IUS101.IT: “Nasce il Manifesto dell’Economia dei Servizi”

Fonte: IUS101.IT

Il 20 maggio 2025, un’importante conferenza stampa ha acceso i riflettori sull’essenziale settore dei servizi in Italia, con il lancio del Manifesto dell’Economia dei Servizi. L’evento, moderato da Andrea Laguardia, Vicepresidente di Lega Coop Produzione e Servizi, ha riunito un’ampia coalizione di politici, rappresentanti di associazioni e ben 19 organizzazioni nazionali. Questo documento sottolinea il peso economico del settore: un milione di lavoratori, 45.000 imprese e un volume di produzione di 70 miliardi di euro. Laguardia ha aperto i lavori mettendo in luce un concetto fondamentale: senza i servizi, l’Italia si fermerebbe; con essi, il Paese può prosperare. Ha poi messo in guardia circa le difficoltà affrontate dalle aziende di servizi, che hanno sostenuto l’aumento dei costi senza un adeguato riconoscimento. Da qui l’urgente richiesta di un riequilibrio contrattuale e di norme certe per la revisione dei prezzi, in particolare all’interno del codice degli appalti. Erika Mazzetti, membro della VIII Commissione (Ambiente, Territorio, Lavori Pubblici), ha rafforzato l’idea di un codice degli appalti che tenga conto delle specificità del settore. Matteo Nevi, direttore di Assosistema, ha illustrato in dettaglio il manifesto, sottolineando l’urgenza di un intervento governativo per risolvere le disparità tra i settori dei lavori e dei servizi. Chiara Braga, esponente del Partito Democratico, ha espresso la necessità di un’azione legislativa mirata a garantire sostenibilità e stabilità al comparto. La conferenza ha messo in chiara evidenza la necessità di un riconoscimento formale e di un intervento legislativo per il settore dei servizi. Tra le proposte più importanti emerse, spiccano la creazione di un intergruppo parlamentare dedicato esclusivamente ai servizi e l’istituzione di un comitato tecnico-scientifico composto da esperti del settore. A chiusura dell’evento, diversi presidenti delle associazioni firmatarie hanno condiviso le loro preoccupazioni, sottolineando l’esigenza di un intervento immediato e risoluto per evitare che il settore dei servizi venga ulteriormente trascurato e non valorizzato. A questo proposito, abbiamo chiesto a Maria Cristina Urbano, Presidente di Assiv Confindustria:
Quali sono le principali sfide economiche e organizzative che il settore della vigilanza e dei servizi di sicurezza sta affrontando, considerando in particolare l’aumento dei costi operativi e l’esigenza di un riequilibrio contrattuale?
«Il settore della sicurezza privata sta subendo un processo di evoluzione, dovuto al progresso tecnologico che ha aperto nuove possibilità di controllo e predittive degli eventi, che possono essere trattati preventivamente e successivamente, con la concentrazione di segnali sia relativi alla security che alla safety. Inoltre, la domanda del mercato è vivace e non ha conosciuto, almeno dal periodo della pandemia, momenti di flessione, quanto piuttosto di flessibilità. Il complesso normativo che ci governa si presenta, di contro, non più adeguato a queste esigenze, ed almeno per quanto riguarda il settore della vigilanza armata, molte sono le lungaggini burocratiche che rendono difficile per le imprese del settore rispondere con immediatezza alle domande dell’utenza. A ciò si aggiunge il consistente aumento del costo della manodopera derivato dal rinnovo del CCNL, avvenuto fra il maggio del 2023 ed il febbraio del 2024, aumento che, almeno per il momento, non è stato recepito dalla pubblica amministrazione, né per i contratti in esecuzione, né per quelli che stanno andando in appalto. Per sintetizzare, ciò che chiediamo al decisore pubblico è un riordino delle norme di settore che ci governano ed un intervento sul Codice Appalti che ci tuteli garantendoci l’equilibrio contrattuale ed il riconoscimento del CCNL di settore come unico contratto di riferimento, e questo per evitare fenomeni di dumping»

In che modo il Manifesto presentato in conferenza stampa potrà concretamente influenzare le politiche governative e le decisioni strategiche che riguardano il vostro settore, specie in merito all’introduzione di norme chiare per la revisione dei prezzi e all’adeguamento del codice degli appalti?
«Il Manifesto, nelle intenzioni delle Associazioni e delle Federazioni firmatarie, è solo il primo passo per accendere i riflettori sul mondo dei servizi, quelli caratterizzati dal lavoro, sia intensivo che no. La modifica del Codice degli appalti per quanto concerne l’adeguamento prezzi non è il solo provvedimento che la Consulta dei Servizi chiede. Vogliamo intavolare un confronto continuo sulle problematiche dei servizi, macrosettore che negli ultimi cinque anni ha posto in gara un valore di oltre 86 miliardi di euro. Gli Onorevoli Mazzetti (FI), Milani (FdI) e Braga (PD), hanno accolto il nostro invito e si sono già dichiarati d’accordo nella creazione di un intergruppo parlamentare per i servizi, anzi l’on. Mazzetti, presidente dell’intergruppo “Appalti Italia”, ha proposto che del Comitato scientifico dell’intergruppo facciano parte tutte le Associazioni firmatarie. Un’altra iniziativa proposta dalla parte politica è quella della creazione di un Dipartimento dei Servizi all’interno del Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il compito, tra gli altri, di esercitare un rigoroso controllo sui conti pubblici»

Vista la funzione essenziale della vigilanza per la sicurezza nazionale, quali misure specifiche e immediate ritiene siano indispensabili per garantire un adeguato riconoscimento e supporto sia ai lavoratori che alle imprese che operano in questo comparto?
«È indubbio che il meccanismo della revisione dei prezzi, formulato in modo da garantire l’equilibrio economico dei contratti stipulati con la PA, assicurerà agli operatori economici la possibilità di avere una giusta remunerazione e quindi anche il riconoscimento di adeguati livelli salariali per i lavoratori. Ieri si è parlato anche di eticità dell’azione della PA. E’ stato un passaggio importante, perché molto spesso la PA nel momento in cui diviene soggetto economico, questa eticità la dimentica»

Data l’importanza di un intergruppo parlamentare e di un comitato tecnico-scientifico, quali iniziative concrete intende intraprendere Assiv Confindustria per partecipare attivamente a questi organismi e assicurare che le peculiarità del settore della vigilanza siano pienamente rappresentate e comprese?
«Se c’è una cosa che va compresa, è che, anche in questo caso, l’unione fa la forza, quindi ogni azione verrà discussa e decisa all’interno della Consulta dei Servizi e diverrà azione comune. ASSIV partecipa attivamente alle attività del gruppo, portando il suo contributo di conoscenza ed esperienza, oltre alle problematiche tipiche del settore di rappresentanza, che però all’interno della Consulta devono trovare una composizione capace di portare la criticità a fattore comune. E’ un esercizio difficile ma molto utile: aggregare piuttosto che dividere, mediare piuttosto che contrapporre, mettendo da parte i protagonismi. Altri sono i tavoli sui cui le specificità di settore devono trovare voce e spazio»

Elisa Garfagna
giornalista

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100 anni di Corpo Vigili Giurati: Le prospettive della sicurezza privata

Maria Cristina Urbano, Presidente di ASSIV, è ospite all’evento organizzato da Corpo Vigili Giurati in occasione della celebrazione del centenario dell’azienda (1925-2025). Un appuntamento istituzionale e culturale, occasione per riflettere sulle prospettive del settore della sicurezza privata.

Un comparto che negli ultimi anni non ha conosciuto flessioni. Anzi, presenta un trend positivo in tutte e due i suoi settori: circa 55.000 gli addetti della sicurezza armata e oltre 100.000 quelli della sicurezza disarmata, per un volume di affari di circa 4 miliardi di euro nel 2024. Il valore degli appalti pubblici aggiudicati nel 2024 è di circa 519 milioni di euro. Un settore importante, all’interno del macro settore dei servizi caratterizzati dal lavoro.

Durante il suo intervento, Maria Cristina Urbano passa in rassegna i problemi del settore: una normativa di riferimento che per alcuni aspetti è ormai superata, procedimenti amministrativi troppo lunghi per i tempi aziendali (decretazione delle GPG, rinnovi licenze, certificazione delle competenze per i servizi speciali), l’esiguità dei margini operativi che derivano dagli affidamenti di gara.

“È molto difficile parlare di adeguamento dei salari” spiega la Presidente “se per prima la PA non riconosce l’aumento salariale intervenuto. Ritengo che sia la PA per prima che debba tenere un comportamento etico sul mercato, garantendo l’equilibrio contrattuale per tutta la durata dell’esecuzione della gara eventualmente tenendo sotto controllo la spesa pubblica con meccanismi di recupero sui ribassi ed una più attenta progettazione dei servizi richiesti.”

E poi la sfida verso il futuro: l’integrazione uomo-tecnologia che amplificherà l’efficacia e l’efficienza dei servizi, ma darà anche la possibilità di ampliare il perimetro di intervento, integrando servizi di security con quelli di safety. Secondo Maria Cristina Urbano, però, questo richiede una nuova cornice normativa, che renda effettiva e legittima l’integrazione pubblico-privato, e un grande lavoro sulle risorse umane che dovranno acquisire competenze e conoscenze adeguate a questi nuovi scenari, per aumentare il valore della prestazione offerta e non far indietreggiare i livelli occupazionali.      

Security & Training: Corso di aggiornamento Istruttori Certificati Enac e Security Manager UNI 10459 – 10/13 giugno 2025

Security & Training organizza il

Corso di aggiornamento Istruttori Certificati Enac e Security Manager UNI 10459

Nei giorni 10, 11, 12 e 13 giugno 2025 presso il Circolo Ufficiali Casa dell’Aviatore – Viale dell’Università 20, Roma.

Autorizzato con provvedimento ENAC del 18/04/2019 ENAC.

L’evento vuole essere un momento di aggiornamento e di riflessione sulle tematiche emergenti nel settore dell’aviation security con particolare riferimento alle nuove minacce per l’aviazione civile, fornendo un quadro dell’attuale situazione con riferimento sia alla minaccia terroristica sia agli sviluppi che l’industria e le istituzioni stanno compiendo per combattere tale minaccia mediante la ricerca di sempre più sofisticate tecnologie e innovazioni normative.

Un corpo docenti di elevata qualità professionale tratterà i numerosi argomenti didattici in un Programma di lezioni che vedrà alternare interventi in modalità frontale e Conferenze con l’azione di specialisti di affermata competenza.

Oltre alla formazione saranno presentate soluzioni, tecnologie, impianti e servizi per il settore della SECURITY, con l’obiettivo comune di favorire la cultura della sicurezza e lo sviluppo di opportunità̀ commerciali sul mercato nazionale di tutti i soggetti e le aziende interessate.

Durata: 28 ore per aggiornamento Istruttori Certificati Enac

Durata: 8 ore per aggiornamento Security Manager UNI 10459:2017

Agli associati ASSIV è riservata una tariffa scontata

Info e iscrizioni disponibili a questo link.

Manifesto dell’Economia dei Servizi: Con i Servizi cresce l’Italia – 19 Giugno 2025

Manifesto dell’Economia dei Servizi: Con i Servizi cresce l’Italia

Il principio dell’equilibrio contrattuale nei servizi

Un intervento urgente per garantire equità e continuità negli appalti pubblici

“Non c’è più tempo: i servizi essenziali sono al limite della sostenibilità. Senza una modifica urgente al Codice Appalti, l’Italia rischia il blocco di funzioni vitali per scuole, ospedali, uffici pubblici, strutture sanitarie e assistenziali. La disparità tra lavori pubblici e servizi non è solo ingiusta, è pericolosa. Se non si interviene subito, la macchina dei servizi si fermerà. E con essa, una parte essenziale del Paese.”

Questo il grido di allarme lanciato dalla Consulta dei Servizi durante la conferenza stampa svoltasi lo scorso 20 maggio presso la Camera dei Deputati. Un confronto importante con le istituzioni su un tema di grande attualità e rilievo per tutto il settore dei servizi.

Il Manifesto dei Servizi è stato consegnato ai rappresentanti istituzionali come base di lavoro per le prossime tappe. Come annunciato dalle associazioni che compongono la Consulta, il prossimo appuntamento è previsto per il 19 giugno 2025 alle ore 14:00 presso Palazzo Wedekind (Piazza Colonna, Roma), con nuova iniziativa pubblica per approfondire nel dettaglio gli impatti del Codice Appalti sul settore e presentare proposte operative per un secondo intervento normativo mirato.

ICMQ. La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti pubblici e privati (nuovo Codice D.lgs 36/2023). 9 luglio 2025

La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti pubblici e privati (nuovo Codice D.lgs 36/2023)

Il corso di 8 ore si terrà in modalità online il 9 luglio dalle ore 9.00 alle ore 18.00.
L’analisi dei rischi è fondamentale per approcciare a qualunque progetto. La matrice dei rischi è sempre più richiesta dalle Stazioni Appaltanti pubbliche quali il Politecnico di Milano, l’Università di Perugia, etc. come documento d’offerta in sede di gara con il criterio dell’offerte economicamente più vantaggiosa, unitamente ai concetti di rischio negativo e di rischio positivo/opportunità.
Il successo di un progetto dipende infatti dalla oggettiva e sapiente gestione di più variabili, fra cui i rischi da prevedere e gestire. In tutti i progetti ormai, è fondamentale poter disporre della capacità di individuare i rischi connessi al progetto stesso e, più in generale, all’intervento in atto, in modo da poter mitigare e comunque gestire i rischi medesimi; per il vero occorre osservare che il rischio, se ben gestito, può diventare un’opportunità (opportunità in quanto l’aver saputo gestire i rischi di un progetto/intervento porta ad essere concorrenziale sia dalla fase di offerta rispetto a chi non ha saputo gestire il rischio).
Il Corso di 8 ore, suddiviso in due moduli, si rivolge a liberi professionisti, società di ingegneria, imprenditori, dirigenti pubblici e privati che intendono acquisire una nuova opportunità professionale nel campo della progettazione, nella gestione delle commesse, allo scopo di mitigare i rischi e di poterli trasformare in opportunità. Saranno esposti casi reali di risk management in cui il relatore è stato consulente.
Obiettivo generale del Corso di Risk Analysis e Risk Management, è la formazione di una figura professionale capace di ridurre il rischio di derive del progetto attraverso una tempestiva analisi dei rischi applicata all’attività progettuale e gestionale delle commesse di opere sia pubbliche che private. La formazione di tale figura professionale è la risposta alla richiesta del mercato del lavoro di figure più ricche di competenze tecnico-manageriali, in grado di individuare e valutare i rischi, nonché di sviluppare strategie per governare gli stessi nelle diverse fasi tecniche, economiche, finanziarie e amministrative del progetto. Il corso terrà conto della Norma UNI ISO 31000/2018.
Obiettivo specifico del Corso di Risk Analysis e Risk Management è la formazione di un nuovo professionista capace di inserirsi nelle fasi tecniche e gestionali del progetto e della commessa, in grado di identificare potenziali rischi e poterne mitigare i più pericolosi, trasformandoli, ove possibile, in un’opportunità, ma soprattutto ottimizzare attraverso queste analisi, le risorse per un miglior rendimento del progetto e dell’intero processo costruttivo.
Una figura professionale, quindi, con un taglio fortemente polivalente, tale da consentirle di comprendere accanto ai problemi della progettazione, della programmazione e della gestione, il loro impatto in termini di rischi tecnici, economici, finanziari e sociali. Tutto ciò permetterà di approcciare complessi processi progettuali, costruttivi, industriali, con particolare attenzione alle criticità realizzative, nonché anche per evitare possibili conflitti di interesse.
Le procedure, le metodologie e le tecniche di Risk Management apprese fanno sì che il partecipante possa gestire al meglio le attività progettuali e tutti i processi necessari per la realizzazione di un progetto/commessa o di un bene immobiliare o industriale. Il Risk Manager è in grado così di agire nell’ambito degli obiettivi prescelti e strategici, al fine di garantire il controllo della realizzazione del progetto e della migliore gestione della commessa.
Il Risk Management attiene alla metodologia finalizzata ad un’efficace individuazione e analisi dei potenziali rischi in cui si può incorrere durante la progettazione e/o la gestione delle commesse, per poter limitare dunque l’esposizione ai rischi medesimi.
La Risk Analysis permetterà oltre alla valutazione dei rischi anche la classificazione dei medesimi in base alla loro possibile gravità e frequenza, in modo da individuare la migliore politica per ottimizzare la loro gestione, e, ciò in linea con le possibilità e le capacità finanziarie disponibili; nonché la definizione delle misure di eliminazione o prevenzione dei rischi individuati in coordinamento con i tecnici coinvolti nel progetto/commessa e nella verifica dei risultati e in relazione al controllo nel tempo.

Informazioni e iscrizioni a questo link.

Manifesto dell’Economia dei Servizi: ASSIV a ISSA PULIRE 2025 – Rho Fiera Milano, 27/05/2025 ore 16:00

Maria Cristina Urbano, Presidente di ASSIV, interverrà al convegno di presentazione del Manifesto dell’Economia dei dei Servizi, che si terrà martedì 27 maggio 2025 alle ore 16:00 a Rho Fiera Milano all’interno di ISSA PULIRE 2025.

Il ruolo dei servizi come motore del sistema paese

Presentazione del Manifesto dell’Economia dei Servizi

L’economia dei servizi Relazione introduttiva con la presentazione dei dati di settore
Relatore: Vittorio Serafini, Presidente Fondazione Scuola Nazionale Servizi


Presentazione del Manifesto dell’Economia dei Servizi
La firma congiunta del Manifesto dell’Economia dei Servizi, che ha visto per la prima volta 19
associazioni nazionali di imprese e 3 rappresentanze del facility management unire le proprie
forze, per un’interlocuzione identitaria con le istituzioni, a supporto di richieste condivise per la
tutela dei servizi nel Paese, rappresenta un momento storico fondamentale per il settore.


Relatori:
Andrea Laguardia, Vicepresidente di Legacoop Produzione e Servizi
Massimo Diamante, Delegato ANIP Confindustria
Matteo Nevi, Direttore Generale di Assosistema Confindustria
Cristina Bazzini, Vicepresidente Confcoooperative Lavoro e Servizi
Carmine Esposito, Presidente FNIP Confcommercio


A seguire gli interventi dei Presidenti e dei rappresentati di sottoscrittori e aderenti al Manifesto presenti in sala.


All’evento è stato invitato il Sen. Massimo Garavaglia, Presidente della VI Commissione permanente
Finanze e Tesoro, in attesa di conferma.

ICMQ: I criteri vincenti nella predisposizione dell’offerta economicamente più vantaggiosa – 18/06/2025 ore 09:00

ICMQ organizza il corso di formazione

I criteri vincenti nella predisposizione dell’offerta economicamente più vantaggiosa

Come redigere un’offerta vincente in un appalto

Il Corso offre ai partecipanti la formazione per completare e predisporre un’offerta vincente per un appalto di servizi e/o lavori aggiudicato tramite l’offerta economicamente più vantaggiosa.


Si terrà in modalità online sincrona il 18 giugno dalle ore 9.00 alle ore 18.00.


Il corso vuole guidare i partecipanti nel destreggiarsi tra le clausole, richieste e documentazioni necessarie al corretto inoltro di un’offerta completa e vincente.


Il Corso offre ai partecipanti la formazione per completare e predisporre un’offerta vincente per un appalto di servizi e/o lavori aggiudicato tramite il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Il corso intende guidare i partecipanti nel destreggiarsi tra le clausole, richieste e documentazioni necessarie al corretto inoltro di un’offerta completa e vincente.


Saranno affrontate le previsioni in materia di offerta economicamente più vantaggiosa di cui al Codice dei Contratti Pubblici, D.lgs. 36/2023, che delinea i possibili criteri e le metodologie di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per appalti di servizi di progettazione e DL, nonché per appalti di progettazione e/o costruzione e per appalti di servizi ispettivi.


La predisposizione di una completa ed esaustiva relazione metodologica, detta anche Piano di Gestione Qualità, coerente con le prescrizioni richieste dalla Stazione Appaltante, potrà esprimere in modo opportuno nell’offerta CHI, COSA, DOVE, QUANDO, PERCHE’, COME e QUANTO (trattasi dunque, di un’offerta gestita con le metodologie di Project Management).

Verrà studiata l’offerta con le succitate metodologie e tecniche di Project Management; Agli elementi qualitativi, sono attribuiti il massimo punteggio; Il D.lgs 36/2023 non prevede più un punteggio nell’offerta economica con il limite del 30%. Prevede comunque un equilibrio tra i punteggi dell’offerta tecnica e dell’offerta economica.
Da parte del relatore, sarà illustrata anche la richiesta sempre più frequente di offerte con il “criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”, che dovrà ormai comprendere la metodologia BIM e le fondamentali interazioni tra BIM – Project Management e Life Cycle Costing.


A tal riguardo, infatti, sempre più spesso, molte Stazioni Appaltanti pubbliche in relazione ad appalti di progettazione, costruzione e di servizi attinenti all’ingegneria e l’architettura, vengono evidenziati tra gli elementi di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa “professionalità e adeguatezza dell’offerta” e “caratteristiche metodologica dell’offerta” da esplicitarsi tutte tramite la relazione metodologica (o Piano di Qualità). Non esiste più il riferimento di legge, se pure come esempio, dei criteri di riferimento per l’offerta economicamente più vantaggiosa.


Per la progettazione, non c’è più la progettazione definitiva, e quella esecutiva è a cura dell’impresa. In gara lo studio di fattibilità tecnico economico.

La frequenza del corso conferisce 8 crediti formativi per il mantenimento della certificazione Project Manager secondo la norma UNI 11648.

Info e iscrizioni disponibili a questo link.

ICMQ: Travel Risk Management: la gestione della sicurezza nelle trasferte all’estero – 04/06/2025

ICMQ organizza il corso di formazione

Travel Risk Management

La gestione della sicurezza nelle trasferte all’estero

il giorno 4 giugno 2025 dalle ore 9:00 alle 18:00 in FAD.

L’eccellenza dell’imprenditoria italiana vanta da sempre una forte presenza nei mercati esteri in
molti settori: ogni azienda che opera a livello internazionale con dipendenti che per vari motivi
effettuano viaggi di lavoro, deve valutare i rischi legati alle trasferte. Ogni viaggio comporta infatti
rischi naturali, criminali, sanitari, accidentali, sociali, informatici, che non possono essere trascurati.


Sebbene la sicurezza dei lavoratori in trasferta costituisca un preciso dovere giuridico in capo al
Datore di Lavoro, gli attuali scenari internazionali stanno determinando un aumento significativo
dell’attenzione su questo tema da parte delle aziende italiane che si dimostrano sempre più
impegnate a tutelare i propri dipendenti e, soprattutto, sempre più consapevoli dei vantaggi
competitivi di un’adeguata gestione del rischio.

In questo corso, stimolando costantemente un sguardo interfunzionale al rischio, verrà definito in
modo chiaro ed esaustivo il quadro normativo italiano in materia di sicurezza nelle trasferte
all’estero; verranno analizzati gli scenari internazionali attuali attraverso casi ed esempi e sarà
presentata la metodologia integrata per valutare e gestire i rischi delle trasferte secondo la UNI
ISO 31030
, nonché gli strumenti e le attività di cui le aziende possono avvalersi nelle fasi pre,
durante e post viaggio.

Informazioni e iscrizioni a questo link.

ICMQ. La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti pubblici e privati (nuovo Codice D.lgs 36/2023). 27 maggio 2025

La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti pubblici e privati (nuovo Codice D.lgs 36/2023)

Il corso di 8 ore si terrà in modalità online il 27 maggio dalle ore 9.00 alle ore 18.00.
L’analisi dei rischi è fondamentale per approcciare a qualunque progetto. La matrice dei rischi è sempre più richiesta dalle Stazioni Appaltanti pubbliche quali il Politecnico di Milano, l’Università di Perugia, etc. come documento d’offerta in sede di gara con il criterio dell’offerte economicamente più vantaggiosa, unitamente ai concetti di rischio negativo e di rischio positivo/opportunità.
Il successo di un progetto dipende infatti dalla oggettiva e sapiente gestione di più variabili, fra cui i rischi da prevedere e gestire. In tutti i progetti ormai, è fondamentale poter disporre della capacità di individuare i rischi connessi al progetto stesso e, più in generale, all’intervento in atto, in modo da poter mitigare e comunque gestire i rischi medesimi; per il vero occorre osservare che il rischio, se ben gestito, può diventare un’opportunità (opportunità in quanto l’aver saputo gestire i rischi di un progetto/intervento porta ad essere concorrenziale sia dalla fase di offerta rispetto a chi non ha saputo gestire il rischio).
Il Corso di 8 ore, suddiviso in due moduli, si rivolge a liberi professionisti, società di ingegneria, imprenditori, dirigenti pubblici e privati che intendono acquisire una nuova opportunità professionale nel campo della progettazione, nella gestione delle commesse, allo scopo di mitigare i rischi e di poterli trasformare in opportunità. Saranno esposti casi reali di risk management in cui il relatore è stato consulente.
Obiettivo generale del Corso di Risk Analysis e Risk Management, è la formazione di una figura professionale capace di ridurre il rischio di derive del progetto attraverso una tempestiva analisi dei rischi applicata all’attività progettuale e gestionale delle commesse di opere sia pubbliche che private. La formazione di tale figura professionale è la risposta alla richiesta del mercato del lavoro di figure più ricche di competenze tecnico-manageriali, in grado di individuare e valutare i rischi, nonché di sviluppare strategie per governare gli stessi nelle diverse fasi tecniche, economiche, finanziarie e amministrative del progetto. Il corso terrà conto della Norma UNI ISO 31000/2018.
Obiettivo specifico del Corso di Risk Analysis e Risk Management è la formazione di un nuovo professionista capace di inserirsi nelle fasi tecniche e gestionali del progetto e della commessa, in grado di identificare potenziali rischi e poterne mitigare i più pericolosi, trasformandoli, ove possibile, in un’opportunità, ma soprattutto ottimizzare attraverso queste analisi, le risorse per un miglior rendimento del progetto e dell’intero processo costruttivo.
Una figura professionale, quindi, con un taglio fortemente polivalente, tale da consentirle di comprendere accanto ai problemi della progettazione, della programmazione e della gestione, il loro impatto in termini di rischi tecnici, economici, finanziari e sociali. Tutto ciò permetterà di approcciare complessi processi progettuali, costruttivi, industriali, con particolare attenzione alle criticità realizzative, nonché anche per evitare possibili conflitti di interesse.
Le procedure, le metodologie e le tecniche di Risk Management apprese fanno sì che il partecipante possa gestire al meglio le attività progettuali e tutti i processi necessari per la realizzazione di un progetto/commessa o di un bene immobiliare o industriale. Il Risk Manager è in grado così di agire nell’ambito degli obiettivi prescelti e strategici, al fine di garantire il controllo della realizzazione del progetto e della migliore gestione della commessa.
Il Risk Management attiene alla metodologia finalizzata ad un’efficace individuazione e analisi dei potenziali rischi in cui si può incorrere durante la progettazione e/o la gestione delle commesse, per poter limitare dunque l’esposizione ai rischi medesimi.
La Risk Analysis permetterà oltre alla valutazione dei rischi anche la classificazione dei medesimi in base alla loro possibile gravità e frequenza, in modo da individuare la migliore politica per ottimizzare la loro gestione, e, ciò in linea con le possibilità e le capacità finanziarie disponibili; nonché la definizione delle misure di eliminazione o prevenzione dei rischi individuati in coordinamento con i tecnici coinvolti nel progetto/commessa e nella verifica dei risultati e in relazione al controllo nel tempo.

Informazioni e iscrizioni a questo link.

Sicurezza a Venezia: è il momento del coraggio

A Venezia la misura è colma. I borseggi, soprattutto a Piazzale Roma, sono ormai all’ordine del giorno: la situazione è grave e sotto gli occhi di tutti. La recente introduzione di guardie giurate in uno dei principali snodi della città è sicuramente un segnale positivo. Ma non può bastare.

Chiunque passi per Piazzale Roma vede con i propri occhi ciò che succede: gruppi organizzati che agiscono con disinvoltura, colpiscono e si dileguano, spesso indisturbati. I furti si ripetono con una frequenza che fa rabbia e lascia l’amaro in bocca, soprattutto perché a rimetterci sono sempre gli stessi: cittadini, pendolari, turisti.

La vigilanza privata può rappresentare un primo passo, ma non possiamo illuderci che risolva il problema da sola. Serve un piano vero, deciso, costruito fianco a fianco con le forze dell’ordine. Serve una presenza costante, visibile e autorevole sul territorio. Servono telecamere, controlli intelligenti, e soprattutto una strategia che parta dall’alto ma si sviluppi sul campo.

Venezia è una città unica al mondo, un patrimonio di tutti. Ma non può diventare una giungla dove a farla da padroni sono delinquenti seriali che approfittano dell’immobilismo. È ora che le istituzioni si assumano la responsabilità di garantire sicurezza, e che lo facciano con serietà, visione e coraggio. Basta misure-tampone: è il momento delle soluzioni strutturali.

Qui gli articoli di stampa: https://www.veneziatoday.it/cronaca/vigilanza-privata-contro-borseggi-piazzale-roma-consigliera-monica-poli-ringrazia.html