Inps: Verifica della Certificazione Verde. Procedura “Greenpass50+”, il nuovo servizio di verifica per le aziende con più di 50 dipendenti
Messaggio INPS 3589 del 21 ottobre 2021: Servizio verifica Certificazione verde Covid-19 (greenpass) ai sensi del Decreto Presidente Consiglio dei ministri 12 ottobre 2021 – Modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 giugno 2021, recante: «Disposizioni attuative dell’articolo 9, comma 10, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, recante “Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19”. Procedura “Greenpass50+“
L’INL al centro della vigilanza sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Primo commento al decreto fiscale
Il decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri il 15 ottobre (cd. decreto fiscale) contiene (all’art. 15 nella bozza dell’articolato diffuso prima della decisione finale, art. 13 del testo approvato e bollinato) un rilevante intervento riformatore sui profili istituzionali della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, modificando significativamente gli artt. 7, 8, 13, 14, 51 e 99 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. (cd. Testo Unico Sicurezza sul Lavoro).
Proponiamo un approfondimento di Pierluigi Rausei e Andrea Rotella pubblicato sul bollettino ADAPT del 18 ottobre 2021.
Centro studi Confindustria: Quale economia italiana all’uscita della crisi?
La risalita del PIL italiano è più forte delle attese: il Centro Studi Confindustria prevede un +6,1% nel 2021, 2 punti in più rispetto alle stime di aprile, seguito da un ulteriore +4,1% nel 2022 (Tabella A).
L’ampia revisione al rialzo è spiegata dall’impatto più contenuto della variante Delta del Covid, anche grazie a efficacia e capillarità delle vaccinazioni in Italia, che hanno reso possibile l’allentamento delle misure di contenimento; e inoltre dalle revisioni ISTAT riguardo al primo trimestre. Questa robusta ripartenza del PIL, pari a oltre +10% nel biennio, dopo il quasi -9% del 2020, riporterebbe la nostra economia sopra i livelli pre-crisi nella prima metà del 2022, in anticipo rispetto alle attese iniziali.
Sebbene il recupero stia procedendo più spedito che altrove, il gap rispetto al pre-pandemia è, al momento, ancora più ampio di quello degli altri principali partner perché la caduta del 2020 in Italia è stata maggiore: nel secondo trimestre 2021 era del -3,8% sul quarto 2019, in Germania del -3,3%, in Francia del -3,2% mentre gli Stati Uniti hanno raggiunto già il livello pre-crisi proprio nel secondo trimestre 2021.
Ma quale economia italiana avremo all’uscita dalla crisi provocata dal Covid? A partire dal quarto trimestre del 2021 l’espansione del PIL si attesterà su un profilo più moderato. Si va infatti esaurendo la spinta legata al gap da colmare, dopo la caduta. Secondo lo scenario CSC, l’Italia crescerebbe nel corso del 2022 a un ritmo intorno al +0,7% in media a trimestre, comunque molto più del +0,3% a trimestre registrato nel periodo 2015-2018.
I motivi principali della maggior crescita attesa nel 2022 rispetto al passato pre-crisi sono: da un lato l’ancora incompleto recupero dei volumi di consumi privati e di scambi con l’estero (di servizi), che quindi dovrebbe proseguire l’anno prossimo; dall’altro, gli effetti benefici del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e della politica di bilancio espansiva (di cui comunque non si tiene conto nella previsione visto che il DDL Bilancio non è ancora stato presentato), che alimenteranno ulteriormente gli investimenti.
Lo scenario CSC include, per il 2021 e per il 2022, le risorse europee che saranno utilizzate nell’ambito del PNRR per finanziare riforme strutturali e investimenti aggiuntivi. Per i primi anni, conta soprattutto l’aumento di spesa e investimenti pubblici. Col tempo, l’attuazione del Piano dovrebbe portare anche a un innalzamento del potenziale di crescita. Il PNRR vale 235,1 miliardi di euro tra 2021 e 2026: gran parte sono risorse europee, 204,5 miliardi, cui si aggiungono 30,6 miliardi di risorse nazionali. Secondo stime governative del suo impatto macroeconomico, il PIL italiano potrebbe risultare più alto, rispetto allo scenario base, di +0,5 punti percentuali già nel 2021 e di altri +0,7 il prossimo anno. Cruciale sarà l’efficienza nella sua implementazione.
Non solo investimenti e industria: ripartono consumi e servizi…
La ripartenza italiana è caratterizzata nel 2021, e lo sarà anche nel 2022, da due importanti passaggi di testimone. Primo, i consumi stanno progressivamente subentrando all’export come traino della risalita, ponendosi al fianco degli investimenti. Secondo, i servizi stanno diventando più dinamici rispetto all’industria, che era già ripartita tra la seconda metà del 2020 e inizio 2021.
Questi due sviluppi sono strettamente connessi: nella seconda metà del 2021 e poi nel 2022, come già in primavera, si prevede un recupero della spesa delle famiglie soprattutto in servizi. In particolare per le spese fuori casa e per i viaggi, penalizzati fino ad aprile dalle limitazioni per la pandemia. I consumi privati, in parte bloccati e dirottati sui beni durevoli durante il lockdown, da maggio-giugno 2021 sono potuti ripartire anche in servizi quali ristoranti, alloggi, intrattenimento, oltre che nei beni non durevoli. Il parziale recupero finora dei flussi turistici, di stranieri verso l’Italia e anche di italiani verso l’estero, fornisce margini di crescita da sfruttare per i servizi nel secondo semestre del 2021 e poi nel 2022.
La maggiore propensione al risparmio, in larga misura “forzata” fino al primo trimestre 2021, a causa delle restrizioni anti-Covid, dovrebbe continuare ad attenuarsi nei prossimi trimestri, liberando risorse per la spesa. D’altra parte, è immaginabile che rimanga più elevata che in passato, oltre l’orizzonte di previsione. Inoltre, è improbabile che tutto l’extra risparmio del 2020 possa riaffluire al consumo nel 2021 e nel 2022. Perciò, lo scenario CSC prevede consumi privati ancora molto sotto i livelli pre-crisi anche nel 2022 (-3,7% rispetto al 2019).
Viceversa, gli investimenti, che restano il motore principale della ripresa italiana, nel 2022 saliranno su un livello molto superiore al pre-crisi (+17,7% rispetto al 2019; Grafico A). Finora il contributo prevalente è venuto dagli investimenti in costruzioni, sia fabbricati non residenziali che abitazioni, già oltre i valori pre-crisi, spinti dagli incentivi sulle ristrutturazioni e dagli investimenti pubblici. Gli investimenti in impianti, macchinari e mezzi di trasporto, invece, sono ancora inferiori ai livelli pre-pandemia. Nei prossimi trimestri continueranno la loro ripresa, grazie alla fiducia ancora alta degli imprenditori e al traino determinato dai nuovi investimenti pubblici. Tale traino è in parte frenato da fattori negativi di offerta, quali l’aumento dei prezzi delle materie prime e la difficoltà a reperire alcuni materiali.
Nell’industria, nella prima metà del 2021 la produzione è salita gradualmente, a un ritmo via via decrescente, riportandosi a giugno sopra il livello antecedente la pandemia. Più di recente, la produzione industriale e la fiducia delle imprese manifatturiere hanno segnalato una dinamica dell’attività in leggera attenuazione. Negli ultimi mesi, infatti, l’insufficienza di materiali è diventata un fattore di crescente ostacolo alla produzione. Secondo l’indicatore PMI, hanno pesato nel recente rallentamento le interruzioni sulla catena di distribuzione, che hanno indotto un ulteriore allungamento dei tempi medi di consegna e un incremento delle consegne inevase. Inoltre, ha effetti sfavorevoli, anche nei prossimi mesi, la dinamica negativa dell’attività industriale nei nostri principali partner commerciali (Germania e Francia).
Le esportazioni italiane di beni e servizi, dopo una caduta del 14,0% nel 2020, nello scenario CSC risaliranno del 12,4% nel 2021 e di un ulteriore 7,7% nel 2022. Si tratta di una dinamica rivista al rialzo per quest’anno, di un punto. Da un lato l’export di beni si conferma tornare già nel 2021 sul sentiero di espansione pre-crisi, anche grazie a un commercio mondiale che registrerà una crescita del 10,5% nel 2021 (nonostante la frenata a metà anno) e del 4,5% il prossimo. Dall’altro, invece, l’export di servizi non è più atteso ripartire quest’anno, ma solo nel 2022, rimanendo molto sotto i livelli pre-crisi: pesa la debolezza persistente di alcune tipologie di viaggio, come il turismo a lunga distanza e gli spostamenti per lavoro. Inoltre, a riflesso della crescita elevata degli investimenti, forti attivatori di acquisti dall’estero, l’import riparte anche più forte delle vendite, per cui le esportazioni nette non forniscono un contributo significativo alla risalita del PIL nel biennio.
… e anche il lavoro
L’andamento dell’attività economica durante la crisi si è riflesso sull’input di lavoro impiegato con sostanziale immediatezza, quasi uno a uno in termini di ampiezza, sia nelle fasi di contrazione che nella ripresa. Così il numero di persone occupate, dopo aver toccato il minimo nel 1° trimestre 2021 (-811mila unità rispetto al 4° 2019), ha recuperato quasi la metà della caduta (+398mila unità nel bimestre luglio-agosto su inizio 2021, ma ancora -413mila rispetto a fine 2019). Come in passato, la reattività al ciclo economico è stata più marcata per la componente dipendente temporanea, ma in questa crisi è stata ampia anche per quella a tempo indeterminato (Grafico B).
Con la rimozione, da luglio scorso, della sospensione delle procedure di licenziamento nei comparti edile e industriale (ad eccezione del tessile, abbigliamento e pelletteria) non si è registrata la temuta emorragia di lavoratori. Secondo l’analisi di Banca d’Italia e Ministero del lavoro sulle Comunicazioni Obbligatorie, a luglio si sono registrati circa 10mila licenziamenti, un numero in linea con i livelli medi del 2019. Già in agosto i licenziamenti sono tornati su valori estremamente contenuti. In autunno ci sarà probabilmente un più alto turnover, sia in entrata che in uscita, a causa sia di processi di ricomposizione settoriale, storicamente più intensi in uscita dalle crisi, sia di inevitabili ristrutturazioni aziendali, ma il numero totale di persone occupate è previsto crescere dello 0,3%, in media d’anno.
Nel corso del 2022 è atteso il recupero sia del numero di persone occupate sia delle ore lavorate pro-capite ai livelli pre-pandemia. Ma se gli orari pro-capite dovessero diminuire in maniera strutturale, come è successo con la doppia recessione del 2008-2009 e 2012-2013, la crescita del numero di persone occupate sarebbe più sostenuta di quanto si prevede.
Inflazione bassa in Italia, nonostante il rincaro delle commodity
Lo scenario internazionale, caratterizzato fin dagli ultimi mesi del 2020 da forti aspettative sulla ripresa, ha indotto enormi aumenti nei prezzi delle commodity.
I rincari riguardano tutte le principali economie occidentali, che sono importatrici di materie prime e a vocazione manifatturiera. Ma nel 2021 sono emersi profondi divari nella dinamica dei prezzi al consumo. L’inflazione è più elevata in vari paesi dell’Eurozona e soprattutto negli USA, rispetto all’Italia, dove è salita solo negli ultimi mesi, per il rialzo del petrolio: se calcolata al netto di energia e alimentari resta molto bassa. La differenza è proprio che in America è cresciuta anche l’inflazione di fondo, che ha superato ampiamente il +2%, con un’impennata dei prezzi dei beni di consumo durevoli.
Molteplici sono i motivi di questi ampi divari nelle traiettorie dei prezzi al consumo. Il principale è la diversa forza della domanda negli USA, rispetto all’Europa e all’Italia, dove in particolare i consumi sono appena ripartiti. In Italia i rincari delle commodity sono stati assorbiti dalle filiere (Grafico C): i settori più a monte, produttori di beni intermedi, sono riusciti a rialzare i loro listini in misura marcata (sebbene non sufficiente a salvaguardare i margini), mentre quelli più a valle, che producono beni di consumo e sono più vicini alla domanda finale domestica, non sono riusciti ad andare oltre un modesto rincaro. Questo spiega la dinamica moderata dell’inflazione. Ma i divari nei prezzi nelle varie fasi della filiera indicano anche condizioni molto differenti dei margini nei vari settori industriali italiani, alcuni dei quali soffrono di più e necessitano di interventi urgenti. Insieme alla scarsità di alcune commodity, lamentata sempre più spesso dalle imprese, ciò costituisce un indubbio freno alla ripresa in corso della nostra economia.
Rincari temporanei o permanenti? Non si può generalizzare, perché le condizioni di mercato fisico mondiale sono molto diverse per le varie commodity: per alcune c’è scarsità di offerta, come per i metalli, per altre no, ed è il caso degli alimentari. Per questi ultimi, i rincari potrebbero essere temporanei. Così come è giudicato temporaneo il rincaro del petrolio, vista la normalizzazione già avanzata del mercato fisico e delle scorte: il Brent è atteso in leggera flessione nel corso del 2022. Nei mercati dei metalli, invece, i prezzi potrebbero restare molto alti, anche nel 2022, perché occorre tempo per gli investimenti e per riorganizzare le filiere produttive.
Dunque, nel 2022 potrebbe attenuarsi la spinta all’inflazione in modo differenziato: solo parzialmente negli USA, in misura più marcata in Europa e, soprattutto, in Italia, dove ha pesato di più l’energia. I riflessi sulle politiche monetarie potrebbero risultare molto diversi. Negli USA sono cresciute le attese di una prossima frenata negli acquisti di titoli e la FED ha poi confermato che ciò potrebbe avvenire presto, entro il 2021. Inoltre, sta maturando un consenso per uno/due rialzi dei tassi USA a fine 2022. Viceversa, il tipo di aumento dell’inflazione che si registra nell’Eurozona non dovrebbe richiedere a breve mosse della BCE, che sta tenendo in campo le misure iper-espansive, compresi gli acquisti di titoli. Un rialzo dei tassi di interesse nell’Eurozona appare ancora lontano.
I rischi dello scenario
Nonostante le prospettive positive, lo scenario presenta alcuni rischi che sono principalmente al ribasso e riguardano diversi elementi di incertezza:
l’adozione di nuove restrizioni agli spostamenti è il rischio principale poiché influirebbe negativamente e in tempi molto rapidi sulla fiducia degli operatori, sui consumi e quindi anche sugli investimenti e l’occupazione. La possibilità che insorgano nuove varianti potenzialmente più contagiose o per le quali i vaccini attualmente disponibili non siano pienamente efficaci è esclusa dallo scenario, ma al riguardo rimane un livello di incertezza difficilmente quantificabile.
Nel secondo trimestre del 2021 sono emerse con una notevole eterogeneità, geografica e settoriale, carenze importanti di materie prime e semilavorati. Tali fenomeni sono ipotizzati di natura temporanea, ma vi è il rischio che lo siano solo in parte e che quindi diventino più strutturali, rallentando in modo più significativo e prolungato l’attività economica.
La dinamica dei prezzi è prevista su livelli contenuti in Italia, dato che le pressioni recenti sono state alimentate quasi esclusivamente dal rincaro delle commodity, specie energetiche, che si ipotizza attenuarsi nel corso del 2022. Se così non fosse e si manifestassero persistenti carenze di offerta, la spinta inflazionistica potrebbe assumere un carattere più strutturale in Europa e in Italia, inducendo la BCE ad anticipare la restrizione monetaria, che al momento non è stata ancora delineata. Un prematuro rialzo dei tassi nell’Eurozona avrebbe effetti indesiderati sul costo del debito pubblico, e quindi impatti molto negativi soprattutto per un paese come l’Italia con un elevato debito.
La piena efficacia del PNRR è subordinata all’individuazione di una efficiente allocazione delle risorse, al rispetto dei tempi previsti e alle modalità di attuazione degli investimenti e delle numerose riforme in programma. Il venir meno, anche solo parziale, di uno di questi elementi implicherebbe una minore attribuzione di risorse a monte o una loro dispersione a valle.
La profonda difficoltà di varie imprese operanti nel mercato immobiliare cinese, in particolare di Evergrande, sta accrescendo i timori che il settore, che pesa per il 14% del PIL, subisca dei seri contraccolpi, con il rischio di una crisi a livello nazionale, che potrebbe avere effetti indiretti molto negativi anche sui partner commerciali della Cina e, più in generale, sull’economia mondiale.
Garantita continuità operativa della misura agevolativa per PMI
E’ stata rifinanziata con ulteriori 300 milioni di euro la “Nuova Sabatini”, la misura del Ministero dello sviluppo economico che ha l’obiettivo di sostenere gli investimenti produttivi delle piccole e medie imprese per l’acquisto di beni strumentali.
Si tratta di risorse stanziate con la legge di assestamento di bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2021, approvata e pubblicata in Gazzetta ufficiale.
La continuità operativa della misura era stata già assicurata dal Ministro Giorgetti con il decreto Sostegni bis attraverso lo stanziamento di 425 milioni di euro, che ha permesso lo scorso mese di luglio di riaprire lo sportello per la presentazione delle domande delle imprese.
Questo duplice intervento di Giorgetti ha quindi consentito di rifinanziare la “Nuova Sabatini” con un ammontare complessivo di risorse pari a 725 milioni di euro.
Le PMI potranno continuare a beneficiare delle agevolazioni per l’acquisto di beni materiali (macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature nuove di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali).
Il presente e il futuro della formazione in videoconferenza
di Tiziano Menduto
I vantaggi e svantaggi della formazione in videoconferenza, la posizione del Coordinamento Interregionale, l’equiparazione alla formazione in presenza e la bozza Inail delle linee di indirizzo. Ne parliamo con Nicoletta Cornaggia e Donato Lombardi.
Sicurezza sul lavoro: quali sono le novità del decreto legge fiscale?
di Tiziano Menduto
Il decreto legge fiscale riporta nell’articolo diverse misure per il rafforzamento della disciplina in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Le modifiche al Testo Unico, la sospensione dell’attività imprenditoriale, la vigilanza e il SINP.
Via libera del Consiglio dei Ministri alle modifiche del Decreto legislativo 81/2008
Il Consiglio dei Ministri, su iniziativa del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, ha dato il via libera alle modifiche del Decreto legislativo 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
In particolare, ha spiegato il ministro, “le modifiche sono principalmente finalizzate a incentivare e semplificare sia l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza su lavoro sia il coordinamento dei soggetti competenti a presidiare il rispetto delle norme prevenzionistiche”.
Tra le misure, il coordinamento di INL e Asl dell’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro svolta a livello provinciale, apportando conseguenti modifiche al DPCM del 21 dicembre 2007. Inoltre, è stato stabilito che gli introiti derivanti dall’adozione delle sanzioni emanate dal personale dell’Ispettorato in materia prevenzionistica – analogamente a quanto già avviene per le sanzioni adottate dal personale ispettivo delle Asl – vadano a integrare un apposito capitolo dell’INL stesso, finalizzato a finanziare l’attività di prevenzione nei luoghi di lavoro.
In tale ottica, le modifiche del Decreto legislativo 81/2008 includono anche il rafforzamento del Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP), per il quale si punta a una definitiva messa a regime e a una maggiore condivisione delle informazioni in esso contenute.
Cambiano anche le condizioni necessarie per l’adozione del provvedimento cautelare della sospensione dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni: 10% e non più 20% del personale “in nero” presente sul luogo di lavoro così come l’individuazione degli illeciti in materia di salute e sicurezza da considerarsi gravi. In particolare, per questo tipo di illeciti sui luoghi di lavoro non sarà più richiesta alcuna “recidiva” ai fini della adozione del provvedimento che, pertanto, scatterà subito a fronte di gravi violazioni prevenzionistiche individuate con decreto ministeriale e, nelle more della sua adozione, individuate dalla tabella contenuta nell’Allegato I al D.lgs. n. 81/2008. La nuova disciplina del provvedimento cautelare prevede altresì l’impossibilità, per l’impresa destinataria del provvedimento, di contrattare con la pubblica amministrazione per tutto il periodo di sospensione.
All’estensione delle competenze attribuite all’INL si accompagneranno un rilevante aumento dell’organico – è prevista l’assunzione di 1.024 unità – e un investimento in tecnologie di oltre 3,7 milioni di euro nel biennio 2022/2023 per dotare il nuovo personale ispettivo della strumentazione informatica necessaria a svolgere l’attività di vigilanza.
Previsto anche l’aumento del personale del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro che passerà dalle attuali 570 a 660 unità dal 1° gennaio 2022.
Vai alle slide illustrative sulle modifiche al Decreto legislativo 81/2008
Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili (decreto-legge)
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi, del Ministro dell’economia e delle finanze Daniele Franco, del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando, del Ministro degli affari esteri e del commercio internazionale Luigi Di Maio, del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, e del Ministro della famiglia e delle pari opportunità Elena Bonetti, ha approvato un decreto legge recante “misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”.
SICUREZZA SUL LAVORO
Il decreto interviene con una serie di misure sul mondo del lavoro, a cominciare dalla sicurezza sui luoghi di lavoro: le norme approvate consentiranno infatti di intervenire con maggiore efficacia sulle imprese che non rispettano le misure di prevenzione o che utilizzano lavoratori in nero. L’obiettivo è quello di incentivare e semplificare l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di un maggiore coordinamento dei soggetti competenti a presidiare il rispetto delle disposizioni per assicurare la prevenzione. Pertanto il provvedimento interviene, in primo luogo, con modifiche al Decreto legislativo 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Lavoro nero, più bassa la soglia per la sospensione dell’attività imprenditoriale
Cambiano anche le condizioni necessarie per l’adozione del provvedimento cautelare della sospensione dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni: 10% e non più 20% del personale “in nero” presente sul luogo di lavoro. Non è più richiesta alcuna “recidiva” ai fini della adozione del provvedimento che scatterà subito a fronte di gravi violazioni prevenzionistiche. La nuova disciplina del provvedimento cautelare prevede altresì l’impossibilità, per l’impresa destinataria del provvedimento, di contrattare con la pubblica amministrazione per tutto il periodo di sospensione.
Violazione norme sicurezza, al via l’inasprimento delle sanzioni
Nel caso in cui vengano accertate gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro, è prevista – come detto – la sospensione dell’attività, anche senza la necessità di una reiterazione degli illeciti. Per poter riprendere l’attività produttiva è necessario non soltanto il ripristino delle regolari condizioni di lavoro, ma anche il pagamento di una somma aggiuntiva di importo variabile a seconda delle fattispecie di violazione. L’importo è raddoppiato se, nei cinque anni precedenti, la stessa impresa ha già avuto un provvedimento di sospensione.
Controlli, all’INL compiti di coordinamento
Sono estese le competenze di coordinamento all’INL – Ispettorato Nazionale del Lavoro – negli ambiti della salute e sicurezza del lavoro.
Più ispettori e più tecnologie
All’estensione delle competenze attribuite all’INL si accompagneranno un aumento dell’organico – è prevista l’assunzione di 1.024 unità – e un investimento in tecnologie di oltre 3,7 milioni di euro nel biennio 2022/2023 per dotare il nuovo personale ispettivo della strumentazione informatica necessaria a svolgere l’attività di vigilanza. Previsto anche l’aumento del personale dell’Arma dei Carabinieri dedicato alle attività di vigilanza sull’applicazione delle norme in materia di diritto del lavoro, legislazione sociale e sicurezza sui luoghi di lavoro, che passerà dalle attuali 570 a 660 unità dal 1° gennaio 2022.
Rafforzamento SINP
Viene rafforzata la banca dati dell’INAIL, il Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP), per il quale si punta a una definitiva messa a regime e a una maggiore condivisione delle informazioni in esso contenute. Gli organi di vigilanza sono tenuti ad alimentare un’apposita sezione della banca dati, dedicata alle sanzioni applicate nell’ambito dell’attività di vigilanza svolta nei luoghi di lavoro. Mentre l’INAIL dovrà rendere disponibili alle Aziende sanitarie locali e all’Ispettorato nazionale del lavoro i dati relativi alle aziende assicurate e agli infortuni denunciati.
FISCO
In considerazione degli effetti economici derivanti dall’emergenza Covid-19, sono adottate alcune norme volte a tutelare i contribuenti maggiormente in difficoltà. In particolare:
È previsto il differimento del versamento delle rate delle definizioni agevolate dei carichi affidati alla riscossione (cosiddetti “rottamazione-ter” e “saldo e stralcio”) originariamente in scadenza a decorrere dal 2020. In particolare, potranno essere versate entro il 30 novembre 2021 le rate in scadenza nel 2020 e in scadenza dal 28 febbraio al 31 luglio 2021.
Viene prolungato a 150 giorni dalla notifica, in luogo di 60, il termine per l’adempimento spontaneo delle cartelle di pagamento notificate dal primo settembre al 31 dicembre 2021. Fino allo scadere del termine dei 150 giorni non saranno dovuti interessi di mora e l’agente della riscossione non potrà agire per il recupero del debito.
Per i piani di rateizzazione già in essere prima dell’inizio del periodo di sospensione della riscossione, viene esteso da 10 a 18 il numero delle rate che, se non pagate, determinano la decadenza dalla rateizzazione concessa.
Sono previsti alcuni correttivi alla disciplina al credito di imposta in Ricerca e Sviluppo al fine di superare alcune incertezze interpretative connesse all’originaria formulazione della misura. Inoltre sono previste semplificazioni della disciplina della patent box.
ALTRE NORME
Ecobonus auto elettriche
È rifinanziato nell’anno 2021 il fondo per il rinnovo del parco auto.
Quarantena
È previsto il rifinanziamento per le misure adottate al fine dell’equiparazione della quarantena per Covid 19 alla malattia.
Congedi parentali
I lavoratori dipendenti o autonomi genitori di minori di 14 anni possono astenersi dal lavoro nel caso in cui sia sospesa l’attività didattica o educativa del figlio per tutta o in parte la durata dell’infezione o per la quarantena disposta dalle autorità competenti.
Alitalia
Sono state disposte misure di sostegno al reddito per i lavoratori di Alitalia in amministrazione straordinaria.
Cassa Integrazione COVID-19
Il decreto inoltre ha rifinanziato la Cassa Integrazione prevista per i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi connessi all’emergenza COVID-19; a fronte dell’andamento delle richieste, sono stanziati, per il 2021, 200 milioni di euro per il Reddito di Cittadinanza.
Il decreto interviene per fornire ai datori di lavoro pubblici e privati gli strumenti informatici che consentiranno una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni.