ICMQ-Cersa – Formazione a distanza: “Sistema di gestione per la Parità di Genere ai sensi della UNI PdR 125/2022” 23 Novembre 2022

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ICMQCersa

Formazione a distanza

“Sistema di gestione per la Parità di Genere ai sensi della UNI PdR 125/2022”

23 Novembre 2022

9.00-18.00

Con il patrocinio di Assiv

PRESENTAZIONE
Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) definisce la parità di genere in Italia come una delle priorità principali; favorire le Pari opportunità e ridurre il gap per raggiungere la parità di genere nelle aziende è possibile e necessario per una società più sostenibile.
Tra i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals dell’Agenda 2030, il Goal 5 si prefissa l’obiettivo di raggiungere l’uguaglianza di genere. Per la prima volta l’Italia si è impegnata nella definizione della Strategia Nazionale per promuovere le Pari Opportunità e la Parità di Genere con la quale ha previsto l’introduzione di un sistema nazionale di certificazione della parità di genere. La UNI/PdR 125:2022 nasce quindi come prassi di riferimento per fornire le linee guida sul Sistema di Gestione per la parità di genere; prevede la strutturazione ed adozione di un insieme di indicatori prestazionali (KPI) inerenti le politiche di parità di genere nelle organizzazioni.

Obiettivo è quello di garantire il conseguimento e il mantenimento di un ambiente lavorativo più inclusivo e meno discriminatorio. Grazie alla certificazione le aziende potranno inoltre accedere a sgravi fiscali e premialità nella partecipazione a bandi di finanziamento italiani ed europei.

OBIETTIVI
L’obiettivo del corso è quello di illustrare la Certificazione della Parità di Genere, recentemente ntrodotta con la Prassi di Riferimento UNI/PdR 125, al fine di sviluppare e monitorare un Sistema di Gestione della Parità di Genere all’interno delle Organizzazioni. Il corso analizzerà la struttura della UNI/PdR 125: le politiche di Parità di Genere, la pianificazione, l’attuazione e il monitoraggio di un Sistema di Gestione inclusivo, gli indicatori prestazionali (KPI) adattabili a tutte le tipologie di aziende, per misurare, rendicontare, valutare e migliorare i dati relativi al genere nelle Organizzazioni.

DESTINATARI
Il corso è rivolto a manager, imprenditori e professionisti di qualsiasi Organizzazione, del settore privato, pubblico o senza scopo di lucro, indipendentemente dalle dimensioni e dalla natura dell’attività, ai Responsabili delle Risorse Umane, ai Responsabili dei Sistemi di Gestione, ai Responsabili della Formazione, ai Consulenti, agli Imprenditori e agli Auditor coinvolti nei temi della Diversity & Inclusion.

STRUTTURA DEL CORSO
Il corso la durata di 8 ore dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00 in modalità FAD.

ATTESTATI
Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Agli Associati Assiv è riservata la tariffa scontata.

Scarica il programma e la scheda di iscrizione

L’economia delle regioni italiane – Dinamiche recenti e aspetti strutturali. Novembre 2022

L’economia delle regioni italiane – Dinamiche recenti e aspetti strutturali. Novembre 2022

Gli shock che hanno colpito l’economia italiana a partire dall’avvio della crisi da Covid-19 hanno avuto effetti simili fra macroaree. Nel 2021 il prodotto ha recuperato buona parte dell’eccezionale contrazione osservata nell’anno precedente, beneficiando del miglioramento del quadro sanitario e dell’allentamento delle restrizioni in seguito ai progressi nelle campagne vaccinali; la ripresa è stata leggermente più marcata al Centro Nord. Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d’Italia l’attività ha continuato a crescere anche nella prima metà del 2022 in tutte le aree del Paese. I dati più recenti evidenziano diffusi segnali di rallentamento. L’inflazione è fortemente salita, con una perdita di potere d’acquisto più marcata nel Nord Est e nel Mezzogiorno. Le imprese si attendono un indebolimento delle vendite nei prossimi sei mesi. I maggiori costi di produzione dovuti ai rincari energetici si riflettono nei prezzi di vendita. Le aspettative delle famiglie su redditi e consumi a dodici mesi si sono ovunque deteriorate. Le posizioni di lavoro dipendente hanno frenato nei mesi estivi, soprattutto nel Sud e nelle Isole. È ancora cresciuta la sottoscrizione di mutui abitativi da parte delle famiglie, soprattutto al Nord; è aumentato il ricorso al credito al consumo. I finanziamenti alle imprese hanno accelerato nel Centro Nord. I criteri applicati dalle banche ai prestiti alle aziende hanno iniziato a essere improntati a una maggiore prudenza. L’incidenza dei crediti deteriorati rimane ovunque su livelli contenuti. I conti delle Amministrazioni locali sono migliorati, gli investimenti pubblici sono saliti.

Scarica il documento

Fonte: Banca d’Italia

Pubblicato aggiornamento Nadef

Pubblicato aggiornamento Nadef

Giorgetti: dal governo approccio prudente, realistico e sostenibile. Risorse per interventi contro caro energia su famiglie e imprese. In CdM via libera anche a spending review ministeri

Il Ministero dell’economia e delle finanze ha pubblicato la Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza (Nadef) che rivede e integra le previsioni macroeconomiche e tendenziali di finanza pubblica approvate lo scorso 28 settembre, elaborando anche lo scenario programmatico per il triennio 2023-2025.

Il documento, approvato dal Consiglio dei ministri su proposta del presidente Giorgia Meloni e del ministro Giancarlo Giorgetti, destina per il 2023 circa 21 miliardi di euro alle misure di contrasto all’aumento dei costi energetici, da cui deriva anche l’impennata dell’inflazione. A queste risorse si aggiungono circa 9 miliardi derivanti dal cosiddetto extragettito del 2022.

L’obiettivo del governo è mitigare gli effetti del caro energia su famiglie e imprese, concentrando su di essi larga parte degli interventi. Abbiamo affrontato e approvato la Nadef con un approccio prudente, realistico e sostenibile”, ha dichiarato Giorgetti nel corso della conferenza stampa tenuta al termine del CdM.

La previsione di crescita del PIL nello scenario tendenziale a legislazione vigente è stata rivista al rialzo per il 2022, da 3,3 per cento a 3,7 per cento, mentre quella per il 2023 è stata ridotta dallo 0,6 per cento allo 0,3 per cento. Le previsioni per i due anni successivi sono invece rimaste invariate, all’1,8 per cento e all’1,5 per cento. La relazione indica invece che la crescita programmatica per il 2023 è dello 0,6%.

Riguardo alle stime del deficit tendenziale vengono confermate quelle di settembre: nel 2022 e nel 2023 l’indebitamento netto è previsto pari, rispettivamente, al 5,1% e al 3,4% del Pil. Sono invece riviste lievemente al rialzo le previsioni di deficit per il 2024, dal 3,5 al 3,6% del Pil, e per il 2025, dal 3,2 al 3,3%.

È inoltre prevista una discesa costante del debito nei prossimi anni, fino al 141,2% nel 2025, mentre un forte impegno sarà dedicato anche all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), da cui dipendono gli investimenti per rilanciare la crescita sostenibile dell’economia italiana.

In vista della predisposizione della prossima legge di bilancio, il governo ha inoltre approvato la Relazione al Parlamento per richiedere l’autorizzazione allo scostamento di bilancio, dove sono fissati gli obiettivi del deficit al 4,5% nel 2023, 3,7% nel 2024 e 3% nel 2025 e in cui si dà conto dell’extra gettito di 9,1 miliardi per il 2022.

Ci presentiamo davanti al Parlamento con atteggiamento responsabile, consapevoli che fare previsioni a lungo termine può essere, in questo momento, un esercizio di pura accademia”, ha aggiunto il ministro Giorgetti sottolineando che il governo è “pronto a fronteggiare i rischi di recessione che da più parti a livello globale ed europeo vengono evocati”.

Nel corso del CdM è stato infine dato il via libera a una spending review ministeriale che consentirà di realizzare un risparmio di spesa pari a 800 milioni nel 2023, 1,2 miliardi nel 2024 e 1,5 miliardi nel 2025.

Fonte: Ministero dell’economia e delle finanze

Sondaggio congiunturale sulle imprese industriali e dei servizi – 2022

Sondaggio congiunturale sulle imprese industriali e dei servizi – 2022

I giudizi delle imprese dell’industria in senso stretto e dei servizi con almeno 20 addetti indicano una crescita del fatturato nei primi nove mesi del 2022, sia nel mercato interno sia in quello estero.

Nonostante l’aumento dei costi degli input produttivi, la redditività aziendale si è mantenuta elevata. L’incidenza della spesa per elettricità e gas su quella complessiva per acquisti di beni e servizi è cresciuta, rimanendo però inferiore al 10 per cento per oltre due terzi delle aziende. Gli incrementi sono stati più significativi nell’industria, in cui circa tre imprese su quattro hanno anche segnalato rilevanti difficoltà connesse con i rincari di input non energetici; la principale risposta ai rincari è stato un aumento dei prezzi di vendita.

È proseguita la crescita delle ore lavorate e le imprese prefigurano per il complesso del 2022 un aumento del numero di occupati.

L’espansione delle vendite e delle ore lavorate si attenuerebbe nei prossimi sei mesi.

I piani di investimento formulati alla fine dello scorso anno sarebbero stati realizzati. Per il 2023 le imprese prevedono un incremento degli investimenti malgrado i diffusi giudizi di peggioramento delle condizioni di indebitamento.

Nel comparto edile è proseguita l’espansione della produzione, nonostante gli aumenti di prezzo degli input produttivi. La crescita nel settore è stata favorita dalle misure di sostegno alla ristrutturazione del patrimonio edilizio. Ne hanno beneficiato l’occupazione e la redditività. Le attese sulla produzione prefigurano una ulteriore espansione nel prossimo anno.

Scarica il sondaggio

Fonte: Banca d’Italia

Protocollo di contenimento e contrasto al Covid nei luoghi di lavoro – Evoluzione

Protocollo di contenimento e contrasto al Covid nei luoghi di lavoro – Evoluzione

Nell’approssimarsi della data del 31 ottobre 2022 contenuta nel Protocollo del 30 giugno 2022, riferita ad un eventuale incontro tra le parti sociali per ulteriori valutazioni sulla situazione pandemica ed eventuali aggiornamenti, evidenziamo che le mutate condizioni sul piano sociale e politico e l’andamento della pandemia non hanno finora portato alla esigenza di un ulteriore confronto.

Il primo incontro tra le parti sociali e il nuovo Ministro del lavoro, programmato per il 4 novembre p.v., potrà eventualmente essere anche l’occasione per qualche riflessione sui temi di salute e sicurezza, ivi compreso il destino del protocollo.

Nel rinviare, quindi, eventuali informazioni all’esito dell’incontro, ricordiamo che la norma secondo la quale il covid19 è (impropriamente) qualificato come infortunio sul lavoro e quella che equipara l’adozione del protocollo al rispetto dell’art. 2087 del Codice civile non hanno scadenza, per cui la data del 31 ottobre non configura alcuna scadenza in merito all’uso del protocollo, anch’esso efficace fino a che la normativa richiamata sarà in vigore.

Ricordiamo anche che il ricorso all’uso del Protocollo è del tutto facoltativo, benché fortemente raccomandato viste le responsabilità del datore di lavoro, dallo scorso 1° aprile 2022, data di fine del periodo emergenziale.

Fonte: Confindustria

Il sistema energetico italiano alla prova dell’inverno

Il Sistema energetico italiano alla prova dell’inverno

Cosa sta succedendo al prezzo del gas?

Quali sono le principali sfide del settore energetico nazionale in vista della stagione invernale?

Quali le opzioni di breve e medio-lungo termine per garantire sicurezza e sostenibilità al sistema?

Questi i temi al centro dell’ultimo brief predisposto da CDP: “Il sistema energetico italiano alla prova dell’inverno”, coordinato da Andrea Montanino e Simona Camerano e predisposto da Alberto Carriero, Livio Romano, Benedetta Scotti e Sofia Torreggiani.

Scarica il Brief

Fonte: Cassa Depositi e Prestiti

Assiv, Pergolizzi: Antipirateria Marittima e Circolare 26 settembre 2022. Ulteriore proroga?

Assiv, Pergolizzi: Antipirateria Marittima e Circolare 26 settembre 2022. Ulteriore proroga?

ASSIV, grazie al dottor Vincenzo Pergolizzi, Delegato dell’Associazione Italiana Vigilanza e Servizi Fiduciari per le tematiche relative all’Antipirateria Marittima, riprende a parlare di antipirateria marittima, a seguito della circolare emessa del Ministero dell’Interno Dipartimento della P.S., del 26 settembre 2022 a firma del Prefetto Gambacurta, che integra la precedente del 22 giugno 2022, resasi necessaria a seguito della pubblicazione del regolamento di cui al DM del 7 Giugno 2022 n. 98 che ha apportato modifiche al precedente DM 139/2019.

Sebbene delle modifiche introdotte dal DM 98/2022 abbiamo già parlato in un precedente articolo pubblicato da S News, è bene ricordare come il DM in questione, nel far decadere il pre-requisito richiesto di partecipazione ad almeno 6 mesi di missione all’estero, ha sancito in via definitiva l’iter formativo delle guardie giurate aspiranti a svolgere attività di contrasto alla pirateria marittima, che dovranno conseguire in primis l’abilitazione a svolgere servizi di sicurezza sussidiaria in ambito portuale con integrazione per l’antipirateria e, a seguire, partecipare al corso di formazione teorico-pratico, della durata ridotta a tre giorni, presso la scuola “Caorle” di Brindisi della Marina Militare. 

Lo stesso DM ha inoltre rimodulato l’art. 4, comma 1, lettera a) del DM 139/2019, prevedendo che la certificazione dell’idoneità ad eseguire servizi in ambito portuale è rilasciata “automaticamente”, senza cioè aver sostenuto la prova di esame, alle guardie giurate che abbiano effettuato nei tre anni precedenti un periodo cumulativo non inferiore a 90 gg. di impiego effettivo in servizio di antipirateria a bordo di navi in transito in acque internazionali “a rischio”.

Proprio su quest’ultimo punto la nuova circolare del Ministero degli Interni indirizza ai Prefetti la raccomandazione di far raccogliere alle Segreterie delle Commissioni di esame, costituite ex art. 6 del DM 154/2009, le eventuali istanze di rilascio della “certificazione automatica” sottoponendole nella prima seduta utile al Collegio, ai fini dell’emissione dell’attestato. Ricorda altresì che le attività finalizzate alla certificazione automatica concretizzano un vero e proprio procedimento amministrativo, il cui tempo di conclusione deve intendersi stabilito, ex art. 2, comma 2 della L. 241/90, in 30 gg.

Orbene, a fronte della definizione del quadro normativo qui rappresentato e tenendo conto delle raccomandazioni del Ministero degli Interni, che sollecita la sua piena applicazione, sarebbe lecito credere che ormai nulla si possa frapporre fra l’esigenza degli Armatori italiani di avere garantito, a bordo delle navi, un servizio di sicurezza efficiente ed efficace, e quella degli Istituti di Vigilanza, impegnati ad avere un congruo numero di operatori da adibire ai servizi di antipirateria marittima adeguatamente formati.   

Purtroppo, però, in termini operativi l’attuazione di quanto il policy maker ha definito sulla carta si scontra con le difficoltà attuative e, come troppo spesso accade, sono gli operatori a subirne le conseguenze economiche e di immagine.

Mi riferisco in particolare al fatto che ancora oggi, a distanza di 4 mesi dalla pubblicazione del DM 98/2022, nonostante i solleciti effettuati dalle Associazioni di categoria della vigilanza privata, non si riescono ad avere notizie certe sui tempi e sulle modalità di accesso ai corsi tenuti dalla Marina Militare per le guardie giurate che, da oltre 90 gg. negli ultimi 3 anni, hanno svolto e/o stanno svolgendo servizi di antipirateria.

Ci troviamo quindi, ancora una volta, in una situazione di impasse in prossimità del 31 dicembre 2022, data fissata quale ultima scadenza del regime transitorio previsto dall’art. 5, comma 5, del DL 107/2011, che consente agli istituti di operare in deroga, rispetto ai requisiti di formazione professionale delle guardie giurate richieste dalla Legge.     

Sebbene, infatti, dalla prima scadenza di tale deroga fissata al 31/12/2012 siano passati 10 anni nei quali il provvedimento ha continuato ad essere reiterato mediante molteplici interventi legislativi, l’ultimo dei quali come detto con scadenza il 31 dicembre prossimo, riteniamo si possa con pieno diritto parafrasare il Principe di Salina del Gattopardo, affermando che resta invariata una realtà tutta italiana: “tutto cambia perché nulla cambi”.  

Si sono infatti succedute una decina di proroghe, sono stati pubblicati 3 diversi Decreti del Ministero degli Interni e molteplici Circolari, con il risultato che questo segmento di mercato continua ad essere in una situazione indefinita a cui manca sempre “un qualcosa”.

A quanto pare la Pubblica Amministrazione, arroccata su posizioni di retroguardia, continua a non rendersi conto che le attività economiche, vero motore del sistema Italia, non possono essere tenute in un perenne stato di incertezza, perché così facendo si perdono opportunità di mercato e con esse posti di lavoro, in un quadro macroeconomico già di per sé in crisi.

Le esigenze degli imprenditori devono allora essere messe al centro dell’azione politica e occorre che siano superati anacronistici steccati normativi privi di senso compiuto, così come le pastoie burocratiche che rallentano o addirittura bloccano le spinte produttive che giovano al Paese.

Nel mio precedente articolo concludevo con la speranza che, dopo oltre 10 anni dalla promulgazione della Legge che ha consentito ai privati di poter svolgere questa tipologia di servizi, la piena attuazione del neonato Decreto 98/2022 potesse avvenire celermente e che, dopo tanto patire, almeno per una volta la burocrazia fosse “clemente” nei confronti della nostra categoria evitandoci così di subire ulteriori difficoltà e/o oneri eccessivi.

Questo, fino ad oggi, non sta accadendo e probabilmente saremo costretti a chiedere una ulteriore proroga, con tutte le difficoltà conseguenti. Resta comunque la volontà di continuare a svolgere la nostra attività con la stessa determinazione e professionalità dimostrata in questi anni. Di certo gli imprenditori del settore sicurezza hanno dimostrato di aver fatto della resilienza la propria cifra distintiva, convinti che questo li porterà a far sentire la loro voce lì dove serve, sicuri che questa battaglia debba essere vinta nell’interesse del comparto, ma più in generale del sistema Paese.   

a cura di Vincenzo Pergolizzi, Delegato ASSIV Antipirateria Marittima

Leggi l’articolo su S News

Normazione e lavoro: per andare al sicuro – Bologna 23 Novembre 2022

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Normazione e lavoro: per andare al sicuro – Bologna 23 Novembre 2022

La Settimana Europea per la sicurezza e salute sul lavoro (22-28 ottobre) ha il compito di riportare all’attenzione pubblica un tema che troppo spesso passa inosservato o, quando sale agli onori della cronaca, lo fa a causa di eventi tragici o luttuosi. In verità la sicurezza e la salute sul lavoro sono argomenti che devono essere trattati non in termini emergenziali, ma come una consuetudine che si compone di tante azioni soprattutto di carattere preventivo.

Arricchita da centinaia di eventi, iniziative e promozioni, la Settimana Europea di quest’anno rappresenta il punto culminante della campagna 2020-2022 “Ambienti di lavoro sani e scuri. Alleggeriamo il carico!”, che si prefigge di sensibilizzare ai disturbi muscoloscheletrici (DMS) lavoro-correlati e divulgare informazioni su come poterli prevenire e gestire.

Si tratta di un percorso lungo due anni che ha visto impegnati, a livello nazionale, imprese e aziende per diffondere la cultura della sicurezza che si appoggia anche ad appositi strumenti di normazione e linee guida.

In questo senso l’evento Ambiente Lavoro, il Salone della Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro giunto quest’anno alla sua 22ma edizione e che si tiene a Bologna tra il 22 e il 24 novembre, è un’ulteriore e interessante occasione di confronto e di riflessione.

Proprio nell’ambito di questa manifestazione segnaliamo che mercoledì 23 novembre (h. 14.30-17.00) è in calendario un convegno, organizzato da AiFOS (Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro), dal titolo “Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro”, in cui verranno presentati i risultati di una ricerca AiFOS condotta nel 2022 che ha cercato di identificare le problematiche e le necessità dei soggetti che prestano consulenza in materia di salute e sicurezza alle imprese, per comprendere se – e come – l’applicazione dei Sistemi di Gestione della salute e sicurezza (SGSL) possa essere proposta ed applicata in azienda.
A questo proposito ampio spazio verrà dato ovviamente alla UNI ISO 45001, il riferimento internazionale sugli SGSL.

Scarica il programma

Fonte: UNI

Interpello Ministero del Lavoro sull’obbligo di sorveglianza sanitaria dei lavoratori

Obbligo di sorveglianza sanitaria dei lavoratori

Interpello del Ministero del Lavoro del 26 Ottobre 2022 n. 2 alla Regione Lazio, Direzione Regionale salute ed integrazione sociosanitaria.

Interpello ai sensi dell’articolo 12 del D.Lgs. n. 81/2008 e successive modificazioni, in merito all’obbligo di sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex art. 18 comma 1 lettera c) ed art. 41 D.Lgs. 81/08. Seduta della Commissione del 20 Ottobre 2022“.

Leggi l’interpello

Fonte: Ministero del Lavoro

Ministero della Salute: Ordinanza 31 Ottobre 2022. Covid-19 – Ulteriori misure per evitare la diffusione del virus

Ministero della Salute: Ordinanza 31 Ottobre 2022

Covid-19 – Ulteriori misure per evitare la diffusione del virus

Il Ministero della Salute con l’ordinanza del 31 Ottobre 2022 indica le nuove “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’epidemia da COVID-19 concernenti l’utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie”.

Scarica l’ordinanza

Fonte: Ministero della Salute