Webinar UNI: “Le norme tecniche per un project management efficace” – 26 Ottobre 2022

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Webinar UNI: “Le norme tecniche per un project management efficace” – 26 Ottobre 2022

Quali sono gli ingredienti che compongono un efficace Project Management e definiscono la figura del Project Manager?
A stabilirlo sono la UNI ISO 21502 e la UNI 11648, che forniscono le buone pratiche e i requisiti relativi a questa attività.

Se ne parlerà in occasione del webinar gratuito organizzato con Unioncamere e il supporto di Dintec:

Le norme tecniche per un project management efficace
Mercoledì 26 ottobre 2022, H. 15.30-17.30

L’evento offrirà l’opportunità di presentare, per la prima volta e in anteprima, la nuova edizione della norma UNI 11648.

L’incontro, che si svolgerà in modalità online, è aperto a imprese, enti, project manager e a tutti gli stakeholder del settore.

Per iscriversi: https://forms.gle/eTWFDfvZCD7dJ7Ev7

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Fonte: UNI

Centro Studi Confindustria – Presentazione Rapporto di previsione “Economia italiana ancora resiliente a incertezza e shock?”

Lo scorso 8 Ottobre il Centro Studi Confindustria ha presentato il Rapporto di previsione “Economia italiana ancora resiliente a incertezza e shock?

Lo shock energetico abbatte le prospettive di crescita

Il prezzo del gas in Europa è ai massimi storici: la quotazione si è impennata in estate, arrivando a 236 euro per mwh in media in agosto (picco storico giornaliero a 330), da 171 a luglio e poco meno di 100 in media nei primi sei mesi. A fine 2019, il prezzo del gas era di appena 13 euro. L’offerta russa di gas ai paesi dell’Europa occidentale è stata più volte ridotta di recente, in misura parziale ma marcata. Perciò, i mercati ora scontano nei prezzi correnti una potenziale scarsità di volumi. Lo scenario CSC ipotizza prezzi fermi agli alti livelli medi registrati nella prima metà di settembre (204 euro/mwh) per gli ultimi mesi del 2022 e poi fino a fine 2023 (Tabella A).

Il prezzo del petrolio Brent aveva raggiunto un massimo a giugno, a 123 dollari al barile, superando ampiamente i valori di fine 2021 e il livello target dell’OPEC (60-70 dollari). Da luglio, però, ha virato al ribasso, lungo un percorso di lenta e parziale moderazione, scendendo a 91 dollari a settembre. Le aspettative rialziste determinate dall’invasione russa dell’Ucraina spiegano i picchi regi-strati tra marzo e giugno, mentre più di recente sta prevalendo l’evidenza che quest’anno il mercato mondiale è ben rifornito e le scorte di greggio sono in risalita, quasi ai valori pre-crisi, nonostante il proseguire del conflitto che coinvolge uno dei principali produttori mondiali, la Russia.

I maggiori prezzi del gas stanno peggiorando le attese di crescita, soprattutto dell’Eurozona, e quindi le prospettive della domanda mondiale. Ciò sta favo-rendo di recente una flessione dei prezzi delle commodity non energetiche, specie tra i metalli e i prodotti agricoli. Allo scoppio della guerra, invece, il ti-more che parte dell’offerta divenisse indisponibile (ad esempio, il grano dall’Ucraina), aveva spinto ai massimi i prezzi di varie commodity. Le quotazioni, comunque, restano molto più elevate di quelle prepandemia.

Lo scenario internazionale è segnato dal balzo dei prezzi energetici, con diversa intensità nelle varie aree. Quasi ovunque nel mondo l’inflazione è in aumento e riduce il potere d’acquisto delle famiglie, frenando i consumi. Il diffuso rialzo dei tassi di interesse, per combattere l’inflazione, rallenta gli investimenti. Tale effetto negativo sulla domanda, rallenta l’attività produttiva. In tale scena-rio la dinamica del commercio mondiale di beni ha sorpreso al rialzo nei primi 7 mesi del 2022, ma nella restante parte dell’anno è attesa piatta.

Gli USA sono meno penalizzati dallo shock energetico rispetto all’Europa, ma l’economia ha sofferto già nella prima metà del 2022 per l’elevata inflazione e il brusco rialzo dei tassi di interesse: la FED li ha portati al 3,25%, da zero a inizio anno, per frenare l’inflazione che negli USA è diffusa ben oltre i prezzi energetici. Nella media del 2022 e dell’anno successivo l’economia USA è attesa in forte frenata (+1,1% nel 2023), con una netta revisione al ribasso delle stime, ma ancora in crescita.

Nell’Eurozona la guerra e le sue conseguenze economiche hanno abbassato sensibilmente le prospettive di crescita, nonostante l’andamento sia rimasto positivo nella prima parte del 2022, portando il PIL nell’Area al di sopra del livello preCovid. I dati congiunturali per il 3° trimestre mostrano segnali di graduale indebolimento, che si materializzeranno in una flessione del PIL dal 4°: l’aumento del costo dell’energia, l’inflazione record e il rialzo dei tassi eserciteranno un impatto negativo sui consumi e sull’attività produttiva, che indebolisce la dinamica economica portandola al +0,3% nel 2023.

L’Inflazione nell’Eurozona è salita in misura simile agli USA, ma con alcuni mesi di ritardo e una core inflation che si è mantenuta più moderata, sebbene oltre l’obiettivo BCE: un’inflazione per lo più da caroenergia. Coerentemente, la BCE aveva atteso prima di una risposta. A luglio e settembre, ha alzato i tassi fino a 1,25%, dopo aver fermato prima del previsto gli acquisti di titoli. Ciò segna una netta inversione di rotta rispetto alla policy iper-espansiva mantenuta per 6 anni.

Tra le economie emergenti, la dinamica è molto eterogenea: prospettive di crescita positive per i paesi esportatori di materie prime energetiche, di alcuni beni agro-alimentari e di altre commodity che hanno subito spinte al rialzo dei prezzi. La Cina non ha ancora risentito marcatamente della guerra in Ucraina, mantenendo dei fondamentali dell’economia solidi, pur rallentando sia per i razionamenti di energia legati all’ondata di caldo estiva, che per le politiche di contenimento del Covid. I paesi più a rischio sono gli emergenti europei, più esposti agli effetti dell’invasione russa dell’Ucraina. I paesi dell’America Latina scontano politiche monetarie molto restrittive per limitare l’impennata dei prezzi e il rischio di improvvise fughe di capitali, a seguito della risalita dei tassi USA, che ha fatto da traino a una serie record di rialzi dei tassi a livello mondiale (150 da inizio anno). I due casi più delicati sono segnalati dai movimenti delle valute: il cambio dollaro/peso argentino è in caduta libera da mesi, la lira turca ha subito un crollo a seguito della guerra in Ucraina.

Il cambio dell’euro sul dollaro è sceso sotto la parità a settembre con un -11,6% da inizio 2022. La svalutazione si è accentuata con l’avvio da inizio anno del rialzo dei tassi USA, ma giocano un ruolo centrale anche gli effetti più forti in Europa della guerra in Ucraina. Il rialzo dei tassi BCE, che segue quello USA, potrebbe favorire una stabilizzazione del cambio ma per ora sta avendo un effetto opposto, legato al peggioramento delle prospettive che il rialzo dei tassi comporta. L’euro più debole favorisce l’export dei paesi dell’Area, anche se for-se meno di quanto faceva in passato e accentua i rialzi delle commodity importate, per lo più quotate in dollari (tranne il gas naturale prezzato in Europa).

Inflazione e stagnazione

Il PIL italiano, che ha registrato una dinamica positiva nella prima metà del 2022, subisce un aggiustamento al ribasso tra la fine dell’anno e l’inizio del 2023 e poi recupera piano. La crescita nel 2022 (+3,4%) è già tutta acquisita ed è molto superiore a quella che si prevedeva sei mesi fa. Per il 2023, invece, c’è una forte revisione al ribasso rispetto allo scenario di aprile (-1,6 punti), che porta alla stagnazione in media d’anno (Tabella B).

La dinamica dei prezzi al consumo in Italia è salita rapidamente nel 2022, arrivando al +8,9% annuo a settembre, su valori che non si registravano dagli anni Ottanta. L’impennata dei prezzi energetici al consumo (+44,5% annuo) è responsabile di circa metà di tale aumento. Nella media del 2022 l’inflazione si attesterà al +7,5%, per poi ridursi parzialmente il prossimo anno (per l’effetto meccanico di un prezzo del gas ipotizzato fermo nell’orizzonte previsivo), ma su valori ancora doppi rispetto all’obiettivo della Banca Centrale.

I costi energetici delle imprese italiane sono stimati aumentare di 110 miliardi di euro nella media del 2022, per il totale economia, rispetto ai valori prepandemia. L’incidenza dei costi energetici sul totale sale da 4,6% a 9,8%, livelli insostenibili, ai quali corrisponde, nonostante un rialzo dei prezzi di vendita eterogeneo per settori, una profonda riduzione dei margini delle imprese. In caso di blocco totale del gas russo, si avrebbe una carenza di offerta di gas in Italia pari a circa il 7% della domanda, con impatti rilevanti su attività e valore aggiunto specie nel settore industriale; queste conseguenze potrebbero es-sere limitate se fossero efficaci le misure predisposte per il contenimento dei consumi. Se il prezzo del gas schizzasse in modo duraturo ai valori del picco toccato in agosto (330 euro/mwh, per es. nel caso di blocco dell’import dalla Russia) l’impatto addizionale sul PIL sarebbe di -1,5% nel 2022-23; viceversa, se si riuscisse a imporre un tetto di 100 euro al prezzo del gas, il PIL guadagnerebbe l’1,6% nel biennio.

Consumi in calo, investimenti in frenata

Nel 2° trimestre del 2022 le famiglie italiane sono tornate a spendere (+2,6%), grazie al superamento delle misure anti-Covid e quindi all’aumento della mobilità e alla ripartenza negli acquisti fuori casa. Ne ha giovato il settore turistico e il suo ampio indotto. Ha svolto un ruolo positivo l’extra risparmio accumulato negli ultimi due anni. D’altra parte, le fami-glie restano molto prudenti nelle decisioni di spesa e l’extra risparmio non sarà sufficiente a finanziare le spese anche negli ultimi mesi del 2022 e nel 2023, in parte perché non può essere tutto immediatamente speso, in parte perché è eroso dall’inflazione, in parte perchè concentrato tra le famiglie più abbienti. Perciò, a causa di prezzi alti e riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, nella seconda metà del 2022 è atteso un significativo indebolimento dei consumi, che poi sono previsti rimanere sostanzialmente piatti nel 2023 (-0,1%). Alla fine dell’orizzonte previsivo, i consumi saranno del -3,0% sotto i livelli del 2019.

Gli investimenti delle imprese sono attesi perdere slancio, dopo che nella prima metà dell’anno sono stati ancora in espansione, a un ritmo decrescente ma ampiamente sopra il livello preCovid. A fornire il contributo maggiore finora sono state le costruzioni, anche grazie al significativo impulso proveniente dagli incentivi fiscali. Gli elevati prezzi dell’energia, e quindi i margini ristretti, l’incertezza, le tensioni sul commercio mondiale, sono i principali fattori frenanti. Negativi per gli investimenti sono anche i rialzi dei tassi, che avranno un impatto sul costo del credito. L’aumento dei tassi pagati dalle imprese sembra già essere iniziato: 2,01% a luglio per le PMI (da 1,74% a gennaio), 1,01% per le grandi (da 0,76%). Se il costo del credito continuasse a salire in misura marcata, si aggraverebbe, inoltre, la situazione finanziaria delle aziende, già indebolita nel 2020. Le ingenti risorse europee del PNRR esercitano una significativa spinta agli investimenti in Italia. Sul rispetto delle tempistiche di attuazione del PNRR, però, incidono quasi gli stessi fattori (prezzi alti e scarsità di materiali) che limiteranno gli investimenti nel 2022 e 2023.

Nella prima parte dell’anno in corso la performance dell’export è stata molto positiva e superiore alle attese, nonostante le strozzature, gli aumenti dei prezzi lungo le filiere internazionali, le sanzioni incrociate con la Russia, l’incertezza nello scenario. Ma la brusca frenata della domanda internazionale nell’ultima parte del 2022 e nel prossimo anno, soprattutto nei principali mercati di sbocco delle merci italiane (Europa e Stati Uniti), ridurrà fortemente il potenziale di crescita delle nostre esportazioni. Nello scenario CSC, perciò, le esportazioni di beni e servizi, dopo una espansione in doppia cifra nel 2022 (+10,3%), rallenteranno bruscamente nel 2023 (+1,8%).

Nella prima metà del 2022 l’occupazione in termini di ULA è cresciuta a un ritmo superiore al PIL, spinta da una risalita sia delle ore per occupato, sia del numero di occupati. La dinamica dell’input di lavoro è attesa, però, diventare negativa tra l’autunno e l’inverno, sulla scia del PIL, anche se meno intensa-mente e con un po’ di ritardo. Nella seconda parte del 2023, invece, è prevista una ripresa nel mercato del lavoro, scontando la lenta risalita dell’economia, con l’input di lavoro che tornerà a crescere. Nella media del 2023, quindi, le ULA rimarranno quasi ferme (-0,1%).

Il deficit pubblico in Italia è migliore delle attese (3,5% nel 2023), nonostante l’aumento della spesa per interessi dovuto al rialzo dei tassi e pur incorporando gli effetti sui conti delle ingenti misure adottate dal Governo per sostenere famiglie e imprese contro il caro-energia: 54,4 miliardi nel 2022, che hanno senz’altro attutito l’impatto dello shock energetico sull’economia. Un elemento particolarmente positivo dei conti pubblici, emerso quest’anno, è il forte aumento delle entrate fiscali, sulla scia della risalita dell’economia, ma anche della maggiore inflazione: queste risorse hanno consentito di finanziare gli interventi senza generare più deficit di bilancio. Il gettito fiscale nel 2022 potrebbe essere superiore rispetto a quanto programmato dal Governo nel DEF di aprile di ulteriori 10 miliardi (0,5 punti di PIL), ma il deterioramento dello scenario economico potrebbe ridurre tali entrate. Il debito pubblico è stimato al 145,5% del PIL nel 2022, in riduzione di oltre 4,7 punti, ma nel 2023 è previ-sto calare di neanche 0,7 punti (al 144,9%), a causa del minor contributo della crescita reale alla sua discesa.

Leggi il rapporto completo

Scarica la presentazione del Direttore del CSC

Fonte: Confindustria

Domanda di assegno di integrazione salariale: nuovi criteri di esame

Domanda di assegno di integrazione salariale: nuovi criteri di esame

Con circolare INPS 5 ottobre 2022, n. 109 l’Istituto illustra le novità introdotte dal decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 33/2022 sulla concessione delle prestazioni garantite dal Fondo di Integrazione Salariale (FIS) con causali straordinarie.

In particolare, le novità riguardano i criteri di esame delle domande di accesso all’assegno di integrazione salariale per le causali straordinarie e i criteri per l’approvazione dei programmi di riorganizzazione e crisi aziendale, compresa quella derivante da evento improvviso e imprevisto, nonché per la stipula di contratti di solidarietà.

La circolare, inoltre, fornisce i modelli standard di relazione riferiti alle diverse causali da utilizzare per richiedere l’accesso agli assegni di integrazione salariale.

Fonte: INPS

Riforma degli ammortizzatori sociali: nuove istruzioni

Riforma degli ammortizzatori sociali: nuove istruzioni

L’INPS, con il messaggio del 5 ottobre 2022, n. 3649, fornisce nuove indicazioni in materia di riforma degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro e, in particolare, sulla compilazione dei flussi UniEmens .

Il messaggio precisa che i codici, istituiti per i periodi pregressi da gennaio a giugno 2022, potranno essere utilizzati anche sulla denuncia di competenza ottobre 2022 e fornisce ulteriori chiarimenti sulle procedure a cui devono attenersi i datori di lavoro.

L’Istituto aveva già illustrato le prime istruzioni operative con la circolare INPS 30 giugno 2022, n. 76, relativamente a Cassa Integrazione Ordinaria (CIGO) e Straordinaria ( CIGS ), Cassa Integrazione Salariale Operai Agricoli (CISOA), Fondo di Integrazione Salariale (FIS) e Fondi di solidarietà bilaterali.

Il messaggio 1° luglio 2022, n. 2637 aveva inoltre descritto la compilazione dei flussi Uniemens e indicato i codici da utilizzare per l’esposizione della contribuzione corrente e di quella arretrata.

Fonte: INPS

Circolare Ministero dell’Interno del 26 Settembre 2022 sul Regolamento recante modifiche al DM 139/2019 in materia di impiego di guardie giurate a bordo di navi mercantili battenti bandiera italiana che transitano in acque internazionali a rischio pirateria

Circolare Ministero dell’Interno del 26 Settembre 2022 sul Regolamento recante modifiche al DM 139/2019 in materia di impiego di guardie giurate a bordo di navi mercantili battenti bandiera italiana che transitano in acque internazionali a rischio pirateria

1. Premessa

Come è noto, con l’atto di indirizzo dell’l 1 marzo scorso, meglio specificato in riferimento sub a), si è provveduto a richiamare l’attenzione delle SS.LL. sulle disposizioni recate dall’art. 2, commi 6-bis e 6-ter, del D.L. 30 dicembre 2021, n. 228, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15 che hanno inciso sul regime dei servizi di vigilanza antipirateria effettuati a bordo delle navi battenti bandiera italiana in navigazione in acque internazionali “a rischio” (cd. “servizi antipirateria”).
Per effetto delle novelle introdotte dal cennato decreto-legge, è stato prorogato il regime transitorio dei requisiti professionali richiesti alle guardie giurate adibite all’espletamento dei servizi in parola, previsto dall’art. 5, comma 5, del D.L. 12 luglio 2011, n. l 07, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011, n. 130.

In sostanza, è stato previsto che, fino al 31 dicembre di quest’anno, possono essere impiegati in tali compiti guardie giurate che, abbiano partecipato, per almeno sei mesi, quali appartenenti alle Forze Armate, a missioni internazionali con incarichi operativi, ancorché essi non abbiano frequentato gli specifici corsi teorico-pratici prescritti per lo svolgimento di servizi di sicurezza sussidiaria dall’art. 6 del D.M. 15 settembre 2009, n. 154.

Il prolungamento di questo periodo di transizione è stato utilizzato per aggiornare il quadro normativo destinato a definire le modalità applicative della disciplina recata dal menzionato art. 5 del D.L. n. 107/2011, completando l’opera iniziata con il varo del D.M. 7 novembre 2019, n. 139.

In questo senso, si è provveduto, con decreto direttoriale del 3 marzo u.s., a modificare il “Disciplinare” del 24 febbraio 2015 – adottato sulla base dell’art. 6 del D.M. n. 154/2009 – ridefinendo le modalità di svolgimento dei corsi di formazione teorico-pratici che le guardie giurate devono frequentare e sostenere per essere adibite ai servizi anti-pirateria.

A questo intervento – i cui contenuti sono stati illustrati con la circolare del 23 giugno scorso, indicata in riferimento sub b) – si è aggiunto più di recente quello recato con il regolamento di cui al D.M. 7 giugno 2022, n. 98, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 169 – Serie Generale del 21 luglio scorso.

Il provvedimento apporta alcune mirate modifiche al testo originario del D.M. n. 139/20 I 9, sulle quali si ritiene opportuno, con il presente atto di indirizzo, fornire alcuni indicazioni, finalizzate ad agevolarne l’uniforme applicazione.

2. Modifiche concernenti la disciplina dei requisiti delle guardie giurate

Un primo ordine di interventi recato dal D.M. n. 98/2022 riguarda la disciplina dei requisiti che devono essere posseduti dalle guardie giurate per espletare i servizi anti-pirateria.
A tal fine, viene parzialmente riscritto l’art. 4 del D.M. n. 139/2019, nella parte in cui esso individuava i requisiti formativi richiesti per l’espletamento delle prestazioni in parola.
Il nuovo testo dell’art. 4, comma 1, lett. a) e a-bis), del D.M. n. 139/2019 conferma l’opzione compiuta con la modifica del “Disciplinare” tecnico disposta dal menzionato decreto direttoriale del 3 marzo u.s., in virtù del quale il percorso formativo delle guardie giurate da adibire ai servizi in parola viene articolato in due momenti:

a) il primo momento è rappresentato dal conseguimento della certificazione dell’idoneità allo svolgimento dei servizi in ambito portuale rilasciata all’esito di una prova di esame sostenuta innanzi alla Commissione prefettizia, secondo le modalità stabilite dall’art. 6, comma 2, del D.M.
n. 154/2009. L’art. 4, comma 1, lett. a), del D.M. 139/2019 precisa adesso che tale prova di esame deve vertere su specifici argomenti di interesse per l’espletamento dei servizi antipirateria stabiliti attraverso il “Disciplinare” tecnico. Per tale aspetto si fa rinvio alle ampie considerazioni sviluppate al paragrafo 4 dell’atto di indirizzo indicato in riferimento sub b) che qui si intende completamente richiamato;
b) il secondo momento è costituito dalla frequenza e dal superamento dell’apposito corso di formazione specialistica previsto dall’art. 6 del D.M. n. 154/2009 ed organizzato dal Ministero della Difesa, con oneri a carico degli interessati. Anche per tale aspetto si richiamano le indicazioni contenute nell’atto di indirizzo indicato in riferimento sub b), nel quale è, tra l’altro, precisato che il corso in parola ha la durata di tre giorni.
In questo contesto, va richiamata l’attenzione sulla previsione, pure contenuta nel nuovo testo dell’art. 4, comma 1, lett. a), del D.M. n. 139/2019, secondo cui la certificazione dell’idoneità ad eseguire servizi in ambito portuale è rilasciata automaticamente, senza cioè aver sostenuto la prova di esame (nel prosieguo indicata anche come “certificazione automatica”), alle guardie giurate che abbiano effettuato nei tre anni procedenti un periodo cumulativo non inferiore a novanta giorni di impiego effettivo in servizio antipirateria a bordo di navi in transito in acque internazionali “a rischio”.

La disposizione chiarisce che è onere dell’interessato esibire un’apposita attestazione, concernente i servizi antipirateria svolti dall’armatore ovvero dall’istituto di vigilanza.
Ciò premesso, al fine di assicurare l’immediata applicazione di questa norma – che viene a concretizzare una mirata semplificazione degli adempimenti burocratici, si pregano i Sig.ri Prefetti di voler impartire le opportune indicazioni affinché le Segreterie delle Commissioni prefettizie ex art. 6 del D.M. n. 154/2009 prowedano a raccogliere le eventuali istanze di rilascio della “certificazione automatica”, sottoponendole, nella prima seduta utile, al Collegio ai fini dell’emissione dell’attestato.
In questa sede, giova ricordare che le attività finalizzate al rilascio della “certificazione automatica” concretizzano un vero e proprio procedimento amministrativo il cui tempo di conclusione deve intendersi stabilito, a mente dell’art. 2, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241, in trenta giorni.
Si sottolinea l’importanza della novità normativa che consente di conseguire la “certificazione automatica” in parola.

L’esercizio di questa facoltà permette, infatti, agli interessati di accedere più velocemente ai corsi di formazione organizzati dalla Marina Militare, e di completare, in termini significativamente più brevi, il percorso formativo che dovrà essere attestato dalle Segreterie delle Commissioni ex art. 6 del D.M. n. 154/2009, come precisato nel ripetuto atto di indirizzo indicato in riferimento sub b ).
Resta, invece, invariata la previsione, secondo cui, per l’espletamento dei compiti in parola, le guardie giurate devono essere in possesso del permesso di porto d’arma lunga per difesa personale rilasciato dal Questore a mente dell’art. 42 TULPS.

Conseguentemente all’introduzione di questa nuova disciplina, sono state soppresse le norme transitorie originariamente contenute nell’art. 14, commi 2 e 3, del D.M. n. 139/2019.

3. Esercizio occasionale dei servizi antipirateria da parte di imprese stabilite in altri Paesi dell’Unione Europea

Il D.M. n. 98/2022 ha, inoltre, inserito nel “corpo” del D.M. n. 139/2019 un nuovo art. 11-bis volto a dettare le norme procedurali per il rilascio alle imprese di sicurezza privata stabilite in altri Paesi dell’Unione Europea dell’autorizzazione a svolgere servizi occasionali di vigilanza antipirateria in forma occasionale a mente degli artt. 134-bis, comma 2, TULPS e 260-bis, comma 2, del R.D. 6 maggio 1940, n. 635.

Viene così colmata una lacuna del nostro ordinamento cui questo Dipartimento, titolare della competenza autorizzatoria in discorso, ha finora sopperito attraverso un’interpretazione dei principi generali regolatori della materia.

In particolare, l’art. Il-bis del D.M. n. 139/2019 precisa che le imprese stabilite in altri Paesi dell’Unione presentano l’istanza di rilascio del titolo di polizia in discorso, corredandola della documentazione idonea a comprovare:

a) il possesso delle autorizzazioni rilasciate dalle competenti Autorità dello Stato di stabilimento necessarie allo svolgimento dei servizi antipirateria;
b) il possesso delle abilitazioni riguardanti il personale dipendente;
c) i titoli che abilitano il medesimo personale a ricevere in eventuale comodato le armi da impiegare nei servizi antipirateria, nonché il porto delle armi.

La norma precisa che il personale delle imprese stabilite in altri Paesi dell’Unione deve essere, inoltre, in possesso della Carta europea di arma da fuoco, necessaria per l’introduzione nel territorio dello Stato delle armi comuni da sparo. A tal proposito, giova ricordare che le navi mercantili battenti bandiera italiana, quando sono in navigazione in acque internazionali, sono considerate come territorio dello Stato ( art. 4 del Codice della navigazione). Da qui la necessità che il cittadino europeo non residente in Italia sia munito della predetta Carta europea.

L’art. 11-bìs del D.M. n. 139/2019 disciplina anche l’ipotesi in cui l’interessato non sia in possesso della menzionata Carta.

La norma prevede, infatti, che in tali casi, l’impresa stabilita in altro Paese dell’Unione europea debba richiedere al Questore il titolo di polizia ex art. 31 TULPS che autorizza l’introduzione in Italia delle armi comuni da sparo da impiegare nei servizi di vigilanza antipirateria.

Si attira l’attenzione sulla previsione, pure contenuta nel citato art. 1 l-bis, comma 2, che incardina la competenza al rilascio della licenza in parola in capo al Questore del luogo dove ha sede legale l’armatore delle navi sulle quali devono essere eseguite le attività occasionali di vilanza antipirateria.

4. Modifica della modulistica

Si segnala che il D.M. n. 98/2022 ha anche sostituito l’Allegato B del D.M. n. 139/2019 che reca il modello del1a dichiarazione che l’impresa di sicurezza privata ovvero l’armatore devono inviare al Questore per comunicare la partenza della nave su cui dovranno essere eseguiti i servizi di vigilanza antipirateria, con almeno quarantotto ore di anticipo rispetto all’imbarco, secondo quanto previsto dall’art. 9, comma 2, del medesimo D.M. n. 139/2019.
Si precisa che il nuovo modello modifica quello precedente sia nella parte della dichiarazione, sia nella parte della scheda allegata alla medesima dichiarazione.

5. Indicazioni conclusive

Ciò premesso, si evidenzia che le innovazioni recate dal ricordato D.M. n. 98/2022, in particolare quelle riguardanti la disciplina dei requisiti formativi delle guardie giurate da adibire ai servizi antipirateria, appaiono di particolare rilievo per gli armatori e gli istituti di vigilanza privata che sono abilitati a svolgere la propria attività in questo particolare campo.

In considerazione di ciò, appare utile che vengano avviate le opportune iniziative per favorire la diffusione delle presenti indicazioni tra gli operatori economici delle categorie interessate.

In questo senso, si pregano i Sig.ri Prefetti di voler valutare l’opportunità di partecipare, nelle forme ritenute più opportune, i contenuti del presente atto dì indirizzo alle locali Camere di Commercio, affinché ne rendano edotte le associazioni datoriali e di categoria più direttamente toccate dall’argomento.

Inoltre, si evidenzia l’importanza che le Commissioni prefettizie di cui all’art. 6 del D.M. n. 154/2009 pianifichino le sessioni di esame per il rilascio delle abilitazioni allo svolgimento dei servizi di sicurezza sussidiaria ivi compresa la certificazione dell’idoneità a espletare i servizi in ambito portuale, indispensabile per accedere al corso di formazione specialistica di competenza della Marina Militare.

A tal riguardo, si raccomanda che le sessioni di esame siano programmate con un congruo anticipo e che delle date del loro svolgimento venga data ampia notizia, anche attraverso la pubblicazione di avviso sul sito istituzionale della Prefettura.

Ciò al fine di consentire alle guardie giurate interessate ad ottenere questa particolare certificazione di disporre di un adeguato lasso di tempo per la preparazione che, per i profili specificamente attinenti al settore dei servizi antipirateria, potrà essere condotta sul “Compendio per la preparazione all’esame per il conseguimento dell’abilitazione all’imbarco in qualità di guardia giurata particolare al servizio antipirateria su naviglio nazionale”, di cui si è data notizia con la circolare indicata in riferimento sub b ).

Nel ricordare che il “Compendio” è pubblicato sul sito istituzionale della Polizia di Stato, si evidenzia la necessità che le Segreterie delle Commissioni comunichino, entro il 15 gennaio 2023, il numero complessivo delle guardie giurate che, durante quest’anno, hanno richiesto di sostenere l’esame per conseguire l’abilitazione allo svolgimento dei servizi di sicurezza sussidiaria, specificando quanti di essi hanno richiesto la certificazione dell’idoneità all’espletamento dei servizi di sicurezza sussidiaria in ambito portuale.

Nel confidare nella consueta collaborazione per la puntuale applicazione delle presenti indicazioni, si fa presente che, come sempre, l’Ufficio IV – Polizia amministrativa e di sicurezza dell’Ufficio per l’Amministrazione Generale resta a disposizione per ogni chiarimento ritenuto utile.

F.to Prefetto Stefano Gambacurta

Circolare Ministero dell’Interno del 23 Settembre 2022 sulle istruzioni operative per l’approvazione del tesserino per l’investigazione privata

Circolare Ministero dell’Interno del 23 Settembre 2022 sulle istruzioni operative per l’approvazione del tesserino per l’investigazione privata

Si fa seguito alla circolare sub b) con la quale si è riferito dell’avvenuta pubblicazione nella G.U. del 21 giugno scorso del Decreto del Ministro dell’Interno, adottato in data 18 maggio 2022, destinato ad entrare in vigore il 24 settembre p.v., di approvazione del modello di tesserino che attesta la qualità di titolare della licenza per la conduzione di istituti di investigazione privata, nonché quella di investigatore privato dipendente da un istituto.

Come già ampiamente argomentato nella circolare del I 9.08.2022, indicata sub b), il D.M., all’art. 3 specifica che il tesserino è emesso sulla base della licenza che viene rilasciata rinnovata al titolare dell’istituto di investigazione privata a mente dell’art. 134 TULPS o ai dipendenti del medesimo istituto ai sensi dell’art. 257-bis, comma I, del R.D. n. 635/1940. L’Istituto Poligrafico, responsabile dell’attuazione del processo di emissione del tesserino, ha approntato un documento, strutturato in tre sezioni (Allegato 1), contenente le istruzioni operative e gli adempimenti prodromici al rilascio del predetto tesserino cui le SS.LL. dovranno rigorosamente attenersi.

È previsto, infatti, che l’investigatore privato presenti un’istanza di rilascio del tesserino di riconoscimento presso la Prefettura che ha rilasciato la licenza.

Ai fini dell’acquisizione dei dati, da trasmettere poi all’IPZS per le conseguenti attività di produzione, stampa e personalizzazione del tesserino, l’Istituto ha predisposto un modulo di richiesta dati (allegato 2), disponibile in formato pdf editabile non modificabile, sul quale andranno riportati tutti i dati necessari alla personalizzazione del tesserino.

Detto modulo è disponibile on-fine, tramite download, accedendo alla pagina dedicata nel portale web www.poliziadistato.it\sicurezzaprivata\vigilanzaprivataeinvestigazioni.

Il modulo di richiesta, una volta compilato e sottoscritto dal richiedente e dal Dirigente delegato alla firma, dovrà essere trasmesso all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato con le modalità indicate nelle predette linee guida, il quale, ricevuta la richiesta, avvierà le previste fasi di produzione, stampa e personalizzazione dei tesserini di riconoscimento e procederà al relativo invio alle Prefetture per la conseguente consegna dei tesserini di riconoscimento ai titolari.

Si attira la particolare attenzione delle SS.LL. sulla necessità che venga riposta particolare cura nella compilazione del modulo di richiesta contenete i dati, che saranno quelli stampati sul tesserino di riconoscimento.

Per ulteriori elementi di dettaglio si rinvia alle linee guida allegate alla presente circolare.

Nel confidare nella consueta fattiva collaborazione per l’attuazione delle indicazioni qui formulate, si assicura che l’Ufficio IV – Polizia Amministrativa e di Sicurezza resta a disposizione per ogni contributo che sarà ritenuto utile o necessario.

F.to Prefetto Stefano Gambacurta

Rinnovata in prefettura ad Arezzo l’intesa con la federazione tabaccai

Rinnovata in prefettura ad Arezzo l’intesa con la federazione tabaccai

Il prefetto di Arezzo, Maddalena De Luca, e il presidente del sindacato provinciale Tabaccai di Arezzo, Daniele Salvi, hanno sottoscritto oggi il rinnovo del protocollo d’intesa tra prefettura e Federazione Italiana Tabaccai per la prevenzione della criminalità diffusa ai danni delle rivendite di generi di monopolio.

«L’intesa – ha commentato il prefetto – mira a rafforzare le misure di sicurezza per una categoria particolarmente esposta ai reati predatori».

Per i prossimi tre anni, proseguirà la proficua collaborazione tra le parti, attraverso la promozione di progetti finalizzati a implementare le misure di prevenzione e contrasto dell’illegalità sul territorio, con il supporto delle Forze di polizia e in raccordo con altre istituzioni pubbliche.

In tale direzione, è stato riconfermato il ruolo strategico dei sistemi di videosorveglianza installati presso le tabaccherie ed è stata, altresì, incentivata l’attivazione di sistemi di sicurezza passiva, come casseforti, blindature e sistemi di allarme antintrusione. Sarà, quindi, promosso il ricorso a pagamenti con moneta elettronica, previsti dalle norme vigenti, per limitare le giacenze degli incassi in denaro contante.

Fonte: Ministero dell’Interno

Lavoro: “Norme e contratti collettivi – Archivio CNEL”, online la nuova sezione informativa

Lavoro: “Norme e contratti collettivi – Archivio CNEL”, online la nuova sezione informativa

​Online la nuova area “Norme e contratti collettivi – Archivio CNEL” del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Scopo dello spazio virtuale è rendere disponibili le principali disposizioni normative e dei contratti collettivi applicabili ai rapporti di lavoro del settore privato.

Ai sensi dell’articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152 – come modificato dal decreto legislativo 27 giugno 2022, n. 104 – il Ministero rende disponibili le disposizioni normative e dei contratti collettivi nazionali, relative alle informazioni che devono essere comunicate ai lavoratori dai datori di lavoro del settore privato (per maggiori dettagli è possibile consultare anche questa pagina web dedicata; oltre alla circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 19 del 20 settembre 2022; nonché la circolare INL n. 4 del 10 agosto 2022).

Si ricorda che per ulteriori informazioni e le Faq sui principali istituti del rapporto di lavoro privato si può anche accedere allo Sportello Unico Digitale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

ICMQ – La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse – 10 Novembre 2022

ICMQ – La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti pubblici e privati – 10 Novembre 2022

Il corso di 8 ore si terrà in modalità online il 10 novembre.
Obiettivo generale del Corso di Risk Analysis e Risk Management, è la formazione di una figura professionale capace di ridurre il rischio di derive del progetto attraverso una tempestiva analisi dei rischi applicata all’attività progettuale e gestionale delle commesse di opere sia pubbliche che private. La formazione di tale figura professionale è la risposta alla richiesta del mercato del lavoro di figure più ricche di competenze tecnico-manageriali, in grado di individuare e valutare i rischi, nonché di sviluppare strategie per governare gli stessi nelle diverse fasi tecniche, economiche, finanziarie e amministrative del progetto. Il corso terrà conto della Norma UNI ISO 31000/2018.


Obiettivo specifico del Corso di Risk Analysis e Risk Management è la formazione di un nuovo professionista capace di inserirsi nelle fasi tecniche e gestionali del progetto e della commessa, in grado di identificare potenziali rischi e poterne mitigare i più pericolosi, trasformandoli, ove possibile, in un’opportunità, ma soprattutto ottimizzare attraverso queste analisi, le risorse per un miglior rendimento del progetto e dell’intero processo costruttivo.


Una figura professionale, quindi, con un taglio fortemente polivalente, tale da consentirle di comprendere accanto ai problemi della progettazione, della programmazione e della gestione, il loro impatto in termini di rischi tecnici, economici, finanziari e sociali. Tutto ciò permetterà di approcciare complessi processi progettuali, costruttivi, industriali, con particolare attenzione alle criticità realizzative, nonché anche per evitare possibili conflitti di interesse.


Le procedure, le metodologie e le tecniche di Risk Management apprese fanno sì che il partecipante possa gestire al meglio le attività progettuali e tutti i processi necessari per la realizzazione di un progetto/commessa o di un bene immobiliare o industriale. Il Risk Manager è in grado così di agire nell’ambito degli obiettivi prescelti e strategici, al fine di garantire il controllo della realizzazione del progetto e della migliore gestione della commessa.


Il Risk Management attiene alla metodologia finalizzata ad un’efficace individuazione e analisi dei potenziali rischi in cui si può incorrere durante la progettazione e/o la gestione delle commesse, per poter limitare dunque l’esposizione ai rischi medesimi.
La Risk Analysis permetterà oltre alla valutazione dei rischi anche la classificazione dei medesimi in base alla loro possibile gravità e frequenza, in modo da individuare la migliore politica per ottimizzare la loro gestione, e, ciò in linea con le possibilità e le capacità finanziarie disponibili; nonché la definizione delle misure di eliminazione o prevenzione dei rischi individuati in coordinamento con i tecnici coinvolti nel progetto/commessa e nella verifica dei risultati e in relazione al controllo nel tempo.

Scarica la locandina del corso

ICMQ – Project Manager certificato ai sensi della norma Uni 11648:2016 – Corso di 40 ore online: 9-15-22-29 Novembre 2022 e 2 Dicembre 2022

ICMQ – Project Manager certificato ai sensi della norma Uni 11648:2016 – Corso di 40 ore online: 9-15-22-29 Novembre 2022 e 2 Dicembre 2022

ICMQ S.p.A. organizza un corso di 40 ore nei giorni mercoledì 9, martedì 15-22-29 novembre e venerdì 2 dicembre, dalle 9.00 alle 18.00 in modalità online con l’obiettivo di far apprendere i concetti e le metodologie essenziali del Project Management, in linea con gli standard nazionali e internazionali, applicati al settore delle costruzioni e degli impianti. Si mira a formare una figura professionale capace di operare nel coordinamento progettuale, nella realizzazione e nella gestione di opere pubbliche e private, in tutte le fasi del processo degli interventi edilizi, infrastrutturali e ambientali.

Il corso di Project Manager di ICMQ è uno dei primi in Italia che fa riferimento alle norme Uni Iso 21502:2021 e Uni iso 21500:2021, nonché ai principi base della prossima versione della norma Uni 11648.
È quindi possibile, già al termine del corso, accedere presso ICMQ per divenire Project Manager certificati secondo la normativa più avanzata e con valenza internazionale.

Molti Enti Pubblici, per appalti di servizi e/o di lavori, gestiti con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, richiedono, in sede di offerta, per alcune figure la certificazione di Project Manager e/o attribuiscono alla medesima sino a 10 punti su 70 in sede di offerta tecnica.
La certificazione di Project Manager è dunque certamente qualificante per liberi professionisti e società di ingegneria anche per l’ottenimento dell’incarico di supporto al RUP.
La certificazione a cui prepara il presente corso, ai sensi della Norma UNI 11648 (e della ISO UNI 21500) e in conformità alla Legge 4/2013, consente di essere registrati nell’apposito elenco di Accredia, con valenza internazionale.
L’obiettivo è di far apprendere i concetti e le metodologie essenziali del Project Management, in linea con gli standard nazionali e internazionali, applicati al settore delle costruzioni e degli impianti. Si mira a formare una figura professionale capace di operare nel coordinamento progettuale, nella realizzazione e nella gestione di opere pubbliche e private, in tutte le fasi del processo degli interventi edilizi, infrastrutturali e ambientali. Opportuni ed esaustivi casi pratici saranno illustrati dal docente in cui è stato consulente sin dalla fase di offerta per imprese aggiudicatarie dell’appalto.
Il Corso di Project Manager per il settore civile ed impiantistico è la risposta alla richiesta del mercato del lavoro di figure più ricche di competenze tecnico-­manageriali, in grado di elaborare la sempre crescente complessità delle fasi tecniche amministrative ed economiche dell’intervento; la figura del Project Manager certificato può essere di supporto al RUP, ai sensi dell’art. 31 commi 9 e 11 del D. Lgs. 50/2016 e s.m.i., aggiornato e coordinato con la legge 1 Novembre 2021, con “incarico diretto” sino a 40.000,00€.


Il corso risponde al Nuovo Codice degli Appalti D. Lgs. 50/2016 aggiornato al 1° novembre 2021. Nell’attuale transitorio la Linea Guida n.3 di ANAC per l’attuazione del D. Lgs. n 50/2016, prevede che i RUP per la gestione dei progetti debbano possedere adeguate competenze quali Project Manager, acquisite anche attraverso la frequenza, con profitto, di corsi di formazione in materia. La bozza del nuovo Regolamento D.Lgs 50/16 conferma tutto ciò (Art. 4 comma 3) e prevede un RUP che sia un Project Manager nel caso dell’Art. 65 (Contraente generale).

Il corso prepara i partecipanti per la certificazione di Project Manager, da effettuarsi presso un Organismo di Certificazione Accreditato, come ICMQ, e potersi così iscrivere nell’apposito elenco di Accredia dei Project Manager, riconosciuto internazionalmente.

Scarica la locandina del corso e la scheda di iscrizione