Banca d’Italia: “Il mercato del lavoro: dati e analisi”, edizione maggio 2023

La Banca d’Italia pubblica oggi “Il mercato del lavoro: dati e analisi”, edizione maggio 2023.

Questa nota è redatta congiuntamente dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali (MLPS), dalla Banca d’Italia e dall’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL) utilizzando due fonti informative complete e tempestive: le Comunicazioni obbligatorie e le Dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro. La prima base dati è aggiornata al 30 aprile 2023, la seconda al 28 febbraio 2023. I dati sono provvisori e soggetti a revisione.

Allegati

Fonte: Banca d’Italia

Nuovi controlli interforze a Milano

Nuovi controlli interforze a Milano

Proseguono le operazioni alto impatto nell’area della Stazione centrale

Nuovi controlli interforze ad alto impatto presso la Stazione centrale di Milano nella giornata del 18 maggio.

2366 le persone identificate, di cui 42 denunciate e 4 arrestate, 438 veicoli e 37 esercizi commerciali controllati. Emessi, inoltre, 19 provvedimenti di espulsione.

«Per garantire la migliore vivibilità del quartiere servono azioni continuative nel tempo e di sistema. Le Forze dell’ordine continueranno a svolgere servizi dedicati secondo le indicazioni del ministro e d’intesa con il sindaco Sala», ha dichiarato il prefetto di Milano, Renato Saccone.

«L’amministrazione comunale – ha proseguito il titolare del palazzo di Governo – è pronta con altre progettualità a sostenere e a consolidare l’attività svolta dalle Forze dell’ordine con l’incremento dei sistemi di videosorveglianza, con l’avvio di servizi di prossimità sociosanitari e con la cura degli spazi pubblici per una loro migliore fruibilità, grazie al supporto del terzo settore».

Le operazioni ad alto impatto sono realizzate nell’ambito della direttiva del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, inviata ai prefetti di Roma, Milano e Napoli al fine di rafforzare i controlli nelle zone adiacenti le stazioni ferroviarie.

Fonte: Ministero dell’Interno

Inps: elevazione dell’indennità di congedo parentale

Inps: elevazione dell’indennità di congedo parentale

Circolare INPS 16 maggio 2023, n. 45: Articolo 1, comma 359, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 (legge di Bilancio 2023). Elevazione dell’indennità di congedo parentale dal 30% all’80% della retribuzione per la durata massima di un mese di congedo e fino al sesto anno di vita del bambino. Istruzioni operative e contabili. Variazione al piano dei conti

Scarica la circolare INPS

Audizione della Banca d’Italia sulle proposte di delega per la riforma fiscale

Audizione della Banca d’Italia sulle proposte di delega per la riforma fiscale

Il Capo del Servizio Assistenza e consulenza fiscale della Banca d’Italia, Giacomo Ricotti, ha tenuto un’audizione sulla proposta di legge AC 1038, “Delega al Governo per la riforma fiscale”, davanti alla VI Commissione Permanente (Finanze) della Camera dei Deputati.

Alla proposta di legge AC 75, sempre in tema di “Delega al Governo per la riforma fiscale”, è stata dedicata una memoria separata.

“Delega al Governo per la riforma fiscale” Disegno di legge AC 1038 

Memoria della Banca d’Italia – Proposta di legge AC 75 “Delega al Governo per la riforma fiscale”

Fonte: Banca d’Italia

Inflazione Italia, +8,2% ad aprile 2023

Inflazione Italia, +8,2% ad aprile 2023

Ad aprile la fase di rientro dell’inflazione si interrompe, principalmente a causa di una nuova accelerazione della dinamica tendenziale dei prezzi dei Beni Energetici non regolamentati, il cui andamento riflette un aumento su base mensile del 2,3% (che si confronta con un -3,9% dell’aprile 2022). Nel settore alimentare, i prezzi dei prodotti lavorati, come anche quelli dei beni non lavorati, evidenziano un’attenuazione della loro crescita in ragione d’anno, che contribuisce al rallentamento dell’inflazione di fondo (che si attesta a +6,2%). Si accentua, infine, la decelerazione su base tendenziale dei prezzi del “carrello della spesa”, che è scesa a +11,6%.

Nel mese di aprile 2023, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,4% su base mensile e dell’8,2% su base annua, da +7,6% nel mese precedente; la stima preliminare era +8,3%.

L’accelerazione del tasso di inflazione si deve, in prima battuta, all’aumento su base tendenziale dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (da +18,9% a +26,6%) e, in misura minore, a quelli dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,3% a +6,9%) e dei servizi vari (da +2,5% a +2,9%). Tali effetti sono stati solo in parte compensati dalla flessione più marcata dei prezzi degli energetici regolamentati (da -20,3% a -26,7%) e dal rallentamento di quelli degli alimentari lavorati (da +15,3% a +14,0%), degli alimentari non lavorati (da +9,1% a +8,4%), dei servizi relativi all’abitazione (da +3,5% a +3,2%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +6,3% a +6,0%).

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, registra un lieve rallentamento da +6,3% a +6,2%, così come quella al netto dei soli beni energetici, che passa da +6,4% a +6,3%.

Si accentua la crescita su base annua dei prezzi dei beni (da +9,7% a +10,4%), e in misura minore quella relativa ai servizi (da +4,5% a +4,8%), portando il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni a -5,6 punti percentuali, da -5,2 di marzo.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano in termini tendenziali (da +12,6% a +11,6%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano (da +7,6% a +7,9%).

L’aumento congiunturale dell’indice generale si deve principalmente ai prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+2,4%), degli energetici non regolamentati (+2,3%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,0%), degli alimentari lavorati, dei beni non durevoli e dei servizi vari (tutti e tre a +0,5%); tali effetti sono stati solo in parte compensati dal calo dei prezzi degli energetici regolamentati (-19,6%).

L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,3% per l’indice generale e a +4,5% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,9% su base mensile, aumento più accentuato rispetto a quello del NIC, a causa della fine dei saldi stagionali (di cui il NIC non tiene conto) prolungatisi in parte anche a marzo. L’IPCA aumenta dell’8,7% su base annua (in accelerazione da +8,1% di marzo); la stima preliminare era +8,8%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% su base mensile e del 7,9% su base annua.

Fonte: ISTAT

Scarica la nota ISTAT

Arezzo, focus della prefettura sulla ‘malamovida

Arezzo, focus della prefettura sulla ‘malamovida’

Un piano operativo già dal prossimo fine settimana per fronteggiare il fenomeno 

Il prefetto di Arezzo, Maddalena De Luca, ha convocato ieri, in prefettura, una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica durante la quale, dopo approfondita analisi, sono state decise le misure necessarie a contrastare gli episodi di violenza che si verificano nelle zone coinvolte dalla movida. 

«Dopo gli ultimi eventi che hanno interessato la città, abbiamo deciso di intensificare i controlli e focalizzato l’attenzione sui luoghi di aggregazione giovanile», ha dichiarato la titolare del palazzo di Governo.

«Non siamo contro il sano divertimento, ma assumeremo ogni iniziativa per evitare l’abuso di alcol e di sostanze stupefacenti, tra le cause delle risse scoppiate in questi fine settimana» ha precisato il prefetto, che ha comunicato l’aumento dei controlli nelle aree della cosiddetta ‘malamovida’ – soprattutto nelle ore serali e notturne – anche per prevenire le condotte pregiudizievoli per la quiete e il decoro urbano.

Fonte: Ministero dell’Interno

Valente, Studio AOR Avvocati e ASSIV: Nuovo Codice Contratti Pubblici

Valente, Studio AOR Avvocati e ASSIV: Nuovo Codice Contratti Pubblici

di Monica Bertolo

Tra i relatori al Seminario ASSIV sulla Riforma del Codice dei Contratti Pubblici, l’avvocato Matteo Valente, Socio dello Studio AOR Avvocati, che S News incontra al termine dell’evento.

Molti i temi sviluppati dal relatore al Convegno, tenutosi a Milano al Palazzo delle Stelline l’8 Maggio, che ha visto apporti di eccezionale spessore da parte del dottor Alberto Di Mario, Consigliere TAR Lombardia, Sez. IV e della dottoressa Donatella Scala, Presidente TAR Lazio, Sez. II quater, nonché dell’avvocato Gabriele Tricamo dello Studio AOR Avvocati.

Tra i temi particolarmente approfonditi da Valente, quelli relativi ai quesiti dell’intervista che segue, ovvero:

Vi sono modifiche in tema di soglie degli importi di affidamento e di criteri di aggiudicazione per gli appalti di Vigilanza?
Negli affidamenti diretti, si applicherà ancora il principio di rotazione?
La revisione dei prezzi sarà applicata nelle gare disciplinate dal Nuovo Codice dei Contratti Pubblici?

Chiare ed esaustive le risposte dell’avvocato.

Buona visione!

S News

Tricamo, Studio AOR Avvocati e ASSIV: Nuovo Codice Contratti Pubblici

Tricamo, Studio AOR Avvocati e ASSIV: Nuovo Codice Contratti Pubblici

di Monica Bertolo

Il Seminario ASSIV sulla Riforma del Codice dei Contratti Pubblici, tenutosi a Milano al Palazzo delle Stelline l’8 Maggio, ha visto tra i relatori l’avvocato Gabriele Tricamo, Socio dello Studio AOR Avvocati, assieme al dottor Alberto Di Mario, Consigliere TAR Lombardia, Sez. IV e alla dottoressa Donatella Scala, Presidente TAR Lazio, Sez. II quater, nonché all’avvocato Matteo Valente, dello Studio AOR Avvocati.

Molti i temi approfonditi da Tricamo nel corso del dibattito, decisamente di alto standing, grazie agli apporti di spessore da parte dei vari relatori del Convegno.

I principali argomenti sviluppati da Tricamo sono diventati poi oggetto dei quesiti dell’intervista che segue, ovvero:

Quali le novità in tema di applicazione dei CCNL negli appalti di servizi?
Il subappalto come viene disciplinato dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici?
Quali le novità in tema di avvalimento?

Ecco le strutturate ed esaurienti risposte da parte dell’avvocato.

Buona visione!

S News

Confindustria: Audizione DDL Riforma fiscale

Confindustria: Audizione DDL Riforma fiscale

Emanuele Orsini, Vice Presidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco, è intervenuto in audizione presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati sulla Delega al Governo per la riforma fiscale.

Gli indicatori qualitativi diffusi a inizio 2023 forniscono segnali più confortanti rispetto alla fine del 2022, ma le imprese continuano a valutare negativamente lo scenario per gli investimenti.

Dall’indagine Banca d’Italia sul primo trimestre emerge che i giudizi sulle condizioni per investire sono divenuti meno negativi, sia per industria e servizi (-17,6% il saldo delle risposte, -45,0% in media nel 2022), che per le costruzioni (-26,4% da -46,3%). Tuttavia, la quota di programmazione degli investimenti da parte delle imprese nei prossimi sei mesi è in calo (industria e servizi 14,7%, da 21,1%; costruzioni 18,1% da 23,1%), sebbene resti storicamente alta (8,3% e 2,9% nel 2019).

L’espansione degli investimenti nel 2022 è stata ottenuta soprattutto con i +37 miliardi delle imprese, ma anche grazie ai +14 miliardi di spese strutturali in abitazioni sostenute dalle famiglie.

 In questo quadro, occorre ripartire da un riassetto complessivo del sistema fiscale, orientato alla crescita, al sostegno degli investimenti, alla riduzione del carico fiscale e alla certezza del diritto.

 Apprezziamo l’approccio metodologico adottato nel DDL. Infatti, è un’impostazione che punta, in un arco temporale ben definito, ad un intervento complessivo di riforma del sistema fiscale al quale le imprese sono pronte a dare un contributo concreto; per questo, apprezziamo il richiamo espresso nel DDL alla possibilità di ricorrere a tavoli tecnici con associazioni di categoria per l’elaborazione dei decreti legislativi.

PRIORITA’ PER LE IMPRESE

IRES

La proposta di un’IRES a doppia aliquota – con un’aliquota base auspicabilmente ridotta rispetto all’attuale 24% – è da accogliere con interesse, anche nell’ottica di una maggiore capitalizzazione delle imprese, anche se non è attualmente possibile darne una valutazione complessiva data la mancanza di informazioni dettagliate sul disegno della nuova imposta e in particolare sul concreto impatto in termini di tassazione delle imprese.

L’eventuale riduzione dell’aliquota legata ad un incremento dell’occupazione dovrebbe tener conto delle profonde differenze tra i comparti produttivi (non tutti labour intensive), ma anche degli investimenti fatti in questi anni nella direzione di una maggiore digitalizzazione. Potrebbe, ad esempio, essere utile individuare un meccanismo che agevoli l’ingresso di giovani e donne nel mondo del lavoro (accrescere la partecipazione di queste ultime al mondo del lavoro è, peraltro, anche un modo per contrastare il declino demografico); non vanno, inoltre, trascurate, specifiche iniziative di sostegno alla nuova imprenditorialità e alla formazione del personale: gli ultimi dati (ISTAT e Commissione Europea) mostrano un’occupazione in aumento in Italia, ma una scarsità di manodopera per molte imprese che necessitano di personale qualificato e formato.

Da definire, poi, gli investimenti qualificati: in questa selezione, occorrerà tener conto degli incentivi già esistenti e delle differenze tra settori produttivi digitalizzati e settori tradizionali; si dovranno, inoltre vagliare adeguati correttivi per i soggetti che non versano l’IRES e per regolare i complessi profili intertemporali.

PERDITE FISCALI E INTERESSI PASSIVI

Accogliamo con favore i criteri previsti nella delega in materia di perdite fiscali e interessi passivi, perché si tratta di temi sui quali Confindustria da anni sollecita un intervento. Attualmente è assente il regime di carry back delle perdite fiscali, ma contiamo possa trovare spazio nella fase attuativa della delega, in linea con quanto avviene già in altri ordinamenti fiscali europei.

Un altro aspetto condivisibile è l’ avvicinamento tra valori civilistici e fiscali, che dovrebbe garantire alle imprese una maggiore semplicità nella determinazione dell’onere fiscale partendo dai dati di bilancio.

IRAP

L’intenzione del Governo di sostituire l’IRAP con una sovraimposta dell’IRES desta preoccupazione. L’IRAP è un prelievo che grava sul capitale investito nell’impresa, colpendo le imprese maggiormente indebitate o in perdita. A questo va aggiunto che l’imposta non è deducibile, se non in minima parte, dalle imposte sui redditi, con ulteriore aggravio per le imprese, oltre che in termini di carico fiscale, anche di adempimenti. Alla luce delle numerose criticità del tributo, Confindustria da anni ne sollecita il superamento.

La sostituzione dell’IRAP con una sovraimposta IRES, tuttavia, annullerebbe, di fatto, un qualsiasi beneficio dell’IRES a doppia aliquota e collocherebbe l’Italia tra i Paesi europei con la più elevata tassazione sui redditi delle società, con una significativa distanza dalla media UE e con effetti negativi sulla competitività internazionale e attrattività del sistema fiscale italiano.

IRPEF

Con riguardo all’IRPEF abbiamo apprezzato la scelta del Governo di procedere ad una riforma graduale dell’impianto attuale, compatibilmente con gli attuali vincoli di finanza pubblica. Nell’ottica di sostenere la domanda interna, strategica per la crescita del nostro Paese, riteniamo che le misure di riduzione del cuneo contributivo adottate nel 2023 da questo Governo, non solo devono essere strutturali, ma anche essere affiancate da interventi di riduzione del prelievo fiscale sulle persone fisiche.

 Per queste ragioni abbiamo apprezzato la volontà di semplificare e razionalizzare le misure fiscali sui benefit erogati ai dipendenti (c.d. welfare aziendale) poiché potrebbe aprire a nuove misure di sostegno alla mobilità sostenibile (es. car sharing, car pooling, bonus mobilità), in linea con gli obiettivi europei di sostenibilità ambientale. Apprezzata anche la scelta di non intervenire sul sistema di incentivi fiscali per la sanità integrativa. Quest’ultima è un elemento fondamentale per la tenuta del sistema salute italiano.

 Oltre a questo, non vanno escluse nuove misure in favore delle imprese che predispongono piani di welfare aziendale per finalità di particolare rilevanza sociale (es. interventi in favore dell’infanzia, sostegno ai familiari anziani, estensioni della copertura sanitaria integrativa) per dare un concreto contributo al progresso e al benessere del Paese. Maggiori dubbi sorgono sulle ipotesi di flat tax “incrementale” sugli aumenti contrattuali dei dipendenti. Un sistema di difficile attuazione a fronte del quale proponiamo invece di potenziare le agevolazioni sui premi di risultato, oltre all’aggiornamento delle voci non imponibili ai fini IRPEF, ferme ai valori di oltre 25 anni fa.

Da ponderare con attenzione – anche al fine di evitare discriminazioni – l’ipotesi di condizionare alcuni benefici fiscali e non ad una sorta di “ISEE corretto” che tenga conto anche dei redditi soggetti a regimi di tassazione sostitutiva.

 IVA

Accogliamo con favore l’ambizioso progetto di riforma disegnato dal DDL, guidato dall’obiettivo di allineare la disciplina nazionale con le disposizioni comunitarie, tuttavia, l’obiettivo di allineare la tassazione su beni e servizi simili dovrebbe estendersi e conciliarsi con le riflessioni in corso sui trattamenti di esenzione IVA, i cui ambiti di applicazione dovrebbero essere rivisti nel loro complesso e aggiornati ai nuovi contesti sociali ed economici.

 Apprezziamo, inoltre, gli obiettivi di semplificazione/eliminazione degli adempimenti fiscali (es. accelerazione dei rimborsi da anni richiesta da Confindustria) sebbene, anche in questo caso, auspichiamo che non si traducano in interventi isolati, ma apportino una semplificazione generalizzata delle procedure.

COPERTURE FINANZIARIE

Resta poco decifrabile il tema delle coperture finanziarie per l’attuazione della riforma fiscale.

Una prima fonte di entrate potrebbe venire dalla revisione delle agevolazioni fiscali, c.d. tax expenditures (626 secondo l’ultimo rapporto del MEF 2022) che però va affrontata con la massima attenzione e non esclusivamente su un piano finanziario. Occorre, infatti, valutare quali siano gli obiettivi di politica economica nazionale (settori manufatturieri strategici) ed europea (es. Transizione digitale, energetica ed ambientale), tenendo presente che il nostro Paese già soffre della concorrenza di altri Stati membri che hanno minori vincoli di finanza pubblica e possono utilizzare maggiori risorse per aiuti.

In riferimento ai 226 crediti di imposta da sfoltire per recuperare risorse va detto che molte di queste misure sono state introdotte in via transitoria e straordinaria negli ultimi tre anni, per sostenere i contribuenti colpiti dagli effetti economici negativi dovuti alla pandemia e dall’incremento dei prezzi dell’energia. Nell’ambito della ricerca, ad esempio, il ricorso a strumenti fiscali automatici, consente di finanziare anche la ricerca effettuata dalle imprese in ogni ambito tematico, favorendo l’aumento della qualità e della competitività generale dei prodotti, processi e servizi. Mentre gli incentivi fiscali a sostegno degli investimenti privati hanno avuto un ruolo chiave nel processo di trasformazione dell’apparato manufatturiero in chiave digitale di sostenibilità ambientale (processi industriali che non si sono ancora conclusi). Quindi, salvaguardando alcune istanze analoghe a quelle citate, vi sono sicuramente ambiti nei quali sarebbe auspicabile una razionalizzazione, non intervenendo però a colpi di scure, trascurando le esigenze di certezza del diritto e di programmazione degli investimenti.

INTERPELLI

Condividiamo la necessità di rivedere le dinamiche applicative di tale strumento, la cui proliferazione negli ultimi anni ha raggiunto livelli preoccupanti (da settembre 2018 ad oggi, sono state pubblicate sul sito dell’Agenzia delle Entrate poco più di 3.000 risposte ad interpello a fronte di 135 circolari). Non può essere il contribuente a pagare per il mancato coordinamento tra tali amministrazioni e l’Agenzia delle Entrate o l’assenza di interpretazioni certe. In tal senso, ci auguriamo che anche gli interventi su cooperative compliance e codificazione possano comportare risultati effettivi in termini di certezza del diritto per tutti i contribuenti.

Riponiamo fiducia nel progetto di profonda revisione del sistema sanzionatorio tributario che il DDL annuncia, sul piano penale e amministrativo e in relazione a tutti i tributi. Positive le proposte di revisione delle sanzioni amministrative per attenuarne il carico, in conformità al principio di proporzionalità ed allineandole agli ordinamenti degli altri Paesi europei.Per quanto riguarda i profili penali, si propone la depenalizzazione degli omessi versamenti dei tributi qualora sia dimostrabile una causa di impossibilità non imputabile al contribuente. mancano alcuni interventi decisivi su sulla confisca allargata; sulla rilevanza penale della dichiarazione infedele e sulle soglie di punibilità per le indebite compensazioni dei crediti d’imposta.

Più in generale il sistema sanzionatorio dovrebbe essere idoneo a distinguere finalmente violazioni ed errori involontari, da quelli connotati da intenti fraudolenti.

Il DDL estende la disciplina della transazione fiscale in coordinamento con il nuovo codice della crisi d’impresa: si tratta, però, di un’estensione ancora incompleta perché dovrebbe riguardare anche istituti ad oggi non ricompresi, anche utilizzando veicoli normativi di più pronta approvazione.

Al fine di valorizzare anche l’industria italiana, riteniamo che eventuali interventi fiscali dovrebbero essere destinati allo sviluppo dell’efficienza energetica e delle tecnologie low carbon in tutta la filiera, di produzione e di utilizzo, secondo un approccio di neutralità tecnologica, che possono traguardare contemporaneamente l’obiettivo di sostenibilità ambientale con quello economico e sociale. 

In riferimento al tema dei bonus edilizi Confindustria auspica che venga urgentemente avviato un più ampio progetto di revisione degli incentivi all’edilizia privata, tenendo conto sia del percorso di consolidamento dei conti pubblici previsto nei prossimi anni, sia degli obiettivi di decarbonizzazione ed efficienza energetica del settore immobiliare. Occorre, in altre parole, una strategia che sia sostenibile per il bilancio pubblico e, in quanto tale, stabile e duratura per accompagnare in modo graduale e costante la transizione green

In merito al comparto cultura sono apprezzabili i riferimenti contenuti nel DDL ma sarebbe opportuno intervenire più incisivamente, ad esempio estendendo al settore privato l’ambito di applicazione di una misura già esistente, quale l’Art Bonus, che ha registrato un buon successo e che risponde a pregevoli criteri di mecenatismo e cura del nostro splendido patrimonio culturale.

Fonte: Confindustria

Riforma del Codice dei Contratti Pubblici: il Seminario Assiv

Riforma del Codice dei Contratti Pubblici: il Seminario Assiv

di Monica Bertolo – 15 Maggio 2023

Riforma Codice Contratti Pubblici

Estremamente costruttivo e di altissimo standing il dibattito scaturito nel corso del Seminario organizzato da ASSIV sulla Riforma del Codice dei Contratti Pubblici, tenutosi l’8 maggio, in presenza e da remoto, a Milano al Palazzo delle Stelline, grazie ai vari confronti che si sono sviluppati tra i tecnici, ovvero gli avvocati Matteo Valente e Gabriele Tricamo dello Studio AOR Avvocati, nonché  il dottor Alberto Di Mario, Consigliere TAR Lombardia, Sez. IV e la dottoressa Donatella Scala, Presidente TAR Lazio, Sez. II quater.

Al termine dell’evento la dottoressa Maria Cristina Urbano, Presidente ASSIV, fa il punto ai microfoni di S News.

Quali le novità che il nuovo Codice dei Contratti Pubblici presenta?

“Davvero molte le novità. Alcune – specifica Urbano – sono novità vere e proprie, altre sono delle sistemazioni nella norma di portati giurisprudenziali che nel corso degli anni, dal 2016 ad oggi, si sono consolidate e sono diventate punti di riferimento nel Codice degli Appalti”.

Esaustiva e precisa come sempre l’analisi che il Presidente ASSIV sviluppa, riportata nell’intervista video che segue, nel corso della quale la dottoressa Urbano sottolinea “il taglio molto più pratico del nuovo Codice, che entra in vigore il 1° luglio, anche nella modalità scrittura, molto più europea rispetto al passato”.

Relativamente al Seminario il Presidente ASSIV evidenzia: “Si è trattato di un’intensa e particolarmente bella giornata di lavoro perché – e questo è da giuristi molto raffinati – tutti gli aspetti che sono stati trattati sono sempre stati riportati ai principi ispiratori del Codice, che sono in premessa. Tra questi, desidero sottolinearne particolarmente due, che sono degli inediti:

  • il principio del risultato
    e
  • il principio della fiducia”.

Su questi il Presidente dell’Associazione Vigilanza e Servizi Fiduciari si sofferma, spiegandoli che chiarezza.

L’intervista prosegue poi su ulteriori argomenti sviluppati nel corso del Seminario e relativi chiarimenti, ovvero:

Quali le osservazioni evidenziate dai vari interlocutori in merito alla Riforma del Codice dei Contratti Pubblici?

Quali i suggerimenti in materia da parte di ASSIV?

Le risposte, circostanziate ed esaustive, nella videointervista che segue.

Buona visione!

S news