Covid 19 Regione Emilia Romagna: Ordinanza n. 208 del 30 ottobre 2020

Ordinanza 83 del 30 ottobre 2020: Ulteriore ordinanza ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione della sindrome da Covid 19. Disposizioni in merito alla provincia di Piacenza

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Covid 19 Regione Calabria: Ordinanza n. 83 del 30 ottobre 2020

Ordinanza 83 del 30 ottobre 2020: Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica. limitazione agli spostamenti delle persone fisiche e sospensione delle attività scolastiche in presenza, nei Comuni identificati come “zona rossa” di Giffone (RC), Caccuri (KR) e nei Comuni di identificati come “zona arancione” di Mangone Rovito, Spezzano della Sila e Zumpano (CS), Anoia, Rosarno e Taurianova (RC).

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Covid 19 Regione Campania: Ordinanze nn. 86 e 87 del 30 e 31 ottobre 2020

Ordinanza 86 del 30 ottobre 2020: Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n.833 in materia di igiene e sanità pubblica e dell’art. 3 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19. Disposizioni in tema di attività scolastica e trasporto pubblico locale. – Proroga della cd.”zona rossa” nel comune di Arzano (NA).

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Ordinanza 87 del 31 ottobre 2020: Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n.833 in materia di igiene e sanità pubblica e dell’art. 3 del decreto-legge 25 marzo
2020, n. 19. Proroga delle misure in tema di limitazioni alla mobilità, locale e interprovinciale

Covid 19 Regione Basilicata: Ordinanza n. 40 del 30 ottobre 2020

Pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata n. 96 – Speciale del 30 ottobre 2020  l’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n° 40 del 30 ottobre 2020 :

 “Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, dell’articolo 1, comma 16, del decreto legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, e dell’articolo 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica. Ulteriori misure urgenti di contenimento del contagio da COVID-19“.

Pubblicato il rapporto dell’Autorità nazionale anticorruzione sul mercato degli appalti relativo al primo quadrimestre 2020

Pubblicato il rapporto dell’Autorità nazionale anticorruzione sul mercato degli appalti relativo al primo quadrimestre 2020

Il mercato dei contratti pubblici subisce, a causa del Covid-19, la prima flessione dopo 3 anni di
incremento: il valore economico delle gare cala più del loro numero, ma aumentano i contratti per le
forniture, e le procedure avviate prima e durante l’emergenza non subiscono uno stop.
Questi in sintesi i dati principali che emergono dal rapporto quadrimestrale dell’Autorità nazionale
anticorruzione relativo alle procedure di affidamento perfezionate di importo pari o superiore a 40.000
euro nel periodo gennaio aprile 2020, in piena emergenza pandemica.

“A fronte di un comprensibile calo delle gare – ha commentato il Presidente dell’Anac, Giuseppe Busia –
appare confortante osservare che il coronavirus non ha fermato quelle avviate, mentre il tasso di gare
annullate è in linea con gli anni precedenti. L’Autorità – conclude Busia – continua e rafforza l’opera di
sostegno alle pubbliche amministrazioni impegnate a far fronte all’emergenza sanitaria, soprattutto per
l’utilizzo delle procedure più semplici e veloci”.
Nel periodo di riferimento, si registrano 48.792 lotti di gara avviati, per un importo complessivo a base
d’asta pari a 46,2 miliardi di euro, in calo rispettivamente del -3,9% e del -17,5% rispetto all’analogo
periodo del 2019. Se si eccettua il 3° quadrimestre 2018 in cui ci fu un calo nel valore delle gare, è la
prima volta dal 2017 che si verifica una diminuzione tendenziale nelle gare pubbliche.
Se guardiamo alla tipologia di contratto (lavori, servizi, forniture), vi è stato un calo generalizzato sia nel
numero di procedure che nel valore, ad eccezione del numero di forniture che è cresciuto del 25,7%, come
probabile conseguenza della corsa all’acquisto di farmaci, mascherine, DPI, strumentazioni ospedaliere
etc. nel pieno dell’emergenza Covid-19.


Per quanto riguarda la scelta del contraente, si conferma una prevalenza delle procedure “derogatorie”:
2 gare su 3 sono aggiudicate tramite affidamento diretto o procedura negoziata senza previa
pubblicazione del bando, per un valore complessivo pari a circa un terzo dell’intero mercato.
Infine, è stato approfondita la situazione di quelle procedure che, a fine aprile, non risultavano
“perfezionate”, per le quali cioè non era stato ancora pubblicato il bando, o inviata la lettera d’invito o
emessa la determina a contrarre: l’obiettivo era capire se queste procedure, avviate poco prima o durante
il lockdown, avessero dato luogo a gare vere e proprie o fossero state annullate a causa dell’emergenza.
La percentuale di mancato perfezionamento si è rivelata in linea (circa 10%) con quella storica, segno che
le Amministrazioni hanno continuato ad operare pur nelle enormi difficoltà del periodo.

Roma, 22 ottobre 2020

Fonte: ANAC

Camera dei Deputati, interrogazione on. Salvatore Deidda sui servizi antipirateria

Maria Cristina Urbano: Ringrazio di tutto cuore, a nome di ASSIV e dell’intero comparto, l’on. Salvatore Deidda di Fratelli d’Italia per l’appassionata perorazione a favore della vigilanza privata fatta alla Camera in occasione dell’interrogazione parlamentare  n. 3- 01725  “iniziative volte a prevedere la proroga dell’affidamento a società di vigilanza privata del servizio di antipirateria marittima, nelle more dell’attivazione dei corsi di abilitazione”.

Qui trovi il testo dell’interrogazione e la risposta del Governo

Italia Oggi: La P.A. si trova in semiletargo

Italia Oggi: La p.a. si trova in semiletargo

Pubblichiamo una recente intervista al prof. Pietro Ichino in tema di Pubblica Amministrazione e smart working.

Il prof. Ichino analizza ed  inquadra con la consueta lucidità il fenomeno  che imprenditori, professionisti e semplici cittadini  sperimentano ogni giorno, e cioè la paralisi dell’apparato burocratico amministrativo degli enti pubblici, che crea danni ingentissimi, che si vanno a sommare a quelli già incalcolabili dovuti alla pandemia

Centro Studi Confindustria: Indagine rapida sulla produzione industriale

Si interrompe la crescita dell’attività industriale in settembre (-3,2%), si stabilizza in ottobre (+0,4%)

Le prospettive, però, sono tornate negative.  La produzione industriale italiana registra il primo stop in settembre, dopo quattro mesi di crescita robusta. Nel terzo trimestre si rileva un rimbalzo del 29,5% rispetto al secondo, mentre il quarto potrebbe segnare una nuova caduta dell’attività in conseguenza del peggioramento del contesto economico generale a causa della recrudescenza dei contagi da Covid-19. Le indagini condotte in ottobre mostrano sia tra gli imprenditori manifatturieri che tra le famiglie una crescente preoccupazione sulle prospettive economiche nei prossimi mesi.

Il CSC rileva un aumento della produzione industriale dello 0,4% in ottobre su settembre, quando è stimata diminuire del 3,2% su agosto1. Nel terzo trimestre si registra un incremento congiunturale del 29,5%, dopo il -16,8% rilevato dall’ISTAT nel secondo. Rispetto al terzo trimestre del 2019 la variazione nei mesi estivi si attesta al -5,8%. La variazione congiunturale acquisita nel quarto trimestre è di +0,7%. La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, diminuisce in ottobre dell’1,6% rispetto allo stesso mese del 2019; in settembre è vista in calo del 4,0% sui dodici mesi. Gli ordini in volume diminuiscono in ottobre dell’1,4% sul mese precedente (-1,4% annuo) e in settembre dello 0,3% su agosto (-4,8% su settembre 2019).

L’andamento della produzione industriale nei due mesi di rilevazione evidenzia un rallentamento della crescita dopo il forte recupero nei mesi estivi. Sulla debole dinamica dell’attività in settembre e ottobre ha inciso la marcata riduzione delle scorte di magazzino, rilevata dall’indagine Ihs-Markit sul PMI manifatturiero e da quella ISTAT sulla fiducia; dal punto di vista della domanda, invece, il freno è venuto soprattutto dalla componente estera. Per quanto riguarda le attese, in ottobre gli imprenditori manifatturieri hanno espresso una maggiore preoccupazione sulla dinamica di ordini e produzione a tre mesi, in linea con il peggioramento della crisi sanitaria, non solo in Italia ma anche nei principali partner commerciali europei.

Anche tra le famiglie italiane è aumentata l’incertezza, che si è riflessa in una diminuzione della fiducia in ottobre, dopo due mesi di recupero. Tutte le componenti dell’indice composito sono risultate in calo, in particolare quelle relative al clima economico e al clima futuro. Sono peggiorate soprattutto le attese sulla situazione economica personale e sulla disoccupazione, mentre è aumentato il saldo relativo alle opportunità attuali di risparmio. Una lettura integrata di queste variabili suggerisce che gli accresciuti timori, legati alla recrudescenza dei contagi in Italia, hanno già portato a una maggiore prudenza nelle decisioni di spesa delle famiglie e quindi a una riduzione dei consumi che, verosimilmente, continuerà anche nei prossimi mesi, in linea con l’atteso peggioramento della crisi sanitaria.

È difficile intravedere nel breve periodo segnali di ripresa economica

 

1 Tutte le variazioni mensili sono calcolate sui dati corretti per il diverso numero di giornate lavorative e destagionalizzati.

* In parentesi: differenza giorni rispetto all’anno precedente. Nota metodologica: nel mese di riferimento dell’indagine viene chiesto alle imprese di calcolare, a consuntivo, la variazione tendenziale della produzione grezza del mese precedente e di formulare una previsione della variazione tendenziale della produzione grezza del mese in corso. Questa variazione può essere rivista nell’indagine successiva, quando lo stesso mese è chiesto nuovamente, ma a consuntivo.

A cura di Massimo Rodà, tel. +39 06 5903635, e-mail: [email protected]

Istat: occupati e disoccupati (settembre 2020)

Istat: occupati e disoccupati (settembre 2020)

A settembre, il numero di occupati risulta sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente, si conferma la flessione dei disoccupati registrata ad agosto e prosegue il calo degli inattivi.

La sostanziale stabilità dell’occupazione (+ 6mila unità) è sintesi, da un lato, dell’aumento osservato tra le donne, i dipendenti a tempo indeterminato e gli over50 e, dall’altro, della diminuzione tra gli indipendenti e i 25-34enni. Nel complesso il tasso di occupazione sale al 58,2% (+0,1 punti percentuali).

La flessione del numero di persone in cerca di lavoro (-0,9% pari a -22mila unità) coinvolge gli uomini e gli under 50, mentre tra le donne e gli ultra 50enni si osserva una leggera crescita. Il tasso di disoccupazione scende al 9,6% (-0,1 punti) e tra i giovani al 29,7% (-1,7 punti).

Anche il numero di inattivi risulta in lieve diminuzione (-0,1% pari a -15mila unità); tale andamento è frutto del calo tra le donne e gli over35, non completamente compensato dall’aumento osservato tra gli uomini e gli under35. Il tasso di inattività resta invariato al 35,5%.

Il livello di occupazione nel terzo trimestre 2020 è superiore dello 0,5% a quello del trimestre precedente, registrando un aumento di +113mila unità.

Nel trimestre crescono anche le persone in cerca di occupazione (+18,1% pari a +379mila) e calano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-3,7% pari a -521mila unità).

Le ripetute flessioni congiunturali registrate tra marzo e giugno 2020 hanno fatto sì che, anche nel mese di settembre 2020, l’occupazione continui a essere più bassa di quella registrata nello stesso mese del 2019 (-1,7% pari a -387mila unità). La diminuzione coinvolge uomini e donne di qualsiasi età, dipendenti (-281mila) e autonomi (-107mila), con l’unica eccezione degli over50, tra i quali gli occupati crescono di 194mila unità, soprattutto per effetto della componente demografica. Il tasso di occupazione scende, in un anno, di 0,9 punti percentuali.

A settembre 2020 le ore pro capite effettivamente lavorate, calcolate sul complesso degli occupati, sono pari a 34,8, livello di 0,7 ore inferiore a quello registrato a settembre 2019; la differenza si riduce a 0,4 ore per i dipendenti.

Nell’arco dei dodici mesi diminuiscono le persone in cerca di lavoro (-2,3%, pari a -59mila unità), mentre aumentano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+2,5%, pari a +333mila).

 

Fonte Istat