Palermo, più sicurezza per il personale sanitario e per gli operatori del trasporto pubblico

Protocolli d’intesa tra prefettura, Regione Siciliana, comune e Amat. Tra le misure previste, il ricorso al “panic button”

Garantire più sicurezza agli operatori del trasporto pubblico locale e al personale sanitario a Palermo. È l’obiettivo dei protocolli di intesa tra la prefettura, la Regione Siciliana, il comune e la Amat Palermo Spa, società in house del capoluogo concessionaria della gestione del servizio per la mobilità.

Siglate giovedì scorso nella sede della presidenza della Regione Siciliana, le intese individuano misure di prevenzione e contrasto alle aggressioni ai danni di queste categorie di lavoratori. Tali misure, con le quali vengono fornite risposte concrete al fenomeno, sono state oggetto di valutazione nell’ambito del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Sia il “protocollo di intesa per la promozione della sicurezza nel trasporto pubblico locale” che il “protocollo di intesa per la promozione della sicurezza del personale sanitario e degli operatori del servizio di emergenza-urgenza S.U.E.S. 118”, prevedono – tra i diversi interventi messi in campo – l’utilizzo del “Panic Button”, un pulsante azionabile in caso di pericolo.
Il segnale di allarme viene ricevuto dalla sala operativa del numero di emergenza unico (Nue) 112, che identifica e geolocalizza chi richiede il soccorso e attiva le Forza di polizia competenti in base al piano coordinato di controllo del territorio.

Gli accordi prevedono anche attività di formazione su prevenzione e gestione dei conflitti, rivolte agli operatori, così come supporto legale ai lavoratori eventuali vittime di aggressioni in servizio e campagne di comunicazione e sensibilizzazione sul tema della sicurezza. Tavoli di monitoraggio, coordinati dalla prefettura di Palermo, seguiranno l’attuazione dei protocolli e l’andamento dei casi di aggressione.

Fonte: Ministero dell’Interno

Rafforzata la sicurezza urbana in 33 comuni dell’Irpinia

Firmati in prefettura ad Avellino gli accordi con i sindaci

Un modello di sicurezza urbana più vicino ai cittadini, basato su prevenzione, coesione sociale e presidio condiviso del territorio: questo l’obiettivo alla base dei “Patti per la sicurezza urbana e la promozione di un sistema di sicurezza partecipata” sottoscritti ad Avellino dal prefetto, Rossana Riflesso, con i sindaci di 33 comuni della provincia.

Tra le azioni previste dai documenti figurano interventi strutturali e sociali: riqualificazione di aree a rischio, incremento dell’illuminazione pubblica, vigilanza nei parchi, promozione di eventi culturali e utilizzo di strumenti tecnologici come l’app “YouPol”, che permette ai cittadini di segnalare episodi di illegalità in tempo reale.

Una particolare attenzione è dedicata alla prevenzione delle truffe agli anziani e alla messa in rete, con le sale operative delle forze dell’ordine, dei sistemi di videosorveglianza privati attivi nei contesti commerciali.

Per il monitoraggio dell’attuazione delle intese è stata istituita presso la prefettura una cabina di regia, composta da rappresentanti delle Forze dell’ordine e delle Polizie locali, che avrà il compito di verificare periodicamente lo stato di avanzamento delle attività e redigere una relazione informativa annuale per il ministero dell’Interno.

«Questi Patti rappresentano un’alleanza operativa tra istituzioni e comunità locali» ha dichiarato il prefetto. «La sicurezza non è solo questione di ordine pubblico, ma anche di coesione sociale e vivibilità degli spazi comuni. Il nostro obiettivo è costruire una sicurezza concreta, visibile, integrata».

Fonte: Ministero dell’Interno

Inps sul bonus giovani: Dal 1° luglio nuova restrizione con l’incremento occupazionale netto.

A seguito di una nuova interlocuzione tra Commissione Ue e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’ INPS aggiorna le indicazioni operative per l’esonero contributivo totale, previsto dal DL Coesione, per l’assunzione di giovani under 35.  

L’ incentivo in questione consiste in un esonero contributivo pari al 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL, nel limite massimo di importo pari a 500 euro mensili per lavoratore, riconosciuto entro i limiti di spesa e nel rispetto delle procedure, dei vincoli territoriali ( nella ZES il limite massimo di importo raggiunge i 650 euro ) e dei criteri di ammissibilità.

Ora, su richiesta dalla Commissione UE, il requisito dell’ incremento occupazionale netto, previsto all’ art 22, comma 3 del DL 60/2024 inizialmente solo per le assunzioni nelle Regioni appartenenti nella Zona Economica Speciale ZES , viene esteso con decorrenza 1 ° luglio 2025 alle assunzioni e trasformazioni su tutto il restante territorio nazionale effettuate ai sensi dell’ art. 22, comma 1 del DL 60 /2024. 

A seguito di tale aggiornamento, con il mess. n. 1935 del 18.06.2025, l’ INPS ha aggiornato le proprie istruzioni contenute nella circ. n. 90 del 12.05.2025 al paragrafo 7. 

Come precisato nella stessa circolare, e come chiarito dalla giurisprudenza comunitaria,  per la valutazione dell’incremento occupazionale netto si deve porre a raffronto il numero medio di unità lavoro–anno ( ULA ) dell’anno precedente all’assunzione con il numero medio di unità lavoro/anno dell’anno successivo all’assunzione.

Per tale motivo, l’esonero contributivo si consolida solo qualora al termine dell’anno successivo all’assunzione si riscontri l’ incremento occupazionale. In caso contrario, il datore di lavoro è tenuto alla restituzione delle quote mensile di contribuzione esonerate.

Di conseguenza, l’INPS ha comunicato che il modulo di domanda già in uso per la richiesta dell’esonero “Bonus Giovani” è stato implementato con l’inserimento della dichiarazione da rilasciare ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. n. 445/2000: “la legittima fruizione dell’esonero ex art. 22, comma 1, del decreto-legge 60/2024, per le assunzioni/trasformazioni effettuate a decorrere dal 1° luglio 2025, è subordinata alla realizzazione e al mantenimento dell’incremento occupazionale netto”.    

Fonte: INPS

Appalti pubblici: ANAC e CNEL per un corretto utilizzo dei CCNL

Il 16 giugno 2025 è stato siglato un importante protocollo d’intesa tra l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), nel quadro dell’applicazione del nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.lgs. 36/2023). La cooperazione inter-istituzionale avviata mediante l’accordo si pone come obbiettivi principali : 

  • verifica dell’equivalenza tra CCNL: uno dei nodi critici nella gestione degli appalti pubblici riguarda la corretta applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL). Grazie alla cooperazione tra ANAC e CNEL, verrà facilitata la consultazione e la verifica dell’equivalenza tra contratti collettivi attraverso l’utilizzo congiunto delle rispettive banche dati, in particolare dell’Archivio nazionale dei contratti collettivi gestito dal CNEL. Ciò contribuirà a contrastare fenomeni di dumping contrattuale e ad assicurare condizioni eque per i lavoratori coinvolti negli appalti pubblici;
  • supporto alla trasparenza e alla qualità delle politiche occupazionali: l’accordo prevede la realizzazione di studi e ricerche sulle implicazioni economico-sociali del Codice dei contratti pubblici, con particolare attenzione ai riflessi occupazionali e alla valutazione di impatto delle clausole sociali. Il protocollo contempla anche attività di formazione e divulgazione rivolte agli operatori economici e alle stazioni appaltanti, per favorire una corretta applicazione della normativa e valorizzare i benefici dell’inclusione lavorativa.
  • Centrale nell’accordo è la promozione dell’inclusione lavorativa nel sistema degli appalti pubblici: il protocollo prevede la predisposizione di atti-tipo e linee guida rivolti alle stazioni appaltanti, al fine di integrare clausole sociali nei bandi di gara che incentivino l’inserimento lavorativo di persone in esecuzione penale. Ciò rappresenta un passo significativo per superare le barriere all’occupazione per categorie svantaggiate, promuovendo una reintegrazione sociale stabile;

Altro elemento centrale nell’accordo è l’impiego dell’Archivio nazionale dei contratti collettivi di lavoro, gestito dal CNEL. Questo strumento consentirà alle amministrazioni pubbliche di identificare con maggiore precisione i CCNL “equivalenti”, cioè quelli realmente applicabili in relazione al tipo di appalto, assicurando il rispetto delle norme del Codice e prevenendo fenomeni di dumping contrattuale.

L’intesa ANAC-CNEL rappresenta un modello virtuoso di cooperazione istituzionale che, oltre a migliorare l’efficacia della normativa sugli appalti, offre un contributo concreto alle politiche di inclusione e reinserimento lavorativo. In un contesto in cui il lavoro è uno dei principali strumenti per prevenire il rischio di recidiva, l’adozione sistematica di clausole sociali nei bandi pubblici può diventare un volano per una giustizia realmente riabilitativa e una società più coesa. 

Fonte: Lavorosi – CNEL

Ministero del Lavoro: Linee guida sull’ Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro

IL 14 aprile scorso è stata avviata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la prima consultazione pubblica sulle Linee guida per l’ implementazione dell’ Intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. Il documento mira a orientare imprese, lavoratori e tutti gli stakeholder nella transizione digitale con un approccio che coniuga innovazione, benessere, sicurezza e tutela dei diritti nel mondo del lavoro.

Conclusa il 21 maggio scorso, la consultazione ha portato il Ministero a redigere un  rapporto dal quale emerge una prima analisi dei contributi ricevuti tramite i questionari. 

Le considerazioni dei partecipanti rispetto agli aspetti normativi e giuridici della Linee guida hanno evidenziato :

•  In relazione alla responsabilità legale e alla governance la necessità di definire chiaramente chi è responsabile in caso di errori o danni causati da sistemi di IA. In caso di bias, opacità o malfunzionamenti, è stato suggerito di prevedere una responsabilità condivisa tra chi sviluppa e chi adotta il sistema. A tal fine è stato sottolineato che le decisioni automatizzate che incidono sui diritti dei lavoratori non possono essere lasciate all’algoritmo. Serve una supervisione umana effettiva, come previsto dall’AI ACT e per questo è proposta la creazione di comitati etici aziendali con funzioni di supervisione e controllo anche mediante audit standardizzato integrato nei sistemi di compliance già esistenti. 

•  Rispetto al tema della sicurezza e tutela dei diritti, gli utenti esprimono l’opportunità di inserire lo stress da automazione nella valutazione dei rischi e redazione del DVR ;  l’ obbligo di “ human in the loop ” per decisioni ad alto impatto come assunzioni e licenziamenti ; il pieno coinvolgimento delle rappresentanze sindacali nei processi di adozione.

•  Il tema formazione e sviluppo delle competenze è stato ritenuto un elemento cruciale dai partecipanti alla consultazione. Tra le proposte formazione obbligatoria e continua, ampio supporto all’uso di voucher, fondi interprofessionali e Fondo Nuove Competenze con l’ istituzione di un albo nazionale di esperti IA & lavoro per supportare imprese e PA nella progettazione formativa. 

I fondi interprofessionali sono considerati una leva strategica per finanziare corsi sull’IA, con la proposta di destinare almeno il 10% dei piani formativi a questi temi. Da valorizzare anche il ruolo degli enti bilaterali nella progettazione e valutazione dei percorsi formativi.

Scarica le Linee guida per l’ implementazione dell’ Intelligenza artificiale nel mondo del lavoro

Scarica il rapporto del Ministero del Lavoro

Fonte: Ministero del Lavoro e delle politiche sociali – Lavoro.si

Deliceto sperimenta la vigilanza privata: un modello di sicurezza e partecipazione civica

Un plauso all’iniziativa del Comune di Deliceto, in provincia di Foggia, che ha avviato un servizio sperimentale di vigilanza privata destinato a proteggere i beni comunali.

Si tratta di un passo concreto per difendere il patrimonio collettivo: l’intervento prevede infatti un presidio costante e controlli regolari in parchi pubblici, aree verdi, edifici comunali, scuole e centri sportivi, cosicché possa fungere da deterrente a comportamenti illeciti. 

Questa fase pilota potrà rappresentare un modello per altri piccoli comuni interni, spesso dimenticati, ma ricchi di potenzialità.

In un’epoca in cui la sicurezza urbana è spesso demandata solo alle forze pubbliche, l’esempio di Deliceto evidenzia come la sinergia tra amministrazione, cittadini e operatori privati possa davvero fare la differenza.

Ciò che rende encomiabile questa scelta è la sua doppia valenza: da un lato, la sicurezza aumenta, con una risposta rapida ed efficace sul territorio; dall’altro, l’iniziativa promuove senso civico, rispetto per gli spazi comuni e partecipazione attiva dei cittadini. Una vigilanza “di prossimità” che incoraggia la comunità a prendersi cura del proprio ambiente.

👉 Leggi l’articolo completo su FoggiaToday

Webinar AIProS: La sicurezza antincendio nelle strutture sanitarie e ospedaliere – 02/07/2025 ore 14:30

AIProS, in collaborazione con Italpol Vigilanza, organizza il webinar

LA SICUREZZA ANTINCENDIO NELLE STRUTTURE SANITARIE E OSPEDALIERE

il giorno 2 luglio 2025, dalle ore 14:30 alle ore 18:30, in presenza presso il Ginevra Palace Hotel (Via San Giovanni della Croce, 35 – 00166 Roma) e in FAD sincrona.

Programma:

  • Apertura dei lavori a cura del Coordinatore del Convegno.

Michele Messina, Resp. Dip.to Prevenzione, Protezione Antincendio e Normativa A.I.PRO.S.

  • Saluti di benvenuto

Massimo Marrocco, Presidente A.I.PRO.S

  • L’importanza delle libere associazioni come strumento di informazione e di formazione continua del professionista della sicurezza integrata

Massimo Marrocco, Presidente A.I.PRO.S

  • Statistica incendi nelle strutture sanitarie in Italia dal 2004 al 2024

Maurizio D’Addato – Formatore antincendio in vari ospedali – già dirigente Superiore – Vicario del Direttore Centrale ufficio Prevenzione Incendi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

  • La designazione e la formazione degli addetti alla lotta contro gli incendi e all’emergenza (Art. 46 c.3 -b D.Lgs. 09/04/2008 n 81 e s.m.i. e D.M. 2/09/2021)

Paolo Marrocco, Proboviro A.I.PRO.S.

  • I servizi offerti dal Gruppo ITALPOL VIGILANZA per la sicurezza nei luoghi di lavoro

Francesco Mechelli, Vicedirettore commerciale ITALPOL Vigilanza

  • Domande, risposte e test finale di apprendimento

Informazioni ed iscrizioni disponibili a questo link.

Iscrizioni aperte fino alle ore 17:00 del 1 luglio 2025.

A fronte di esito positivo del test di apprendimento, A.I.PRO.S. riconosce ai propri soci 4 Crediti Formativi per il mantenimento della qualificazione professionale ai sensi dell’Art. 7 della Legge 4/2013.

Sono inoltre riconosciuti 4 crediti validi per il mantenimento delle certificazioni Professionista Security UNI 10459:2017 e Periti Liquidatori Assicurativi UNI 11628:2016.

Appalti e servizi, primi risultati per la Consulta: il dialogo con il Parlamento, Governo e Istituzioni fa passi in avanti

COMUNICATO STAMPA

Appalti e servizi, primi risultati per la Consulta: il dialogo con il Parlamento, Governo e Istituzioni fa passi in avanti

Roma, 20 giugno 2025 – Regole più eque, continuità nei contratti, sostenibilità per imprese e lavoratori: è questo il messaggio che la Consulta dei Servizi ha portato ieri a Palazzo Wedekind durante l’evento pubblico “Con i Servizi Cresce l’Italia”. Un confronto ad alta intensità tra rappresentanze imprenditoriali e istituzioni, con un tema al centro: l’urgenza di intervenire sul sistema di revisione dei prezzi nei contratti pubblici per i servizi.

La proposta della Consulta – che rappresenta oltre 23.000 imprese, quasi un milione di addetti e un fatturato di oltre 70 miliardi di euro – è chiara: rendere la revisione prezzi più accessibile ed efficace, senza aggravare la spesa pubblica, valorizzando strumenti già previsti dal Codice dei Contratti.

Presentato lo studio economico che mostra come gli attuali indici previsti di fatto sono inefficaci nell’attuazione della revisione dei prezzi per questi contratti pluriennali, e che basterebbe impiegare le somme accantonate nei contratti per rendere continuativa la revisione dei prezzi e garantire l’equilibrio contrattuale. Nel dettaglio, dai dati esposti emerge con chiarezza che la richiesta di abbassare la soglia dal 5% al 3%, non penalizzerebbe le stazioni appaltanti, mantenendo oltre l’84% delle risorse economiche inizialmente stanziate per la gara e per la revisione ordinaria nella misura del 73%.

Forte la risposta delle istituzioni. La deputata Erica Mazzetti ha annunciato la nascita di un intergruppo parlamentare dedicato ai servizi, sostenuta da colleghi di maggioranza e opposizione come i deputati Raffaele Nevi, Andrea Casu, Massimo Milani e la senatrice Vita Maria Nocco. Un fronte trasversale che riconosce l’urgenza del tema e apre al dialogo con le parti sociali.

Dal lato tecnico e amministrativo, sono intervenuti Elena Griglio, capo dell’Ufficio Legislativo del MIT, e il Consigliere di Stato Dario Simeoli, che hanno evidenziato la necessità di rendere la revisione prezzi uno strumento davvero operativo, capace di rispondere alle dinamiche di un settore ad alta intensità di lavoro e funzione pubblica, anche attraverso ulteriori specifiche che sono pronti a delineare.

“La sostenibilità non si garantisce solo con i numeri, ma con regole giuste e stabili”, ha affermato la Consulta. “Senza un riequilibrio del sistema, il rischio è la perdita di servizi fondamentali per milioni di cittadini”.

La Consulta dei Servizi proseguirà il suo percorso, a partire dalla richiesta di approvazione degli emendamenti presentati in sede di conversione del DL infrastrutture che modificano il Codice degli Appalti in tema di revisione prezzi.  “Avanzeremo le nostre istanze – conclude la Consulta – sino a che non sarà possibile alle nostre aziende di operare in un mercato normale, senza che la Pubblica Amministrazione sia tra le principali cause dell’insostenibilità economica dei servizi che eroghiamo, con conseguente danno per l’occupazione e per la qualità dei servizi resi.”

Confindustria: “I dazi colpiscono fiducia ed export. L’ennesima guerra rincara l’energia, peggiorando le attese”

Dalla pagine ufficiale del Centro Studi CONFINDUSTRIA.

Di seguito il link per leggere il comunicato completo.

Un altro shock. Lo scenario, già complesso, è aggravato dall’aumento del prezzo del petrolio a causa del conflitto Israele-Iran. L’industria italiana ha tenuto a inizio 2° trimestre e gli indicatori sono migliorati per i servizi. Ma i dazi sull’export e l’incertezza stanno deteriorando la fiducia, brutto segnale per i consumi e gli investimenti. Positivo, invece, è il proseguire del taglio dei tassi nell’Eurozona.

Risale il costo dell’energia. Il prezzo del petrolio, che da inizio 2025 era in calo per le attese indebolite sulla domanda globale determinate dai dazi, è bruscamente risalito sulla scia della guerra Israele-Iran (77 $/barile il 20 giugno, da 63 in media a maggio). Anche il prezzo del gas in Europa (TTF) è rincarato: 40 €/mwh, dal livello minimo di 34 a maggio, che era stato toccato dopo tre mesi di ribassi.

Credito in recupero. Il credito per le famiglie italiane è in aumento sempre più robusto (+1,3% annuo in aprile, da +1,1% a marzo), mentre quello per le imprese continua a registrare una variazione annua negativa (-0,8%, da -1,1%) anche se la dinamica degli ultimi mesi è tornata positiva. Il taglio dei tassi si è tradotto in un ribasso del costo del credito (3,8%, da 5,3% un anno prima).

Investimenti: attese in frenata. Gli investimenti hanno sorpreso in positivo nel 1° trimestre (+1,6%), con tutte le componenti in aumento (costruzioni, impianti-macchinari, ricerca). Per il 2°, tuttavia, gli indicatori sono deboli: a maggio, aumenta poco la fiducia delle imprese, su valori bassi; l’incertezza è elevata; gli ordini di beni strumentali sono negativi; le attese di nuovi ordini calano per il secondo mese.

Consumi: fiducia ancora in calo. Ad aprile l’occupazione è rimasta stabile ma a maggio la fiducia è scesa per il terzo mese consecutivo e lascia presagire la frenata della propensione al consumo. Difatti, le vendite al dettaglio crescono poco (+0,5% in aprile, +0,2% acquisito nel 2° trimestre) e le immatricolazioni di auto sono, di nuovo, in lieve flessione (-0,1% annuo a maggio).

Ripartono i servizi. Nel 1° trimestre i servizi hanno sorpreso in negativo (-0,1% il valore aggiunto), nonostante il turismo sia ripartito (+4,1% annuo la spesa di stranieri). Per il 2°, indicazioni favorevoli: il fatturato cresce in aprile secondo RTT (CSC-TeamSystem); a maggio, l’HCOB-PMI indica un irrobustimento (53,2 da 52,9) e la fiducia delle imprese ha recuperato in parte dopo i cali di inizio anno.

Industria: stabilizzazione a rischio. In aprile la produzione è aumentata (+1,0%), iniziando bene il 2° trimestre (+0,4% nel 1°); i livelli però restano depressi, dopo il calo nel 2023 e 2024. RTT in aprile conferma il recupero dell’industria in termini di fatturato e l’indagine CSC mostra meno pessimismo a maggio. Tuttavia, i rischi da dazi sono alti per il settore e a maggio altri indicatori restano sfavorevoli: il PMI è di poco in area di contrazione (49,2 da 49,3), la fiducia delle imprese industriali recupera appena.

Frena bruscamente l’export. In aprile l’export italiano si è ridotto del 2,8% a prezzi costanti, a causa del crollo delle vendite verso i paesi extra-UE, mentre sono aumentate quelle verso i mercati UE. Pesa il front-loading verso gli USA avvenuto in marzo, per alcuni specifici prodotti: al netto di questo effetto, si stima una flessione meno ampia in aprile (-0,6%). Nell’insieme dei primi quattro mesi del 2025, comunque, l’export italiano resta in crescita (+3,2% rispetto ai quattro mesi precedenti).

Eurozona in rallentamento. Nell’Area-euro l’incertezza resta elevata e la fiducia ancora stagnante a maggio, su valori bassi. Ad aprile l’industria ha registrato un forte calo di produzione (-2,4%), che ha coinvolto tutti i nostri principali competitor (Germania -1,9%, Francia -1,4%, Spagna -0,9%); la variazione acquisita nel 2° trimestre, perciò, è negativa (-0,4% per l’Area). E a maggio i PMI manifatturieri sono tutti recessivi, ad eccezione della Spagna che è appena sopra la soglia neutrale.

USA: debole la produzione. Il PIL americano nel 1° trimestre è stato rivisto al ribasso (-0,2% da -0,1%), restando migliore del temuto. La produzione industriale attraversa una fase di frenata, peggiore dell’atteso (-0,2% a maggio, +0,1% in aprile): nel 2° la variazione acquisita è quasi nulla (+0,1%), anche se PMI e ISM manifatturieri indicano un profilo espansivo. Gli occupati in leggero rallentamento (+139 mila) non abbattono la fiducia dei consumatori (60,5 punti a maggio, dopo il minimo di marzo-aprile).

Cina colpita dai dazi. I dazi USA pesano sull’industria cinese: +5,8% annuo a maggio (da +6,1% in aprile), il dato di produzione più basso da sei mesi; il PMI manifatturiero è sceso a 48,3 a maggio (da 50,4), segnando la prima contrazione da otto mesi. Anche l’export frena a maggio a +4,8% annuo (da +8,1%): crollo verso gli USA (-34,5%), in parte compensato da Sud-Est asiatico (+14,8%) e Europa (+12,0%). I consumi interni, invece, accelerano: in aprile vendite al dettaglio al +6,4% annuo (da +5,1%).

Il Dollaro raddoppia i dazi, ma agevola i tagli BCE.

Svalutazione del dollaro rapida e ancora in corso. Dall’insediamento dell’amministrazione Trump (gennaio 2025), il Dollaro è passato da 1,04 per un euro, a 1,16 toccato a metà giugno (-11,4% complessivo). Buona parte di tale svalutazione si è registrata dal giorno dell’annuncio dei dazi americani (2 aprile), quando il Dollaro era a 1,08 (-7,1%). Si è trattato di una brusca inversione di rotta rispetto al rafforzamento degli ultimi mesi del 2024; in precedenza si era avuta una lunga fase (inizio 2023 – estate 2024) di piccole oscillazioni intorno a 1,08.

Incertezza e aumento rischi da dazi. Una spiegazione è che gli investitori internazionali starebbero riducendo la quota di Dollari nei loro portafogli finanziari, spaventati dall’alta incertezza insita nelle politiche avviate dall’Amministrazione americana e dai suoi impatti sulla stessa economia americana. La risalita recente del rendimento del Treasury a 10 anni sembra confermare la relativa “sfiducia” nel debito ma anche nell’economia americana (4,38% il 20 giugno, da 4,12% il 2 aprile). La stessa incertezza di policy, misurata negli USA e a livello globale, ha registrato un balzo anomalo da inizio 2025, seguendo un sentiero simile a quello del cambio Dollaro-Euro.

Il cambio non segue i tassi. Va aggiunto che il cambio Dollaro-Euro ha preso una direzione opposta a quella che dovrebbero suggerire il differenziale dei tassi ufficiali e l’introduzione di dazi da parte dell’Amministrazione americana. Infatti, mentre la BCE ha continuato a tagliare, arrivando già al 2,00% a inizio giugno (dal 4,00% di partenza), la FED è ferma da inizio anno al 4,50% (da 5,50%). Questo ampio e insolito differenziale dei tassi FED-BCE (+2,50 punti) dovrebbe attirare più capitali internazionali verso gli USA, rispetto all’Eurozona, portando a un rafforzamento del Dollaro sull’Euro. Nella stessa direzione dovrebbe agire l’imposizione di dazi USA che, comportando un minore deflusso di Dollari all’estero (per le importazioni), dovrebbe spingere al rafforzamento del Dollaro.

Conseguenze negative. Gli impatti del cambio sulle imprese italiane si legano al tema dei dazi USA, non solo perché l’annuncio delle tariffe ha contribuito alla svalutazione del Dollaro, ma anche perché gli impatti di questi due fattori vanno nella stessa direzione. Gli effetti dell’Euro forte sul Dollaro, infatti, si sommano a quelli dei dazi USA sull’export dell’Eurozona. Si può dire che equivalgono di fatto a un “raddoppio” dei dazi, fissati al 10%, portando la “barriera all’export totale” sopra il 20%. Oltre a ciò, altre valute che seguono il Dollaro potrebbero svalutarsi, allargando l’effetto negativo per il nostro export ad altri mercati.

Attesa resilienza. L’export italiano ha dimostrato di essere molto competitivo non solo sui prezzi, ma soprattutto sulla qualità dei beni; inoltre, un reindirizzamento parziale delle vendite su altri mercati può attenuare l’impatto dei dazi. Peraltro, l’Euro forte non colpisce solo l’export dell’Italia, ma di tutte le imprese dell’Eurozona allo stesso modo. E il mercato europeo vale il 52% delle vendite italiane all’estero.

C’è anche una conseguenza positiva. Esiste poi un aspetto positivo dell’andamento recente del cambio, che riguarda l’inflazione: l’Euro più forte modera i prezzi degli input e dei prodotti finiti importati nell’Area, come quello del petrolio, che è quotato in Dollari. Questo contribuisce a tenere a freno l’inflazione in Europa, con benefici in particolare per le famiglie, che vedono più al riparo il proprio reddito reale. Viceversa, il Dollaro debole può accelerare l’inflazione negli USA, perché l’import degli americani diventa più costoso.

Che faranno le banche centrali? Un altro aspetto, a valle della svalutazione del Dollaro, è capire cosa faranno ora la BCE e la FED per raggiungere i loro obiettivi. Il rafforzamento dell’Euro potrebbe favorire (per i suddetti effetti sui prezzi) il percorso di tagli dei tassi BCE, già arrivati alla soglia oltre la quale si entra in area “espansiva”. Viceversa, la svalutazione del Dollaro potrebbe fermare del tutto i tagli dei tassi USA, ancora su valori restrittivi. Una politica monetaria espansiva nell’Eurozona può sostenere la nostra crescita, stimolando sia i consumi che gli investimenti, mentre la perdurante restrizione monetaria continuerebbe a frenare l’economia USA.

Legge 9 giugno 2025, n. 80: DL Sicurezza e novità in materia di contratti di rete

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 9 giugno 2025, n. 80, è convertito il DL 11 aprile 2025, n. 48, recante ” Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonche’ di vittime dell’usura e di ordinamento penitenziario “

Il Decreto in commento apporta modifiche all’art. 85, del D.Lgs. n. 159/2011, in materia di contratti di rete. In particolare, la documentazione antimafia, qualora presente un raggruppamento temporaneo di imprese e un contratto di rete, deve riferirsi alle imprese aderenti al contratto, secondo le modalità indicate dallo stesso articolo 85, comma 2.

Scarica il DL 48/2025