Formazione Icmq – Come redigere un’offerta vincente in un appalto – 9 e 12 Ottobre 2023

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Formazione a distanza Icmq

I criteri vincenti nella predisposizione dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Come redigere un’offerta vincente in un appalto

Il corso offre ai partecipanti la formazione per completare e predisporre un’offerta vincente per un appalto di servizi e/o lavori aggiudicato tramite l’offerta economicamente più vantaggiosa.
Si terrà in modalità online sincrona il 9 Ottobre dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e 12 ottobre dalle ore 14.00 alle ore 18.00 .
Il corso vuole guidare i partecipanti nel destreggiarsi tra le clausole, richieste e documentazioni necessarie al corretto inoltro di un’offerta completa e vincente.
Il corso offre ai partecipanti la formazione per completare e predisporre un’offerta vincente per un appalto di servizi e/o lavori aggiudicato tramite il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Il corso intende guidare i partecipanti nel destreggiarsi tra le clausole, richieste e documentazioni necessarie al corretto inoltro di un’offerta completa e vincente.
Saranno affrontate le previsioni in materia di offerta economicamente più vantaggiosa di cui al Codice dei Contratti Pubblici, D.lgs. 36/2023, che delinea i possibili criteri e le metodologie di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per appalti di servizi di progettazione e DL, nonché per appalti di progettazione e/o costruzione e per appalti di servizi ispettivi.
La predisposizione di una completa ed esaustiva relazione metodologica, detta anche Piano di Gestione Qualità, coerente con le prescrizioni richieste dalla Stazione Appaltante, potrà esprimere in modo opportuno nell’offerta CHI, COSA, DOVE, QUANDO, PERCHE’, COME e QUANTO (trattasi dunque, di un’offerta gestita con le metodologie di Project Management).

Verrà studiata l’offerta con le succitate metodologie e tecniche di Project Management; Agli elementi qualitativi, sono attribuiti il massimo punteggio; Il D.lgs 36/2023 non prevede più un punteggio nell’offerta economica con il limite del 30%. Prevede comunque un equilibrio tra i punteggi dell’offerta tecnica e dell’offerta economica.
Da parte del relatore, sarà illustrata anche la richiesta sempre più frequente di offerte con il “criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”, che dovrà ormai comprendere la metodologia BIM e le fondamentali interazioni tra BIM – Project Management e Life Cycle Costing.
A tal riguardo, infatti, sempre più spesso, molte Stazioni Appaltanti pubbliche in relazione ad appalti di progettazione, costruzione e di servizi attinenti all’ingegneria e l’architettura, vengono evidenziati tra gli elementi di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa “professionalità e adeguatezza dell’offerta” e “caratteristiche metodologica dell’offerta” da esplicitarsi tutte tramite la relazione metodologica (o Piano di Qualità). Non esiste più il riferimento di legge, se pure come esempio, dei criteri di riferimento per l’offerta economicamente più vantaggiosa.
Per la progettazione, non c’è più la progettazione definitiva, e quella esecutiva è a cura dell’impresa. In gara lo studio di fattibilità tecnico economico.

La frequenza del corso conferisce 8 crediti formativi per il mantenimento della certificazione Project Manager secondo la norma UNI 11648.

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Assiv a Sicurezza 2023. Quali i temi e i messaggi?

Assiv a Sicurezza 2023. Quali i temi e i messaggi?

di Maria Cristina Urbano – 15 Settembre 2023

Assiv Sicurezza 2023

Dal 15 al 17 novembre prossimi è previsto, a Milano, l’appuntamento biennale di Sicurezza. La più grande fiera in Italia per i professionisti della safety e della security torna per la prima volta a pieno regime dopo la pandemia da Covid-19: quella che nel 2021 venne ribattezzata la fiera della ripartenza scontava, infatti, ancora alcune delle restrizioni che hanno fatto parte della vita di tutti noi per tanto tempo.

Nonostante tutte le difficoltà di allora, la fiera Sicurezza del 2021 fu un grande successo sia nei numeri che per i temi affrontati e Assiv emerse per l’inclusività e la visione che seppe dare.

I momenti di riflessione e confronto promossi in quell’occasione dalla nostra associazione furono due:

È proprio il caso di dire che sarebbe stato difficile individuare due argomenti ancora tanto attuali a distanza di due anni.

L’obiettivo sarà invero, ancora una volta, quello di porre ai rappresentanti delle istituzioni, sia ai politici che ai tecnici, l’annosa questione della limitazione dell’attività della sicurezza privata alla sola difesa dei beni.

  • Ha ancora senso o è antistorica?
  • E ancora, con l’esigenza di sicurezza che emerge in tutti i sondaggi degli ultimi mesi, che purtroppo i continui fatti di cronaca certificano costantemente, non sarebbe opportuno strutturare una vera partnership pubblico-privato che garantisca livelli di sicurezza più efficaci e quindi contribuisca alla percezione di un senso di sicurezza diffuso da parte dei cittadini?

Contesti urbani sempre più complessi, diffuso degrado sociale che colpisce tanto le periferie urbane quanto le periferie del Paese, lo sviluppo di nuove tecnologie, il ruolo sempre più preponderante che svolgono le guardie giurate nel presidio del territorio, sono tutti tasselli che chiedono di essere ricomposti con lungimiranza in un puzzle della sicurezza che non può prescindere da interventi di sistema.

Negli ultimi due anni, però, il mondo è cambiato in maniera totalmente imprevedibile: una guerra alle porte dell’Europa che nell’idea iniziale dell’aggressore doveva essere un blitzkrieg si è trasformata invece in una prova muscolare tra Ovest ed Est che tanto ricorda la guerra fredda, con la complicazione di un mondo caratterizzato dalla proliferazione dei centri di potere economico, industriale e militare; il costo del denaro, che sembrava destinato a rimanere irrisorio per ancora diversi anni per sostenere la ripresa dove i diversi shock globali, negli ultimi mesi è tornato a crescere in maniera impetuosa per contrastare l’inflazione galoppante sia in Europa che negli USA, ma che così facendo a breve termine sta erodendo ulteriormente il potere d’acquisto dei cittadini, i margini delle imprese e le relative decisioni di investimento; il DMA, il DSA, ora la regolamentazione sull’Intelligenza artificiale, con il dichiarato obiettivo da parte della UE di porre dei paletti, anzitutto etici, alle big tech. Questo solo per citare i fenomeni più significativi con i quali si deve misurare anche il nostro comparto.

E allora cosa proporrà Assiv per Sicurezza di novembre 2023?

Geopolitica, geosicurezza, tecnologia, cronaca. Un connubio di tutto ciò. Perché particolare e generale debbono essere compresi nelle loro interazioni, affinché sia davvero intelligibile cosa accade e cosa accadrà. Con il coinvolgimento di ospiti d’eccezione, della politica, dell’industria, della società civile. 

Arrivederci a Milano!

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Ministero del Lavoro: on line la guida su “Gli incentivi assunzione 2023”

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Ministero del Lavoro: on line la guida su “Gli incentivi assunzione 2023”

Destinatari, modalità di richiesta, scadenze, tipologia di agevolazione prevista e cumulabilità con altri bonus.

Queste le indicazioni nella guida “Gli incentivi all’assunzione” realizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per fornire ai datori di lavoro un utile strumento di consultazione delle misure attualmente accessibili per l’assunzione di lavoratori.

Per ciascun bonus sono specificati i requisiti e condizionalità oltre alla tipologia di contratto incentivato alla luce della norma di legge.

Clicca qui per consultare la guida integrale

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

Torino, patto tra prefettura, regione e area metropolitana per migliorare la sicurezza urbana

Torino, patto tra prefettura, regione e area metropolitana per migliorare la sicurezza urbana

Una cabina di regia presso il palazzo del Governo monitorerà l’effettiva attuazione del protocollo.

Migliorare ulteriormente la vivibilità, il sistema complessivo della sicurezza urbana e la sua percezione nella cittadinanza per lo sviluppo di forme sempre più rafforzate di coesione sociale. È questo l’obiettivo del patto per la sicurezza urbana sottoscritto oggi dal prefetto di Torino, Raffaele Ruberto, dal presidente della regione Piemonte, Alberto Cirio, e dal sindaco Stefano Lo Russo.

Nel dettaglio verranno rafforzati i sistemi di controllo del territorio, impiegate nuove tecnologie e implementati i sistemi di videosorveglianza. Tra le finalità anche la prevenzione e il contrasto delle più diffuse forme di criminalità predatoria, del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti e il potenziamento dei meccanismi di interscambio informativo fra le Forze di polizia e le Polizie locali.

In tale direzione, la regione Piemonte contribuirà con un finanziamento di un milione di euro a supportare l’attività quotidiana delle Forze di Polizia territoriali, attraverso la predisposizione di un sistema di videosorveglianza all’avanguardia di lettura e rilevazione targhe e la garanzia di ulteriori e supplementari servizi interforze ad alto impatto di controllo del territorio.

Infine, una cabina di regia costituita presso la prefettura curerà il monitoraggio circa l’effettiva attuazione del protocollo.

«Desidero ringraziare la regione Piemonte e la città di Torino per la disponibilità e lo spirito di sincera collaborazione manifestati», ha dichiarato il prefetto a margine della sottoscrizione, ribadendo che «l’obiettivo di questa intesa è quello di innalzare ulteriormente il livello di sicurezza, anche percepita, nell’area metropolitana di Torino e fornire pronta risposta alle legittime aspettative della cittadinanza».

Scarica il Protocollo

Fonte: Ministero dell’Interno

Il mercato del lavoro in Italia nel II trimestre 2023

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Il mercato del lavoro in Italia nel II trimestre 2023

Nel secondo trimestre 2023, l’input di lavoro – misurato dalle ore lavorate – e il PIL mostrano una contrazione in termini congiunturali, pur rimanendo in aumento in termini tendenziali. Rispetto al primo trimestre 2023, l’input di lavoro è diminuito dello 0,5% e il PIL dello 0,4%; rispetto al secondo trimestre 2022, l’aumento si attesta all’1,3% e allo 0,4% rispettivamente.

Nel secondo trimestre 2023, gli occupati aumentano rispetto al primo trimestre 2023 (+129 mila, +0,6%), a seguito della crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+130 mila, +0,8%) e degli indipendenti (+23 mila, +0,5%) che ha più che compensato il calo dei dipendenti a termine (-25 mila, -0,8% in tre mesi); diminuiscono invece sia i disoccupati (-64 mila, -3,2% in tre mesi) sia gli inattivi di 15-64 anni (-66 mila, -0,5%). I tassi presentano una dinamica simile: quello di occupazione sale al 61,3% (+0,3 punti), quello di disoccupazione scende al 7,6% (-0,3 punti) e il tasso di inattività 15-64 anni cala al 33,5% (-0,1 punti). Nei dati provvisori del mese di luglio 2023, si registra, rispetto al mese precedente, la diminuzione degli occupati (-73 mila, -0,3%) e la crescita dei disoccupati (+37 mila, +1,9%) e degli inattivi (+14 mila, +0,1%); in calo il tasso di occupazione (-0,2 punti rispetto al mese precedente), in aumento quello di disoccupazione (+0,2 punti) e stabile il tasso di inattività.

L’occupazione, nel secondo trimestre 2023, cresce anche in termini tendenziali (+395 mila, +1,7% in un anno), coinvolgendo i dipendenti a tempo indeterminato (+3,0%) e gli indipendenti (+1,1%), ma non i dipendenti a termine che diminuiscono (-3,2%); prosegue il calo dei disoccupati (-101 mila in un anno, -5,0%) e quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-376 mila, -3,0%). Tale dinamica si riflette nella crescita del tasso di occupazione (+1,2 punti rispetto al secondo trimestre 2022) e nella diminuzione dei tassi di disoccupazione e di inattività (-0,5 e -0,9 punti, rispettivamente).

Dal lato delle imprese, nel secondo trimestre 2023, si osserva un lieve rallentamento della crescita delle posizioni lavorative dipendenti, in termini congiunturali e tendenziali. Rispetto al trimestre precedente, le posizioni dipendenti aumentano di 0,7%, a seguito dell’aumento sia delle posizioni a tempo pieno (0,8%) sia di quelle a tempo parziale (0,4%). In termini tendenziali si registra un aumento del 2,8%, derivante da una crescita più marcata dei full time (+3,2%) rispetto a quella dei part time (+1,7%). Le ore lavorate per dipendente scendono in termini congiunturali (-1,9%) e rimangono invariate in termini tendenziali; il ricorso alla cassa integrazione si riduce a 6,7 ore ogni mille ore lavorate. Il tasso dei posti vacanti aumenta, nel confronto congiunturale, di 0,2 punti percentuali e in quello tendenziale di 0,1 punti. Il costo del lavoro per Unità di lavoro dipendente (Ula) rimane stabile rispetto al trimestre precedente, quale risultato di una crescita dello 0,3% delle retribuzioni e di una riduzione dello 0,6% degli oneri sociali; su base tendenziale, invece, si registra una crescita sostenuta, pari a 2,4%, dovuta all’aumento della componente retributiva (+2,1%) e, ancor di più, degli oneri sociali (+3,4%).

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

Sicurezza integrata nelle stazioni ferroviarie in provincia di Lecco: rinnovato l’accordo

Sicurezza integrata nelle stazioni ferroviarie in provincia di Lecco: rinnovato l’accordo

Le Polizie locali di 27 comuni coinvolte in servizi di controllo grazie all’intesa tra prefettura, regione Lombardia, Trenord e comune capoluogo

Rinnovato oggi a Lecco l’accordo per la promozione della sicurezza integrata nelle stazioni ferroviarie, e aree limitrofe, del capoluogo e di altri 26 comuni della provincia.

Nello specifico, gli agenti delle Polizie locali di Lecco, Airuno, Bellano, Brivio, Bulciago, Calco, Cassago Brianza, Cernusco Lombardone, Civate, Colico, Costa Masnaga, Dervio, Dorio, Galbiate, La Valletta Brianza, Malgrate, Mandello del Lario, Merate, Molteno, Montevecchia, Nibionno, Oggiono, Olgiate Molgora, Osnago, Rogeno, Santa Maria Hoè e Valmadrera sono, in coordinamento con le centrali operative della Questura e dell’Arma dei Carabinieri nonché con il Centro Operativo Compartimentale della Polizia ferroviaria della Lombardia, assicureranno in particolare nelle ore notturne, specifici servizi che potranno estendersi anche all’interno degli scali quando gli stessi non siano presidiate dalla Polizia ferroviaria.

L’intesa è stata sottoscritta dal prefetto Sergio Pomponio, dall’assessore alla Sicurezza e Protezione civile della regione Lombardia Romano la Russa, dal direttore security di Trenord Fabrizio Di Staso e dal sindaco di Lecco, come comune capofila, Mauro Gattinoni. 

Le principali criticità nelle aree interessate dall’accordo e l’organizzazione dei servizi di prevenzione, controllo e contrasto dei fenomeni illegali saranno rispettivamente individuate e definiti nell’ambito del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. 

Sempre in base all’accordo – per l’attuazione del quale la regione Lombardia metterà a disposizione 30mila euro per l’anno in corso – la prefettura, d’intesa con i sindaci dei comuni coinvolti, curerà anche lo scambio di informazioni tra le Forze di polizia e le Polizie locali. La società Trenord fornirà al compartimento Polizia ferroviaria e alle Polizie locali tutte le informazioni utili, e agevolerà la connessione con la sala operativa d’esercizio attraverso le dotazioni tecnologiche già in uso (telefoni, hardware e software) e quelle che saranno successivamente sviluppate.

L’accordo è stato rinnovato allo scopo di garantire il diritto alla mobilità, ha sottolineato il prefetto Pomponio, evidenziando come l’intesa punta a «rendere le stazioni e zone limitrofe un luogo sicuro e garantire maggiore fruibilità degli spazi in totale tranquillità».

Scarica il testo dell’accordo

Fonte: Ministero dell’Interno

Attività investigativa sui dipendenti : al lavoratore il diritto di accesso agli atti

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Attività investigativa sui dipendenti: al lavoratore il diritto di accesso agli atti

Il lavoratore ha diritto ad avere accesso ai propri dati personali, compresi quelli contenuti nella relazione dell’agenzia investigativa incaricata dall’azienda di raccogliere informazioni sul suo conto. 

Lo ha stabilito il Garante Privacy con il provvedimento n. 290 del 6 luglio 2023 in cui è stato accertata l’illiceità del trattamento dei dati effettuato da parte di un’azienda di servizi di pubblica utilità sanzionandola con una multa di 10mila euro. 

L’Autorità è intervenuta a seguito del reclamo di un dipendente che non riusciva ad ottenere completo riscontro alle richieste di accesso ai propri dati personali, avanzate dopo il ricevimento di una contestazione disciplinare nella quale erano contenuti puntuali riferimenti ad attività extra lavorative, cui era seguito il licenziamento. 

Alle diverse istanze dell’interessato, l’azienda aveva infine risposto che le richieste erano “troppo generiche” ed era necessario indicare “nel dettaglio” le informazioni alle quali si chiedeva l’accesso. 

Inoltre, solo a distanza di quasi un anno dalla prima richiesta e in occasione della costituzione dell’azienda nel giudizio di impugnazione del licenziamento, il dipendente era venuto a conoscenza dell’esistenza e del contenuto della relazione investigativa dalla quale erano stati tratti riferimenti specifici inseriti nella contestazione disciplinare. 

Nel provvedimento il Garante ha stabilito che l’azienda aveva l’obbligo di fornire al lavoratore tutti i dati raccolti con la relazione investigativa, anche quelli che non erano stati trasferiti nella contestazione disciplinare (fotografie, una rilevazione Gps, descrizioni di luoghi, persone e situazioni), conformemente agli artt. 12 e 15 del Regolamento. Informazioni che, in ipotesi, avrebbero anche potuto essere utili per l’esercizio del diritto di difesa. 

Inoltre, dal canto suo l’azienda, nei riscontri forniti al lavoratore, non aveva fatto cenno alla relazione investigativa né motivato in alcun modo il diniego di accesso ai dati contenuti in questo documento, violando in tal modo anche il principio di correttezza. 

L’Autorità quindi, ricordando che il titolare del trattamento è tenuto a fornire l’accesso ai dati personali dell’interessato in forma completa e aggiornata – indicando anche l’origine dei dati qualora non siano raccolti direttamente dal titolare del trattamento presso l’interessato – ha irrogato all’azienda una sanzione di 10mila euro.

Scarica il provvedimento 6 luglio 2023, n. 290

Fonte : Lavorosì Garante Privacy 

Anac: L’iscrizione nel registro degli indagati non è più causa di esclusione dalle gare d’appalto

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Anac: L’iscrizione nel registro degli indagati non è più causa di esclusione dalle gare d’appalto

La mera iscrizione nel registro degli indagati non può, da sola, determinare effetti pregiudizievoli di natura civile o amministrativa per la persona alla quale il reato è attribuito. Pertanto non comporta più l’esclusione dalle gare d’appalto.

E’ quanto ha precisato l’Autorità Nazionale Anticorruzione con la delibera N. 397 del 6 settembre 2023, chiarendo quanto stabilito dal nuovo Codice degli Appalti, operante dal 1° luglio 2023.

Il caso specifico

Rispondendo a una richiesta di parere di un Comune siciliano, riguardo i requisiti di ordine generale per l’affidamento di contratti pubblici con particolare riferimento all’illecito professionale grave, l’Anac ha fornito indicazioni specifiche sulle cause di esclusione dalle gare d’appalto, sulla base di quanto disposto dal decreto legislativo 36/2023.
In particolare Anac ha provveduto ad individuare le differenze tra la disciplina in tema di illecito professionale grave dettata dal Codice Appalti del 2016 e quella introdotta dal Codice Appalti di quest’anno.

Tra gli aspetti di maggior rilievo del nuovo Codice la tipizzazione delle fattispecie costituenti grave illecito professionale (limitato, sotto il profilo penale ai reati di cui alle lettere g) ed h) del comma 3 dell’art. 98) e dei mezzi di prova utili per la valutazione della sussistenza dell’illecito stesso, superando in tal modo l’impostazione precedente che consentiva di valutare ogni condotta penalmente rilevante idonea ad incidere sulla affidabilità e sull’integrità della impresa concorrente.

La conclusione

Nell’ambito della tipizzazione introdotta perde, quindi, rilevanza la mera iscrizione nel registro degli indagati, probabilmente per esigenze di coordinamento del Codice Appalti con la riforma recata 150/2022 che ha introdotto (tra l’altro) nel codice di procedura penale la nuova disposizione dell’art. 335-bis, che così recita: «La mera iscrizione nel registro di cui all’articolo 335 non può, da sola, determinare effetti pregiudizievoli di natura civile o amministrativa per la persona alla quale il reato è attribuito».

Scarica la delibera ANAC n. 397 del 6 settembre 2023

Fonte: ANAC

Salerno, focus in prefettura sullo stato della sicurezza in città

Salerno, focus in prefettura sullo stato della sicurezza in città

Confermata una attenzione particolare ai temi della malamovida e del disagio giovanile

Il prefetto di Salerno, Francesco Russo, ha presieduto oggi, presso il palazzo del Governo, una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per un punto di situazione sulle problematiche relative alla sicurezza nella città portate all’attenzione dei cittadini dopo i più recenti fatti di cronaca.

Nel corso dell’incontro è stato dato ampio risalto all’impegno messo in campo dalla Forze dell’ordine e sono stati illustrati i risultati legati ai servizi straordinari di controllo dinamico del territorio durante il periodo estivo.

Sul versante delle attività di prevenzione, il prefetto ha sottolineato, per quanto riguarda il tema della “malamovida”, le iniziative che coinvolgeranno il comune capoluogo, tra cui la creazione di un tavolo trasversale, cui partecipano le istituzioni più rappresentative insieme alla camera di commercio e alle associazioni di categoria dei commercianti e degli esercenti. Prevista anche la sottoscrizione di un protocollo finalizzato a rafforzare, attraverso una più stretta collaborazione con i gestori dei locali, le strategie di prevenzione dei fenomeni illegali connessi alle attività di intrattenimento e a realizzare concrete iniziative per la diffusione tra i più giovani della “cultura del divertimento sano”.

La firma del protocollo – si legge nella nota della prefettura – sarà un punto di partenza per affrontare il tema del disagio giovanile a tutto tondo, partendo innanzitutto dalla prevenzione, atteso che il fenomeno non si manifesta solo con il consumo smodato di alcolici e sostanze stupefacenti ma anche attraverso la violenza delle “baby gang” e comportamenti riconducibili al cyberbullismo.

«Rinnovo l’invito a tutte le istituzioni a collaborare per combattere il degrado e il disagio che, sempre più, stanno assediando le nostre città e i nostri giovani e auspico che sia possibile a breve mettere in campo vere e proprie attività di sensibilizzazione dei ragazzi, delle famiglie e della società civile nel suo complesso. È nostro compito diffondere la “cultura del divertimento sano”, che possa svolgersi nella legalità e in condizioni di sicurezza. Responsabilizziamo giovani e giovanissimi – sempre più disorientati e vulnerabili rispetto a stili di vita mutuati da esempi scorretti di sopraffazione e violenza fisica e verbale – a tenere comportamenti consapevoli e rispettosi del prossimo», ha commentato il prefetto all’esito dell’incontro.

Fonte: Ministero dell’Interno

Sicurezza negli stadi: riunito al Viminale il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica

Sicurezza negli stadi: riunito al Viminale il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica

lla riunione presieduta dal ministro dell’Interno Piantedosi ha partecipato il ministro per lo Sport e i Giovani Abodi

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha presieduto una riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicato all’esame delle questioni inerenti la sicurezza dello svolgimento di incontri calcistici, alla luce del recente avvio della stagione calcistica 2023-2024.

 All’incontro hanno partecipato il ministro per lo sport ed i giovani, Andrea Abodi, il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, i vertici delle Forze di polizia, rappresentanti degli organi di informazione e sicurezza ed i vertici delle diverse componenti dei settori calcistici professionistico e dilettantistico.

Il ministro Piantedosi ha sottolineato «l’importanza, tenuto conto delle diverse responsabilità, di un’azione condivisa delle istituzioni e di tutte le componenti del sistema calcistico per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno della violenza negli stadi e degli episodi di discriminazione razziale e territoriale, che interessano non solo i campionati delle leghe professionistiche ma anche i tornei dilettantistici e delle categorie giovanili».

«Lo sforzo del Viminale è diretto, da un lato, a prevenire comportamenti violenti, con una vigilanza anche al di fuori degli impianti sportivi, dall’altro, ad individuare e sanzionare i responsabili dei singoli episodi grazie all’intensa azione investigativa svolta dalle Forze di polizia. Per quanto riguarda il primo profilo, è unanimemente apprezzata – ha proseguito il titolare del Viminale – l’attività dell’Osservatorio nazionale per le manifestazioni sportive che, nel corso della scorsa stagione calcistica, ha esaminato più di 2600 incontri valevoli per i campionati nazionali professionistici e lega dilettanti, oltre che per competizioni di livello internazionale, adottando 162 provvedimenti interdittivi. Analogo impegno è assicurato dalle Forze dell’ordine sul piano del contrasto che ha portato, nella scorsa stagione, all’esecuzione di 150 arresti, a quasi 2700 deferimenti all’autorità giudiziaria e all’adozione di più di 2.220 daspo».

«Lungo questa duplice direzione lavoreremo anche in questa stagione calcistica, rivolgendo una particolare attenzione ai gravissimi ed intollerabili episodi di discriminazione razziale alla luce degli impegni comuni assunti con la dichiarazione di intenti sottoscritta lo scorso giugno», ha aggiunto il ministro Piantedosi, preannunciando l’intenzione, insieme al ministro Abodi, di convocare nel prosieguo analoghe riunioni per un confronto continuo e costruttivo sul tema della sicurezza in occasione delle manifestazioni calcistiche.

Fonte: Ministero dell’Interno