Seminari di approfondimento suI Codice dei Contratti – Nuova data per Roma

Seminari di approfondimento sul Codice dei Contratti – Nuova data per Roma

Lo Studio AOR  consulente ASS.I.V., organizza due seminari di approfondimento sul “Codice dei contratti: I nuovi obblighi in materia di ritenute negli appalti pubblici. L’ambito di applicazione e le ricadute sui soggetti aggiudicatari “.

I seminari si terranno in due date:

Giovedì 14 Febbraio 2020, in Roma, presso lo Studio AOR, in Via Sistina, 48

 

Giovedì 20 Febbraio 2020, in Milano, presso lo Studio AOR, in Via Durini, 25

 

I lavori inizieranno alle ore 9.30 e si concluderanno alle ore 13.30.

 

A seguire verrà offerto dallo Studio AOR  un light lunch ai partecipanti.

 

 

Locandina aggiornata seminario codice contratti.1

I seminari, aperti agli Associati ASS.I.V., sono volti ad approfondire le nuove norme introdotte dall’art. 4 del Decreto Legge n. 124 del 25 Ottobre 2019, convertito in Legge n. 157 del 19 Dicembre 2019.

I seminari sono rivolti a:

  • Professionisti operanti a qualsiasi titolo nel settore degli appalti pubblici, e in particolare, ai responsabili unici del procedimento
  • L. e ai D.E.C.
  • Dirigenti responsabili del servizio e della stazione appaltante
  • Addetti alle procedure di gara, sia delle stazioni appaltanti che degli operatori economici
  • Fornitori della P.A
  • Imprese di lavori, servizi e forniture
  • Liberi professionisti interessati alla materia

 

La partecipazione è gratuita sino ad esaurimento posti.

 

L’iscrizione dovrà pervenire all’indirizzo e-mail  [email protected].

 

Scarica il programma dell’evento.

Seminari di approfondimento suI Codice dei Contratti

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Lo Studio AOR,consulente ASS.I.V., organizza due seminari di approfondimento sul “Codice dei contratti: I nuovi obblighi in materia di ritenute negli appalti pubblici. L’ambito di applicazione e le ricadute sui soggetti aggiudicatari “.

I seminari si terranno in due date:

Giovedì 13 Febbraio 2020, in Roma, presso lo Studio AOR, in Via Sistina, 48

Giovedì 20 Febbraio 2020, in Milano, presso lo Studio AOR, in Via Durini, 25

I lavori inizieranno alle ore 9.30 e si concluderanno alle ore 13.30.

A seguire verrà offerto dallo Studio AOR  un light lunch ai partecipanti.

 

I seminari, aperti agli Associati ASS.I.V., sono volti ad approfondire le nuove norme introdotte dall’art. 4 del Decreto Legge n. 124 del 25 Ottobre 2019, convertito in Legge n. 157 del 19 Dicembre 2019.

I seminari sono rivolti a:

  • Professionisti operanti a qualsiasi titolo nel settore degli appalti pubblici, e in particolare, ai responsabili unici del procedimento
  • L. e ai D.E.C.
  • Dirigenti responsabili del servizio e della stazione appaltante
  • Addetti alle procedure di gara, sia delle stazioni appaltanti che degli operatori economici
  • Fornitori della P.A
  • Imprese di lavori, servizi e forniture
  • Liberi professionisti interessati alla materia

La partecipazione è gratuita sino ad esaurimento posti.

L’iscrizione dovrà pervenire all’indirizzo e-mail  [email protected].

In allegato il programma dell’evento.

La norma UNI ISO 37001 “Sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione”

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CORSI FOCUS SECURITY – La norma UNI ISO 37001 “Sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione”

Il corso focus security, organizzato dall’Ente di certificazione Cersa Srl, sulla norma UNI ISO 37001 “Sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione”, che si svolgerà il 17 Febbraio 2020 a Milano, presso la sala corsi ICMQ, Via G. de Castillia, 10.

Il corso consente di conseguire 8 crediti formativi ai fini del mantenimento della certificazione dei Professionisti Security, Professionisti del trattamento e protezione dei dati personali, Auditor 231, periti liquidatori assicurativi.

Scarica locandina con tutti i dettagli e la scheda di iscrizione con i costi.

Maria Cristina Urbano: una legge per impiegare le nostre guardie giurate all’estero

Una legge per impiegare le nostre guardie giurate all’estero

Conclusa la sessione parlamentare dedicata alla legge di bilancio, è tempo per la Camera dei deputati di riavviare l’esame della proposta di legge sull’impiego delle guardie giurate all’estero che, in questa legislatura, è stata presentata dall’on. Francesco Lollobrigida e dal gruppo di Fratelli d’Italia.

Lo scorso mese di novembre ho avuto l’onore di essere audita in Commissione Affari Costituzionali come presidente di Assiv per rappresentare le valutazioni dell’associazione sulla proposta di legge in parola, valutazioni che, giova ribadirlo, sono assolutamente positive; la Commissione ha successivamente ritenuto di dover ampliare il ciclo di audizioni inizialmente previsto, includendo anche i committenti del servizio di tutela di assets aziendali su territorio straniero (almeno quelli maggiormente significativi quali, a titolo puramente esemplificativo, ENI e simili).

Bene, diciamo noi, purché si faccia presto. Il settore della vigilanza privata, infatti, negli ultimi anni si è sottoposto ad un processo di radicale rinnovamento che, sui binari del nuovo quadro normativo di riferimento, ha garantito il conseguimento di altissimi livelli di professionalità delle nostre guardie giurate e di efficienza delle nostre aziende.

E’ di tutta evidenza che un siffatto percorso di qualificazione, voluto dallo Stato, ha comportato per gli imprenditori del comparto investimenti significativi. Tutto ciò a fronte di un mercato che è rimasto sostanzialmente immutato, se non addirittura giunto a saturazione, caratterizzato peraltro da una committenza pubblica incapace di valorizzare gli sforzi compiuti dagli operatori economici.

L’approccio di chi scrive è di stampo liberale, gobettiano oserei dire, di moderata fiducia nel libero mercato. Tuttavia, ed è massimamente vero per il comparto della sicurezza privata, ci troviamo ad operare in un mercato regolato, fatto che trova la sua giustificazione nell’esigenza di tutelare interessi pubblici primari, ma che tuttavia non può punire chi è chiamato ad operarvi da imprenditore.

Il tema della partnership tra pubblico e privato in tema di sicurezza, e l’intervento positivo del legislatore finalizzato a consentire al privato, a determinate condizioni e sotto la direzione e sorveglianza della Pubblica Amministrazione, di supplire ad inefficienze del pubblico, fa sì che le imprese della vigilanza provata costituiscano un pilastro imprescindibile sicurezza del sistema-Paese.

È tempo di agire, e per la politica di fare la sua parte. Noi, seppur tra mille difficoltà, stiamo continuando a fare la nostra. Assiv ribadisce la piena disponibilità a supportare il legislatore, a fornire dati e spunti di riflessione utili affinché la pdl sulle gpg all’estero possa essere approvata nel corso della presente Legislatura. Non mancherà il nostro convinto impegno nel cercare il dialogo con tutte le espressioni della realtà politica nazionale, anche e soprattutto con quelle che ancora ci percepiscono come un dito nell’occhio.

Nel frattempo siamo grati a quanti hanno voluto prestare attenzione alle istanze del comparto, comprenderne le ragioni e promuovere misure che, se approvate, potranno fattivamente contribuire ad aumentare i livelli di sicurezza, con reciproci benefici per le imprese, i cittadini e lo Stato.

D’altronde, perché non permettere alle nostre aziende, che operano fuori dai confini nazionali, di poter scegliere aziende italiane per garantire la sicurezza dei propri assets e del proprio personale?

 

Dal Blog di Maria Cristina Urbano – Presidente dell’ASS.I.V – Huffingtonpost 

 

 

https://www.huffingtonpost.it/entry/una-legge-per-impiegare-le-nostre-guardie-giurate-allestero_it_5e2aab3bc5b6779e9c30a22a

DM 139/2019 Antipirateria: ASSIV e Confitarma al Ministero dell’Interno

DM 139/2019 Antipirateria: ASSIV e Confitarma al Ministero dell’Interno

A seguito del DM139/2019 che ha abrogato il precedente DM 266/2012, riferito ai servizi di Antipirateria Marittima effettuato dalle Guardie Giurate a bordo delle navi battenti bandiera italiana, il 16 gennaio u.s. si è tenuta presso il Ministero dell’Interno la riunione convocata dal Prefetto Dr. Stefano Gambacurta, Direttore dell’Ufficio per l’Amministrazione Generale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, alla quale sono stati invitati ASSIV e CONFITARMA (Associazione degli Armatori Italiani)

Hanno partecipato per il Ministero dell’Interno il Vice Prefetto dott.ssa Maria De Angelis e la Dr.ssa Monica Cerreto; per ASSIV il Presidente  Maria Cristina Urbano e il Dr. Vincenzo Pergolizzi; per CONFITARMA la Dr.ssa Esther Marchetti.

La Dr.ssa De Angelis ha iniziato i lavori trattando a grandi linee il DM 139/2019 e fornendo informazioni sugli atti successivi per poi passare rapidamente nel vivo dell’argomento ritenuto  principale al momento: corsi di formazione e prove d’esame

In premessa ASSIV e CONFITARMA si sono dichiarate soddisfatte del contenuto del DM in questione, che di fatto ha recepito quasi interamente le istanze rappresentate dalle Associazioni nei tavoli tecnici tenutesi nel corso di questi anni, evidenziando però una evidente criticità non risolta dalla nuova Norma e riferita alla formazione richiesta per le Guardie Giurate destinate a questo delicatissimo settore.

In particolare ASSIV ha ricordato come i corsi di formazione ex D.M. 154/2009 già previsti dal precedente D.M. 266/2012, che si sarebbero dovuti tenere a cura della Marina e del Comando Generale delle Capitaneria di porto, di fatto non hanno mai avuto seguito. Questo a causa dei problemi evidenziati a suo tempo da ASSIV dopo la pubblicazione dei bandi di partecipazione per competenza da parte delle Amministrazioni.

In particolare la principale criticità, al di là dei costi elevati dovuti anche alle scelte delle sedi designate (Taranto e La Spezia), derivava dalla specifica richiesta di avviare ai corsi Guardie Giurate in divisa con porto di arma lunga. Evidentemente tale richiesta, peraltro non in linea con le attuali norme sulla decretazione delle GG, avrebbe comportato l’obbligo per gli Istituti di assumere tale personale al quale non si è comunque in grado di dare stabilità di impiego a causa della volatilità del mercato.

ASSIV ha quindi ribadito l’esigenza di una rimodulazione di tali corsi al fine di renderli concretamente fruibili per coloro, non già dipendenti dagli Istituti di Vigilanza, che vogliono intraprendere questo percorso professionale nel quale la qualifica di Guardia Giurata antipirateria resta l’obiettivo da raggiungere (si ricorda a proposito che la partecipazione al corso e il superamento dell’esame è un prerequisito irrinunciabile).

ASSIV ha quindi affrontato l’argomento riferito alle Guardie Giurate Antipirateria già decretate secondo le Norme transitorie vigenti. In tal senso ha focalizzato l’attenzione degli interlocutori ministeriali sugli ottimi risultati conseguiti nel corso dei passati 6 anni, confermati da CONFITARMA, ed ha chiesto di tenere conto della professionalità e della capacità operativa concretamente dimostrata da tale personale che è composto da ex militari appartenenti a Corpi d’élite dell’Esercito, della Marina e dei Carabinieri.

In considerazione del fatto che il recente D.M. prevede che queste GG possono presentarsi all’esame senza partecipare ai corsi,  ASSIV ha espressamente richiesto che sia fornita una traccia degli argomenti su cui verterà l’esame in questione al fine di consentire una adeguata preparazione per  un agevole superamento della prova.

Inoltre, considerando che il periodo transitorio entro il quale il personale dovrà essere valutato scade il prossimo 30 giugno, ASSIV ha chiesto di lasciare agli Istituti la possibilità di usufruire delle sessioni che nel corso di questi pochi mesi saranno tenute nelle varie città d’Italia. Questo al fine di avere una più ampia possibilità di scelta e di date, considerando che si tratta di personale operativo che nel corso di questi mesi dovrà garantire comunque il servizio a bordo delle navi che transiteranno nella HRA (High Risk Area).

CONFITARMA ha condiviso e sostenuto le argomentazione di ASSIV rappresentando il primario comune interesse che anima entrambe le Associazioni:  avere la certezza che dal 1 luglio p.v. i servizi Antipirateria possano proseguire senza soluzione di continuità, nell’interesse della primaria esigenza di sicurezza degli operatori marittimi.

I rappresentanti del Ministero, in un clima di viva cordialità e totale comunanza di intenti, hanno recepito le istanze rappresentate e si sono riservate di assumere le conseguenti decisioni dopo una attenta valutazione.

ASSIV ringrazia il Ministero per l’attenzione che le è stata riservata e CONFITARMA per il fattivo supporto ricevuto.

 

 

Il Tar per il Lazio censura una gara in cui il punteggio tecnico viene attribuito mediante criteri on/off

Il Tar per il Lazio censura una gara in cui il punteggio tecnico viene attribuito mediante criteri on/off

Con la sentenza in commento il Tar per il Lazio ha annullato una procedura di gara indetta sullo SDAPA e inerente il servizio di pulizia e igiene ambientale ribadendo un principio fondamentale che troppo spesso le stazioni appaltanti (anche le più qualificate nella gestione delle procedure ad evidenza pubblica) ancora omettono di rispettare. Si tratta dell’adeguato bilanciamento tra l’elemento tecnico delle offerte e quello economico.

Nel caso in esame era avvenuto che la legge di gara prevedesse come degli 80 punti destinati all’offerta tecnica ben 65 fossero attribuiti mediante criteri cd “on/off”. In buona sostanza, la gran maggioranza del punteggio tecnico in palio sarebbe stato assegnato a profili in merito ai quali i singoli concorrenti avrebbero semplicemente dovuto indicare se intendevano offrire o meno quella determinata prestazione.

Tale metodologia di attribuzione del punteggio conduce tuttavia ad un evidente “appiattimento” della valutazione tecnica, la quale nella sostanza si limita a registrare quanto dichiarato dai singoli concorrenti. Quanto a questi ultimi poi è evidente che, al fine dell’ottenimento del massimo punteggio tecnico, tutti saranno portati ad offrire la totalità delle prestazioni premiate, così da non concedere alcun vantaggio ai competitors.

Il risultato di una simile impostazione della lex specialis, è una procedura di gara in cui l’elemento tecnico sarà premiato in modo identico per tutti i concorrenti, i quali otterranno il massimo dei punti tecnici in palio. Corollario di tale situazione, è che, nei fatti, la procedura verrà aggiudicata all’impresa che avrà offerto il ribasso più elevato.

Sulla scorta di simili riflessioni, la Terza Sezione del Tar capitolino con la sentenza n.14749 del 23 dicembre 2019 ha annullato la procedura di gara poiché il metodo utilizzato dalla stazione appaltante, ha avuto la funzione di “svilire” l’elemento tecnico delle offerte a tutto vantaggio di quello economico. In altre parole, la legge di gara ha surrettiziamente snaturato il criterio di aggiudicazione che da quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa si è tramutato di fatto in quello del prezzo più basso. Il tutto violando apertamente le norme poste a presidio della materia e che prevedono, nel caso di servizi ad alta intensità di manodopera, l’obbligatorietà del ricorso al criterio dell’oepv.

Avv. Matteo Valente

Studio AOR

CORSO SCUOLA INTERNAZIONALE ETICA & SICUREZZA – XVI Edizione Corso Alta Formazione “Security & Safety Management” 2020

CORSO SCUOLA INTERNAZIONALE ETICA & SICUREZZA – XVI Edizione Corso Alta Formazione “Security & Safety Management” 2020

Al via la XVIma edizione del corso Universitario “Security & Safety Management” organizzata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano insieme alla Scuola di Alta Formazione Internazionale Etica & Sicurezza di Milano-L’Aquila, a cui Assiv ha dato il Suo patrocinio.

Il corso si aprirà il 23 Gennaio 2020 e terminerà a Settembre 2020 e qualificherà professionisti e manager in prevalenza del settore della security aziendale, dando l’opportunità di conseguire la certificazione e qualificazione professionale presso gli enti di certificazione delle persone e della formazione sulla “Security Aziendale” ai sensi della norma UNI 10459:2017 per tutti coloro che frequenteranno e supereranno con merito l’apposito percorso formativo. Il corso è riconosciuto dall’Organismo di certificazione Cersa, ente accreditato presso ACCREDIA e riconosciuto dal Ministero dell’Interno, come idoneo per la certificazione “Professionista della Security aziendale”, certificazione destinata a persone in possesso dei requisiti stabiliti dalla norma UNI 10459:2017.

 

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Sintetica16Edizione_2 pagina

Il corso è strutturato in 9 moduli per un totale di 200 ore così dettagliate:

  • 126 ore di aula con didattica frontale,
  • 58 ore di esercitazioni, visite didattiche e role play,
  • 16 ore di sessioni di esami finali.

I destinatari sono:

  • Imprenditori, Manager, Dirigenti e Professionisti
  • Manager della Security e Safety in grandi aziende pubbliche e private
  • Imprenditori e Consulenti nel settore della Security e della Safety
  • Titolari, Institori, Responsabili e Manager di Istituti di Vigilanza
  • Forze dell’Ordine, Forze Armate, Polizia Municipale
  • Corpo Permanente dei vigili del fuoco, Protezione Civile, Organizzazione del volontariato nel soccorso (CRI, ANPAS, Misericordie)
  • Diplomati o Laureati

Per gli Associati Assiv è riservato uno sconto del 20% sulla quota di iscrizione.

Per ulteriori informazioni può contattare la segreteria organizzativa ai seguenti recapiti:

Tel. 02 84215107

e-mail [email protected]

sito     www.scuolaeticaesicurezza.eu

Firmato il Protocollo d’Intesa regionale per l’innalzamento dei livelli di sicurezza nelle discoteche

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Il 20 Dicembre u.s. è stato firmato il Protocollo d’Intesa regionale per l’innalzamento dei livelli di sicurezza nelle discoteche

Il 20 Dicembre u.s. è stato siglato in Prefettura a Firenze, alla presenza del Capo della Polizia Franco Gabrielli, del Prefetto di Firenze Dott.ssa Laura Lega, dei Prefetti della Regione, del Presidente  dell’ANCI Toscana Avv. Matteo Biffoni, del  Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco Ing. Giuseppe Romano, dell’Assessore regionale alla salute ed al sociale Stefania Saccardi  e di alcune sigle datoriali, fra cui ASSIV, nella persona del Presidente Dott.ssa Maria Cristina Urbano,  il Protocollo d’Intsa Regionale per l’innalzamento dei livelli di sicurezza nelle discoteche.

Firma Protocollo Regionale

Il Protocollo regionale prevede una serie di misure a tutto campo per rendere sempre più sicuri i locali e prevenire quelle circostanze che possono creare situazioni di panico collettivo. Un ruolo di particolare rilievo assumono in questo caso gli addetti alla sicurezza.

Firma Protocollo Regionale discoteche

Antipirateria Marittima: il tempo sta scadendo

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 Antipirateria Marittima: torniamo a parlarne, a distanza di oltre un anno, a seguito del Decreto del Ministero dell’Interno del 7 novembre 2019 nr. 139 (G.U. serie generale nr. 284 del 4/12/2019), emanato di concerto con il Ministero della Difesa ed il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Non nascondiamo che si è trattato di un’autentica sorpresa, che arriva sulla scrivania delle Associazioni di categoria senza alcun preavviso, e solo a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Questo con buona pace del principio della trasparenza e del tanto auspicato rapporto di concertazione pubblico/privato.

L’ultimo contatto che gli operatori del settore, tramite l’ASSIV (l’Associazione Italiana Vigilanza e Servizi Fiduciari), hanno avuto con le Istituzioni, risale infatti al maggio del 2018. In quella data era stato convocato dal Prefetto Giovanni Migliorelli, presso il Ministero degli Interni un incontro nel quale erano stati illustrati i contenuti della bozza del Decreto Ministeriale recante la disciplina sostitutiva delle disposizioni di cui al D.M. 266/2012, in materia di impiego di guardie giurate a bordo delle navi mercantili battenti bandiera italiana in servizio antipirateria.    

Già in quella sede, sebbene complessivamente soddisfatti dal risultato dell’interlocuzione con i Ministeri interessati, dato che erano state recepite di fatto tutte le istanze rappresentate dall’ASSIV nelle riunioni dei tavoli tecnici tenutesi nel giugno del 2015 e nel marzo del 2016, era stata evidenziata una grave criticità riferita alla definizione dei corsi di formazione delle Guardie Giurate antipirateria.

L’Assiv a tale proposito al termine della riunione aveva tempestivamente inviato una nota ai competenti uffici del Ministero dell’Interno nella quale si proponevano correttivi alla norma in questione, ipotizzando tra l’altro lo scenario negativo che sarebbe scaturito dall’applicazione di tale norma se questa non fosse stata modificata.

In tal senso anche S News si è occupata ampiamente della questione pubblicando nel numero 43/2018 un articolo in cui venivano approfondite le tematiche riferite al settore dell’antipirateria marittima.

Purtroppo, come troppo spesso accade, questo “grido di allarme” sollevato dagli operatori del settore non solo non è stato tenuto in considerazione, ma si è arrivati all’assurdo di “scoprire” che il nuovo DM, allo stato attuale impedisce, dal 1 gennaio 2020 la prosecuzione dei servizi di antipirateria, con buona pace degli operatori della vigilanza e degli Armatori a tutto vantaggio dei “pirati”.

Questo prologo non vuole comunque essere una critica generalizzata al dispositivo del Regolamento in esame, che sarebbe ingenerosa e non rispondente alla qualità del lavoro fatto nel suo complesso. Il DM 139/2019 presenta infatti spunti interessanti di semplificazione ed armonizzazione delle regole italiane con quelle internazionali dettate in primo luogo dall’IMO (International Maritime Organization) ed è certamente migliorativo rispetto al precedete.

Innanzitutto è stato risolto un problema meramente formale con la ratificata ufficiale della fine del sistema duale, che imponeva agli Armatori l’obbligo di richiedere preventivamente alla Marina Militare la disponibilità di imbarco di Nuclei Militari. Tale richiesta, infatti, doveva ancora oggi essere inoltrata (ex DM 266/2012), nonostante dal 2015 l’allora Ministro della Difesa Pinotti avesse escluso l’impiego di personale militare a bordo di navi commerciali.

Entrando adesso nel merito dei singoli articoli, si evidenzia:

• art. 4 (requisiti delle Guardie Giurate) al comma 1.a) definisce i requisiti addestrativi facendo esplicito riferimento al DM 154/2009 art.6 senza nulla aggiungere o togliere alla precedente stesura;

• art. 5 (armi utilizzabili nei servizi) al comma 1.b) introduce il principio che a detenere le armi sia anche il Titolare dell’Istituto di Vigilanza. In precedenza tale incombenza era in capo all’Armatore che a sua volta delegava il Titolare dell’Istituto. Si tratta quindi di una semplificazione che salta un passaggio inutile ma, soprattutto, de-responsabilizza l’Armatore su un argomento che risultava essere molto lontano dal Suo specifico interesse.

• art. 6 (modalità di svolgimento dei servizi) al comma 2.a) stabilisce che si possano impiegare 3 Guardie Giurate (quali numero minimo) rispetto alle 4 previste in precedenza. Si equipara pertanto il servizio a quello fornito dalla Compagnie di Sicurezza che operano su navi battente bandiere non italiana, incrementando così la competitività dell’Armamento italiano, grazie alla evidente riduzione dei costi sostenuti dagli Armatori.

• art. 8 (autorizzazioni rilasciabili al Titolare dell’Istituto di Vigilanza) al comma 1., ricollegandosi al precedente art. 5 stabilisce che il Titolare dell’Istituto di Vigilanza richieda direttamente l’autorizzazione per l’acquisto, maneggio, trasporto, detenzione e cessione in comodato alle Guardie Giurate delle armi ex art. 31 T.U.L.P.S. e che tale richiesta debba essere inoltrata presso la Questura, dove ha sede l’Istituto di Vigilanza. In precedenza tale autorizzazione veniva rilasciata al Titolare dell’Istituto su delega dell’Armatore, dalla Questura di competenza dove l’Armatore aveva la sede. I titolari di Istituti non sono pertanto più costretti a presentare le istanze presso le varie Questure d’Italia, con tutte le difficoltà logistiche ed i maggiori oneri economici che ne conseguivano.

• art. 9 (procedimento del rilascio delle autorizzazioni) comma 2. consente al titolare dell’Istituto di Vigilanza di presentare l’Istanza della richiesta di autorizzazione del singolo transito alla Questura dove ha sede l’Istituto, a mezzo di posta certificata con un preavviso minimo di 48h. Questo rappresenta il punto massimo di semplificazione, considerando che non sarà più necessario ricevere la presa d’atto firmata dal Questore dove aveva la sede l’Armatore. Questo rappresentava un’enorme perdita di tempo nel dover star dietro alla prassi burocratica al fine di poter essere puntuali rispetto agli impegni assunti con i Clienti.

• art.11 (trasporto e registrazione delle armi imbarcate) comma 2. definisce che il numero massimo di armi da imbarcare deve essere pari, nel massimo, al numero delle Guardie Giurate in servizio, più una di riserva per ogni Guardia, con un munizionamento pari a 1.000 cartucce per operatore. Precedentemente le armi da imbarcare potevano essere solo 6, rispetto alle 4 Guardie Giurate in servizio, non veniva garantita quindi un arma di riserva per singolo operatore.

Come appare chiaro per quanto fin qui detto, i contenuti dei succitati articoli rappresentano gli elementi di novità, quale positivo accoglimento delle principali istanze rappresentate dagli operatori economici e finalizzate alla semplificazione dell’iter burocratico autorizzativo.

Purtroppo quello che ha rovinato la buona impalcatura del regolamento di cui al DM 139/2019 è il contenuto del Capo IV, disposizioni finali e transitorie.

L’art.14 (disposizioni transitorie) comma 1. determina infatti che le disposizioni riferite alla formazione del personale di cui all’art. 4 comma 1.a) si applicano a decorrere dal 1/01/2020. Sempre l’art. 14 comma 2 definisce che le Guardie Giurate, che fino alla data di cui sopra sono state impiegate a bordo delle navi in attività antipirateria per un periodo cumulativo non inferiore a 90gg, possono essere ammesse direttamente a sostenere la prova di esame di cui l’art. 6 del DM 154/2009. Il comma 3. sancisce infine che il mancato superamento dell’esame di cui sopra comporta l’invio del personale non idonea ai corsi di formazione.

Orbene, è proprio su questo ultimo articolo 14 che si gioca il futuro dell’attività di antipirateria fino ad oggi effettuata dagli Istituti di Vigilanza.

Le incongruenze risultano infatti molteplici a partire dall’Art. 4, riferito alla formazione delle Guardie Giurate, nel punto in cui si rileva che dal 2012 fino al 2019 è stato disatteso il DM 154/2009 art. 6 e, più nel dettaglio, il punto 2 comma 2.3.1 dell’allegato tecnico.

Si ricordi a proposito che tale comma definisce con chiarezza chi deve curare l’effettuazione dei corsi determinando luoghi, tempi ed argomenti. Nello specifico i preposti all’organizzazione dei corsi sono: per la 1° fase il Comando Generale delle capitanerie di Porto Guardia Costiera; per la 2° fase il Ministero della Difesa – Marina Militare.

Questi corsi per una somma di difficoltà tecnico/logistiche non sono mai stati effettuati e così negli ultimi 5 anni gli Istituti di Vigilanza hanno operato in regime di deroga ai sensi dell’art. 5, comma 5 del DL 10/2011 e s.m.i. Nelle more della definizione dei corsi suddetti, è stato infatti possibile impiegare ex appartenenti alle forze armate, che abbiano effettuato almeno 6 mesi di missioni all’estero in ruoli operativi.

Logica avrebbe voluto quindi che il DM 139/2019, pubblicato a distanza di 5 anni dal precedente, tenesse conto di tali difficoltà e, soprattutto, prendesse atto di una realtà operativa che non può essere disconosciuta: purtroppo così non è stato.

Nella fattispecie non solo non si è tenuto conto della oggettività dei fatti ma, a quanto pare, si ritiene possibile che si possa recuperare il ritardo degli ultimi 5 anni nei prossimi 25 giorni: questo è infatti il tempo che resta per correre ai ripari. D’altro canto, al di là dei tempi strettissimi, non è possibile ritenere che il problema si possa superare semplicisticamente sottoponendo ad esame il personale attualmente in forza. Tale personale infatti, sebbene abbia dimostrato tangibilmente una solida professionalità ed un’ampia esperienza operativa, potrebbe risultare oggettivamente carente di una preparazione giuridico/normativa, questo anche in considerazione della complessità del programma di tali corsi.

A tale proposito inoltre riteniamo lecito nutrire dei seri dubbi sulla coerenza di una norma, che prevede la possibilità di effettuare un esame senza dare alla persona la possibilità di frequentare un corso che gli consenta di prepararsi adeguatamente sulle materie sulle quali verrà interrogato.

Ci si chiede allora qual è il senso di tutto questo e a chi giova questa continua ricerca di una perfezione astratta di natura strettamente formale, che stride, prima fra tutte, con la stessa capacità di attuazione dei programmi, quando questi sono a carico della Pubblica Amministrazione.

Non è altresì possibile invocare la scusante della “mancanza di conoscenza dei problemi” da parte dell’Amministrazione, in quanto prima fra tutte l’ASSIV, oltre che CONFITARMA (Associazione degli Armatori), ha ben chiarito in più occasioni le criticità di cui sopra anche in forma scritta. Ciononostante l’esito è quello che oggi abbiamo sotto gli occhi e che comporta il rischio della possibile sospensione dell’attività.

Peraltro, come se tutto questo non fosse sufficiente, in data 9 dicembre 2019 il Ministero dell’Interno ha pubblicato un “atto di indirizzo”, a firma del Capo della Polizia, con il dichiarato obiettivo di dare le prime indicazioni di carattere interpretativo, al fine di agevolare l’applicazione del DM 139/2019.

Orbene, dalla lettura di questo documento, che risulta apparire come un complesso trattato giuridico, non si evince alcun elemento pratico e/o di novità volto a superare le criticità di cui sopra là dove, in alcuni passaggi, contribuisce persino a creare nuovi interrogativi superflui, se si considera che comunque il DM in questione appare sufficientemente chiaro.

Il vero elemento positivo riscontrabile in questa circolare resta comunque l’inciso riportato al punto 19 lettera a., nel quale il Dipartimento anticipa che si renderà promotore di interlocuzione con gli altri stakeholders istituzionali al fine di integrare le indicazioni in esso riportate.

Riteniamo a proposito, che è proprio da quest’ultima importate apertura offerta al dialogo, che sia necessario ripartire. Chiediamo allora, nell’interesse degli operatori del settore – Istituti di Vigilanza ed Armatori – che le Istituzioni anticipino a quanto prima un livello di confronto realistico e che, comprendendo le istanze che pervengono dal mondo produttivo, adeguino la struttura normativa a ciò che è possibile fare, con le risorse a disposizione. Fermo restando che non per questo ci debbano essere sconti in termini di professionalità, efficienza ed efficacia del servizio reso.

Il tempo non è molto, è necessario quindi una proroga urgente dei termini per la formazione ed il successivo esame delle Guardie Giurate antipirateria. Si tratta quindi di reintrodurre, entro i termini, il regime di deroga cosicché gli Istituti di Vigilanza possano garantire senza soluzione di continuità la fornitura dei servizi di protezione alle navi italiane che, altrimenti resterebbero le uniche al mondo, senza alcuna tutela armata.

Ci auspichiamo altresì, contando sulla lungimiranza dei rappresentanti delle Istituzioni, che senza ulteriori indugi sia istituito un tavolo tecnico dove tutti i soggetti interessati abbiano l’opportunità di confrontarsi realisticamente sulla base delle esperienze e delle esigenze reciproche.

Il Paese ha bisogno di fare sistema: da molti anni se ne parla, occorre oggi che ci sia la vera volontà di attuare un programma in tal senso nel settore della sicurezza, come in molti altri.

Il tempo sta scadendo.

Dr. Vincenzo Pergolizzi

Amministratore Delegato di Metro Security Express S.r.l.
Esperto ASSIV di Antipirateria Marittima

 

https://www.snewsonline.com/notizie/vigilanza_h24/antipirateria_marittima_il_tempo_sta_scadendo-7274

 

Gruppo Mondialpol: Fusione in Vedetta 2 Mondialpol di Mondialpol Service e Mondialpol Milano

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Fusione per incorporazione in Vedetta 2 Mondialpol S.p.A.  di  Mondialpol Service S.p.A. e Mondialpol Milano S.p.A.

 

Il 1 dicembre 2019 Vedetta 2 Mondialpol S.p.A., uno dei principali attori italiani nel settore dei Servizi legati alla Sicurezza Privata, ha incorporato Mondialpol Service S.p.A. e Mondialpol Milano S.p.A. La pluriennale esperienza di Mondialpol Service, leader in Italia nella Gestione Integrata dei Valori per Banche e Grandi Clienti Corporate della Grande Distribuzione Organizzata, si unisce alle capacità operative di Vedetta 2 Mondialpol, velocizzando i tempi di reazione alle richieste della clientela e migliorandone la qualità in ogni aspetto.

Il patrimonio specifico di esperienza di Mondialpol Milano, azienda dotata della Sala Conta più grande e moderna in Italia, situata nel cuore della Lombardia, si unisce a Vedetta 2 Mondialpol, permettendo immediate sinergie produttive e la razionalizzazione territoriale e logistica del Trasporto Valori per il Nord Italia.

“ Queste operazioni di fusione delle nostre società – affermano Marco e Fabio Mura, proprietari del Gruppo Mondialpol – seguono le recenti acquisizioni di Italpol Group di Udine e dell’Istituto di Vigilanza Cannas in Sardegna, che hanno consentito l’ampliamento della copertura di questi strategici territori, e consolidano la nostra strategia di innalzamento degli standard operativi per garantire ai nostri Clienti livelli di sicurezza sempre maggiori.”

Il fatturato aggregato per l’anno 2019 previsto è di euro 280.000.000,00 circa. Il Gruppo potrà contare su circa 3300 dipendenti diretti e 1300 collaboratori indiretti, oltre 250 mezzi blindati, 15 Sale Conta certificate, e opererà direttamente sull’intero territorio nazionale.

Verrà avviata anche una precisa strategia di crescita nella Corporate Social Responsability, aumentando gli investimenti specifici che contribuiscono al bilancio sociale.

Le nuove dimensioni consentiranno inoltre l’aumento della percentuale, già alta, di risorse dedicate all’innovazione di prodotto e di processo per consolidare la posizione competitiva.