Inps: Incentivo al posticipo del pensionamento per i lavoratori dipendenti che abbiano maturato i requisiti minimi per l’accesso al trattamento di pensione anticipata flessibile nell’anno 2024

Inps: Incentivo al posticipo del pensionamento per i lavoratori dipendenti che abbiano maturato i requisiti minimi per l’accesso al trattamento di pensione anticipata flessibile nell’anno 2024

Messaggio 14 marzo 2024, n. 1107: Articolo 1, comma 140, della legge 30 dicembre 2023, n. 213, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2024 e bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026”, che modifica l’articolo 1, comma 286, della legge 29 dicembre 2022, n. 197. Incentivo al posticipo del pensionamento per i lavoratori dipendenti che abbiano maturato i requisiti minimi per l’accesso al trattamento di pensione anticipata flessibile nell’anno 2024

Confindustria: “Il posto della cultura. Industria, benessere, sviluppo civile” – Roma, 21 marzo 2024

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Il Centro Studi Confindustria e l’università LUISS vi invitano al convegno di presentazione del nuovo numero della Rivista di Politica Economica “Il posto della cultura. Industria, benessere, sviluppo civile”, che si terrà il 21 marzo 2024, ore 15.00 in Aula Toti, Campus Luiss Viale Romania 32, Roma.

Ore 15:00 Apertura dei lavori

Luigi Gubitosi (Presidente, Università Luiss Guido Carli)

Antonio Alunni (Presidente Gruppo Tecnico Cultura, Confindustria)

Ore 15:30 Presentazione del volume della Rivista di Politica Economica

Stefano Manzocchi (Prorettore per la Ricerca, Università Luiss Guido Carli)

Pier Luigi Sacco (Professore, Università di Chieti-Pescara)

Annalisa Cicerchia (Ricercatrice, ISTAT)

Costanza Miliani (Direttrice dellIstituto di Scienze del Patrimonio Culturale, CNR)

Ore 16:15 Le trasformazioni dell’industria culturale

Marco Causi (Professore, Università degli Studi Roma Tre)

Renata Cristina Mazzantini (Direttrice, Galleria Nazionale dArte Moderna e Contemporanea di Roma)

Alessandra Carra (CEO, Gruppo Feltrinelli)

Antonio Calabrò (Presidente, Museimpresa)

Q&A

Ore 17:30 Intervento

Katia Da Ros (Vicepresidente, Confindustria)

Ore 17:45 Conclusioni

Federico Mollicone (Presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, Camera dei Deputati)

Per partecipare è necessario iscriversi sul sito di Confindustria cliccando qui

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Centro Studi Confindustria: Servizi in crescita e industria in stabilizzazione, ma il taglio dei tassi è rinviato a giugno

Centro Studi Confindustria: Servizi in crescita e industria in stabilizzazione, ma il taglio dei tassi è rinviato a giugno

Crescita dell’Italia frenata a inizio 2024: servizi in moderata risalita e industria in stabilizzazione. Dalla revisione Istat, la crescita italiana è stata più robusta nel 2023 rispetto alle stime precedenti. Petrolio più caro, inflazione ancora alta nell’Eurozona, taglio dei tassi rinviato a giugno. La domanda interna è attesa debole e per l’export di beni le prospettive sono incerte. Germania quasi in recessione, negli USA l’industria è in frenata, mentre la Cina punta in alto.

  • Crescita frenata. L’economia italiana è sostenuta da inflazione bassa, fiducia delle famiglie in aumento e servizi in crescita, mentre l’industria sembra stabilizzarsi. Vari, però, i fattori negativi: si protrae il freno ai flussi commerciali nel canale di Suez, il petrolio continua a rincarare, il taglio dei tassi è rinviato ancora, il credito alle imprese resta in calo. Si prospetta un PIL debole nel 1° trimestre 2024.
  • Petrolio più caro. Il prezzo del gas è su un sentiero di lenta flessione, pur restando alto rispetto ai livelli pre-crisi (a marzo 26 €/mwh, da 35 a fine 2023). Il petrolio invece continua gradualmente a rincarare (85 $/barile, da 78), ormai su un livello storicamente elevato: le scorte Ocse di greggio infatti sono in discesa (-56 milioni di barili a febbraio, da settembre 2023) perché, mentre la domanda è tirata dagli emergenti, l’offerta è limitata dai cali nei paesi Opec ed ex-Urss, nonostante l’aumento negli USA.
  • Inflazione alta, taglio tassi rinviato. L’inflazione italiana è rimasta bassa e stabile a febbraio (+0,8% annuo), con i prezzi energetici (-17,3%) che non risentono finora del caro-petrolio e quelli core in frenata (+2,2%). Tuttavia, nella media Eurozona, pur scendendo (+2,6% da +2,8%, con la core al +3,1%), l’inflazione resta sopra la soglia BCE del +2,0%. Inoltre, le attese di inflazione a un anno sono salite (2,4% nell’Eurozona, 2,5% negli USA). Perciò, a marzo, la BCE ha lasciato i tassi fermi (4,50%) e la FED è attesa fare altrettanto (5,50%). I mercati hanno spostato in avanti (giugno) l’attesa del primo taglio.
  • Domanda interna attesa debole. Per i consumi, più luci: a gennaio, le vendite al dettaglio scendono poco (-0,3%); si ha un marginale calo degli occupati (-0,1%), ma l’andamento di medio termine resta molto positivo e sostiene i redditi; a febbraio è risalita ancora la fiducia delle famiglie; tassi e prestiti non aiutano. Per gli investimenti, più ombre: il credito è in calo (-4,0% annuo a gennaio); a febbraio gli ordini delle imprese di beni strumentali si assottigliano; il sentiment delle aziende (IESI) è calato.
  • Servizi in moderata espansione. A gennaio RTT (CSC-TeamSystem) ha indicato un aumento nei servizi (+1,1%). A febbraio, il PMI conferma che il settore è tornato a crescere, moderatamente (52,2 da 51,2); la fiducia delle imprese, però, ha subito una battuta d’arresto, dopo alcuni mesi di risalita.
  • Industria convalescente. RTT segnala un aumento del fatturato nell’industria a gennaio (+3,2%), che suggerisce un recupero della produzione a inizio anno (-0,5% nel 4° trimestre). A febbraio, l’HCOB PMI è salito ancora di poco (48,7 da 48,5), ma in area di contrazione, segnalando che il calo dell’industria si attenua; l’indagine rapida CSC rafforza l’attesa di una stabilizzazione della produzione; tuttavia, prosegue il decumulo di scorte e cala di nuovo la fiducia delle imprese manifatturiere, su livelli bassi.
  • Germania: quasi recessione. La Germania ha subito un calo del PIL di -0,3% nel 4° trimestre 2023, dopo due trimestri fermi. La domanda è debole, sia domestica a causa del crollo degli investimenti       (-1,9%), frenati dall’alto costo del credito, che estera (-1,6% l’export, in calo da oltre un anno). L’industria tedesca rimane molto contratta: -3,1% il gap del valore aggiunto dal pre-Covid; più pesante il quadro per le costruzioni (-9,8%), penalizzate dal meteo avverso. Gli indicatori recenti non segnalano ripresa: ripido il declino degli ordini delle imprese manifatturiere (-29 il saldo a gennaio, da zero a inizio 2023).
  • Export di beni: prospettive incerte. Nel 4° trimestre 2023 il commercio mondiale è aumentato (+0,5%), per la prima volta dopo quattro trimestri di contrazione (-1,9% nell’anno). Ma le difficoltà del trasporto marittimo (90% degli scambi globali), e i suoi costi, continuano ad alimentare incertezza. Il canale di Suez, da cui passano il 15% delle merci globali, ha ridotto di circa il -40% la movimentazione di navi (a gennaio-marzo 2024, in termini annui) e, in parallelo, è aumentata quella per il Capo di Buona speranza (+86%). Le tariffe di collegamento marittimo da Shanghai a Genova stanno rientrando dal picco di fine gennaio, ma restano molto alte (-30% i primi sette giorni di marzo, dopo un +218% su novembre 2023).
  • USA: industria in frenata. La produzione industriale USA a febbraio è in leggero aumento (+0,1%), ma la variazione nel 1° trimestre 2024 si profila piatta (dopo il -0,6% del 4° 2023). In ambito manifatturiero, sembrano prevalere segnali di debolezza anche tra gli indicatori: i Direttori degli acquisti di Chicago e il PMI si confermano in zona recessiva (44,0 e 47,9), al contrario del solo ISM (52,2). Viceversa, i nuovi posti di lavoro creati a febbraio (275 mila) sono stati superiori alla media del 4° trimestre (212 mila).
  • La Cina punta in alto. Per il 2024 la Cina fissa l’obiettivo di crescita al +5,0%, traguardo realistico ma sfidante, perché si è affievolito il rimbalzo post-pandemia. La determinazione a raggiungere l’obiettivo e a contrastare i rischi di crisi immobiliare traspare anche dal taglio dei tassi sui mutui a cinque anni realizzato dalla Banca Popolare Cinese (-25 punti, invece dei 15 attesi). Intanto, gli indicatori congiunturali segnalano un continuo, pur marginale, miglioramento dell’attività manifatturiera cinese.

Il focus del mese – Dalla revisione Istat, crescita italiana più robusta

  • Le revisioni ISTAT. La dinamica dell’economia in Italia viene misurata mese per mese dall’Istat, ma i dati più recenti sono “provvisori” e vengono poi rivisti via via che diventano disponibili per l’Istituto informazioni più complete: per la Contabilità Nazionale, i primi rilasci sono basati su stime econometriche fondate su indicatori, mentre stime più solide si ottengono ad esempio quando sono disponibili i dati sui bilanci delle imprese. Negli ultimi anni le revisioni sono state abbastanza ampie. Così è anche per le stime pubblicate a marzo 2024, in particolare per alcune variabili (investimenti). Al punto da modificare il giudizio sulla dinamica economica nell’anno appena concluso e in quello da poco iniziato.
  • PIL 2023 più alto. Il profilo trimestrale del PIL (a prezzi costanti) è stato rivisto al rialzo: la variazione per l’intero 2023 è pari a +1,0% (+0,9% nei dati annuali), ben più di quanto stimato dall’Istat a fine gennaio (+0,7%, stima preliminare). Il 1° trimestre è stato limato al ribasso di -0,1%, ma il 2° rialzato di +0,2% e il 3° di +0,1% (e anche il 4° del 2022 di +0,2%). Perciò, la variazione annua del 2023 già “acquisita” al 3° trimestre è salita di 3 decimi rispetto ai dati di gennaio (da +0,7%, a +1,0%), che è una revisione molto marcata visto il basso ritmo di crescita di partenza. Anche il trascinamento al 2024 è salito, da +0,1% a +0,2%.
  • Investimenti: non sono calati ma cresciuti. Le novità maggiori si registrano sugli investimenti fissi: con i dati aggiornati, non si vedono più riduzioni nel corso del 2023; il dato peggiore è il 2° trimestre piatto, mentre il 1° registra ora una forte crescita. Nei dati diffusi in precedenza (dicembre 2023), invece, il 1° era debole, vi era stato un crollo nel 2° e un piccolo calo anche nel 3°. A ciò si aggiunge un balzo, inatteso, nel 4°. Come risultato, la crescita degli investimenti nel 2023 è ora di +4,9% (di cui +4,2% acquisito al 3°), mentre prima della revisione la variazione acquisita al 3° era di +0,4%. Dunque, da quasi stagnazione a forte espansione.
  • Più consumi privati e pubblici. Sui consumi delle famiglie la revisione è stata minore, ma comunque significativa: +0,2% a trimestre nella prima metà del 2023, rilevante specie per il 2° che nei dati prima della revisione aveva una dinamica piatta. In questo caso, la variazione acquisita al 3° è invariata, perché l’Istat ha rivisto in pari misura e in direzione opposta anche la dinamica nel 2022. Anche i consumi della PA sono stati rivisti al rialzo nel 2023, molto più di quelli privati: in media, +0,3% a trimestre nei primi 3; la variazione acquisita al 3° trimestre è salita da -0,4% a +1,1%, con un intero 2023 che registra un +1,2%. Siamo passati, quindi, da una piccola flessione della spesa pubblica, a un deciso aumento.
  • Forte decumulo di scorte. A fronte di più alti investimenti (+0,8 il maggior contributo al PIL, nei primi 3 trimestri) e anche consumi totali (+0,4), la revisione ha abbassato molto la dinamica delle scorte (-1,0).
  • Rivisti anche lavoro e deficit. La revisione Istat coinvolge anche altre variabili economiche di primaria importanza. Le Unità di Lavoro equivalenti a tempo pieno (ULA) mostrano ora una dinamica più alta nel 2023 (+2,2% annuo): in particolare, nei primi 3 trimestri crescono di +0,2% a trimestre in più rispetto ai vecchi dati. Il Deficit della PA nel 2023 è stimato più ampio: 7,2% del PIL, dal 5,3% previsto dal Governo a settembre, per il forte incremento della spesa in conto capitale connessa ai crediti d’imposta (Superbonus, Transizione 4.0).
  • Migliori prospettive sul 2024. Se l’anno scorso l’economia italiana è cresciuta dell’1,0%, un ritmo molto più alto di quelli a cui eravamo abituati nel pre-Covid, nonostante la stretta BCE, e grazie anche al PNRR, le previsioni sul 2024, finora modeste (l’ultimo Consensus indicava +0,7% per il PIL), non possono che essere più positive, anche perché i tassi sono attesi in calo e il PNRR in accelerazione.
  • Succede anche negli altri paesi? I dati Eurostat, raccogliendo le statistiche nazionali, inglobano le revisioni dei singoli paesi UE, che non sono da meno di quelle italiane. In Francia, ad esempio, l’aggiornamento rileva un profilo più basso per investimenti e consumi privati, più alto per i consumi pubblici. In Spagna, forte rialzo della spesa pubblica, ribasso degli investimenti. Sono tempi incerti per l’economia, difficili per gli economisti.

Fonte: Centro Studi Confindustria

ICMQ Certificazione Azienda ed Operatori servizi ausiliari alla sicurezza UNI 11926 e UNI 11925 – Tariffe agevolate per gli Associati ASSIV

ICMQ Certificazione Azienda ed Operatori servizi ausiliari alla sicurezza UNI 11926 e UNI 11925 – Tariffe agevolate per gli Associati ASSIV

ICMQ è stato accreditato Accredia per il rilascio di certificazioni secondo le nuove norme UNI 11926:2023 e UNI 11925:2023 riguardanti le aziende e gli operatori dei servizi ausiliari alla sicurezza.

In virtù della convenzione sottoscritta con ASSIV, gli associati, potranno usufruire di tariffe agevolate sia per la certificazione dell’azienda secondo la norma UNI 11926 che degli operatori secondo la norma UNI 11925.

Di seguito le date dei prossimi esami per la certificazione degli operatori dei servizi ausiliari alla sicurezza secondo la norma UNI 11925, per i quali sono aperte le iscrizioni:

  • 22 marzo 2024 –  (Le richieste di certificazione per l’esame possono essere presentate entro il termine ultimo del 18 marzo);
  • 23 aprile 2024;
  • 22 maggio 2024;
  • 25 giugno 2024.

Per i candidati provenienti dal corso di formazione di ESSECOME, al momento, l’unico qualificato ICMQ , è prevista una tariffa agevolata.

La richiesta per l’esame UNI 11925 dovrà essere inviata a: [email protected]  indicando la data prescelta per l’esame.

La richiesta di preventivo UNI 11926 per la vostra azienda dovrà essere inviata a Luca Bergamaschi email: [email protected]

In entrambi i casi si dovrà segnalare di essere associati ASSIV.

La certificazione rappresenta un importante tassello in quanto univoco riferimento di garanzia di qualità per i committenti, favorendo l’individuazione di imprese più virtuose e che dispongono di servizi e personale qualificato, semplificando il processo di selezione e riducendo il rischio di affidamento ad aziende non qualificate.

Allegati:

Modulo di richiesta preventivo per l’azienda

Modulo di richiesta certificazione (esame OSAS)

Regolamento tecnico per le persone.

Confindustria: Il fisco che cambia. La prima fase di attuazione della riforma fiscale. Roma, 27 marzo 2024 ore 09:00

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Confindustria: Il fisco che cambia. Roma, 27 marzo 2024 ore 09:00

Con l’adozione dei primi decreti legislativi, l’attuazione della Legge delega fiscale è entrata nel vivo.

Ne parleremo nel corso della giornata di approfondimento dedicata alla prima fase di attuazione della Legge delega fiscale.

Il convegno sarà l’occasione per analizzare, alla presenza di autorevoli esponenti del mondo accademico, istituzionale e di impresa, gli impatti e le opportunità che i decreti legislativi, fin qui approvati, tratteggiano e costituirà anche l’occasione per definire insieme le priorità di intervento per le imprese.

Per partecipare sia in presenza, che da remoto, è necessario iscriversi entro e non oltre il 21 marzo.

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Il Parlamento europeo approva la legge sull’intelligenza artificiale

Il Parlamento europeo approva la legge sull’intelligenza artificiale

Mercoledì 13 marzo us, il Parlamento ha approvato la legge sull’intelligenza artificiale (IA), che garantisce sicurezza e rispetto dei diritti fondamentali e promuove l’innovazione.

I deputati hanno approvato il regolamento, frutto dell’accordo raggiunto con gli Stati membri nel dicembre 2023, con 523 voti favorevoli, 46 contrari e 49 astensioni.

L’obiettivo è di proteggere i diritti fondamentali, la democrazia, lo Stato di diritto e la sostenibilità ambientale dai sistemi di IA ad alto rischio, promuovendo nel contempo l’innovazione e assicurando all’Europa un ruolo guida nel settore. Il regolamento stabilisce obblighi per l’IA sulla base dei possibili rischi e del livello d’impatto.

Applicazioni vietate

Le nuove norme mettono fuori legge alcune applicazioni di IA che minacciano i diritti dei cittadini. Tra queste, i sistemi di categorizzazione biometrica basati su caratteristiche sensibili e l’estrapolazione indiscriminata di immagini facciali da internet o dalle registrazioni dei sistemi di telecamere a circuito chiuso per creare banche dati di riconoscimento facciale. Saranno vietati anche i sistemi di riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro e nelle scuole, i sistemi di credito sociale, le pratiche di polizia predittiva (se basate esclusivamente sulla profilazione o sulla valutazione delle caratteristiche di una persona) e i sistemi che manipolano il comportamento umano o sfruttano le vulnerabilità delle persone.

Eccezioni per le forze dell’ordine

In linea di principio le forze dell’ordine non potranno fare ricorso ai sistemi di identificazione biometrica, tranne in alcune situazioni specifiche espressamente previste dalla legge. L’identificazione “in tempo reale” potrà essere utilizzata solo se saranno rispettate garanzie rigorose, ad esempio se l’uso è limitato nel tempo e nello spazio e previa autorizzazione giudiziaria o amministrativa. Gli usi ammessi includono, ad esempio, la ricerca di una persona scomparsa o la prevenzione di un attacco terroristico. L’utilizzo di questi sistemi a posteriori è considerato ad alto rischio. Per questo, per potervi fare ricorso, l’autorizzazione giudiziaria dovrà essere collegata a un reato.

Obblighi per i sistemi ad alto rischio

Sono previsti obblighi chiari anche per altri sistemi di IA ad alto rischio (che potrebbero arrecare danni significativi alla salute, alla sicurezza, ai diritti fondamentali, all’ambiente, alla democrazia e allo Stato di diritto). Rientrano in questa categoria gli usi legati a infrastrutture critiche, istruzione e formazione professionale, occupazione, servizi pubblici e privati di base (ad esempio assistenza sanitaria, banche, ecc.), alcuni sistemi di contrasto, migrazione e gestione delle frontiere, giustizia e processi democratici (come nel caso di sistemi usati per influenzare le elezioni). Per questi sistemi vige l’obbligo di valutare e ridurre i rischi, mantenere registri d’uso, essere trasparenti e accurati e garantire la sorveglianza umana. I cittadini avranno diritto a presentare reclami sui sistemi di IA e a ricevere spiegazioni sulle decisioni basate su sistemi di IA ad alto rischio che incidono sui loro diritti.

Obblighi di trasparenza

I sistemi di IA per finalità generali e i modelli su cui si basano dovranno soddisfare determinati requisiti di trasparenza e rispettare le norme UE sul diritto d’autore durante le fasi di addestramento dei vari modelli. I modelli più potenti, che potrebbero comportare rischi sistemici, dovranno rispettare anche altri obblighi, ad esempio quello di effettuare valutazioni dei modelli, di valutare e mitigare i rischi sistemici e di riferire in merito agli incidenti.

Inoltre, le immagini e i contenuti audio o video artificiali o manipolati (i cosiddetti “deepfake”) dovranno essere chiaramente etichettati come tali.

Misure a sostegno dell’innovazione e delle PMI

I paesi dell’UE dovranno istituire e rendere accessibili a livello nazionale spazi di sperimentazione normativa e meccanismi di prova in condizioni reali (in inglese sandbox), in modo che PMI e start-up possano sviluppare sistemi di IA innovativi e addestrarli prima di immetterli sul mercato.

Citazioni

Durante il dibattito conclusivo di martedì, il correlatore della commissione per il mercato interno Brando Benifei (S&D, Italia) ha dichiarato: “Dopo due anni intensi di lavoro siamo finalmente riusciti ad approvare la prima legge vincolante al mondo sull’intelligenza artificiale, volta a ridurre i rischi e aumentare opportunità, combattere la discriminazione e portare trasparenza. Grazie al Parlamento europeo, le pratiche inaccettabili di IA saranno proibite in Europa. Tuteliamo i diritti dei lavoratori e dei cittadini. Dovremo ora accompagnare le aziende a conformarsi alle regole prima che entrino in vigore. Siamo riusciti a mettere gli esseri umani e i valori europei al centro dello sviluppo dell’IA”.

Il correlatore della commissione per le libertà civili Dragos Tudorache (Renew, Romania) ha dichiarato: “L’UE ha mantenuto la promessa. Abbiamo collegato per sempre al concetto di intelligenza artificiale ai valori fondamentali che costituiscono la base delle nostre società. Ci aspetta molto lavoro che va oltre la legge sull’intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale ci spingerà a ripensare il contratto sociale che sta alla base delle nostre democrazie. Insieme ai nostri modelli educativi, ai nostri mercati del lavoro, al modo in cui conduciamo le guerre. La legge sull’IA non è la fine del viaggio, ma piuttosto il punto di partenza per un nuovo modello di governance basato sulla tecnologia. Ora dobbiamo concentrarci per trasformarla da legge sui libri a realtà sul campo”.

Prossime tappe

Il regolamento deve ancora essere sottoposto alla verifica finale dei giuristi-linguisti e dovrebbe essere adottato definitivamente prima della fine della legislatura (procedura di rettifica). Inoltre, la legge deve ancora essere formalmente approvata dal Consiglio.

Entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE e inizierà ad applicarsi 24 mesi dopo l’entrata in vigore, salvo per quanto riguarda: i divieti relativi a pratiche vietate, che si applicheranno a partire da sei mesi dopo l’entrata in vigore; i codici di buone pratiche (nove mesi dopo); le norme sui sistemi di IA per finalità generali, compresa la governance (12 mesi) e gli obblighi per i sistemi ad alto rischio (36 mesi).

Contesto

La legge sull’intelligenza artificiale risponde direttamente alle proposte dei cittadini che hanno partecipato alla Conferenza sul futuro dell’Europa (COFE), in particolare alla proposta 12(10) sul rafforzamento della competitività dell’UE nei settori strategici, alla proposta 33(5) su una società sicura e affidabile, tra cui la lotta alla disinformazione e la garanzia di un controllo umano di ultima istanza, alla proposta 35 sulla promozione dell’innovazione digitale, (3) garantendo la supervisione umana e (8) l’uso affidabile e responsabile dell’IA, stabilendo salvaguardie e garantendo la trasparenza, e alla proposta 37 (3) sull’utilizzo dell’IA e degli strumenti digitali per migliorare l’accesso dei cittadini alle informazioni, comprese le persone con disabilità.

Scarica il testo approvato

Fonte: Parlamento europeo

Istat, Il mercato del lavoro in Italia nel 2023

Il mercato del lavoro in Italia nel 2023

Nel quarto trimestre 2023, l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è aumentato dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,4% rispetto al quarto trimestre 2022. Nello stesso periodo il Pil ha registrato una crescita sia in termini congiunturali (+0,2%) sia in termini tendenziali (+0,6%).

Nel quarto trimestre 2023, gli occupati aumentano in termini congiunturali di 144 mila unità (+0,6% rispetto al terzo trimestre 2023), a seguito della crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+145 mila, +0,9%) e della sostanziale stabilità dei dipendenti a termine e degli indipendenti; in calo sia il numero di disoccupati (-36 mila, -1,8% in tre mesi) sia quello degli inattivi di 15-64 anni (-102 mila, -0,8%). I tassi presentano una dinamica simile: quello di occupazione sale al 61,9% (+0,4 punti), quello di disoccupazione scende al 7,4% (-0,2 punti) e il tasso di inattività 15-64 anni cala al 33,1% (-0,3 punti). Nei dati provvisori del mese di gennaio 2024, rispetto al mese precedente, si osserva la diminuzione degli occupati (-34 mila, -0,1%) e del relativo tasso (-0,1 punti) che si associa alla stabilità del tasso di disoccupazione e alla crescita del tasso di inattività 15-64 anni (+0,2 punti).

L’occupazione, nel quarto trimestre 2023, cresce anche in termini tendenziali (+533 mila, +2,3% in un anno), coinvolgendo i dipendenti a tempo indeterminato (+3,3%) e gli indipendenti (+1,3%), ma non i dipendenti a termine che diminuiscono (-1,4%); prosegue il calo dei disoccupati (-65 mila in un anno, -3,2%) e quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-496 mila, -3,9%). Tale dinamica si riflette nella crescita del tasso di occupazione (+1,4 punti rispetto al quarto trimestre 2022) e nella diminuzione dei tassi di disoccupazione e di inattività (-0,4 e -1,2 punti, rispettivamente).

Dal lato delle imprese, in termini congiunturali le posizioni lavorative dipendenti crescono registrando un aumento pari allo 0,6%, incremento che caratterizza in egual misura la componente a tempo pieno e quella a tempo parziale. Anche in termini tendenziali si osserva una crescita significativa delle posizioni dipendenti, pari a 3% nel totale, lievemente superiore nella componente full time (+3,1%) rispetto ai part time (+2,6%). Le ore lavorate per dipendente aumentano in termini congiunturali (+0,6%) e, più intensamente, in termini tendenziali (+1,6%); aumenta il ricorso alla cassa integrazione (8,3 ore ogni mille ore lavorate). Il tasso dei posti vacanti cresce di 0,1 punti nel confronto congiunturale, restando invariato in quello tendenziale. Su base congiunturale, il costo del lavoro per Unità di lavoro equivalente a tempo pieno (Ula) aumenta dello 0,7%, quale risultato della crescita delle retribuzioni (+0,6%) e, in misura più sostenuta, degli oneri sociali (+1,2%); in termini tendenziali, l’aumento del costo del lavoro è più intenso, la crescita è del 3,4%, lievemente inferiore nella componente retributiva (+3,3%) rispetto agli oneri sociali (+3,6%).

Nella media del 2023, l’aumento del numero di occupati di 481 mila unità (+2,1%) si associa alla riduzione del numero di disoccupati (-81 mila, -4,0%) e a quella degli inattivi di 15-64 anni (-468 mila, 3,6%). Il tasso di occupazione 15-64 anni sale al 61,5% (+1,3 punti percentuali in un anno), quello di disoccupazione scende al 7,7% (-0,4 punti) e quello di inattività 15-64 anni al 33,3% (-1,1 punti). L’input di lavoro nelle imprese cresce: aumentano le posizioni dipendenti – del 2,9% – e il monte ore lavorate – del 4,9% (al netto degli effetti di calendario) – e diminuisce il ricorso alla Cig (-1,6 ore ogni mille lavorate) e al lavoro straordinario nell’industria (-0,3%).

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

Istat inflazione, a febbraio resta stabile a +0.8% su base annua

Istat inflazione, a febbraio resta stabile a +0.8% su base annua

A febbraio l’inflazione resta costante allo 0,8%. La stabilizzazione del ritmo di crescita dei prezzi al consumo si deve principalmente al venir meno delle tensioni sui prezzi dei Beni alimentari, non lavorati e lavorati, i cui effetti compensano l’indebolimento delle spinte deflazionistiche provenienti dal settore dei Beni energetici. In particolare, si attenua la flessione su base tendenziale dei prezzi dei Beni energetici, che a febbraio si attesta al -17,3% (dal -20,5% di gennaio). Si riduce a +3,4% il tasso di crescita in ragione d’anno dei prezzi del “carrello della spesa” (da +5,1% di gennaio), mentre l’inflazione di fondo si attesta al +2,3% (da +2,7% del mese precedente).

Scarica la nota ISTAT

G7 | Analisi Confindustria e Deloitte: digitalizzazione, innovazione e AI i fattori chiave

G7 | Analisi Confindustria e Deloitte: digitalizzazione, innovazione e AI i fattori chiave

L’analisi prevede che gli investimenti globali, pubblici e privati, per la trasformazione digitale raggiungeranno i 3,4 mila miliardi di dollari entro il 2026.

Si è tenuta il 13 marzo a Verona la “Industry Stakeholder Conference”, prima interazione ufficiale con il G7, organizzata da Confindustria in concomitanza con la riunione ministeriale del G7 su “Industria, Tecnologia e Digitale”, cui sono intervenuti il Ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ed Emma Marcegaglia, B7 Chair. Al centro dell’agenda le opportunità poste dalla data economy e dalle tecnologie digitali: come rafforzare la cooperazione tra i Paesi del G7 per la condivisione di codici etici e standard operativi per l’IA, riducendo al minimo i rischi associati agli abusi e aumentando il potenziale dell’IA nella competitività delle imprese.

L’incontro è stato occasione per discutere i fattori chiave che influenzano la produttività e la competitività industriale in un’economia globale in rapida evoluzione e per presentare i risultati dell’indagine condotta da Confindustria e Deloitte, che ha individuando dati e priorità del mercato dell’Intelligenza Artificiale.

Dall’indagine è emerso che il mercato dell’Intelligenza Artificiale potrebbe arrivare a 373 miliardi di dollari nel 2024 e a 946 miliardi di dollari entro il 2030. In particolare, a crescere maggiormente sarebbe il valore del mercato del Machine Learning (528 miliardi di dollari), dell’AI generativa (207 miliardi di dollari) e delle applicazioni AI alla robotica (37 miliardi di dollari al 2030). Per quanto riguarda l’impatto sulle diverse regioni del pianeta, si stima che nel 2030 il mercato dell’AI raggiungerà i 202,5 miliardi di dollari in Europa (con leva sull’indotto pari all’8,8% del Pil), i 237 miliardi di dollari in Usa, i 105 miliardi di dollari in Cina e 15 miliardi di dollari in India.

Un fattore critico che incide sempre di più sul settore manifatturiero è la digitalizzazione per la quale si prevede che gli investimenti globali – pubblici e privati – per la trasformazione digitale raggiungeranno i 3,4 mila miliardi di dollari entro il 2026, con un CAGR del 16,3% dal 2023.

Per maggio informazioni e per l’indagine completa si rimanda al sito di Confindustria

Fonte: ANIE News

INL, nota sul DL PNRR-bis in materia di lavoro e previdenza

INL, nota sul DL PNRR-bis in materia di lavoro e previdenza

Il D.L. n. 19/2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 2 marzo 2024, ha introdotto importanti novità sulla disciplina di alcuni istituti che interessano l’attività dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

Nel rinviare ogni approfondimento all’esito della conversione del decreto ed al consolidarsi dell’articolato normativo, si ritiene qui opportuno segnalare le citate novità.

DURC e regolarità contributiva (art. 29, comma 1). L’art. 29, comma 1, de D.L. n. 19/2024 è intervenuto a modificare l’art. 1, comma 1175, della L. n. 296/2006 subordinando il riconoscimento di benefici normativi e contributivi all’assenza di violazioni in materia di lavoro e legislazione sociale “comprese le violazioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro nonché di
salute e sicurezza nei luoghi di lavoro individuate con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, fermi restando gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali (…)”.

Si introduce poi un comma 1175-bis, prevedendo che resti fermo il diritto ai benefici “in caso di successiva regolarizzazione degli obblighi contributivi ed assicurativi, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, nonché delle violazioni accertate di cui al medesimo comma 1175, entro i termini indicati dagli organi di vigilanza sulla base delle specifiche disposizioni di legge. In relazione alle violazioni amministrative che non possono essere oggetto di regolarizzazione, il recupero dei benefici erogati non può essere superiore al doppio
dell’importo sanzionatorio oggetto di verbalizzazione”.

Appalto e distacco (art. 29, comma 2). Nell’ambito della disciplina in materia di appalto il legislatore introduce due importanti novità.
Anzitutto si introduce un nuovo comma 1-bs all’art. 29 del D.Lgs. n. 276/2003 che riconosce al personale impiegato nell’appalto di opere o servizi e nell’eventuale subappalto “un trattamento economico complessivo non inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale e territoriale maggiormente applicato nel settore e per la zona il cui ambito di applicazione sia strettamente connesso con l’attività oggetto dell’appalto”.
In secondo luogo, si provvede ad integrare il comma 2 dello stesso art. 29 del D.Lgs. n. 276/2003 stabilendo che l’istituto della responsabilità solidale retributiva e contributiva trova applicazione anche nelle ipotesi di illiceità della somministrazione, dell’appalto e del distacco di cui all’art. 18, commi 2 e 5-bis, dello stesso D.Lgs. n. 276/2003.

Aumento dell’importo maxisanzione per lavoro “nero” (art. 29, comma 3). L’art. 29, comma 3, è intervenuto a modificare l’art. 1, comma 445, della L. n. 145/2018 lett. d), elevando dal 20% al 30% l’aumento già previsto degli importi sanzionatori indicati dall’art. 3 del D.L n. 12/2002 (conv. da L. n. 73/2002) in caso di impiego di lavoratori “in nero”.


Sanzioni appalto e somministrazione illecita (art. 29, commi 4 e 5).
L’art. 29, commi 4 e 5, intervengono a modificare la disciplina sanzionatoria in materia di appalti e somministrazioni illecite e fraudolente. L’intervento prevede sostanzialmente che le fattispecie previste dall’art. 18 del D.Lgs. n. 276/2003, già depenalizzate ad opera del D.Lgs. n. 8/2016, tornino ad avere rilevanza penale. In tal caso le sanzioni prevedono la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda con l’ipotesi di aggravante – già prevista dall’art. 38-bis del D.Lgs. n. 81/2015 ora abrogato – nelle ipotesi in cui “la somministrazione di lavoro è posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicate al lavoratore”.

Imprese agricole e attività stagionali (art. 29, comma 6). L’art. 29, comma 6, è intervenuto a modificare l’art. 1, comma 354, della L. n. 197/2022 apportando dei correttivi alla disciplina sanzionatoria in materia di impiego di lavoratori stagionali. In particolare, si prevede ora che in caso di superamento del limite di 45 giornate annue delle “prestazioni agricole di lavoro subordinato occasionale a tempo determinato” i rapporti di lavoro si trasformano a tempo indeterminato. Inoltre, si prevede che, in caso di utilizzo di soggetti diversi da quelli di cui al comma 344 della L. n. 197/2022 (disoccupati, percettori di NASpI, pensionati, giovani, detenuti ecc.), si applica la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 500 euro a 2.500 euro per ciascun lavoratore al quale si riferisce la violazione, salvo che la violazione non derivi dalle informazioni incomplete o non veritiere contenute nell’autocertificazione resa dal lavoratore. Si conferma inoltre la non applicazione della diffida di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 124/2004.

Lista di conformità (art. 29, commi 7-9). I commi da 7 a 9 dell’art. 29 prevedono che, laddove all’esito di accertamenti ispettivi in materia di lavoro e di legislazione sociale, ivi compresa la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, non emergano violazioni o irregolarità, l’INL rilasci un attestato e iscriva l’impresa, previo assenso, in un elenco informatico, consultabile pubblicamente, denominato “lista di conformità INL”.
I datori di lavoro per un periodo di dodici mesi dalla data di iscrizione non saranno sottoposti ad ulteriori verifiche nelle materie oggetto degli accertamenti, fatte salve le verifiche in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, le eventuali richieste di intervento, nonché le attività di indagine disposte dalla Procura della Repubblica.
In caso di violazioni o irregolarità accertate attraverso elementi di prova successivamente acquisti dagli organi di vigilanza, l’Ispettorato nazionale del lavoro provvede alla cancellazione del datore di lavoro dalla lista.


Verifica della congruità (art. 29, commi 10-13).
I commi da 10 a 13 dell’art. 29 prevedono, in materia di appalti pubblici e privati in edilizia, che il responsabile del progetto, negli appalti pubblici e il committente, negli appalti privati, verifichino la congruità dell’incidenza della manodopera sull’opera complessiva.
Qualora tale verifica non sia effettuata – in ambito pubblico, per gli appalti di valore pari o superiore a 150.000 euro, in ambito nel privato, per gli appalti di valore pari o superiore a 500.000 euro – scattano delle conseguenze sanzionatorie. L’accertamento delle violazioni è rimesso agli organi di vigilanza in materia di lavoro e di legislazione sociale.

Incentivi lavoro domestico (art. 29, commi 15-18). L’art. 29, ai commi 15-18, introduce un incentivo “in caso di assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato di contratti di lavoro domestico con mansioni di assistente a soggetti anziani, con una età anagrafica di almeno ottanta anni, già titolari dell’indennità di accompagnamento”.
Trattasi di un esonero dal versamento del 100% dei complessivi contributi previdenziali ed assicurativi a carico del datore di lavoro domestico, per un periodo massimo di 24 mesi e nel limite massimo di 3.000 euro su base annua.
Al fine di poter godere dell’esonero il datore di lavoro destinatario della prestazione deve possedere un valore dell’ISEE per le prestazioni agevolate di natura sociosanitaria non superiore a 6.000 euro.
Il beneficio non spetta nel caso in cui tra il medesimo lavoratore e il medesimo datore di lavoro o persona del suo nucleo familiare sia cessato un rapporto di lavoro domestico con mansioni di assistente a soggetti anziani da meno di sei mesi, nonché in caso di assunzione di parenti o affini, salvo che il rapporto abbia ad oggetto lo svolgimento delle mansioni di cui all’art. 1, comma 3 nn. 1-5, del D.P.R. n. 1403/1971 (assistenza degli invalidi, mutilati, ciechi, ecc.).


Sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi tramite crediti (art. 29, comma 19)
L’art. 29, comma 19, sostituisce l’art. 27 del D.Lgs. n. 81/2008 che reca la disciplina del “Sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi tramite crediti”.
La disposizione introduce la c.d. “patente” a crediti per le imprese e i lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili di cui all’art. 89, comma 1, lett. a), del D.Lgs. n. 81/2008.
Il sistema della patente rappresenta un meccanismo di qualificazione e selezione delle imprese che operano nei cantieri già al momento del suo rilascio, subordinato al possesso di determinati requisiti.
La patente è rilasciata con un punteggio iniziale di 30 crediti e subisce delle decurtazioni variabili a seconda della gravità della violazione commesse. Per lavorare nei cantieri sarà necessario che sulla patente a punti siano presenti almeno 15 crediti residui, pena il pagamento di sanzioni amministrative. Il sistema della patente sarà comunque operativo dal 1° ottobre p.v. e all’esito della integrazione del portale nazionale del sommerso in cui troverà posto una apposita sezione per la gestione informatizzata del documento.

Sanzioni civili per omissione/evasione contributiva (art. 30). L’art. 30 del D.L. n. 19/2024 introduce, a far data dal 1° settembre 2024, importanti modifiche all’art. 116, comma 8, della L. n. 388/2000 recante la disciplina sanzionatoria per omissione/evasione contributiva.
Inoltre, la disposizione, sempre a decorrere dal 1° settembre 2024, introduce nuovi obblighi a carico dell’INPS “al fine di introdurre nuove e più avanzate forme di comunicazione tra il contribuente e l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), anche in termini preventivi rispetto alle scadenze contributive, finalizzate a semplificare gli adempimenti, stimolare l’assolvimento degli obblighi contributivi e favorire
l’emersione spontanea delle basi imponibili”. In particolare, si chiede all’Istituto di mettere a disposizione del contribuente, ovvero del suo intermediario, gli elementi e le informazioni in suo possesso riferibili allo stesso contribuente relativi ai rapporti di lavoro, agli imponibili e agli elementi rilevanti ai fini della determinazione degli obblighi contributivi; al contribuente è invece rimessa la facoltà di segnalare all’INPS “eventuali fatti, elementi e circostanze da quest’ultimo non conosciuti”. Sulla base di tale interlocuzione possono emergere inadempimenti
contributivi rispetto ai quali si prevedono specifiche sanzioni e percorsi di regolarizzazione.

Implementazione degli organici ispettivi (art. 31, commi 1-9). L’art. 31, ai commi 1-9, prevede una implementazione degli organici dell’Ispettorato nazionale del lavoro attraverso la proroga delle autorizzazioni ad assumere non ancora utilizzate, l’assunzione di n. 250 nuove unità di personale ispettivo tecnico, un aumento del contingente di personale dell’Arma di 50 unità.

Efficientamento dell’Ispettorato nazionale del lavoro (art. 31, comma 10). L’art. 31, comma 10, stabilisce che, al fine di garantire un adeguato presidio del territorio attraverso il potenziamento del coordinamento e dello svolgimento su tutto il territorio nazionale dell’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e di contrasto al lavoro sommerso e irregolare, determinate
somme che già sono destinate al bilancio dell’Ispettorato in forza di disposizioni vigenti “possono essere altresì utilizzate per finanziare, nel limite di 20 milioni di euro, l’efficientamento dell’Ispettorato nazionale del lavoro, attraverso misure da individuare con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, su proposta del direttore dell’Ispettorato”.

Incentivazione del personale ispettivo (art. 31, comma 11). L’art. 31, comma 11, apporta alcune modifiche al sistema di incentivazione del personale ispettivo (c.d. fondo “Poletti”) eliminando il precedente limite complessivo di 13 milioni di euro da destinare alle misure incentivanti ed introducendo un limite individuale “del 15 per cento del trattamento economico individuale complessivo lordo annuo”.

Rispristino ruoli ispettivi INPS e INAIL (art. 31, comma 12). L’art. 31, comma 12, abrogando alcune disposizioni del D.Lgs. n. 149/2015, ripristina i ruoli ispettivi di INPS e INAIL e consente agli Istituti di poter assumere nuovo personale da adibire alla attività di vigilanza, lasciando tuttavia inalterati ruolo e competenze dell’Ispettorato nazionale del lavoro ai fini della programmazione
e coordinamento di tutta l’attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale.

Scarica la nota INL 13 marzo 2024