UAS nei Servizi di Vigilanza Privata: Webinar ASSIV e Security&Training

di Redazione – 22 Maggio 2025 (S News)

Webinar ASSIV 18-19 giugno 2025

Il mercato dei droni (ed estendendo UAS, ovvero Unmanned Aerial System) è in piena espansione. Dalla logistica all’agricoltura, dalla sicurezza al monitoraggio ambientale, le applicazioni civili e professionali crescono esponenzialmente ogni anno, ma poiché tra normative in evoluzione, nuove tecnologie e un ecosistema ancora in via di definizione orientarsi non è facile, ASSIV ha organizzato un webinar.

Il webinar ASSIV e Security&Training porta il titolo “UAS nei Servizi di Vigilanza Privata”, ha la durata di 6 ore ed è diviso in due pomeriggi, durante i quali verrà analizzato il quadro normativo vigente in materia aeronautica, di pubblica sicurezza e di tutela dei dati personali, per fornire elementi di valutazione sui limiti e le possibilità d’uso di UAS nei servizi di vigilanza privata.

Il Webinar si terrà il 18 e il 19 giugno, dalle ore 15:00 alle 18:00. Intervengono come relatori il Dott. Luigi Cola e l’Avv. Francesco Di Maio.

ICMQ riconosce 3 crediti formativi per i Security Manager UNI 10459:2017.

Per gli Associati ASSIVil webinar è gratuito.

Per iscriversi: [email protected], entro l’11 giugno.

Il Programma e i contenuti del Webinar ASSIV e Security&Training “UAS nei Servizi di Vigilanza Privata”

18 giugno 2025 (15.00-18.00)

1 – Obiettivi del webinar
Analizzare il quadro normativo vigente, in materia aeronautica, di pubblica sicurezza e di tutela dei dati personali e fornire elementi di valutazione sui limiti d’uso di UAS (Unmanned Aerial Vehicles) nei servizi di vigilanza armata.

2 – Panoramica sull’evoluzione del concetto UAS

  • Lo sviluppo degli UAS nei settori professionali;
  • Elementi di comprensione dello spazio aereo e delle regole dell’aria.

3 – La normativa vigente: definizioni e principi operativi

  • Definizioni necessarie per la consapevolezza dell’utilizzo degli UAS;
  • Normativa internazionale: ICAO;
  • Normativa europea:
    – Regolamenti UE 2019/945 e 2019/947;
    – EASA Easy Access Rules;
  • Normativa nazionale aeronautica ENAC:
    – Il Regolamento ENAC del 2021;
    – Linea guida 2020001-nav.

4 – Condizioni operative e licenze

  • Operazioni VLOS (Visual Line of Sight) e BVLOS (Beyond Visual Line of Sight);
  • Operazioni critiche e non critiche;
  • Categorie di operazioni: OPENSPECIFIC CERTIFIED;
  • Operazioni in scenari standard;
  • Licenze, esami.

19 giugno 2025 (15.00-18.00)

5 – Obblighi aeronautici

  • Registrazione e identificazione dei droni.
    – La piattaforma d-flight;
    – Registrazione del drone e dell’operatore;
    – Pianificazione del volo e consultazione delle mappe.
  • Separazione da altro traffico;
  • Richiesta di spazio aereo segregato;
  • Norme sull’assicurazione obbligatoria.

6 – Protezione dei dati personali

  • Normativa GDPR e obblighi relativi al trattamento di dati personali:
    – Base giuridica;
    – Informative;
    – Misure di sicurezza dei dati;
    – Diritti degli interessati;
    – Valutazione di impatto (DPIA);
  • Case study: provvedimento sanzionatorio del Garante Privacy riguardo l’uso da parte della polizia locale del Comune di Treviso e riflessioni sui servizi di vigilanza.

7 – Riflessioni sull’uso di UAS nei servizi di vigilanza armata

  • Caratterizzazione di scenari di utilizzo;
  • Operazioni in spazi aerei di proprietà privata;
  • Bilanciamento tra esigenze di pubblica sicurezza e vincoli aeronautici;
  • Valutazione del rischio.

8 – Conclusioni

  • Incompiutezza ed incertezze nel quadro regolatorio vigente;
  • Riflessioni di sistema e di sviluppo normativo.

9 – Domande e Risposte

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Huffington Post: L’Italia (invisibile) dei servizi

di Maria Cristina Urbano

Un comparto che impiega circa 1 milione di lavoratori, genera oltre 70 miliardi di euro di valore economico e rappresenta fino al 50% delle gare pubbliche. Eppure, nel Codice dei Contratti Pubblici, sembra non esistere. Almeno non con la stessa dignità e tutela garantite al settore dei lavori pubblici

C’è un’Italia che lavora, silenziosa, spesso nascosta dietro sigle e subappalti, che però tiene in piedi la quotidianità del Paese. È l’Italia dei servizi: un comparto che impiega circa un milione di lavoratori, genera oltre 70 miliardi di euro di valore economico e rappresenta fino al 50% delle gare pubbliche. Eppure, nel Codice dei Contratti Pubblici, questa Italia sembra non esistere. Almeno non con la stessa dignità e tutela garantite al settore dei lavori pubblici.

C’è un’Italia che lavora, silenziosa, spesso nascosta dietro sigle e subappalti, che però tiene in piedi la quotidianità del Paese. È l’Italia dei servizi: un comparto che impiega circa un milione di lavoratori, genera oltre 70 miliardi di euro di valore economico e rappresenta fino al 50% delle gare pubbliche. Eppure, nel Codice dei Contratti Pubblici, questa Italia sembra non esistere. Almeno non con la stessa dignità e tutela garantite al settore dei lavori pubblici.

Il 23 dicembre 2024, con l’approvazione del decreto correttivo al Codice, è emersa con forza una disparità che il settore non è più disposto a tollerare. Mentre per i lavori pubblici la soglia per l’attivazione della revisione prezzi è stata abbassata dal 5% al 3%, con il riconoscimento del 90% dei costi eccedenti, per i servizi tutto è rimasto invariato: soglia al 5% e riconoscimento limitato all’80%. Una differenza apparentemente tecnica, che però ha un impatto devastante su un settore dove la voce lavoro incide anche oltre l’80% dei costi aziendali.

Senza una modifica urgente, l’Italia rischia il blocco di funzioni vitali per scuole, ospedali, uffici pubblici e strutture assistenziali.

Durante una conferenza stampa alla Camera, le associazioni promotrici del Manifesto dell’Economia dei Servizi – tra queste ASSIV – hanno illustrato i rischi concreti derivanti dall’attuale quadro normativo: incapacità di riequilibrare i contratti in corso, impossibilità di adeguare i salari, tenuta economica delle imprese messa a repentaglio. 

Il Manifesto, consegnato ai rappresentanti istituzionali, è un documento programmatico che individua una serie di interventi urgenti:

– Parificazione delle soglie di revisione prezzi tra lavori e servizi

– Obbligatorietà delle clausole di revisione nei contratti a esecuzione continuativa

– Inserimento di ponderazioni specifiche per i servizi nel decreto correttivo

– Costituzione di un intergruppo parlamentare che coinvolga rappresentanti di maggioranza e opposizione

– Costituzione di un dipartimento dedicato presso un Ministero competente

– Attivazione di un tavolo di monitoraggio presso il MIT

– Creazione di un fondo di sostegno per le amministrazioni meno dotate, per garantire l’equilibrio contrattuale

A fronte dell’iniziativa, un primo segnale di ascolto è arrivato dal Parlamento con la nascita dell’Intergruppo per gli Appalti nei Servizi, promosso dall’On. Erica Mazzetti (FI), sostenuto anche da On. Chiara Braga (PD) e On. Massimo Milani (FdI). È un passo importante che finalmente apre un canale stabile di confronto con le istituzioni.

Il settore però non si ferma: il prossimo appuntamento è fissato per il 19 giugno a Roma, quando le associazioni presenteranno nuove proposte operative e approfondiranno l’impatto delle norme esistenti. Ma il tempo stringe.

Dietro alle parole “servizi essenziali” ci sono attività che ogni cittadino incontra ogni giorno, senza forse rendersene conto: pulizia di scuole, ospedali, uffici pubblici; mense scolastiche; servizi di igiene urbana e smaltimento rifiuti; sanificazione e sterilizzazione di dispositivi medici; vigilanza; assistenza socio-sanitaria ed educativa. Attività che proseguono anche di notte, nei festivi, in piena pandemia, nei momenti più difficili.

La richiesta delle imprese non è di favore, ma di equità. Una riforma del Codice Appalti che non tenga conto di questo macro settore non solo ignora la realtà dei fatti, ma rischia di mettere in ginocchio una parte strategica del tessuto economico e sociale del Paese.

Non vogliamo più essere invisibili. Vogliamo essere riconosciuti per quello che siamo: indispensabili.

Leggi l’articolo sul blog di Maria Cristina Urbano sull’Huffington Post

Segui il Blog di Maria Cristina Urbano

Un nuovo modello per la sicurezza: vigilanza privata al fianco del pubblico

La questione sicurezza torna al centro del dibattito politico cittadino. La città è sempre più spesso teatro di episodi di microcriminalità, furti e situazioni di degrado urbano che stanno minando la percezione di tranquillità tra residenti e commercianti, in particolare nel cuore del centro storico. A intervenire è Claudio Civettini, esponente di Forza Italia e candidato alle prossime elezioni comunali, che propone una svolta pragmatica e immediata: mettere in campo una sinergia strutturata tra forze dell’ordine e istituti di vigilanza privata. Da qui la proposta: attivare una collaborazione istituzionale con le realtà di vigilanza privata già operative a Trento, affinché diventino parte integrante di un progetto pubblico condiviso con Comune e Provincia.

Un’idea che affonda le radici in esperienze già consolidate in altre parti d’Italia, un modello che ha già dimostrato di poter rafforzare la capacità di prevenzione e intervento, proprio grazie alla circolazione rapida delle informazioni e alla diffusione capillare dei controlli.

La proposta di Forza Italia si muove esattamente in questa direzione: costruire un sistema integrato, pragmatico, capace di rispondere in modo concreto alle esigenze di sicurezza dei cittadini. 

Un progetto che, se realizzato con metodo e visione, potrebbe fare scuola anche oltre i confini provinciali.

Qui gli articoli di stampa: https://www.ildolomiti.it/cronaca/2025/se-non-con-lesercito-serve-almeno-una-collaborazione-con-la-vigilanza-privata-civettini-forza-italia-si-metta-in-campo-un-progetto-concreto-per-la-sicurezza

Sicurezza urbana: il futuro è nella cooperazione tra pubblico e privato

L’ondata di furti e spaccate che sta colpendo Firenze, con particolare intensità nel Quartiere 2, ha riportato al centro del dibattito cittadino il tema della sicurezza urbana. A denunciarlo con forza sono stati i consiglieri della Lega Guglielmo Mossuto e Stefano Nencioni, che evidenziano come le misure attualmente in campo siano insufficienti a fronteggiare una criminalità sempre più audace e organizzata.

Proprio per questo, si fa sempre più urgente l’attivazione di modelli virtuosi di collaborazione affinché possa prevedersi cooperazione tra istituti di vigilanza privata e forze di polizia attraverso lo scambio tempestivo di informazioni e segnalazioni. Un sistema di intelligence diffusa che, se ben implementato, potrebbe aumentare sensibilmente la capacità di prevenzione e intervento sul territorio.

Firenze, città d’arte e cultura, non può permettersi di essere ostaggio del degrado e dell’insicurezza. Serve un salto di qualità nelle politiche di prevenzione: non bastano interventi spot, ma è indispensabile costruire una vera sinergia operativa tra pubblico e privato. Solo così si potrà restituire ai fiorentini quella serenità che oggi, troppo spesso, viene messa a dura prova.

Qui gli articoli di stampa: https://www.firenzedintorni.it/it/sicurezza-mossuto-nencioni-spaccate.html

Servizi al collasso, imprese alla Camera: modificare subito il Codice degli Appalti

COMUNICATO STAMPA

CODICE APPALTI, SENZA INTERVENTO IMMEDIATO

SERVIZI ESSENZIALI A RISCHIO

Le imprese del Manifesto dei Servizi chiedono al Governo equità negli appalti e apprezzano la nascita alla Camera dell’Intergruppo parlamentare per i servizi

Roma, 20 maggio 2025 – “Non c’è più tempo: i servizi essenziali sono al limite della sostenibilità. Senza una modifica urgente al Codice Appalti, l’Italia rischia il blocco di funzioni vitali per scuole, ospedali, uffici pubblici, strutture sanitarie e assistenziali. La disparità tra lavori pubblici e servizi non è solo ingiusta, è pericolosa. Se non si interviene subito, la macchina dei servizi si fermerà. E con essa, una parte essenziale del Paese.”

È questo il grido di allarme lanciato oggi in Conferenza stampa alla Camera dei deputati dalla neonata Consulta dei Servizi, che riunisce 19 associazioni nazionali di imprese e le principali realtà del facility management, promotrici del Manifesto dei Servizi. Un fronte compatto e trasversale, che per la prima volta si presenta con una sola voce per rappresentare un comparto strategico per il Paese.

Con un impatto su circa 1 milione di lavoratrici e lavoratori e circa 45mila imprese che generano un valore economico di oltre 70 miliardi di euro, le realtà del settore assicurano quotidianamente attività come la pulizia e l’igienizzazione di ambienti pubblici e di lavoro, la sanificazione degli ospedali, i servizi di welfare e socio-sanitari, la gestione delle mense scolastiche e ospedaliere, la raccolta e il trattamento dei rifiuti, i servizi di vigilanza privata e la fornitura e sterilizzazione di dispositivi medici e strumentario chirurgico.

“Il recente correttivo al Codice dei Contratti ha introdotto una disciplina fortemente penalizzante per i servizi, soprattutto in tema di revisione prezzi – ribadiscono le associazioni -. Per questo chiediamo al Parlamento un intervento urgente per armonizzare le soglie di accesso alla revisione tra lavori e servizi e per rendere obbligatorio l’inserimento di clausole ordinarie di revisione nei contratti continuativi e periodici. La mancata possibilità di riequilibrare i contratti in corso di esecuzione rischia di compromettere gravemente la continuità e la qualità dei servizi, con ricadute dirette sulla collettività”.

Durante la conferenza stampa – promossa dall’On. Erica Mazzetti (Forza Italia), con la partecipazione anche dell’On. Chiara Braga, capogruppo PD alla Camera e dell’On. Massimo Milani (Fratelli d’Italia) – è stata annunciata la nascita dell’Intergruppo parlamentare per gli appalti pubblici nei servizi, aprendo finalmente un canale stabile di confronto tra le Istituzioni e il settore.

“È un primo segnale concreto che il Parlamento e il Governo hanno colto l’urgenza di affrontare in modo strutturale le criticità che penalizzano le imprese dei servizi.” –  annunciano con soddisfazione le associazioni firmatarie del Manifesto dei Servizi – “L’intergruppo parlamentare potrà essere lo strumento per portare finalmente all’attenzione del legislatore le specificità dei servizi e per costruire un Codice davvero inclusivo e funzionale”, proseguono le associazioni. “Vogliamo che diventi un contenitore di confronto permanente, aperto e operativo, per dare voce alle nostre imprese.”

Il Manifesto dei Servizi è stato consegnato ai rappresentanti istituzionali come base di lavoro per le prossime tappe. Le associazioni hanno annunciato che il percorso proseguirà il prossimo 19 giugno a Roma, con una nuova iniziativa pubblica per approfondire nel dettaglio gli impatti del Codice Appalti sul settore e presentare proposte operative per un secondo intervento normativo mirato.

ANIE FutureSight: La visione che unisce imprese e startup

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In occasione dell’80° Anniversario dalla sua fondazione, Federazione ANIE annuncia il lancio di “ANIE FuturSight – la visione che unisce imprese e startup”, un progetto innovativo che segna l’inizio di una nuova alleanza strategica tra il sistema associativo e il mondo delle startup.

Obiettivo dell’iniziativa è quello di porre in dialogo il tessuto industriale dei settori elettrotecnico ed elettronico con la nuova generazione dell’innovazione: le startup tecnologiche.

Il progetto nasce dalla collaborazione con ZEST S.p.A., leader in Italia negli investimenti early-stage venture capital, nell’accelerazione delle startup e nell’Open Innovation. ANIE FuturSight punta a valorizzare le startup più promettenti attive in settori strategici come Internet of Things (IoT)5G e connettività industriale, settori chiave per il futuro della manifattura avanzata e della trasformazione digitale.

La prima iniziativa del progetto è un Beauty Contest, pensato per individuare e avvicinare le startup alle imprese socie di ANIE, facilitando possibili collaborazioni. Il percorso del beauty contest si sviluppa in tre momenti successivi:

  • I fase: selezione iniziale di 40 startup da parte di ZEST, attraverso il programma di accelerazione Magic Spectrum, scelto per la sua trasversalità e aderenza alle merceologie rappresentate da ANIE.
  • II fase: valutazione da parte di un Comitato Interno di ANIE, per individuare le 10 startup più promettenti.
  • III fase: presentazione dei progetti delle 10 strat up nel corso di due sessioni online aperte alla partecipazione delle oltre 1100 aziende associate. Le aziende associate saranno chiamate a votare le più interessanti. Sulla base di queste preferenze verranno scelte le tre startup finaliste, che saranno proclamate ufficialmente il 18 giugno 2025, durante l’evento celebrativo per gli 80 anni di ANIE, presso l’Auditorium della Tecnica di Confindustria.

Le startup selezionate accederanno per un anno all’ecosistema ANIE, con l’opportunità di avviare iniziative strutturate di confronto, co-progettazione e validazione delle proprie soluzioni, per rispondere concretamente alle esigenze delle filiere industriali.

Le aziende associate ANIE sono invitate a partecipare alle due sessioni online, durante le quali le 10 start-up selezionate – cinque per ciascuna sessione – presenteranno le proprie soluzioni e tecnologie nei settori chiave della transizione digitale e dell’Industria 5.0:

• Giovedì 29 maggio, dalle ore 9.30 alle ore 11.00
• Mercoledì 4 giugno, dalle ore 9.30 alle ore 11.00

Programma e iscrizioni disponibili a questo link.

Confindustria: Incertezza e dazi frenano export e investimenti. Rischi per l’industria, che stava recuperando

Dalla pagina ufficiale del Centro Studi CONFINDUSTRIA.

Di seguito il link per leggere il comunicato completo.

È attesa frenata. Il PIL italiano è cresciuto più del previsto nel 1° trimestre 2025 (+0,3%), con l’industria che ha interrotto il suo lungo calo. Nel 2°, però, i dazi e le alterne decisioni dell’Amministrazione Trump tengono alta l’incertezza e bassa la fiducia, frenando principalmente export e investimenti. Le minori attese di crescita, tuttavia, riducono il prezzo dell’energia, agevolando il taglio dei tassi in Europa.

Prezzi energetici in calo. Il prezzo del gas in Europa (TTF) continua a scendere: 33 €/mwh a maggio, da 50 a febbraio, restando comunque sopra i livelli del 2019 (14 in media); in ribasso anche l’elettricità (PUN a 88 €/mwh, da 150), ma resta il divario con gli altri paesi europei. Anche il prezzo del petrolio è in calo, a riflesso delle attese di frenata della domanda globale: 62 $/barile a maggio, da 76 a febbraio.

Giù i tassi europei. L’inflazione è alta negli USA (+2,3% in aprile), dove è attesa crescere per l’effetto dei dazi sui prezzi dell’import, cui si aggiunge la svalutazione del dollaro. È poco più bassa nell’Eurozona (+2,2%), ma qui calerà per il ribasso energetico e il rafforzamento dell’euro. Ciò significa che la BCE proseguirà con i tagli dei tassi nel 2025 (già a 2,25%), mentre la FED potrebbe restare in attesa, con tassi fermi a 4,50%. Questo stimolerà il credito per le imprese italiane (-1,1% annuo a marzo).

Investimenti in calo. Gli indicatori mensili per gli investimenti sono tutti orientati in negativo nei primi 4 mesi del 2025: continua a diminuire la fiducia delle imprese, per il terzo mese di fila (91,5 in aprile, da 93,2); si segnala un forte aumento dell’incertezza; i giudizi sugli ordini di beni strumentali sono pressoché stabili su bassi livelli e calano le attese sui nuovi ordinativi, indizio di domanda debole.

Consumi: indicazioni miste. Il proseguire della crescita dell’occupazione fornisce slancio al reddito reale delle famiglie in avvio di 2025, ma il calo della fiducia a marzo-aprile potrebbe preludere a un nuovo aumento della propensione al risparmio. Le vendite al dettaglio si sono ridotte nel 1° (-0,5%), mentre le immatricolazioni di automobili in Italia sono in lieve recupero (+2,7% annuo in aprile).

Servizi: andamento incerto. Il turismo prosegue la crescita nei primi mesi del 2025 (+6,7% annuo a febbraio la spesa di stranieri), mentre sono negative le indicazioni di RTT servizi (CSC-TeamSystem) con fatturato in calo nel 1° trimestre. Per il 2°, l’HCOB-PMI continua a indicare moderata espansione (52,9 in aprile, da 52,0), ma la fiducia delle imprese è ulteriormente caduta, per la flessione degli ordini.

Industria a rischio dazi. A marzo la produzione è aumentata (+0,1%), chiudendo il 1° trimestre in recupero (+0,4%), dopo 5 trimestri in calo, anche se RTT indica minor fatturato. I dazi colpiscono principalmente l’industria e i primi dati di aprile, post-dazi, sono misti: il PMI segnala che la flessione si è quasi esaurita (49,3 da 46,6), ma la fiducia scende per il secondo mese di fila, su valori bassi.

Export su, prima dei dazi. L’export italiano di beni era in risalita a inizio 2025, prima dei dazi USA: +4,6% in valore nel 1° trimestre rispetto al 4° 2024. Cresce però anche l’import, tanto che il contributo dell’export netto nel 1° è negativo. Positiva la dinamica delle vendite nei mercati UE ed extra-UE, grazie a una ripresa in Germania (+5,4% sul 1° trimestre 2024) e a marzo negli USA per anticipare i dazi (+11,8% nel trimestre), ancora in calo invece le vendite in Cina. Il PMI sugli ordini manifatturieri esteri in aprile punta a una stabilizzazione, ma gli ordini del PMI globale volgono in negativo (47,2).

Eurozona: inizio favorevole, frenata in vista. Nel 1° trimestre il PIL dell’area è cresciuto (+0,3%), con la Spagna in testa (+0,6%), seguita da Germania (+0,2%) e Francia (+0,1%). Nell’industria, in particolare, la Germania è in forte recupero (+1,7% nel 1°), mentre Francia e Spagna sono rimaste quasi ferme. Ad aprile, i PMI manifatturieri restano tutti sotto la soglia di espansione, ma sono in risalita in Germania e Francia, in calo in Spagna. I PMI suggeriscono anche frenata nei servizi e si deteriora il clima di fiducia.

USA: cala il PIL, l’economia regge. Il PIL USA nel 1° trimestre è sceso di -0,1%, come risultato di una frenata dei consumi (+0,3% il contributo, da +0,7%), una tenuta degli investimenti (+0,3%), una forte accumulazione di scorte (+0,6%) e un brusco calo della domanda estera netta (-1,2%) e anche della spesa pubblica (-0,1%). In aprile, ferma la produzione industriale (dopo +1,4% nel 1° trimestre), ma buona la dinamica degli occupati (+177 mila unità, oltre la soglia espansiva).

Cresce la Cina. In crescita il 1° trimestre (+5,4%), sulla spinta di manifattura e costruzioni. L’industria è trainata dalle esportazioni, anche grazie alle spedizioni anticipate per i dazi USA. In aprile, l’export è ancora in crescita (+8,1% annuo) e il PMI manifatturiero resta in territorio positivo per il settimo mese (50,4), seppure in frenata. Tale rallentamento è legato al calo degli ordini esteri e della fiducia delle imprese. Ma l’allentamento per 90 giorni delle barriere con gli USA potrebbe mantenere la dinamicità dell’export cinese nel 2° trimestre. Segnali positivi pure dalla domanda interna (+4,6% annuo le vendite al dettaglio nel 1°), grazie alle ingenti misure pubbliche di stimolo.

Spagna: boom non solo da turismo e costruzioni.

Alta crescita. La Spagna ha un livello del PIL ancora distante dall’Italia (580 miliardi di euro in meno), ma registra da anni una maggior crescita. Nel 2014-2019 in media +1,6% annuo, il doppio dell’Italia (+0,8%). Dopo la caduta del 2020, la Spagna ha recuperato i livelli di PIL già nel 2021-2022 e poi ha mostrato una robusta espansione: +2,7% nel 2023, +3,2% nel 2024, molto superiore a quella italiana (+0,7% all’anno).

Nasce dalla domanda interna. Dal lato della domanda, nel 2024 la crescita è stata trainata dai consumi (+2,9%), soprattutto di servizi, e dagli investimenti (+3,0%). Anche l’export e l’import sono cresciuti, a ritmi simili (+3,1% e +2,4%), per cui il loro contributo netto annuo al PIL è risultato quasi nullo.

Contribuiscono tutti i settori. Dal lato dell’offerta, nel 2024 sono cresciuti tutti i settori. L’industria di +2,7% (in termini di VA), in controtendenza rispetto agli altri paesi europei, le costruzioni di +2,1%. I servizi molto di più (+3,9%), specie gli immobiliari (+5,9%), ma pure i professionali (+4,2%). L’immigrazione in Spagna (che alza la popolazione) ha contribuito per buona parte all’aumento di occupati generato dalla robusta crescita.

Spinge anche la politica fiscale. Nel 2024 il deficit pubblico della Spagna si è ridotto al 3,2% del PIL (3,5% nel 2023) e il debito è in netto calo (101,8%, da 105,3%), grazie proprio alla forte crescita del PIL che ha alzato il denominatore. Nel 2025 la politica fiscale della Spagna si configura come espansiva, mirando a sostenere la crescita economica, grazie anche al PNRR, pur mantenendo l’obiettivo di consolidamento dei conti pubblici.

Iniziato bene il 2025. Il 1° trimestre è stato positivo per la Spagna, con il PIL trainato dai contributi di consumi e investimenti (entrambi a +0,2%). Anche le esportazioni nette tornano a dare un contributo positivo (+0,1%). Nei consumi resta importante il peso di quelli in servizi, dato coerente con il PMI del settore in area espansiva. Gli investimenti sono spinti soprattutto da quelli in fabbricati. L’industria, però, sembra in difficoltà: il PMI è in zona recessiva da tre mesi e rispecchia la debolezza della produzione nel 1° trimestre.

Molto turismo… Nella classifica mondiale per arrivi turistici la Spagna, seconda dietro la Francia, è più avanti dell’Italia (quarta). Il peso del settore “alberghi-ristoranti”, in buona misura attivato dal turismo, è pari al 6,4% in Spagna sul valore aggiunto totale, rispetto al 3,9% in Italia (1,5% in Germania; dati 2022). La Spagna è un concorrente diretto dell’Italia nel turismo, in particolare quello balneare e delle città d’arte. Di recente è emerso il problema dell’over-tourism, in città come Barcellona e Roma, e quindi dubbi sulla sostenibilità di una crescita prolungata dei viaggi: il contributo al PIL del turismo potrebbe frenare sia in Spagna che in Italia.

…e anche industria. La Spagna resta meno manifatturiera dell’Italia (12,7% contro 16,8% sul totale del VA). Ma l’automotive (ateco 29) conta di più in Spagna: la quota sul totale manifattura è dell’11,6%, rispetto a 5,7% in Italia (22,3% in Germania). Il nuovo marchio “Cupra”, nato da Seat (proprietà della tedesca VW), ha iniziato da alcuni anni a produrre auto in Catalogna e la produzione auto spagnola totale ha retto meglio nel 2023-2024 (-7,7%) rispetto all’Italia, paese con maggiore tradizione nel settore, dove la produzione è crollata (-36,0%) e ha solo smesso di scendere a inizio 2025. In Spagna, inoltre, crescono l’elettronica (+17,7% la produzione nel 2024), farmaceutica (+10,0%) e chimica (+3,4%), non legati al traino di turismo e costruzioni.

Gemelli diversi. La Spagna conta meno di altri paesi per la nostra industria e l’export, ma è comunque il 4° mercato per i beni italiani: dunque, la sua crescita robusta ha un effetto positivo per la nostra economia. Tra i due paesi ci sono peraltro alcune similarità, come il divario economico tra diversi territori. Per l’alto debito pubblico, entrambi erano annoverati nel gruppo dei “PIIGS” qualche anno fa e hanno subito la recessione dovuta alla crisi dei debiti sovrani nel 2011-2012, che non colpì altre economie (Germania, Francia). I rendimenti dei titoli di Stato, storicamente vicini, da alcuni anni sono più bassi in Spagna che in Italia (3,15% e 3,55% i decennali nei primi 5 mesi): il divario di 0,40 punti sui tassi a medio-lungo termine favorisce consumi e investimenti spagnoli, rispetto a quelli italiani. Stesso effetto del divario nei prezzi dell’energia.

Webinar ASSIV e Security&Training: UAS NEI SERVIZI DI VIGILANZA PRIVATA – 18-19 giugno 2025 ore 15-18

Il mercato dei droni è in piena espansione: dalla logistica all’agricoltura, dalla sicurezza al monitoraggio ambientale, le applicazioni civili e professionali crescono esponenzialmente ogni anno. Ma tra normative in evoluzione, nuove tecnologie e un ecosistema ancora in via di definizione, orientarsi non è facile.

È per questo che ASSIV ha organizzato un webinar di 6 ore, diviso in due pomeriggi, in cui verrà analizzato il quadro normativo vigente in materia aeronautica, di pubblica sicurezza e di tutela dei dati personali, per fornire elementi di valutazione sui limiti e le possibilità d’uso di UAS (Unmanned Aerial Vehicles) nei servizi di vigilanza armata.

Webinar ASSIV e Security&Training: UAS NEI SERVIZI DI VIGILANZA PRIVATA

 18-19 giugno 2025, ore 15:00 – 18:00

Intervengono come relatori il Dott. Luigi Cola e l’Avv. Francesco Di Maio.

ICMQ riconosce 3 crediti formativi per i Security Manager UNI 10459:2017.

Il webinar è gratuito per gli Associati ASSIV.

Per informazioni ed iscrizioni: [email protected]. Iscrizioni entro l’11 giugno 2025.

Scarica il programma completo qui.

Intelligenza artificiale, Garante privacy: Da fine maggio Meta addestrerà i suoi sistemi utilizzando i dati personali degli utenti che non si saranno opposti

Intelligenza artificiale, Garante privacy: Da fine maggio Meta addestrerà i suoi sistemi utilizzando i dati personali degli utenti che non si saranno opposti*
Il diritto di opposizione è esercitabile anche nei confronti di altri sistemi di IA come ad es.  OpenAI, DeepSeek, Google

Gli utenti di Facebook e Instagram – e i non utenti i cui dati possono essere comunque presenti sulle due piattaforme perché pubblicati da utenti – hanno il diritto di opporsi al trattamento dei propri dati personali per l’addestramento dell’intelligenza artificiale di Meta, utilizzando i moduli resi disponibili online dalla società. 

Tale diritto, riconosciuto dal GDPR – il Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali -, è esercitabile anche nei confronti di altri sistemi di IA, come, ad es. quelli di OpenAI, DeepSeek e Google.

Lo afferma il Garante privacy dopo l’annuncio di Meta dell’intenzione, dalla fine di maggio, di utilizzare i dati contenuti nei post pubblici degli utenti maggiorenni (post, commenti, didascalie, foto, etc.) e quelli derivanti dall’utilizzo dei propri servizi di IA per sviluppare e migliorare il chatbot Meta AI e i modelli linguistici come Llama. 

L’opposizione, se esercitata entro fine maggio, permette di sottrarre all’addestramento dell’intelligenza artificiale di Meta tutte le informazioni personali, mentre se esercitata successivamente interesserà solo i contenuti pubblicati successivamente e non quelli già online. 

In caso di mancata opposizione, Meta utilizzerà tutti i predetti dati per l’addestramento delle proprie intelligenze artificiali.

Il diritto di opposizione è esercitabile compilando i moduli disponibili ai seguenti link:

Opposizione al trattamento per gli utenti Facebook: https://www.facebook.com/help/contact/712876720715583  

Opposizione al trattamento per gli utenti Instagram: https://help.instagram.com/contact/767264225370182 

Opposizione al trattamento per gli interessati che non utilizzano i prodotti Meta (senza login): https://www.facebook.com/help/contact/510058597920541 

Il Garante invita il pubblico a informarsi circa le conseguenze e gli effetti dell’eventuale utilizzo dei propri dati personali per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale e a esercitare i propri diritti in maniera libera e consapevole.

Mentre i dati pubblicati dagli utenti minorenni sono sottratti di default al trattamento di Meta per l’addestramento delle proprie intelligenze artificiali, non è, tuttavia, escluso che dati relativi a utenti e non utenti minorenni possano essere presenti nei contenuti pubblicati da utenti maggiorenni.

In questo caso utenti e non utenti minorenni e chi su di loro esercita la responsabilità genitoriale dovrebbero valutare l’opportunità di esercitare il diritto di opposizione utilizzando il modulo riservato ai non utenti dei servizi di Meta.

Frattanto il Garante sta lavorando con le altre Autorità europee per valutare la conformità del trattamento dei dati personali che Meta ha annunciato di voler porre in essere sulla base del legittimo interesse. L’attenzione dei Garanti è rivolta in particolare alla liceità di tali pratiche, all’effettività del diritto di opposizione e alla compatibilità tra le finalità originarie del trattamento e questo nuovo utilizzo dei dati. Le Autorità, inoltre, hanno chiesto a Meta informazioni sull’uso di immagini di utenti di età inferiore ai diciotto anni pubblicate da utenti adulti.

Fonte: Garante Privacy

IUS101.IT: “Servizi e forniture: lavoratori invisibili ma indispensabili”

Fonte: IUS101.it

Il 23 dicembre 2024 il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto correttivo al Codice dei contratti pubblici, con una nuova disciplina della revisione prezzi in caso di particolari condizioni di natura oggettiva che incidono sull’equilibrio contrattuale. Disciplina che apertamente discrimina il settore dei servizi e forniture rispetto al settore dei lavori pubblici: mentre per il settore dei lavori la soglia per l’attivazione della revisione prezzi è stata abbassata dal 5% al 3% con il riconoscimento del 90% dei costi eccedenti tale soglia, per i servizi e le forniture è rimasta invariata al 5%, con il riconoscimento soltanto dell’80%, anche in questo caso in relazione all’eccedenza rispetto alla franchigia.

L’aver previsto due soglie distinte per l’attivazione di un istituto così importante come quello della revisione prezzi, significa introdurre una ulteriore distinzione anche sulla tutela e sulla conservazione dell’equilibrio contrattuale, principio cardine del nuovo codice. Il ripristino dell’equilibrio previsto dal legislatore all’articolo 9 assume una veste diversa qualora si riferisca ai lavori, servizi o forniture; pertanto, la diversità delle aliquote per l’attivazione della revisione prezzi non è solo una questione economica, ma svolge anche una funzione centrale nel mantenimento del sinallagma contrattuale finalizzato alla conservazione del rapporto e non alla risoluzione dello stesso. Oltretutto, la rilevata disparità di trattamento – potenzialmente rilevante anche sotto l’aspetto del principio costituzionale di uguaglianza – ha un impatto ancora più grave nei servizi caratterizzati da alta intensità di manodopera, per i quali appunto la voce di costo preponderante è quella del lavoro, che in diversi settori incide (da sola) sul bilancio delle aziende per quote pari o superiori all’80%.
Nell’ambito di tale settore, l’inadeguatezza dei meccanismi di revisione dei prezzi è in grado di generare, in un tempo ancor più breve che in altri settori, effetti nefasti sia sui livelli occupazionali, sia sulla stessa tenuta delle aziende, con tutte le conseguenti ripercussioni per il Sistema Paese in termini tanto sociali, quanto di capacità produttiva.

Tali circostanze avrebbero, invece, dovuto indurre il Legislatore, nel caso di incremento del costo della manodopera (certificato dalle Tabelle Ministeriali), ad applicare lo strumento della revisione dei prezzi senza la previsione di alcuna soglia o, quantomeno, senza l’attribuzione della valenza di franchigia alla soglia prevista (così, come peraltro il Legislatore aveva fatto nella stesura del Codice dei contratti pubblici precedente al correttivo di fine dicembre 2024). Si tratta dell’ennesima dimostrazione del fatto che in Italia esiste un problema culturale nell’ambito degli acquisti della pubblica amministrazione, che non tiene conto dell’importanza del nostro settore e del ruolo che svolge nell’economia italiana, né sembra conoscerne le peculiarità, al contrario di quanto avviene per i lavori pubblici, che hanno una lunga tradizione e un’approfondita conoscenza da parte dei decisori.

Pulizia di luoghi pubblici e di lavoro, igienizzazione degli ospedali, mense scolastiche e ospedaliere, raccolta e gestione dei rifiuti, vigilanza privata, fornitura di dispositivi medici, sanificazione e sterilizzazione di dispositivi medici tessili e strumentario chirurgico, gestione di servizi sociosanitari, assistenziali ed educativi: queste sono alcune delle attività indispensabili che le imprese del settore assicurano alle comunità con passione e professionalità, 24 ore al giorno, sette giorni su sette, anche durante i festivi, occupando circa mezzo milione di lavoratrici e lavoratori per un impatto economico che varia a seconda degli anni di riferimento dal 30% al 50% delle gare indette dalla pubblica amministrazione. Un valore economico di circa 70 miliardi di euro. Si tratta di attività strategiche e di un settore, quello dei servizi già colpito da anni da politiche di costanti e irreversibili tagli agli appalti pubblici. In tale contesto, l’assenza di norme sulla revisione prezzi ha infatti impedito in questi anni di continue crisi economiche (pandemia, aumento materie prime, crisi internazionale) il dovuto recupero dei costi da parte delle imprese del settore.

Le previsioni sopra richiamate minano, dunque, seriamente la possibilità, in molti casi, di proseguire nell’esecuzione dei servizi e danneggia fortemente i lavoratori del settore, in gran parte donne, in quanto senza il dovuto riconoscimento diventa sempre più difficile adottare politiche di aumento dei salari.

Per questo motivo le Associazioni firmatarie, in rappresentanza delle imprese, lanciano un appello al Governo a cui faranno seguire una serie di iniziative per chiedere:

• La modifica delle norme del codice dei contratti pubblici in materia di revisione prezzi (art. 60 e Allegato II.2-bis) parificando le soglie di attivazione e la misura del riconoscimento dei maggiori costi previste per il settore dei servizi e forniture a quelle oggi previste per il solo settore dei lavori.

• L’obbligatorietà dell’inserimento nei contratti pubblici ad esecuzione continuativa e/o periodica dei meccanismi di revisione ordinaria per consentire il riequilibrio contrattuale, oggi in gran parte facoltativi, per un’applicazione corretta da parte delle varie stazioni appaltanti e un minor carico di discrezionalità e responsabilità in capo ad esse. Trattasi di responsabilità che, troppo spesso, costituiscono un deterrente – se non un vero e proprio impedimento – all’adozione di misure necessarie (quale è quella dell’adeguamento dei prezzi) da parte dei funzionari pubblici.

• La costituzione di un intergruppo parlamentare che coinvolga rappresentanti di maggioranza e opposizione. L’obiettivo è sensibilizzare ulteriormente il Parlamento sui temi che riguardano le imprese dei servizi e delle forniture nonché le ripercussioni su alcuni specifici settori. L’intergruppo parlamentare diventa quindi la sede istituzionale per discutere e affrontare gli aspetti più rilevanti dell’applicazione del codice appalti per servizi e forniture.

• L’inserimento delle ponderazioni riferite agli indici individuati per servizi e forniture (allegato II.2 Bis al correttivo), definiti congiuntamente dal MIT con i rappresentanti delle stazioni appaltanti, delle centrali di committenza e delle associazioni degli operatori economici. Tali ponderazioni non sono state riportante all’interno del Decreto Legislativo 31 dicembre 2024, n. 209 (correttivo al codice) che ha introdotto modalità specifiche nell’applicazione della revisione prezzi.

• L’implementazione di un tavolo di monitoraggio sull’andamento della revisione prezzi in seno al MIT, così da verificarne gli impatti economici e l’appropriatezza degli specifici indici utilizzati per la revisione.

• L’istituzione, presso uno dei ministeri competenti, di un dipartimento responsabile delle politiche del settore dei servizi e delle forniture, per una maggiore consapevolezza istituzionale delle peculiarità del settore.

• L’apertura di un tavolo che coinvolga i ministeri competenti e le associazioni di rappresentanza del settore per individuare le soluzioni di sostegno più appropriate per assicurare alle amministrazioni con minori disponibilità finanziarie la possibilità di far fronte agli eventuali maggiori costi derivanti dalla revisione prezzi, salvaguardando così il mantenimento dell’equilibrio contrattuale, nell’ambito del settore dei servizi e delle forniture.

Le Associazioni firmatarie ritengono il presente Manifesto una piattaforma di lavoro condivisa e dinamica che possa supportare le Istituzioni e il Governo nell’inquadrare correttamente alcune tematiche specifiche del comparto dei servizi e delle forniture, nonché definirne un perimetro in merito all’applicazione e al monitoraggio degli effetti derivanti dal codice appalti. Elemento distintivo delle Associazioni firmatarie è il valore del capitale umano e dell’organizzazione industriale dei mezzi, ovvero l’incidenza del costo del lavoro e degli approvvigionamenti delle materie e delle utility che compongono in misura prioritaria i costi principali nell’erogazione del servizio.

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