Istat, l’inflazione ad aprile scende ancora e si attesta a +0.9%

Istat, l’inflazione ad aprile scende ancora a +0.9%

Ad aprile, secondo le stime preliminari, l’inflazione torna a scendere, portandosi a 0,9%. La lieve decelerazione risente perlopiù della dinamica tendenziale dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (-13,9% da -10,3% di marzo) e dei Servizi relativi ai trasporti (+2,9% da +4,5%). In leggero rallentamento risultano anche i prezzi dei Beni alimentari (+2,6% da +2,7%). Di contro, i prezzi dei Beni energetici regolamentati mostrano una decisa ripresa tendenziale (+0,8% da -13,8%), nonostante il calo congiunturale (-8,2%). La dinamica su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” continua anche ad aprile la sua discesa (+2,4% da +2,6%), mentre l’inflazione di fondo si attesta al +2,2% (da +2,3%).

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

L’intelligenza artificiale come fattore di riduzione delle disuguaglianze salariali: uno studio empirico

L’intelligenza artificiale come fattore di riduzione delle disuguaglianze salariali: uno studio empirico

L’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro è sempre più oggetto di approfondimenti e analisi . Tra i principali profili di analisi rientrano quelli legati all’automazione delle mansioni e al rischio di sostituzione della manodopera umana, alla privacy, al controllo sui lavoratori, alla profilazione, alla salute e sicurezza sul lavoro. Meno è stata indagata, invece, la dimensione retributiva delle occupazioni esposte all’intelligenza artificiale, cioè come l’intelligenza artificiale abbia – negli anni – influenzato i salari nei mestieri in cui viene utilizzata.

Sul punto, è interessante una recente pubblicazione dell’OCSE (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) curata dall’economista Alexander Georgieff e pubblicata lo scorso 10 aprile. La ricerca, dal titolo “Artificial intelligence and wage inequality”, si propone di indagare se e come l’avvento dell’IA stia incidendo sulle disuguaglianze salariali tra i diversi gruppi di lavoratori e se esista una correlazione fra l’impatto che l’innovazione tecnologica ha avuto in certi settori professionali e i rispettivi salari, verificando se l’introduzione dell’intelligenza artificiale abbia aumentato o diminuito le differenze salariali fra i lavoratori.

Più precisamente, sono stati presi in considerazione 36 profili professionali, scelti tra i c.d. white collars, cioè i lavoratori cognitivi adibiti a mansioni “non routinarie” (come i manager, i professionisti legali o gli insegnanti) e i lavoratori meno qualificati adibiti a mansioni
prevalentemente fisiche e routinarie (come gli addetti alle pulizie o gli assistenti in cucina).
Per ciascun gruppo professionale viene pertanto osservato, da un lato, il c.d. tasso di esposizione all’intelligenza artificiale – un indice utilizzato dagli economisti che permette di rilevare quanto una professione si componga di mansioni o attività eseguibili artificialmente –; dall’altro lato, viene considerato l’andamento dei salari dal 2014 al 2018 in 19 Paesi (Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Svezia e Stati Uniti), secondo le rilevazioni del Structure of Earnings Survey (SES) dell’Eurostat dell’US Current Population Survey (CPS) dell’Ufficio
del censimento degli Stati Uniti.

Tramite un’analisi di regressione in cui si lega il differenziale salariale all’esposizione occupazione all’IA, viene verificato se e come l’intelligenza artificiale abbia influenzato le disuguaglianze salariali. Le disuguaglianze indagate sono di due tipi: da una parte quelle tra
le professioni (between) e dall’altra quelle all’interno della medesima professione (within). Nel primo caso, ci si riferisce alle disuguaglianze fra lavoratori molto esposti all’IA – che sono quelli cognitivi e del personale più qualificato – e quelli meno esposti all’influenza dell’IA – che
riguardano i lavori connotati da mansioni prevalentemente fisiche –. Nel secondo caso, invece, si vuole verificare se una maggiore o minore esposizione all’IA diminuisca il gap salariale fra i valori più alti e quelli più bassi della scala retributiva per chi è impiegato nello stesso lavoro.
Dai risultati emerge che l’avvento dell’IA, nel periodo considerato, non ha inciso nelle differenze salariali tra i diversi gruppi professionali che invece rimangono soggette ad altri fattori (come, ad esempio, alle politiche di salari minimi in ciascun Paese oltre che lo stato di salute
de settore economico di riferimento).
All’interno delle medesime professioni, invece, l’autore dimostra che le distanze della scala di retribuzione sono diminuite grazie all’impatto positivo dell’intelligenza artificiale. Sebbene non ne vengano indagate le ragioni, vengono avanzate alcune ipotesi sul perché avvenga tale fenomeno. Ad esempio: perché le persone alla base della scala salariale (e meno competenti lavorativamente) traggono un beneficio maggiore dall’utilizzo dell’IA rispetto ai lavoratori più preparati o, piuttosto, perché non sono in grado di adattarsi ai nuovi strumenti
tecnologici e si spostano verso lavori che prevedono mansioni non automatizzate.
È però bene sottolineare anche quali sono i limiti di tale ricerca. La rilevazione copre gli anni che vanno dal 2014 al 2018 in cui, com’è noto, l’intelligenza artificiale non era sviluppata come oggi. L’Osservatorio di IA presso l’OCSE definisce l’IA “as a machine-based system that, for explicit or implicit objectives, infers, from the input it receives, how to generate outputs such as predictions, content, recommendations, or decisions that can influence physical or virtual environments”. Per il periodo preso in considerazione nello studio, l’IA era in grado di eseguire compiti non routinari quali riordino e organizzazione delle informazioni, memorizzazione, velocità percettiva e capacità di riconoscimento di modelli noti (come figure, oggetti, parole). Tuttavia, le innovazioni introdotte in anni più recenti hanno trasformato ampiamente il panorama di avanzamento tecnologico. Oggi, infatti, si parla di “intelligenza artificiale generativa” che si caratterizza per la capacità di generare nuovi contenuti (come un testo o un’immagine) o fare previsioni per il futuro. I suoi effetti, però, sono ancora scarsamente rilevabili ed è difficile essere in grado di osservarne le implicazioni economiche e sociali.
Sebbene, dunque, le cautele siano necessarie, lo studio rimane interessante per la strategia empirica utilizzata e i risultati della ricerca sono interessanti, anche per il dibattito italiano, nella misura in cui suggeriscono che l’avvento dell’intelligenza artificiale può essere positiva per
ridurre il divario salariali di ciascuna professione.
È molto facile, fra gli economisti e gli studiosi della materia, trovare una forte polarizzazione fra i così detti tecno-ottimisti e i tecno-pessimisti, fra chi ritiene che vi sarà prevalentemente un effetto di sostituzione e chi invece un effetto di produttività che creerà nuovi posti di lavoro ancora oggi inesplorati. Il contributo in esame è utile per estendere il dibattito anche al modo in cui
l’avvento delle nuove tecnologie impatti i salari.


In conclusione, se è stato dimostrato che l’esposizione all’IA diminuisce il gap salariale infra professionale, rimangono tutte da esplorare le ragioni per le quali ciò avvenga, se per un innalzamento dei livelli di produttività, di riduzione del tempo lavorato, per un aumento della
qualità nelle mansioni svolte o per ancora altre ragioni. Tutti questi elementi saranno utili per capire se e in che modo si possa ampliare l’impatto positivo dell’intelligenza artificiale e trarne il maggior beneficio da poter impiegare nel mercato del lavoro.

Federica Chirico (Apprendista di ricerca ADAPT)

Fonte: Bollettino ADAPT 22 aprile 2024, n. 16

Scarica la ricerca OCSE Artificial intelligence and wage inequality

Istat: PIL I trimestre 2024 a +0.3%

Istat: PIL I trimestre 2024 a +0.3%

L’economia italiana è cresciuta nel primo trimestre del 2024 dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% rispetto al primo trimestre del 2023 in termini di valori reali del Pil corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato. Si tratta della terza variazione positiva, dopo la flessione registrata nel secondo trimestre 2023.
La stima preliminare di questo trimestre riflette un aumento del comparto primario, di quello del settore industriale e di quello dei servizi. Dal lato della domanda, la componente nazionale, misurata al lordo delle scorte, è in diminuzione, mentre si stima un aumento della componente estera netta. Con questo risultato, di cui si sottolinea la natura provvisoria, la variazione acquisita per il 2024 si attesta allo 0,5%.

Scarica la nota ISTAT

Cresce l’impiego della videosorveglianza nel territorio di Sondrio

Cresce l’impiego della videosorveglianza nel territorio di Sondrio

Siglati in prefettura nuovi undici patti per l’attuazione della sicurezza urbana

Prevedono anche dispositivi di lettura targhe da remoto per il controllo del rispetto della normativa in materia di revisione autoveicoli e di assicurazione obbligatoria i sistemi di videosorveglianza che saranno realizzati/implementati con risorse del ministero dell’Interno dai comuni firmatari insieme con la prefettura di Sondrio di undici patti per l’attuazione della sicurezza urbana.

Siglati questa mattina dal prefetto Roberto Bolognesi, dal sindaco di Sondrio, Marco Scaramellini, in associazione con i comuni di Caspoggio, Chiesa in Valmalenco, Lanzada, Spriana, Torre Santa Maria, e con i sindaci dei comuni di Aprica, Bormio, Dubino, Mese e Piuro, i patti per la sicurezza urbana hanno la funzione di delineare strategie coordinate per il controllo del territorio che ottimizzino l’azione quotidiana di prevenzione condotta, ciascuno per le proprie competenze, dalle Forze dell’ordine e dalle Polizie locali, consentendo l’impiego ancora più mirato dei rispettivi operatori.

Questo, anche, lo scopo del potenziamento dei sistemi di videosorveglianza sul territorio comunale, in particolare in zone sensibili più esposte a degrado urbano, illegalità diffusa e problematiche di ordine pubblico.

Fonte: Ministero dell’Interno

Sicurezza urbana, approvati a Biella nuovi progetti per la videosorveglianza

Sicurezza urbana, approvati a Biella nuovi progetti per la videosorveglianza

Sottoscritti i patti per l’attuazione con 11 amministrazioni locali e una Unione di comuni

Sono stati approvati nel corso delle riunioni del 24 e del 26 aprile 2024 del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presiedute dal prefetto di Biella Silvana D’Agostino, i progetti per la realizzazione e l’implementazione di sistemi di videosorveglianza presentati da 11 comuni della provincia e da una Unione di comuni.

Le proposte sono state precedute dalla firma dei “Patti per l’attuazione della sicurezza urbana”, che costituiscono il presupposto necessario per accedere all’erogazione delle risorse dedicate al settore stanziate dal Ministero dell’Interno.

In occasione dell’incontro il prefetto ha evidenziato come gli impianti di videosorveglianza, finalizzati ad un maggiore controllo del territorio, abbiano il valore aggiunto di potenziare l’attività di prevenzione e di contrasto al degrado urbano, oltre a supportare l’attività investigativa delle Forze dell’ordine attraverso l’utilizzo di sistemi che consentono di condividere le immagini con le sale operative degli organi di Polizia.

I progetti sono stati presentati dai comuni di Andorno Micca, Castelletto Cervo, Cavaglia’, Coggiola, Masserano, Mongrando, Occhieppo Inferiore, Ternengo, Veglio, Vigliano Biellese, Zimone, nonché dall’Unione Montana Valle Elvo.

Fonte: Ministero dell’Interno

Più videosorveglianza nel riminese: approvati i progetti di otto comuni

Più videosorveglianza nel riminese: approvati i progetti di otto comuni

Il prefetto: favoriscono la gestione del controllo del territorio in un’ottica di sicurezza partecipata

Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Rimini, presieduto dal prefetto Rosa Maria Padovano, ha approvato nei giorni scorsi i progetti su sistemi di videosorveglianza nel territorio urbano presentati da otto comuni del territorio – Coriano, Gemmano, Montecopiolo, Montescudo-Montecolombo, Novafeltria, San Clemente, Talamello, Verucchio – per l’ammissione al finanziamento degli impianti da parte del ministero dell’Interno con risorse a valere sul fondo unico giustizia.

L’approvazione dei progetti, che si aggiungono a quelli già presentati dai comuni di Rimini, Bellaria-Igea Marina, Misano Adriatico e Sassofeltrio, è l’esito positivo di una procedura che parte con la sottoscrizione di “patti per l’attuazione della sicurezza urbana” tra il prefetto e i sindaci dei comuni interessati e prosegue con la presentazione dei progetti, che vengono poi valutati anche sotto il profilo tecnico-operativa da parte delle Forze dell’ordine rispetto ai parametri e requisiti previsti dalla normativa di settore.

Le progettualità approvate, ha spiegato il prefetto, sono state ritenute rispondenti all’effettiva esigenza di sicurezza dei contesti urbani si riferimento, «contribuendo, con funzione di deterrenza, alla prevenzione dei fenomeni criminosi, e favorendo un ulteriore impulso alla gestione del controllo del territorio in un’ottica di sicurezza partecipata e integrata con le Forze dell’ordine».

Fonte: Ministero dell’Interno

Matera, undici progetti per la videosorveglianza approvati in prefettura

Matera, undici progetti per la videosorveglianza approvati in prefettura

Gli strumenti di controllo da remoto forniranno supporto all’azione delle Forze dell’ordine

Sono stati approvati nel corso di una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduta dal prefetto di Matera, Cristina Favilli, undici progetti di videosorveglianza presentati dal comune capoluogo e da quelli di Bernalda, Grassano, Gorgoglione, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Rotondella, Salandra, Tricarico, Tursi e Valsinni.

Nel corso dell’incontro – a cui hanno preso parte i vertici provinciali delle Forze di Polizia e i rappresentanti delle amministrazioni locali interessate – sono stati esaminati i punti di forza delle progettualità, che sono risultati efficaci a innalzare i livelli di sicurezza dei territori costituendo un valido strumento a supporto dell’azione delle Forze dell’ordine.

I progetti saranno successivamente sottoposti a valutazione per l’ammissione ai finanziamenti dedicati, previsti dal Ministero dell’Interno.

Fonte: Ministero dell’Interno

59 progetti per la videosorveglianza approvati in prefettura a Salerno

59 progetti per la videosorveglianza approvati in prefettura a Salerno

Le proposte trasmesse al ministero dell’Interno per l’assegnazione dei fondi 

59 progetti di videosorveglianza, presentati da alcuni comuni della provincia, sono stati approvati in prefettura nel corso di una seduta del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal prefetto di Salerno Francesco Esposito. 

Nel corso della riunione stati inoltre stipulati i “Patti per l’attuazione della sicurezza urbana”, che costituiscono il presupposto necessario per accedere all’erogazione, da parte del Ministero dell’Interno, delle risorse finanziarie.

Durante l’incontro il prefetto ha rilevato l’opportunità per le amministrazioni locali di associarsi per presentare progetti che coinvolgono più territori e ha al contempo sottolineato l’importanza dei sistemi di videosorveglianza quali strumenti di prevenzione e di contrasto ai fenomeni criminali. 

Temi, quello della sicurezza e del controllo del territorio, in merito ai quali è costante l’attenzione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, anche grazie all’impiego di risorse aggiuntive delle Forze dell’ordine destinate nelle aree in cui emergono particolari esigenze. 

In questo ambito nel corso dell’incontro è stato rappresentato come sarà operativa nel Vallo di Diano una squadra di intervento operativo (S.I.O.) in attività di prevenzione dei reati, con particolare riguardo ai reati contro il patrimonio.

Fonte: Ministero dell’Interno

Agenzia delle Entrate – Risposta n. 89/2024: Fringe benefit – Omaggi ai dipendenti imponibili anche se promuovono l’azienda

Agenzia delle Entrate – Risposta n. 89/2024 : Fringe benefit – Omaggi ai dipendenti imponibili anche se promuovono l’azienda

Con la risposta n. 89/2024 , l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i benefits offerti dal datore di lavoro ai dipendenti con l’intento di promuovere l’immagine aziendale costituiscono un arricchimento per i medesimi lavoratori se non sono previsti obblighi contrattuali specifici per il loro uso. Di conseguenza, se il valore dei benefits supera il limite previsto dall’art. 51, c. 3, del TUIR, pari a € 258,23, concorrono alla formazione del reddito imponibile IRPEF.

Nella fattispecie in esame, la Società istante ha rappresentato di far parte di un gruppo quotato presso il mercato statunitense con punti vendita in diversi Paesi nel mondo e di operare nel campo de «la produzione e la commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio di caffè, the, e loro prodotti derivanti, affini e complementari, nonché di prodotti alimentari e bevande in genere ed accessori, sia nel mercato interno che in quello internazionale, con le attività industriali necessarie e conseguenti, gestione della proprietà di ristoranti, bar e caffè, negozi, chioschi e punti vendita al dettaglio in tutti i settori».

La stessa Società è proprietaria di una caffetteria in Italia che eroga alcuni benefits ai propri dipendenti. In particolare, si tratta di una bevanda gratis al giorno e un sacchetto di caffè selezionato mensilmente, ma  è in previsione anche la dotazione occasionale di prodotti di merchandising, come tazze, o spillette con il logo aziendale.

Nello specifico, la bevanda gratuita al giorno e il sacchetto in regalo sono costituiti dalle tipologie di caffè che i dipendenti hanno il compito di vendere o promuovere all’interno della caffetteria e, dunque, di prodotti la cui conoscenza approfondita e capacità di promozione nei confronti dei clienti fanno parte integrante della strategia di marketing dell’azienda. Per quanto riguarda il merchandising  i beni sono appositamente caratterizzati per rappresentare l’identità aziendale e il motivo principale per la loro concessione è la volontà che i dipendenti diffondano l’immagine aziendale al di fuori della caffetteria con finalità di business, marketing, promozione e diffusione dell’immagine aziendale.

Sulla base di questi presupposti la società istante ritiene che questi benefici non concorrono alla formazione del reddito imponibile dei propri dipendenti, in quanto le somme non costituiscono un arricchimento per il lavoratore, ma sono effettuati per un esclusivo interesse aziendale. L’istante si rifà in particolare alla risoluzione  n. 178/E del 2003, in cui è stato precisato che non concorrono alla formazione della base imponibile del dipendente, tra l’altro, le “erogazioni effettuate per un esclusivo interesse del datore di lavoro”.

L’Agenzia osserva che i beni sono offerti a tutti i dipendenti in organico a prescindere dalle vendite effettuate e dalla prestazione lavorativa svolta e che i dipendenti possono utilizzare i predetti omaggi per soddisfare esigenze personali o anche decidere di non fruirne, considerata l’assenza di obblighi contrattuali specifici. 

Per questi motivi, l’Agenzia ritiene che in questo caso, qualora il valore dei beni assegnati dall’istante ai propri dipendenti superi il limite di 258,23 €  ( terzo periodo del comma 3 dell’articolo 51 del Tuir ), lo stesso costituisce reddito di lavoro dipendente e concorre alla formazione della base imponibile, quale bene in natura.

Scarica la risposta 89/2024 dell’Agenzia delle Entrate

Fonte: Agenzia delle Entrate – Lavorosi

Fondo Nuove Competenze – Terza edizione 2024

Fondo Nuove Competenze – Terza edizione 2024

È in fase di definizione la terza edizione del Fondo Nuove Competenze, lo strumento a sostegno delle imprese che investono nella formazione dei propri dipendenti per adattarsi alle nuove condizioni del mercato del lavoro.

A disposizione una dote di 800 milioni di euro per accrescere le skills dei lavoratori.

Ad annunciare il prossimo avvio del bando 2024 del Fondo nuove Competenze è il Ministero del Lavoro che, rispondendo ad un’interrogazione in Aula alla Camera, si è riproposto di fornire a breve i primi dettagli in merito allo stato di attuazione della misura e alle tempistiche per l’avvio della nuova edizione dello strumento rivolto alle imprese interessate ad accrescere le competenze dei propri lavoratori.  

Fonte : Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – Lavorosi