Secondo i dati diffusi da ISTAT, nel mese di novembre 2025 l’inflazione mostra un ulteriore rallentamento. L’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) registra infatti una variazione annua pari a +1,1%, in lieve diminuzione rispetto al mese precedente.
Il dato conferma una fase di moderata crescita dei prezzi, con dinamiche differenziate tra le diverse componenti, in particolare per energia, trasporti e alimentari.
I principali elementi del quadro inflattivo
La decelerazione dell’inflazione è legata soprattutto:
alla riduzione della crescita dei prezzi dei servizi di trasporto;
al rallentamento degli alimentari, sia lavorati che non lavorati;
alla marcata flessione dei prezzi degli energetici regolamentati.
Resta invece più sostenuta la dinamica dei servizi, che continua a riflettere l’aumento dei costi del lavoro e delle attività ad alta intensità di manodopera.
L’inflazione di fondo (al netto di energetici e alimentari freschi) si attesta su valori superiori all’indice generale, segnalando che le tensioni strutturali sui prezzi non sono del tutto rientrate.
Indice FOI e riflessi contrattuali
Particolarmente rilevante per il settore è l’andamento dell’indice FOI (famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi), che a novembre 2025 cresce dell’1,0% su base annua.
Si tratta di un indicatore spesso utilizzato:
per l’adeguamento dei canoni contrattuali;
per le revisioni prezzi negli appalti, pubblici e privati;
come riferimento nei contratti di lunga durata.
Il rallentamento dell’indice FOI riduce la pressione sugli adeguamenti automatici, ma non elimina le criticità legate all’aumento dei costi strutturali delle imprese.
Modifiche e integrazioni anche riguardo alla presentazione e gestione delle segnalazioni esterne
Con delibera n. 478, approvata dal Consiglio del 26 novembre 2025, Anac ha approvato le Linee Guida in materia di whistleblowing sui canali interni di segnalazione, dando indicazioni sulle modalità di gestione dei canali interni di segnalazione. L’obiettivo è garantire un’applicazione uniforme ed efficace della normativa sul whistleblowing e indirizzare ulteriormente i soggetti tenuti a dare attuazione alla stessa.
Considerati anche gli esiti della consultazione pubblica e acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali, nelle Linee Guida sono approfonditi i profili relativi a: il canale interno di segnalazione, le modalità di effettuazione della segnalazione e le ipotesi sanzionatorie; il gestore e la sua attività; i doveri di comportamento del personale dei soggetti sia del settore pubblico che privato; la formazione del personale; il ruolo di sostegno svolto dagli Enti del Terzo Settore.
Con delibera n. 479 approvata dal Consiglio del 26 novembre 2025, l’Autorità ha poi apportato modifiche ed integrazioni alle Linee guida sulla presentazione e gestione delle segnalazioni esterne, così da assicurare la coerenza dei contenuti con le indicazioni presenti superando alcune criticità segnalate dai soggetti tenuti ad applicare il d.lgs. n. 24/2023.
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, ha deliberato le nomine e il movimento di prefetti di seguito riportati.
– dott.ssa Carmen PERROTTA da Capo del Dipartimento per l’amministrazione generale, per le politiche del personale dell’amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie, è destinata a svolgere le funzioni di Capo del Dipartimento per gli affari interni e territoriali.
– dott. Claudio PALOMBA da Capo del Dipartimento per gli affari interni e territoriali, è destinato a svolgere le funzioni di Capo del Dipartimento per l’amministrazione generale, per le politiche del personale dell’amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie.
– dott.ssa Carolina BELLANTONI da Vice Capo Dipartimento per l’espletamento delle funzioni vicarie, Direttore Centrale per l’amministrazione generale e le prefetture – Uffici territoriali del Governo presso il Dipartimento per l’amministrazione generale, per le politiche del personale dell’amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie, è destinata a svolgere le funzioni di Vice Capо Dipartimento per l’espletamento delle funzioni vicarie, Direttore Centrale per le autonomie presso il Dipartimento per gli affari interni e territoriali.
– dott.ssa Caterina AMATO da Vice Capo Dipartimento per l’espletamento delle funzioni vicarie, Direttore Centrale per le autonomie presso il Dipartimento per gli affari interni e territoriali, è destinata a svolgere le funzioni di Vice Capo Dipartimento per l’espletamento delle funzioni vicarie, Direttore Centrale per l’amministrazione generale e le prefetture – Uffici territoriali del Governo presso il Dipartimento per l’amministrazione generale, per le politiche del personale dell’amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie.
– dott. Giuseppe CASTALDO da Cagliari, è collocato a disposizione ai sensi della legge 30 dicembre 1991, n. 410, ai fini del conferimento dell’incarico di Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso ed intenzionali violenti.
– dott.ssa Paola DESSI’ da Taranto, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Cagliari.
– dott. Ernesto LIGUORI da Frosinone, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Taranto.
– dott. Giuseppe RANIERI da Ragusa, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Frosinone.
– dott.ssa Tania GIALLONGO nominata prefetto, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Ragusa.
– dott. Luigi CARNEVALE da Brindisi, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Pescara.
– dott. Guido APREA da Massa Carrara, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Brindisi.
– dott. Gaetano CUPELLO da Chieti, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Massa Carrara.
– dott.ssa Silvana D’AGOSTINO da Barletta-Andria-Trani, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Chieti.
– dott.ssa Flavia ANANIA nominata prefetto, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Barletta-Andria-Trani.
– dott.ssa Cristina FAVILLI da Matera, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Lucca.
– dott.ssa Maria Carolina IPPOLITO da Enna, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Matera.
– dott. Ignazio PORTELLI è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Enna, cessando dalla posizione di fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri con incarico di Commissario dello Stato per la Regione Siciliana.
– dott. Stefano GAMBACURTA da Vice Direttore Generale della pubblica sicurezza per l’attività di coordinamento e di pianificazione presso il Dipartimento della pubblica sicurezza, è collocato fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai fini del conferimento dell’incarico di Commissario dello Stato per la Regione Siciliana.
– dott. Giancarlo DI VINCENZO da L’Aquila, è destinato a svolgere le funzioni di Vice Direttore Generale della pubblica sicurezza per l’attività di coordinamento e di pianificazione presso il Dipartimento della pubblica sicurezza
– dott. Vito CUSUMANO è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di L’Aquila, cessando dalla posizione di fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con incarico di Commissario del Governo per la Provincia di Bolzano.
– dott.ssa Maddalena TRAVAGLINI nominata prefetto, è collocata fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai fini del conferimento dell’incarico di Commissario del Governo per la Provincia di Bolzano.
– dott. Maurizio FALCO permane in posizione di fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai fini del conferimento dell’incarico di Vice Commissario del Governo per la Regione Friuli-Venezia Giulia, cessando dall’incarico di Commissario Straordinario di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto – legge 2 marzo 2024, n. 19.
– dott. Francesco MESSINA è collocato in posizione di disponibilità ai sensi dell’art. 12, comma 2-bis, del d.lgs. n. 139/2000, cessando dalla disposizione ai sensi dell’art. 237 del d.P.R. n. 3/1957.
– dott. Giovanni BRUNO è collocato a disposizione con incarico ai sensi dell’art. 237 del d.P.R. n. 3/1957, cessando dalla posizione di disponibilità ai sensi dell’art. 12, comma 2-bis, del d.lgs. n. 139/2000.
In questa puntata del Punto Podcast ASSIV, registrata a Sicurezza 2025 – Fiera Milano, affrontiamo uno dei temi più delicati e attuali del settore: l’utilizzo delle bodycam nella vigilanza privata.
Ospite dell’episodio è l’Avv. Tommaso Coretto, autore del quaderno tecnico ASSIV dedicato a privacy, bodycam, valutazioni d’impatto e responsabilità degli Istituti di Vigilanza.
Un approfondimento puntuale e completo che analizza: 🔹 il quadro normativo di riferimento, tra GDPR e Statuto dei Lavoratori; 🔹 limiti, opportunità e rischi legati all’impiego delle bodycam; 🔹 il ruolo della formazione degli operatori; 🔹 la necessità di regole aggiornate e condivise; 🔹 l’integrazione delle bodycam con nuove tecnologie, come droni e intelligenza artificiale.
Un contributo utile per comprendere come coniugare sicurezza, tutela dei diritti e innovazione tecnologica in un ambito in continua evoluzione.
Dopo la firma dell’accordo tra ANCI, ANIE e ASSIV, il silenzio. Non una cabina di regia, non un piano operativo, non un progetto pilota. Di fatto, ANCI non ha dato seguito al lavoro avviato, lasciando nel cassetto uno strumento che oggi sarebbe utilissimo
In Italia si parla sempre più spesso di sicurezza urbana. Se ne parla nei bar e nei consigli comunali, nei quartieri dove la sera si esce meno volentieri e nelle dichiarazioni dei sindaci che chiedono più risorse, più uomini, più strumenti. Eppure c’è un elemento che rende tutto questo dibattito quasi paradossale: uno strumento già esiste, è stato firmato, è stato annunciato… e poi è stato lasciato lì, a prendere polvere.
Mi riferisco al Protocollo tra ANCI, ANIE e ASSIV, un accordo che sulla carta avrebbe dovuto aiutare i Comuni a gestire la sicurezza urbana in modo più moderno, concreto ed efficace. E che invece non ha mai davvero visto la luce.
In Italia si parla sempre più spesso di sicurezza urbana. Se ne parla nei bar e nei consigli comunali, nei quartieri dove la sera si esce meno volentieri e nelle dichiarazioni dei sindaci che chiedono più risorse, più uomini, più strumenti. Eppure c’è un elemento che rende tutto questo dibattito quasi paradossale: uno strumento già esiste, è stato firmato, è stato annunciato… e poi è stato lasciato lì, a prendere polvere.
Mi riferisco al Protocollo tra ANCI, ANIE e ASSIV, un accordo che sulla carta avrebbe dovuto aiutare i Comuni a gestire la sicurezza urbana in modo più moderno, concreto ed efficace. E che invece non ha mai davvero visto la luce.
Quando ANCI e ANIE lo firmarono, a fine 2022, l’idea era molto semplice: mettere insieme le competenze industriali e tecnologiche di ANIE (che rappresenta le imprese dell’elettrotecnica, dell’elettronica, della sicurezza) con il ruolo istituzionale dei Comuni italiani.
ASSIV, a sua volta parte di ANIE e che rappresenta il mondo della vigilanza privata, era parte integrante del progetto proprio per rafforzare l’aspetto della sicurezza urbana.
Insomma: comuni + tecnologia + sicurezza + professionisti del settore. Una squadra che, almeno sulla carta, aveva tutto per funzionare.
Il Protocollo puntava su alcuni obiettivi chiave, come aiutare i Comuni a progettare sistemi di videosorveglianza e monitoraggio del territorio più intelligenti; offrire loro formazione, linee guida e supporto tecnico; condividere buone pratiche per rendere le città più sicure, ma anche più moderne e sostenibili; integrare la sicurezza con altre sfide urbane quali energia, illuminazione pubblica, digitalizzazione, rigenerazione degli spazi. Era un modo per dire che sicurezza urbana non significa solo “più pattuglie”, ma anche più tecnologia, più prevenzione, più coordinamento.
Dopo la firma, però, il silenzio. Non una cabina di regia, non un piano operativo, non un progetto pilota. Di fatto, ANCI non ha dato seguito al lavoro avviato, lasciando nel cassetto uno strumento che oggi sarebbe utilissimo.
E la cosa sorprende ancora di più se si guarda al clima attuale: città che faticano a presidiare il territorio, forze dell’ordine sotto pressione, amministrazioni che cercano soluzioni, non sempre ortodosse, per rispondere alle richieste dei cittadini.
Riprendere in mano quel Protocollo avrebbe un impatto immediato. Le competenze infatti già ci sono, ANIE e ASSIV rappresentano aziende e professionisti che da anni lavorano nella sicurezza fisica, elettronica e tecnologica, e non servirebbe quindi inventare nulla: basterebbe metterli nelle condizioni di collaborare con i Comuni. E soprattutto eviteremmo di ricominciare da zero ogni volta, in un eterno e sconfortante “giorno della marmotta”. Ogni Comune oggi va per conto suo, con risultati disomogenei e sprechi di risorse. Il Protocollo offriva un percorso unico, standardizzato, replicabile.
Nel momento in cui la sicurezza torna al centro delle discussioni fa impressione pensare che una soluzione efficace fosse già pronta tre anni fa.
Rilanciare quel Protocollo non deve servire a fare un annuncio una volta di più. Si tratterrebbe, invece, di dare ai Comuni un aiuto concreto; significherebbe usare meglio le tecnologie italiane; contribuirebbe a mettere ordine in un settore che oggi procede a macchia di leopardo. E, soprattutto, vorrebbe dire occupare lo spazio che i cittadini chiedono alle istituzioni: quello della responsabilità e dell’efficacia.
Nel contesto attuale, la figura del Security Manager è chiamata ad affrontare sfide sempre più complesse, che richiedono competenze aggiornate sia sul piano operativo sia su quello normativo. Per rispondere a queste esigenze nasce il Corso di Aggiornamento Security Manager – edizione 2026, organizzato da Vale Srl, società di formazione e consulenza specializzata nel settore della vigilanza privata e Centro di Formazione Scuola Lavoro accreditato, in collaborazione con ASSIV – Associazione Italiana Vigilanza e Servizi di Sicurezza.
Il corso ha una durata complessiva di 8 ore, articolate in due lezioni in modalità webinar sincrona, e si svolgerà nelle giornate del 28 gennaio e 20 febbraio 2026, dalle ore 14.30 alle 18.30, attraverso la piattaforma Zoom. Tutte le lezioni saranno registrate, consentendo ai partecipanti di rivedere i contenuti o recuperarli in caso di assenza.
Obiettivi formativi
Il percorso è pensato per accompagnare i partecipanti nella comprensione delle reali esigenze di security nel mondo degli eventi sportivi, analizzando casi concreti, modalità operative e il coordinamento con gli Istituti di Vigilanza. Un’attenzione particolare è dedicata anche all’applicazione del GDPR nelle tecnologie più utilizzate dai Security Manager – videosorveglianza, body cam, dash cam e droni – fornendo indicazioni pratiche per coniugare efficacia della sicurezza e piena conformità alla normativa sulla protezione dei dati personali
Destinatari e attestazione
Il corso è rivolto sia a Security Manager certificati secondo la UNI 10459:2017, sia a professionisti della security non certificati e a tutti coloro che desiderano approfondire le tematiche trattate. Al termine del percorso, previo superamento del test finale, sarà rilasciato un attestato di frequenza ai sensi della normativa vigente.
Costi e agevolazioni
Il costo di partecipazione è pari a € 350 + IVA, comprensivo di iscrizione, frequenza e materiale didattico. Per le imprese associate ASSIV è previsto uno sconto del 20%, con una quota agevolata di € 280 + IVA
Le iscrizioni scadono lunedì 26 gennaio 2026. Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare il numero verde 800 985 394 oppure scrivere a [email protected].
Prosegue la pubblicazione dei podcast ASSIV registrati a Sicurezza 2025 – Fiera Milano, il ciclo di interviste dedicate ai temi strategici della sicurezza privata e al confronto con i principali protagonisti del settore.
Nella nuova puntata del Punto Podcast ASSIV ospitiamo Davide Mantovan, Direttore Operativo di ERA Security e autore del Quaderno di approfondimento ASSIV “Obblighi, formazione e competenze sull’uso delle armi nella vigilanza privata”.
Uso delle armi nella vigilanza privata: norme, formazione e innovazione
L’intervista prende avvio dal quadro normativo di riferimento – TULPS, DM 154/2009 e DM 269/2010 – per approfondire gli aspetti più rilevanti legati a:
porto, custodia e impiego dell’arma da parte delle Guardie Particolari Giurate;
responsabilità operative e organizzative degli istituti di vigilanza;
il tema particolarmente delicato della weapon retention, fondamentale per la sicurezza dell’operatore e dei terzi;
l’evoluzione del ruolo della tecnologia, fino all’integrazione tra armi, sistemi tecnologici e intelligenza artificiale.
Un confronto che mette in evidenza come la corretta gestione dell’arma non sia solo un obbligo normativo, ma un elemento centrale di professionalità, formazione continua e sicurezza complessiva del servizio.
Ascolta la puntata completa
La conversazione integrale con Davide Mantovan (ERA Security) è disponibile nel Punto Podcast ASSIV👉
Sul sito www.assiv.it è disponibile la playlist completa dei podcast realizzati a Sicurezza 2025
Nella notte del 27 novembre 2025, il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Rivoli è stato teatro di un grave episodio di violenza che ha richiesto un intervento immediato e qualificato. Un paziente in forte stato di agitazione ha messo a rischio la sicurezza di operatori sanitari e utenti, rendendo necessaria una gestione tempestiva dell’emergenza. In questo contesto, le Guardie Particolari Giurate di Telecontrol Vigilanza Srl hanno gestito la situazione, contenendo la criticità e garantendo la tutela delle persone presenti fino all’arrivo delle Forze dell’Ordine. A partire da questo episodio, abbiamo intervistato Mariangela Brendolan, CEO di Telecontrol, per approfondire l’accaduto e il ruolo sempre più centrale della vigilanza privata nei contesti sanitari.
D. Dott.ssa Brendolan, grazie per la sua disponibilità. Partiamo dai fatti: può raccontarci che cosa è accaduto al Pronto Soccorso di Rivoli e qual è stato l’intervento delle Guardie Particolari Giurate di Telecontrol?
R. Nella notte del 27 novembre 2025, intorno all’ 01.37 circa, la nostra Centrale Operativa è stata allertata dal personale in servizio presso l’Ospedale di Rivoli informando di aver richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine per la presenza al Pronto Soccorso di un paziente in forte stato di agitazione. L’uomo, arrivato in evidente stato di alterazione, aveva iniziato ad incendiare le lenzuola e a manifestare comportamenti estremamente violenti, aggredendo sia le GPG che il personale sanitario. Vista la crescente pericolosità della situazione, è stato richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine che una volta sul posto hanno preso in custodia il soggetto e raccolto le testimonianze necessarie per effettuare gli opportuni accertamenti.
D. L’episodio si è svolto in un contesto di forte criticità. Dal suo punto di vista, quali elementi di preparazione e quali competenze hanno permesso alle GPG di gestire la situazione con tale efficacia?
R. Telecontrol svolge servizio all’Ospedale di Rivoli ed in altri poli Ospedalieri del territorio da parecchi anni e conosce bene la complessità dei contesti sanitari, in particolare del Pronto Soccorso e dei reparti di Psichiatria, dove si registrano le maggiori situazioni di criticità che includono spesso aggressioni verbali o fisiche da parte dei pazienti e/o parenti, oltre che rischi biologici e chimici legati al contesto.
La gestione efficace di situazioni come quella descritta è frutto di un mix di esperienza, qualità personali, formazione continua e selezione accurata del personale. Le nostre GPG vengono scelte attraverso un processo curato dall’area Risorse Umane, composta da esperti nel campo della psicologia del lavoro, che valuta competenze e qualità personali dei candidati. Inoltre, nei servizi più delicati come quelli svolti presso i presidi sanitari, vengono impiegati operatori con diversi anni di esperienza e formazione specifica, così da poter garantire un elevato livello di servizio e continuità, elementi molto apprezzati anche dal personale ospedaliero, che conosce e si fida delle nostre risorse.
D. Lei ci ha spiegato che le GPG impegnate nei servizi in ambito sanitario ricevono una formazione specifica. Può illustrare quali sono i principali moduli formativi e quale approccio adottate per prepararli a scenari così delicati?
R. La formazione delle nostre GPG in ambito sanitario parte da un DUVRI accurato, che permette di individuare i rischi specifici della postazione. In base a questa analisi, gli operatori che prestano servizio negli ospedali sono in possesso degli attestati di Antincendio a Rischio Elevato (facendo spesso parte della squadra di primo intervento insieme agli addetti ospedalieri), Primo Soccorso di tipo A e BLSD per l’uso del defibrillatore.
A queste competenze tecniche affianchiamo moduli dedicati alla gestione delle relazioni e delle emergenze: Comunicazione e relazione empatica per migliorare la comunicazione verbale e non verbale e la comprensione degli utenti; Psicologia delle Emergenze per approfondire le tematiche di gestione delle situazioni di emergenza; Gestione delle Emozioni nei contesti di Emergenza per effettuare un focus sul piano psicologico connesso con situazioni emergenziali e tecniche di De-Escalation.
Questo approccio integrato consente alla GPG di riconoscere e prevenire situazioni potenzialmente critiche e di disinnescarle con tecniche di negoziazione.
D. In casi come questo, la capacità di gestione dello stress e del conflitto è determinante. Quanto peso ha, nella vostra formazione, l’addestramento dedicato alla gestione di persone in stato di agitazione, fragilità o sofferenza?
R. La gestione dello stress e del conflitto è un elemento centrale nel nostro piano formativo. Dal 2018 affrontiamo queste tematiche con corsi sviluppati ad hoc dal team delle Risorse Umane, intensificati durante la pandemia del 2020 quando le GPG contribuirono a garantire i servizi essenziali per i cittadini esponendosi a situazioni di stress ed emergenza.
L’obiettivo è di fornire strumenti per comprendere e gestire le proprie emozioni, riconoscere lo stato d’animo delle persone in agitazione o sofferenza ed individuare la risposta più adeguata a supportare e contenere la situazione.
Considerato l’aumento delle aggressioni, abbiamo inoltre integrato moduli specifici su stress, resilienza e de-escalation anche nei corsi obbligatori previsti dal D. Lgs 81/08.
D. La sicurezza negli ospedali è un tema sempre più centrale. Quali sono, secondo Telecontrol, le principali criticità di questi ambienti e quale contributo possono dare gli operatori della vigilanza privata?
R. il tema della sicurezza in ambito ospedaliero e sanitario è sempre più centrale, soprattutto per le criticità legate alla concentrazione di persone in spazi comuni come le sale d’attesa dei Pronto Soccorso, dove paura ed ansia possono generare comportamenti aggressivi.
Quest’anno abbiamo incluso nell’aggiornamento annuale previsto del DM 269/2010 moduli specifici sulla Prevenzione dei comportamenti violenti rivolti agli Operatori della Sicurezza, fornendo così strumenti concreti per gestire queste situazioni.
Ritengo che il tema della sicurezza dovrebbe essere affrontato in modo congiunto e coordinato tra istituzioni, servizi sanitari e vigilanza privata, così come il tema della Security non può essere visto slegato dal concetto di Safety e l’esperienza presso i presidi sanitari ne è un chiaro esempio.
Ci tengo inoltre a segnalare la prima edizione di un’interessante iniziativa di formazione organizzata a dicembre 2025 dall’ASL Città di Torino in collaborazione con il Sindacato Italiano Militari-carabinieri di Torino, il cui obiettivo è stato di fornire agli operatori dei pronto soccorso cittadini strumenti operativi per gestire situazioni conflittuali e contesti potenzialmente violenti, quali il riconoscimento dei segnali di escalation, tecniche comunicative, procedure di autoprotezione e analisi dell’ambiente in chiave di sicurezza.
D. Un intervento come quello avvenuto a Rivoli dimostra quanto il ruolo della vigilanza privata vada oltre il presidio fisico, diventando tutela delle persone e supporto attivo alle strutture sanitarie. Quale messaggio desidera rivolgere alle Sue GPG e, più in generale, al comparto della sicurezza privata?
R. Il messaggio che speriamo possa passare è relativo all’importanza del ruolo della vigilanza privata e degli operatori che svolgono questo lavoro impegnativo e delicato, che va oltre il semplice presidio fisico svolgendo inevitabilmente anche un ruolo di tutela delle persone e supporto alle strutture. Gli operatori della Sicurezza consentono ad altri professionisti (medici, infermieri, operatori sanitari) di lavorare in sicurezza e tranquillità ed agli utenti di fruire in sicurezza dei luoghi.
Il nostro obiettivo come Telecontrol è quello di continuare ad investire sulle persone, che sono il cuore della nostra azienda, formandole e fornendo loro strumenti sempre più efficaci per affrontare situazioni complesse, prevenire i rischi e gestire i conflitti disinnescando e negoziando.
Il mercato della sicurezza sta sperimentando tecnologie, sensoristica e algoritmi di AI applicabili a questi contesti e non escludo che anche noi potremo valutarne l’utilità; tuttavia, oggi mi sento di affermare che la competenza e le caratteristiche umane siano ancora insostituibili nella prevenzione e gestione dei conflitti.
D. Per concludere, desidera aggiungere un pensiero finale: un ringraziamento, una riflessione o un appello alle istituzioni?
Vorrei concludere sottolineando il valore fondamentale del lavoro della vigilanza privata, spesso poco visibile ma essenziale per la sicurezza e il supporto alle persone in ogni contesto, dagli ospedali agli spazi pubblici. Un ringraziamento speciale va alle nostre GPG, che quotidianamente affrontano situazioni complesse con professionalità e responsabilità. Infine, un appello alle istituzioni: riconoscere e valorizzare sempre di più il ruolo della vigilanza privata, garantendo strumenti, formazione e supporto adeguati, per tutelare sia gli operatori sia chi usufruisce dei servizi.
I dati ISTAT su occupazione, input di lavoro e imprese
Nel terzo trimestre 2025 l’input di lavoro utilizzato dal sistema economico, misurato dalle ore lavorate di Contabilità Nazionale, aumenta dello 0,7% su base congiunturale e del 2,0% su base annua. È quanto emerge dai dati diffusi da ISTAT.
Nel confronto con il trimestre precedente, il numero di occupati – stimato dalla Rilevazione sulle forze di lavoro al netto della stagionalità – registra una lieve diminuzione (-45 mila unità, pari a -0,2%), attestandosi a 24 milioni 102 mila occupati.
Alla riduzione dei dipendenti a termine (-51 mila, -2,0%) e alla sostanziale stabilità dei dipendenti a tempo indeterminato, si contrappone la crescita degli indipendenti (+14 mila, +0,3%).
Il tasso di occupazione si attesta al 62,5%, in lieve calo (-0,1 punti), con andamenti differenziati:
in diminuzione per uomini, giovani e nelle regioni del Centro-Nord;
stabile per donne, 35-49enni e nel Mezzogiorno;
in crescita per i 50-64enni.
Il tasso di disoccupazione scende al 6,1% (-0,2 punti), mentre il tasso di inattività sale al 33,3% (+0,3 punti).
Imprese: crescono le posizioni lavorative dipendenti
Nelle imprese dell’industria e dei servizi, le posizioni lavorative dipendenti aumentano dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. La crescita riguarda in misura analoga i full time, mentre risulta più contenuta per i part time (+0,2%).
Su base annua, le posizioni lavorative crescono dell’1,6%, con un incremento più marcato per il tempo pieno (+1,7%) rispetto al tempo parziale (+1,3%). La quota di part time sul totale delle posizioni scende lievemente al 28,8%, sia nel confronto congiunturale sia in quello tendenziale.
Ore lavorate, Cig e forme contrattuali
Le ore lavorate per dipendente aumentano dell’1,0% rispetto al trimestre precedente e dell’1,3% su base annua.
Le ore di cassa integrazione (Cig) diminuiscono in termini tendenziali, mentre prosegue – seppur in rallentamento – il calo delle posizioni in somministrazione. Al contrario, il lavoro intermittente continua a crescere, con un aumento del 6,0% su base annua.
Costo del lavoro e posti vacanti
L’indice destagionalizzato del costo del lavoro per Ula cresce dello 0,8% su base trimestrale, per effetto dell’aumento sia delle retribuzioni (+0,7%) sia dei contributi sociali (+1,2%).
Su base annua, il costo del lavoro aumenta del 3,3%, trainato in particolare dalla crescita dei contributi sociali (+4,8%).
Il tasso di posti vacanti si attesta all’1,8%, in aumento rispetto al trimestre precedente ma in diminuzione nel confronto con lo stesso periodo del 2024.
Dati non destagionalizzati: fine della crescita ininterrotta
Nei dati non destagionalizzati, il numero di occupati nel terzo trimestre 2025 risulta sostanzialmente stabile su base annua, interrompendo una fase di crescita durata diciassette trimestri consecutivi.
La crescita dei dipendenti a tempo indeterminato e degli indipendenti compensa il forte calo dei dipendenti a termine, mentre l’aumento del lavoro a tempo pieno bilancia la riduzione del part time.
Punto Podcast ASSIV | Intelligenza Artificiale e sicurezza
Il contributo degli associati al dibattito sull’AI applicata alla vigilanza
Il tema dell’Intelligenza Artificiale applicata alla sicurezza è già oggetto di attenzione e confronto nel settore, ma continua a rappresentare un ambito di grande rilevanza, che richiede analisi e approfondimenti continui.
Nel nuovo episodio del Punto Podcast ASSIV, registrato in occasione di SICUREZZA 2025 – Fiera Milano, Bruno Uva, Responsabile Operativo di Forte Secur Group, offre il punto di vista di un’impresa associata, approfondendo l’impatto dell’AI sull’organizzazione dei servizi di vigilanza, sull’integrazione tra tecnologia e fattore umano e sulle prospettive operative per le imprese di sicurezza privata.