ICMQ: Corso La norma UNI EN ISO 9001: come aumentare l’efficacia del sistema di gestione con l’approccio orientato al rischio – 20 e 24 Febbraio 2026 ore 14:00 – 18:00

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La UNI EN ISO 9001 è stata la prima norma che ha diffuso i sistemi qualità in Italia e nel mondo. Pur essendo molto conosciuta, spesso le potenzialità di questo schema di certificazione non sono comprese appieno. In molti casi la “qualità” è vista come una serie di documenti e di regole poco aderenti alla realtà aziendale. Il corso vuole introdurre i partecipanti all’evoluzione della norma UNI EN ISO 9001:2015, analizzandone le caratteristiche per comprendere le linee di sviluppo e pianificare gli adeguamenti. L’efficace funzionamento del sistema di gestione, infatti, consente non solo di ottimizzare la prestazione aziendale attraverso una maggiore efficienza dei processi produttivi, ma soprattutto di limitare le eventuali contestazioni dei clienti, contribuendo così al miglioramento complessivo dell’immagine aziendale.

Gli Obiettivi del corso sono fornire un primo approccio alle logiche sottese ai sistemi di gestione per la qualità conformi alla UNI EN ISO 9001:2015: l’approccio per processi, il miglioramento continuo, la soddisfazione del cliente esterno ed interno, il contesto operativo e l’approccio orientato al rischio.

Il Corso si rivolge a:

Professionisti coinvolti nel sistema di gestione aziendale

Responsabili delle varie funzioni aziendali che si occupano di sistema di gestione della qualità aziendale

Consulenti e tutti coloro interessati allo sviluppo, alla gestione e/o al miglioramento dei sistemi di gestione della qualità aziendale

Il corso, della durata di 8 ore, si terrà il 20 febbraio 2026 dalle ore 14.00 alle ore 18.00 e il 24 febbraio 2026 dalle ore 14.00 alle ore 18.00.

Il Corso si svolgerà in Modalità Online sincrono.

Maggiori informazioni e scheda di iscrizione al seguente link

Avviato a Roma il confronto per il rinnovo del CCNL della Vigilanza Privata e dei Servizi di Sicurezza

Si è svolta ieri, 5 febbraio 2026, a Roma, la prima riunione plenaria per l’avvio del confronto finalizzato al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della Vigilanza Privata e dei Servizi di Sicurezza. L’incontro ha rappresentato un primo momento di confronto tra le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni Datoriali firmatarie del CCNL.

Nel corso della riunione, ASSIV ha ribadito con chiarezza il ruolo centrale delle parti sociali quali autorità salariali, richiamando al contempo la centralità del CCNL quale elemento fondamentale del sistema economico e delle relazioni industriali, capace di garantire regole certe, tutele omogenee e condizioni di concorrenza leale tra le imprese.

L’Associazione ha inoltre espresso l’auspicio che il negoziato possa svilupparsi in tempi rapidi, con l’obiettivo di giungere a un rinnovo contrattuale capace di coniugare in modo equilibrato le legittime esigenze di tutela e valorizzazione dei lavoratori con la sostenibilità economica e organizzativa delle imprese del comparto, che hanno bisogno, per affrontare le sfide di mercato e la correttezza del rapporto con i propri dipendenti, di uno strumento contrattuale organico e attuale.

Il confronto proseguirà nei prossimi incontri, nel rispetto dei ruoli e con la volontà condivisa di rafforzare il settore attraverso un contratto moderno e adeguato alle sfide del settore.

Qui il comunicato a firme congiunte delle organizzazioni datoriali

Diminuiscono gli incidenti cyber in Italia nel secondo semestre 2025. Oltre 5.000 comunicazioni dal CSIRT Italia verso soggetti con sistemi a rischio

Aumentano gli eventi cyber rilevati in Italia, calano gli incidenti grazie a prevenzione e monitoraggio

Nel secondo semestre del 2025, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha registrato 1.253 eventi cyber, con un incremento del 30% rispetto allo stesso periodo del 2024. In controtendenza, gli incidenti con impatto confermato sono scesi a 304 casi (-25%), segnale di una maggiore efficacia delle misure di prevenzione e risposta adottate dal sistema Paese.
Secondo ACN, l’aumento degli eventi è legato soprattutto al potenziamento delle attività di monitoraggio del CSIRT Italia, all’entrata in vigore del nuovo quadro normativo del 2024 e alla crescita di alcune tipologie di minacce come il DDoS che spesso non si traducono in interruzioni operative significative, grazie alla maggior strutturazione delle misure difensive rispetto al passato.

La minaccia però resta alta: i principali bersagli degli eventi sono la Pubblica Amministrazione, centrale e locale e il settore delle Telecomunicazioni. Nel comparto pubblico, l’elevato numero di segnalazioni è dovuto in primo luogo a campagne DDoS, senza impatti rilevanti (sotto il 10% degli attacchi riesce a causare disservizi comunque temporanei), e secondariamente all’individuazione di dati sensibili su piattaforme illegali di scambio.
A livello locale, inoltre, la compromissione di fornitori di servizi web ha prodotto effetti a catena, coinvolgendo, in alcuni casi, più amministrazioni contemporaneamente.

Gli attacchi ransomware restano su livelli simili all’anno precedente: 54 casi nel secondo semestre 2025 contro i 48 del 2024. I settori più colpiti sono manifatturiero, vendita al dettaglio e tecnologico, con un impatto soprattutto sulle piccole e medie imprese, spesso caratterizzate da infrastrutture di sicurezza limitate.

Anche il phishing continua a crescere: 927 URL malevoli segnalati da ACN, contro i 579 del 2024. Tra gli episodi più critici, una campagna mirata contro una struttura ospedaliera, bersagliata da oltre 3.000 e-mail fraudolente.
Parallelamente, aumentano i casi di esposizione di dati, arrivati a 232 eventi nel secondo semestre del 2025. I picchi sono legati alla diffusione illecita di credenziali compromesse e a violazioni che hanno coinvolto università, fornitori digitali e servizi finanziari.

Sul fronte della prevenzione, CSIRT Italia ha inviato 5.205 comunicazioni di allerta preventiva per segnalare ai soggetti italiani criticità emerse su piattaforme di uso ampiamente diffuso. L’applicazione tempestiva delle contromisure comunicate permette di scongiurare le compromissioni da parte degli hacker.

Le principali modalità utilizzate dagli attaccanti per penetrare i sistemi restano e-mail malevole e l’utilizzo di credenziali valide, compromesse in precedenza.
 
Il quadro tracciato da ACN evidenzia un ecosistema digitale costantemente sotto pressione, ma al tempo stesso una maggiore capacità di rilevamento, risposta e mitigazione; in tale contesto le criticità riscontrate trovano adeguato bilanciamento nella collaborazione operativa tra l’Agenzia, le amministrazioni e gli operatori pubblici e privati coinvolti.

Approfondimenti

Consulta il report del 2° semestre 2025

Consulta l’Operational summary di dicembre 2025 – PDF

Scopri gli Operational summary di ACN

Fonte: ACN

Viminale, rafforzati controlli e vigilanza sui locali di pubblico spettacolo

La direttiva del ministro e l’attività delle prefetture sul territorio


Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, con una direttiva trasmessa ai prefetti, ha richiamato l’importanza di rafforzare le attività di verifica e controllo per i locali di pubblico spettacolo e le attività di intrattenimento, con l’obiettivo di assicurare una ancora più efficace attività di prevenzione e garantire il rispetto degli elevati standard richiesti dalla legge a salvaguardia dell’incolumità collettiva.

In particolare, le attività avranno ad oggetto accertamenti mirati sul rispetto della normativa di settore, il contrasto a eventuali forme di esercizio abusivo e l’osservanza delle misure antincendio, oltre alla corretta gestione delle vie di esodo e delle situazioni di emergenza. Saranno inoltre oggetto di verifica anche la corrispondenza tra struttura dei locali, materiali presenti, impianti installati, capienza autorizzata e affluenza reale, nonché l’impiego di fuochi d’artificio e fiamme libere.

Le ispezioni prevederanno il coinvolgimento di tutti i competenti attori istituzionali – tra cui Forze di polizia, Vigili del fuoco e Ispettorato del lavoro – per garantire un’azione coordinata e sinergica sotto il profilo amministrativo e tecnico. 

In questo ambito, le prefetture avranno un ruolo di coordinamento, favorendo il raccordo tra gli enti interessati, la pianificazione degli interventi e il monitoraggio delle attività, per assicurare un’applicazione uniforme ed efficace delle misure previste dalla direttiva.

Le iniziative delle prefetture

Alessandria, Avellino, Bari, Barletta Andria Trani, Bolzano, Brescia, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Cremona, Firenze, Foggia, Genova, Gorizia, L’Aquila, Latina, Lecco, Messina, Milano, Oristano, Pesaro, Pescara, Potenza, Prato, Ravenna, Rovigo, Salerno, Sassari, Taranto, Terni, Torino, Trapani, Varese

Fonte: Ministero dell’Interno

ANIE SERVIZI INTEGRATI: Webinar Appalti e Criteri Ambientali Minimi (CAM) – 11 febbraio 2026 ore 10:00-12:30

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Introduzione alla disciplina, impatto sulla filiera, guida alla gestione e modalità di adempimento per i settori merceologici ANIE

Obiettivo

L’obiettivo di questo webinar è fare chiarezza sugli obblighi di legge e sulle responsabilità legate agli appalti. Vogliamo fornire uno schema pratico per orientarsi tra i vari criteri (obbligatori e premianti) applicabili al settore elettronico.

A chi è rivolto

Il webinar è rivolto agli addetti degli uffici gare e commerciale, ai responsabili tecnico e a tutto il personale coinvolto nel controllo delle certificazioni e nella verifica della conformità dei prodotti.

Data e Luogo

11 febbraio 2026
Live webinar

Orario

10:00/12:30

Quota di partecipazione:
Associato ANIE € 280,00+IVA – Non associato € 375,00+IVA

FONTE: ANIE SERVIZI INTEGRATI

Viareggio: potenziamento dei servizi di vigilanza privata nel periodo estivo

In vista della stagione estiva, il Comune di Viareggio ha disposto il potenziamento dei servizi di vigilanza privata sul territorio comunale, con particolare riferimento alle fasce orarie notturne e alle aree caratterizzate da maggiore afflusso di persone.

Il rafforzamento delle attività rientra in un quadro di coordinamento tra amministrazione comunale, Polizia Municipale e istituti di vigilanza privata, finalizzato a incrementare le azioni di prevenzione e controllo del territorio durante il periodo estivo.

L’iniziativa prevede una presenza più strutturata degli operatori della vigilanza privata a supporto del sistema complessivo di sicurezza urbana, nel rispetto delle competenze attribuite dalla normativa vigente e in raccordo con le Forze di polizia.

L’esperienza avviata a Viareggio si colloca nel solco delle pratiche di collaborazione pubblico–privato già adottate in diversi contesti territoriali, evidenziando il contributo della vigilanza privata quale componente integrata dei modelli di sicurezza locale.

Fonte: La Nazione – Viareggio,
“Vigilanza privata potenziata per l’estate”

Occupazione: a dicembre 2025 disoccupazione ai minimi storici, ma mercato del lavoro ancora fragilità

Secondo i dati provvisori diffusi dall’ISTAT relativi a dicembre 2025, il mercato del lavoro italiano mostra segnali contrastanti. Nel mese, il tasso di disoccupazione scende al 5,6%, raggiungendo il livello più basso dall’inizio delle serie storiche nel 2004.

Sul fronte occupazionale, il numero complessivo degli occupati rimane superiore a quello di un anno prima (+0,3%, pari a +62 mila unità), con aumenti tra le donne e le persone con oltre 50 anni, segno di una dinamica positiva nel confronto tendenziale. Tuttavia, su base mensile gli occupati risultano in lieve calo rispetto a novembre, con una diminuzione principalmente tra i lavoratori a termine, mentre gli autonomi crescono e i dipendenti permanenti restano stabili.

Il tasso di occupazione si attesta al 62,5%, mentre aumenta leggermente il tasso di inattività al 33,7%, riflettendo un aumento della popolazione che non è né occupata né attivamente in cerca di lavoro.

Nel complesso, i dati ISTAT evidenziano un mercato del lavoro con forti segnali di consolidamento della disoccupazione ai minimi storici, ma anche con elementi di fragilità legati alla stabilità dell’occupazione mensile e alla crescita degli inattivi.

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

PIL: nel quarto trimestre 2025 crescita moderata, ma il quadro resta fragile

Secondo la stima preliminare del PIL diffusa dall’ISTAT, nel quarto trimestre del 2025 l’economia italiana registra una crescita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% su base annua.

L’incremento congiunturale è sostenuto da un contributo positivo dei principali settori produttivi – agricoltura, industria e servizi – ma si inserisce in un contesto complessivo di crescita contenuta, che riflette un rallentamento rispetto alle fasi più dinamiche della ripresa post-pandemica.

Nel complesso dell’anno 2025, il PIL italiano risulta in aumento di circa 0,7% rispetto al 2024. Si tratta di un dato che conferma una traiettoria di sviluppo moderata, influenzata dalle incertezze economiche internazionali e dalla debolezza della domanda interna.

Per il 2026, la crescita acquisita stimata dall’ISTAT è pari a +0,3%, segnale di un avvio d’anno positivo ma ancora prudente. Il quadro macroeconomico evidenzia quindi la necessità di politiche e interventi capaci di sostenere investimenti, occupazione e stabilità dei redditi, elementi centrali anche per i settori dei servizi e della sicurezza.

Scarica la nota ISTAT

Fonte: istat.it

AI e organizzazione del lavoro tra produttività e nuovi ruoli (preparandosi al modello d’impresa che verrà)

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Negli ultimi mesi, dagli Stati Uniti arriva un segnale che merita attenzione perché anticipa dinamiche destinate a riflettersi anche nel nostro contesto: l’economia può crescere senza che l’occupazione cresca allo stesso ritmo.

Il report del 9 gennaio 2026 (“The Employment Situation – December 2025”) indica un mercato del lavoro quasi fermo (+50.000 posti, disoccupazione 4,4%), mentre l’ultima stima del PIL (“Gross Domestic Product, 3rd Quarter 2025”) segnala nel Q3 2025 una crescita sostenuta (+4,4% annualizzato).

Questa dinamica è stata descritta anche con l’espressione “deflazione del lavoro”: non “disoccupazione di massa”, ma meno ore di lavoro necessarie per generare la stessa crescita, grazie a produttività, automazione e nuovi processi.

I dati non dimostrano da soli che la causa sia l’AI, ma sono coerenti con ciò che molte aziende già osservano: stesso output con meno ore, minore spinta alle assunzioni nelle funzioni standardizzabili, più valore nei ruoli ad alta responsabilità.

Per le imprese italiane la domanda è quindi: come trasformare l’AI in vantaggio competitivo senza creare fratture organizzative o rischi?

La risposta si gioca su due tempi: una fase transitoria con “soluzioni ponte” per gestire l’impatto e crescere mentre si cambia; una fase post-transitoria in cui l’AI è integrata stabilmente e si ripensa il patto organizzativo.

I.    Fase transitoria: crescere mentre si cambia (le “soluzioni ponte”)

Nella fase transitoria l’obiettivo non è solo evitare traumi o contenziosi: è crescere mentre l’organizzazione cambia.

Le “soluzioni ponte” sono gli strumenti che l’ordinamento offre per governare la transizione senza rallentare l’azienda: formazione, rimodulazione dell’orario e integrazioni salariali.

Formazione per trasformare ruoli (prima che diventino esuberi)

Se l’AI riduce il fabbisogno di ore su alcune attività, la prima scelta intelligente è investire sul personale in forza, spostando valore su nuove mansioni e nuove competenze.

Gli strumenti tipici per gestire tale scelta sono:

–             Fondi interprofessionali (formazione continua);

–             Fondo Nuove Competenze (FNC), soprattutto quando la formazione è parte di un progetto di trasformazione e si accompagna a una rimodulazione dell’orario (spesso tramite accordo).

Ius variandi, art. 2103 c.c.: come “inquadrare” i nuovi ruoli

La riallocazione dei lavoratori su attività nuove (spesso “ibride”, potenziate dall’AI) apre un tema giuslavoristico immediato: fino a che punto l’azienda può modificare le mansioni nell’esercizio dello ius variandi, ai sensi dell’art. 2103 c.c.

La norma, modificata nel 2015, consente l’assegnazione a mansioni riconducibili allo stesso livello e alla stessa categoria legale di inquadramento delle ultime effettivamente svolte e prevede che il mutamento sia accompagnato, ove necessario, da adeguata formazione.

Per questo, ogni percorso di reskilling e riprogettazione dei ruoli dovrebbe essere affiancato da una verifica tecnica: le nuove attività sono già contemplate dalle declaratorie del CCNL applicato (profili, esemplificazioni, mansioni tipiche)?

E, se non lo sono in modo espresso, occorre valutare in quale livello possano essere ragionevolmente collocate, in base a contenuto professionale, autonomia, responsabilità e competenze richieste.

In altre parole: la formazione abilita il cambiamento, ma la sua tenuta passa anche da una mappatura ordinata mansioni–inquadramenti, coerente con CCNL e organizzazione.

Riorganizzazione strutturale: quando serve un “progetto”

Se il cambiamento è strutturale (nuovi processi, nuove mansioni, nuove competenze), non basta “aggiustare” l’esistente: serve un progetto di riorganizzazione che metta in sicurezza la trasformazione e la renda replicabile nel tempo.

In questo contesto, la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) è lo strumento che, più di altri, consente di governare transizioni complesse: permette di accompagnare riorganizzazioni e cambiamenti del modello operativo con una gestione programmata della riduzione / sospensione dell’attività, evitando scelte affrettate che impoveriscono l’organizzazione proprio mentre deve cambiare.

Tra le causali, merita un’attenzione specifica la CIGS con causale “contratto di solidarietà”.

Nella pratica, è spesso il “ponte” più efficace quando l’obiettivo non è ridurre l’organico, ma ridistribuire l’orario per preservare competenze, creare spazio per la formazione e stabilizzare i nuovi assetti.

Settimana corta come ponte evoluto

Quando l’AI aumenta stabilmente la produttività, l’impresa può trasformare parte dell’efficienza in tempo, riducendo l’orario in modo strutturale.

La settimana corta non è solo un benefit: è una leva di business perché aiuta a trattenere persone chiave, attrarre talenti e liberare spazio per ruoli a maggior valore (favorendo anche nuove assunzioni).

Per evitare improvvisazioni e problemi su turni, riposi, straordinari e livelli di servizio, la strada più solida è un accordo aziendale di secondo livello, che definisca perimetro, modello orario e calendari, regole di gestione (straordinari / reperibilità / banca ore), durata della sperimentazione e meccanismi di revisione.

In sintesi: nella fase transitoria la settimana corta è un ponte evoluto che stabilizza il cambiamento e rende l’adozione dell’AI più efficace, trasformando produttività in un patto organizzativo più sostenibile e attrattivo.

II.    Post fase transitoria: oltre il modello “datore di lavoro / dipendenti” – l’azienda come comunità che coopera con l’AI

Superata la fase transitoria, la differenza tra aziende che “sopravvivono” e aziende che prosperano sarà sempre meno tecnologica e sempre più organizzativa e culturale.

Ruoli e responsabilità restano fondamentali, ma l’AI cambia la natura del contributo: ogni persona può amplificare capacità e impatto e i processi diventano più rapidi e interconnessi.

L’azienda evolve così verso una comunità di lavoro in cui le persone usano l’AI come moltiplicatore, cooperano su obiettivi condivisi e contribuiscono allo sviluppo dell’azienda non solo “a ore”, ma tramite risultati misurabili (qualità, innovazione, efficienza, soddisfazione del cliente, ricavi).

Per reggere nel tempo, però, questo modello richiede coerenza: se produttività e margini aumentano, l’organizzazione funziona meglio quando c’è un allineamento chiaro tra contributo e benefici, costruito con regole concrete.

Qui la contrattazione aziendale può diventare strategica, prevedendo premi variabili legati a KPI, partecipazione ai risultati / utili e integrazione con welfare e strumenti di retention.

Il punto non è “distribuire bonus”: è costruire un patto organizzativo moderno, in cui l’AI è un acceleratore e le persone sono capitale organizzativo che coopera per creare valore.

III. Conclusioni

L’AI può diventare un vantaggio competitivo enorme per le aziende che la governano con maturità: non solo strumenti e software, ma soprattutto organizzazione del lavoro, valorizzando competenze e coesione interna.

Nella fase transitoria l’obiettivo è cambiare senza strappi, mantenendo continuità operativa e fiducia. Nella fase successiva prospereranno le imprese che integreranno l’AI nei processi e costruiranno una comunità di lavoro ad alta produttività e responsabilità.

Qui si giocherà la leadership dei prossimi anni: un nuovo patto tra impresa e lavoro che unisca innovazione, crescita e sostenibilità organizzativa.

Prof. Avv. Angelo Pandolfo, Partner WST Law & Tax Firm

Avv. Andrea Lucà, Senior Associate WST Law & Tax Firm

Fonte: Lavorosi.it

“Mille occhi sulla città”: a Lecce la vigilanza privata rafforza la sicurezza urbana

Attivo anche nel territorio di Lecce il protocollo “Mille occhi sulla città”, che disciplina la collaborazione tra Prefettura, forze dell’ordine e istituti di vigilanza privata nel rispetto dei ruoli istituzionali.

Il protocollo “Mille occhi sulla città” è operativo anche nel territorio di Lecce attraverso la collaborazione tra la Prefettura di Lecce, le forze dell’ordine e gli istituti di vigilanza privata.

Nel primo periodo di attuazione, le segnalazioni delle guardie particolari giurate hanno riguardato soprattutto furti, tentativi di intrusione, effrazioni, rapine, incendi e presenze sospette. Le comunicazioni, trasmesse secondo le procedure previste, hanno consentito interventi tempestivi da parte delle forze di polizia.

Il protocollo definisce modalità operative e canali di segnalazione finalizzati al coordinamento tra soggetti pubblici e privati impegnati nella sicurezza, configurandosi come un esempio strutturato di collaborazione pubblico-privato, fondato sulla chiara distinzione delle competenze e sul rispetto dei ruoli istituzionali. Il modello disciplina l’apporto della vigilanza privata alle attività di prevenzione e osservazione del territorio, in raccordo con le forze dell’ordine e sotto il coordinamento prefettizio, con attività estese a diversi comuni della provincia di Lecce.

Fonte: https://www.antennasud.com/mille-occhi-sulle-citta-sicurezza-rafforzata-vigilanza-privata-e-forze-dellordine-fanno-squadra-nel-leccese/