Proroga dei termini in materia di lavoro agile

Legge 3 luglio 2023, n. 85: proroga dei termini in materia di lavoro agile

La legge 3 luglio 2023, n. 85, nel convertire con modificazioni il decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48 ha prorogato al 30 settembre 2023 il diritto per i lavoratori fragili nel settore pubblico e privato di svolgere la prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile.

Si dà altresì avviso che è stato anche prorogato al 31 dicembre 2023 il diritto di svolgere la prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile per:

– i lavoratori dipendenti del settore privato che abbiano almeno un figlio, minore di anni 14, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa e che non vi sia genitore non lavoratore;

–  i lavoratori dipendenti che, sulla base delle valutazioni dei medici competenti sono più esposti a rischio di contagio dal virus SARS-CoV-2, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che possano caratterizzare una situazione di maggiore rischio, accertata dal medico competente.

A tal fine si informa che le relative comunicazioni dovranno essere trasmesse mediante la compilazione dei template aggiornati (disponibili qui) seguendo la procedura ordinaria sull’applicativo disponibile al sito servizi.lavoro.gov.it, denominato “Lavoro Agile”.

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

Nasce “ioVigilo”, la nuova piattaforma web di collocamento dedicata al mondo della sicurezza privata

Nasce ioVigilo la nuova piattaforma web di collocamento dedicata al mondo della sicurezza privata

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Istat: Occupati e disoccupati a maggio 2023

Istat: Occupati e disoccupati a maggio 2023

A maggio 2023 prosegue la crescita dell’occupazione (+21 mila rispetto al mese precedente) e il numero degli occupati sale a 23milioni 471mila.
Rispetto a maggio 2022, gli occupati sono 383mila in più, per effetto dell’aumento dei dipendenti permanenti e degli autonomi che ha più che compensato la diminuzione dei dipendenti a termine.
Su base mensile, il tasso di occupazione sale al 61,2%, quello di disoccupazione cala al 7,6% e quello di inattività resta stabile al 33,7%.

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

Webinar UNI “Cybersecurity e parità di genere: strumenti e opportunità” – 6 luglio 2023

“Le sfide della parità di genere per colmare il divario nel mondo della sicurezza informatica”

Giovedì 6 luglio 2023

Ore 16:00

Sostenere, incoraggiare e promuovere la partecipazione delle donne nel campo della cybersecurity è l’obiettivo primario di Women4Cyber Foundation, una realtà europea nata nel 2019 e legata al progetto ECSO – European Cyber Security Organisation.

Quest’iniziativa pone l’attenzione sul divario tra i generi nel mondo della cybersecurity, la cui disparità è testimoniata anche dal WEF Global Gender Gap Report 2022: la ricerca mette in risalto l’evidente gap in questo settore, illustrando la bassa percentuale di donne laureate nel campo dell’ICT (1,7% rispetto all’8,2% degli uomini) e dell’ingegneria (6,6% contro il 24% degli uomini).

La risposta è (anche) negli standard volti a diffondere ancor più le buone pratiche per l’inclusione nelle aziende.

Parliamo della UNI PdR 125:2022 dedicata i sistemi di gestione per la parità di genere, che già da un anno è entrata a far parte delle realtà imprenditoriali italiane fornendo le linee guida per l’adozione di specifici KPI inerenti alle Politiche di parità di genere.

Il Presidente UNI Giuseppe Rossi ed Elena Mocchio, Responsabile dell’Unità organizzativa Innovazione e Sviluppo di UNI, illustreranno vantaggi e opportunità della Prassi di riferimento in occasione del webinar organizzato da Women4Cyber Italia

Per collegarsi al webinar tramite Zoom: https://us06web.zoom.us/meeting/register/tZclceCqqjgtH9fzWXvBdtmfTSov0biyb7JP

Fonte: Uni

Istat: stima preliminare del PIL e dell’occupazione territoriale del 2022

Istat: stima preliminare del PIL e dell’occupazione territoriale del 2022

Nel 2022 il Prodotto interno lordo, misurato in volume, è aumentato a livello nazionale del 3,7%. Le stime preliminari indicano che la crescita ha interessato in misura più significativa le regioni del Nordest e del Centro rispetto a quelle del Nord-Ovest e del Mezzogiorno.
L’area del Nord-est ha fatto registrare la performance migliore, con un aumento del Pil pari al 4,2%, seguita dal Centro, dove l’aumento è stato del 4,1%. Nelle rimanenti aree la crescita si è attestata su valori inferiori a quelli medi nazionali: in particolare, nelle regioni del Nord-ovest, che nel 2021 avevano fatto da traino per la ripresa dopo la fase più acuta della crisi pandemica, la variazione del Pil è stata
pari al 3,1%, al di sotto della media nazionale di oltre mezzo punto percentuale. Lievemente più alta la crescita nelle regioni del Mezzogiorno, in cui l’incremento del Pil è stato del 3,5%.


L’occupazione, misurata in termini di numero di occupati, è aumentata dell’1,7% a livello nazionale. Il rafforzamento della crescita occupazionale si è concentrata, anche in questo caso, nelle regioni del Nord-est e del Centro, registrando variazioni nel numero di occupati pari, rispettivamente, a +2,4% e +1,9%. Su livelli di crescita più bassi, rispetto alla media nazionale, si collocano le regioni del Nordovest (+1,6%) e del Mezzogiorno (+1,2%).

Scarica la nota

Fonte: ISTAT

INPS: Nuovo “ammortizzatore sociale unico” 

Nuovo “ammortizzatore sociale unico” 

Messaggio INPS del 22 giugno 2023, 2325: Nuovo “ammortizzatore sociale unico” di cui all’articolo 7 decreto-legge n. 61/2023. Istruzioni operative per la compilazione delle denunce contributive.

Fonte: INPS

INPS: Esonero per le assunzioni di donne lavoratrici svantaggiate

INPS: Esonero per le assunzioni di donne lavoratrici svantaggiate effettuate dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2022. Indicazioni operative

Circolare 23 giugno 2023, n.58: Articolo 1, comma 298, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 (legge di Bilancio 2023). Esonero per le assunzioni di donne lavoratrici svantaggiate effettuate dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023. Articolo 1, comma 16, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di Bilancio 2021). Esonero per le assunzioni di donne lavoratrici svantaggiate effettuate dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2022. Indicazioni operative. Istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti.

Fonte: INPS

Cersa – Formazione a distanza: gli stereotipi di genere in ambito lavorativo – 12 e 14 settembre 2023


Formazione a distanza Cersa con il patrocinio di Assiv

Gli stereotipi di genere in ambito lavorativo: relazioni tra generi ed implicazioni comunicative e comportamentali

12 e 14 Settembre 2023

9:00 – 13:00

Il tema della “responsabilità di genere” ricorre ormai da qualche tempo nel più ampio ambito della responsabilità sociale d’impresa e si pone come nodo centrale, specie nelle realtà aziendali in cui sia presente un gender gap in termini numerici o di ruolo.

L’emanazione nel 2022 di leggi inerenti agli stanziamenti del PNRR e la convergenza degli obiettivi del Piano con quelli previsti dall’Agenda ONU 2030, rende il tema della parità di genere cruciale per molte imprese che desiderano puntare su uno sviluppo organizzativo all’avanguardia in termini di sostenibilità e innovazione sociale, oltre che competitivo rispetto alle richieste del mercato.

Il progetto formativo, intende fornire ai partecipanti un’introduzione al tema della responsabilità di genere in azienda attraverso tre aspetti-chiave: una panoramica basata su dati statistici e normative farà da cornice ad un discorso sulla ricorrenza degli stereotipi di genere in ambito professionale, a sua volta propedeutico per affrontare la questione della relazione tra generi e delle sue implicazioni comunicative e comportamentali nel contesto di lavoro.

Si tratterà quindi di una formazione trasversale inerente gli aspetti culturali e comportamentali che devono essere considerati (e possibilmente adottati) prima di approcciarsi (internamente, oppure come auditor o consulente tecnico esterno) ad un processo di certificazione secondo la UNI Pdr 125 sulla parità di genere.

Saranno riconosciuti 8 crediti formativi al superamento del test finale validi per il mantenimento delle certificazioni Professionisti Security UNI 10459

Le iscrizioni sono aperte fino al 5 Settembre 2023

Agli Associati Assiv è riservata la quota “cliente”

Scarica la locandina per info e costi

Centro Studi Confindustria: in aumento i segnali di indebolimento dell’economia italiana, soprattutto per l’industria

Centro Studi Confindustria: in aumento i segnali di indebolimento dell’economia italiana, soprattutto per l’industria

In aumento i segnali di indebolimento dell’economia italiana, soprattutto nell’industria. La crescita è più fragile, con il lento calo dell’inflazione e il credito più caro. I servizi sono meno dinamici, le costruzioni reggono, ma l’industria perde terreno. Nei consumi delle famiglie italiane ci sono meno beni, in particolare alimentari, e più servizi. Gli investimenti sono deboli e la domanda estera è in calo per i beni. Segnali di rallentamento nell’Eurozona, negli USA un brusco stop dell’industria, mentre la ripartenza in Cina è sotto le attese.

L’economia italiana e internazionale in breve

  • Crescita più fragile. Si continuano ad accumulare segnali di indebolimento, specie per l’industria e le costruzioni, sebbene il +0,6% del PIL italiano nel 1° trimestre frutti una crescita già acquisita di +0,9% nel 2023. Fattori positivi sono il settore dei servizi che avanza, pur a ritmi più moderati, il prezzo del gas che resta basso, l’occupazione che continua ad aumentare (+0,2% in aprile), alimentando il reddito disponibile totale delle famiglie. L’inflazione lenta a scendere e i tassi in aumento, però, frenano consumi e investimenti, mentre la fiacchezza nei mercati di sbocco ferma l’export italiano.
  • Lento il calo dell’inflazione. L’inflazione italiana ha ripreso la tendenza al ribasso a maggio (+7,6% annuo, da +8,2%), grazie al prezzo del gas in riduzione (30€/mwh) che rallenta gradualmente i prezzi energetici al consumo (+11,5% annuo). I prezzi alimentari crescono altrettanto (+11,4%), ma freneranno nei prossimi mesi perché le materie prime, molto care, non mostrano ulteriori rialzi. La dinamica dei prezzi dei beni e servizi core comincia a stabilizzarsi (+4,8%, da +4,9%), dopo mesi di aumento.
  • Credito più caro. Il tasso pagato per i prestiti dalle imprese italiane è salito ancora in aprile (4,52%). Le condizioni sempre più onerose stanno sempre più frenando il credito bancario, che è in forte riduzione (-1,9% annuo in aprile). La ragione è il continuo rialzo del tasso BCE, in chiave anti-inflazione, portato al 4,00% a giugno, anticipando un ulteriore rialzo a luglio. Il rendimento del BTP italiano, invece, si è ridotto di poco a giugno (3,98% in media) ed è in calo lo spread sui titoli tedeschi.
  • Servizi meno dinamici. Il turismo in Italia in aprile registra un +30,7% sul 2022, in termini di spesa dei viaggiatori stranieri, ed è ormai stabilmente sopra i livelli del 2019. Nei servizi in aggregato, a maggio la fiducia delle imprese ha subito un calo, così come il PMI (54,0 da 57,6), che indica comunque crescita. L’RTT index (CSC – TeamSystem) conferma per maggio una moderazione dell’espansione nei servizi.
  • Le costruzioni reggono. La produzione delle costruzioni ha subito una forte flessione in aprile (-3,8%), dopo il +1,0% nel 1° trimestre. L’indicatore sui nuovi cantieri anticipa, comunque, un andamento stabile dell’attività del settore nel 2° trimestre e anche l’RTT segnala a maggio un rimbalzo del fatturato.
  • L’industria perde terreno. In aprile si è accentuato il calo della produzione (-1,9%), quarta contrazione mensile consecutiva; accusa il colpo la manifattura (-2,1%), settore che finora aveva tenuto bene. Per maggio, segnali misti: il PMI manifatturiero è sceso ancor più in area di contrazione (45,9 da 46,8) e la fiducia delle imprese è di nuovo calata; l’RTT, invece, segnala un rimbalzo dopo il brutto dato di aprile.
  • Investimenti deboli. Le indagini Banca d’Italia del 1° trimestre mostrano un peggioramento: sono calate le attese delle imprese sulla spesa per investimenti nei prossimi 6 mesi (14,9 il saldo, da 20,0); le imprese chiedono meno credito per finanziare investimenti, più per le scorte e il capitale circolante. Inoltre, la produzione in Italia di beni strumentali ha subito un forte calo in aprile (-2,1%).
  • Domanda estera in calo per i beni. L’export italiano di beni è diminuito in marzo e aprile (-2,3% e -1,7%, in valore), sia nei mercati UE che extra-UE; male gli intermedi. Su base annua, la dinamica delle vendite di beni all’estero si è molto ridotta (+1,1% in aprile), penalizzando l’industria, mentre è robusta per i servizi (+17,3%), sostenuta dal turismo. Il commercio mondiale mostra un recupero a marzo, grazie al traino della Cina, non dell’Europa; in aprile migliora l’attività portuale di movimentazione container.
  • Segnali di rallentamento nell’Eurozona. Dopo il piccolo calo di PIL e produzione industriale nel 1° trimestre (rispettivamente -0,1% e -0,2%), i dati qualitativi più recenti, negativi, confermano per il 2° trimestre la debolezza nell’area. Le aspettative delle imprese industriali, infatti, peggiorano in aprile e maggio, rilevando un rallentamento nelle prospettive di domanda; in maggio flettono anche quelle dei servizi; rimane stabile la fiducia delle famiglie, ma ancora molto sotto i livelli pre-pandemici.
  • USA: brusco stop per l’industria. A maggio l’attività industriale americana ha subito una battuta d’arresto: la produzione è scesa di 0,2%, dopo quattro incrementi consecutivi, il PMI manifatturiero è tornato in area di contrazione (48,4 da 50,2), l’indice dei Direttori degli acquisti di Chicago è crollato (il calo più ampio dal 2020), l’ISM manifattura, già in area recessiva, è sceso di poco. A giugno, però, la fiducia dei consumatori americani è risalita, dopo la correzione al ribasso di maggio.
  • Ripartenza in Cina, sotto le attese. A maggio la produzione cinese ha ripreso a crescere al tasso più sostenuto da quasi un anno, ma le prospettive restano ai minimi, rese più incerte dal mercato immobiliare in flessione già da metà 2021. Bene la manifattura indiana, trainata dalla domanda domestica e internazionale, e anche quella russa, che segna il record da fine 2000 per la crescita dell’occupazione. L’industria brasiliana, invece, resta in calo, seppur in lieve miglioramento a maggio.

Focus del mese – Consumi: meno beni (alimentari), più servizi

  • Consumi in recupero, in aggregato Nel 2022 i consumi delle famiglie italiane sono cresciuti del +4,6%, sopra le attese degli analisti. In calo a fine anno (-1,7%), hanno ricominciato a espandersi nel 1° trimestre 2023 (+0,5%), sebbene siano ancora sotto il livello pre-Covid (-1,2%). Questo dato aggregato positivo, però, nasconde una forte eterogeneità di traiettorie.
  • Deboli i consumi di beni… La spesa per i beni è salita meno del totale (+2,4% nel 2022; dati di contabilità nazionale trimestrale). In crescita i semidurevoli (+12,3%), per esempio abbigliamento e vestiario. Invece, una dinamica fiacca caratterizza i beni durevoli (+0,5%), che però erano già risaliti molto l’anno precedente (es. arredamento, elettrodomestici). E soprattutto i non durevoli, rimasti quasi piatti nel 2022 (+0,3%), anche perché la spesa aveva sofferto meno durante la pandemia (-2,8% nel 2020, -11,3% i consumi totali) ed era già tornata ai valori pre-Covid nel 2021.
  • … con meno alimentari Tra i beni non durevoli, la spesa delle famiglie italiane per gli alimentari è in forte riduzione (-3,7% nel 2022; -8,7% nel 4° 2022 dal 1° 2021), in controtendenza rispetto a molte altre voci di spesa. Ciò ha fatto da zavorra alla risalita dei consumi totali, visto anche il peso della spesa alimentare pari al 14% (secondo solo alla spesa per abitazione, acqua ed energia, 23%). I dati sulle vendite al dettaglio di beni alimentari confermano la debolezza della domanda nel 2022 (-4,3%) e mostrano uno stallo nel 1° trimestre 2023 (+0,1%). Pure negli altri paesi dell’Eurozona si ha una contrazione della domanda di tali beni: le vendite al dettaglio di alimentari sono calate di -2,7% nel 2022 e registrano un -0,1% nei primi tre mesi del 2023.
  • Più servizi L’altra voce di spesa che è variata molto è quella dei servizi, ma in direzione opposta: forte rimbalzo nel 2022 (+8,8%), sebbene ancora sotto i valori pre-Covid (-3,9%). Il completo superamento delle restrizioni anti-pandemia ha infatti favorito la spesa proprio in quelle categorie che più erano state penalizzate nel 2020-2021, come alberghi e ristoranti (+26,5% nel 2022) e ricreazione e cultura (+19,6%).
  • Quali i motivi? La domanda repressa per il Covid, liberatasi nel 2022, potrebbe aver frenato gli alimentari, grazie al desiderio di recupero dei “pasti fuori casa” (contabilizzati come servizi, non beni). Una sostituzione di “pasti a casa” con i servizi di ristorazione potrebbe essere stata dettata anche dalla dinamica dei prezzi relativi, a favore dei secondi (+11,4% annuo il rincaro degli alimentari, +6,5% i ristoranti). Inoltre, la diffusione con la pandemia dei servizi di delivery di pasti pronti a casa, a parità di spesa, alza quella in “ristoranti” e abbassa quella in alimentari. Potrebbe poi esserci un “effetto reddito”: le famiglie meno abbienti che hanno accumulato meno extra-risparmio nel 2020-21, ora subiscono maggiore erosione del reddito reale (visto che l’inflazione è da energia): ne può conseguire un impatto più negativo sui consumi alimentari, che rappresentano una maggior quota della loro spesa (26,0% nel quintile più basso, 14,4% nel più alto).
  • Ritorno su dinamiche pre-pandemiche In parte, la dinamica recente evidenzia un recupero dei trend storici, pre-pandemia: il consumo si sposta verso comportamenti più sostenibili (meno spreco di cibo) e abitudini comuni tra i giovani (più pasti fuori casa); da oltre un decennio si vede una ricomposizione della spesa verso i servizi (+6,5% nel 2022 dal 2005) a scapito dei beni (-7,4%), specie non durevoli (-14,0%), tra cui gli alimentari (-10,6%). A inizio 2023 la quota spesa per servizi (51%) ha superato di nuovo quella dei beni (49%).
  • Prospettive per il 2023 I consumi alimentari risentiranno ancora delle tensioni sui prezzi. È probabile che anche la spesa in servizi rallenti, man mano che svaniscono gli effetti del “recupero” dei livelli pre-pandemici (e si esaurisce l’extra-risparmio). Infine, il rialzo dei tassi di interesse potrebbe indebolire nei prossimi mesi la dinamica dei consumi, specie di beni durevoli, più sensibili al costo del credito (es. automobili).
  • Freno all’industria italiana. Il taglio dei consumi alimentari può avere effetti negativi a cascata sull’industria italiana: la produzione del comparto, infatti, è in calo (-2,7% in aprile da gennaio). E l’export, fiacco, non sembra compensare, visto che anche i consumi nei mercati europei sono in flessione.

Scarica la nota di Confindustria

Fonte: Confindustria

Nuove misure per gestire la movida a Caserta

Nuove misure per gestire la movida a Caserta

Decise in prefettura, in vista dell’approssimarsi della stagione estiva

Rafforzare il monitoraggio dei fenomeni che incidono sulla sicurezza urbana e consolidare la collaborazione tra le Forze di Polizia.

Questo l’obiettivo dei tavoli di osservazione dei comuni di Caserta ed Aversa riuniti ieri presso la prefettura del capoluogo, durante i quali sono state analizzate le iniziative da attuare per la gestione della “movida” in vista dell’approssimarsi della stagione estiva.

Nel corso degli incontri è stato annunciato l’aumento delle attività di prevenzione delle Forze dell’ordine, già disposto dal prefetto di Caserta, Giuseppe Castaldo, nell’ambito di un recente Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, e auspicato un maggiore coordinamento con le Polizie locali improntato su canoni di flessibilità e visibilità.

Una particolare attenzione, infine, è stata dedicata non soltanto alla corretta manutenzione degli impianti di videosorveglianza ma anche all’implementazione dell’illuminazione pubblica, vista come importante deterrente per la commissione dei reati.

«Non basta la repressione dei comportamenti per avere una sana movida – ha dichiarato il titolare del Palazzo del Governo – ma questa deve raccordarsi con tutti gli altri strumenti di prevenzione, coinvolgendo gli stessi esercenti dei pubblici esercizi interessati».

Fonte: Ministero dell’Interno