Covid-19, Cassa Integrazione e assegno ordinario: termini domande

Covid-19, Cassa Integrazione e assegno ordinario: termini domande

In attesa della pubblicazione della circolare che illustrerà la nuova disciplina in materia di trattamenti di integrazione salariale connessi all’emergenza epidemiologica da Covid-19, per il periodo dal 16 novembre 2020 al 31 gennaio 2021, con il messaggio 27 novembre 2020, n. 4484, l’INPS fornisce le indicazioni riguardo ai termini di trasmissione delle domande di Cassa Integrazione (Ordinaria e in Deroga) e di assegno ordinario.

È confermato il termine per la presentazione delle domande di Cassa Integrazione e assegno ordinario, fissato entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. In particolare, le domande di trattamenti per causali collegate all’emergenza da Covid-19, relative a periodi di sospensione o riduzione delle attività che hanno inizio nel mese di novembre 2020, dovranno essere trasmesse entro la scadenza ordinaria fissata al termine del mese successivo, quindi entro il 31dicembre 2020

Fonte: INPS

Agenzia delle Entrate: modifiche al calendario delle scadenze fiscali

Agenzia delle Entrate: modifiche al calendario delle scadenze fiscali

In un comunicato stampa del Governo tutte le misure urgenti adottate connesse all’emergenza Covid-19: dalla proroga del secondo acconto Irpef, Ires e Irap alla sospensione dei versamenti di contributi previdenziali, ritenute e Iva di dicembre; dalla proroga del termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’Irap a quella delle definizioni agevolate.

Agenzia delle Entrate

UNAR e organizzazioni sindacali e datoriali siglano un protocollo di intesa per la non discriminazione e l’inclusione nei luoghi di lavoro

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UNAR e organizzazioni sindacali e datoriali siglano un protocollo di intesa per la non discriminazione e l’inclusione nei luoghi di lavoro

Si è svolto l’incontro organizzato dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) con le Organizzazioni Sindacali e Datoriali per la sottoscrizione di un Protocollo di intesa finalizzato alla prevenzione e al contrasto delle discriminazioni in ambito lavorativo.

L’ambiente di lavoro è uno dei principali luoghi in cui possono concretizzarsi il riconoscimento delle pari opportunità, la valorizzazione delle differenze e delle competenze di tutti i lavoratori e le lavoratrici, l’effettiva e piena inclusione di tutte le persone indipendentemente dall’origine etnica o da altri fattori di discriminazione, anche con riferimento alla discriminazione multipla.

L’UNAR e le Organizzazioni sindacali e datoriali firmatarie del protocollo intendono lavorare in sinergia per promuovere e diffondere una cultura di integrazione, di inclusione e di promozione sociale, anche mediante iniziative comuni di informazione, formazione e sensibilizzazione.

In attuazione del Protocollo di intesa sarà istituita una Cabina di regia nazionale ad hoc, coordinata dall’UNAR, di cui faranno parte tutti i soggetti firmatari, per raccordare gli interventi in materia di non discriminazione nell’ambiente lavorativo, diffondere la conoscenza delle buone prassi già realizzate a livello nazionale e territoriale e promuovere nelle diverse realtà produttive le pratiche di diversity inclusion, favorendo nel mercato del lavoro l’instaurarsi di un proficuo clima aziendale che tenga nell’opportuna considerazione le esigenze connesse con le specificità dei lavoratori e delle lavoratrici. L’ambiente di lavoro può diventare così un’occasione importante per lo sviluppo di politiche di azioni positive di contrasto alle discriminazioni e di promozione della persona.

Hanno sottoscritto il Protocollo di intesa:

Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR)

Organizzazioni sindacali: CGIL – CISL – UIL – UGL

Organizzazioni datoriali: CIA – CNA – COLDIRETTI – CONFAGRICOLTURA – CONFAPI – CONFARTIGIANATO –– CONFCOMMERCIO – CONFCOOPERATIVE – CONFESERCENTI –LEGACOOP – CONFINDUSTRIA

Messaggio Inps n. 4464 del 26 novembre 2020: Articolo 14, comma 3, del decreto-legge n. 104 del 2020. Risoluzione del rapporto di lavoro a seguito di accordo collettivo aziendale e accesso all’indennità NASpI

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Messaggio Inps n. 4464 del 26 novembre 2020: Articolo 14, comma 3, del decreto-legge n. 104 del 2020. Risoluzione del rapporto di lavoro a seguito di accordo collettivo aziendale e accesso all’indennità NASpI

Con la circolare n. 111 del 29 settembre 2020 sono state fornite, tra le altre, indicazioni in materia di accesso all’indennità di disoccupazione NASpI nelle ipotesi di risoluzione del rapporto di lavoro a seguito di accordo collettivo aziendale, secondo la previsione di cui all’articolo 14, comma 3, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.
Con il presente messaggio si forniscono chiarimenti relativamente all’ambito di applicazione della citata disposizione.

INAIL: Riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione: anno 2021

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INAIL: Riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione: anno 2021

Entro il 1° marzo 2021 deve essere inoltrata l’istanza per la riduzione del tasso medio per interventi prevenzionali realizzati nell’anno 2020.

Le aziende che realizzano interventi per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli obbligatori per legge, possono ottenere la riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione.

Per accedere alla riduzione, l’azienda deve presentare un’apposita istanza attraverso la sezione servizi online disponibile sul portale, entro il termine del 1° marzo 2021 indicando gli interventi prevenzionali realizzati nell’anno 2020, unitamente alla documentazione probante richiesta dall’Istituto.

Qui tutte le informazioni: https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/avvisi-e-scadenze/scadenza-riduzione-tasso-medio-tariffa-per-prevenzione-2021.html

Fonte: INAIL

INPS: on line l’Osservatorio delle politiche occupazionali e del lavoro

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INPS: on line l’Osservatorio delle politiche occupazionali e del lavoro

L’INPS ha pubblicato l’Osservatorio delle politiche occupazionali e del lavoro con i dati relativi al 2019.

La serie storica riportata nell’Osservatorio, che copre il periodo dal 2015 al 2019, mostra come nell’ultimo anno complessivamente ci sia stata una diminuzione del numero medio di lavoratori che beneficiano delle diverse tipologie di interventi occupazionali.

Osservando le diverse categorie di intervento si rileva che, nel quinquennio di osservazione, si è fatto maggiormente ricorso ai contratti a causa mista e agli incentivi a tempo indeterminato che nel 2019 rappresentano rispettivamente il 53,7% e il 34,7% delle politiche attive esaminate.

Nel 2019 non si rilevano più assunzioni e trasformazioni di lavoratori iscritti alle liste di mobilità, in quanto dal 1° gennaio 2017 non è stato più possibile effettuare assunzioni con questo incentivo.

Osservando la distribuzione per genere, nel 2019 si conferma la predominanza della componente maschile dei beneficiari di politiche attive in quasi tutte le tipologie di intervento ad eccezione di alcune misure, tra le quali le agevolazioni per gli ultracinquantenni e donne e le agevolazioni per le assunzioni in sostituzione di lavoratori in astensione obbligatoria o facoltativa per le quali è maggioritaria la componente femminile.

Istat: recupera il fatturato delle imprese di servizi

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Istat: recupera il fatturato delle imprese di servizi

Nel terzo trimestre 2020 l’Istat stima che l’indice del fatturato dei servizi sia aumentato del 26,7% rispetto al trimestre precedente. Tuttavia registra una diminuzione del 6,9% rispetto all’anno precedente.

Il fatturato delle imprese dei servizi nel terzo trimestre 2020 risente positivamente dell’attenuarsi delle misure intraprese per il contenimento dell’emergenza sanitaria e registra un’ampia crescita congiunturale in tutti i settori. Il rimbalzo risulta essere più marcato in quei settori, quali le Attività dei servizi di alloggio e ristorazione e Commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli, che maggiormente avevano risentito degli effetti dei provvedimenti restrittivi messi in atto nel trimestre precedente. Tuttavia, resta ancora ampia la perdita di fatturato delle imprese dei servizi rispetto all’anno precedente, con una flessione pari al 6,9%, con diminuzioni assai più marcate nei settori maggiormente legati al turismo.

Fonte: ISTAT

Istat: cala la fiducia dei consumatori e delle imprese

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A novembre 2020 l’Istat stima una diminuzione sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori sia dell’indice di fiducia delle imprese per effetto soprattutto del forte peggioramento dei servizi di mercato.

“Il peggioramento dell’emergenza sanitaria ha influenzato la fiducia sia delle imprese sia dei consumatori. Con riferimento alle imprese, l’impatto negativo è ampio per il settore dei servizi, dove si registrano giudizi estremamente negativi e una caduta delle aspettative, soprattutto nel comparto turistico. Per l’industria e il commercio al dettaglio l’effetto è più contenuto. Per quanto attiene ai consumatori, la situazione emergenziale ha influito sulle opinioni relative alla situazione economica del Paese, ivi compresa la disoccupazione, che sono in deciso peggioramento rispetto al mese scorso“.

Fonte: ISTAT

Rapporto SVIMEZ 2020: L’economia e la società del Mezzogiorno

Martedì 24 novembre 2020 è stato presentato il Rapporto SVIMEZ 2020, L’economia e la società del Mezzogiorno.

Quanto emerge dal rapporto Svimez sull’impatto economico del Covid-19 è che la prima ondata della pandemia ha avuto per epicentro il Nord. La crisi economica si è però presto estesa al Mezzogiorno dove si è tradotta in emergenza sociale incrociando un tessuto produttivo più debole, un mondo del lavoro più frammentario e una società più fragile. La seconda ondata, a differenza della prima, ha interessato direttamente anche il Mezzogiorno. All’emergenza economica e sociale già sperimentata nella prima ondata si è perciò sommata, nell’ultimo mese, l’emergenza sanitaria generata dalla pressione sulle strutture ospedaliere e in più generale su tutto il sistema di cura.

L’ECONOMIA MERIDIONALE MINACCIATA

Nel 2020 il Pil italiano, secondo SVIMEZ, si contrarrà del 9,6%. L’arretramento più marcato nel Centro-Nord, con un calo del 9,8%, nelle regioni meridionali sarà del 9%. Nelle regioni meridionali il secondo lockdown ha accresciuto le difficoltà di attività e pezzi di occupazione in posizione marginale (sommerso, nero, irregolari). Di qui la caduta del reddito disponibile delle famiglie del -6,3% che si trasmette ai consumi privati, con una contrazione al Sud pari al -9,9% superiore a quella del CentroNord (-9%). Mentre la base produttiva meridionale non ha ancora recuperato i livelli antecedenti la “lunga crisi”, specie nel comparto industriale. La SVIMEZ prevede che il Pil cresca nel 2021 al Sud dell’1,2% e nel 2022 dell’1,4% e al Centro-Nord del 4,5% nel 2021 e del 5,3%l’anno successivo. La conseguenza è che la ripresa sarebbe segnata dal riaprirsi di un forte differenziale tra le due macro aree.

Fonte: Svimez

ANPAL: Disponibile online il XIX Rapporto sulla formazione continua in Italia

Il rapporto offre una panoramica sulla formazione rivolta alle persone occupate e adulte nel nostro paese, riferita al periodo 2017-2018.

Il XIX Rapporto sulla formazione continua offre una panoramica sulla formazione rivolta alle persone occupate e adulte nel nostro paese, riferita al periodo 2017-2018.
I tre capitoli propongono l’analisi dell’evoluzione del contesto, la descrizione del monitoraggio delle policy di formazione continua, e infine, a partire dell’esposizione analitica degli strumenti e delle linee strategiche e operative in corso di implementazione in Italia e in Europa, suggeriscono alcune riflessioni sul percorso di sviluppo del sistema italiano della formazione permanente.

Il rapporto fornisce ai policy maker dati e informazioni utili a comprendere come e con quali modalità i nuovi indirizzi programmatici, volti ad accrescere la partecipazione della popolazione adulta alla formazione, si traducano concretamente in servizi, risultati, impatti. 

Il rafforzamento della qualità delle analisi, anche attraverso una rivisitazione dei modelli e degli strumenti di monitoraggio, caratterizzano questa nuova edizione del rapporto. Le novità metodologiche di maggiore rilievo sono rappresentate da due elementi: da un lato, l’ampliamento del campo di osservazione, che offre una visione di insieme delle policy in materia di apprendimento degli adulti. Nell’economia complessiva, la formazione continua mantiene il ruolo primario, ma si arricchisce di analisi e valutazioni, anche sulla formazione rivolta agli occupati, che evidenziano le sinergie offerte dalla complementarietà tra gli investimenti in formazione continua delle imprese con l’offerta di apprendimento permanente disponibile per gli adulti nei più diversificati contesti di vita, studio e lavoro.
Dall’altro, lo sviluppo e l’integrazione dei sistemi informativi e di monitoraggio in corso di realizzazione che hanno obbligato, in questa edizione, ad una selezione accurata tra i dati concretamente disponibili, ma che in prospettiva consentirà di valorizzare al meglio il patrimonio informativo nell’ambito del Sistema informativo unico delle politiche del lavoro.

Fonte: ANPAL