 o modulo 2).

• Clienti ICMQ, i due Moduli (24 h): Euro 500,00 + IVA

• Altri, i due Moduli (24 h): Euro 650,00 + IVA

• Clienti ICMQ, Modulo 1 (16h): Euro 350,00 + IVA

• Altri, Modulo 1 (16h): Euro 450,00 + IVA

• Clienti ICMQ, Modulo 2 (8h): Euro 150,00 + IVA

• Altri, Modulo 2 (8h): Euro 200,00 + IVA 

È prevista una riduzione del 10% per l’iscrizione di 2 o più partecipanti.

Info e iscrizioni disponibili a questo link

Agli Associati ASSIV è prevista una tariffa agevolata

Proteggere il Paese: sicurezza delle infrastrutture e resilienza nazionale: Massimo Milani dialoga con Marco Mignucci nel secondo podcast ASSIV

È online il secondo episodio di “ASSIV incontra la politica”, il nuovo ciclo di podcast promosso dall’Associazione per creare un confronto diretto tra il mondo delle istituzioni e quello delle imprese della sicurezza privata sui temi che stanno ridefinendo il concetto di sicurezza nel nostro Paese.

Protagonista della puntata è l’On. Massimo Milani, Deputato di Fratelli d’Italia, Segretario della VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati e capogruppo della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sul degrado delle città e delle loro periferie, in dialogo con Marco Mignucci, Vicepresidente di ASSIV e Amministratore Delegato e Direttore Generale di Italpol Vigilanza Spa.

Imprenditore edile e già Assessore ai Lavori Pubblici e alle Periferie di Roma Capitale, l’On. Milani porta nel confronto la propria esperienza maturata sui temi delle infrastrutture, della rigenerazione urbana e della sicurezza del territorio, offrendo una riflessione sul ruolo che la sicurezza riveste oggi nello sviluppo delle città e nella tutela delle comunità.

Nel corso del podcast vengono affrontati numerosi temi di grande attualità. Al centro della conversazione vi sono la necessità di investire nella manutenzione e nella protezione delle infrastrutture strategiche, il valore della rigenerazione urbana come strumento per prevenire il degrado e aumentare la sicurezza dei quartieri, il contributo che le nuove tecnologie possono offrire nella prevenzione dei rischi e nella gestione della sicurezza, nonché l’importanza della formazione e della qualificazione professionale degli operatori del settore.

Ampio spazio è dedicato anche al rapporto tra pubblico e privato, evidenziando come le imprese della sicurezza privata rappresentino oggi un partner indispensabile delle istituzioni nella tutela di cittadini, aziende e infrastrutture critiche. Il dialogo si sofferma inoltre sulle prospettive di evoluzione del comparto, sulle sfide normative e sulla necessità di valorizzare competenze e professionalità in un contesto caratterizzato da rischi sempre più complessi.

Il podcast è stato condotto dai giornalisti Elisa Garfagna e Stefano Piazza (La Verità, Panorama), che hanno guidato il confronto favorendo un dialogo dinamico e approfondito tra il rappresentante delle istituzioni e il mondo delle imprese.

Con “ASSIV incontra la politica”, l’Associazione intende costruire uno spazio permanente di confronto con esponenti del Parlamento e delle istituzioni, nella convinzione che il dialogo tra decisori pubblici e operatori del settore sia fondamentale per promuovere politiche capaci di rafforzare la sicurezza del Paese e valorizzare il contributo della sicurezza privata.

Al via il nuovo ciclo di podcast ASSIV: imprese e politica a confronto

Roberto Morassut e Giulio Iucci inaugurano il nuovo format di ASSIV: un dialogo tra politica e impresa per raccontare il presente e il futuro della sicurezza privata.

Dopo il successo del primo ciclo di podcast realizzato in occasione di Sicurezza 2025, ASSIV inaugura una nuova stagione di approfondimenti con un format completamente rinnovato.

Il podcast diventa uno spazio di dialogo e confronto in cui il mondo della sicurezza privata incontra quello delle istituzioni. Un luogo nel quale esperienze, competenze e visioni si intrecciano per affrontare i temi che stanno trasformando il settore e il ruolo che esso svolge a tutela di cittadini, imprese e infrastrutture.

La novità di questa edizione è il duetto tra un rappresentante delle istituzioni e il mondo imprenditoriale della sicurezza privata. Non una semplice intervista, ma una conversazione a due voci che mette a confronto chi vive quotidianamente le esigenze operative del settore con chi è chiamato a definire gli indirizzi politici e normativi. Un format pensato per favorire un dialogo autentico, capace di avvicinare il mondo delle imprese alle istituzioni e, allo stesso tempo, di raccontare al grande pubblico il valore della sicurezza privata.

Ad aprire il nuovo ciclo è l’incontro tra l’On. Roberto Morassut (PD), già Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, dove ha seguito importanti progetti di pianificazione e rigenerazione urbana della Capitale, ed eletto più volte alla Camera dei Deputati, impegnato sui temi della qualità urbana, della sostenibilità, della coesione sociale e della sicurezza delle comunità locali, e Giulio Iucci, Vicepresidente della Federazione ANIE. Nel corso del podcast si affrontano temi di grande attualità, come la sicurezza urbana, la rigenerazione delle città, l’innovazione tecnologica, la collaborazione tra pubblico e privato e il contributo che le imprese della sicurezza possono offrire allo sviluppo di comunità più sicure e resilienti.

A guidare la conversazione sono stati i giornalisti Elisa Garfagna e Stefano Piazza (La Verità e Panorama), che hanno moderato il confronto stimolando il dialogo tra i due ospiti sui principali temi affrontati nel podcast

Ogni episodio sarà dedicato a un tema strategico e vedrà protagonisti esponenti del mondo politico e rappresentanti delle imprese, con l’obiettivo di costruire un confronto aperto, concreto e accessibile, capace di valorizzare il contributo della sicurezza privata al sistema Paese.

Con questo nuovo ciclo di podcast, inserito nel Piano di Comunicazione ASSIV 2026, l’Associazione conferma il proprio impegno nel promuovere una cultura della sicurezza fondata sul dialogo, sulla conoscenza reciproca e sulla collaborazione tra istituzioni e imprese.

Guarda il primo episodio del podcast ASSIV:
https://youtu.be/bCd4Wes4lSY

Confindustria: Congiuntura Flash – Economia in stallo: petrolio in calo, ma inflazione alta e salgono i tassi; si ferma il turismo

Economia in stallo nel 2° trimestre. L’accordo per porre fine alla guerra in Iran è avvolto da molte incertezze e i transiti di navi per Hormuz restano limitati. Se il prezzo del petrolio è tornato quasi sui livelli pre-guerra, l’inflazione rimane alta, sono saliti i tassi di interesse che freneranno il credito e il turismo dall’estero è in brusca frenata. Il 2° trimestre è atteso scontare gli impatti della guerra, il 3° sarà in miglioramento. L’industria tiene finora e gli investimenti reggono grazie al PNNR.

Prezzo del petrolio in discesa. Nonostante l’accordo USA-Iran, sono ancora poche le petroliere che passano lo Stretto e serviranno mesi per tornare alla normalità. Il prezzo del Brent, però, negli ultimi giorni è sceso (74 dollari al barile il 24 giugno), poco sopra i livelli medi di febbraio (69 dollari), da un picco di 104 in media a maggio. Il prezzo del gas scende meno (41 euro/mwh il 24/6, 45 la media mensile), rimanendo per il quarto mese consecutivo sopra il livello di febbraio (33 euro in media).

Inflazione su, rialzo dei tassi. Spinta dai prezzi energetici a maggio (+11,9% annuo), in Italia l’inflazione è salita al +3,2% (+1,0% a gennaio), stesso valore dell’Eurozona. Anche i prezzi core sono tornati a salire (+2,0% in Italia, da +1,7% in aprile) e servirà tempo per vederli frenare. La BCE ha rialzato i tassi ufficiali a metà giugno (2,25% da 2,00%), ma la Presidente Lagarde ha chiarito che non dovrebbe trattarsi di una forte stretta: i mercati finanziari si aspettano solo un altro +0,25 entro la fine del 2026.

Investimenti più difficili. Le risorse del PNRR ancora per qualche trimestre favoriranno gli investimenti, ma sono peggiorate le condizioni per investire e quindi si sono ridotte le attese di crescita: l’aumento dei tassi sul credito (3,56% medio in aprile) frenerà il flusso di finanziamenti, anche per investimenti; inoltre, a giugno la fiducia delle imprese di beni strumentali risale poco e resta bassa.

Consumi: segnali di frenata. Ad aprile gli occupati continuano a crescere, sostenendo i redditi delle famiglie, penalizzati tuttavia dall’aumento dei prezzi. Le vendite al dettaglio sono diminuite di 0,3% in volume, sia di beni alimentari che non; e a maggio gli acquisti di auto sono in flessione, dopo la dinamica positiva degli ultimi mesi. Ciò potrebbe anticipare un calo dei consumi nel 2° trimestre.

L’industria tiene. Ad aprile la produzione industriale è cresciuta dello 0,5%, sostenuta come nei due mesi precedenti da beni strumentali (+1,0%) e intermedi (+0,8%); la crescita acquisita nel 2° trimestre è +1,0%. A maggio il PMI si è rafforzato in area espansiva (52,9), segnalando un lieve miglioramento della domanda, sostenuta però dal tentativo di accumulare scorte precauzionali di input intermedi. Lo scenario internazionale (dazi e guerra) resta il principale fattore di incertezza sul futuro.

Servizi senza traino del turismo. La guerra nel Golfo, come temuto, ha fermato il boom del turismo: la spesa per viaggi di stranieri in Italia ora è in calo: -3,2% tendenziale in aprile, a prezzi correnti (da +14,7% a febbraio). L’indice S&P Global PMI conferma una moderata flessione del settore dei servizi in Italia (49,4 a maggio), segnalando in particolare pressioni sui costi delle aziende e calo della domanda. A giugno, la fiducia delle imprese dei servizi è quasi ferma, dopo la flessione di aprile e maggio.

Export: battuta d’arresto. L’export italiano di beni in aprile segna un -2,8% (-3,8% l’import, a prezzi costanti), ma nella media degli ultimi 3 mesi resta in crescita. Molto eterogenee le dinamiche: vendite ancora positive negli USA, migliorano in Francia e Germania, aumentano in modo robusto in Svizzera e Cina; in contrazione in Medio Oriente e anche Turchia e Spagna. Tra i settori, trainano i prodotti in metallo e risalgono le auto, rallenta il farmaceutico, restano deboli il tessile-abbigliamento e i mobili.

Eurozona: industria tedesca in calo. Ad aprile la produzione industriale è scesa in Spagna (-0,5%) ed è rimasta stabile in Francia e Germania, dove però è di -0,5% la variazione acquisita nel 2° trimestre. A maggio, i PMI manifatturieri sono in indebolimento in Germania, sulla soglia neutrale, e in Francia, appena al di sotto. Nei servizi, la Francia mostra la performance peggiore, con il PMI in calo a 44,3.

Economia USA in crescita. La produzione industriale a maggio è salita meno delle attese (+0,1%), ma la dinamica nel 2° trimestre è molto positiva (+1,0% acquisito). Gli indici PMI e ISM manifatturiero e dei direttori degli acquisti di Chicago a maggio sono tutti espansivi e in aumento. Crescita degli occupati e basse richieste di sussidi di disoccupazione evidenziano un miglioramento del mercato del lavoro, che tende a rafforzare la fiducia dei consumatori, depressa invece dall’elevata inflazione (+4,2%).

Cina a due velocità. A maggio l’export (+19,4% annuo) e la produzione industriale (+4,5%) restano vivaci, trainati da IA, semiconduttori, alta tecnologia; il PMI manifatturiero scende a 51,8 (da 52,2), ma resta in area espansiva per il sesto mese di seguito. Debole invece la domanda interna, con le vendite al dettaglio in calo (-0,6%), il primo da fine 2022. Nei prezzi si allarga la forbice tra un’inflazione al consumo fiacca (CPI a +1,2%) e prezzi alla produzione in forte rialzo (PPI a +3,9%, massimo dal 2022).

Petrolio: rischio scarsità non azzerato, estate critica

Crollata la produzione. I dati disponibili per il periodo marzo-maggio 2026 mostrano un crollo verticale dell’estrazione mondiale di petrolio (93,7 mbg, da 107,3). Tutto concentrato negli 8 paesi del Golfo: di più in Arabia e Iraq, meno in Iran che è parte in causa nella guerra, risparmiando solo l’Oman. Il motivo principale è la prolungata restrizione dei transiti nello stretto di Hormuz, insieme ai limiti fisici nella capacità di stoccaggio di greggio in tali paesi: ciò non solo ha impedito a circa 20 mbg (valore pre-guerra) di uscire dal Golfo, ma ha anche costretto alla chiusura di molti impianti funzionanti. Hanno contribuito anche i danneggiamenti a varie strutture petrolifere nell’area.

Risalita lenta e parziale. Le stime della EIA indicano una risalita lenta e parziale della produzione nel Golfo (ancora -5,6 mbg a fine 2026), anche dopo una riapertura stabile di Hormuz ipotizzata completarsi nel 3° trimestre: smaltire l’ingorgo di petroliere richiede tempo, ripristinare gli impianti danneggiati ancor di più. Invece, la produzione fuori dal Golfo non ha subito cadute ed è attesa in aumento, specie nel 2027: il motivo è l’elasticità al prezzo dello shale oil negli USA, che è atteso crescere molto spinto dai prezzi alti degli ultimi mesi. Questo dovrebbe calmierare le quotazioni petrolifere, e giustifica un cauto ottimismo per le economie occidentali dato che il balzo nell’inflazione in Europa e America dovrebbe rimanere in larga parte temporaneo.

L’offerta rimarrà per mesi inferiore alla domanda. Tuttavia, sul breve-medio termine, anche con la riapertura completa dello Stretto, l’andamento atteso nella produzione rimarrà molto al di sotto della domanda a livello mondiale. Secondo lo scenario elaborato da EIA, si avranno ben 10 mesi di forte decumulo di scorte (-5,2 mbg in media da marzo a dicembre): un evento raro. Questo scenario incorpora anche una contrazione della domanda mondiale, causata da due fattori: l’aumento del prezzo, che nel 2026 interromperà la tendenza decennale di espansione dei consumi petroliferi; le misure restrittive adottate in Asia. Ciò aiuta a contenere la distanza tra domanda e offerta mondiale, ma non ad annullarla.

Impatti differenziati. In un tale scenario, ci sarebbero grandi differenze tra le principali aree. Gli USA sono grandi produttori di petrolio e di recente sono diventati esportatori netti di raffinati (5,2 mbg), sebbene resti un piccolo import netto di greggio (2,3 mbg); nel caso di scarsità di petrolio a livello internazionale, saranno moderate le ricadute in America. Viceversa, UE e ancor più Cina e Giappone, dipendono quasi interamente dalle importazioni per il petrolio: prima della guerra, provenivano in buona misura proprio dal Golfo.

Un cuscinetto rassicurante. Un fattore molto positivo è che prima del conflitto in Medio Oriente, in particolare nel 2025, c’è stato un significativo accumulo di scorte commerciali di petrolio, perché l’offerta ha superato a lungo la domanda mondiale: lo shock è arrivato nel momento migliore. Inoltre, i paesi occidentali hanno messo da parte negli anni passati un livello significativo di riserve strategiche, proprio per fronteggiare situazioni come quella attuale (1.406 mb nella UE). Negli USA, lo scenario EIA prevede un decumulo di scorte commerciali e un utilizzo massiccio di quelle strategiche (1,0 mbg in media per 6 mesi), senza scarsità.

Servono misure addizionali sui consumi? L’utilizzo delle scorte disponibili e il freno ai consumi dettato dai prezzi alti dovrebbero essere sufficienti a superare la dinamica “a forma di U” nella produzione di petrolio, attesa restare scarsa fino a fine anno. Il momento più critico sarà l’estate 2026: tutto dipenderà da quanto ancora rimarrà limitato il transito per Hormuz. Se resterà a lungo, il rischio è che servano anche in Occidente delle misure restrittive per ridurre i consumi ed evitare la scarsità.

Dove morderebbe la scarsità. Se si verificasse una carenza di petrolio, alcune attività economiche sarebbero direttamente colpite. In Italia, i dati sul 2024 del Bilancio Energetico Nazionale mostrano che greggio e raffinati sono consumati soprattutto per il trasporto merci e le auto/moto private (84,8%); il resto è ripartito tra industria (5,6%, in particolare la petrolchimica già in difficoltà), agricoltura (4,8%), riscaldamento di casa-ufficio (4,6%); minima ormai la quota usata per la generazione di elettricità.

Fonte: Centro Studi Confindustria

Whistleblowing: Confindustria aggiorna la Guida operativa per le imprese

Confindustria ha pubblicato la nuova Guida Operativa sulla disciplina del Whistleblowing, aggiornata alla luce del D.Lgs. 24/2023 e delle più recenti Linee guida ANAC sul canale interno di segnalazione. Il documento offre alle imprese indicazioni pratiche per organizzare e gestire correttamente i sistemi di segnalazione degli illeciti.

Tra i principali temi affrontati figurano l’istituzione del canale interno, i soggetti legittimati a effettuare le segnalazioni, le modalità di gestione, la tutela del segnalante, il coordinamento con il Modello 231, gli adempimenti in materia di privacy e gli obblighi di formazione.

La Guida dedica inoltre particolare attenzione al ruolo del gestore delle segnalazioni, ai requisiti di autonomia e riservatezza, nonché al coinvolgimento delle rappresentanze sindacali nella fase di adozione o aggiornamento delle procedure aziendali.

La pubblicazione rappresenta un utile riferimento per tutte le imprese chiamate ad applicare la disciplina del whistleblowing, offrendo un quadro interpretativo aggiornato e indicazioni operative per verificare la conformità dei propri sistemi di segnalazione alle più recenti indicazioni di ANAC e della normativa vigente.

ICMQ: Corso Come redigere un’offerta vincente in appalti da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa – il 22 luglio 2026 dalle ore 9.00 alle ore 18.00, in modalità online sincrona

Il corso offre ai partecipanti la formazione per completare e predisporre un’offerta vincente per un appalto di servizi e/o lavori aggiudicato, tramite il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Esso intende guidare i partecipanti nel destreggiarsi tra le clausole, richieste e documentazioni necessarie al corretto inoltro di un’offerta completa e vincente.

OBIETTIVO

Obiettivo del corso è proprio quello di formare i partecipanti attraverso lo sviluppo di casi reali e principi guida e opportune metodologie e tecniche finalizzati ad un’offerta vincente (da parte di un’impresa, di una società di ingegneria o di uno studio professionale), stante il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi del D.lgs 36/2023 e nuovo Correttivo.

PROGRAMMA

Il corso intende guidare i partecipanti nel destreggiarsi tra le clausole, richieste e documentazioni necessarie al corretto inoltro di un’offerta completa e vincente.

Saranno affrontate le previsioni in materia di offerta economicamente più vantaggiosa di cui al Codice dei Contratti Pubblici, D.lgs. 36/2023 e D.lgs 209/24 Correttivo, che delinea i possibili criteri e le metodologie di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per appalti di servizi di progettazione e DL, nonché per appalti di progettazione e/o costruzione e per appalti di servizi ispettivi.

La predisposizione di una completa ed esaustiva relazione metodologica, detta anche Piano di Gestione Qualità, coerente con le prescrizioni richieste dalla Stazione Appaltante, potrà esprimere in modo opportuno nell’offerta CHI, COSA, DOVE, QUANDO, PERCHE’, COME e QUANTO (trattasi dunque, di un’offerta gestita con le metodologie di Project Management).

Verrà studiata l’offerta con le succitate metodologie e tecniche di Project Management; Agli elementi qualitativi, sono attribuiti il massimo punteggio; Il D.lgs 36/2023 non prevede più un punteggio nell’offerta economica con il limite del 30%. Prevede comunque un equilibrio tra i punteggi dell’offerta tecnica e dell’offerta economica.

Da parte del relatore, sarà illustrata anche la richiesta sempre più frequente di offerte con il “criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”, che dovrà ormai comprendere la metodologia BIM e le fondamentali interazioni tra BIM – Project Management e Life Cycle Costing.

A tal riguardo, infatti, sempre più spesso, molte Stazioni Appaltanti pubbliche in relazione ad appalti di progettazione, costruzione e di servizi attinenti all’ingegneria e l’architettura, vengono evidenziati tra gli elementi di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa “professionalità e adeguatezza dell’offerta” e “caratteristiche metodologica dell’offerta”  da esplicitarsi tutte tramite la relazione metodologica (o Piano di Qualità). Non esiste più il riferimento di legge, se pure come esempio, dei criteri di riferimento per l’offerta economicamente più vantaggiosa.

Per la progettazione, non c’è più la progettazione definitiva, e quella esecutiva è a cura dell’impresa. In gara lo studio di fattibilità tecnico economico.

Il corso è valido come aggiornamento formativo per il mantenimento della certificazione di Project Manager.

QUOTA

Clienti ICMQ: Euro 250,00 + IVA

Altri: Euro 300,00 + IVA

E’ prevista una riduzione del 10% per l’iscrizione di 2 partecipanti, del 15% fino a 5 partecipanti, del 20% oltre 5 partecipanti della stessa società.

Maggiori informazioni e scheda di iscrizione al seguente link

Agli Associati ASSIV è prevista una tariffa agevolata

ICMQ: Corso Project Manager certificato ai sensi della norma Uni 11648 – 2, 7, 10, 14 e 21 luglio 20262026  – ore 9.00 – 13:00 e 14.00 – 18:00 in modalità online sincrona

Attualmente molti Enti Pubblici, per appalti di servizi e/o di lavori, gestiti con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, richiedono, in sede di offerta, per alcune figure la certificazione di Project Manager e/o attribuiscono alla medesima sino a 10 punti in sede di offerta tecnica. La certificazione di Project Manager è dunque certamente qualificante per liberi professionisti e società di ingegneria anche per l’ottenimento dell’incarico di supporto al RUP. La certificazione a cui prepara il presente corso, ai sensi della Norma UNI 11648:2022 (e della UNI ISO 21500:2021 e UNI ISO 21502:2021) e in conformità alla Legge 4/2013, consente di essere registrati nell’apposito elenco di Accredia, con valenza internazionale.

OBIETTIVI DEL CORSO

L’obiettivo è di far apprendere i concetti e le metodologie essenziali del Project Management, in linea con gli standard nazionali e internazionali, applicati al settore delle costruzioni e degli impianti. Si mira a formare una figura professionale capace di operare nel coordinamento progettuale, nella realizzazione e nella gestione di opere pubbliche e private, in tutte le fasi del processo degli interventi edilizi, infrastrutturali e ambientali.

PROGRAMMA DEL CORSO

Il corso risponde al D.Lgs. 36/2023, che prevede all’allegato I.2 art.4 comma 4  che i RUP: “nelle procedure di affidamento di lavori particolarmente complessi, il RUP possiede, oltre a un’esperienza professionale di almeno cinque anni nell’ambito delle attività di programmazione, progettazione, affidamento o esecuzione di appalti e concessioni di lavori, una laurea magistrale o specialistica nelle materie oggetto dell’intervento da affidare nonché adeguata competenza quale Project Manager, acquisita anche mediante la frequenza, con profitto, di corsi di formazione in materia di Project Management”. Il Corso di Project Manager per il settore civile ed impiantistico è la risposta alla richiesta del mercato del lavoro di figure più ricche di competenze tecnico­manageriali, in grado di elaborare la sempre crescente complessità delle fasi tecnico economiche dell’intervento; la figura di un professionista Project Manager certificato quale supporto al RUP, ai sensi dell’allegato I.2 art.2 comma 3, D.Lgs. 36/2023, con incarico diretto al di sotto di 140 mila euro. Il corso prepara i partecipanti per la certificazione di Project Manager, da effettuarsi presso un Organismo di Certificazione Accreditato, come ICMQ.

Il corso della durata di 40 ore si svolge nelle seguenti date e orari: 2, 7, 10, 14 e 21 luglio 2026 – ore 9.00 – 13:00 e 14.00 – 18:00

Il corso è valido come aggiornamento formativo per il mantenimento della certificazione di BIM Manager, BIM Coordinator.

QUOTA

Clienti ICMQ:   Euro 900 euro + IVA

Altri:  Euro 1.100 euro + IVA

E’ prevista una riduzione del 15% per l’iscrizione di 2 partecipanti, del 20% per 3 partecipanti, del 25% per 4 o più partecipanti della stessa società.

Maggiori informazioni e scheda di iscrizione al seguente link

Agli Associati ASSIV è prevista una tariffa agevolata